venerdì 25 luglio 2014

RICERCATRICE DEL GRAN SASSO SCIENCE INSTITUTE VINCE IL PREMIO MICROSOFT

Catia Trubiani, ricercatrice post-doc in Informatica presso il GSSI, si è aggiudicata quest’anno uno dei premi messi in palio da Microsoft Research per i migliori progetti di ricerca. 

Il premio prevede di poter usufruire per un anno della piattaforma Microsoft Azure per eseguire calcoli di grandi quantità di dati utilizzando le risorse cloud. 

Il valore di mercato stimato del premio è di 40.000 dollari in risorse di calcolo. DESPACE (DEtecting and Solving Performance Antipatterns in Cloud Enviroments) è il nome del progetto vincitore: il suo obiettivo è lo sviluppo di un prototipo per analizzare le aste online. 

“Un supporto raccoglierà i dati – spiega Catia Trubiani – mentre Microsoft Azure sarà l'infrastruttura cloud per la loro elaborazione e per la pianificazione delle azioni a supporto di comunicazioni veloci e sicure durante le aste “. Il sistema sarà self-adaptive cioè in grado di rilevare potenziali problemi di performance e risolverli anticipatamente tramite l'utilizzo di antipattern che descrivono le cosiddette bad practice, vale a dire i problemi che si incontrano più frequentemente durante lo sviluppo del software e le loro soluzioni. L'obiettivo del progetto è garantire un sistema con adeguate prestazioni assicurando riservatezza e sincronizzazione dei dati”, conclude Trubiani.

“Questo prestigioso riconoscimento, dovuto anche alla collaborazione del GSSI con l'istituto Microsoft presso il Barcelona supercomputing center coordinato da Fabrizio Gagliardi, visiting professor del GSSI, contribuirà sicuramente al far conoscere il GSSI a livello internazionale e offrire ai suoi dottorandi ulteriori possibilità di sperimentazione e collaborazione”, commenta Rocco De Nicola dell’IMT- Institute for Advanced Studies di Lucca e coordinatore del dottorato in Informatica del GSSI.

Trubiani sarà presente oggi, venerdì 25 luglio, alla conferenza pubblica che Francesco Profumo terrà a partire dalle ore 14.30 nell'Aula Magna del GSSI, in viale Francesco Crispi 7 all'Aquila.

giovedì 24 luglio 2014

CONCORSO FOTOGRAFICO ARTE O SCIENZA?

“Arte o scienza? Immagini dalla ricerca" è il concorso fotografico che svela la bellezza della scienza e della ricerca. Il termine per iscriversi è prorogato al 24 agosto.

Aperto a studenti e ricercatori attivi nelle Università e negli Enti di Ricerca, è organizzato da Università di Trieste e Immaginario Scientifico, con la collaborazione del Centro BRAIN, con l'intento di premiare le immagini prodotte nell’ambito della ricerca alle quali, oltre a un significato scientifico, possa essere attribuito un valore artistico.

Chi crede che la scienza non abbia nulla di artistico forse non ha mai visto i colori abbaglianti dei cristalli di acido tartarico, le forme sinuose di una micrografia cerebrale o le meravigliose, incredibili forme dei neuroni visti al microscopio. Chi l’ha detto infatti che la ricerca scientifica è solo fatta di freddi microscopi, camici bianchi e sterili strumenti? Dai laboratori di ricerca arrivano immagini spesso inusuali, in cui forme e colori si muovono sul video di un computer: altro non sono che elaborazioni complesse e raffinate della natura, dalle forme viventi alle strutture cristallografiche, alle particelle atomiche. Come un fiore, un viso, un paesaggio hanno sempre stimolato e continueranno a stimolare gli artisti, perché i diversi aspetti della natura “smascherati” nei laboratori di ricerca non possono essere a loro volta oggetto di interesse?

mercoledì 23 luglio 2014

DIRETTA VIDEO CONCORDIA: LA PARTENZA DAL GIGLIO

Sono iniziate alle 5 di questa mattina le operazioni per la partenza della Costa Concordia dall'Isola dl Giglio dopo oltre 30 mesi dal giorni del naufragio.
Saranno Blizzard e  Resolve, due "colossi" di rimorchiatore da 20 000 cavalli ciascuno, a trainare la nave dall'Isola del Giglio sino al porto ligure.

