mercoledì 20 maggio 2020

Alla scoperta dei sensori per la pressione atmosferica




La pressione è, insieme con la temperatura, è una delle grandezze fisiche che vengono misurate più di frequente in ambito industriale. Per la misurazione, però, è importante distinguere tra la pressione relativa, la pressione differenziale e la pressione assoluta: i sensori di pressione atmosferica si differenziano di conseguenza. Quando si parla di pressione assoluta si fa riferimento a un vuoto ideale, che corrisponde alla pressione zero: la pressione di riferimento è sempre più bassa rispetto alla pressione di misura. I trasmettitori di pressione assoluta si basano su un vuoto compreso all’interno dell’elemento del sensore come pressione di riferimento. I sensori di pressione assoluta sono utilizzati non solo per le applicazioni meteo, ma anche per la costruzione di sottovuoto e più in generale nell’industria di confezionamento. 
Che cos’è la pressione relativa
La pressione relativa, invece, non è altro che la pressione atmosferica, la quale viene indicata attraverso l’indice amb: in pratica è la pressione in azione tramite lo strato di aria da cui è avvolto il nostro pianeta. Un sensore di pressione relativa si differenzia da un sensore di pressione assoluta perché il suo lato secondario è aperto: una configurazione specifica per fare in modo che la pressione atmosferica possa essere compensata. La pressione atmosferica si riduce in maniera costante fino a 500 chilometri di altezza: da questo punto in poi, infatti, subentra la pressione assoluta. La pressione atmosferica a livello del mare è pari più o meno a 1013 mbar, con oscillazioni di circa il 5% ad alte e basse pressioni. La pressione relativa viene denominata anche sovrapressione: essa è negativa se la pressione assoluta è inferiore alla pressione atmosferica (si parla, in questo caso, anche di sottopressione); è positiva, invece, se è la pressione atmosferica ad essere inferiore alla pressione assoluta. Per avere un esempio concreto di come si misura la pressione relativa si può fare riferimento alla pressione delle gomme di una macchina: nel momento in cui si applicano su uno pneumatico 2 bar di pressione relativa a pressione atmosferica di 1 bar, si ha a che fare con un valore di pressione assoluta pari a 3 bar.
Le caratteristiche della pressione differenziale
I sensori di pressione atmosferica possono essere utilizzati anche per la misurazione della pressione differenziale, che consiste semplicemente nella differenza di pressione fra due pressioni. I sensori di pressione differenziale, proprio per questa ragione, sono dotati di due connettori di pressione. La misura della pressione idrostatica all’interno dei serbatoi chiusi è un esempio tipico di applicazione della pressione differenziale e della sua misurazione.
Come funzionano i sensori di pressione atmosferica
Noti anche come trasduttori di pressione barometrica, i sensori di pressione atmosferica hanno lo scopo di consentire la misurazione dei cambiamenti di pressione atmosferica. Le applicazioni a cui possono essere destinati sono molteplici: si pensi, tra l’altro, ai palloni aerostatici ad alta quota, alle stazioni meteo o agli studi sugli effetti del vento, ma anche alla ri-certificazione degli altimetri degli aerei. Per la misurazione si effettua il confronto tra la pressione atmosferica e il vuoto dentro al sensore, che si trova dall’altra parte della membrana.
La misurazione della pressione idrostatica
Per verificare il livello di riempimento di un serbatoio che contiene liquidi al proprio interno si procede con la misurazione della pressione idrostatica, un metodo che ha come punti di forza sia la semplicità che l’affidabilità. Nel corso del monitoraggio, si procede con la misurazione dell’altezza di riempimento di un liquido all’interno di un contenitore e della forza peso che interessa il trasmettitore di pressione che si trova in fondo al contenitore stesso. Tale forza peso prende il nome di colonna di liquido: essa fa da pressione idrostatica rispetto allo strumento di misura e aumenta in maniera proporzionale all’altezza di riempimento. La forza di gravità del liquido è un fattore che deve essere sempre preso in considerazione nel corso del monitoraggio. Per calcolare l’altezza di riempimento è necessario dividere la pressione idrostatica sul fondo del serbatoio per la gravità del liquido. La quantità del liquido, invece, non è un valore rilevante, proprio perché importa unicamente l’altezza di riempimento. Il che vuol dire che in un serbatoio con 100 litri di liquido e in uno con 300 litri di liquido la pressione idrostatica può essere identica, sempre che siano uguali l’altezza di riempimento e il liquido. 
Differenze in base alla tipologia di liquido

Nel caso dell’acqua si può trascurare la gravità specifica del liquido, e di conseguenza essa offre la misurazione della pressione idrostatica più facile. Nel momento in cui, invece, si ha a che fare con un liquido differente, è necessario parametrare di nuovo il trasmettitore di pressione, così che la gravità specifica del liquido in questione possa essere compensata. Chiaramente se in un solo serbatoio ci sono più liquidi la misurazione si complica perché si deve misurare la gravità specifica di ognuno di essi.

mercoledì 13 maggio 2020

Come un'azienda può costruire la web reputation


Sono tante le aziende che non reputano importante costruire e curare la propria web reputation, cadendo nell’errore che la reputazione è esclusivamente una conseguenza di un acquisto effettuato.

