martedì 1 dicembre 2020

"Musica dentro" oltrepassa le barriere mentali e fisiche del carcere

 Anche con la musica si possono abbattere le barriere sociali e i pregiudizi. Nasce proprio con questo obiettivo il progetto “Musica dentro”  confluito in un libro  di   Cinzia Morone e Marco Raiteri  edito da Impremix edizioni visual grafika.


Musica dentro libro di Marco Raiteri e Cinzia Morone
Accompagnato da un dvd, il libro vuole narrare un viaggio  un emozionante viaggio esperienziale fatto di parole e di note che ha avuto il suo culmine nello spettacolo messo in scena sul palco del teatro del carcere, con la partecipazione dei detenuti, dei cittadini, degli operatori giudiziari circa  un anno fa.

Filo conduttore la musica di De Andrè, per la sua attenzione per gli ultimi, per coloro che lottano contro le difficoltà, per quella seconda possibilità spesso negata da pregiudizi.

“Essere sconfitti significa non affrontare i propri errori – osserva Marco Raiteri, avvocato e direttore artistico del gruppo Fabrizio De Andrè Remember 2.0 – e le detenute del carcere femminile rivendicano il loro diritto a essere diverse, a trasformarsi in donne in grado di amare come nessuna prima per essere, forse solo per un istante, un sogno sulle note di Franziska”.

“Ricordo lo spettacolo, al quale l’audiolibro si riferisce, con molta emozione – spiega Cinzia Morone, responsabile culturale e ideatrice del Progetto Musica “Dentro” nella casa circondariale Lorusso e Cutugno –. Quindici detenute sono salite sul palco con noi, ciascuna con un proprio ruolo: come voce recitante, o per introdurre le tematiche che sarebbero state affrontate, o per implementare la scenografia con cartelloni ed espressioni

Hanno portato la testimonianza di vita, di espressione, di voglia di riscatto con le quali abbiamo condotto insieme questo progetto. La musica e la poesia sono intese come veicolo emozionale per portare fuori quello che si ha dentro il cuore quando si è ‘dentro’ il carcere”.

Il lavoro artistico, la condivisione di un percorso creativo ha permesso alle donne carcerate di rafforzare legami e lenire solitudini. Famiglie, figli, sentimenti, amori, dolori, passioni, nostalgie, ricordi, pentimenti, rabbia. Nel libro c’è tutto questo, e di più. Ci sono le donne, con tutta la loro potenza.

“L’esperienza del laboratorio di lettura con le esercitazioni è stato per loro stimolante e le ha incoraggiate a porsi risultati sempre migliori – prosegue Morone –. Ciò che otteniamo attraverso questo impegno è la messa in gioco della persona, la riscoperta del suo valore”.

Il carcere attraverso questo progetto diventa dunque “rieducante” per riappropriarsi di una vita nella quale si è inciampati, una o più volte. E’ la possibilità, per mettersi in gioco con attività creative ma di misurarsi con i propri sentimenti, ed è quello che viene raccontato attraverso le poesie e le emozioni delle autrici detenute.

Soprattutto dà la possibilità a chi è fuori di entrare e di comprendere come ‘dentro’ ci sia chi lavora e che si impegna per meritare il ritorno alla propria libertà.

 

lunedì 30 novembre 2020

Il futuro del mondo del lavoro con le professioni digitali

Il settore del web, delle applicazioni e dell’hi tech offre oggi numerose possibilità di crescita anche dal punto di vista professionale per molte persone, soprattutto i giovani. In grande spolvero sono ambiti lavorativi quasi sconosciuti fino a pochi anni fa, come per esempio quelli relativi alla gestione e lo sviluppo dei big data.

Il settore iGaming

Oltre a offrire ottime promozioni per i giocatori, il settore dell’iGaming e quello degli eSport (le competizioni sportive virtuali) sono anche un punto di riferimento per chi è alla ricerca di un’occupazione divertente, stimolante e remunerativa. La metà abbondante dei posti di lavoro nel settore del gioco online sono rappresentati da una serie di figure tecniche: come per esempio sviluppatori e programmatori dei giochi e delle piattaforme, amministratori dei server, esperti di marketing e ingegneri. Ma c’è un’altra possibilità per chi invece non è amante dei numeri e della matematica: diventare un croupier di casinò online. Infatti, le piattaforme di gioco più all’avanguardia come https://librabet.com/it/ hanno una sezione Live Casino, dedicata ai giochi con croupier dal vivo, che regalano un’esperienza molto realistica. In questo caso, le qualità più richieste sono – oltre alla conoscenza delle regole dei giochi più classici – un’ottima capacità di relazione con le persone, che si collegano via webcam con il tavolo verde.


