martedì 31 agosto 2010

ACCENDIAMO IL CERVELLO: C’È UNA BUFALA IN TV!

Hai mai sentito parlare in TV di almeno uno di questi "misteriosi" argomenti spacciati per scienza?

1) i cerchi nel grano: 2) Atlantide 3) i templari 4) le scie chimiche 5) gli inesauribili segreti delle piramidi 6) le profezie maya e quelle di Nostradamus 7) il mostro di Loch Ness e altre oscure creature 8) gli UFO, il falso sbarco sulla Luna, le astronavi preistoriche e quel disco volante caduto a Roswell 9) i teschi di cristallo costruiti da alieni? 10) la fine del mondo, il 2012... ecc.?

Notizie come queste sono continuamente spacciate dalla TV pubblica come ipotesi scientifiche. Ma non sono altro che bufale, burle o credenze popolari!

Nasce però ora su Internet il più grande gruppo online contro il fenomeno dilagante in TV di trasmissioni che vivono sulla credulità popolare.

CENTINAIA DI BLOGGER, SCIENZIATI E GIORNALISTI UNITI PER SEGNALARE LA "CATTIVA" DIVULGAZIONE SCIENTIFICA IN TV E SBUFALARE, DIVERTENDOCI, CHI CAMPA SULLA NOSTRA BUONA FEDE.

"Accendiamo il cervello" e divertiamoci a smascherare le trasmissioni che campano sulla credulità popolare.

Partecipa con "(Cattiva) Scienza in TV" ai giochi che verranno proposti ogni mese segnalando le trasmissioni in TV e descrivendo gli errori e le bufale scientifiche che sentiamo e vediamo
vincendo i bellissimi premi che verranno messi in palio a partire dal mese di settembre 2010!

Registrati al sito scienzaintv.ning.com oppure iscriviti alla pagina facebook

Partecipa al gioco sul portale oppure proponi inziative che possano diffondere la consapevolezza nel distinguere informazione corretta da disinformazione.

Sono soprattuto i giovani, gli studenti, i ragazzi di ogni età invitati a partecipare segnalando le "bufale" televisive, e inviando una email a scienzaintv@gmail.com oppure segnalando sul sito scienzaintv.ning.com qualsiasi caso sospetto di "attentato" alla nostra buona fede.

Una curiosa ma intelligente iniziativa nata da centinaia di blogger, giovani di ogni età, genitori, scienziati e giornalisti che lancia una divertente controffensiva ai programmi TV che giocano sulla credulità popolare spacciandosi per scienza.


Con il Patrocinio dell’UAI (Unione Astrofili Italiani)

Ad un primo appello hanno già aderito all’iniziativa alcuni tra i nomi più eccellenti del panorama scientifico, del giornalismo e della divulgazione tra cui: Giovanni Anselmi, Massimo Auci, Cesare Barbieri, Enrica Battifoglia, Leopoldo Benacchio, Enrico Bernieri, Piero Bianucci, Giovanni Fabrizio Bignami, Patrizia Caraveo, Annamaria De Rosa, Piero Galeotti, Claudia Di Giorgio, Margherita Hack, Corrado Lamberti, Tommaso Maccacaro, Piergiorgio Odifreddi, Telmo Pievani, Piero Salinari, Stefano Sandrelli, Emilio Sassone Corsi.

Qui di seguito il comunicato stampa dell'iniziativa
(Cattiva) Scienzaintv


Il sito web di (Cattiva) Scienza in TV: scienzaintv.ning.com

La pagina facebook dell'iniziativa

Leggi anche l'articolo del filosofo della scienza Telmo Pievani apparso sul numeri di LE SCIENZE di Agosto 2010: UFO, CERCHI NEL GRANO e ALTRI INCUBI
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lunedì 30 agosto 2010

DECIMA EDIZIONE PER IL "CARNEVALE DELLA FISICA"

Oggi grande evento in oltre 9 regioni del mondo: il Carnevale della fisica è ospitato sul blog Popinga e contemporaneamente sul blog in lingua spagnola Cencia Mia. I blogger partecipanti nelle varie edizioni sono oltre un centinaio in tutto il mondo.



Visualizza Carnevale della Fisica in una mappa di dimensioni maggiori

Il 30 di ogni mese, infatti, appassionati e professionisti divulgatori della scienza si riuniscono per promuovere la fisica e le scienze in maniera originale e divertente.

Per partecipare ai prossimi eventi è sufficiente pubblicare sul proprio blog, entro il 27 di ogni mese, un testo divulgativo su un argomento che abbia relazione con la fisica. Fisica teorica, meteorología, nanotecnologíe, biofísica, astrofisica, ma anche storia, poesia, teatro, musica: materie che possano avere relazione con la scienza e la fisica in particolare.

Ogni mese, dunque, a turno, un blog ospita i link ai contributi dei blogger partecipanti.

I portali dedicati a questo evento (su cui troverete altre informazioni per partecipare) sono il carnevaledellafisica.ning.com (lingua italiana) e carnavaldelafisica.ning.com (lingua spagnola)

Il prossimo appuntamento è invece per il 30 di settembre, ospitato dai Maghimatici Laboratori Scientifici con il tema: "a che gioco giochiamo?" a cui potrete scrivere per prendere parte come protagonisti.

Ma, nell'attesa, gustiamoci la bellissima raccolta di articoli del "Carnevale" di fine Agosto ospitato questo mese sul blog Popinga.



COSMO: SU RAI 3 "SIAMO TUTTI UNA RETE"


Da alcuni giorni sulla rete circolano i commenti entusiastici e le aspettative di alcuni amici che come me si occupano di divulgazione scientifica nei riguardi di un nuovo programma TV dal titolo COSMO, in onda a partire da sabato 4 settembre alle 21.00 su RAI3.



Il conduttore è Luca De Biase, con un curriculum di tutto rispetto, noto a molti di noi per essere il responsabile di "NOVA24", l'inserto del giovedì de IL SOLE 24 ORE, che si occupa di nuove tecnologie, innovazione e scienza, e che da anni cura un blog personale considerato tra i più interessanti e attendibili nel panorama dell'innovazione e della comunicazione.

Già così il nuovo programma di divulgazione scientifica di RAI 3 potrebbe considerarsi una garanzia a scatola chiusa. Ma c'è di più: come ci spiega lo stesso Luca De Biase, il programma può contare su nomi illustri del panorama della divulgazione scientifica italiana. Uno staff di persone che ha una esperienza estremamente elevata e che molti dei nostri lettori già conoscono.

Cito solo alcuni dei nomi che collaboreranno al programma: il chimico Dario Bressanini (Le Scienze), le giornaliste scientifiche Alessandra Viola, Elisabetta Curzel e Silvia Bencivelli (Radio 3 Scienza), la documentarista Chiara Cetorelli, la bioeticista Chiara Lalli e il giornalista Riccardo Meggiato (Wired).

Scrive Luca De Biase che:
"Il contenuto è organizzato sull'idea di fondo che mi sembra decisiva [...]: come possiamo descrivere le conseguenze di quello che stiamo scoprendo dal punto di vista scientifico e tecnologico sulla vita futura dei ragazzi e dei bambini di oggi? Le risposte che sono state trovate non sono affette da fideismo nella scienza e nella tecnologia, ma derivano da una sola certezza: il futuro è quello che stiamo costruendo".
"La trasmissione, voluta da Raitre e realizzata dalla Hangar di Gregorio Paolini, in programma per sabato 4 settembre, è pensata per ricostruire una visione di prospettiva sulle conseguenze della scienza e della tecnologia e contribuire alla comprensione dell'evoluzione del corpo umano, dell'intelligenza, dell'ambiente naturale. Per prendere coscienza di come le nostre scelte di oggi definiscano il mondo nel quale vivremo domani".
Un appuntamento, quello del 4 settembre, davvero da non perdere!


domenica 29 agosto 2010

L'OGGETTO "MISTERIOSO"


Chi riesce per primo a intuire quale poteva essere l'utilizzo di questo strano oggetto?

