sabato 27 agosto 2016

TERREMOTO E BAMBINI: COME AFFRONTARE L'EMERGENZA E IL TRAUMA

I CONSIGLI DI TELEFONO AZZURRO PER I GENITORI - UN APPELLO AI MEDIA PER UNA MAGGIOR CAUTELA NELL’USO DI IMMAGINI DRAMMATICHE - LE SEDI TERRITORIALI APERTE PER RACCOLTA GIOCHI E MATERIALE DIDATTICO

Terremoto in Nepal del 15 aprile 2015 Mohammad Saiful Islam / Shutterstock.com

.
Telefono Azzurro, anche nell’emergenza, è vicina ai più piccoli. 

L’associazione è attiva, in collaborazione con la Protezione Civile, per essere presente nei luoghi colpiti dal sisma attraverso volontari appositamente formati e operatori professionisti, per un sostegno a bambini, adolescenti e adulti, come già fatto durante emergenze passate come quelle in Emilia Romagna, Abruzzo e Molise. 

Linee d’ascolto e di emergenza - Telefono Azzurro mette a disposizione dei bambini e dei loro genitori l’assistenza telefonica attraverso le sue linee di ascolto, il 114 Emergenza Infanzia e l’1.96.96, dedicato a bambini e adolescenti. Attiva anche la chat (www.azzurro.it/chat), dove ogni giorno persone esperte di bisogni di bambini e ragazzi sono pronte a rispondere alle loro richieste. 

Un aiuto subito – Per chiunque volesse offrire il proprio sostegno alla popolazione colpita dal sisma, le sedi territoriali di Telefono Azzurro hanno attivato la raccolta di giochi e materiale didattico da distribuire ai bambini del posto. C’è anche l’opportunità di unirsi come volontari al Team di Emergenza e dare il proprio supporto sul campo. Per scoprire la sede più vicina e informazioni su come diventare volontario si può contattare il numero 800.090.335. 

Conseguenze e supporto psicologico - “L’impatto sui bambini di un evento traumatico come il terremoto che ha scosso il Centro Italia è particolarmente forte”, ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, “Molti di loro si trovano a dovere affrontare sensazioni prima sconosciute, come la paura, il lutto, la perdita della casa e delle proprie abitudini, la vista di immagini drammatiche. È normale, in queste situazioni, provare paura intensa, senso di impotenza, di angoscia, di confusione che possono però scomparire in breve tempo, grazie anche al supporto e alla vicinanza di persone affettivamente importanti. Primi fra tutti i genitori”. 
Ma a volte basta davvero poco per stare al fianco dei vostri bambini, piccoli gesti per aiutarli a gestire situazioni traumatiche e ad affrontare, per esempio, la paura di dormire un’altra notte fuori casa.

Appello ai media - Telefono Azzurro invita tutti gli organi di informazione ad una maggior cautela nella pubblicazione e nella messa in onda di immagini drammatiche dei posti tragicamente colpiti dal sisma e delle vittime.  Occorre che venga messo in atto un bilanciamento più adeguato tra diritto di cronaca e tutela dell’infanzia, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Carta di Treviso. Quindi una maggiore attenzione, non solo verso bambini e adolescenti coinvolti nel tragico evento, ma anche verso coloro che siedono di fronte ad uno schermo televisivo, ai bambini che guardano, che ascoltano e leggono. Un’esposizione indiretta – attraverso i media - ad un evento traumatico può, infatti, incidere sul benessere psichico di adulti e bambini, arrivando a costituire un fattore di rischio per lo sviluppo di una sintomatologia, come il Disturbo Post-Traumatico da Stress. E’ infatti indispensabile che, soprattutto in fascia protetta, telegiornali e programmi di infotainment gestiscano con particolare misura la scelta di immagini e parole. 

