lunedì 8 febbraio 2010

PARTITO LO SPACE SHUTTLE ENDEAVOUR

Lo spettacolare lancio dell'Endeavour avvenuto oggi al NASA's Kennedy Space Center in Florida, alle ore 4:14 am EST (10:14 ITA) sarà il penultimo per la navetta e l'ultimo in notturna.




C'è un pezzo di Torino sul modulo a bordo della navetta: insieme all'equipaggio (5 uomini e una donna), ci sono i moduli Node 3, battezzato Tranquillity, importantissimo per il riciclo dell'acqua, il ricambio dell'ossigeno e l'igene dell'intera ISS, e Cupola, la famosa finestra panoramica, una struttura di controllo composta da sette finestre che consentirà di osservare dall'interno quasi tutta la grande struttura orbitante. Completeranno così la parte europea della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Entrambi sono stati realizzati dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) per la Nasa e costruiti in Italia, dalla Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) di Corso Marche a Torino.

Per saperne di più potete leggere un approfondimento sul blog scientificando di Annarita Ruberto e su Storie Spaziali, il blog di Claudia Di Giorgio su Le Scienze.

UN COMPUTER A 100 GHZ?

Qualcuno si ricorderà: un decennio fa circa c'era chi affermava che non sarebbe mai stato possibile superare il limite dei 3GHz per i processori in quanto tale frequenza (3 miliardi di cicli al secondo) avrebbe interferito con gli stessi microcomponenti di cui era costituito il chip, un limite costruttivo più che fisico.

In pratica a quelle frequenze anche componenti miniaturizzati di pochi micron fungono da antenna, aumentando il rumore e impedendo di fatto il superamento di tale limite: una specie di "muro del suono" per le onde elettromagnetiche.

Struttura del grafene (Carbophiliac)

Non sembra invece sia un problema raggiungere neppure i 100 GigaHertz: 100 miliardi di volte al secondo con cui oscilla il "contatore" della CPU. Questa la velocità che tra breve sarà possibile osservare nei microprocessori.

Si tratta di una delle possibilità offerte dal grafene, un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo, ovvero 0,35 nm, o 3,5 angstrom).

E' quanto pubblica Science sul suo ultimo numero.

http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/327/5966/662

Dopo il recente studio sulla possibilità di rivelare (anche) la luce, i ricercatori IBM del Watson Research Center di Ossining (NY) hanno perfezionato nuove tecniche per la realizzazione di Chip superveloci.

Quella del grafene, ribadisco, non è una novità: qualche lettore si ricorderà della tecnica dell’esfoliazione che, pur con tutte le difficoltà, aveva permesso la produzione di prototipi in grado di lavorare fino a 26 GHz.

Ma il nuovo metodo illustrato venerdì scorso su Science è sicuramente molto più semplice da realizzare: i ricercatori hanno fatto "crescere" uno strato di grafene su un apposito wafer al silicio. Riscaldandolo, il silicio evapora e lascia sotto di sé un sottilissimo strato chiamato grafene epitassiale.

Il metodo in sé era già parzialmente conosciuto: IBM ha però migliorato anche lo strato isolante e proprio grazie a questo è stato possibile arrivare al risultato.

L’aggiunta di un particolare polimero tra il dielettrico e il grafene ha migliorato le performance e i risultati non si sono fatti attendere, pubblicati immediatamente sulla rivista Science.

Walter de Heer, docente di fisica del Georgia Institute of Technology, personaggio pioniere nei metodi di lavoro con il grafene epitassiale, sostiene che stavolta non si tratta di un semplice “nuovo risultato”, ma di una via percorribile anche con la fabbricazione pratica.

Una scoperta che ancora non chiarisce completamente l'importanza del risultato e che porterebbe, nell'arco di qualche anno, le attuali CPU espresse in GHz con una singola cifra intera prima della virgola a fare bella mostra in un museo di antichità.

Una applicazione che sicuramente avrà prima applicazioni militari, ma che nell'arco di poco tempo potrà essere utilizzata per lo studio di sistemi complessi, come il clima o le pandemie.

E l'Italia? Il primo semiconduttore che presenta le stesse eccezionali caratteristiche del grafene è stato realizzato in Italia, a Pisa, dal Nest (Laboratorio nazionale per le nanoscienze e nanotecnologie) dell’Infm-Cnr (Istituto nazionale di fisica per la materia) e della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Si tratta dunque di una sperimentazione che vede l'Italia in prima linea nello studio dei nuovi materiali.

Per approfondire:

http://www.galileonet.it/news/11729/copiando-il-grafene


COSA STIAMO DICENDO QUANDO PARLIAMO DI PROBABILITÀ?