Per aiutarvi vi diremo che è di origine cinese e che la foto rappresenta un pezzo appartenente al Museo Civico di Rovigno (Croazia).

La sala in cui è custodito l'oggetto presenta una serie di pezzi di valore storico-documentaristico ed artistico e ricordi di viaggio in paesi esotici.

[la foto è stata scattata il 13 agosto 2010: I riflessi sono dovuti alla teca in cui è contenuto l'oggetto).


AGGIORNAMENTO DEL 31 AGOSTO 2010.

Come si legge dalla targhetta apposta all'interno della teca, l'oggetto viene presentato come uno "strumento per la previsione dei terremoti".

In realtà più probabilmente si tratta di un sismometro (strumento per la misura di un terremoto) e non per la sua "previsione".

L'invenzione del primo sismometro viene attribuita al cinese Zhang Heng (132 d.C).

Si trattava di apparecchio con una struttura estremamente ingegnosa ed elegante: all'interno di un'anfora, stava un pendolo che, se messo in oscillazione da una scossa sismica, urtava alcune levette.

Tali levette erano otto, disposte tutto intorno all'anfora, ed ognuna di esse era collegata alla riproduzione di un piccolo drago; se urtata, ne apriva la bocca, facendo cadere la pallina in un recipiente sottostante. La pallina, cadendo, faceva un rumore metallico, che fungeva da allarme.

Anche se in questo caso la struttura è più semplice dello strumento di Heng, sembrerebbe che la presenza di una pallina possa misurare eventuali vibrazioni e possa cadere dalla "bocca" del pesce.




CIOCCOLATO, ANTIOSSIDANTI ED ELASTICITA' CUTANEA

Alla luce dei commenti lasciati dai nostri attenti lettori
abbiamo apportato alcune precisazioni all’articolo.
[aggiornato il 3 settembre 2010]


Il cioccolato è ricco di antiossidanti e potrebbe aiutare ad incrementare l’elasticità cutanea?

Chi avrebbe mai detto che cioccolato e pelle un giorno sarebbero potuti diventare amici? Invece è successo nel momento in cui uno studio ha evidenziato una possibile caratteristica del cioccolato, che potrebbe essere un elisir di giovinezza per la nostra cute. Infatti il dolce incontro è stato raggiunto parlando di effetto anti-age ed elasticità cutanea.

Pare infatti che mangiare cioccolato fondente, soprattutto quando ricco di flavonoidi come Oxicoa, aiuti ad incrementare il carattere elastico della pelle. Le evidenze campionarie dell’efficacia del nuovo sodalizio sarebbero state fornite dal centro ricerche dermatologiche SIT (Skin Investigation and Technology) di Amburgo, con la collaborazione della belga Barry-Callebaut, azienda leader nella produzione di semilavorati di cioccolato. Lo studio realizzato illustra esiti forse promettenti per ciò che riguarda la salute e l’aspetto della cute, soprattutto per i più golosi.

I risultati sono confrontabili con quelli che si ottengono mediante l’uso di prodotti cosmetici. La differenza qui, è che l’effetto “viene da dentro” e conseguentemente è osservabile sull’intero organismo, sostiene Joachim Degwert, presidente della SIT.

Lo studio clinico a lungo termine e a doppio cieco controllato con placebo mostra come dopo 6 mesi di consumo di flavonoidi estratti dal cacao, si registra un lieve incremento dell’elasticità cutanea. Che cosa può significare?

Occorre rilevare come, da un’analisi dei soli risultati dello studio, non sia possibile rispondere in maniera definitiva e conclusiva sull’efficacia del cioccolato nell’incrementare l’elasticità cutanea. Oltre ai risultati sarebbe necessario analizzare i dati (che al momento non sono a noi disponibili) e quali tecniche statistiche sono state applicate e in che modo sono stati interpretati gli output ottenuti.

Se dovessimo analizzare solo i risultati ottenuti possiamo affermare che:

1) per quanto sia difficile dire a priori se un campione è sufficientemente grande (per avere risultati coerenti è importante che il campione sia più grande possibile), 30 persone appaiono un campione ancora troppo piccolo;

2) le 30 persone sono presentati come "volontari": questo non va bene, perché chi si offre volontario può avere maggiore motivazione e tendenza più spinta a seguire le prescrizioni della ricerca (quindi ad assumere flavonoidi). Le persone che partecipano all'esperimento, dovrebbero essere scelte in maniera casuale, cioè secondo il modello dell'estrazione dall'urna. Ciò eviterebbe di cadere nel problema anzidetto;


3) si tratta di un'indagine campionaria, quindi non si potranno mai ottenere risultati certi. Il livello di significatività dell’indagine è pari al 5%: ciò significa che estratti 100 campioni diversi, 95 danno evidenza del miglioramento della pelle (e 5 no);


4) l'inclinazione della retta di regressione non dovrebbe essere solo dedotta dal grafico (tanto è vero che da un grafico più o meno schiacciato si può vedere una retta meno o più inclinata), occorre conoscere la pendenza numerica, per vedere quando essa disti effettivamente da zero. Dal grafico sembra che la pendenza non sia granché, potrebbe trattarsi semplicemente di un effetto campionario (cioè estraendo un campione differente l'effetto sparirebbe). Bisogna considerare che in generale, affinché tramite un campione si possa affermare effettivamente che, nella popolazione, c'è qualcosa (di diverso da zero, cioè da niente), la differenza fra niente e qualcosa deve essere piuttosto grande, quindi quel qualcosa deve essere grande. Se quel qualcosa è piccolo potrebbe essere che la differenza rispetto a niente sia solo frutto del caso.


Per la ricerca sono stati reclutati 30 partecipanti divisi in due gruppi. Il primo detto “cacao”, ha assunto 300 mg di antiossidanti (ricavati da Theobroma cacao) due volte al giorno, il secondo gruppo invece ha ingerito semplicemente il placebo. A 3 e a 6 mesi dall’inizio tutti i volontari dello studio si sono sottoposti a un esame che valuta l’elasticità della pelle mediante cutometro, uno strumento che misura i tempi di deformazione e di recupero della posizione iniziale della cute.

Sia a 3 che a 6 mesi il gruppo “cacao” ha beneficiato di un piccolo miglioramento dell’elasticità rispettivamente del 9,4% e del 10,3% rispetto al gruppo placebo (fig. 1)

Fig.1


Osservando il grafico è curioso notare come ci sia un significativo incremento dell’elasticità tra i 3 e i 6 mesi dei volontari del “cacao”, ma anche del gruppo placebo! In questo caso la variazione è spiegabile con il miglioramento fisiologico della pelle nel passaggio dalla stagione fredda a quella calda; basti pensare a come si screpolano le mani in inverno rispetto a primavera ed estate.

Il cioccolato potrebbe entrare quindi nella categoria dei prodotti anti-age per la lotta contro il tempo.
Ma, dai dati a nostra disposizione, potrebbero essere necessarie ulteriori analisi e ricerche.


Dante Bianchi si è laureato in scienze biologiche
all'Università di Torino ed è giornalista pubblicista

Ringraziamo Walter Caputo, docente di statistica,
per avere controllato i dati presentati nella relazione della ricerca.


sabato 28 agosto 2010

XXVII CONVEGNO SULLA DIDATTICA DELLA MATEMATICA


"Quello del matematico è un mestiere stupendo: il matematico è uno specialista che si interessa di tutto..." era solito dire Giovanni Prodi.

A lui e alla sua scomparsa è dedicato il XXVII Convegno sulla Didattica della Matematica, organizzato dal Gruppo di Formazione Matematica della Toscana, che si terrà a Viareggio il 9 e 10 settembre.

