martedì 2 settembre 2014

VACANZE FINITE? LA PSICOLOGIA SPIEGA COME AFFRONTARE LA SINDROME DA RIENTRO

I consigli dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia

Stress al Computer via Shutterstock

Dopo le vacanze irritabilità, calo di attenzione, mal di testa e un generico stordimento sono disturbi che colpiscono una persona su dieci. «Serve lavorare per obiettivi e ricavarsi brevi momenti di stacco»

Irritabilità, calo di attenzione, mal di testa, difficile digestione della quotidianità e un generico senso di stordimento. «Sono i sintomi della cosiddetta “post vacation syndrome” che colpiscono circa una persona su dieci al rientro dalle vacanze», premettono Giandomenico Bagatin ed Erica Cossettini psicologi psicoterapeuti e consiglieri dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia. Per affrontare il rientro ecco tre suggerimenti: «Riprendere in mano gli affari rimasti in sospeso prima delle vacanze, ricavarsi dei momenti di pausa anche brevi durante l’anno e imparare a gestire gli obiettivi. Non missioni impossibili, ma semplicemente degli accorgimenti importanti perché molto dipende dalla nostra mente».

Prima di tutto però occorre sfatare un luogo comune. Precisa Bagatin: «La maggior parte delle persone è prigioniera di un pregiudizio, cioè che il riposo e il relax ricarichino le batterie mentali. In realtà, non è così. Per la maggior parte di noi, il lungo riposo estivo acuisce invece i sintomi da stress non appena si rientra alla vita di tutti i giorni». Per recuperare energie occorre invece «imparare a chiudere gli affari lasciati in sospeso perché la benzina mentale viene consumata nel tentativo di raggiungere obiettivi siano questi importanti (come grandi obiettivi lavorativi o affettivi, più o meno consapevoli) oppure meno (come mettere a posto finalmente la cantina). Ogni obiettivo consuma energia mentale. Ma quando viene raggiunto pienamente, come per magia la mente si ricarica. È esperienza di tutti che dopo una grande soddisfazione, anche se fino a un attimo prima si era stanchi, ci si sente invece energici e propositivi».

«Nel nostro vivere quotidiano - prosegue Cossettini- è anche importante ritrovare una naturale capacità ad allentare: ciò non significa trovarsi uno spazio di stacco lungo e totale, come una notte di sonno o una vacanza esotica, ma rappresenta momenti indispensabili nell’arco della giornata che ci permettono di ricaricarci, di ritrovare energia, di stare piacevolmente a goderci ambienti e pause ristoratori, anche se non ci sembrano necessariamente importanti. Vacanze, sonno, sport possono aiutare (e non sempre) l’allentamento, ma sono un’altra cosa. Dobbiamo crearci pause di morbidezza piacevoli, ristoratrici, quando ne sentiamo il bisogno e non è necessario che siano pause lunghe: sono momenti importanti prima di ricondurci a nuove tensioni e nuovi momenti di vigilanza».

Per evitare quindi la “sindrome da rientro”, il contributo della psicologia può essere fondamentale. Concludono gli specialisti: «Per imparare ad allentare durante tutto l’anno con efficacia è possibile intervenire con tecniche e percorsi di rilassamento o di concentrazione; per la gestione e la realizzazione degli obiettivi esistono invece le procedure e i percorsi di time management (gestione del tempo), per organizzare le priorità, essere efficaci, risparmiare e spendere bene le energie, e nutrire il nostro cuore attraverso le grandi e piccole esperienze positive. Training di questo tipo vanno fatti con professionisti della psicologia: possono cambiare completamente la percezione e il livello dello stress durante l’anno e prepararci ad affrontare meglio anche le prossime vacanze».

IL FUTURO DELLE GEOSCIENZE ITALIANE

La Società Geologica Italiana (SGI) e la Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), le due principali società scientifiche di Scienze della Terra in Italia, terranno il proprio congresso annuale in forma congiunta dal 10 al 12 Settembre 2014 nella sede dell’Università degli Studi di Milano.

Il principale congresso di Geoscienze dell’anno in Italia prevede circa un migliaio di partecipanti, tra docenti, ricercatori e geologi liberi professionisti. Attraverso attività congressuali e collaterali, forum, conferenze e stand espositivi, i partecipanti potranno condividere i risultati delle ricerche.

Gli argomenti affrontati includono le Scienze della Terra nei loro aspetti di ricerca di base e applicata a Ambiente, Salute, Energia, Georisorse, Beni Culturali e Rischio Idrogeologico.