Quando consultate il vostro sito internet preferito per le previsioni del tempo e leggete che domani c’è una probabilità del 50% che cada sulla vostra zona una certa quantità di pioggia, cosa significa tutto questo?
Quando il vostro consulente finanziario vi assicura che il rendimento del fondo azionario in cui avete investito il 90% dei vostri risparmi, quest’anno sarà molto probabilmente simile a quello dell’anno scorso, che grado di fiducia accordate a questa affermazione?
Se leggete su un quotidiano che, ad esempio, fra 20 anni, è prevista una collisione fra un asteroide e il nostro pianeta, cosa pensate? Se la probabilità di impatto fosse piccolissima, ma l’asteroide così grande da garantire – in caso di collisione – la distruzione di ogni forma di vita sul pianeta Terra, quali sarebbero i cambiamenti che andreste ad introdurre nella vostra vita attuale e futura?


Ci sarebbe bisogno di una definizione di probabilità che fosse univoca e matematicamente rigorosa: solo in questo modo potreste prendere delle buone decisioni nella vostra vita, in tutti i casi di pioggia, investimenti, asteroidi e simili.

Una prima definizione è quella secondo cui la probabilità è il rapporto fra il numero di casi favorevoli (all’evento in questione) e il numero di casi possibili, a condizione che i casi possibili siano tutti “ugualmente possibili”. Ciò implica l’esistenza di un criterio per accertare che nessuno dei casi esaminati sia favorito. Purtroppo talvolta tale criterio non esiste e non è possibile, in sostanza, verificare il cosiddetto principio di “equiprobabilità dei casi possibili”.

Come se non bastasse, l’applicazione della prima definizione di probabilità, detta probabilità a priori (perché si calcola prima che si verifichi l’evento) ed elaborata in maniera sistematica da Laplace nel 1812, richiede un’ulteriore condizione restrittiva: deve essere possibile identificare con precisione e contare sia i casi favorevoli che quelli possibili.

A causa di questo limite la prima definizione di probabilità non è applicabile a qualunque caso. Per quanto invece riguarda il vincolo di equiprobabilità dei casi possibili, è possibile “superarlo” (in modo approssimativo, non certo in modo matematico) tramite il “principio di ragione non sufficiente”. Ciò significa che, se non esistono ragioni sufficienti per ritenere che qualche caso sia favorito, allora tutti i casi vengono considerati equiprobabili.

Se è vero che la prima definizione di probabilità non è universalmente applicabile, è anche vero che ne esiste una seconda, le cui basi sono state elaborate soprattutto da Richard Von Mises. Si tratta della cosiddetta “probabilità a posteriori”, nel senso che è conoscibile solo dopo che l’evento si è verificato. A posteriori, infatti, è possibile sapere quante volte un certo evento si è verificato (cioè quale è stata la sua frequenza) rispetto al numero di prove effettuate. Il problema è che calcolare la frequenza non significa calcolare la probabilità. Tuttavia occorre riflettere sul numero di prove effettuate: se tale numero fosse gigantesco, ci sentiremmo sicuramente più tranquilli quando usiamo la frequenza come approssimazione della probabilità. E in effetti la cosiddetta “legge empirica del caso” dice proprio che la probabilità di un determinato evento è pari al rapporto fra la frequenza di quell’evento e il numero di prove effettuate, se esso tende a più infinito.

“Più infinito” è, in buona sostanza, un luogo irraggiungibile: un numero gigantesco è comunque una buona approssimazione di un numero infinito.

Oltretutto occorre rilevare che la probabilità calcolata in questo modo, all’aumentare del numero delle prove, diventa molto simile (con linguaggio matematico si dice che converge) alla probabilità calcolata a priori.

La terza ed ultima definizione di probabilità viene detta “soggettiva”, nel senso che varia da soggetto a soggetto. Ciò in quanto, secondo questo approccio – a cui diede contributi molto importanti Bruno De Finetti – la probabilità di un evento “E” è la misura del grado di fiducia che un individuo coerente attribuisce, secondo le sue opinioni ed informazioni, all’avverarsi di “E”. Tale grado di fiducia viene reso “oggettivo” (o meglio meno soggettivo) da De Finetti con la condizione che l’individuo che stima una certa probabilità deve anche essere disposto a scommettere sull’evento in questione.

Fin qui la probabilità resta un concetto accessibile a tutti. Poi però, negli anni Trenta del Novecento, le cose si complicano perché la probabilità diventa vera matematica, grazie all’opera di Kolmogorov. Ma questa è un’altra storia: ve ne parlerò quindi in una prossima puntata.

domenica 7 febbraio 2010

NON ESISTONO MIRACOLI

Leggo sul blog di Tommaso Dorigo un bel passaggio tratto da un discorso di Marco Tullio Cicerone, che Dorigo intitola: "2000 anni fa Cicerone lo sapeva, e tu?"

