lunedì 16 settembre 2019

CHE COS’È IL LINFODRENAGGIO



Le origini del linfodrenaggio risalgono al 450 a.C., quando Ippocrate, il grande padre della medicina, scoprì i linfonodi ed eseguì diverse dissezioni in cui descrisse il sistema linfatico.
Più tardi, nel 1651, in Francia fu sviluppato lo studio dei dotti linfatici situati in prossimità dell'ombelico umano. 

Lo studio dei dotti linfatici è associato al medico francese Pecquet. Tra gli altri eminenti anatomisti che hanno sviluppato la linfografia, possiamo citare Bartholin e Rudbeek, che consolidarono le conoscenze e gli studi dell'epoca sul sistema linfatico.

Nel 1892, la pratica del linfodrenaggio manuale era ormai conosciuta come terapia volta a drenare i liquidi in eccesso, le principali cause di infiammazione, gli edemi e altri tipi di complicazioni sanitarie. Tuttavia, solo nel 1932 questa tecnica cominciò ad ottenere grande popolarità e diffusione nel continente europeo.

Il linfodrenaggio è una tecnica o terapia complementare molto apprezzata in tutto il mondo, grazie agli enormi benefici e risultati che produce sia a breve che a lungo termine, sia nella risoluzione di problemi estetici, sia nella cura di problemi di salute di ogni tipo che influenzano direttamente la qualità della vita dei pazienti.

In questo senso, esistono due tipi di massaggi linfatici, noti come Drenaggio Linfatico o Massaggio Linfatico Manuale, che hanno lo scopo di affrontare diversi aspetti della salute. Il linfodrenaggio è una tecnica per il trattamento del linfedema, un disturbo che deriva dall'ostruzione dei canali linfatici. Questa ostruzione è causata dall'accumulo di linfa in eccesso negli spazi interstiziali, ossia negli spazi tra le cellule che compongono un tessuto, in particolare all'interno del tessuto cellulare sotto la pelle.

Il linfodrenaggio viene effettuato per svuotare il sistema linfatico anche nelle aree non interessate, ma adiacenti all'arto dove si manifesta il linfedema. Questo viene fatto per ridurre il gonfiore causato dall'eccesso di linfa. Il massaggio viene eseguito seguendo sempre la direzione del flusso linfatico. Inizia sempre dall'estremità dell'arto adiacente al tronco e si espande gradualmente verso l'intero arto fino a raggiungere la regione interessata.

Il massaggio linfatico manuale, invece, è una tecnica della massoterapia utilizzata principalmente per motivi estetici; consiste nella stimolazione del sistema linfatico superficiale per ottimizzare l'eliminazione del liquido interstiziale e delle grandi molecole, facilitando l'evacuazione della linfa accumulata.

Questo massaggio è caratterizzato da manovre manuali estremamente delicate, basate su studi di anatomia e fisiologia del sistema linfatico. In questo senso, ciò che il massaggio linfatico cerca di migliorare è l'aspetto fisico dell'individuo che si sottopone a questa pratica.

Poiché questa pratica mira a stimolare il sistema linfatico, è importante che la persona che la esegue sia uno specialista esperto con ampie e solide conoscenze sul funzionamento del corpo umano, in particolare del sistema linfatico, in quanto l'abuso nel drenaggio linfatico può danneggiare i linfonodi.

Ci sono alcune condizioni particolari in cui l'applicazione del linfodrenaggio è sconsigliata, quindi è importante consultare un medico in caso di ipotensione arteriosa, ipertiroidismo o ipotiroidismo, dolori pelvici, malattie come lupus o artrite reumatoide, gotta, reumatismi o coliche nefritiche, in caso di nei,  mestruazioni abbondanti e/o dolori addominali, insufficienza cardiaca o sindrome del seno carotideo.

Ci sono alcune complicazioni dove il linfodrenaggio è espressamente proibito, come edemi linfodinamici causati da malnutrizione, flebiti, trombosi o tromboflebiti, infezioni acute con elevato grado di propagazione linfatica, scompenso cardiaco, vene varicose tortuose in rilievo, crisi asmatiche ed eventuali patologie renali.

domenica 15 settembre 2019

QUANTO COSTA UN PAVIMENTO IN RESINA INDUSTRIALE?

