sabato 22 aprile 2017

ALL'INRIM IL COMPITO DI SCANDIRE IL TEMPO DEI SATELLITI DI GALILEO

Giovedì 27 aprile, a Torino, la firma del contratto tra l’INRIM, l’istituto di metrologia italiano, la società THALES Francia e Spaceopal, joint venture italo-tedesca che nel 2016 si è aggiudicata la gara indetta dall’Agenzia Europea GNSS (Global Navigation Satellite Systems) per gestire Galileo, il sistema satellitare europeo di navigazione e posizionamento, progettato anche per fornire accuratissimi servizi di sincronizzazione.

inrim torino



È ufficiale la presenza dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) e di Thales Alenia Space Francia (TASF) nel team di supporto alla compagnia Spaceopal, incaricata di gestire il programma Galileo nei prossimi dieci anni. Spaceopal è una joint venture tra le aziende Gesellschaft für Raumfahrtanwendungen (GfR) dell’Agenzia Spaziale Tedesca DLR e Telespazio, a sua volta costituita da Leonardo e Thales.

108 ANNI FA NASCEVA IL PREMIO NOBEL RITA LEVI-MONTALCINI

La nipote, l'ing. Piera Levi Montalcini, spiega come il Premio Nobel sia un patrimonio dell'Umanità. 



Il 22 aprile di 108 anni fa, nel 1909, nasceva a Torino Rita Levi-Montalcini. Premio Nobel per la medicina nel 1986, grazie alla scoperta del fattore di crescita nervoso, è l'unica donna italiana ad aver ricevuto in campo scientifico il prestigioso premio ed è stata anche la prima donna ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. 

Dallo scorso anno, il giorno della sua nascita è stato scelto per celebrare la Giornata Nazionale della Salute della Donna; la prevenzione il tema trattato quest'anno.

Piera Levi-Montalcini
Piera Levi-Montalcini
"Zia Rita - spiega Piera Levi-Montalcini, nipote della scienziata e presidente dell'Associazione Levi-Montalcini - è ormai l'emblema nel mondo del fatto che infrangere 'il tetto di cristallo' sia possibile, senza nulla togliere alle peculiarità femminili. In questi ultimi anni spesso la sua immagine è stata abbinata a campagne e iniziative per la tutela e il sostegno del mondo femminile in ogni ambito e credo che quello della salute sia tra i più importanti".









venerdì 21 aprile 2017

NUOVA TRUFFA SU GOOGLE PLAY: UN'APP FAKE CONVINCE GLI UTENTI A PAGARE 18€ PER UN AGGIORNAMENTO DI FLASH PLAYER INESISTENTE

Scaricata fino a 500.000 volte negli ultimi 6 mesi, l‘app non contiene un codice maligno ma si basa su tecniche di ingegneria sociale

ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, ha individuato una app fake su Google Play, chiamata F11, che tramite tecniche di ingegneria sociale induceva gli utenti Android a pagare 18€ per scaricare un aggiornamento di Flash Player inesistente. Già, perché Flash Player per Android è sempre stato disponibile gratuitamente ed è ormai obsoleto, essendo stato ritirato addirittura nel 2012. Eppure, secondo gli esperti di ESET, l’app è stata scaricata dalle 100.000 alle 500.000 volte. Questo probabilmente perché la truffa era ben realizzata dal punto di vista grafico ed i loghi che comparivano nell’app richiamavano esattamente quelli originali.

Ma come funzionava l’app F11?

Una volta scaricata l’app, si apriva un finto tutorial che spiegava all’utente come completare l’installazione di Flash Player sul dispositivo Android; si veniva poi indirizzati su una pagina PayPal sulla quale l’utente ignaro inseriva i dettagli della propria carta di credito per ottenere l’aggiornamento. Dopo il pagamento, appariva un link che invitava a scaricare un browser a scelta tra Firefox o Dolphin, due piattaforme che supportano di default i contenuti flash e che sono disponibili gratuitamente su Play Store senza dover pagare nessuna cifra. A seguito della segnalazione di ESET, l’app maligna è stata rimossa da Google Play.

