domenica 5 luglio 2009

IN THE SHADOW OF THE MOON


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Il quarantennale dello sbarco sulla Luna ci offre una ghiotta occasione per scoprire questo bel documentario (In the Shadow of The Moon) prodotto da Ron Howard e diretto da David Sington, ora su DVD.

Il film è una ricostruzione dell'epopea delle missioni Apollo, con splendidi filmati dagli archivi Nasa e interviste agli astronauti protagonisti che fecero i loro primi passi sul suolo lunare.

Davvero incredibile se pensiamo che fu solo nel 1947 che il pilota americano Chuck Yeager frantumò il muro del suono, e che furono necessari poco più di vent'anni da quell'episodio al famoso “Un piccolo passo per un uomo...un grande passo per l’umanità”. E decisioni di tipo scientifico, tecnologico e politico davvero senza precedenti.

Il film è un autentico spettacolo per gli occhi e la mente! Per la prima volta in questo film documentario possiamo rivivere i primi momenti vicini al Modulo di Comando attraverso gli occhi dei protagonisti: prima e dopo la cattura gravitazionale della Luna, l’immissione in orbita lunare, il distacco del Lem, la discesa sulla superficie sconosciuta e proibita della Luna, gli esperimenti scientifici condotti sulla superficie del nostro satellite dagli uomini che per primi posero il loro piede sul suolo lunare.

Tra le immagini presenti sul sito intheshadowofthemoon.com ho scelto questa, emblematica!
Il computer che aiutava ingegneri e piloti negli anni '60 a compiere questa incredibile missione, una meraviglia per la tecnologia elettronica dell'epoca, un vero "mostro": la sua memoria era di ben 38 Kb!



sabato 4 luglio 2009

SCIENZA E HUMOR IN CATALANO

Carlo Ferri, dottorando in Fisica presso l'Institut de Ciències de l'Espai (CSIC-IEEC) di Barcellona e co-fondatore del blog Gravedad-Cero.org, nostra testata partner, è stato recentemente intervistato dal programma radiofonico Pa ciència, la nostradella emittente catalana Sants3 Ràdio in cui divulgazione scientifica e humor si mescolano sapientemente.

C'è da dire che per noi piemontesi non è stato affatto difficile seguire la trasmissione in lingua catalana. Forse per qualche assonanza con il nostro
"patuà", un dialetto che parlano nelle nostre vallate piemontesi e valdostane, ma anche in tutto il sud della Francia. Queste parlate derivano dal vecchio provenzale, la cosiddetta lingua d'oc, una lingua romanza parlata in Occitania, una regione storica che comprende anche alcune zone della Spagna (Val d'Aran in Catalogna).

Si os apetece escucharlo, clicar aquí!


Carlo Ferri ci parla dei suoi studi sull'"Universo violento" della radioastronomia astrofisica delle alte energie, popolato da Microquasars, supernovae e buchi neri.

Sulle pagine del sito web leggiamo la divertente presentazione della trasmissione.

Sei affascinato dalle reazioni a catena della polimerasi? Passi notte insonni pensando alla geometria frattale di Mandelbrot? Segui la quotidiana evoluzione del teoria delle superstringhe? Allora "Pa ciència, la nostra" non è il tuo programma! Perché è rivolto a coloro per i quali è arabo tutto ciò che abbiamo scritto prima, ma che hanno curiosità per la scienza e la tecnologia. E che cercano di capire il funzionamento delle cose che utilizzano ogni giorno: come il forno a microonde, l'aeromobile ... o per esempio il motivo per cui non sono stati ancora clonati Einstein o Elsa Pataki.


Aggiornamento:
Hyperbola mi segnala che è attivo il gruppo di "Pa ciènca, la nostra" su FACEBOOK

HiRISE - UN OCCHIO SU MARTE


Ecco le immagini spettacolari che ci provengono dal sensore ottico dell’High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) montato sulla sonda spaziale Mars Reconnaissance
La sua orbita quasi perfettamente circolare è a un'altitudine compresa tra i 250 e i 316 km, cosa che permette di fotografare oggetti con un potere risolutivo di 30 centimetri (per comparazione le immagini mostrate da Google Maps hanno al massimo una risoluzione di 1 m).



