lunedì 27 marzo 2017

INDUSTRIA 4.0: COME PRESENTARE LE DOMANDE PER GLI INCENTIVI

Dal Ministero dello Sviluppo Economico una guida alle misure per investimenti innovativi, infrastrutture e competenze digitali. Industry 4.0, stampante 3D, robotica, intelligenza artificiale, big data, biotecnologia, nanotecnologia e genetica, siamo nel cuore di quella che è stata definita la quarta rivoluzione industriale.
La Legge di Bilancio 2017 ha stanziato 560 milioni di euro per accrescere la competitività del sistema produttivo e facilitare l’acquisto strumenti utili al loro sviluppo. In particolare, un quinto di queste risorse saranno destinate agli investimenti in tecnologie digitali.


Nel dettaglio, il Ministero delle Sviluppo Economico concede alle PMI un contributo che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari legati agli investimenti realizzati per gli acquisiti di nuovi macchinari, impianti e attrezzature (cd. “Nuova Sabatini”).

Per questo tipo di investimenti, considerati “ordinari”, il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni. Mentre gli investimenti legati al digitale prevedono una maggiorazione del 30% di tale contributo, che arriverà al 3,575% annuo. In ogni caso si avrà la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino ad un massimo dell’80% sull’ammontare del finanziamento.

La guida Piano Nazionale Industria 4.0 

La Guida, descrive le misure che il Governo italiano ha sviluppato nel “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” che si muove secondo quattro direttrici strategiche:
- Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione;
- Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali;
- Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc;
- Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Lo sportello telematico per accedere agli incentivi è disponibile dall’1 marzo 2017. La circolare direttoriale del 15 febbraio 2017 n. 14036 fornisce le indicazioni per richiedere e fruire di questi benefici, allegando anche gli schemi di domanda e l’ulteriore documentazione che l’impresa è tenuta a presentare per poter beneficiare delle agevolazioni. Ulteriori chiarimenti sul procedimento sono disponibili nella circolare 24 febbraio 2017 n.17677.

Qual è l’iter per presentare le domande?

Le PMI devono presentare alla banca (o intermediario finanziario) la domanda di incentivo, la quale si occuperà di verificare la correttezza della documentazione fornita e trasmettere al Ministero la richiesta di prenotazione. 

Ricevuta la conferma da parte del Ministero sulla disponibilità delle risorse, la banca può concedere il finanziamento e trasmettere la documentazione al Ministero. Tale concessione può essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia, nella misura massima dell’80% dell’ammontare del finanziamento. 

Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria. Successivamente l’azienda beneficiaria compilerà la dichiarazione telematica con la richiesta di erogazione della prima quota di contributo. Anche le successive richieste devono essere presentate online, sempre fornendo l’intera documentazione necessaria.

Per scaricare i documenti necessari e saperne di più visita la sezione dedicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

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domenica 26 marzo 2017

QUESTA (NON) E' MATEMATICA: LEGGI, FAI E IMPARI

Curva parabolica in corso di costruzione [disegno di
Rossano nel libro "Questa (non) è matematica"]
Rossano ha 8 anni e frequenta la terza elementare. Quando torniamo a casa da scuola talvolta mi chiede: "Tu sai scomporre 10,1?" e io gli rispondo: "E tu sai misurare l'infinito?". Così la matematica entra nei discorsi fra padre e figlio ed entrambi apprendono nuovi concetti e nuove idee.

Rossano, oltre a fornire una chiave di lettura del libro "Benvenuti a Cervellopoli", ha già rilasciato due interviste: una su un libro di scienza per piccini ed un'altra sul mondo invisibile dei microbi. D'altronde è risaputo che la scienza e l'infanzia vanno spesso a braccetto. Ora Rossano ha avuto modo di "lavorare" su un altro libro, intitolato "Questa (non) è matematica", scritto da Anna Weltman e pubblicato da Editoriale Scienza. Ha acconsentito a rilasciare la sua terza intervista proprio su questo libro, perché è diverso in quanto è un libro che assomiglia ad un quaderno, ma in realtà è molto di più.

