venerdì 24 ottobre 2014

DOMANI ORA SOLARE: INDIETRO LE LANCETTE DI UN'ORA

Spieghiamo perché non c'è Jet Lag


Alle tre di notte fra sabato 25 e domenica 26 ottobre torna l'ora solare. Bisognerá dunque spostare le lancette degli orologi un'ora indietro, scandendo così la fine del periodo dell'ora legale 2014. Il cambio, domani, ci fará dormire un'ora in più, mentre si dovrá aspettare fino a 29 marzo 2014 per ritornare all'ora legale.

Lo scopo dell'ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica. 
Tra i primi a teorizzarla fu Benjamin Franklin, in una proposta pubblicata sul quotidiano francese Journal de Paris. Idea che non  ebbe molto successo,  ma fu  ripresa solo nel 1907 dal costruttore inglese William Willet. Nel 1916 la Camera dei Comuni diede dunque  il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate.

In Italia l'ora legale scattò per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Sospesa nel 1920,  ritornò nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L'adozione definitiva risale al 1966, in concomitanza con la crisi energetica.


ORA LEGALE E RITMI CIRCADIANI. NON È JETLAG 

Esitono diversi studi che mettono in relazione il cambiamento dell'ora con i ritmi del sonno e eventuali risvolti patologici. Chi parla di Jet Lag, però, fa confusione tra due fenomeni diversi.

Come afferma il prof. Derk-Jan Dijk dell'università di Surrey [1], nel Jet Lag il nostro metabolismo tende rapidamente a trovare un equilibrio con l'andamento astronomico della nuova località, mentre con le variazioni d'ora legale e solare l'ambiente non muta, e dunque l'organismo è costretto forzatamente a cambiare il proprio ritmo. Il corpo umano non riceve dall'esterno segnali che qualcosa è cambiato, mentre deve forzatamente cambiare certi comportamenti abitudinari.

L'orologio biologico (che ci dice quando è ora di svegliarsi o di andare a dormire) è controllato almeno da tre variabili:  

  • l ritmo della melatonina (un ormone prodotto durante la notte che regola anche i rirmi del sonno-veglia;
  • il ritmo del cortisolo (un ormone correlato anche alla pressione sanguigna, più elevata al mattino e minore la sera;
  • la temperatura corporeache scende ai livelli minimi circa 4 ore dopo che ci si è addormentati. 
Con l'alterazione del ritmo del sonno si altera la produzione di tali ormoni. 

Per chi volesse approfondire, esiste uno studio recente [2] sull'alterazione dei ritmi circadiani  finanziato dalla Commissione europea e pubblicato sulla rivista Current Biology che è stato condotto su un campione di 40.000 abitanti dell' Europa centrale, estratto da un database di 21.600 interviste.


Riferimenti

[1] Cromie, William J. (1999-07-15). 
The Harvard University Gazette. Retrieved 2008-02-19.

[2] Till Roenneberg, C. Jairaj Kumar, Martha Merrow
Current Biology17(2) pp. R44 - R45

DONNE NELLA RICERCA E LEADERSHIP: UN PROGETTO PILOTA EUROPEO


L'Ateneo Federico II di Napoli dà il via al primo Programma di mentoring per lo sviluppo della leadership femminile nella ricerca.



Women in Science - Shutterstock 

I programmi di mentoring sono ampiamente utilizzati per lo sviluppo della leadership femminile negli istituti di alta formazione e nelle realtà aziendali, dove la costruzione di relazioni tra ricercatrici senior e ricercatrici junior fornisce alle più giovani un supporto per affrontare le sfide della carriera accademica, in particolare quelle legate al percorso delle donne. 


Sviluppato nell'ambito del progetto europeo GENOVATE, un progetto europeo finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro che mira ad attuare in ognuna delle università partner, tra cui l'Università di Napoli Federico II, un Piano di azioni per l’uguaglianza di genere (Gender Equality Action Plan - GEAP), il programma di mentoring di GENOVATE@UNINA vuole fornire uno strumento per identificare gli obiettivi delle carriere delle ricercatrici attraverso una riflessione critica sui loro percorsi accademici.