Un consiglio: guardatelo in alta definizione lo trovate su Youtube e anche anche sul sito media dell'Università dell'Arizona

Maggiori dettagli sul Mars Reconnaissance Orbiter anche su Wikipedia
e sull'ottimo articolo di Margherita Campagnolo , di BloGalileo e la raccolta su Liquida

venerdì 3 luglio 2009

LUNA, 40 ANNI DOPO


Oggi a Torino, a pochi giorni dalla commemorazione dei quarantennale dal primo sbarco sulla Luna, il Parco Astronomico INFINI.TO presenta "Luna 40 anni dopo".

Con la presenza di Piero Bianucci, presidente di Infini.to e storico fondatore di Tuttoscienze de La Stampa, il pubblico potrà assistere a una conferenza, seguita da una videoproiezione.

Il giornalista scientifico coinvolgerà le persone in sala parlando degli sviluppi e delle conseguenze scientifiche, tecnologiche, politiche, umane e più ancora, dell'epocale impresa statunitense condotta dai 'magnifici tre': Neil Armstrong, Edwin 'Buzz' Aldrin e Micheal Collins.

SIAMO VERAMENTE STATI SULLA LUNA?

Si parlerà anche di pruriginosi casi di negazionismo: sapete infatti che ci sono gruppi numerosi di persone che negano che gli americani siamo mai andati sulla Luna?

Foto: Capricorn One (1978)

Per saperne di più su questo argomento segnalo l'articolo che lo stesso Piero Bianucci ha pubblicato di recente proprio su La Stampa e visibile qui dal titolo: Ma sbarcammo davvero sulla Luna?

Gustosi e interessanti anche gli studi anti-negazionisti di Paolo Attivissimo
www.attivissimo.net/antibufala/luna/luna_in_sintesi.htm

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA

INFO E PRENOTAZIONI: Numero 0118118640 dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00

http://www.planetarioditorino.it/


ORARI: Apertura della biglietteria ore 19.30 Ultimo ingresso ore 20.45 Inizio della conferenza ore 21.00 (durata 1 ora circa) chiusura del Museo ore 23.00 COSTI: Ingresso più conferenza ('Luna 40 anni dopo'): 5 euro a persona (gratuito per i possessori di Carta Museo, Torino+Piemonte Card e bambini sotto i 6 anni).

giovedì 2 luglio 2009

STAMINALI BANDITE DALL'ITALIA

Il Governo italiano bandisce dalla ricerca e dal finanziamento pubblico gli studi sulle cellule staminali embrionali per motivi "etici", rinunciando di fatto a una sperimentazione che, al contrario di quello che si fa in qualunque paese civile qui, e qui) salverà molte vite.

Ma esiste anche una incoerenza di fondo, incompatibile con i programmi dell’Unione Europea, e che non trova alcuna giustificazione scientifica: infatti così come ne è vietata la ricerca, il Governo dovrebbe dire agli italiani che non beneficeranno mai delle scoperte che da esse verranno negli altri paesi in cui si fa questo tipo di ricerca. Cosa che invece sappiano non succederà: con molta ipocrisia gli stessi che ne vietano l'applicazione di fatto permettono l'utilizzo dei risultati delle ricerche effettuate in altri paesi.

Ed esce su Nature questa settimana la notizia che tre ricercatrici sono ricorse al Tar contro il governo che ha escluso dal finanziamento pubblico la ricerca sulle cellule staminali embrionali nata dalla pubblicazione del bando per la ricerca sulle staminali, lo scorso 29 maggio.

Il ricorso è stato presentato da Elisabetta Cerbai (università di Firenze, Elena Cattaneo (nostra relatrice a gennaio) e Silvia Garagna (Università di Pavia).