In realtà la reputazione online va oltre alla vendita del prodotto, si costruisce passo dopo passo, prestando attenzione al proprio pubblico di riferimento dalla fase di conoscenza alla fase di acquisizione e fidelizzazione con un cliente. 

Il termine web reputation si riferisce all’opinione di un’azienda che viene costruita online e che ha come unico obiettivo la comprensione dell’opinione pubblica, in modo da poter agire e influenzare il pubblico in modo differente.

Come creare una reputazione online

Quando è necessario migliorare la web reputation di un’azienda è sempre consigliato rivolgersi a dei professionisti che lavorano all’interno di un’agenzia di marketing, come l’agenzia italiaonline. Un’agenzia può realizzare una strategia di comunicazione completa, che permette di migliorare la reputazione aziendale e la visibilità online attraverso diverse attività di marketing. 

Il sito web dell’attività è fondamentale per la web reputation, è necessario creare un dominio personalizzato che possa dare al marchio un’immagine di autorevolezza. Attraverso un dominio proprietario è più semplice valorizzare i contenuti online.
Aumentare l’autorevolezza del sito significa anche offrire un valore aggiunto attraverso i messaggi che si pubblicano. 

Il content marketing è fondamentale per creare e ottimizzare la web reputation, è importante redigere un piano editoriale efficace e realizzare contenuti di qualità, originali e inerenti agli interessi dei potenziali clienti. 
I contenuti devono essere condivisi sui canali di comunicazione più utilizzati dal target di riferimento, dunque la multicanalità deve essere una caratteristica che contraddistingua la comunicazione di un’azienda. Integrando diversi canali di comunicazione è possibile raggiungere il maggior numero di utenti interessati al tipo di prodotto o servizio in vendita. 

Essere attivi sui social network ed avere un eCommerce significa ricevere ogni giorno delle recensioni, che rappresentano l’elemento fondamentale per il processo d’acquisto online. I feedback positivi dei clienti sono fondamentali per accrescere la reputazione online del brand, spesso però è necessario ricorrere a degli incentivi per ricevere delle recensioni dai clienti. 

Come gestire la web reputation

Per gestire la web reputation è fondamentale partire da una base solida, ovvero da un prodotto o servizio che è impeccabile. A partire dalle vendite, promozione e dalle recensioni di questo prodotto è possibile scoprire le critiche, le opinioni dei consumatori e i messaggi positivi. Questi ultimi non sempre sono collegati alla qualità del prodotto, ma spesso arrivano grazie alla reputazione online del marchio. 

La gestione della web reputation si divide in alcuni passaggi fondamentali:

  • Accettare le opinioni del pubblico;
  • Esaltare i messaggi positivi ricevuti;
  • Accettare critiche e idee

È importante misurare gli interventi e monitorare la situazione delle opinioni online, utilizzando degli strumenti che aiutano a riassumere velocemente le menzioni pubbliche come, ad esempio, utilizzando le ricerche interne o Google Alert. 


Quando si ricevono critiche e recensioni negative è importante saperle gestire in modo professionale e tempestivo: è sempre consigliato rispondere in modo educato ai feedback negativi e chiedere all’utente quali sono i motivi della sua insoddisfazione. Quando un’azienda è presente online da poco tempo, per ottenere la fiducia del cliente, può ricorrere ad eventuali soluzioni come reso gratuito o codice sconto, che potrebbe far cambiare idea all’utente.  

venerdì 8 maggio 2020

IL LINGUAGGIO DELLA CHIMICA

Foto di Walter Caputo
Che lingua parla la Chimica? Dove si può consultare una stele di Rosetta con qualche frase in italiano e in “lingua chimica”? Ebbene, io ho trovato qualcosa di molto più completo di pochi frammenti, qualcosa di più simile ad un intero dizionario, che però è molto più divertente. Si tratterà di un libro, voi direte, e invece è molto di più che un libro, vi rispondo io. E’ un libro con un corredo digitale completo, che prende la sostenibilità e la traduce in un progetto concreto. 