FonteFlickr

La trasformazione digitale

Secondo una recente inchiesta condotta dall’Università Cusano di Roma, che riprende analoghe ricerche europee, sei studenti su dieci troveranno impiego grazie alla digital transformation. Qualche idea? Il data scientist, che si occupa di gestire i big data ricavandone informazioni importanti per il proprio business, il digital HR, che ricerca talenti e personale per le aziende puntando soprattutto sui social network e il legal tech, una sorta di consulente legale capace di muoversi nell’ambito del diritto del web. Nell’ambito dello sviluppo e gestione delle ultime tecnologie le nuove professioni si chiamano: Artificial Intelligence Engineer, IoT Software Manager e Robotics Engineer.


Infine, un ambito in forte crescita è quello relativo all’assistenza dei clienti. Gran parte dei casinò online offre infatti ai propri utenti un servizio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dove poter ricevere tutte le informazioni necessarie a un’esperienza di gioco facile e divertente. Si tratta in sostanza di fornire aiuto con diverse formule – via telefono, email o live chat – per quanto riguarda il funzionamento del sito, le modalità di deposito e di prelievo e tutte le altre domande che un giocatore può rivolgere a un settore, quello del gioco online, che negli ultimi anni ha continuato a crescere, anche in Italia.


Per lavorare in questi ambienti servono competenze specifiche, alcune delle quali si possono ottenere studiando: altre, invece, solamente sul campo. L’aspetto fondamentale è la voglia di mettersi in gioco e di non smettere mai di formarsi e d’imparare. Infatti, spesso è possibile costruire la propria carriera in maniera indipendente trovando con il passare del tempo il settore giusto per le proprie peculiarità. 


In un mondo così fluido e dinamico come quello dell’hi tech, dell’iGaming e degli eSports, non mancano di certo le occasioni giuste!


martedì 17 novembre 2020

Diventare avvocato con un quiz a crocette: il caso




La discussione sulle modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione per diventare avvocato diventa un caso, dopo la proposta della senatrice Sandra Lonardo di trasformare la prova in un quiz a crocette.
L’idea nasce dalla necessità di trovare soluzioni più snelle per non lasciare indietro le attività forensi durante l’emergenza Covid. L’esame di abilitazione ad avvocato nella forma attuale richiede infatti 3 prove scritte ed una orale, che devono essere corrette da una commissione.
Dato l’obbligo di distanziamento e l’annullamento di tutte le prove concorsuali in presenza, questa tipologia non è più attuabile e quindi il prosieguo delle attività e dell’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati all’università di Giurisprudenza rischiano un lungo rallentamento.
Cosa fare dunque? Bisogna pensare a soluzioni più veloci che riescano comunque a garantire la verifica accurata  della preparazione dell’aspirante professionista e delle sue capacità di gestire un processo o la redazione di un atto giudiziario.

Perchè il quiz non va bene

Da queste premesse nasce l’invito alla creazione di un test a crocette, che però ha destato molti dubbi sulla sua reale validità. Secondo la
presidente dell'Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici (Unaep), Antonella Trentini, questa modalità infatti è errata e rischia di rendere la prova non solo poco efficace ma non idonea a accertare le reali conoscenze del candidato e la sua idoneità a cominciare la professione.
La proposta infatti prevede il superamento della prova con 70 risposte esatte su 90 in 3 ore di valutazione. Passare da un esame, sicuramente complesso e farraginoso come quello attuale, ad uno troppo semplice creerebbe un divario troppo esagerato.
Sappiamo infatti che il corso di laurea per diventare avvocato, che negli ultimi anni si può seguire anche online grazie alle Università telematiche come Unicusano, richiede un impegno pluriennale importante e soprattutto l’apprendimento di materie e modalità di gestione delle attività che bisogna acquisire in maniera completa.
Non si può quindi ridurre l’abilitazione ad una verifica a crocette, al fine di evitare l’ingresso nella professione forense di persone non ancora pronte o che devono ancora colmare alcune lacune.
L’esame di abilitazione, ricordiamolo, arriva dopo 18 mesi di praticantato in un ufficio legale o presso enti pubblici accreditati, e quindi ridurre tutto questo impegno alla sorte di una scelta multipla è demotivante anche per l’aspirante avvocato.

Possibili soluzioni
Una delle soluzioni caldeggiate dall’Unaep è quella di ridurre le prove ad una scritta e una orale, con la redazione a scelta tra un atto processuale civile, penale o amministrativo per la prova scritta e la discussione di una causa per la prova orale, con l’estrazione telematica della domanda tra le materie relative al tipo di praticantato che ha svolto il candidato, così come stabilito nell’ultima sessione 2019/2020, che ha introdotto anche nuove materie da studiare.
Ciò snellirebbe di molto le procedure e i tempi, velocizzando così l’ingresso di nuovi professionisti nel mondo dell’avvocatura ed evitando un ingolfamento delle prove quando la situazione si sarà stabilizzata. È questa una soluzione che sembra la giusta mediazione in questo momento di necessità, che lascia comunque al centro l’obiettivo delle prove di abilitazione: accertare la preparazione del professionista.