Gli esperti di ESET raccomandano di verificare sempre il numero di installazioni, il rating e soprattutto i commenti degli utenti che hanno già scaricato un’app. In ogni caso, l’utilizzo di un software di sicurezza affidabile e costantemente aggiornato eliminerà la possibilità di essere insidiati da ogni tipo di minaccia.

Per ulteriori informazioni sull’argomento è possibile visitare il blog di ESET Italia al seguente link: https://blog.eset.it/2017/04/nuova-truffa-su-google-play-unapp-fake-convince-gli-utenti-a-pagare-18e-per-un-aggiornamento-di-flash-player-inesistente/

SCARICHI FILM DA TORRENT? ATTENZIONE, SATHURBOT POTREBBE MINACCIARE IL TUO PC

Secondo i ricercatori di ESET il trojan Sathurbot utilizza siti WordPress compromessi per diffondersi. La botnet conterebbe almeno 20.000 PC. 


Allerta Virus Equitalia - Shutterstock



ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, ha individuato nuovi attacchi associati al trojan Sathurbot che per diffondersi sfruttano un gran numero di siti compromessi - la maggior parte gestiti con WordPress - trasformandoli in veri centri di distribuzione del trojan.

Secondo ESET la backdoor è attiva dal giugno 2016 ed utilizza collegamenti a file Torrent che consentono apparentemente il download di film molto popolari. Le vittime cadono nel raggiro con estrema facilità soprattutto grazie al fatto che molti dei siti compromessi hanno un buon ranking sui motori di ricerca e appaiono quindi nei primi posti delle ricerche online.

L’utente, ignaro del pericolo, scarica il file con un’estensione video, insieme ad un eseguibile e un file di testo di accompagnamento che spiega come sia necessario installare un codec (l’eseguibile allegato) per poter guardare il film. 

Naturalmente è tutto falso: chi avvia il presunto codec si trova davanti a un falso messaggio di errore, mentre il Sathurbot si installa sul sistema.

Il trojan si mette subito al lavoro e contatta il proprio server di comando e controllo da cui riceve due tipi di istruzioni: o l’utilizzo della backdoor per installare ulteriori malware sul computer infetto o l’utilizzo del Pc per eseguire ricerche su Internet e individuare altri siti WordPress, che a loro volta verranno utilizzati per infettare altri Pc. Insomma, un sistema ben congegnato dai cybercriminali per alimentare la botnet, che secondo gli esperti di ESET conterebbe almeno 20.000 Pc.

Per ulteriori informazioni su Sathurbot è possibile visitare il seguente link del blog di ESET Italia 



CYBER SECURITY. I REATI INFORMATICI PIÙ DIFFUSI, UNA QUESTIONE DI CONSAPEVOLEZZA

Giovedì 11 maggio 2017, ore 14.30 presso la sede di API Torino.
L'incontro è specificamente indicato a imprenditori e responsabili ICT delle imprese.




UNIMATICA CONFAPI e API Torino organizzano per l’11 maggio 2017 un convegno che affronterà lo spinoso problema della sicurezza informatica e dei reati connessi: Cyber security. I reati informatici più diffusi, una questione di consapevolezza”.

Utilizzando alcuni Case History, i relatori proporranno una visione del fenomeno CYBER SECURITY, illustreranno le principali tipologie di reati di cui le aziende rischiano di essere vittime, oppure inconsapevoli attentatrici; inoltre, si offriranno gli spunti per una giusta consapevolezza dei pericoli e dei rischi, sotto più punti di vista: gli strumenti informatici aziendali, le risorse umane in azienda e l’utilizzo della Rete (il programma completo è disponibile cliccando QUI).

Si tratta di un’opportunità importante offerta agli imprenditori e ai responsabili ICT delle imprese.

Per la partecipazione, occorre aderire all’incontro contattando la Segreteria organizzativa Tel. 011 4513.337 / e-mail: unimatica@apitorino.it


Introduzione: PIEGHEVOLE (PDF)
Programma: CYBER SECURITY (PDF)

Fonte: www.apito.it/NewsView.aspx?lng=IT&azn=V&cnw=12765&cod=170.004