LE MEDAGLIE FIELDS 2010: BEN PIU' CHE UN "NOBEL" PER LA MATEMATICA

aggiornato alle ore 11.02

Ieri si è concluso in India il Congresso Internazionale dei Matematici 2010, durante il quale è stato assegnato a 4 matematici il premio per loro più ambito al mondo: la medaglia Fields, un premio che per un matematico equivale al Nobel.

Il premio di quest'anno è stato assegnato a un israeliano, un vietnamita che insegna a Parigi, un russo e un francese. Qui i loro profili.

Siccome è probabile che la maggior parte degli italiani (escludendo i nostri regolari lettori) non sappia cosa sia la medaglia Fields, ecco un piccolo promemoria.

Il confronto con il Premio Nobel non è del tutto corretto: infatti vincere la medaglia Fields per meriti scientifici è di gran lunga più difficile. Infatti:
  • Viene consegnata ogni 4 anni (e non ogni anno come il Nobel) e normalmente a non più di due persone (massimo 4).
  • E' un premio rivolto ai "giovani": viene infatti consegnato solo a chi ha meno di 40 anni
Quest'ultima regola fa del premio un riconoscimento con un utilità sociale molto più ampia: infatti è un premio che incentiva un "giovane" al culmine della sua carriera e non viene (come nel caso del Nobel) consegnato a chi è normalmente al termine della vita, premiando la "carriera".

Ecco altre informazioni sul premio Fields:
  • L'ideatore della medaglia Field era un matematico canadese: John Charles Fields
  • Un premio di 15.000 dollari canadesi è aggiudicato con ogni medaglia Fields. Ma il riconoscimento più grande per un matematico è la fama mondiale che lo fa diventare immediatamente "esclusivo".
  • La medaglia è d'oro con inciso il volto di Archimede e una sua citazione: « Transire suum pectus mundoque potiri. Sul retro è incisa la seguente iscrizione:« Congregati ex toto orbe mathematici ob scripta insignia tribuere.» i matematici qui riuniti da ogni parte del mondo rendono omaggio all'eccellente lavoro.
  • Il premio, da oltre 70 anni a questa parte, non è mai stato assegnato a una donna
  • L’unico italiano ad aver vinto la medaglia Fields è stato Enrico Bombieri
  • La leggenda che afferma che Alfred Nobel non volle assegnare alcun riconoscimento ai matematici poiché uno di essi, che si sarebbe senza dubbio aggiudicato questo merito, era l'amante della moglie dello stesso Nobel non ha fondo di verità (Nobel era scapolo).
  • Il premio è stato rifiutato una volta sola dal russo Grigori Perelman nel 2006, causando enorme scalpore in tutto il mondo.

I MATEMATICI "PREMI FIELDS" SONO ANCHE BLOGGER

Sono almeno 3 i matematici vincitori del prestigioso premio a possedere un blog personale (ritengo anche questo dovuto alla giovane età dei vincitori che sono così testimoni del loro tempo: un giovane è infatti più propenso a utilizzare i nuovi canali comunicativi per dialogare con i colleghi)

E sono:

Il matematico Maurizio Cogogno, su il post, scrive un ottimo approfondimento sul premio di quest'anno che vi consiglio di leggere.

Su scienza in rete una bella riflessione del matematico del CNR Roberto Natalini dal titolo: MEDAGLIE FIELDS, PERCHE' LE VINCONO SEMPRE I FRANCESI?



LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA IN TV DI QUALITA' PREMIATA DAL PUBBLICO

Chi ha mai detto che il pubblico non vuole programmi di qualità qualora gli vengano proposti?

La dimostrazione l'abbiamo dai dati di ascolto del programma ''Super Quark'', su Rai1, il programma di divulgazione scientifica di Piero Angela.

Ebbene: nonostante sia stato collocato nel periodo festivo è stato il programma più visto in assoluto di questa Estate 2010: lo dimostrano i dati!

Giovedi' 26 agosto, ad esempio, ha tenuto incollati di fronte al televisore 3 milioni 199mila spettatori e uno share del 19.41.

E' segno che gran parte dei telespettatori italiani chiedono la competenza, chiedono di essere informati veramente su come il mondo (molto velocemente) sta cambiando intorno a loro e non si accontentano più di programmi approssimativi, di programmi che spacciano per scienza credenze popolari e falsi misteri: desiderano chiarezza, desiderano essere trattati con intelligenza, desiderano la qualità.

E la divulgazione scientifica, se di qualità, viene di gran lunga premiata dagli ascolti del pubblico.




venerdì 27 agosto 2010

IV CONGRESSO SIBE: SOCIETA' ITALIANA BIOLOGIA EVOLUZIONISTICA

Dal 2 al 4 settembre 2010 si svolgerà a Milano il congresso della Società Italiana Biologia Evoluzionistica (SIBE) organizzato dall'Università degli Studi di Milano e dall'Università degli Studi Milano Bicocca e dal Museo di Storia Naturale di Milano.

Come nei congressi passati, ci saranno due premi in denaro per giovani ricercatori (di età inferiore ai 35 anni).

1. Il premio “Giovanni Canestrini” (sponsor: Comune di Revò, Trento) al miglior articolo scientifico pubblicato (o in press) a partire dall’ottobre 2008.
2. Il premio per il miglior poster, votato da tutti i partecipanti al congresso.

PREMIO “Comunicare l’evoluzione”
Verrà premiato un breve saggio (massimo 500 parole) di stile giornalistico che “racconti” una ricerca evoluzionistica in stile piano, adatto al grande pubblico.
Tutti i partecipanti al congresso sono invitati a partecipare a questa iniziativa.

Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione seguirà il congresso e vi terrà aggiornati con articoli, interviste e curiosità.

SIBE è la Società Italiana di Biologia Evoluzionistica. E’ nata nel 2005, e dal 2007 fa parte della FISV, la Federazione Italiana Scienze della Vita. Collabora strettamente attraverso un protocollo di intesa con l’ANMS, l’Associazione Nazionale Musei Scientifici, con ANISN, l’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali, e con Pikaia, il portale dell’evoluzione.

SIBE organizza un congresso scientifico ogni due anni e, annualmente, una scuola estiva per studenti di dottorato. La scuola estiva ha la durata di tre giorni, ed è dedicata all’approfondimento di temi specifici della biologia evoluzionistica. La SIBE partecipa inoltre a numerose iniziative per favorire la corretta divulgazione della teoria dell’evoluzione e della ricerca scientifica in questo campo.

Siti Web:
SIBE 2010: www.sibe2010.it


giovedì 26 agosto 2010

GUARDA CHE LUNA!

Questa notte, se alzerete gli occhi al cielo, potrete osservare la bellissima accoppiata Luna-Giove, il modo migliore per trovare il pianeta più grande del Sistema Solare, osservabile ad occhio nudo. Qui la mappa sul sito UAI.

Nella prima parte della notte Giove e Luna sorgono, dunque potete osservarli verso la direzione ovest del cielo.

Il 31 luglio scorso pubblicai una foto scattata dal mio giardino. Le condizioni di osservazione sono le stesse (occhio nudo o binocolo).

Da non perdere inoltre sabato notte (dalle ore 21,30 alle 22,30) il primo collegamento in diretta su Skylive. 1000 posti a disposizione prenotatevi in tempo!





Maggiori informazioni sul cielo di Agosto sul sito UAI

L'evento "La notte della Luna" è organizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, in collaborazione con la NASA, e l’Unione Astrofili Italiani (UAI)



mercoledì 25 agosto 2010

IL CARNEVALE DELLA MATEMATICA DI AGOSTO 2010


La redazione di Gravità Zero (sparpagliata in giro per il mondo) ha partecipato questo mese al Carnevale della Matematica, ma l'annuncio della pubblicazione dell'evento lo diamo solo oggi.

Il 14 di ogni mese è infatti dedicato all'appuntamento che riunisce i contributi in campo matematico di decine e decine di blog, giunto alla sua ventottesima edizione.

28 è un numero perfetto, e una coincidenza simile capiterà solo tra 41 anni come ci spiega questo mese di agosto, sul blog ospitante "Gli studenti di oggi", il bravissimo Zar.

