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sabato 9 ottobre 2021

LA VERITA', VI PREGO, SULLO SMART WORKING

 La pandemia non ci ha dato il tempo di pensare allo smart working: era l'alternativa a fermare ogni attività produttiva. Il quasi (si spera!) post-pandemia ci consente un po' più tempo per ragionare sull'utilità di questa forma di lavoro a distanza. Eppure non molti lo stanno facendo, visto l'attuale dibattito in corso, che vede - come al solito - schieramenti opposti, entrambi fondati su fragili basi. C'è chi vede lo smart working come un'eccezione, di conseguenza al termine dell'emergenza occorre necessariamente tornare al cosiddetto "lavoro normale". E c'è chi vede lo smart working come un'occasione per migliorare l'organizzazione del lavoro, un'opportunità sganciata dall'eccezionalità dell'emergenza. E, naturalmente, ci sono lavoratori a cui piace ed altri che lo detestano. Ma c'è una cosa che accomuna tutti, sia i lavoratori che i decisori politici, sia il governo che i sindacati, così come gli opinionisti, i giornalisti e - addirittura - chiunque si ritenga in grado di commentare il tema su un qualunque social network. Si tratta del modo fondamentalmente errato con cui si sta affrontando la questione.

Occorre infatti pensare non solo allo smart working, ma a tutto ciò che vi è intorno: la famiglia, la casa, il quartiere, le attività commerciali, le città e le infrastrutture. Bisogna inoltre riflettere non soltanto sul presente, in cui tutti siamo immersi, ma anche sul passato - cioè sui cambiamenti del lavoro nel tempo - e nondimeno sul futuro, quindi sul ruolo del lavoro a distanza in un'epoca in cui, ad esempio, il cambiamento climatico avrà ancor più (rispetto ad oggi) ridotto la qualità della nostra vita. E' proprio ciò che fa Domenico De Masi nel libro: "Smart working - La rivoluzione del lavoro intelligente", pubblicato da Marsilio nel mese di ottobre 2020. 

Leggevo i libri di Domenico De Masi, già 25 anni fa, quando cercavo di capire quale potesse essere il futuro del lavoro, e quale direzione mi convenisse prendere. E già allora, su quei libri futuristici, avevo capito che la questione del lavoro era molto più complessa di quanto in genere non si creda. Certe "rivoluzioni", col senno di poi, possono rivelarsi un fuoco di paglia, mentre altre, su cui magari si nutrivano forti dubbi, talvolta alimentano un tale fuoco di innovazione, che sono destinate a cambiare completamente il futuro. 

De Masi ci ricorda, innanzitutto, che il luogo della vita domestica è stato anche il luogo di lavoro dal XII secolo fino alla fine del '700. La casa coincideva con la bottega - pensate alla bottega artigiana della Firenze rinascimentale - ed era costituita dalle stanze per dormire, cucinare e mangiare e - in termini moderni - dal magazzino materie prime, dalla produzione e dal magazzino prodotti finiti. Vogliamo invece pensare alla Grecia e a Roma classica? A quell'epoca la condizione salariale era considerata indegna per gli uomini liberi e, scrive De Masi, "uno schiavo equivaleva a nient'altro che a un elettrodomestico dei giorni nostri". Mentre oggi per noi "il lavoro rappresenta un valore supremo". Quindi la gerarchia dei valori ha attraversato notevoli trasformazioni; d'altronde oggi noi siamo prigionieri di un modello fatto di ricchezza, potere e possesso, mentre un cittadino greco aveva altre priorità: "introspezione, amicizia, amore, gioco, bellezza e convivialità". 

Così, se all'epoca delle botteghe, lavoro e vita erano uniti, il modo di produrre industrialmente li ha separati. Mentre invece lo smart working (ovviamente solo per coloro che svolgono mansioni "telelavorabili") riunisce il luogo di lavoro con quello dell'esistenza, riportandoci non ad un'epoca, ma ad una dimensione pre-rivoluzione industriale, quando le persone vivevano e lavoravano nella stessa comunità, e in quella comunità stringevano rapporti. 

Il modello della fabbrica ha portato tutti in fabbrica, anche quegli impiegati per i quali non era strettamente necessario. Per loro venne ricalcato il modello minuziosamente organizzato degli operai, che pretendeva una presenza in un unico luogo per esercitare un controllo molto stretto. Così, più si divide, più si organizza e si parcellizza il lavoro e più il lavoratore finisce per "appartenere" alla professione che ha scelto. Poi vennero il taylorismo, il fordismo ed avevano anche nobili scopi: ridurre la fatica, ridurre la necessità di pensare, aumentare gli stipendi e ridurre la giornata lavorativa aumentando il tempo libero. 

