venerdì 19 dicembre 2014

PERCHÉ CADONO LE FOGLIE?

A piedi nel bosco di Massello
Esistono domande straordinariamente semplici e "Perché cadono le foglie?" è proprio una di queste. Non credo che tutti conoscano la risposta. Ma quando qualcuno ve lo chiederà, sarà piuttosto imbarazzante rispondere: "Le foglie cadono in autunno", perché la questione non è quando, ma perché.

Arriverà il giorno in cui sarà vostro figlio a chiedervelo. In quel momento vi renderete conto di sapere molte cose sugli animali, ma praticamente nulla sulle piante. Forse avete sempre considerato le piante degli ornamenti verdi, immobili e silenziosi.

Eppure le piante parlano fra di loro, parlano con gli insetti, parlano con gli erbivori, fabbricano da sole le armi per difendersi, sono arrivate sulla Terra circa 600 milioni di anni fa (sto parlando delle alghe pluricellulari, perché quelle unicellulari sono giunte molto, ma molto tempo prima). La comparsa dell'uomo sulla Terra è molto più recente, ma - senza le piante - l'uomo non potrebbe respirare e neanche mangiare.

Il libro firmato Editoriale Scienza
Ecco perché conoscere le piante è importante. E c'è un libro, per il quale l'aggettivo "straordinario" non è affatto fuori luogo, né il sottoscritto usa tale termine con tanta facilità. Proprio in quel libro, intitolato "Il mondo segreto delle piante - Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sui vegetali", scritto da Jeanne Failevic e Véronique Pellissier e illustrato da Cécile Gambini (e guardate che non scherzo: molte illustrazioni sembrano opere d'arte!), pubblicato da Editoriale Scienza, dicevo proprio in quel libro troverete questa risposta:

"Le foglie contengono molta acqua e se in inverno congelano rischiano di far morire la pianta. Per evitare questo pericolo, alcune piante hanno trovato una soluzione molto efficace: perdere le proprie foglie prima dell'arrivo del grande freddo".

Quindi va bene rilassarsi in un bosco ed osservare le foglie secche, ma fatelo leggendo e imparando. Imparate per voi e con i vostri figli. Così, la prossima volta che vedrete qualcuno che incide le proprie iniziali sulla corteccia di un albero, gli potrete ricordare che la vita dell'albero scorre proprio sotto la corteccia in forma di linfa.

Albero "strano" ad Ornavasso
Fisserete un albero spoglio con altri occhi, pensando alle foglie cadute come ad un sacrificio evolutivo. Saprete fornire una spiegazione di fronte ad un albero "strano", come quello che ho fotografato ad Ornavasso: se un albero che probabilmente ha subito gravi incidenti sembra vivo sopra qualcosa che non lo è più è perché molte specie di alberi sono in realtà formate da "colonie" di individui che crescono da ogni ramo. Se un individuo muore, non necessariamente deve morire l'intero albero.

Avete magari detto a vostro figlio che i fiori profumano, e lui si sarà divertito ad annusarli, ma cosa gli direte quando troverà un fiore che puzza da vomitare? "Che schifo!" esclamerà lui. Eppure è soltanto un fiore che deve essere fecondato dalle mosche e - per attrarle - usa l'odore di carne putrida. E se di giorno un determinato fiore non emana profumo è perché viene impollinato principalmente da insetti notturni.

Ora sapete perché cadono le foglie. Ma leggendo "Il mondo segreto delle piante" imparerete molto, in poco tempo, con il supporto di un linguaggio divulgativo e di immagini che non si dimenticano. Cosa posso dirvi di più? Buona lettura e Buone Feste a tutti.

N.B.: Tutte le foto sono state scattate da Walter Caputo.


DUE DOTTORANDE AL SERVIZIO DEL BREVETTO GLUTEN FRIENDLY

Dalla Capitanata alla Reading University,  le belle storie di Emanuela e Loretta.

Loretta Landriscina
Loretta Landriscina 
Da Monte Sant'Angelo e Trinitapoli all'Inghilterra, dove per conto dell'UniFg stanno svolgendo i primi test su una ricerca scientifica che ha già lasciato il segno. «Per noi una straordinaria avventura, lavoriamo per migliorare la vita di chi soffre come ci ha insegnato la prof.ssa Lamacchia».
E un dottorato lo sostiene Casillo Group SpA, partner industriale dell'Ateneo. 

Da gennaio le raggiungerà oltre Manica anche l'autrice della scoperta, la ricercatrice docente di Scienze e tecnologie alimentari prof.ssa Carmen Lamacchia.

Carmen Lamacchia
Carmen Lamacchia
Nel frattempo vanno orgogliosamente avanti da sole, naturalmente sotto il coordinamento del team di scienziati che tra Foggia e Reading sta seguendo gli sviluppi del Brevetto. Nel frattempo è sulla loro competenza, sulla loro caparbietà e sulla loro curiosità scientifica che poggiano le basi delle prime sperimentazioni legate al cosiddetto “Gluten Friendly”, in corso di svolgimento da quasi un mese presso la Reading University [1] (una delle più presti- giose del Regno Unito, poco distante da Londra). 

 Loretta Landriscina
Sono le due dottorande del Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell'ambiente dell'Università di Foggia Emanuela Ciuffreda (al lavoro in Inghilterra da diverse settimane) e Loretta Landriscina (che raggiungerà la collega dopo le vacanze natalizie): due donne, due giovani scienziate, che contribuiscono a rendere bellissima, anche sotto il profilo umano, la già straordinaria storia della scoperta del glutine modificato e quindi commestibile anche dai celiaci.

Giovani, poco meno di trent'anni, foggiane come l'autrice della scoperta (Ciuffreda è nata a San Giovanni Rotondo ma risiede a Monte Sant'Angelo, Landriscina nativa di Canosa di Puglia risiede invece a Trinitapoli), sul loro cammino scientifico si è presentata la grande chance di entrare a far parte del team di una ricerca che – al di là dei suoi attesissimi risultati – ha già lasciato il segno. «Per noi è già una straordinaria avventura – raccontano la dott.ssa Emanuela Ciuffreda e la dott.ssa Loretta Landriscina – poter far parte di questo progetto, ci for- nisce una motivazione ulteriore per completare il percorso che abbiamo cominciato all'Università di Foggia. Lavoriamo e lavoreremo per migliorare la vita di chi soffre, in questo caso quella dei celiaci, come ci ha chiesto e come ci sta umanamente insegnando la professoressa Lamacchia».