Rispondere a questa domanda in modo univoco è impossibile, dato che sul prezzo influiscono una serie di fattori. Il primo è il contesto in cui viene posato il pavimento: civile o industriale come i pavimenti in resina per industria alimentare (foto)? Le tecniche applicative e i materiali usati sono estremamente differenti, con risultati differenti. Usare materiali industriali in ambito civile e viceversa porta solamente a risultati insoddisfacenti per il cliente. 


Nell’ambito delle pavimentazioni in resina industriali vengono riconosciute alcune categorie specifiche:

  • Trattamenti antipolvere. Impregnanti trasparenti per calcestruzzo, nessuno spessore. 
  • Rivestimenti a film sottile, ovvero "verniciature" colorate con spessori ci circa 150/300 microns. 
  • Multistrato. Resine applicate a spatola e spolverate con sabbie di quarzo. Spessore minimo 1,5 mm 
  • Autolivellante. Rivestimenti in resina autolivellante, spessore circa 2 mm. 
  • Malta spatolata. Massetto epossidico di spessore compreso tra 5 e 12 mm. 

Dato che si parla di spessori diversi, il lavoro per la posa delle varie tipologie varia, con conseguente fluttuazione del prezzo. Allo stesso modo lo spessore influenza anche le caratteristiche del pavimento stesso, siano esse fisiche o chimiche. Affidandosi a esperti come SIVIT, azienda specializzata nella produzione e commercializzazione di pavimenti in resina, è possibile comprendere quali siano le tipologie più adatte alle proprie esigenze, senza rincorrere il prezzo più basso ad ogni costo. 

Un secondo aspetto che influisce sul prezzo di un pavimento in resina è il pavimento stesso. La sua dimensione, il suo stato di salute, la necessità di effettuare lavori preparatori o meno, alcune richieste specifiche come la conducibilità elettrica per lo smaltimento delle cariche elettrostatiche, possono influenzare i tempi di lavoro e, di conseguenza, i costi.


PAVIMENTI INDUSTRIALI IN RESINA 

Quando si valutano le possibilità disponibili per il rifacimento di un pavimento industriale, la resina è fra le opzioni con la maggiore duttilità, consentendo di progettare cicli di posa e soluzioni adatte a ogni scenario in modo da soddisfare le esigenze particolari di ogni cliente. Esistono però alcuni aspetti fondamentali che bisogna tenere in considerazione, e che possono vanificare ore di lavoro e i costi sostenuti, se non accuratamente soppesati.

Si tratta di: 

  • supporto su cui si intende applicare il nuovo pavimento; 
  • ambiente operativo; 
  • microclima presente. 

Il supporto è l’aspetto forse più intuibile, dato che, dato lo spessore di pochi millimetri delle pavimentazioni in resina, è il supporto stesso che deve essere in grado di resistere alle sollecitazioni meccaniche esercitate. Verificare e in caso realizzare un fondo adatto alla posa è il primo step fondamentale per posare un pavimento industriale in resina. Nel settore edilizio è possibile trovare numerose soluzioni in grado di sostenere un rivestimento resinoso: massetti in sabbia/cemento, calcestruzzo, piastrelle, pietre naturali, supporti metallici, e molti altri. Le caratteristiche principali di un fondo adatto alla posa di un pavimento industriale in resina sono la stabilità, in cui si registrano movimenti elastici di piccola entità, la coesione interna e la pulizia del fondo stesso, con la quale si evita di includere nella pavimentazione elementi che potrebbero causare danni al di sotto della resina. 

La valutazione dell’ambiente in cui si decide di posare un pavimento in resina è fondamentale, dato che influirà pesantemente sui tempi di posa e sulle necessità operative. La presenza di persone che possono passare durante la posa, le caratteristiche peculiari di ogni edificio, e molti altri piccoli fattori possono influenzare sull’organizzazione dell’intervento di posa, che andrà gestito in modo da poter fornire un risultato eccellente nei tempi previsti. Allo stesso tempo il microclima è un fattore fondamentale, dato che influisce sia sui tempi di solidificazione, sia sulla composizione della resina stessa. Una temperatura troppo bassa può costringere a dilatare le tempistiche, facendo solidificare lentamente il prodotto, mentre una troppo elevata può bloccare i lavori di posa, non concedendo ai posatori il tempo necessario prima dell’indurimento. 

venerdì 13 settembre 2019

AL VIA LA XVII EDIZIONE DI BERGAMO SCIENZA

Dal 5 al 20 ottobre torna la XVII edizione di BergamoScienza, il festival di divulgazione scientifica organizzato dall’Associazione BergamoScienza, appuntamento annuale che per 16 giornate animerà la città di Bergamo con incontri, conferenze, dialoghi e spettacoli – tutti gratuiti – dedicati alla scienza. 