A quanto scrive “Nature”, le tre scienziate stanno sostenendo la causa con fondi propri. Se aprissero una sottoscrizione per pagare le spese processuali, sarei il secondo a sottoscriverle.

Già, perché il primo è stato Marco Cattaneo su Le Scienze !



CIÒ CHE FORSE NON SAPETE SU CHARLES DARWIN


Scoprire cose nuove, studiarle, capirle e divulgarle è uno dei modi più affascinanti per trascorrere il proprio tempo. Così, domenica 28 giugno 2009, di ritorno da qualche giorno trascorso al mare, io e mia moglie abbiamo deciso di deviare per Milano, prima di tornare a Torino. Perché a Milano c’è "Darwin 1809 – 2009", mostra collocata nella rotonda di Via Besana (Via E. Besana 12), aperta dal 4 giugno al 25 ottobre 2009.

È bello entrare a Milano di domenica mattina, viaggiare senza traffico, trovare parcheggio e andare tranquillamente a godersi la mostra. È molto rilassante non avere fretta, e approfittare di una bella giornata di sole per investire il proprio tempo in qualcosa di decisamente interessante, che ci consenta poi di discuterne con amici e conoscenti, evitando finalmente di parlare esclusivamente di banalità come il proprio lavoro, il tempo o la politica.

Mia moglie ha un interesse specifico per Darwin poiché fa la psicoterapeuta cognitivista, io invece ho un interesse più generale, visto che mi piace la scienza e mi occupo di divulgarla. Questo è il motivo per cui sono rimasto particolarmente colpito dalla vita di Darwin, mentre mia moglie ha più apprezzato tutti gli aspetti della teoria dell’evoluzione.

Ciò che forse non sapete su Charles Darwin, ma che potrete apprendere visitando la mostra, è proprio un insieme di elementi della sua vita, molto utili per comprendere il suo lavoro e la sua teoria. D’altronde è molto più semplice accedere alla scienza partendo dagli scienziati, che non dalle loro opere, dai concetti o dai risultati. Tramite la biografia delle persone che hanno fatto avanzare la scienza, è possibile approfondire il lato umano della cultura scientifica, per poi passare più agevolmente a quello tecnico.

E così ho scoperto che a Darwin piaceva più di ogni altra cosa dare la caccia ai coleotteri e che, quand’era ragazzo, alternava le "battute di caccia" a momenti più intimi che trascorreva leggendo libri sotto il tavolo del soggiorno (avete letto bene: si sistemava proprio sotto il tavolo). Solo che spesso non si trattava di libri scolastici, in quanto Darwin mal tollerava l’imposizione dello studio: soprattutto non poteva sopportare il greco e il latino. Preferiva i libri con le classificazioni di animali e piante, in quanto il suo obiettivo era trovare nuove specie, in particolare di coleotteri. Tanto grande era la sua motivazione che un giorno, avendo già catturato due coleotteri, che gli impegnavano entrambe le mani, ne vide un terzo, che non poteva non prendere perché gli sembrava proprio di una specie sconosciuta. Per prendere il terzo decise di liberare una mano infilandosi in bocca il coleottero che gliela occupava. Purtroppo il coleottero imprigionato in bocca decise di difendersi emanando un liquido irritante che obbligò Darwin a sputarlo. Per fare una cosa del genere occorre davvero una motivazione di ferro, e d’altronde Darwin scrisse che non c’erano parole adatte a descrivere la sua gioia quando lesse in un libro di un coleottero "catturato dal Sig. C. Darwin".

Ciò è da collegare al fatto che Darwin non avesse intenzione di seguire la "carriera di famiglia" diventando medico, né amava la matematica: in particolare scrisse che non possedeva un grado di risolutezza sufficiente per capirla. Per due semestri a Cambridge ebbe bisogno di un tutor privato. Quindi prese ripetizioni di matematica! Scrisse che, se si trattava di cacciare coleotteri andava bene, ma la matematica proprio non faceva per lui. Tale limite sarà poi evidente più avanti nella sua vita, quando dovette cercare delle idee che giustificassero il meccanismo di "selezione naturale". Da Malthus trasse l’idea che se la popolazione supera l’ammontare di risorse disponibili, deve necessariamente accadere qualcosa che riporti un equilibrio fra quantità delle persone e quantità di risorse alimentari (e di spazio). Questo "qualcosa" per Malthus era una guerra, una carestia o un’epidemia. In ogni caso Darwin si tenne alla larga da numeri e grafici della teoria di Malthus, per studiare soltanto il meccanismo concettuale.