La pubblicazione è avvenuta alle 3.14 in punto (come ha fatto notare .mau.), mentre la citazione di inizio è quella di Martin Gardner, uno tra i maggiori divulgatori di giochi matematici della storia.

Anticipiamo che dai primi di settembre sarà in edicola il doppio DVD con i 500 NUMERI DI LE SCIENZE, dove tra le pagine di autori prestigiosi e scienziati di calibro mondiale che hanno impreziosito la rivista nei 40 anni della sua storia italiana, avremo modo di rileggere gli articoli della matematica ricreativa di autori del calibro di Martin Gardner, Douglas Richard Hofstadter, Alexander Dewdney, Ian Stewart e, dulcis in fundo, gli ineguagliabili Rudi Matematici, che il prossimo 14 settembre ospiteranno proprio la 29^ edizione del Carnevale della Matematica sul loro blog.

Affrettatevi dunque a inviare i vostri contributi a "Piotr R. Silverbrahms" e, come sempre, l'elenco dei carnevali passati è ospitata sulle pagine "matematti"


C'E' ANCHE IL CARNEVALE DELLA FISICA

Ricordiamo anche il 30 di questo mese di Agosto l'appuntamento con il Carnevale della Fisica ospitato da Popinga sul suo blog keespopinga.blogspot.com.

Le regole per partecipare sono qui:

Il tema del 30 di questo mese sarà "la Fisica della Terra e della vita", come ci spiega lo stesso Popinga.


martedì 24 agosto 2010

NICOLA CABIBBO: 1935-2010

Qual è stato l'evento italiano e internazionale più significativo in questa estate del 2010? Senza ombra di dubbio la triste scomparsa del fisico italiano Nicola Cabibbo avvenuta il 16 agosto di questo mese.

Stavo passeggiando per le stradine pedonali di Rovigno, in Croazia, quando ho appreso della sua scomparsa. E' stato per me come un fulmine a ciel sereno!

Ero collegato con il mio iPod a uno dei tanti free HotSpot gratuiti presenti in Croazia e ho appreso la notizia da uno dei blog scientifici che consulto con regolarità.

Nicola Cabibbo, era sicuramente sconosciuto alla maggior parte degli italiani, ma a torto: è stato infatti uno tra gli scienziati del XX secolo ad aver dato tra i più importanti contributi alla conoscenza della fisica contemporanea.
Membro, tra l'altro, della prestigiosa e ambita National Academy of Sciences, della quale gli unici italiani a farne parte sono Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia e Giorgio Parisi.


Nel 2008 anche i più distratti si interessarono a lui per una polemica legata alla mancata assegnazione del Premio Nobel consegnato invece solo ai due giapponesi Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa, che con lui condivisero la paternità della matrice di Cabibbo-Kobayachi-Maskawa, uno degli strumenti più utili e originali della moderna fisica delle particelle.

La mancata assegnazione del premio suscitò enorme scalpore nell'intera comunità scientifica. Una mancanza di tatto nei confronti di colui che ha fornito, con i processi con cambiamento di stranezza, che contiene i cosiddetti "angoli di Cabibbo", alcuni fondamentali elementi del futuro Modello Standard delle particelle elementari.

Curioso l'articolo che spiega come anche con la teoria delle reti e il Google PageRank (il sistema di Google che si basa sul calcolo delle referenze) si potessero calcolare i primi dieci nomi lodevoli del Premio Nobel per la fisica, e che solo il primo della lista, proprio Nicola Cabibbo, era l'unico escluso dall'Accademia di Svezia:

Nel 1974, proprio con Kobayashi e Maskawa, mostrò come la violazione della simmetria congiunta di coniugazione di carica e parità (simmetria CP) nelle interazioni deboli richieda 3 generazioni di quark: questa proposta, basata sulla cosiddetta matrice di CKM, porta a prevedere l'esistenza di sei quark rispetto ai quattro allora noti.

Di recente i suoi interessi scientifici si sono estesi all'applicazione dei supercomputer a problemi di fisica teorica. Ha diretto la realizzazione della famiglia dei supercalcolatori "paralleli" APE100, con l'obiettivo di migliorare le prestazioni nelle simulazioni e nei calcoli di fisica teorica. È stato presidente dell'INFN dal 1983 al 1992 e dell'Enea. Dal 1993 è stato presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

Ricordiamo che l'attuale presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, Roberto Petronzio, e l'insigne fisico Luciano Maiani, attuale presidente del Cnr, sono entrambi stati allievi di Nicola Cabibbo.

Solo pochi giorni fa il Centro internazionale di fisica teorica aveva conferito a Nicola Cabibbo la prestigiosa medaglia Dirac per i suoi contributi sull’interazione debole, che riguarda le particelle elementari e che è una delle quattro forze-base della natura con l’interazione forte, la gravità e l’elettromagnetismo.

Nel suo abbracciare la fede e la scienza senza dogmatismi infine una curiosità: fortemente convinto che i due campi dovessero essere sempre tenuti ben distinti, non era affatto d'accordo con chi definiva la «particella di Dio» il bosone di Higgs che dà origine alla massa: «Chiamare il bosone di Higgs particella di Dio - diceva - è stata la trovata stravagante di un collega americano, ma con Dio non ha nulla a che fare».

Voglio infine ricordare le considerazioni che Cabibbo fece in occasione del Convegno anti-evoluzionista e pseudoscientifico organizzato a Roma dal (filosofo-teologo) vice-presidente del CNR Roberto De Mattei, che fu anche pesantemente criticato da tutta la comunità scientifica internazionale.

Noi ne avevamo parlato, in quel periodo, qui e qui.


I BLOGGER LO RICORDANO COSI':

Segnalo alcuni tra gli articoli più significativi apparsi il giorno dopo la sua morte che approfondiscono la figura di questo grande fisico italiano.


Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, confessa sul suo blog che Nicola Cabibbo è una delle ragioni per cui decise di studiare fisica

Interessante e molto toccante la testimonianza di un suo ex allievo sul blog Discanto

Gianluigi Filippelli sul blog ScienceBackstage delinea brevemente l'importanza dello scienziato


ANCHE I POLITICI ...

Nel mondo politico ricordano la figura di Cabibbo anche esponenti del Governo Italiano e dello Stato del Vaticano, giusto per sottolineare l'importanza e l'influenza che lo scienziato aveva anche al di fuori dell'ambito scientifico.


IL CORDOGLIO NEL MONDO

Innumerevoli anche i siti stranieri che eprimono cordoglio e ricordano la sua figura. Non è possibile segnalarli tutti, eccone dunque solo un paio:

Michael Banks, news editor della testata Physics World

Marco Frasca, fisico teorico sul suo blog



lunedì 23 agosto 2010

FISCHI PER FIASCHI NELL'ITALIANO SCIENTIFICO


DENSO. L'olio di oliva è più denso dell'acqua? Sbagliato! Tanto è vero che l'olio galleggia sull'acqua e dunque è vero proprio il contrario. La densità è il rapporto massa/volume. E l'olio è meno denso dell'acqua.

pH. Nelle pubblicità si presentano prodotti come creme o liquidi che sono tanto più acidi quanto maggiore è il pH. Sbagliato! Sappiate che è vero il contrario.

CHIMICO. Nella mente delle persone la parola "chimico" esprime una idea quanto mai negativa: manco fosse una parolaccia. Spesso associata a "nocivo, tossico" e contrapposta a "naturale". Sbagliato!
Non esiste una sostanza che non sia chimica: senz'acqua e ossigeno moriremmo, e l'acqua e l'ossigeno sono sostanze chimiche.

Sono solo alcuni degli esempi delle parole che vengono analizzate e spiegate, con molti esempi, dell'uso e dell'abuso che si fa delle parole della scienza.

