sabato 14 luglio 2018

Cosa è bene sapere prima di scegliere una villa in affitto



Per chi è alla ricerca di una villa in affitto, trovare l'abitazione dei propri sogni è più difficile che ottenere un terno al Lotto: ecco perché, nel caso in cui si riesca a individuare un affare che appare conveniente, il rischio di lasciarsi travolgere dall'entusiasmo e di voler affrettare i tempi è abbastanza elevato. Si tratta, però, di un errore che è bene non commettere, poiché può essere foriero di conseguenze pericolose. Gli esperti, per esempio, raccomandano di non pagare mai in anticipo: il canone di locazione e tutte le altre spese possono essere saldati unicamente dopo che tutti i dettagli sono stati concordati con il proprietario e dopo che il contratto è stato sottoscritto in tutte le sue parti.

Nel caso in cui venga richiesto il rilascio di una caparra, è necessario accertarsi che nel contratto sia indicata l'entità dell'importo che è stato versato, insieme con la motivazione per la quale il versamento è stato effettuato e le conseguenze a cui si potrebbe andare incontro nell'eventualità in cui in un momento successivo si dovesse decidere di rinunciare all'affitto. Insomma, una scelta consapevole e informata è indispensabile per avere la certezza di prendere una decisione appropriata: e questo è anche il motivo per il quale vale la pena di prendere in esame più ville in affitto, evitando di visitare una casa sola, magari perché si resta subito colpiti da quella.
Avere l'opportunità di scegliere tra più opzioni è importante perché consente di identificare con precisione le proprie necessità e le proprie preferenze. A tal proposito, si può anche pensare di affidarsi a un'agenzia immobiliare, in modo tale da fare riferimento alla competenza e alla professionalità di un esperto del settore: così, non si corrono rischi di alcun genere al momento della stipula del contratto e non si mette in pericolo la bontà di un affare, magari per una firma mancante o per un documento compilato in modo non adeguato.

Mai fidarsi del proprietario

Nella ricerca di ville in affitto, un po' di diffidenza non guasta mai: il che vuol dire, per esempio, mai fidarsi del tutto delle informazioni che vengono fornite dai proprietari, che ovviamente sono interessati a catturare l'attenzione degli aspiranti inquilini. A questo scopo, nulla vieta di rivolgersi ai vecchi inquilini, per esempio per informarsi sulle condizioni della casa o sulla presenza di insetti o altri animaletti poco piacevoli. Un altro consiglio che vale la pena di mettere in pratica è quello che prevede di verificare se sull'abitazione gravano pignoramenti o ipoteche: per informazioni in proposito ci si può rivolgere all'Ufficio dei Registri immobiliari del Comune, che permette di scoprire le eventuali cartelle esattoriali di Equitalia pendenti.

Il vicinato

Un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato, e che invece richiede una certa attenzione, è quello relativo al vicinato: ovviamente il proprietario garantisce che l'immobile è situato in una zona tranquilla in cui non vola una mosca, ma qualche verifica preventiva può essere utile. Vale la pena di tenere conto anche della vicinanza di locali, di bar, di scuole, di chioschi per la vendita di panini, di centri commerciali, e così via.

I costi

Un ulteriore aspetto che non ammette distrazioni è quello relativo ai costi: ci si deve sempre assicurare che il prezzo di locazione concordato non preveda delle spese accessorie supplementari che magari non erano note nel momento in cui il contratto è stato firmato. Occorre chiarire se il canone di locazione include o meno le spese per il gas, per la luce, per l'acqua e per il riscaldamento, e lo stesso dicasi per le spese di condominio. Si tratta di informazioni che è utile sapere in anticipo, anche per un rapporto sereno e onesto tra l'inquilino e il proprietario della villa.

martedì 10 luglio 2018

LUIGINA PUGNO E LA PASSIONE PER LA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Può una passione (per la scienza)  diventare un lavoro? 