Maggiori info sul sito ufficiale

Per seguire il viaggio sulla mappa in tempo reale clic su marinetraffic



L'immagine seguente con la disposizione delle navi che scorteranno la Concordia per tutto il suo viaggio è stata pubblicata via twitter da  @InfoParbuckling, il profilo ufficiale del progetto di rimozione del relitto Concordia (www.theparbucklingproject.com)

Sul fianco sinistro la nave Kidan avrà compiti di rilevamento,  in particolare per controllare la presenza di cetacei in zona.

Altre due imbarcazioni,  Red Wolf interverrà nel caso di incendio mentre  Ievoli per il recupero di materiali eventualmente sversati dalla nave.

Sul lato di destra Garibaldo, Afon, Fourcault e il rimorchiatore Franco, dovranno trainare la piattaforma Ciclop, che interverrà in caso di problemi.
Sulla parte di poppa, insieme al "K", ci saranno Armonia,  Acqua Azzurra e Voe Earl.

Sul  Forcault presenti anche gli alloggi dei tecnici e un elicottero sempre pronto.
Sulla Costa Concordia viaggeranno non più di dodici persone, come disposto dalle autorità.

martedì 22 luglio 2014

THE IMITATION GAME: UN FILM SULLA VITA DEL GRANDE ALAN TURING

Sarà l'attore Benedict Cumberbatch (si  proprio lui, il cattivo Khan di Into Darkness, il Star Trek del 2013) a interpretare il matematico inglese che aiutò a sconfiggere i nazisti traducendo (anzi hackerando) il sistema di codifica enigma. Il film uscirà nelle sale nel novembre 2014.




Chi morì mangiando una mela avvelenata? Biancaneve, qualcuno penserà.

Ma non è corretto! Infatti Biancaneve non morì affatto, ma cadde in catalessi fino al suo risveglio.
Chi invece non si svegliò più ingerendo una mela"condita" con cianuro di potassio fu uno dei più grandi geni della storia del XX secolo: Alan Turing

Abbiamo saputo oggi che sarà Benedict Cumberbatch a interpretare proprio colui che è definito uno dei più grandi matematici del '900; nel cast anche Keira Knightley, Matthew Goode. 

E' probabile che il suicidio avvenne in un momento di squilibrio mentale. Infatti Turing, che pure rese dei servigi enormi al Regno Unito durante la seconda guerra mondiale, mettendosi a decifrare i codici usati nelle comunicazioni naziste, criptate tramite il cosiddetto sistema Enigma, fu letteralmente rovinato dallo stesso Governo che ricevette enormi vantaggi dalla sua intelligenza e dalla sua vita dedicata alla scienza.

Essere omosessuale (lo scoprì a sue spese anche un grande come Oscar Wilde) nella bigotta e omofobica realtà anglosassone di quel periodo significò due cose che lo segnarono per sempre: l'arresto e la castrazione chimica, nonostante il tribunale inglese non avesse riscontrato nessuna attività illecita nella sua condotta.

A parte questa triste vicenda, noi ricordiamo Turing essenzialmente per due cose: la macchina di Turing e il Test di Turing, criterio, quest'ultimo, per determinare se una macchina sia in grado di pensare, e che diede lo spunto per numerosi romanzi e film come Il Cacciatore di Androidi di Philip K. Dick ( trasposto sulle scene nel film Blade Runner di Ridley Scott).

Turing era un genio capace di spaziare dalla statistica computazionale alla neurologia e all'embriologia.
Si laureò a Cambridge con il massimo dei voti nel 1934, e studiò meccanica quantistica, logica e la teoria della probabilità.

Uno dei suoi primi successi giovanili fu dimostrare separatamente il teorema del limite centrale, già dimostrato nel 1922 dal matematico Lindeberg).

Forse pochi sanno che Turing fu anche un eccellente atleta, il che vanifica il cliché in cui si descrivono i geni come dei "secchioni" impediti nello sport.