"Dare una mano a tutti coloro che parlano, scrivono o ascoltano la lingua italiana, e non hanno ricevuto una buona formazione scientifica, magari persuasi che se ne possa fare a meno senza inconvenienti: ecco il desiderio all'origine di questo libretto".

La lingua è un’entità viva che si sviluppa accogliendo sempre nuovi fermenti linguistici. Non sempre però i termini che derivano dal gergo scientifico, e che fanno ormai parte del linguaggio comune, sono usati in modo corretto.

Questo libretto, con sana vis polemica, si scaglia contro gli abusi delle frasi fatte, punzecchiando chi, per apparir colto o per pigrizia, usa a sproposito parole come osmosi o filmare senza magari conoscerne l’esatto significato.

Nelle pagine del libro l'autore ha voluto raccogliere alcuni esempi che dimostrano come nel linguaggio comune un uso improprio di termini scientifici in questioni pratiche e di tutti i giorni pregiudichi, talvolta con forza, la possibilità di capirsi, di trasmettere un pensiero senza malintesi, cosa che dovrebbe preoccupare prima degli scienziati, gli insegnanti di italiano , dalle scuole elementari alle medie e alle superiori.

L'autore, Gianni Fochi, è un chimico della Scuola Normale Superiore di Pisa (http://homepage.sns.it/fochi), è autore di manuali universitari e ha fatto ricerca in laboratori accademici e industriali in Italia e all’estero.

Da molti anni è anche giornalista scientifico, vincitore di premi come il «Voltolino» e il «Pirelli INTERNETional Award».

Coordina la produzione di video su temi scientifici e tecnologici.



Gianni Fochi
FISCHI PER FIASCHI NELL'ITALIANO SCIENTIFICO
Leggere attentamente prima di parlare (a sproposito)

Collana: Il piccolo Cammeo
Pagine: 128 - Prezzo: € 12.00
In libreria dal: 1 Aprile 2010
ISBN: 978-88-304-2688-7

domenica 22 agosto 2010

LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO

Dal l’università alle cellule staminali, la battaglia di STATO e CHIESA per mettere in fuga i cervelli.

Non solo siamo fra gli ultimi in Europa nelle materie scientifiche, ma quando riusciamo a formare un vero genio in genere gli mettiamo in mano una valigia e lo mandiamo a far del bene all'estero.

Perché in Italia la ricerca proprio non vuole funzionare? Per due motivi, entrambi ben radicati nella storia e nel costume nazionali.
Da un lato scontiamo una cronica quanto inspiegabile paura della scienza e delle sue potenzialità, e dal caso Galileo alla battaglia contro l'analisi preimpianto degli embrioni molta responsabilità spetta alla Chiesa e al suo vizio di dettare legge in un Paese che pure si professa laico.

Dall'altro lato ci si mette lo Stato che da destra a sinistra taglia i fondi all'università, spreca le scarse risorse, ingarbuglia le carriere accademiche senza peraltro riuscire a sottrarle ai "baroni".

Così, mentre da ogni parte si decanta l'importanza dell'innovazione per la crescita del Paese, nei fatti chi dovrebbe produrla viene ostacolato con ogni mezzo: concorsi macchinosi, precariato a vita, stipendi da fame e, perché no, obiezione di coscienza.
Storie di ordinaria contraddizione in un sistema che cola a picco.

Margherita Hack dedica questo libro all'analisi delle condizioni di una ricerca che non ha più né Stato né Chiesa su cui contare. Passa al vaglio le riforme che si sono succedute sotto quattro governi, denuncia gli errori ricorrenti e le troppe incongruenze, mette in luce gli esempi positivi incontrati nel corso della sua carriera e infine propone qualche idea.


Margherita Hack, astrofisica e intellettuale di fama mondiale, è membro delle più rinomate società fisiche e astronomiche, dell’Accademia dei Lincei e dal 2002 è presidente onorario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Con Rizzoli ha pubblicato tra gli altri L’universo alle soglie del Duemila (1992) e L’amica delle stelle (1998).


Margherita Hack
LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO
Rizzoli - Prezzo: 16,50 EURO
Anno prima edizione: 2010
ISBN: 978-88-17-03836-2

sabato 21 agosto 2010

COMUNICARE LA SCIENZA: 6-8 OTTOBRE 2010 A BOLOGNA

Annunciamo con largo anticipo il Corso di Comunicare la Scienza, che si terrà il 6,7 e 8 ottobre 2010 presso il Centro Universitario EuroMediterraneo di Ronzano a Bologna.

Lo scopo del corso è quello di analizzare le modalità e le dinamiche della divulgazione scientifica potendo contare su docenti, artisti e scienziati che hanno fatto della comunicazione della scienza la loro missione. Il corso prevede lezioni frontali mattutine e workshop pratici durante il pomeriggio.

Si analizzeranno le peculiarità della comunicazione scientifica nei più disparati ambiti, dall’astronomia alla medicina fino all’antropologia, guardando alle scienza dal punto di vista epistemologico, linguistico e procedimentale. Cruciale, quindi, il passaggio dalla conoscenza scientifica alla diffusione della stessa per mezzo dell’organizzazione di eventi. Il focus del percorso didattico è proprio la trasversalità degli approcci e dei percorsi che celebrano l’interdipendenza tra le discipline. Di precipua importanza, infine, l’aspetto laboratoriale, ossia l’apprendere l’utilizzo degli strumenti pratici utili al porre in essere un evento culturale di comunicazione scientifica per il grande pubblico. Rispondere, dunque, al quesito: quale media per quale pubblico? Teatro, musica, narrativa, tavole rotonde e pratiche interattive con il pubblico stesso, vero target della comunicazione della scienza.

Il corso è destinato a tutti i ricercatori che intendono approfondire le loro competenze nel campo della comunicazione della scienza. Il corso è altresì rivolto a tutti coloro che si occupano di giornalismo scientifico, di organizzazione di eventi e di gestione di iniziative culturali finalizzate alla diffusione di conoscenze scientifiche.

Per ulteriori info, programma e registrazione si prega di visitare il sito www.eurogene.org oppure al sul seguente link:
http://www.eurogene.org/course/comunicare-la-scienza

Quota iscrizione: 300 euro + IVA 20% = 360 euro (la quota comprende frequenza del corso, materiale didattico, pranzi, coffee break e servizio navetta)

DIRETTORE DEL CORSO: Francesco Cavalli Sforza (Milano)

DOCENTI INVITATI: Vittorio Bo, Giuseppe Longobardi, Davide Pettener, Flavio Fusi Pecci, Telmo Pievani, Stefano Sandrelli, Elisabetta Tola, Luigi Luca Cavalli Sforza, Giulio Soravia, Pietro Bellasi, Margherita Hack, Marcello Fois, David Caramelli, Gianluca Milanese.

Contatti: European Genetics Foundation - tel. 051.2088425 – fax 051. 5870611 –
Inviare mail a: giuseppina.digiglio@eurogene.it

venerdì 20 agosto 2010

LA NOTTE DEI RICERCATORI IN ITALIA


Torna la a Notte dei Ricercatori, venerdì 24 settembre 2010, l’iniziativa promossa e co-finanziata dal Settimo Programma Quadro dell’Unione Europea, nata per sensibilizzare il grande pubblico al tema della ricerca scientifica e alla figura del ricercatore.


L’edizione 2010, ci aspetta per dimostrarci quanto la ricerca sia divertente, giovane e sempre viva, in una “notte” di eventi, esperimenti, conferenze, mostre e laboratori a contatto diretto con i ricercatori. Per far scoprire quello che solitamente accade in laboratorio, lontano dalla gente comune, ma che diventa indispensabile per la qualità della vita. Di tutti.

Sito web: www.nottedeiricercatori.it
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giovedì 19 agosto 2010

CONCORSO DIVERSI E BIODIVERSI: A PORDENONE L'ANTEPRIMA DI SCIENZARTAMBIENTE 2010

Siamo in attesa della pubblicazione, che dovrebbe avvenire domani delle opere ammesse alla selezione finale del concorso "Diversi e Biodiversi" sul sito www.comune.pordenone.it/scienzartambiente.