Walter Caputo e Luigina Pugno

La biografia di Luigina Pugno, di primo acchito, mostra interessi così diversificati che non si riesce a tenerli a mente tutti.

Di professione è psicoterapeuta cognitivista e sessuologa clinica. Ad approfondire meglio si scopre che offre insegnamenti anche in psicologia, antropologia, sociologia, marketing. Fin qui però esiste una contiguità nei settori d’interesse, un fil rouge che persiste.

PETER HIGGS, FRANÇOIS ENGLERT E FABIOLA GIANOTTI PREMIATI AL FESTIVAL DEI 2 MONDI

DOMENICA 15 LUGLIO ore 12 la Fondazione Carla Fendi premia i tre grandi nomi del mondo della scienza.

La Fondazione Carla Fendi, istituita per dare sostegno alla cultura oggi, sotto la guida di Maria Teresa Venturini Fendi ha intrapreso un nuovo percorso incentrato sulla scienza e sulla filantropia.

«Nella società attuale, con una forza centrifuga che riduce in pochi istanti ogni stabilità, l’obiettivo è quello di lavorare sul lungo periodo, sostenendo progetti e collaborazioni internazionali che verranno selezionati con l’avallo di esperti dei due campi» dichiara la Presidente.

Domenica 15 luglio con il Premio Carla Fendi, quest’anno alla sua settima edizione, si concludono gli eventi che la Fondazione, Main partner del Festival dei 2 Mondi ha organizzato a Spoleto.

Fabiola Gianotti fotografata da Claudio Pasqua (Wikipedia)
Alle 12 presso il Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, Maria Teresa Venturini Fendi consegnerà il premio, consistente in un contributo economico di 90.000 euro complessivi da devolvere a scopi didattici, a tre grandi nomi del mondo scientifico: Peter Higgs, François Englert Premi Nobel per la Fisica 2013 per la teorizzazione del bosone di Higgs e Fabiola Gianotti, attuale Direttore del CERN. 

Nella motivazione del premio viene sottolineato il grande contributo dato da Higgs e Englert “per la scoperta di un meccanismo che genera massa per le particelle elementari” e, per la direttrice del CERN, il suo importante ruolo e il “suo contributo alla fisica sperimentale delle particelle”.

Higgs e Englert
Fino a domenica 15 luglio si potrà visitare gratuitamente la mostra IL MISTERO DELL’ORIGINE. MITI, TRASFIGURAZIONI E SCIENZA: due installazioni che intendono esplorare l’anelito dell’uomo tra razionalità e spiritualità. 

La prima installazione, MITI, TRASFIGURAZIONI, (Armeria Lucrezia Borgia ex Museo Civico), curata da Quirino Conti con la consulenza scientifica di Marco Galli, Sapienza Università di Roma, e di Laura Giuliano, Museo delle Civiltà di Roma si propone di mettere in dialogo Oriente e Occidente, due mondi che si sono incontrati più di duemila anni fa, con l’esposizione di 23 opere: una serie di sculture e alcuni rilievi, di cui 14 scisti orientali (II-IV sec. d.C) provenienti dalla regione del Gandhāra insieme a 9 marmi classici occidentali (II sec. d.C.) di epoca greco-romana. Un racconto sul bisogno di ricerca dell’Assoluto da parte dell’Uomo che si concretizza nei preziosi Buddha e Bodhisattva in meditazione e nelle creature mitiche o mitizzate greco-romane.


L’installazione virtuale e immersiva LA SCIENZA (Chiesa della Manna d’Oro), curata da Lucas-Federica Grigoletto, prodotta dalla Fondazione in collaborazione con INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e CERN, Centro Europeo di Ricerca Nucleare è un viaggio nel tempo e nello spazio che, partendo dall’esplosione del Big Bang e arrivando fino ai laboratori del CERN, vuole far scoprire al pubblico i primi momenti di vita dell’Universo, la formazione dei buchi neri, le onde gravitazionali e la nascita della materia primordiale.

domenica 8 luglio 2018

NOI E GLI ALTRI ANIMALI: SIAMO POI COSÌ DIVERSI?

