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lunedì 29 novembre 2021

VITE AL LIMITE SULLA DORSALE

Quando si legge un libro nuovo, o addirittura un autore nuovo, si sa che si verrà portati da qualche parte, ma non si sa esattamente dove. In principio non ci si fida, poi ci si lascia portare per mano, ma si osserva l'ambiente generale così come ogni minuto dettaglio, per cercare di anticipare il prossimo scenario in cui ci si troverà, e come potrà evolvere il nostro percorso di lettore dentro il mondo creato dall'autore.

Leggendo "La Dorsale - Libro Primo - L'anno del ferro" (Effequ Edizioni) ho quindi deciso di farmi guidare da Maria Gaia Belli nel suo mondo. All'inizio mi sembrava di essere in montagna, nella casa di Heidi e di suo nonno. Poi ho capito che il vecchio, soprannominato "Il Generale" non possiede né la bontà, né la saggezza del nonno di Heidi. E' tutt'altro personaggio. E la bambina non è proprio una bambina e - soprattutto - assomiglia più a Rambo che ad Heidi. Mi sono trovato in una specie di mondo post-apocalittico, in cui non c'è giustizia e non si è mai al sicuro. Se ti beccano, come minimo ti derubano, più facilmente ti ammazzano. E allora per sopravvivere bisogna avere capacità fuori dall'ordinario: occorre capire quando stai per cadere in una trappola e - se ci sei finito dentro - devi uscirne sorprendendo, distraendo ed anticipando gli aggressori. Ma, come succede a Rambo, quando sono in tanti e ben organizzati, ti prendono e cambia tutto. E qui termina la prima vita al limite sulla Dorsale.

Subito dopo comincia la seconda e mi trovo ad osservare la città con gli occhi di un ragazzo. Che cerca di svolgere il ruolo di adulto e - in qualche modo - prova ad aiutare la propria famiglia. E' sempre una vita al limite, difficile e pericolosa, con carichi di famiglia, ma senza il supporto dei genitori e della scuola.

La terza vita è inserita in tutt'altro luogo e ambiente, apparentemente con tutti gli agi possibili e senza alcun problema. In realtà vi è uno scontro fra libertà e regole di famiglia. E così anche il terzo personaggio verrà espulso dal nucleo familiare e finirà esattamente dove si trovano gli altri due: in Accademia. Che è un posto in cui la vita può ricominciare da zero.

Il libro primo - l'anno del ferro - termina con una sezione intitolata: "Quindici anni prima della guerra", il cui contenuto è una lettera che preannuncia le avventure che leggeremo nel secondo libro della trilogia, che sarà in libreria nel mese di novembre 2022. 

Come ho già detto, "La Dorsale" mi ha introdotto in un nuovo mondo, mi ha sorpreso attraverso gli occhi delle giovani vite al limite, e mi ha convinto anche per la struttura e il linguaggio. Peraltro si legge senza fatica e in poco tempo, quindi è un buon romanzo per rilassarsi un po'. Se poi volete leggere altri libri Effequ, vi consiglio quelli che ho letto e recensito: Menti parallele di Laura Tripaldi e Trilogia della catastrofe di Emmanuela Carbé, Jacopo La Forgia e Francesco d'Isa.


Maria Gaia Belli

La Dorsale - Libro primo - L'anno del ferro

Effequ Edizioni, novembre 2021

                                                                                                                                      Walter Caputo


Intelligenza emotiva: cos’è e come lavorare per generare empatia e crescita personale






Quando parliamo di intelligenza emotiva stiamo facendo riferimento alla capacità di un individuo di identificare, riconoscere ed etichettare nel modo più corretto le proprie emozioni e quelle degli altri. Tutto questo al fine di poterle gestire e agevolare così il raggiungimento di obiettivi specifici. Nel corso del tempo la definizione di intelligenza emotiva, a onor del vero, ha subito parecchie modifiche. Il suo significato intrinseco, infatti, può assumere sfumature diverse a seconda del modo in cui viene concepita questa stessa capacità di riconoscere e gestire le emozioni sia proprie che altrui. Come spiega, per esempio, lo psicoterapeuta livornese Paolo Mirri: “è impossibile sapere cosa passa per la testa dell’altra persona, quindi non sappiamo nemmeno cosa prova. Possiamo però possedere la sensibilità di comprendere come l’altro si muove nel suo mondo e cogliere delle assonanze o divergenze con il nostro modo di essere. L’intelligenza emotiva è sfruttare questa sensibilità personale e portarla a favore della relazione con l’altro”.