Ma ormai anche quell'epoca è terminata. L'attuale società post-industriale non si basa più sulla produzione in grande serie di beni materiali, "ma sulla produzione di beni immateriali: servizi, informazioni, simboli, valori, estetica". E' su queste basi che occorre ripensare allo smart working, anche come "rivoluzione" simile a quella industriale, ma poggiata su basi diverse: 

- ridurre la fatica (per l'impiegato) basandosi non su un macchinario, ma su una tecnologia distribuita e presente a casa propria; 

- aumentare la necessità di pensare per elevare e rendere migliore il lavoro (anche tramite l'autonomia organizzativa, fondata più sugli obiettivi che sulle procedure);

- aumentare il tempo libero tramite la riduzione degli spostamenti e quindi di conseguenza, un minor tempo totale di lavoro ed una maggior retribuzione oraria (anche se quella complessiva dovesse rimanere costante). 

Walter Caputo


mercoledì 29 settembre 2021

Come funziona un Booking Engine e come sfruttarlo al meglio


Il Booking Engine è un sistema di prenotazione online, come spiegato dalla Webcoom, azienda di software specializzata nel settore alberghiero, integrato nel sito web della struttura ricettiva. Tale strumento è finalizzato alla verifica, da parte dell’ospite, della disponibilità direttamente dal sito della struttura ricettiva e, laddove fosse interessato, il Booking Engine permette all’ospite di procedere autonomamente alla prenotazione.

Grazie al Booking Engine, un hotel, un camping o una struttura ricettiva, riceve le prenotazioni direttamente online e trasforma il sito web in un nuovo canale di vendita diretto.

Tuttavia, per sfruttarlo al meglio occorre, innanzitutto, conoscere e capire le dinamiche di acquisto dei viaggiatori e soprattutto avere un software dotato di specifiche funzionalità, in grado di massimizzare le prenotazioni effettuate tramite questo canale. 

I vantaggi di un Booking Engine

Un Booking Engine funzionale, per essere portatore di vantaggi, deve rispettare delle specifiche caratteristiche, come indicato in Le principali 3 caratteristiche di un booking engine per hotel (trivago.com)
Il punto di partenza, trattandosi di una prenotazione online, è certamente quello di spingere il viaggiatore a visitare il sito web della struttura, dal quale poi, laddove fosse interessato, potrà procedere liberamente alla prenotazione.

Una volta integrato nel sito web, come avviene con il gestionale per hotel Scidoo - Software Gestionale per Hotel ed Alberghi, il Booking Engine permette, infatti, ai clienti di verificare la disponibilità, le condizioni di cancellazione, i servizi inclusi, i servizi extra che si possono aggiungere ma soprattutto finalizzare istantaneamente la prenotazione, pagamento incluso.

Ecco elencati i maggiori vantaggi:

  • Semplifica il lavoro: Il Booking Engine semplifica il tuo lavoro in struttura. L’ospite non deve più telefonare o inviare un’email e attendere una conferma per prenotare e tu non devi più spendere molto tempo a inviare preventivi, a rispondere al telefono e a inserire nel sistema prenotazioni manuali. Il sistema è sempre allineato e tutti hanno accesso alle informazioni sull’attuale disponibilità in struttura. Il notevole risparmio di tempo e di energie che ne consegue, ti permette di dedicarti ad attività più strategiche per i tuoi ospiti e per il tuo business.
  • Maggior numero di prenotazioni dirette
  • Non ci sono commissioni verso le OTA, permettendo al gestore di ricevere prenotazioni dirette ed evitare qualsiasi commissione. Il sito, in questo modo, diviene di fatto un e-commerce di prenotazioni senza intermediari.
  • Aumento dei tassi di conversione: Attraverso il Booking Engine, l’ospite completa il processo di prenotazione in autonomia e in pochi click. La prenotazione avviene in modo immediato con un notevole risparmio di tempo. Inoltre, a seconda dei periodi e delle disponibilità, inserisci offerte, sconti, last-minute, offerte segrete e coupon. Inoltre, grazie al Booking Engine mostri ai tuoi ospiti sempre la miglior tariffa garantita.
  • I clienti possono prenotare autonomamente e nella loro lingua direttamente dal sito
  • Mettere in mostra pacchetti, offerte e servizi extra, aggiungibili e prenotabili autonomamente dall’ospite
  • Collegamento con il Channel Manager, semplificando l’aggiornamento di tariffe e disponibilità sul calendario, evitando in questo modo il rischio di overbooking. Il collegamento tra Booking Engine e Channel Manager è un servizio offerto dai software gestionali in commercio, come ad esempio il software SCIDOO

I motivi per integrare un Booking Engine al sito web sono molti: è un sistema semplice da utilizzare, permette di aumentare il numero di prenotazioni dirette, risparmiare sulle commissioni, risparmiare tempo sulla gestione ma soprattutto di migliorare l’esperienza d’acquisto di un cliente.