Cosa sapeva Cicerone lo scopriremo traducendo il suo discorso dal latino:

"Quidquid oritur, qualecumque est, causam habet a natura.
Cum autem res nova et admirabilis fieri videtur, causam invetigato, si poteris, ratione confisus.
Si nullam causam reperis, illud tamen certum habeto, nihil fieri potuisse sine causa naturali. Repelle igitur terrorem quem
res nova tibi attulit et semper verbis sapientium confidere aude:
sapiens enim facta, quae prodigiosa videntur , numquam fortuito evenisse dicet, quod nihil fieri sine causa potest, nec quicquam fit quod fieri non potest: nulla igitur portenta sunt. Nam si portentum putare debemus id quod raro fit, sapientem esse portentum est: facilius esse enim mulam parere arbitror quam sapientem esse."

Marcus Tullius Cicero: De divinazione


Tutto ciò che nasce, di qualunque natura sia, ha la sua causa nella natura.
In verità quando sembra accadere una cosa straordinaria e ammirevole, investiga la causa, se potrai, avendo avuto fiducia nella ragione.
Se non troverai nessuna causa, tuttavia abbi per certo che niente è potuto accadere senza una causa naturale.
Dunque respingi la paura che la cosa nuova ti ha arrecato e sempre osa avere fiducia nelle parole dei saggi: il sapiente infatti non dirà mai che i fatti che sembrano prodigiosi siano avvenuti per caso. Nulla, infatti, può avvenire senza causa; né avviene cosa alcuna che non possa avvenire; né, se è avvenuto ciò che poteva avvenire, si può considerarlo un miracolo: dunque non esistono miracoli.
Infatti se dobbiamo considerare miracolo ciò che accade raramente, essere saggi è un miracolo: infatti credo che sia più facile che una mula obbedisca, che essere saggi.

Marco Tullio Cicerone: sulla divinazione.
Tratto da Splash Latino - http://www.latin.it/versione/4277

E questo, caro lettore, è stato scritto 2000 anni fa.
A beneficio
di milioni di persone che ancora leggono gli oroscopi e credono nei fantasmi.
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sabato 6 febbraio 2010

MATEM@TICAMENTE SUL CARNIVAL OF MATHEMATICS

Il Carnevale della matematica è un’iniziativa ideata da .mau. sul modello del Carnival of Mathematics, di cui qui leggiamo le regole. E’ un tentativo di radunare dei blogger che parlino di matematica. Il 14 di ogni mese, un blogger si offre di scrivere un post che parli di matematica, raccogliendo i post di argomento matematico che gli sono stati segnalati, presentandoli brevemente: articoli di altri blog, software matematico, relazioni tra matematica e altre ambiti della conoscenza… insomma qualsiasi cosa abbia come tema la matematica e dintorni.

A mia memoria ancora non era successo che i due Carnevali, rispettivamente quello americano e quello italiano, si incontrassero. C'è voluto lo spirito d'iniziativa della nostra Annarita Ruberto, che al Carnival of Mathematics #62 del 5 febbraio scorso ha partecipato, con il suo blog Matem@ticaMente e il post: "Quanto pesa il pesce?" le cui tre soluzioni erano state presentate in occasione del 21° carnevale della matematica in lingua italiana ospitato a gennaio sul blog chartitalia.

- Carnival of Mathematics #62 del 5 febbraio 2010

- Carnevale della Matematica #21 - del 14 gennaio 2010


Vi diamo appuntamento al prossimo 14 febbraio con la puntata #22, che sarà ospitata sul blog dei Rudi Matematici.

E per finire ecco un video commerciale proposto dall'ultimo carnevale americano in cui un gruppo di nerds batte degli energumeni giocatori di football affamati che vorrebbero mangiare i loro Dorito giganti dalla forma frattale (qui il dietro le quinte del video)


venerdì 5 febbraio 2010

SCIENCE MOVIES

Francesco Izzo sul canale YouTube azionecreativa propone una rassegna di film che hanno indagato il rapporto tra l'uomo e la scienza, e le sue visioni del futuro.
Quante di queste pellicole, che hanno fatto la storia della fantascienza e sono entrate nella cultura di ogni uomo, riconoscete?

giovedì 4 febbraio 2010

SCIENTIFICA: FILM DA 5 SECONDI

5-seconds film (letteralmente "film in 5 secondi") è un progetto di Brian "Boss Man" Firenzi nato nella primavera del 2005.
Le regole sono semplici: 2 secondi di titoli all'inizio, 5 secondi di film, 1 secondo di titoli finali. D
urata effettiva: 8 secondi. Divertimento: assicurato!