Le teorie nel corso del tempo sulla leadership emotiva 

Molto spesso si parla anche di quoziente emozionale, leadership emotiva e quoziente di intelligenza emotiva sempre per riferirsi al più ampio concetto di intelligenza emotiva. A prescindere dalla tipologia di modello che si utilizza per descrivere le relative caratteristiche, un alto grado di intelligenza emotiva dovrebbe consentire di ottenere importanti benefici a tutto tondo nella routine quotidiana di ciascuno. Inizialmente, il concetto di intelligenza emotiva elaborata dagli psicologi Mayer e Salovey, era espresso come la capacità di ciascuno di percepire e regolare le emozioni in modo tale da facilitare il pensiero e soprattutto la crescita personale. 

Una definizione che fu ben presto modificata, includendo in essa la capacità di percepire emozioni, generarle e capirle in modo tale da regolarle al fine di promuovere una crescita sia intellettuale che emotiva. La teoria elaborata in seguito da Daniel Goleman, invece, ha messo al centro la capacità di motivare se stessi e di perseguire con persistenza un certo obiettivo nonostante le frustrazioni. Così come la volontà di controllare gli impulsi, modulare i personali stati d’animo e rimandare la gratificazione. Tutto ciò per fare in modo di evitare che uno stato di sofferenza ci blocchi il pensiero e ci impedisca di essere empatici o di sperare.

Come l’intelligenza emotiva facilita la vita di tutti i giorni


Chi possiede empatia e intelligenza emotiva dovrebbe essere in grado, nella vita di tutti i giorni, di creare e mantenere rapporti sociali migliori, sia a livello familiare che sentimentale e in ambito lavorativo. Si viene percepiti dalle altre persone in modo più positivo rispetto a chi invece è scarsamente dotato di intelligenza emotiva. C’è anche una più alta probabilità di capire se stessi e di prendere decisioni importanti intrecciando la logica alle emozioni. È importante lavorare con intelligenza emotiva anche per avere un miglior rendimento in ambito scolastico e godere di un certo benessere psicologico. Avere un alto livello di leadership emotiva, infatti, consente di accrescere la propria autostima e di ridurre le insicurezze nella vita di tutti i giorni. Poter contare sulla presenza di intelligenza emotiva permette infine di salvaguardarci da scelte sbagliate o comportamenti errati. Specie per quanto riguarda il contesto della nostra salute e in particolare le dipendenze da droghe o l’abuso di sostanze stupefacenti.

sabato 27 novembre 2021

Quante case ci sono in Italia

La rivista Interiorissimi ha appena pubblicato un interessante analisi sulle abitazioni occupate e libere di proprietà degli italiani dal titolo "Quante case ci sono in Italia?". Ne emerge un dato di per sé che fa riflettere: sono oltre 7 milioni di appartamenti vuoti, aumentati del 350% in dieci anni. Praticamente il 25% degli alloggi presenti sul territorio italiano risultano inutilizzati.




Tra le città con il più alto tasso di occupazione di abitazioni vi è senza dubbio Milano. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa analizza il mercato immobiliare di Milano, città che si posiziona al quinto posto nella classifica sulla qualità della vita calcolata tra le 107 province d’Italia condotta da ItaliaOggi e dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. 

La città vince per tempo libero, affari e lavoro. Ancora una volta Milano conferma di essere ai primi posti, ma è nel settore immobiliare che sta dimostrando una ripresa importante come testimoniano i nostri dati che registrano nel capoluogo lombardo un trend di crescita. Milano primeggia nel mercato immobiliare anche per la sua capacità di rigenerarsi, come dimostrano gli interventi in essere sul territorio che va avanti nel suo processo di trasformazione anche in attesa delle Olimpiadi Invernali.

I luoghi geografici dove invece si trova il più alto numero di abitazioni libere si concentrano nelle aree interne delle regioni meridionali che nel corso degli anni hanno subito i più forti fenomeni di spopolamento (Calabria, Molise, Abruzzo). In pratica più di una casa su 5 nel nostro Paese risulta vuota (22,5%).

Il link all'articolo di Interiorissimi:  "Quante case ci sono in Italia"