Alcune sessioni di grande attualità:

- cambiamenti climatici: il ruolo delle regioni polari
- energia geotermica
- sismologia e vulcani sottomarini
- geologia extraterrestre: Marte sarà al centro di molti interventi divulgativi, ma si parlerà anche di Mercurio e delle prime scoperte sulla cometa Churyumov-Gerasimenko su cui si appresta ad atterrare Philae, la sonda ideata con un grande contributo della tecnologia italiana
- situazione mondiale delle risorse e riserve petrolifere.

Il Congresso rappresenta il più grande evento della comunità delle Geoscienze che precede l’EXPO 2015 e vuole essere un’occasione per potenziare gli scambi con il mondo industriale, con i professionisti e con gli insegnanti per trasformare i risultati delle ricerche in prodotti, metodologie e servizi. Le tematiche principali di EXPO 2015 (ENERGIA, PIANETA, CIBO, VITA) sono alla base degli obiettivi del Congresso, con particolare riferimento alle risorse non-rinnovabili, all’acqua e ai suoli, la cui conoscenza e gestione sono alla base di uno sviluppo sostenibile.

I lavori si concluderanno con lo spettacolo gratutito e aperto al pubblico "GEOLOGI, NON PER CASO", dove Patrizio Roversi dialogherà con 7 geo-attori (per caso) per scoprire come la Geologia si rapporta alla vita quotidiana (locandina in allegato).

Programma completo sul sito: www.geoscienze2014.it

87° Congresso della Società Geologica Italiana e 90° Congresso della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia

Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano
via Festa del Perdono 7
10-12 SETTEMBRE 2014
I ricercatori e gli scienziati saranno a disposizione dei giornalisti per interviste e commenti ai loro lavori

EBOLA: LA VIA ITALIANA VERSO IL VACCINO

Sta per essere sperimentato un vaccino per debellare EBOLA, il micidiale virus che continua a mietere migliaia di vittime in Africa Occidentale e non solo.
Una sperimentazione promettente è in corso in un laboratorio italiano che  è sulla giusta via per un vaccino contro il virus. Lo stesso laboratorio l'anno scorso, lo ricordiamo,  è stato vittima di incivili attacchi di presunti animalisti supportata purtroppo da una propaganda antiscientifica.
Fortunatamente la razionalità ha avuto la meglio, e possiamo per questo essere orgogliosi dei nostri ricercatori italiani.

Qui IL VIDEO SU RAI NEWS DELL'IMPORTANTE NOTIZIA

A poca distanza da Roma prende dunque  forma il primo vaccino contro EBOLA, Chad3Ebola-Zaire è il suo nome tecnico, che sarà sperimentato nelle prossime settimane negli Usa e poi in Gran Bretagna.

Almeno 10 mila le dosi previste per la sperimentazione e realizzate nei prossimi due mesi a Pomezia, negli stabilimenti di Okairos/Advent, presso l’IRBM Science Park. 

«Siamo gli unici in grado di produrlo. Lo realizzeremo e lo invieremo, via aerea in contenitori refrigerati e controllati, negli Usa e dove sarà necessario», ha spiegato all’Adnkronos Salute Riccardo Cortese, ceo Okairos, azienda venduta a GlaxoSmithKline lo scorso anno per 250 milioni di euro. «Abbiamo lavorato 5 anni a questo vaccino — ha continuato — e quando abbiamo capito che era maturo per poter essere testato sugli animali, ci siamo rivolti all’unico laboratorio al mondo dove è possibile fare esperimenti con il virus ebola, visto che in Europa non si può fare. Così abbiamo cominciato a collaborare con i National Institutes of Health: inviavamo loro i vaccini prodotti negli stabilimenti di Pomezia e Napoli per la sperimentazione sugli animali».

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE 

«Siamo orgogliosi di questa eccellenza italiana nel Lazio — ha dichiarato in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti —. Orgogliosi di averli sostenuti, grazie ad un finanziamento di Cnr, Istituto Superiore di Sanità e la stessa IRBM, per la ricerca sulle malattie rare. Continueremo così perché crediamo nel Lazio. Questa è l’Italia che ci piace». 


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I MACACHI DELLO STABULARIO DI MODENA: VI SPIEGHIAMO PERCHÉ LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE È NECESSARIA

LA BARCA SOLARE PLANETSOLAR ARRIVA A VENEZIA

La più grande barca solare mai costruita al mondo sceglie la Città lagunare come unica tappa italiana per il suo tour mondiale.



Ms Tûranor PlanetSolar è la prima imbarcazione al mondo ad aver compiuto un’impresa storica:
portare a termine il giro del mondo utilizzando esclusivamente l’energia solare.