Iscritto al Walton Athletic Club vinse molte gare nella maratona, correndo con un personale di 2 ore 46 minuti e 11 secondi (il vincitore della XIV Olimpiade nel 1948 vinse con un tempo inferiore di soli 11 minuti.



Rimane l'amarezza della sua fine, e una leggenda: alcuni dicono che furono proprio Steve Jobs e Steve Wozniak a scegliere  di omaggiare Alan Turing con il logo della loro azienda informatica. Una mela rosicchiata.  Ma fu Wozniak stesso, anni dopo, a smentirlo personalmente, affermando che si, sarebbe stato molto bello averlo pensato, ma non fu così che andò.


lunedì 21 luglio 2014

CALZINI ROVESCIATI E ALTRE COSE DA TOPOLOGI: IMMAGINI DELLA MATEMATICA

Avete un calzino in mano? No? Allora prendetelo e rovesciatelo. Naturalmente è stata un'operazione molto semplice. D'altronde il calzino è bucato, altrimenti non potreste indossarlo. Ed è stato semplice rovesciarlo proprio perché è bucato.

Ora provate a prendere una sfera, che sia fatta però di un materiale molto flessibile, e provate a rovesciarla. Attenzione: la sfera è una superficie chiusa, quindi - durante il rovesciamento - è possibile autointersecarla. Ma c'è una regola: non potete generare spigoli vivi. Cosa che vi capiterà puntualmente non appena schiaccerete la sfera fino a ridurla ad una frittata.

Non sembra un'operazione molto semplice e - non a caso - ci è voluto un matematico del calibro di Stephen Smale per riuscire a dimostrare la fattibilità del rovesciamento. Ed è successo tanto tempo fa, nel lontano 1919. Roba da topologi, direte voi. Sì, ma la topologia risulta straordinariamente interessante, forse perché si tratta di una geometria molto lontana da quella che si studia a scuola, ed è quindi tutt'altro che noiosa, in quanto gli oggetti non vengono descritti tramite misure, ma bensì rappresentandone la costruzione, spesso a partire da oggetti più semplici (talvolta anche di uso comune).

Superficie a collare
Ma allora? Come rovesciare una sfera senza generare spigoli vivi? Occorre, prima di procedere, torcere i bordi della sfera in modo da evitare gli spigoli vivi dovuti allo schiacciamento. Inoltre, schiacciando dal basso la sfera, la si fa fuoriuscire dall'alto bucando la sua stessa superficie, mentre i bordi - durante l'operazione - sembrano petali facilmente rovesciabili. Questa idea è di William Thurston, ed è stata illustrata nel video "Outside in".

Il punto è che, quando si parla di Topologia, occorrono immagini. E di immagini ne trovate tante, assolutamente bellissime ed inerenti a molti aspetti della matematica, dove? Nel libro "Immagini della matematica", scritto da Georg Glaeser e Konrad Polthier, pubblicato da Raffaello Cortina Editore in collaborazione con Springer. Il bello di questo libro è che potete cominciarlo da dove volete: potete aprire una pagina a caso e rimanere incollati mezz'ora ad ammirare un'immagine. Poi lo leggerete anche, ma senza ansia, senza obbligo di giungere alla fine. Perché non c'è una fine: cominciate dove vi pare e terminate quando siete sazi. 

Strisce sviluppabili
La matematica viene spesso insegnata a partire dalle equazioni o comunque da formule, così siamo un po' tutti privi di immaginazione perché non abbiamo immagini della matematica e - forse - non abbiamo mai pensato di cominciare proprio dalle immagini.

Io l'ho fatto e mi sono divertito a costruirne qualcuna, anche per ridare quella concretezza alla matematica che molti non le riconoscono, relegandola al mondo delle astrazioni. La prima immagine che mi ha particolarmente colpito è stata la superficie a collare. E' molto semplice da realizzare: basta un foglio su cui va disegnata una curva, tale foglio va poi piegato lungo la curva disegnata. Nonostante la semplicità, sono riuscito a sbagliare poiché ho involontariamente cambiato concavità, generando in questo modo un punto di flesso, che impediva necessariamente la costruzione della superficie. Come si vede dall'immagine, ho anche segnato l'errore e poi ho realizzato concretamente la superficie desiderata.