Quando Darwin ebbe la possibilità di partire con il brigantino Beagle in giro per il mondo, il padre gli disse che non se ne parlava neanche, perché la sua carriera era fare il tranquillo curato di campagna (quest’altra strada fu più accettabile da parte di Darwin in quanto pensò che, fuori dalla parrocchia, si sarebbe divertito a dare la caccia ai coleotteri). Fortunatamente il padre aggiunse che avrebbe ascoltato delle obiezioni al suo divieto di partire, solo se provenienti da una persona affidabile. Così Darwin chiese aiuto allo zio, il quale convinse il padre. E Darwin partì.

Naturalmente Darwin non trovò parole per descrivere la bellezza dei nuovi mondi, spesso incontaminati, che si trovò a visitare. Scrisse che occorreva andarci per capire quanto la natura può essere affascinante e quante specie animali e vegetali esistono. Ma occorre anche evidenziare il rovescio della medaglia: ad es. che egli fu costretto a dormire (sulla nave) su un’amaca in uno spazio molto ristretto, peraltro condiviso con altri. Inoltre doveva procurarsi il cibo su isole in cui non esistevano ristoranti. Lo faceva ad esempio catturando armadilli per arrostirli sul fuoco. Scrisse, a tal proposito, che un armadillo non basta per soddisfare due uomini a pranzo e a cena.

Infine, quando elaborò la sua teoria, aspettò molti anni prima di pubblicarla. In ciò fu molto accorto: considerò sia la prevedibile resistenza della Chiesa, sia la propria credibilità come scienziato e attese di avere numerosissime prove prima di ritenere che la teoria fosse completa. Soprattutto si premurò, già mentre era in viaggio, di mandare esemplari di piante e animali a vari scienziati. In questo modo accrebbe la propria importanza come "ricercatore sul campo" (come si direbbe oggi). Poi trascorse molto tempo a raffinare la teoria e la fece trapelare poco a poco, destinandola a pochi soggetti nei quali riponeva fiducia. A tal proposito, scrisse che gli sembrava di confessare un omicidio, tanto era rivoluzionario ciò che stava per rivelare al mondo.

Una mostra senza dubbio affascinante, tanto che non si capisce come mai le scienze naturali non godano più del favore del grande pubblico. Eppure negli anni Venti dell’Ottocento, migliaia di persone (non addette ai lavori) leggevano, ad esempio, i primi studi di geologia. Ho discusso di questo aspetto con mia moglie, che mi ha fatto notare come matematica e fisica siano le discipline più diffuse in tutte le tipologie di scuole superiori: questo è il motivo per cui, nell’ambito della divulgazione scientifica, sono proprio i libri di matematica e fisica che occupano il primo e il secondo posto nelle classifiche di vendita. Al contrario, i libri sulle scienze naturali sono collocati agli ultimi posti, proprio perché – in generale – le persone non hanno quel minimo di preparazione scolastica che consentirebbe un accesso facilitato alla lettura. Tuttavia sono convinto che sia possibile suscitare l’interesse dei lettori anche per le scienze della Terra: basta scriverne partendo da zero, ovvero dal principio, narrando le gesta di quegli uomini che, tassello dopo tassello, hanno consentito il progresso delle conoscenze sul nostro pianeta.



L'UOMO CHE SAPEVA TROPPO

No, qui non si parla del film thriller del 1934 diretto Alfred Hitchcock, e neppure del remake dell'omonimo film del 1956 dello stesso Hitchcock.

Ma di un giallo si!