Consigli per aiutare gestire il trauma di bambini e adolescenti:
• trovate il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai vostri figli e parlare con loro;
• ascoltate le loro domande, anche se ripetitive e insistenti, e rispondete loro con sincerità;
• evitate il più possibile di mostrare la vostra ansia e le vostre preoccupazioni;
• scegliete parole semplici e utilizzate esempi concreti e comprensibili per i bambini per spiegare quello che sta succedendo;
• rispettate le emozioni e le paure dei bambini, anche se possono sembrare eccessive o irrazionali;
• evitate che i bambini siano esposti a situazioni che ricordano l’evento traumatico vissuto: ne è un esempio essere ripetutamente esposti a dolorose immagini televisive;
• prestate attenzione alla maniera in cui l’ansia può esprimersi nei bambini: mal di testa o mal di pancia ricorrenti, senza che sia identificata alcuna causa organica, posso essere sintomi del trauma.

In particolare, per genitori di piccoli fino a 6 anni:
• state loro molto vicini, evitando separazioni a meno che non sia strettamente necessario;
• rassicurateli e fateli sentire protetti, mostrandovi il più possibile tranquilli;
• dedicatevi insieme a loro ad attività rilassanti, come leggere una fiaba, passeggiare, giocare, ascoltare la musica.

Per i bambini delle scuole primarie:
• aiutate i bambini a dare un nome alle emozioni, per riuscire a definirle e quindi a gestirle;
• ascoltate i bambini quando desiderano parlare, accogliendo le loro domande e fornendo risposte chiare e semplici;
• rassicurateli sul fatto che è del tutto normale sentirsi tristi e arrabbiati e che non si devono sentire “cattivi” o “sbagliati” se sperimentano queste emozioni.
Per preadolescenti e adolescenti:
• date loro supporto e rispettate sempre il loro punto di vista e le loro emozioni;
• fateli sentire importanti nella gestione delle prime ore dopo il sisma e nel processo di ritorno alla normalità, valorizzando il loro aiuto e le loro capacità;
• prestate attenzione a eventuali comportamenti aggressivi o autodistruttivi e, qualora tali atteggiamenti persistano, fatevi aiutare da un esperto.


Argomenti correlati: 

LA PREVISIONE DEI TERREMOTI 


venerdì 26 agosto 2016

COM'È NATA LA VITA SULLA TERRA?

Qual è stata l'origine della vita sulla Terra? È la classica domanda da 100 milioni di dollari, perché è di interesse universale: chi non vuol sapere come tutto ha avuto inizio? Inoltre il quesito impatta in modo più o meno diretto su diversi ambiti, non solo su quello scientifico – al quale faremo riferimento in questo articolo – ma anche su quello filosofico e religioso. A tal proposito occorre subito mettere le mani avanti: la risposta definitiva ancora non esiste. “L'origine della vita sulla Terra è ancora un mistero – una delle più importanti domande scientifiche ancora da chiarire” scrive Pier Luigi Luisi nella conclusione del libro “Sull'origine della vita e della biodiversità”, pubblicato da Mondadori Education.

Gravità Zero ha scelto questo testo per spiegare ai suoi lettori alcuni elementi di base sul tema, proprio perché si tratta di un saggio divulgativo scientifico molto equilibrato, che si trattiene quindi dal saltare a conclusioni nette e che esprime i risultati dei principali studi. Fa quindi pensare e ragionare ed offre una ricca panoramica di spunti interessanti. Per far ciò deve necessariamente introdurre alcuni concetti, che però possono essere piuttosto impegnativi per chi è completamente a digiuno di chimica, biochimica e biologia. Tuttavia, lo scoglio da superare è grossomodo fissato verso la centesima pagina, superata la quale sarete adeguatamente compensati per la vostra pazienza e tenacia.