Che cos'è "Questa (non) è matematica" ?

E' un libro che parla di geometria, ma in realtà è un libro-quaderno in cui è possibile fare tantissime cose.

Ad esempio?

Puoi disegnare cerchi con il compasso, puoi riuscire a fare delle curve con delle linee dritte, puoi fare un Mandala ed anche cose eccezionali, come una specie di canestro da basket visto dall'alto, semplicemente tracciando rette. Basta la matita e il righello.

Ma, dato che è un libro-quaderno di matematica, non ci sono dei numeri?

Pochi. Spesso sono utilizzati come punti di riferimento per tracciare figure geometriche. Però c'è anche il triangolo di Tartaglia, in cui i numeri sono usati in modo diverso.


Cos'è il triangolo di Tartaglia? E in che modo i numeri vengono usati al suo interno?


Il triangolo di Tartaglia è composto da cerchi contenenti numeri. In cima e ai lati c'è sempre l'uno. In mezzo ci sono le somme.

E tu sei riuscito a completarlo tutto?

Sì. L'ultima riga era la sedicesima e il numero più grande che ho determinato è stato 6435.

Ci sono altre cose che hai fatto?

Ho disegnato gli esagoni perfetti con due metodi, quello del triangolo e quello del cerchio. Ho fatto anche le super stelle, le spirali e i triangoli impossibili.

Ti è piaciuto il libro-quaderno? Lo consiglieresti?

Mi è piaciuto perché puoi scriverci dentro e non è come gli altri libri che sono solo da leggere. Con "Questa (non) è matematica" leggi, fai e impari. E' soprattutto per questi motivi che lo consiglio, ma non solo ai bambini, anche ai grandi, perché non sono sicuro che sappiano fare certe cose.

Grazie Rossano e arrivederci alla prossima intervista.




sabato 25 marzo 2017

PROTEZIONE DEI DATI E PRIVACY NELLE AZIONI DI MARKETING E NEL WEB

Incontro gratuito su normativa, obblighi e rischio sanzioni



Oggi le azioni di marketing in attività promozionali, di ricerche di mercato, e-commerce e di presenza on e off-line sono pratiche consuete e di fondamentale importanza
per tutte le aziende.

Tutto questo comporta un trattamento dei dati personali, per il quale, la legge, che riguarda non solo le persone fisiche, ma anche quelle giuridiche, stabilisce l’obbligo di rispettare regole precise.

Il seminario ha l’obiettivo di fornire un quadro completo ed esaustivo della normativa e degli obblighi che le aziende devono rispettare per evitare di incorrere in significative sanzioni.

Giovedì 6 aprile ore 15.00
API Torino - Sala “A. Busso” Via Pianezza, 123 - Torino

Destinatari

- Titolari di azienda
- Responsabili dei trattamenti dei dati personali
- Responsabili delle Aree Marketing e Commerciale delle aziende

Relatore

Barbara Bertoletti
Responsabile Servizio Legale API Torino 

La partecipazione all’incontro è gratuita

Confermare la partecipazione al numero 011 4513203 oppure inviando una mail a legale@apito.it indicando il nominativo dell’impresa e dei partecipanti all’incontro ed un recapito telefonico.

giovedì 23 marzo 2017

IPNOSI - LA MIA VOCE TI ACCOMPAGNERÀ

Milton Erikson
Spesso mi capita di dover spiegare che cosa sia l’ipnosi, a un paziente, a un amico, a una persona curiosa. Non è facile però descrivere a parole ciò che ci succede quando siamo ipnotizzati e spesso rispondo che la cosa più semplice sarebbe provarla.