Il 2010 è stato proclamato dalle Nazioni Unite: Anno internazionale della Biodiversità e Anno internazionale dei Giovani e dell'Avvicinamento delle culture.

In quest'ottica il festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, promosso da Comune di Pordenone - Assessorato alla Cultura e da Science Centre Immaginario Scientifico, in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la ditta Della Vedove Adelchi s.n.c, ha indetto per il primo anno un concorso rivolto a giovani artisti (nati dopo il 1° gennaio 1980) per promuovere immagini che narrino e rappresentino la biodiversità nel mondo.

L'opera vincitrice sarà premiata con un premio di euro 1000,00 (mille) e sarà esposta insieme a altre 9 opere selezionate dalla commissione giudicatrice, in occasione della XIV edizione del Festival Scienzartambiente-per un mondo di pace, che si terrà a Pordenone nell'autunno del 2010.

mercoledì 18 agosto 2010

I RICERCATORI NON CRESCONO SUGLI ALBERI

A cosa serve la ricerca, perché finanziarla, cosa fanno i ricercatori, che relazione c’è tra ricerca e insegnamento, come riformare il sistema della ricerca e dell’università, a quali modelli ispirarsi.

Due cervelli non in fuga denunciano la drammatica situazione italiana e cosa fare per uscire dalle secche della crisi.

Perché su una cosa non c’è dubbio: se ben gestito, il finanziamento alla ricerca non è un costo ma l’investimento più lungimirante che si può fare per il futuro del paese e delle nuove generazioni.


"I ricercatori non crescono sugli alberi" è il titolo del libro scritto a quattro mani da Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi sulla ricerca e l'università in Italia. E' stato pubblicato da Laterza a gennaio 2010.

Francesco Sylos Labini, Stefano Zapperi
I ricercatori non crescono sugli alberi
Edizione 2010
Collana Saggi Tascabili Laterza
Pagine 118 - € 12,00
ISBN 9788842091936

Per maggiori informazioni visita anche il blog ricercatorialberi.blogspot.com
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martedì 17 agosto 2010

GIUSEPPE OCCHIALINI: BIOGRAFIA DI UN FISICO ITALIANO

Giuseppe Occhialini (Beppo per chi lo conosceva) è stato uno dei più grandi fisici sperimentali del Novecento.

Si laureò in fisica a Firenze nel 1929. Nel 1931 si recò a Cambridge al Cavendish Laboratory, dove lavorò sulla fisica dei raggi cosmici tramite l'uso delle camere di Wilson (le cosiddette camere a nebbia).

Nel 1933, in collaborazione con Patrick Blackett, identificò il positrone nei raggi cosmici, a conferma della scoperta appena fatta da Carl Anderson. Nel 1937 si recò, su invito di Gleb Wataghin, all'Istituto di fisica di San Paolo in Brasile, dove rimase fino al 1944. Tornò quindi in Inghilterra, al Wills Laboratory di Bristol, dove insieme a Cecil Powell e Cesare Lattes, sviluppò la tecnica di rivelazione tramite emulsioni fotografiche, scoprendo nel 1947 il pione (o mesone p) - la particella associata alle forze forti che tengono insieme neutroni e protoni nei nuclei - e contribuendo così anche alla chiarificazione dell'esperimento di Conversi-Pancini-Piccioni.
Eppure venne clamorosamente escluso quando entrambe le scoperte del positrone e pione furono premiate con il Nobel.
Professore di fisica nel 1950 a Genova, dal 1952 passò sulla cattedra di fisica avanzata dell'Università di Milano, continuando a occuparsi di fisica delle particelle e di fisica spaziale.

In suo onore è stato chiamato con il suo nome il primo satellite di astronomia X costruito dall'Italia: BeppoSAX

A cento anni dalla nascita, il libro di Valeria delle Cave è la sua prima biografia, scritta ascoltando le testimonianza degli amici, dei colleghi e dei famigliari; consultando i documenti messi a disposizione dall'archivio Occhialini-Dilwort; e dando uno sguardo ai personaggi e alle scoperte che s'intrecciarono con la sua storia.

Valeria Delle Cave
Giuseppe Occhialini.
Biografia di un fisico italiano
Gruppo Editoriale Muzzio
€ 14.00
Data di pubblicazione: 2009
ISBN: 978-88-96159-02-6


lunedì 16 agosto 2010

50 GRANDI IDEE DI MATEMATICA

Il libro che presentiamo è ideale per chiunque sia interessato a scoprire i mille aspetti della matematica e le loro ricadute nella vita quotidiana: dai ragazzi appassionati di matematica, agli insegnanti in cerca di un metodo efficace per spiegare concetti tradizionalmente considerati «incomprensibili».

Chi ha inventato lo zero? Quanto è grande l’infinito? Dove si incontrano le rette parallele? Ed è vero che il battito d’ali di una farfalla può provocare una tempesta dall’altra parte del mondo?

A queste e ad altre domande risponde un testo originale che presenta in 50 brevi saggi, chiari e rigorosi, i concetti matematici antichi e moderni, teorici e pratici, quotidiani ed esoterici che ci consentono di comprendere e modificare il mondo che ci circonda.

In un percorso che procede dall’invenzione dello zero all’ultimo grande problema matematico rimasto insoluto, l’ipotesi di Riemann, Crilly guida il lettore alla scoperta della matematica che non si impara a scuola: spiega le potenzialità del calcolo e della statistica, chiarisce i concetti della relatività e della teoria del caos, svela la logica nascosta del Sudoku e il meccanismo dei giochi d’azzardo. I capitoli, ciascuno di quattro pagine, sono completati da una serie di interessanti inserti: aneddoti, linee del tempo, diagrammi esplicativi e approfondimenti.

Una perfetta introduzione alla matematica moderna che spiega anche i concetti più complessi in modo chiaro e accessibile a tutti.

Tony Crilly
50 grandi idee di matematica
traduzione di Laura Bussotti
Edizioni Dedalo - settembre 2009
ISBN 9788822068095
pp. 208 - € 16,00

domenica 15 agosto 2010

VALUTARE LA RICERCA SCIENTIFICA

Uso e abuso degli indicatori bibliometrici

Negli ultimi anni i temi ricorrenti nella discussione pubblica su università e ricerca sono stati due. Il primo è la scarsità delle risorse messe a disposizione dallo stato, come ribadito dai rappresentanti del mondo universitario. Il secondo è il calcolo del merito, della qualità e l'eccellenza. Si parla di premiare il merito e la qualità, finanziare la ricerca di qualità per favorire lo sviluppo del paese, premiare gli scienziati che fanno ricerca e didattica di qualità, penalizzare il potere dei "baroni" che blocca la ricerca e la didattica di qualità, favorire e premiare l'eccellenza.

Ma come si valuta la ricerca scientifica?

Questo volume si propone di introdurre il pubblico non specialista alla questione della valutazione della ricerca e all'uso degli strumenti bibliometrici.

Non è infatti inusuale trovare nei dibattiti pubblici riferimenti alla peer review (revisione dei pari), alla necessità di chiedere opinioni a referees anonimi, o alla necessità di usare indicatori quantitativi oggettivi della qualità della ricerca, come l'Impact Factor.

Sulla base del presupposto che tale valutazione può essere condotta attraverso indicatori in grado di approssimare qualità e impatto della ricerca, si sono affermati strumenti quantitativi di analisi della performance dei ricercatori e delle istituzioni di ricerca, con l'obiettivo di mettere fine all'arbitrio delle decisioni accademiche e di sostituire meccanismi farraginosi con semplici ranking riconosciuti a livello internazionale.

Il volume fornisce un'analisi sintetica dei principali indicatori utilizzati nella valutazione della ricerca, con un'attenzione particolare per quelli bibliometrici, illustrandone modalità di costruzione, significato, interpretazione, applicabilità, ma anche limiti e abusi.


Indice: Prefazione. - I. A cosa serve misurare l'altezza dei nani e dei giganti? - II. Qualità, impatto e revisione dei pari. - III. Ma gli archivi bibliografici e citazionali contengono tutte le informazioni rilevanti? - IV. Misure della produzione scientifica. - V. Misure di impatto della produzione scientifica. - Conclusioni. - Riferimenti bibliografici.

Alberto Baccini è professore ordinario di Economia politica nell'Università di Siena.


ALBERTO BACCINI
Valutare la ricerca scientifica
Uso e abuso degli indicatori bibliometrici
Collana "Il Mulino/Ricerca"
pp. 232, € 22,00
978-88-15-13760-9
anno di pubblicazione 2010

sabato 14 agosto 2010

LA FISICA DEL TACCO 12. IL LIBRO CHE SPIEGA PERCHE' LA SCIENZA E' UN GIOCO DA RAGAZZE


Stiamo leggendo, sotto l'ombrellone sulla spiaggia di questa calda Estate, un libro spassosissimo che consigliamo a tutti, e che presenta, da un punto di vista tutto al femminile, la disciplina definita la più "dura" delle scienze: la Fisica.

Se avete letto (o fatto leggere ai vostri bambini) La Fisica del Miao, oppure la Fisica del Bau, conoscete già l'autrice di questo divertente libro, questa volta rivolto ad adulti curiosi: Monica Marelli, laureata in Fisica all'Università di Pavia.

Monica Marelli definisce il pensiero che aleggia in questo libro "Fisica Prêt-à-porter ". Non si parla infatti di laboratori o di alambicchi. Si parla piuttosto di parrucchieri, gonne, e naturalmente scarpe, zeppe possibilmente! Spiegando le curiosità che si celano dietro ogni oggetto di uso comune.

Niente formule o teorie incomprensibili ma tanta humor e divertimento con spiegazioni alla portata di tutte le donne (e uomini) curiosi di sapere perché il tacco 12 è decisamente più scomodo di una zeppa, come mai le diete devono sempre fare i conti con la termodinamica, per quale motivo gli schermi a cristalli liquidi e al plasma sono più delicati dei vecchi televisori e tante altre questioni quotidiane piene di scienza.



Le simpatiche illustrazioni sono di Caterina Giorgetti: qui il suo blog caterinagiorgetti.blogspot.com

In questo libro perfino lo shopping con le amiche diventa l'occasione giusta per scoprire le meraviglie della Fisica: Monica Marelli è una divulgatrice che vi farà scoprire il fascino di atomi, elettroni e un impensabile Big Bang nascosto nelle vostre borsette.

Che cosa mi metto? Lana, viscosa, Nylon. Sui vestiti, avete mai fatto caso che i produttori non cuciono mai l'etichetta nello stesso punto? Proviamo a decifrarla con qualche piccolo aiuto di chimica. Cosa è la viscosa? Perché la lana è perfetta d'inverno? E perché se la lavo in lavatrice si infeltrisce? E cosa è il Lycra?
Lui lo vuole grande! Cosa? non ve lo diremo. Andate a leggerlo al capitolo 5!

E' un libro pensato anche per gli uomini? Certo, per due motivi: primo, ci sono anche loro, soprattutto nei capitoli in cui si spiega il funzionamento delle "nuove tecnologie". E secondo perché è una buona occasione per capirci qualcosa di più di quel campo difficile e impegnativo, zeppo di incognite ancora da scoprire, che gli uomini si ostinano a studiare per anni della loro vita, e che è ... la Donna!


Monica Marelli
La Fisica del Tacco 12
Il libro che spiega perché la scienza è un gioco da ragazze
Rizzoli - Pagine 220
ISBN: 978-88-17-03415-9

venerdì 13 agosto 2010

NUMERI, ATOMI E ALAMBICCHI: DONNE E SCIENZA IN PIEMONTE DAL 1840 AL 1960


Un bellissimo libro quello che ci è stato donato all'ultimo convegno Donne e Scienza.

Il volume offre un affresco, al femminile, della cultura e della ricerca in Piemonte nei vari rami delle scienze matematiche, fisiche, chimiche e naturali, comprensive, queste ultime, della botanica e dell’agraria, della zoologia e dell’an- tropologia, e delle scienze della terra (geologia, paleontologia, mineralogia, ...) attraverso 115 profili biografico-scientifici di laureate e ricercatrici che hanno operato prevalentemente nella Facoltà di Scienze MFN dell’Ateneo torinese dal 1840 agli anni sessanta del Novecento.

Nel caleidoscopio dei loro percorsi scientifici e umani si ravvisano alcuni leitmotif ricorrenti: la cospicua presenza nell’ambito della ricerca nella didattica disciplinare: un’attività certo non sporadica; l’impegno profuso in attività sociali, sorto talora da sofferte vicende personali, talaltra dalla consapevolezza etica del mestiere di docente, ed infine il ricorrente incontro di "coppie speciali" che hanno lavorato gomito a gomito, coppie unite nella vita scientifica oltre che in quella famigliare: Grace Chisholm e Will H. Young, Maria Cibrario e Silvio Cinquini, Gia- cinta Andruetto e Arnaldo Corio, Lucia Rossi ed Enrico Tortonese, Maria Sacchi e Luigi Casale, Ada Balzanelli e Renato Ascoli, Rosina Comerci e Pietro Zuffardi.

Accanto a questi sodalizi si ricordano nel volume alcune figure femminili che, pur non svolgendo attività di ricerca, hanno saputo creare un clima di serena affettuosità, di fondamentale importanza per consentire ai loro famigliari di dedicarsi interamente agli studi.

NUMERI, ATOMI E ALAMBICCHI
Donne e scienza in Piemonte dal 1840 al 1960 - parte I
a cura di Erika Luciano e Clara Silvia Roero
Centro Studi e documentazione pensiero femminile
www.pensierofemminile.org
Pubblicazione realizzata grazie al contributo della Regione Piemonte

Sull'argomento abbiamo anche pubblicato

giovedì 12 agosto 2010

LE PERSEIDI O "LACRIME DI SAN LORENZO" 2010


L'Osservatorio Astronomico G.D. Cassini di Perinaldo, ha preparato questo ottimo video che illustra come poter osservare lo sciame meteorico delle Perseidi (note al pubblico anche come "Lacrime di San Lorenzo".



Anche se la tradizione vuole il 10 Agosto come notte migliore per l’osservazione dello sciame meteorico delle Perseidi, chiamate famigliarmente “lacrime di San Lorenzo”, la massima attività si è in realtà spostata nella notte tra il 12 ed il 13 Agosto

Ma ricordiamo che in realtà si possono osservare, anche se in numero minore, per tutto il mese di agosto.

Le prime osservazioni dello sciame delle Perseidi furono fatte dai Cinesi nel 36 d.C. ma il fenomeno trovò spiegazione solo nel 1856, grazie all’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, che riuscì ad associarlo ad una cometa, la Swift-Tuttle.

La cometa che ha dato origine a questo sciame ha un nucleo di circa 10 km e il cui ultimo passaggio al perielio è avvenuto nel 1992, e il prossimo si realizzerà nel 2126. Le meteore che noi vediamo ora sono particelle rilasciate durante le passate orbite della cometa.

La velocità con cui impattano l'atmosfera terrestre è pari a circa 59 km/s. Che sarebbe come viaggiare da Torino a Milano in meno di 3 secondi.



mercoledì 11 agosto 2010

IBM E UNIVERSITA' DI ABERDEEN INSIEME PER LA RICERCA BIOLOGICA



In un progetto di ricerca pionieristico, per la prima volta i ricercatori IBM e l’Università di Aberdeen hanno collaborato per “vedere” la struttura di un composto marino estratto dal luogo più profondo della terra, utilizzando un microscopio a forza atomica (AFM). I risultati del progetto aprono nuove possibilità nella ricerca biologica, che potrebbero portare a uno sviluppo più rapido di nuovi medicinali.

