venerdì 12 marzo 2010

BEAUTIFUL MINDS: I GRANDI SCIENZIATI RACCONTANO LA STORIA DELLA SCIENZA

Da oggi e per 20 settimane in edicola una bellissima novità: con Repubblica e L'espresso potrete ritirare (con 1 euro in più) anche "Beautiful Minds - I grandi scienziati raccontano la storia della scienza", il primo di una collana di 20 dvd per raccontare la storia della scienza attraverso le testimonianze di grandi scienziati contemporanei.


QUI LA PRESENTAZIONE DELL'OPERA DI MARCO CATTANEO - DIRETTORE DI LE SCIENZE


Tra gli scienziati "narratori" figurano quattro premi Nobel: James Watson (premio Nobel per la medicina 1962), Lee Glashow, (premio Nobel per la fisica 1979), John Nash, (premio Nobel per l’economia 1994), Harold Kroto (premio Nobel per la Chimica 1996).

La cosa imperdibile è che alcuni di loro "si raccontano", come James Watson parlando di Watson e Crick e della propria scoperta dell'elica del DNA, o John Nash che racconta se stesso e la teoria dei giochi da lui fondata, o Andrew Wiles, che racconterà della storia della matematica dagli antichi ad oggi, dove per oggi si intende anche e soprattutto la sua scoperta dell'ultimo teorema di Fermat. Un caleidoscopio di menti elettrizzante!

Ma ci saranno anche grandi nomi della scienza di "casa nostra" come il matematico Piergiorgio Odifreddi (che cura il coordinamento scientifico), il filosofo della scienza Giulio Giorello, l'astrofisica Margherita Hack, lo storico della scienza Enrico bellone, il genetista Edoardo Boncinelli, l'oncologo Umberto Veronesi, il fisico-matematico Claudio Bartocci, il matematico Giuseppe Bruzzaniti.

L'opera si avvale della regia di Michele Calvano e della redazione di Luisa Pairani, Katia Lacarbonara e Valentina Maffuci

Ogni uscita conterrà la traccia audio in formato mp3 della conversazione con lo scienziato, per dare la possibilità al lettore di riascoltare in ogni momento magari con il proprio lettore portatile.

NEl DVD di oggi in edicola Piergiorgio Odifreddi racconta Pitagora, Euclide in "La nascita del pensiero scientifico"

"Osservando la realtà, gli antichi sentirono l'esigenza di trovare delle regole armoniche che la spiegassero.
Questo è il punto di partenza del racconto di come, attraverso il numero e la forma, siano nate l'aritmetica e la geometria. Esse costituiscono l'inizio di un pensiero che si accontenta solo di verità che siano dimostrabili in modo inoppugnabile dalla ragione. Pitagora ed Euclide, con le loro intuizioni e le loro ricerche, segnano i due momenti fondanti di questa epocale rivoluzione".
Nella seconda opera, che sarà in edicola il 19 marzo, Giulio Giorello racconta "Archimede Il primo genio universale"


Veramente complimenti per quest'opera, un esempio di alta divulgazione scientifica!

PUBBLICATO IL SIDEREUS NUNCIUS ... 400 ANNI FA

Oggi, 12 marzo 2010, è il 400° anniversario della pubblicazione del Sidereus Nuncius, il “messaggero celeste” che annunciò al mondo le scoperte avvenute grazie al cannocchiale e alle osservazioni di Galileo Galilei.

Nell’autunno di quell’anno Galilei osservò il cielo utilizzando uno strumento che non era stato progettato per quello scopo: da quella data il cielo ebbe meno segreti di quanti l’oscurantismo della chiesa e della cultura dipendente non ne avessero imposto per secoli.

Galileo scoprì che la Luna ha crateri, montagne, vallate. Che il pianeta Venere possiede le "fasi" come la Luna. Fu il primo uomo dell'umanità a vedere i satelliti di Giove e gli anelli di Saturno e osservò che il Sole ruota sul proprio asse.
Inoltre vide che la Via Lattea era in realtà un oceano di stelle. Mai nessuno prima di lui aveva osservato l'Universo in questo modo.
Fece crollare millenarie false certezze, e i depositari del potere del tempo ne furono intimoriti, lo incarcerarono, e lo constrinsero a abiurare il suo pensiero, minacciandolo di morte atroce sulle fiamme dei roghi inquisitori.



L'oscurantismo religioso aveva fermato l'uomo ma non lo scienziato.
Le verità scientifiche non cambiano con le minacce: così molti dopo di lui si accorsero del suo enorme insegnamento. La scienza conobbe un nuovo vigore intellettuale, e si allontanò per sempre dalle pratiche della superstizione, del dogmatismo, delle false certezze.

E' anche per ricordare questo anniversario che il 30 del mese di novembre i blog Gravità Zero è Gravedad Cero hanno lanciato l'iniziativa del Carnevale della Fisica, patrocinato dallo UAI - Unione Astrofili Italiani, e celebrato da decine di importanti testate nazionali europee (Wired, El Pais, TuttoScienze, ecc.)

Ogni 30 del mese si celebra il giorno in cui Galilei sollevò (quel novembre di quattrocento anni prima) il suo cannocchiale al cielo. E oggi 12 marzo 2010 celebriamo la pubblicazione di quelle sue meravigliose scoperte.

Aggiornamento ore 23.32:

Annarita Ruberto su Scientificando ci ricorda che l'opera è disponibile in latino ed in italiano ed è corredata da numerose immagini su Liber Liber. La traduzione italiana è di Luisa Lanzillotta per la Casa Editrice Ricciardi, che ne ha consentito l'uso.

Versione PDF (scaricabile) del Sidereus Nuncius

Versione HTML


I risultati trovati con openpdf , PDF Search Engine, per Sidereus Nuncius.



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SPIRALEGGIANDO

Versione in spagnolo su: Gravedad Cero

In occasione della ventireesima edizione del Carnevale della Matematica - che sarà ospitata dal blogger Popinga - presento una canzone di uno dei miei gruppi musicali preferiti. Sto parlando dei Tool, gruppo californiano che iniziò a muovere i primi passi all'inizio degli anni '90, in piena era grunge. La canzone in questione - che dà nome all'album omonimo, pubblicato nel 2001 - si chiama Lateralus, il cui testo e la cui composizione hanno molto a che vedere con la matematica.

È davvero difficile definire lo stile musicale dei Tool. C'è chi parla di hard-rock, chi di metal, di progressive-rock e persino di art-rock. Personalmente non mi è mai piaciuto "etichettare" i generi musicali. Tuttavia la canzone Lateralus è, secondo me, una vera e propria opera d'arte e sono sicuro che gli intenditori di musica, sebbene non apprezzino il genere, riconosceranno che quella dei Tool è musica fatta da gente che sa fare musica.

Immagine di una conchiglia di nautilus, esempio di applicazione della successione di Fibonacci

Ma veniamo alla matematica! L'album Lateralus è pieno di riferimenti matematici, dalle canzoni Parabol e Parabola (anche se in realtà suonano come una stessa canzone) fino alla stessa Lateralus che è inspirata dall'opera di Leonardo da Pisa (1170 – 1250, che non ha niente a che vedere con Leonardo Da Vinci! ). Questo matematico italiano del secolo XIII, conosciuto con il nome di Fibonacci, diffuse in Europa il sistema di numerazione arabica tuttora in uso, ovvero la notazione in base 10 o decimale. Ma soprattutto ideò la cosiddetta successione di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, etc. una sequenza infinita di numeri naturali che in apparenza non hanno nessuna relazione tra di loro ma che, in realtà, seguono una legge matematica ben definita (vedere il video a continuazione).

I numeri di Fibonacci appaiono spesso in natura e per questo motivo hanno numerose applicazioni. Ad esempio, si può trovare la sequenza di Fibonacci nella disposizione dei pinoli di una pigna o nel corpo umano, dove le ossa che formano il dito indice della mano riflettono la stessa proporzione dei numeri 2, 3, 5 e 8. Ma anche nel fiore di girasole, che possiede vent'uno spirali che vanno in una direzione e trenta quattro che vanno in senso opposto: entrambi sono numeri consecutivi di Fibonacci.

E infatti proprio la spirale, una delle forme più comuni nell'universo (dal microscopico al macroscopico), può essere descritta attraverso i numeri di Fibonacci. E questo è esattamente quello che viene mostrato in questo video della canzone Lateralus, una vera è propria "chicca" da un punto di vista matematico. Non dico altro. È tutto spiegato tutto in questo video: ascoltare e leggere con attenzione.



Il messaggio dei Tool è chiaro: la vita va vissuta come se cavalcassimo una una spirale di Fibonacci, senza paraocchi, “separando il corpo dalla mente” per poter rompere gli schemi della nostra individualità, non seguendo più la linearità bensì vivendo lateralmente per crescere verso l'esterno, proprio come una spirale di Fibonacci, “esplorando e raggiungendo l'ignoto, aprendosi per poter abbracciare qualsiasi cosa possa venire”.

Spiral out. Keep going, going. (Spiraleggia. Continua, continua.)


Post tratto da: Gravedad Cero

CNR: L'ALMANACCO DELLA SCIENZA SI RINNOVA



Nuova veste grafica per l'Almanacco della Scienza, giornale online del CNR.

In questo modo l'Ente pubblico di ricerca italiano, spiegano dall'ufficio stampa del Cnr, cambia nell'impostazione dei contenuti, anche se riprende, in parte, i contenuti già offerti dal "vecchio" Almanacco come il 'Focus' monografico, dedicato in questo primo numero alle Biodiversita' di cui nel 2010 si celebra l'anno; il 'Faccia a faccia' nel quale si indaga sul rapporto con la scienza e la ricerca di un personaggio pubblico volutamente distante da tale comparto; 'Libreria' e 'Scienza in scena', con le segnalazioni di saggi, opere di narrativa, riviste e spettacoli di contenuto scientifico.

Tra le altre rubriche, 'Appuntamenti' e 'Opportunità', nel quale si informano i lettori telematici su occasioni di incontro, conoscenza e formazione per il pubblico e per i ricercatori.

mercoledì 10 marzo 2010

UN'IMMAGINE PER LA BIODIVERSITÀ


In occasione dell'Anno Internazionale della Biodiversità, il Festival Scienzartambiente-per un mondo di pace indice un concorso per un'immagine che narri della biodiversità nel mondo e che possa diventare l'immagine ufficiale della XIV edizione del Festival che si terrà in Ottobre 2010 a Pordenone.

Il festival Scienzartambiente - per un mondo di pace è promosso da Comune di Pordenone - Assessorato alla Cultura e da Science Centre Immaginario Scientifico, in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, vari istituti culturali, realtà produttive, istituti scolastici e associazioni del territorio.

L'opera vincitrice riceverà un premio di euro 1.000,00 (mille euro), sarà esposta insieme a altre 9 opere selezionate dalla commissione giudicatrice durante la XIV edizione del Festival.
Il concorso è riservato ai nati dopo il 1° gennaio 1980.
Il bando completo del concorso è scaricabile dal sito ufficiale della manifestazione: www.comune.pordenone.it/scienzartambiente



martedì 9 marzo 2010

LA MATEMATICA DEL DATA MINING FRA ECONOMIA E SCIENZA

Sono pochissime le aziende che possono affermare di essere le uniche ad operare nel loro mercato: tutte le altre hanno il problema della concorrenza. Come si fa, allora, a rimanere sul mercato quando tanti altri producono i nostri stessi beni o servizi ? In parole povere, bisogna – in qualche modo – essere più bravi degli altri; in termini tecnici ciò equivale a dire che un’azienda resterà sul mercato soltanto se riesce ad ottenere un vantaggio competitivo, cioè una posizione privilegiata rispetto ai propri concorrenti. Esistono due strategie di base che possono condurre un’azienda ad ottenere un vantaggio competitivo: riuscire a produrre a costi inferiori rispetto ai propri concorrenti oppure differenziarsi dagli stessi rispetto al prodotto o servizio offerto.

Nel primo caso l’azienda, sostenendo costi minori rispetto ai concorrenti, potrà vendere a prezzi più bassi e in questo modo conquistare rilevanti quote di mercato. Nel secondo caso, l’azienda punta a comunicare al cliente che il proprio prodotto o servizio è diverso da quello offerto dai propri concorrenti. Di conseguenza non ha alcun senso confrontare i prezzi dei prodotti, in quanto i prodotti, essendo diversi, possono benissimo avere prezzi differenti. Posto che talvolta i costi non sono riducibili, questa è un’ottima strategia per spostare la battaglia con i concorrenti dal fronte dei prezzi alla differenziazione. Un’azienda potrà in questo modo conquistare un segmento di mercato, dopo che l’avrà sufficientemente studiato, proponendo proprio il bene o il servizio che soddisfa una determinata esigenza di quell’insieme di consumatori.

L’oggetto di questo articolo, che prende spunto dall’ottimo testo di Paolo Giudici (“Data mining – metodi statistici per le applicazioni aziendali” – McGraw-Hill, 2001), consiste proprio nell’evidenziare quanto sia utile – per una qualunque azienda – scavare nei dati per ottenere informazioni. Grazie alle informazioni ottenute sarà possibile prendere decisioni che condurranno ad ottenere un vantaggio competitivo.
In buona sostanza, si tratta di analizzare i dati a disposizione per prevedere l’evoluzione di determinate variabili di interesse. Il termine tecnico che indica questo processo è “data mining”, dall’inglese “to mine” = “scavare per estrarre”: ciò implica cercare in profondità, nella massa dei dati disponibili, informazioni non precedentemente note.

Il data mining, nella ricerca scientifica, è un campo di studi relativamente nuovo, nato dall’integrazione dell’apprendimento automatico con le tecniche di statistica multivariata e computazionale. Semplificando il discorso, possiamo dire che l’apprendimento automatico si occupa di ricavare, dai dati, relazioni e regolarità, che poi vengono inquadrate in una spiegazione generalizzata; le tecniche statistiche multivariate e computazionali sono metodi matematici che trattano numerose variabili in modo automatizzato. Così nasce, nel 1995, il data mining, ovvero quel “processo di selezione, esplorazione e modellazione di grandi masse di dati, al fine di scoprire regolarità o relazioni non note a priori, e allo scopo di ottenere un risultato chiaro e utile al proprietario del database” (definizione tratta dal testo sopra citato, come anche le successive parti, di questo articolo, poste tra virgolette).

Il data mining riveste dunque un’importanza fondamentale, non solo per le aziende che intendono ottenere un vantaggio competitivo, ma per chiunque si occupi di ricerca scientifica. Infatti, la scienza nasce proprio nel momento in cui ci si accorge che determinati fenomeni seguono un percorso regolare: da qui si parte per elaborare una legge, in termini matematici, che descriva e sintetizzi il fenomeno preso in esame. D’altronde i ricercatori hanno come obiettivo quello di scoprire e produrre nuova conoscenza, e il data mining non è altro che un “processo di estrazione della conoscenza”.

In pratica, all’interno di un’azienda, il data mining risulta essere un “processo metodologico integrato”, vale a dire qualcosa che non è limitato ad un’unica azione, ma consiste in più fasi che portano ad un risultato finale, molto utile in termini economici. Infatti si parte da un determinato problema di business da risolvere, che può essere ad esempio come incrementare le vendite del prodotto A. Poi si cerca un database adeguato cioè un insieme di dati coerente con il problema da risolvere: nel nostro esempio potrebbe trattarsi di dati che esprimono la soddisfazione dei clienti per il prodotto A. Successivamente si applica un’opportuna tecnica statistica che viene automatizzata in un algoritmo informatico: in sostanza tale algoritmo viene applicato ai dati per ottenere il risultato finale. Nel nostro esempio, la tecnica statistica scelta dovrebbe essere in grado di fornirci una formula che, applicata al database che comprende la soddisfazione dei clienti, fornisca come risultato un modo, efficace ed efficiente, per incrementare le vendite del prodotto A.

In maniera analoga il data mining potrebbe essere applicato con successo ai dati provenienti da un esperimento scientifico. Infatti, utilizzando un’opportuna tecnica statistica è possibile scoprire una determinata regolarità nei dati, che non era visibile a priori. Una volta scoperta tale regolarità, i ricercatori dovranno elaborare una legge matematica che la descriva e successivamente una teoria che giustifichi, spieghi e sintetizzi la regolarità ottenuta. In questo modo si chiude il processo: alla partenza c’erano solo dati, all’arrivo c’è nuova conoscenza.

lunedì 8 marzo 2010

AVATAR: SU PANDORA SI CONTA IN OTTALE



Tra poco più di un'ora sapremo se alla Notte degli Oscar dal Kodak Theatre di Hollywood “Avatar”, il capolavoro assoluto in 3D di James Cameron, mito nella storia del Cinema, porterà a casa qualche statuetta*.

*[ultima ora, il film vince 3 Oscar: fotografia, scenografia e visual effects].

Il film da 2,5 miliardi di dollari (paragonabile al budget della NASA per l'esplorazione umana dello spazio) partecipa con nove Nominations.

E mentre calcoliamo velocemente che su Alpha Centauri vedranno la premiazione degli oscar solo tra 4,4 anni (il tempo che le onde radio-Tv impiegheranno a percorrere la distanza dalla Terra) James Cameron, già consulente della Nasa, nel suo articolo pubblicato sul quotidiano “The Washington Post” il 5 febbraio 2010 afferma che il sequel di Avatar si farà.

Come difenderci dalla "pandorite" cronica? Dovremo correre ai ripari e imparare la lingua Na'vi? Può darsi, ma sicuramente un ripasso al sistema numerico ottale, il sistema di numerazione utilizzato dagli abitanti di Pandora, non ci farà male.
Neytiri, la principessa del popolo Na'vi ha infatti quattro dita per mano, come tutti gli abitanti di Pandora.