Il termine deriva dal greco "hypnos", sonno, e fu introdotto da James Braid nella prima metà del XIX secolo per le analogie che a quel tempo sembravano esserci fra le manifestazioni del sonno fisiologico e il sonno nervoso, definito come: "una condizione particolare del sistema nervoso, indotta da una attenzione fissa e astratta dell'occhio mentale e visivo, su un oggetto, non di una natura emozionante".
La diffusione dell’ipnosi, come di molte altre tecniche psicologiche, è legata ad eventi traumatici, in particolare ai periodi successivi alle Guerre Mondiali: infatti veniva utilizzata per il trattamento di quelli che oggi chiameremmo disturbi post-traumatici da stress.
Successivamente il dottor Milton Hyland Erickson (1901 –1980), ha creato l’"ipnosi ericksoniana", che permette di comunicare con l'inconscio del paziente.
Questo tipo di ipnosi è molto simile ad una normale conversazione ed induce una trance ipnotica nel soggetto.
Nel 2005, la American Psychological Association (APA), ha pubblicato la seguente definizione formale: “[…] L'induzione ipnotica è una suggestione iniziale estesa per utilizzare la propria immaginazione. […] Una procedura ipnotica è usata per incoraggiare e valutare le risposte ai suggerimenti. Quando si utilizza l'ipnosi, una persona (il soggetto) è guidata da un altro (l'ipnotista) per rispondere alle suggestioni e modificare l’esperienza soggettiva, e creare alterazioni nella percezione, nelle sensazioni, nelle emozioni, nel pensiero o nel comportamento”.
Vista la complessità enigmatica di questa definizione, ho pensato di riportare come esempio una semplice testimonianza di chi ne ha avuto esperienza diretta: Patrizia “…Durante l’ipnosi, mi sono “scollegata” dal contesto in cui ero per proiettarmi in un luogo nuovo: l’immagine ai miei occhi era una spiaggia bianca con un mare da sogno con mio marito. Ho sentito il mio corpo rilassarsi, abbandonarsi come se ci fosse qualcosa che lentamente mi tirava giù… Al risveglio non avevo alcuna idea di quanto tempo fosse passato, ero rilassata e pervasa da una sensazione di pace con me stessa che non mi ha abbandonata per un paio di giorni e che ho la possibilità di ricreare quando voglio e più ne ho bisogno”.
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In realtà tutte le testimonianze sono particolari perché in ciascuna di esse è racchiusa una parte di ipnosi. L’ipnosi non è solo un insieme di semplici tecniche, ma un vero e proprio metodo per fare esperienza della realtà che circonda. Parlando da terapeuta, questo approccio permette di entrare in relazione con l’altro in modo attivo, dinamico e singolare, di ascoltare per comprendere e costruire una teoria generale capace di contenere e ridare nuovo senso ad ogni singola storia di vita. Durante il percorso che ci porta a contatto diretto con il nostro inconscio ognuno segue la propria strada, per arrivare esattamente là dove deve andare, per recuperare nuove risorse, per rimuovere ostacoli, per ricucire il legame con il proprio passato. Luca “… durante il nostro percorso, il mio terapeuta mi condusse all'ipnosi. Ricordo più intensamente una seduta e fu per me come prendere l'ascensore e scendere ai piani più reconditi della mia anima e dei miei ricordi, per comprendere l'origine dei miei malesseri. Un pulsante per la risalita e tornai alla mia realtà di sempre, ma con un'altra visione della vita”.
Visto che per anni l’ipnosi è stata usata come fenomeno mediatico, ci tengo sempre a precisare alcuni aspetti importanti. Il primo è che siamo tutti ipnotizzabili. Se ciò non avviene il problema è piuttosto del terapeuta che non ha saputo creare il giusto ponte tra conscio ed inconscio per metterli in comunicazione. Il paziente è un individuo unico, e pertanto unico sarà l'approccio utilizzato per curare il paziente: usando una metafora, è un po’ come il sarto che crea un abito su misura, attraverso il riconoscimento ed il potenziamento delle abilità e delle capacità creative di ogni persona e il processo deve adattarsi alle esigenze ed alle reazioni del singolo attraverso una molteplicità di approcci personalizzati.