Le conclusioni sono state riportate nell’edizione online del 1 agosto della rivista scientifica Nature Chemistry.

Da secoli gli scienziati sanno che una vasta gamma di risorse uniche – sotto forma di composti chimici – sono presenti nell’ambiente naturale, ad esempio negli oceani e nei deserti, e potrebbero essere impiegate nello sviluppo di nuovi farmaci.

Motivati da questa idea, gli scienziati del Marine Biodiscovery Centre dell’Università di Aberdeen si concentrano in particolare sullo sfruttamento del potenziale degli organismi marini per individuare composti chimici, che potrebbero essere utilizzati per sviluppare nuovi trattamenti per il cancro, le infiammazioni, le infezioni e le malattie parassitarie.

Il professor Marcel Jaspars, direttore del Marine Biodiscovery Centre dell’Università di Aberdeen, spiega: “L’ambiente naturale della terra è ricco di una varietà di organismi unici da cui è possibile derivare numerosi composti chimici, molti dei quali sono del tutto sconosciuti agli scienziati. Questi composti potrebbero essere usati nello sviluppo di farmaci e altri nuovi prodotti biomedici. Tuttavia, per poter sfruttare questo potenziale, dobbiamo prima comprendere la struttura molecolare di questi composti e successivamente stabilire se siano utilizzabili in medicina”.

Trovare i composti

Procurarsi i composti chimici da alcune delle regioni più estreme del pianeta è la prima fase di questo processo. Poi occorre identificare la struttura molecolare di questi composti, per stabilire se siano utilizzabili nello sviluppo di farmaci, si tratta in genere di un processo oneroso in termini di tempo, che nei casi difficili richiede diversi mesi.

Lo scorso anno, gli scienziati del Marine Biodiscovery Centre hanno iniziato a lavorare su una specie di batterio derivato da un campione di fango estratto** dalla Fossa delle Marianne – il luogo più profondo della terra, situato nell’Oceano Pacifico – che ha una profondità di 10.916 metri.
Questo batterio resistente alla pressione – denominato Dermacoccus abyssi – ha prodotto un composto chimico che essi non hanno riconosciuto.

Utilizzando la spettrometria di massa ad alta risoluzione, hanno rapidamente identificato la composizione chimica del composto, ma determinarne l’esatta struttura molecolare è stato più impegnativo. Nemmeno l’uso di tecniche di risonanza magnetica nucleare d’avanguardia consentiva di determinare l’esatta struttura, a causa del piccolo numero di protoni e del posizionamento di certi atomi nel composto.

Gli scienziati si erano ritrovati con quattro potenziali strutture, nessuna delle quale poteva essere esclusa con la sola risonanza magnetica nucleare. L’unica possibilità per trovare la struttura corretta era effettuare una sintesi chimica delle strutture proposte, un compito molto complesso, che può richiedere diversi mesi.

La forza della collaborazione

Alla ricerca di un metodo alternativo, il Professor Jaspars ha contattato gli scienziati IBM di Zurigo che avevano per la prima volta hanno catturato l’“anatomia” o struttura chimica di una molecola organica utilizzando un microscopio AFM*, con la speranza che essi potessero fare altrettanto per il composto estratto dal batterio degli abissi.

Una volta ricevuto il campione da Aberdeen, nel giro di una settimana, i ricercatori IBM sono riusciti a catturare le immagini delle singole molecole con risoluzione atomica, usando una tecnica denominata microscopia a forza atomica senza contatto. Queste immagini, insieme a calcoli della teoria del funzionale della densità, hanno identificato il cephalandole A, che è in realtà noto e isolato originariamente da un’orchidea taiwanese.

“La tecnica dimostra che i microscopi a scansione di sonda possono aggiungere una potente funzionalità nell’identificazione della strutture delle molecole, difficili da ottenere con le tecniche tradizionali”, spiega Leo Gross, scienziato di IBM Research - Zurigo.

L’esperimento è stato il primo utilizzo del microscopio AFM nella determinazione di ciò che inizialmente era una struttura molecolare sconosciuta.

Il Professor Jaspars spiega “Determinare la struttura di un composto sconosciuto è un processo oneroso in termini di tempo, che potrebbe richiedere mesi, quindi la possibilità di ‘vedere’ immediatamente la struttura di un composto chimico, osservandolo semplicemente attraverso un microscopio, è un’impresa straordinaria, che potrebbe portare a un’identificazione molto più rapida di composti sconosciuti e quindi accelerare il processo di sviluppo di nuovi farmaci”.

Nuovi biofarmaci dagli abissi

La natura offre un’enorme varietà di piccole molecole e composti con potenziali applicazioni farmaceutiche. Tali prodotti naturali sono fondamentali per la scoperta di nuovi formaci, poiché presentano strutture chimiche nuove e proprietà biologiche potenti. Gli studi del National Cancer Institute negli Stati Uniti hanno dimostrato che l’ambiente marino – e in particolare le aree remote e in gran parte intatte – è una fonte importante di principi biologicamente attivi nuovi e mai studiati.

La determinazione della struttura di molecole organiche viene effettuata di norma con tecniche spettroscopiche, quali la spettrometria di massa, che definisce la formula molecolare, e la spettroscopia a risonanza magnetica nucleare (NMR), che è la “cugina” molecolare dell’imaging a risonanza magnetica (MRI). Ogni atomo di carbonio e idrogeno in una molecola ha una sequenza definita nello spettro della NMR. Utilizzando varianti sofisticate di questa tecnica, è possibile determinare in che modo gli atomi di idrogeno e carbonio si collegano tra loro, mappando così la struttura molecolare. Tuttavia, quando vi sono pochi atomi di idrogeno nella molecola, come in questo caso, queste tecniche non riescono a produrre una soluzione univoca, vale a dire che servono altri metodi per risolvere il problema.

Catturare l’immagine dell’“anatomia” di una molecola

Il microscopio AFM utilizza una punta di metallo affilata, applicata a una piccola molla, per misurare le minuscole forze tra la punta e il campione, come ad esempio una molecola, per creare un’immagine. Per acquisire l’immagine della struttura chimica di una molecola con un AFM è necessario operare in strettissima prossimità della molecola; l’intervallo in cui le interazioni danno contributi significativi alle forze è inferiore a un nanometro. Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori IBM hanno aumentato la sensibilità della punta scegliendo deliberatamente una molecola di monossido di carbonio (CO). Una volta sufficientemente vicina al campione, la punta con terminazione in CO è in grado di rilevare forze repulsive minuscole. In questo modo, la punta agisce con una potente lente di ingrandimento e scompone i singoli atomi all’interno della molecola esaminata, rivelandone la struttura chimica su scala atomica.


Note
L’articolo scientifico dal titolo “Organic structure determination using atomic-resolution scanning probe microscopy” (Determinazione della struttura organica mediante microscopia a scansione di sonda a risoluzione atomica), di L. Gross, F. Mohn, N. Moll, G. Meyer, R. Ebel, W. M. Abdel-Mageed e M. Jaspars, sèpubblicato online su Nature Chemistry, DOI: 10.1038/NCHEM.765 (1 agosto 2010).

* Lo studio scientifico intitolato “The Chemical Structure of a Molecule Resolved by Atomic Force Microscopy”, di L. Gross, F. Mohn, N. Moll, P. Liljeroth e G. Meyer, è stato pubblicato su Science, Volume 325, Numero 5944, pagg. 1100 - 1114 (28 agosto 2009).

** I campioni originali provenivano dal Prof. Koki Horikoshi, JAMSTEC, Giappone – prelevati utilizzando il sommergibile di profondità, Kaiko.

IBM: www.ibm.com

Il Marine Biodiscovery Centre dell’Università di Aberdeen:
Vedere: http://www.abdn.ac.uk/chemistry/research/biodiscovery