"Su internet circola una voce secondo la quale la mela del logo della Apple sarebbe un riferimento a un genio della matematica noto come Alan Turing. La compagnia nega qualsiasi collegamento; la sua mela, sostiene, allude a Newton. Ma allora perché ne manca un morso?"




La frase è attribuibile a David Leavitt, una delle migliori penne americane, firma di «New Yorker», «New York Times» e «Washington Post», e docente di letteratura inglese all'Università della Florida.

Qui troverete gli indizi che vi spiegheranno il mistero della mela rosicchiata, avvelenata al ... cianuro di potassio!

Il suo libro (L'uomo che sapeva troppo. Alan Turing e l'invenzione del computer) è questo mese in edicola con il numero corrente di LE SCIENZE (edizione italiana di Scientific American).
Un libro che si legge tutto di un fiato!

Molti ricordano Turing come il geniale matematico che riuscì a decodificare il codice Enigma usato dai nazisti per crittografare le comunicazioni durante la seconda guerra mondiale.

Molti lo ricordano come pensatore rivoluzionario che negli anni trenta teorizzò l'intelligenza artificiale prima ancora della nascita del computer.

Pochi invece ricordano Turing come uomo insicuro e solitario, perseguitato dalle autorità britanniche per la sua omosessualità, per la quale fu arrestato e «curato» con iniezioni di estrogeni. O per il suo tragico e misterioso suicidio, a soli 41 anni. Leavitt affronta con maestria e chiarezza sia la biografia scientifica sia quella umana, scavando negli aspetti piscologici di una delle menti più geniali di sempre. Di un patrimonio dell'umanità.

Noi ne parlammo su Gravità Zero anche in occasione del suo compleanno: il 23 giugno.

Per chi intedesse approfondire, troverà anche una breve biografia sul numero 89 della rivista dei Rudi Matematici.

Ma se volete sapere veramente chi si cela dietro l'enigma dell'uomo che sapeva troppo, consiglio di correre in edicola e prendere l'ultimo numero di LE SCIENZE con libro allegato.

mercoledì 1 luglio 2009

DONNE E SCIENZA: UN CONVEGNO SUL RUOLO DELLE DONNE NELLA RICERCA, ECONOMIA E INNOVAZIONE

Un convegno quello che verrà organizzato dal 17 al 19 settembre 2009 dall’Associazione Donne e Scienza, con la collaborazione del Coordinamento napoletano D&S, e Fondazione IDIS-Città della Scienza.



Scienziate dall'economia domestica all'economia di mercato
Donne, ricerca, economia e innovazione


Con questo convegno si vuole esplorare quello che a molti appare un paradosso per le donne che amano la ricerca: nel momento in cui finalmente per loro si apre questo percorso, la ricerca abbandona i connotati di elaborazione teorica, di libertà di indagine, di scelta dei campi. Piuttosto vi è una pressione affinché si produca innovazione tecnologica, spendibile sul mercato.
Le donne si trovano ormai, da qualche decennio a percorrere tragitti formativi estremamente qualificati. Raggiungono la laurea, e spesso il dottorato, a livelli superiori per qualità e quantità dei loro colleghi uomini. Tuttavia nei percorsi accademici scompaiono.

Ci vogliamo chiedere se, su questo aspetto non influisca anche la connotazione della scienza post-accademica e se le donne non possano invece portare in essa una ricchezza del tutto nuova. Questa ricchezza potrebbe tradursi anche in soluzioni per una società travolta dalla crisi dell'economia reale (che nasce dall'esplosione finanziaria), ma richiede di comprendere il meccanismo economico e di POTERE da cui le donne sono state escluse.

Comitato scientifico:
Luigi Amodio, Anne Marie Bruyas, Adriana Buffardi, Antonia Lucisano, Cristina Mangia, Daniela Montesarchio Marina Fumo, Flavia Zucco.