Ma veniamo ora al contenuto. Il tema fondamentale, del passaggio dalla materia inanimata alla vita, viene innanzitutto affrontato a partire dalle basi storiche e concettuali. E già da subito il discorso si fa interessante: lo sapevate che nel XVII secolo potevate chiedere al medico la ricetta per fare i topi? Bastava andare dal Dott. Van Helmont: lui vi avrebbe detto di prendere una camicia sporca e dei chicchi di frumento, di metterli a contatto e di aspettare. Dopo 21 giorni sarebbero nati dei topi. Si credeva quindi nella teoria dell'abiogenesi, altrimenti detta della generazione spontanea. Fortunatamente Francesco Redi, Antoni Van Leeuwenhoek, Lazzaro Spallanzani e – soprattutto – Louis Pasteur dimostrarono scientificamente il contrario.

Ma se il vivente può provenire solo dal vivente, qual è quindi l’origine della vita? E poi, noi siamo soltanto un insieme di molecole? Qui l’autore distingue fra struttura, ovvero una sorta di assemblaggio molecolare e proprietà, che sono caratteristiche che possono emergere a livelli gerarchici più elevati (non molecole, ma cellule, tessuti, organi…).

Molti conoscono i primi esperimenti di chimica prebiotica, ma la vera questione è se la vita sia nata per caso o se invece le cose non potevano andare in maniera diversa da come sono effettivamente andate. Nel primo caso si parla di contingenza nell’origine della vita: “una delle implicazioni è che la vita umana avrebbe anche potuto non esserci”. Nel secondo caso, invece si tratta di determinismo, da non confondere con il “determinismo guidato verso la formazione della vita” (quest’ultimo non è scientificamente accettabile).

Nel secondo capitolo l’autore punta a circoscrivere il difficile concetto di “vivente”. Egli si basa sulla teoria dell’autopoiesi (o autoproduzione), sviluppata da Humberto Maturana e Francisco Varela negli anni ‘70. Tale teoria consente anche un approccio sperimentale: è possibile preparare in laboratorio sistemi chimici autopoietici. L’autopoiesi propone una visione sistemica, nella quale il vivente è caratterizzato da automantenimento, ovvero è capace di rimanere se stesso. Ciò significa, in altri termini, essere in grado di rigenerare dall’interno le proprie componenti. Così “la cellula rigenera dall’interno i suoi componenti che vengono consumati, trasformati, degradati o rimossi – siano essi ATP o glicogeno, glucosio o t-RNA. Tutto questo, naturalmente, avviene a spese di nutrienti e attraverso un flusso di energia diretto verso l’interno della cellula”. Ma per definire la vita, l’unità autopoietica (struttura vivente organica) non basta, occorre anche l’ambiente e la cognizione, poiché l’unità citata “interagisce in modo cognitivo con l’ambiente”.

Il terzo capitolo è dedicato ai biopolimeri, cioè alle macromolecole sulle quali è basata la vita: proteine, acidi nucleici e polisaccaridi. Questa è la parte più impegnativa, ma il premio è un’idea molto più chiara di cosa sono le proteine, che funzioni svolgono e quali tipi di strutture possiedono. E gli acidi nucleici? Finalmente coglierete le differenze fra geni, genoma, codice genetico, DNA e RNA.

Gli ultimi tre capitoli del testo sono dedicati ad argomenti altrettanto importanti: innanzitutto si entra nel dettaglio di quelle proprietà che emergono quando la complessità della vita supera determinati livelli; poi vengono spiegati i più importanti approcci sperimentali all’origine della vita. Se conoscete solo l’idea di brodo primordiale, allora troverete molti altri modi di affrontare la scienza della vita in laboratorio: ad esempio “il mondo a RNA prebiotico”, l’approccio compartimentalistico e la costruzione di modelli di proto-cellule minimali.

In un certo senso, l’ultimo capitolo – che tratta i fondamenti del darwinismo e l’origine della biodiversità – potrebbe essere quello a voi più noto (in quanto più diffuso dai media). Ma, come ho già detto all’inizio, questo è un libro che vale la pena leggere fino all’ultima pagina.


N.B.: Le parti virgolettate sono tratte dal libro "Sull'origine della vita e della biodiversità", scritto da Pier Luigi Luisi e pubblicato da Mondadori Education. La foto è stata scattata da Walter Caputo.