Inoltre il soggetto non assume un ruolo passivo e sottomesso, ma guidato del terapeuta diventa protagonista del processo induttivo a cui prende parte. L’ipnosi quindi non è una manipolazione per condizionare le persone. Anzi è l’esatto opposto: rende disponibile l’accesso alle nostre potenzialità lasciando che tutto avvenga così come deve avvenire e permettendo di utilizzare le nostre ricchezze personali in modo libero ed efficace. Francesca “… Accosterei alla parola ipnosi, il concetto di libertà. Lasciarsi guidare in questa esperienza, mi ha permesso di liberami da una razionalità delle volte eccessivamente dominante ma poco lucida, per farmi trascinare verso in un turbinio di emozioni che, anche se non sempre piacevoli, mi hanno resa più consapevole di ciò che stavo vivendo”.
Per Milton Hyland Erickson “L’ipnosi non altera la persona, non altera la sua esperienza di vita passata. Serve a permetterle di imparare di più su se stessa e ad esprimersi più adeguatamente” (Milton Hyland Erickson (1901-1980).
Nell’uso terapeutico, tutto ha inizio sin dal primo incontro, ben prima che io pronunci le parole “… la mia voce di accompagnerà lungo tutto il percorso…”. Il legame terapeuta paziente si crea attraverso una “situazione comunicativa relazionale” già durante il processo di conoscenza reciproca. Solo dopo che si è creata la relazione è possibile indurre uno stato di trance, facendo in modo che l’attenzione del paziente si indirizzi verso la propria interiorità e le proprie sensazioni. Si avviano così ricerche e processi inconsci che danno accesso al proprio mondo interiore, ricco di immagini, sensazioni, possibilità, capacità, energie che saranno poi disponibili quando si ritornerà nel presente, nel “qui ed ora”.
Le risorse necessarie al cambiamento sono insite nella storia esperienziale della persona, grazie alle straordinarie capacità dell’essere umano. Sarà la trance ipnotica ad agire su tali risorse, estraendole dall’inconscio e restituendole al loro pieno potenziale, perché a differenza di quanto avviene nello stato di veglia, il soggetto è in grado di accedere a questi contenuti non semplicemente ricordandoli, ma rivivendoli.
Tutto ciò può avvenire anche perché l’ipnosi non è uno stato di incoscienza. Anzi la nostra attenzione è più ricettiva, più pronta, in grado di ricevere gli strumenti necessari per raggiungere i risultati desiderati. Fisicamente, una persona in ipnosi può presentare un rilassamento muscolare, un rallentamento del respiro ecc.. Tuttavia dal punto di vista della condizione mentale, la persona è cosciente e vigile. Luigina “… durante l’ipnosi si fa un’esperienza particolare. Senti che una parte di te è sempre vigile, mentre un’altra va dove deve andare. È come se la parte vigile facesse da spettatore consapevole di ciò che accade nell’altra parte della mente”.
Viste le sue potenzialità documentate anche da diverse ricerche scientifiche, l’ipnosi viene utilizzata principalmente per modificare il vissuto sensoriale ed il vissuto di schema corporeo. Il soggetto in ipnosi può orientare con facilità la propria introspezione nei diversi settori del suo organismo, può ampliare o ridurre le sensazioni che provengono dall'interno del suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea e la percezione del dolore.
Viene impiegata nel controllo delle emozioni (disturbi d'ansia, attacchi di panico, rabbia, tristezza) e delle dipendenze (alcol, fumo, droghe), nelle fobie specifiche, nelle diverse forme di malattie psicosomatiche, e anche in oncologia come strumento di rilassamento e per ridurre gli effetti collaterali alle diverse terapie quali la nausea, il vomito, l'eccessiva stanchezza.

mercoledì 22 marzo 2017

THE FUTURE OF SCIENCE: DIGITAL REVOLUTION. COME CAMBIERÀ LA NOSTRA VITA

Martedì 4 aprile 2017 dalle ore 9 alle 13,30 si svolgerà il convegno “Digital Revolution – Come cambierà la nostra vita”. L’edizione speciale del ciclo di incontri The Future of Science avrà luogo nell’Auditorium “Guido Martinotti” dell’Università di Milano-Bicocca, edificio U12, in via Vizzola, 5 (20126 Milano). Il convegno è organizzato da Fondazione Silvio Tronchetti Provera, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca.