giovedì 30 luglio 2015

MANPOWERGROUP PUBBLICA LA SECONDA EDIZIONE DI “SOFT SKILLS FOR TALENT”, LA RICERCA SUL TALENTO

Problem solving (Capacità di risoluzione dei problemi finalizzata ad uno specifico obiettivo), orientamento al risultato, visione d’insieme e leadership, è questo il giusto mix di competenze associato oggi al Talento. ManpowerGroup scatta per il secondo anno consecutivo la fotografia del profilo ideale e lo fa attraverso una web survey sulle competenze trasversali (soft skills) riconosciute e richieste dal mercato del lavoro, coinvolgendo un campione di 1.612 aziende.


Una ricerca che presenta delle soluzioni di grande interesse per chi intenda promuoversi al meglio nell''approfondire la giusta dose di competenze che sempre di più impatta nei processi di selezione e valutazione e le pratiche messe a punto dalle aziende, comprese quelle di piccole dimensioni, nell’individuazione e sviluppo delle persone di talento.

“Il Talento si compone per il 63% delle cosiddette “competenze della vita”, quelle caratteristiche intangibili che spiegano il saper essere oltre al saper fare” – afferma Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterranea ManpowerGroup e Presidente di Human Age Institute – “L’identikit del profilo ideale risulta piuttosto eterogeneo combinando Pragmatismo, Concretezza e Leadership. Ancora in ritardo la consapevolezza delle aziende rispetto alle competenze digitali nella declinazione soft delle stesse (come per esempio diffusione dei saperi, networking). Questo aspetto sarà particolarmente rilevante nei prossimi anni, perché svilupperà nuovi modelli di lavoro”.

La distribuzione geografica dei rispondenti è concentrata nel Nord Italia per il 70%, dove si evince una maggiore attenzione alle tematiche del Talento e alle competenze trasversali. Tra le novità che saltano all’occhio rispetto allo scorso anno, il fatto che anche le aziende con sola sede in Italia iniziano ad affacciarsi con interesse alla tematica del Talento ed esprimersi con maggiore consapevolezza.

I risultati di questa indagine risultano utili su due fronti. Da un lato per le aziende che possono così definire i propri modelli di competenze e le soft skills necessarie al fine di impostare efficacemente i processi di selezione e di valutazione del potenziale e sviluppo interno. Sul piano dell’individuo, i candidati che intendono proporsi alle aziende, grazie a questo Osservatorio, sanno ora quali sono le caratteristiche ricercate e quali sono le competenze da sviluppare per avere maggiori possibilità di crescita all’interno dei contesti organizzativi.

Monitorare negli anni l’andamento delle esigenze aziendali in termini di soft skills vuol dire soprattutto riuscire a sviluppare profili completi a 360° rispetto alle necessità espresse.

“Lo sviluppo delle competenze trasversali dovrebbe partire già dai livelli d’istruzione superiore, scuola secondaria, università e master” – continua Stefano Scabbio– “così da ridurre lo scarto tra le aspettative e le reali capacità dei singoli, individuando i talenti al di là delle competenze tecniche specifiche, e facilitando l’integrazione delle risorse e il reale sviluppo competitivo delle aziende”.


Serena Scarpello
Media & CEO Reputation Expert
ManpowerGroup

A 60 ANNI PAOLO NESPOLI TORNERÀ SULLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Non è ancora ufficiale, e l'annuncio dell’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana, dovrebbe arrivare solo oggi, ma alcune indiscrezioni note da giorni indicano proprio in Nespoli il candidato NASA ideale. 

Paolo Nespoli
Paolo Nespoli - Foto Gravità Zero 

Attualmente gli astronauti italiani in servizio attivo sono quattro, Samantha Cristoforetti, Roberto Vittori, Luca Parmitano e, appunto, Nespoli. 

Quest'ultimo sarà il protagonista di una missione di lunga durata, di sei mesi, che partirà nel maggio 2017 con una Sojuz, e lo vedrà impegnato in una serie di esperimenti scientifici. 

Nespoli, che su twitter si fa chiamare @Astro_paolo, è stato il primo astronauta italiano a soggiornare nello spazio per una missione di lunga durata. Tornerà a bordo della Iss con l’equipaggio di Expedition 52/53. Milanese, 58 anni, è già stato due volte nello spazio. Bachelor in Science in Aerospace Engineering nel 1988 e Master in Science in Aeronautics and Astronautics nel 1989. Nel 1990 ottiene una laurea in ingegneria meccanica presso l'università di Firenze. Sarà la terza volta per lui, un record: la sua prima missione è stata quella del 2007, a bordo dello shuttle «Endeavour», e poi quella tra il dicembre 2010 e infine nel maggio 2011 sulla Stazione Spaziale: cinque mesi e 20 giorni in orbita. 

Quando Nespoli salirà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale avrà computo 60 anni  e un mese. Diventerà così il più «anziano» europeo ad andare nello spazio. 

Finora il record era detenuto dal francese Jean Loup Chrètien, primo francese nello spazio: volò con i sovietici su una Sojuz, ma poi è tornato in orbita a 59 anni. 

Il russo più anziano a salire in orbita è tuttora Pavel Vinogradov59 anni. Ma il più anziano in assoluto resta John Glenn: 77 anni, sullo Shuttle 36 anni dopo lo storico volo che lo portò in orbita nel 1962, il primo uomo nello Spazio degli Usa.
Oggi, a 94 anni compiuti, è l’unico rimasto ancora in vita del mitico gruppo di  primi astronauti americani del Progetto Mercury.

Di seguito l'intervista realizzata dalla nostra redazione nel 2010.




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