Carissimi designer (industriali e non), sappiate che "Immagini della matematica" è un imponente catalogo di forme estetiche accattivanti. Ma dico anche a voi, che vi dilettate nel fai-da-te: perché non realizzate una lampada utilizzando una superficie a collare? Non sarebbe male anche un portagrissini o un portatovaglioli...
E voi artisti, sapete che questo libro ha avuto origine soprattutto dall'Università di Arti Applicate di Vienna? Così come il grande Gustav Klimt iniziò la sua carriera proprio alla Scuola di Arti Applicate di Vienna....

Nastro di Mobius
Non meno interessanti sono le strisce sviluppabili, ovvero superfici (utilizzate nell'ingegneria edile) che possono curvarsi, in qualche senso, solo in una direzione. Ecco, io ne ho abbozzata una utilizzando una semplice striscia di carta, che ho piegato ad intervalli regolari, facendola aderire ad un portapenne da scrivania. In questo modo è all'incirca un insieme di quadrilateri, ma basta fare delle pieghe sempre più fitte per avere una superficie "quasi" curva. Diciamo che - così facendo - dal punto di vista matematico si ha l'illusione del continuo.

Infine mi sono soffermato sul "classico" nastro di Mobius, ripercorrendo con le dita la mia approssimazione cartacea, come se fossi una formica che riesce a passare disinvoltamente dall'interno all'esterno e poi ancora dall'esterno all'interno. A questo punto non posso che augurarvi buona lettura, buon divertimento e.... buone vacanze !!!



APPROFONDIMENTI

Stephen Smale:  Vita da matematico 
Topologia:  La congettura di Poincaré 
Creatività e immaginazione: Il divertimento nella topologia
William Thurston: Tempo tempo tempo....

FACEBOOK CI CONTAGIA EMOTIVAMENTE: LO DICE LA SCIENZA

Avreste mai immaginato che le emozioni, positive o negative, possano essere veicolate anche attraverso il linguaggio scritto dei social network? E influenzare così il tono dei messaggi successivi? 

Probabilmente lo avevate intuito, ma è la prima volta che un pool di ricercatori della Cornell University e del Core Data Science Team di Facebook sono riusciti a dimostrarlo attraverso uno studio statistico pubblicato su PNAS  e condotto su oltre di tre milioni di messaggi letti e scritti in una settimana da oltre 155 mila utenti di Facebook (selezionati in maniera casuale). 

Lo studio riesce a dimostrare sperimentalmente quello che fino ad ora era solo una semplice supposizione: il fenomeno del contagio emotivo avviene anche attraverso il puro linguaggio scritto, privato delle sue componenti non verbali, dimostrando così come il check point delle emozioni, dei litigi, degli amori passi anche da Facebook. 

Il concetto di contagio emotivo era infatti fino ad oggi legato al contatto fisico, alle interazioni da persona a persona,  nelle quali la postura e la voce fanno da protagoniste.
I risultati dello studio dimostrano invece proprio il contrario: ovvero come il contagio emotivo possa avvenire anche in assenza di un conversazione non verbale.

I messaggi della ricerca sono stati valutati attraverso il Linguistic Inquiry and Word Count, ovvero, un software in grado di analizzare i testi, la frequenza nei messaggi di parole che esprimessero emozioni sia positive che negative.
122 milioni le parole classificate e di queste circa 4 milioni come positive e 1.8 milioni come negative. Lo studio è stato intensificato utilizzando i filtri del News Feed di Facebook in modo da restringere il campo di ricerca.

Infine è stato osservato come le persone esposte ad un numero inferiori di messaggi carichi emotivamente riducano a loro volta la produzione  di messaggi “equipaggiati” di emozioni. Fattore che prende il nome di "effetto di astinenza emotiva".

Insomma, proprio come per la dipendenza da droghe, fumo o caffè, pare che anche la dipendenza emotiva da social network sia condizionata dal contesto "virtuale" e dagli stimoli “evocativi” che vengono provocati dal loro uso.