Comitato organizzatore:
Flora De Martino, Antonia Lucisano, Iaia Masullo, Maria Luigia Paciello, Laura Scarino

Le giornate fissate sono :
Giovedì 17 settembre 2009, con inizio alle 14.00
Venerdì 18 settembre 2009, intera giornata.
Sabato 19 settembre 2009, assemblea dell’Associazione D&S.


Oltre alle presentazioni ufficiali su invito, sono previste presentazioni libere sul tema del convegno (ricerca, innovazione, mercato), ma anche su altri argomenti inerenti al tema più generale “Donne e scienza”.

Tra i relatori: Adirana Buffardi, Flavia Zucco, Delia Picone, Nicola Mazzocca, Crisina Coppola, Luigi Amodio, Maria Luisa Rosselli, Carmne Leccardi, Marina Ruggeri, Marie-Helene Laforet,* Cristina Mangia, Marianglea Ravaioli, Lia Migale, Carla Marchioro, Rita Assogna, Giustina Orientale Caputo, Pietro Greco, Vittorio Silvestrini, Simonetta Ronchi,* Carmela Pugliese, Michela Nacci*, Emma Buondonno, Claudia Mongini, Macaela Morelli, Giovanna Cassese, Manuela Arata*, Alessandra Allegrini, Patrizia Colella, Anna Biagini, Anne-Marie Buyas, Bianca Pomeranzi, Anna Garbesi.

(* da confermare)


DONNE E SCIENZA


Scienziate dall'economia domestica all'economia di mercato
Donne, ricerca, economia e innovazione
Sesto Convegno Nazionale Donne e Scienza
17-19 Settembre 2009
Città della Scienza, Via Coroglio 104, 80124 Napoli


Il programma definitivo verra messo on-line il 15 luglio su www.donneescienza.it
Con informazioni su alberghi, trasporti e cena sociale.



martedì 30 giugno 2009

SISSA: A TRIESTE SI IMPARA LA SCIENZA

Da tutto il mondo a Trieste per una formazione scientifica all’avanguardia. Formazione post-laurea e ricerca scientifica all’avanguardia all’insegna dell’interdisciplinarità e dell’internazionalità. È il dottorato di ricerca alla Sissa di Trieste, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati dove crescono giovani talenti nel lavoro di squadra tra studenti, professori e ricercatori.

Imminenti le scadenze per iscriversi alle selezioni dei corsi di dottorato della Scuola, nei settori di ricerca in matematica, fisica e neuroscienze.

Scadono il 9 luglio 2009 i bandi di concorso per il dottorato in fisica astroparticellare, fisica matematica, geometria e particelle elementari.

Ultima scadenza invece il 17 settembre per i corsi di PhD in analisi matematica, astrofisica, fisica e chimica dei sistemi biologici, fisica statistica, genomica funzionale e strutturale, matematica applicata, neuroscienze cognitive, neurobiologia e teoria e simulazione numerica degli stati condensati.

Ogni anno sono circa 70 gli studenti che da Cina, India, Brasile, Svizzera, Francia e da tutt’Italia arrivano alla Scuola di eccellenza di Trieste (circa il 30% degli studenti sono stranieri e provengono da 37 diversi Paesi) per intraprendere un percorso formativo avanzato e muovere i primi passi nel mondo della ricerca scientifica. Alla Sissa infatti la formazione è ricerca.

Sissa si trova al centro di un network di ricerca peculiare a livello mondiale. Ospita inoltre alcuni ricercatori dell’Infn e il centro nazionale di simulazione numerica Democritos del Cnr-Infm. Ha accordi internazionali con università in tutto il mondo e la presenza di studenti, postdoc, ricercatori e professori stranieri fa della scuola una realtà internazionale. Tutte le attività didattiche si svolgono in inglese.