PERCHÈ UNA AZIENDA DOVREBBE APRIRE UN BLOG

"Bisogna iniziare a usare i blog. Non avevamo idea di che cosa aspettarci quando lanciammo il blog ufficiale di General Motors. Sorprendentemente avemmo cinquemila visitatori il primo giorno. Siamo entrati in contatto con migliaia di persone che altrimenti non avremmo mai raggiunto. Naturalmente potreste chiedervi se bloggare è importante quando la propria azienda è in un periodo di crisi. La mia risposta è sì"
Bob Lutz
Vice Chairman  - Global Product Development 
General Motors 

In tempi di crisi l'azienda che utilizza le opportunità concesse dalle nuove tecnologie ha più possibiltà di entrare in una spirale economica positiva e alimenta le possibilità di aumentare la propria visibilità e la propria popolarità su un terreno che sta diventando sempre più agguerrito e competitivo: il Web.

Un corporate blog (o blog aziendale) suscita interesse nel cliente. E aiuta l’azienda ad ottenere visibilità (in particolar modo sui motori di ricerca come Google) e consenso senza richiedere onerosi investimenti e tecnologie complesse.


Da un sondaggio di Ispo CLick 
per l’Osservatorio Blogger, “Universo Blog, chi li frequenta e perchè”,
viene rilevato che agli italiani i blog piacciono e tanto. Nonostante 
la diffusione massiccia dei social network, i blog vengono preferiti 
dagli italiani per riflettere e approfondire gli argomenti di interesse


I blog si sono rivelati dunque uno strumento di business molto efficace per le aziende: una chiave per sopravvivere alla recessione attraverso due operazioni di immagine: le relazioni e la fiducia,
canali  attraverso cui stabilire un contatto diretto con il proprio target, invitando i clienti ad esprimere i loro commenti su quanto l'azienda stessa ha da proporre.


PERCHÈ UNA AZIENDA DOVREBBE AVERE UN BLOG


1) Aumenta il numero di lettori e di potenziali clienti 

2) Le Aziende concorrenti italiane e straniere si sono già mosse 

3) il blog è uno strumento adatto alle PMI 

4) Permette di avere un dialogo diretto con i proprio clienti e potenziali tali  

5) È uno strumento che può essere utilizzato per dialogare con i propri dipendenti e collaboratori

6) È un ottimo strumento per veicolare contenuti promozionali dell'azienda 

7) Migliora il posizinamento su Google anche del sito principale  

8) I contenuti possono essere gestiti anche da persone non esperte in informatica

9) Consente all'azienda di dialogare in modo non informale e di essere sempre al centro dell'attenzione

10) Vi permette di diventare degli influencer, dei punti di riferimetno nel vostro settore. 


Un blog, tecnicamente, non è dissimile da un sito web che si affianchi
al sito principale di una azienda, ma che può soddisfare obiettivi
differenti: il lancio di un servizio, o di un prodotto; l’area per
raccontare l’azienda e le sue storie attraverso la voce del titolare o
dei manager, il confronto di esperienze di una azienda e la volontà di
indagare nuove forme di comunicazione.



Il blog dell'agevolatore di impresa Vikyanna
Inoltre, un blog serve ad accorciare le distanze tra cliente e azienda, fa capire meglio a quest’ultima cosa vogliono i propri committenti e, attraverso il riscontro diretto, consentire di correggere il tiro di eventuali errori di marketing in un modo più semplice e diretto.
Cancellare il corporate blogging dalla lista degli strumenti di marketing solo perché non se ne conoscono le dinamiche può farvi perdere una opportunità competitiva. Sforzarsi, invece, di avere un
approccio aziendale meno istituzionale sembra essere la nuova strada per avvicinarvi ai clienti.



Il primo consiglio, utilizzando il blog come strumento di dialogo,  è quello di abbandonare lo stile istituzionale tipico  del comunicato stampa o della presentazione da sito web aziendale e di rivolgersi ai propri lettori in maniera informale, diretta e soprattutto
onesta.