Il 4 maggio 2012, dopo 584 giorni di navigazione e più di 60.000 km percorsi, il catamarano di ideazione svizzera e costruito in Germania, ha infatti terminato il giro del globo che l’ha visto toccare ben 28 Paesi – dagli Stati Uniti al Messico, dall’Australia agli Emirati Arabi – promuovendo l’utilizzo dell’energia solare e dimostrando affidabilità ed efficacia delle tecnologie attualmente disponibili.

Dopo aver raggiunto questo straordinario traguardo, nel 2013 Ms Tûranor PlanetSolar - 35 metri di lunghezza, 512 mq di pannelli fotovoltaici, 1 motore elettrico con una potenza massima di 120 kW zero emissioni di CO2, autonomia illimitata - ha iniziato la sua “seconda vita” dimostrando che le tecnologie utilizzate dal catamarano solare svizzero – che vanta una prestigiosa collaborazione con l’Università di Ginevra - possono aprire la strada per un utilizzo civile in ambito di mobilità sostenibile oltre che per scopi scientifici e didattici, al fine di sensibilizzare sull’uso di energie rinnovabili.

E Venezia, dove sono attualissime opportunità di sviluppo tecnologico in termini di mobilità e rispetto dell’ambiente, è stata scelta come unica tappa italiana del suo Tour mondiale.

lunedì 1 settembre 2014

IL COCCIOPESTO: LA SCIENZA DEI ROMANI PER MURI E PAVIMENTI

Se leggiamo un testo, dopo due settimane tendiamo a ricordare circa il 10% di ciò che abbiamo letto. Se si tratta di qualcosa che abbiamo visto e udito, la percentuale sale al 50%. Ma l'ottimo si ottiene quando il coinvolgimento è attivo con impatto diretto: ad es. fare una presentazione, simulare l'esperienza reale o insegnare agli altri. In questi casi, dopo due settimane, tendiamo a ricordare il 90% di ciò che diciamo e facciamo (1).

Tratto da risparmiodienergia.it

Sulla base di questi dati, possiamo scegliere il tipo di formazione più coinvolgente, o comunque ottimizzare il nostro metodo di studio. A tal proposito oggi vi segnalo un corso di formazione completamente pratico, nel senso che vi verranno spiegati alcuni fondamenti, ma sarete voi a produrre effettivamente il risultato finale.
Si tratta di imparare ad applicare l'intonaco cocciopesto, che veniva usato già dai Romani (ma è in realtà una tecnica fenicia) per il rivestimento di acquedotti, cisterne, strade e pavimenti.

Gli ingredienti del cocciopesto sono: grassello di calce e polvere ottenuta da coppi e laterizi frantumati. Le proprietà sono interessanti in quanto l'intonaco è idrorepellente, quindi utile anche per i bagni, ma - dato che resiste all'acqua - è consigliabile anche per l'applicazione all'esterno. Inoltre è traspirante, quindi utile per risanare muri umidi, in particolare per contrastare la cosiddetta umidità di risalita.

Insomma, sappiate che il 12-13-14 settembre 2014 a Pinerolo (TO), la Rete Solare per l'Autocostruzione (il cui obiettivo è diffondere le tecnologie delle energie rinnovabili e del risparmio energetico tramite l'autocostruzione) organizza un corso nel quale - sotto la guida di un artigiano esperto - realizzerete il vostro primo intonaco a cocciopesto. Imparerete a fare e risparmiare!

Iscrizioni: contattare daniela.re@autocostruzionesolare.it



NOTE
(1) Matteo Salvo - Studiare è un gioco da ragazzi! - Gribaudo editore (Gruppo Feltrinelli)

L'ABC DEL RISCHIO BIOLOGICO

  • Non camminare in mezzo alla terra con i sandali! 
  • Ma perché papà, l'ho già fatto una volta e non è successo niente.
  • Si tratta di rischio, figlio mio. Oggi non ti è successo nulla, ma domani il tuo alluce potrebbe diventare una comoda zattera per una spora batterica.
  • Che cos'è una spora batterica?
  • È la forma silente di un batterio che, in determinate condizioni, si riattiva e può causare diverse malattie, alcune delle quali anche molto gravi.
Terreno. Vi si possono trovare spore batteriche.

Sono stato forse troppo terrorizzante con mio figlio, poiché una delle spore più comuni, che possono resistere a lungo nel terreno (o su oggetti arrugginiti), è quella del tetano. E contro il tetano lui è già stato vaccinato.
Aratro arrugginita. Vi si possono trovare le spore
del tetano.