Il programma di dottorato ha durata di 3 anni (max 4) e si articola in attività didattica e di ricerca con prove d’esame il cui superamento condiziona i passaggi da un anno all’altro e l’ottenimento del PhD stesso. Agli studenti viene assegnata la borsa di studio per l’intero percorso formativo, periodo in cui sono inseriti nei gruppi di ricerca della Scuola, coordinati da scienziati di fama internazionale. La guida dei supervisor è costante: il corpo docente è infatti interamente dedicato agli studenti. Questo permette agli allievi di seguire percorsi personalizzati e di sviluppare linee di ricerca in piena autonomia. “Quando gli studenti arrivano alla Sissa, superato l’esame di ammissione, il percorso di formazione per il Phd non è l’ultimo gradino della carriera di studi, ma il primo della loro carriera di ricerca” continua il direttore.
La Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati a Trieste, fondata nel 1978 per l’alta formazione in matematica, fisica e neuroscienze, è stata la prima istituzione in Italia a promuovere corsi post-laurea per il conseguimento del titolo di dottorato di ricerca (o PhD) che è alla base delle carriere scientifiche a livello internazionale.

I corsi di dottorato della Sissa

› Analisi matematica
› Astrofisica
› Fisica astroparticellare
› Fisica matematica
› Fisica e chimica dei sistemi biologici
› Fisica statistica
› Genomica funzionale e strutturale
› Geometria
› Matematica applicata
› Neurobiologia
› Neuroscienze cognitive
› Particelle elementari
› Teoria e simulazione numerica degli stati condensati

Altri corsi

Laurea magistrale in matematica (scadenza 10 settembre 2009)
http://www.sissa.it/fa/lauree

Master in comunicazione della scienza (scadenza 25 settembre 2009)
http://mcs.sissa.it

INFO
http://www.sissa.it

lunedì 29 giugno 2009

CERCHI NEL GRANO: ALCUNE NOVITA'

I cerchi nel grano (o crop circles in inglese), sono forme geometriche realizzate da gruppi di persone usando assi, funi e cavi elettrici come unici strumenti.

Realizzati spesso con il fine di burlarsi dei media e della credulità popolare (e fornendo così materiale utile per la trasmissione RAI Voyager :-) , sono stati ampiamente smascherati da anni. Già la BBC britannica (negli anni '90) riuscì a riprendere in un documentario le metodologie utilizzate dai primi realizzatori: due artisti britannici in pensione, Doug Bower e Dave Chorley.

Ai link seguenti alcuni cerchi nel grano fotografati in Italia nel 2008 e nel 2009

Altri ne hanno fatto una vera e propria professione: Circlemakers.org, ad esempio, è oggi il più conosciuto gruppo di creatori di cerchi "artificiali". Creato da John Lundberg, ha come obiettivo di dimostrare che è possibile riprodurre anche forme complesse nel grano con l'uso di semplici attrezzi e ha realizzato molte opere che ha pubblicato nel suo sito.

Non parliamo dunque qui di misteri ma di certezze: come quello dei cerchi che compaiono nelle coltivazioni controllate di papaveri da oppio in Tasmania, Australia.

Pochi giorni fa, infatti, è stato rivelato dal Parlamento della Tasmania che i realizzatori di cerchi sarebbero stati i piccoli canguri locali (wallaby) che sotto l'effetto della droga saltano in cerchio prima di stramazzare al suolo. Qui la notizia riportata dalla BBC



E, sempre di pochi giorni, fa è la notizia del ritrovamento di un'altra specie di cerchi nel grano addirittura risalente a 6000 anni fa. Non realizzate da marsupiali, ma dalla "pressione sul terreno" rilasciata dal lavoro di uomini dell'epoca della pietra.



Ce ne parla proprio National Geographic:

Più vecchio di un migliaio di anni di quanto non sia Stonehenge, il sito include i resti di un tempio e vecchie tombe di circa 6000 anni che risalgono alle prime archietture britanniche. Questo è quanto afferma l'archeologa Helen Wickstead, direttrice del Damerham Archaeology Project

La scoperta è stata di tipo aereo, durante la ricognizione del sito chiamato English Heritage, l'agenzia della conservazione storica britannica.

I "crop circles" sarebbero il risultato di un antico sito archeologico che ha interferito con la crescita locale delle piante.

Approfondimenti al sito del National Geographic