Una guest experience positiva passa anche da un processo di prenotazione semplice e con una comunicazione coerente sin dal primo istante. Inoltre, un Booking Engine usufruibile anche da mobile, multilingua e facile da utilizzare, consente agli ospiti di prenotare direttamente dal sito web in modo veloce, di visualizzare camere, disponibilità e tariffe, in qualsiasi momento, risparmiando tempo.

Il Booking Engine ti permetterà anche di raccogliere i dati dei tuoi ospiti che potrai successivamente utilizzare per comunicazioni di marketing personalizzate e per migliorare il livello di servizio, e perché no, di offrire servizi personalizzati.

E’ quindi uno strumento che non può mancare assolutamente agli albergatori di oggi.

lunedì 13 settembre 2021

Borse di Studio: Università Popolare degli Studi di Milano: 50.000,00 euro di borse di studio

 


L’Università Popolare degli Studi di Milano, università telematica di diritto internazionale, ha donato 50 mila euro alla Compagnia Africana per borse di studio in favore di studenti meritevoli in difficoltà economica, di origine africana residenti o presenti in forma legale nel territorio UE. 

La donazione è stata formalizzata con una cerimonia con la presenza del Presidente dell’Università Professor Marco Grappeggia e Koffi Michel Fadonougho rappresentante di Associazione Città Mondo del Comune di Milano e Compagnia Africana. 

Secondo quanto osservato dall’Ateneo negli ultimi anni c’è stata un notevole aumento di richieste di iscrizioni ai corsi da parte di studenti provenienti da paesi in via di sviluppo, soprattutto del continente africano. 

Oltre alla donazione, l’Ateneo ha dato vita ad un Polo scientifico universitario di Istruzione, Studio e Ricerca delle Migrazioni, che sarà guidato dal Prof. Dott. Nicola Crozzoletti, Vice presidente e Titolare di Cattedra universitaria in Psicologia clinica e dell’Educazione, puntando a convogliare in un’unica struttura le realtà universitarie dei paesi terzi, valorizzando l’importanza delle relazioni e delle differenze culturali, integrandole all’interno di un curriculum studi europeo internazionale, favorendo una maggior proponibilità del titolo attraverso l’aspetto multiculturale come valore aggiunto. 

“Crediamo in un mondo che possa essere migliore e più meritocratico, e ci chiediamo spesso che cosa possiamo fare noi in concreto.– Ha dichiarato il Presidente Grappeggia –Per questo abbiamo deciso di realizzare questa importante iniziativa rivolta esclusivamente a studenti migranti, troppo spesso abbandonati, orfani delle istituzioni. Il fondo è già disponibile per i primi candidati. L’Università Popolare degli Studi di Milano è da sempre animata da una cultura internazionale, da un senso di comune fratellanza tra i popoli e da un “credo” del sapere che va al di là delle dogane. 

È indubbio, infatti, che la conoscenza intercontinentale è la vera risposta per un mondo migliore. Con questo progetto altre donne e uomini nel mondo potranno studiare e accrescere la loro conoscenza e la loro cultura”. 

“Per perseguire un progresso tecnologico, scientifico, ma anche sociale, c’è bisogno di persone preparate e competenti, al di là della loro nazionalità di origine. Purtroppo, però, vediamo spesso individui brillanti relegati a ruoli marginali, e posizioni apicali ricoperte da persone che non sempre posseggono le giuste competenze o la giusta impostazione mentale per fare la differenza. – Ha aggiunto il Prof. Dott.Nicola Crozzoletti. 

L’Università Popolare degli Studi di Milano con sede in Lombardia e nel Lazio, si rivolge a studenti e professionisti che desiderano consolidare o riprendere il loro percorso accademico. Attiva dal 1901, si caratterizza per la lunga esperienza unita all’innovazione che si esplica attraverso il sostegno alla ricerca e promozione costante di borse di studio, incontri tra centri di ricerca e impresa.