Le ricerche dimostrano che l'uomo differisce dagli altri animali per una piccola percentuale di DNA, ma quella piccola percentuale fa una grande differenza tra le nostre abilità e quelle del resto del regno animale.
Ma è davvero così?
Solo l'essere umano sa contare? Solo l'essere umano sa capire l'intenzione di un agente? Solo l'essere umano si diverte? No, non è così e la scienza lo ha dimostrato. Anche gli animali sanno contare anche se prima di farlo preferiscono usare altri parametri come il colore.
Ad esempio un primate sceglie quale albero ha più frutti in base alla quantità di macchie di colore (date dalla presenza dei frutti) sulla sua chioma, ma quando le macchie più o meno si equivalgono, allora si mette a contare.
Capire se il movimento di un agente implica un pericolo per un altro essere lo sanno fare anche i pulcini. Sono tantissime le capacità che gli esseri umani hanno in comune con gli altri animali, perché le capacità innate sono molto più di quelle che immaginiamo. Così tra le conoscenze di un neonato e un pulcino non passa una grande differenza, perché sono comuni i problemi di base alle quali rispondono.
Tutti gli organismi devono affrontare le sfide di percepire la realtà, orientarsi, capire se c'è un pericolo, stimare le quantità, ballare e divertirsi. Gli animali si divertono, e con divertimento non intendo il gioco che serve per apprendere delle abilità che serviranno da adulti, ma attuare delle attività con il solo scopo di divertirsi, come questa cornacchia (nel video) che fa snowboard sul tetto.



Ma ci sono capacità che ci rendono molto diversi e sono quelle acquisite, come leggere un testo e scrivere. Ce ne sono altre?
E' facile pensare che la nostra neocorteccia più sviluppata contenga anche più "sostanza". Questa credenza ingenua non ha senso se raffrontata con gli insetti. E' la branca della connettomica, che mappa le connessioni nervose che rendono possibile il funzionamento del cervello, che ci fa sapere in che modo siamo unici.

Per conoscere meglio cosa ci rende simili e cosa dissimili è possibile leggere "Animali" di C. Chiandetti ed E. Degano, edito da Mondadori Education. Questo è un libro che affronta tutte le competenze più importanti che uomini e animali devono  possedere e in che modo sono simili, oppure non lo sono, citando studi a sostegno di quanto affermato. Dietro questo libro si sente il grande lavoro di ricerca svolto dalle autrici, che con un linguaggio chiaro portano il lettore a comprendere il significato delle ricerche riportate. Purtroppo, o per fortuna, non penso sia un libro accessibile a tutti. Nonostante gli esempi e lo sforzo di traduzione dal linguaggio scientifico a quello "umano" ci sono concetti che per essere compresi richiedono di avere delle competenze scientifiche ed etologiche di base.



Dr.ssa Luigina Pugno







giovedì 5 luglio 2018

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, IL FUTURO DELLA SELEZIONE DEGLI EMBRIONI

Questa tecnologia è la più veloce e attendibile di cui dispone l’embriologo per classificare embrioni utilizzando immagini in Time-Lapse. Il suo utilizzo può effettivamente migliorare le nostre capacità di valutazione della vitalità degli embrioni



Storicamente, il ruolo dell’embriologo è stato e rimane fondamentale nella valutazione e selezione degli embrioni vitali ad essere trasferiti nell’utero materno nei trattamenti di Riproduzione Assistita. Questa premessa costituisce il punto di avvio dello studio del titolo “Using Artificial Intelligence (AI) and Time-Lapse to improve human blastocyst morphology evaluation”, che il Dottor Marcos Meseguer, embriologo di IVI Valencia, ha presentato nel corso del 34º Congresso della Società Europea di Riproduzione Umana e di Embriologia (ESHRE), che si è chiuso ieri a Barcellona.