5-seconds film continua sul canale Youtube

LEZIONI DI COMUNICAZIONE ALLA NASA

La Nasa alcuni giorni fa era stata "accusata" di essere troppo noiosa da esperti legati a una mentalità hollywoodiana vicina ai gusti del grande pubblico.

Ci riprova con i filmati del canale di NASAexplorer della sonda SDO (Il Solar Dinamic Observatory) in questo video che dimostra come può catturare immagini grandi, molto grandi del Sole, in maniera divertente.






Per approfondire: http://www.nasa.gov/sdo





martedì 2 febbraio 2010

L'ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA CONTINUA SUL WEB

Vi segnaliamo la seguente comunicazione inviataci dalla redazione di Astronomy2009.it


Cari amici e care Amiche:
L'anno dell'Astronomia si è chiuso "ufficialmente" il 9 e 10 gennaio 2010 a Padova, con un Cerimonia - "Beyond 2009" - che ha coinvolto oltre 200 astronomi, storici, filosofi della scienza, diplomatici e rappresentanti dell'industria provenienti da tutto il mondo, e con una settimana di eventi a tema astronomico dedicati alla città.
Potete vedere Convegno e interventi, se vi interessa, partendo dal sito www.beyond2009.org mentre per vedere cosa è successo in quei giorni in città potete andare al blog www.galileo2010.it.

Proprio durante la Cerimonia di chiusura l'organizzazione internazionale dell'anno 2009, che ricordiamo è stato "celebrato" in 148 Paesi, ha proposto di continuare a promuovere attività di diffusione, comunicazione e divulgazione dell'Astronomia con il motto "L'Universo a te scoprirlo - Oltre il 2009- Anno Internazionale dell'Astronomia".

A questo proposito vorremmo sapere come la pensate voi, che durante il 2009 avete organizzato e seguito le oltre 1500 attività italiane di divulgazione astronomica: vorreste che il sito www.astronomy2009.it continuasse a esistere e funzionare anche oltre il 2009? Da molti ci è infatti arrivato il suggerimento che questo sito venga conservato e si trasformi in un portale, mantenuto dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF, ma indipendente e terzo rispetto agli organizzatori, come è stato per tutto il 2009.

In pratica potrebbe restare, e anzi divenire sempre di più, un riferimento per l'informazione al pubblico e alla stampa su tutti gli eventi di Astronomia in Italia, segnalati e documentati direttamente dagli utenti, ossia Voi. Cosa ne pensate ?

Lo sforzo non è banale e quindi vorremmo essere sicuri, per quanto possibile, che l'idea sia largamente condivisa. Conoscere la vostra opinione è per noi fondamentale: se avrete voglia di rispondere alle nostre domande, CLICCATE QUI.

Il sondaggio terminerà il 10 febbraio e quanto prima verrete aggiornati sugli esiti della votazione e sulle decisioni che saranno prese per il progetto oltre il 2009.

Vi ringraziamo intanto della collaborazione.

La redazione di Astronomy2009.it

lunedì 1 febbraio 2010

LA COMUNICAZIONE DELLA SCIENZA SU FACEBOOK

I poco informati accusano spesso Facebook di essere un ricettacolo di violenza e disinformazione, dimenticando che Facebook è solo uno strumento che rispecchia la nostra società, su più livelli, e dunque si trova quello che si vuole trovare, compresa l'alta ricerca scientifica.

Francesco Izzo ha fatto veramente un ottimo lavoro che potrebbe essere utile per ricordare, a chi è ancora refrattario a queste tecnologie come si usano questi strumenti in maniera costruttiva. Ed utile a coloro che di comunicazione e informazione scientifica, si occupano professionalmente.



"Ognuno di noi (comunicatori scientifici ndr) - spiega Francesco Izzo - lavora in base alla propria sensibilità e formazione, verso uno stesso obiettivo, soprattutto su internet".

"Quello che manca è probabilmente la capacità di fare gruppo e di lavorare insieme per gli stessi obiettivi, sia di natura professionale che più generale. Una task force che riesca a coinvolgere anche gli enti scientifici e le aziende in tali programmi di comunicazione".

Come lui anche io credo ci siano modi e opportunità differenti di collaborazione e per instaurare sinergie su questi argomenti, a fronte di medesime motivazioni e chiari obiettivi.

La Comunicazione della Scienza: pagina su FACEBOOK

La Comunicazione della Scienza su BLOGGER

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