Cominciamo con l’autore: si chiama Giovanni Casavecchia e insegna chimica da un mucchio di tempo. Ma vi dirò di più, perché l’ho conosciuto di persona, è anche un divulgatore scientifico, nel senso più nobile del termine, in quanto spende molto tempo ed energie in questo obiettivo, che è essenzialmente diffondere la scienza (e in particolare la chimica) anche fra i non addetti ai lavori. Il fatto è che se vi mettete a parlare con Giovanni, scoprirete che è una persona interessante e di conseguenza rende anche la chimica interessante. Il problema è semmai smettere, perché una volta che hai cominciato, scopri un mondo dopo l’altro e ti rendi presto conto che la chimica è una potente chiave di lettura del mondo odierno.

Ma è risaputo che un’opera scolastica, che deve accompagnare lo studente in diversi anni, non può essere il risultato di una sola persona. Occorre una squadra di persone competenti, in altre parole serve un editore di un certo calibro. D’altronde, è proprio quando ci si mette a sfogliare un libro come “Il linguaggio della chimica”, che ci si accorge di quanto sia grande il valore del lavoro della casa editrice, in questo caso Pearson. Oltretutto l’opera è suddivisa in due volumi, uno per il primo biennio ed un altro per il secondo biennio, con la necessaria continuità degli standard di cui ogni studente ha bisogno. 

Effettivamente, in questi due volumi, i bisogni dello studente sono assolutamente in primo piano. Grazie al corredo digitale completo lo studente riesce facilmente a studiare, ripassare e verificare la preparazione. Fra gli strumenti di studio non sono compresi solo i classici test a risposta chiusa, ma anche numerosi e differenziati esercizi, che possono essere eseguiti in versione interattiva. Molto importanti sono anche le parti del libro dedicate allo sviluppo delle competenze trasversali comuni a tutte le discipline scientifiche: leggere un testo o un grafico, interpretare dati, ragionare, collaborare ed esporre. Se ci riflettete un attimo e leggete un po’ di cose in giro per il web, vi rendete immediatamente conto che si tratta di competenze fondamentali per lo studente di oggi, che dovrà in futuro districarsi fra notizie vere, verosimili, quasi false e completamente false. E dovrà interpretare il mondo in cui si troverà a vivere e lavorare. 

Non meno importanti sono gli strumenti per ripassare: comode sintesi (anche audio) e utili mappe (anche stampabili). E poi ci sono i mezzi per verificare la propria preparazione. Ad esempio, sono rimasto colpito da un box “Preparati alla verifica”, già presente a pag. 4 del primo capitolo, del primo volume. Dopo aver introdotto – con un’ottima gradualità - i primi concetti sulle grandezze e sulle proprietà della materia, vengono già poste allo studente alcune domande. E questo è, a dir poco, fondamentale, perché così ti fermi e pensi a ciò che hai letto. Verifichi se hai capito, se riesci ad agganciare gli oggetti dei primi paragrafi alla tua realtà quotidiana e – magari – se riesci a spiegare a qualcuno ciò che hai letto. 

Anche il lavoro del docente viene piuttosto agevolato: egli può usare il libro con la LIM, può sfruttare contenuti digitali integrativi ed ha uno strumento a disposizione per creare le verifiche. A proposito di attività didattiche integrative (anche in digitale e in video): nel libro se ne trovano alla fine di ciascun capitolo e sono in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Sono attività molto importanti, perché consentiranno ai ragazzi di crescere con una corretta sensibilità e quindi rispetto per l’ambiente (un esempio di attività di questo tipo riguarda il particolato PM 10 e PM 2,5, quindi un tema molto rilevante e complesso). 

Il libro è arricchito anche da un utile indice analitico, possiede un ottimo apparato iconografico e contiene schede di laboratorio in digitale per ogni capitolo. A margine del testo viene riportata la traduzione in inglese di alcuni termini principali, e alla fine del libro si trova un indispensabile formulario, completo di unità di misura e diviso per capitoli. Sempre in appendice troverete anche delle chiare schede di nomenclatura.

Nel volume per il secondo biennio ci sono anche strumenti che completano la trattazione, intitolati “scienza per curiosi” ed altri mezzi per prepararsi per l’università: in particolare viene riportata una selezione di test di ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Veterinaria e Professioni Sanitarie degli ultimi anni.

Caro studente, se hai un buon libro non sei solo, perché hai una buona guida. E con una buona guida arriverai facilmente a destinazione. Buon Viaggio.

Walter Caputo
Insegnante e divulgatore