Il sistema numerico ottale è un sistema numerico posizionale in base 8, che utilizza cioè solo 8 simboli (0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7) invece dei 10 del sistema numerico decimale usato comunemente (0....9).

Nel sistema decimale, cui siamo abituati, possiamo rappresentare un numero, ad esempio il 74, in questo modo:





Per rappresentare lo stesso numero in base 8, invece, si deve ricorrere alla sequenza:





Da cui possiamo concludere che 112 in ottale è equivalente a 64+8+2 = 74 in decimale.

Mentre per la lingua lingua Na'vi di Pandora il regista Cameron, che è anche laureato in fisica, è ricorso nientemeno che al linguista americano Paul Frommer della Marshall School of business, e per la biologia ad una equipe di esperti di xenobiologia della Nasa, il sistema ottale non è una invenzione del tutto nuova, almeno sul terzo pianeta in ordine di distanza dalla stella Sol.

I POPOLI NATIVI AMERICANI

La tribù Yuki, un popolo nativo in California e il popolo Pamean [1] in Messico possiedono infatti un metodo di conteggio che usa lo spazio tra le dita, piuttosto che le dita stesse per contare [2] .




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IL SISTEMA OTTALE IN EUROPA

Nel 1716 Re Carlo XII di Svezia incaricò Emanuel Swedenborg di elaborare un sistema di numerazione in base 64 invece che 10. Swedenborg propose un sistema più semplice, facilmente comprensibile anche da menti meno portate al calcolo, che rappresentasse i numeri in base 8.
Nel 1718 Swedenborg scrisse un manoscritto che non venne mai pubblicato dal titolo "Un nuovo metodo aritmetico che usa il numero 8 invece dell'usuale numero 10".

I numeri da 1 a 7 furono indicati dalle consonanti l, s, n, m, t, f, u (v) e lo zero dalla vocale o. Così 8 = "lo", 16 = "so", 24 = "no", 64 = "loo", 512 = "looo" eccetera.
I numeri con consonanti consecutive venivano pronunciati alternandoli a suoni vocalici secondo regole predefinite.

NELLA FINZIONE

Il celebre Tom Lehrer, matematico e cantautore, di cui abbiamo più volte parlato sottolinea nella parodia "New Math" l'utilità del sistema ottale invece del base 10,: "soprattutto - dice - se avete perso due dita". Ma anche la finzione cinematografica non si è risparmiata:
  • Gli Alterans, popolo di Stargate SG usano il sistema ottale anche se hanno 10 dita. Probabilmente anche loro usano gli spazi tra le dita per contare.
  • Nell'universo di Guerre Stellari, il popolo alieno chiamato Hutts conta in base otto, poichè hanno quattro dita per mano.
  • E infine il popolo Na'vi di Avatar, di cui abbiamo già parlato, usa l'ottale poiché hanno quattro dita per mano.



E NEI COMPUTER


L'ottale è talvolta utilizzato nei computer invece dell'esadecimale poiché ha il vantaggio di non richiedere simboli extra. E' inoltre utilizzato nei linguaggi di programmazione (C, Perl, PostScript…) per rappresentazioni testuali / grafiche di stringhe di byte.

Per convertire un numero decimale in numero ottale si divide il numero in base dieci per la potenza più alta possibile di 8 e si procede a dividere per potenze inferiori fino a che la potenza è 1. La rappresentazione del numero in base otto è data dai quozienti, scritti nell'ordine generato dall'algoritmo.

Per esempio per convertire 12510 (base 10) in un numero a base otto:

125 / 8^2 = 1
125 − ((8^2)*1) = 61
61 / 8^1 = 7
61 − ((8^1)*7) = 5
E abbiamo: 12510 = 1758
Per convertire un numero k in base dieci, usate la formula che definisce la sua rappresentazione in base otto:





Per esempio per convertire 7648 in numero decimale:
7648 = 7 x 8² + 6 x 8¹ + 4 x 8° = 448 + 48 + 4 = 50010
Siamo ora pronti per trasferirci tutti su Pandora!


RIFERIMENTI
  1. Avelino, Heriberto (2006), "The typology of Pame number systems and the limits of Mesoamerica as a linguistic area", Linguistic Typology 10: 41-60, doi:10.1515/LINGTY.2006.002, http://linguistics.berkeley.edu/~avelino/Avelino_2006.pdf

  2. Marcia Ascher. "Ethnomathematics: A Multicultural View of Mathematical Ideas". The College Mathematics Journal. http://links.jstor.org/sici?sici=0746-8342%28199209%2923%3A4%3C353%3AEAMVOM%3E2.0.CO%3B2-%23&size=LARGE. Retrieved 2007-04-13.