Altri aspetti da non sottovalutare sono i requisiti che   imprescindibilmente devono possedere le persone o la persona che   scrivono sul blog, quali la padronanza della materia e la dote di   comunicare. Entrambi questi fattori costituiscono il mix perfetto   affinché i post scritti catturino l’attenzione del lettore.   Naturalmente un blog aziendale richiede una pianificazione attenta. Si   tratta di un elemento che deve divenire parte della strategia di   comunicazione aziendale.     Aprire un blog è semplicissimo, fare un flop altrettanto facile.


Quello in cui occorre investire, dunque, è nel rinnovamento   dell’approccio dell’azienda al mondo esterno. Per questo è meglio   affidarsi a professionisti della comunicazione digitale: servono una   strategia e una pianificazione graduale, per evitare sgradevoli effetti   boomerang, che possono influire sulla reputazione del marchio.


4 ESEMPI DI BLOG AZIENDALI DI SUCCESSO



L'OREAL



DELL



GENERAL ELETRIC



SQUARESPACE



GOOGLE TI PENALIZZA? NON SEI VISIBILE SUI MOTORI? ECCO PERCHÉ

Il sito della tua azienda NON si trova sulle ricerche di Google?

È probabile che il tuo sito sia stato bannato, oppure penalizzato da Google . Controlla Webmaster Central, e compila una richiesta di riconsiderazione solo dopo avere tolto dal tuo sito contenuti non conformi alle regole di Google

Se il tuo sito è presente negli indici di Goole ma continua a essere penalizzato segui questo diagramma



How to Handle a Search Spam Penalty


Fonte: Rewriting the Beginner’s Guide Part IX: Myths, Penalties and Spam








giovedì 25 agosto 2016

AUMENTARE I CONTATTI WEB CON LA GUIDA (GRATUITA) SUL DIGITAL MARKETING

Quella che stiamo per presentarvi è un'utile guida con un ricco elenco di “digital marketing tools”, ovvero strumenti per l’analisi e la gestione operativa di azioni di marketing digitale adatti alla vostra azienda.

Detto in altre parole sono strumenti utili per chi si occupa di comunicazione e marketing di impresa per aumentare il numero di lead, ovvero di clienti interessati alla vostra offerta di servizi o prodotti.  

Perché ho bisogno di questa guida?Il
successo nell'acquisizione di nuovi clienti attraverso il marketing
digitale va alle imprese che sono più riuscite a sfruttare i principali
canali di marketing inbound per ottenere visibilità e contatti.
Questi canali includono la ricerca, social media e-mail marketing, il tutto alimentato da ottimi servizi disponibili per migliorare
l'esperienza dei clienti on-line di siti web, applicazioni mobili ed
e-mail per contribuire a rafforzare la conversione e sviluppare la
fedeltà dei clienti.

La guida può essere scaricata qui [dopo una semplice registrazione] e presenta 150 strumenti – gratuiti, freemium e/o a
pagamento.

Questa guida vi aiuterà a sfruttare la potenza degli strumenti digitali disponibili dal momento con:
  •     30 categorie di strumenti per  confrontare il vostro mercato e studiare i vostri competitor
  •     5 strumenti in ogni categoria classificati in ordine di valore
  •     Numerosi strumenti per acquisire, convertire e mantenere i clienti

La guida vi sarà utile per effettuare analisi sul vostro pubblico di riferimento e per gestire la vostra strategia di marketing digitale.

Tools che, come mostra l’infografica
sottostante, sono divisi concettualmente in 4 aree: Reach, Act, Convert
ed Engage, con una ulteriore suddivisione in aree sempre più specifiche. 

Ti interessano questi argomenti? Continua a seguirci anche su Facebook e su Twitter  oppure scrivici invandoci le tue domande o qualsiasi richiesta. 
Il nostro sito web: www.vikyanna.it