Tuttavia il punto è un altro. Si tratta di rischio biologico, ovvero di probabilità che gli agenti biologici possano arrecarci dei danni. Gli agenti biologici pericolosi sono organismi (non necessariamente microscopici) come batteri, virus, funghi, parassiti, animali molesti e vettori di malattie.

E allora la questione è: chi NON ha avuto a che fare con vettori di malattie (es. zanzare), con parassiti (es. pidocchi), con virus (es. una normale influenza), con funghi (es. muffe), con allergeni (es. pollini o acari della polvere)? Siamo tutti esposti, in misura più o meno grande, al rischio biologico. Di conseguenza, ciascuno di noi se ne dovrebbe preoccupare, anche solo semplicemente con il primo è più importante mezzo di prevenzione e protezione: l'informazione di base e la formazione per coloro che – ad esempio a causa dell'attività lavorativa svolta – sono maggiormente esposti.

E' noto ormai a tutti che il comportamento dei singoli individui è la prima forma di prevenzione dal rischio biologico. D'altronde, quando proteggiamo noi stessi, in molti casi proteggiamo anche gli altri. Pensate ai pidocchi: se i genitori controllano i capelli dei propri figli, possono impedire che gli sgradevoli parassiti vadano ad abitare sulle teste di altri bimbi.
Il libro della EPC vicino ad un pollaio, ovvero ad un
ambiente ad alto rischio biologico

Questi sono i motivi per i quali EPC Editore, casa editrice specializzata nella produzione di testi inerenti la sicurezza sul lavoro, ha pubblicato l'utilissimo libretto “ABC del rischio biologico”, scritto da Liliana Frusteri, Daniele De Grandis e Giorgio Pontuale, tutti biologi, specialisti rispettivamente in microbiologia e virologia; applicazioni biotecnologiche; entomologia.

“ABC del rischio biologico” è un manuale ad uso dei lavoratori e contiene l'informazione per i lavoratori ai sensi dell'art. 36 del D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i., altrimenti conosciuta come legge fondamentale relativa alla sicurezza sul lavoro (non a caso è un Testo Unico, riepiloga quindi tutta la normativa di settore, salvi naturalmente i riferimenti a leggi speciali). Infatti, come ho detto in precedenza, sebbene il rischio biologico riguardi tutti, la normativa protegge innanzitutto i lavoratori, e – fra questi – coloro che sono più esposti per il tipo di lavoro che svolgono.
Zanzara sul braccio di Walter Caputo. Colpita
prima che effettuasse un prelievo di sangue non autorizzato

In un libro perfettamente tascabile, composto da 95 pagine proposte ad un prezzo davvero accessibile, vengono descritti – in maniera divulgativa – tutti gli elementi di base per comprendere, prevenire e proteggersi dal rischio biologico. Innanzitutto cosa sono gli agenti biologici, come si trasmettono e quali sono gli effetti sulla salute; poi cosa dice in merito il D.lgs. n. 81/2008, come si valuta il rischio biologico, quali sono le principali misure di prevenzione e protezione e come vengono tenuti sotto controllo medico i lavoratori esposti (che, in alcuni casi, sono obbligati a vaccinarsi contro specifici agenti biologici).

Molto utili risultano le schede, dedicate ai lavori più a rischio, che riepilogano i principali agenti biologici e le loro vie di ingresso nel nostro organismo, le attività più pericolose e i modi per prevenire e proteggersi dal rischio biologico.
Polvere: l'habitat degli acari.

Ad esempio se siete insegnanti in scuole (soprattutto dell'infanzia e primarie) dovete fare particolare attenzione a virus e batteri responsabili di malattie esantematiche (rosolia, morbillo, varicella, ecc.). Se invece lavorate in una palestra siete esposti – a causa del contatto con superfici contaminate - soprattutto ai papillomavirus (che possono provocare verruche) e ai virus e batteri a trasmissione oro-fecale (essenzialmente nei servizi igienici e negli spogliatoi quando la pulizia non è accurata).

Ci sono altri settori caratterizzati da maggiori rischi biologici: centri benessere, alberghi, edilizia, ospedali e case di cura, agricoltura e zootecnia. In ogni caso, per ogni settore, trovate le informazioni essenziali, e al fondo anche un buon glossario per eventuali dubbi sul significato dei termini.

Se avete bisogno di un'informazione più approfondita perché magari siete docenti nell'ambito della sicurezza sul lavoro oppure – all'interno di aziende – rivestite ruoli particolarmente significativi nel settore sicurezza (ad es. RSPP ovvero Responsabile per la Sicurezza, Prevenzione e Protezione), esiste un  testo specifico della EPC, ma questa è un'altra storia. E ve la racconterò in un prossimo articolo.