Con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, scienziati di fama internazionale aggiorneranno il vasto pubblico del festival (133.689 presenze lo scorso anno) sulle possibili soluzioni per affrontare le sfide ambientali e sociali della società contemporanea.
Tra gli ospiti, il Premio Nobel per la Chimica 2001 Barry Sharpless, padre della click-chemistry – sistema che permette di sintetizzare sostanze complesse in modo rapido – scoperta che ha rivoluzionato il mondo farmaceutico avvicinandolo alla green-chemistry, un approccio chimico che riduce al minimo l’inquinamento ambientale.

mercoledì 11 settembre 2019

On line il programma completo della Notte Europea dei Ricercatori BEES

Da oggi è possibile registrarsi a tutti gli eventi - Focus sul programma di Frascati

Immagine dell'edizione 2018

Da oggi è disponibile l'intero programma della Notte Europea dei Ricercatori organizzata da Frascati Scienza che prevede circa 400 eventi in 30 città italiane grazie alla collaborazione di circa 60 partner. La Notte Europea dei Ricercatori in programma il 27 settembre è un evento promosso dalla Commissione Europea nell'ambito delle azioni Marie Sk?odowska-Curie, nato con l'obiettivo di avvicinare i giovani al mondo della ricerca e che si è ormai consolidato come uno dei più importanti eventi di divulgazione al mondo.


La Notte Europea dei Ricercatori 2019 organizzata da Frascati Scienza, giunta alla 14esima edizione, ha come tema principale la citizen science, ossia la scienza che nasce dalla collaborazione tra il mondo della ricerca e i cittadini. BEES, acronimo di BE a citizEn Scientist, prende spunto proprio dalle api e dalla loro organizzazione (dove il contributo fornito da ogni componente è importante per il benessere della collettività) e che vuole sottolineare le incredibili possibilità che la scienza può concretizzare attraverso la collaborazione tra ricercatori e cittadini, fautori di scoperte scientifiche di cui tutti possono godere e sentirsi reali protagonisti, in un processo di condivisione di un bene comune, qual è la ricerca.

La Notte Europea dei Ricercatori sarà la ciliegina sulla torta di un'intera Settimana della Scienza che partirà sabato 21 settembre e che prevede decine di iniziative sparse in tutta Italia. Frascati, nella cui area si concentrano moltissimi enti di ricerca rendendola di fatto uno dei poli scientifici più grandi d'Europa, sarà il quartier generale della grande manifestazione firmata Frascati Scienza, animato di laboratori didattici, conferenze, mostre, presentazioni e molte altre iniziative organizzate da decine di partner.


Il programma a cura di Frascati Scienza.

Il 26 settembre che abbiate visto o no il film Interstellar, venite a scoprire cosa si sa, cosa si pensa e cosa si immagina dell'Universo e soprattutto la dura vita degli scienziati al cinema insieme all'astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri con la sua conferenza spettacolo 'La fisica di Interstellar'. 

In primo piano, le donne spaziali. Se a un bambino si chiede di disegnare un astronauta, probabilmente rappresenterà un uomo. Ma lo spazio è 'costellato' di scienziate e ricercatrici che hanno determinato il successo di missioni come quella dell'Apollo 11 o di scoperte come la prima rappresentazione grafica di un buco nero. A raccontare le storie di 'Donne spaziali' saranno 4 ospiti eccezionali: Licia Troisi, la più famosa scrittrice fantasy italiana, divulgatrice e astrofisica, Viviana Fafone, professoressa di Fisica e coordinatore del gruppo Virgo dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, insieme a Eddie Settembrini e Davide Paolino della redazione di Lercio.it che contribuiranno con notizie irriverenti e domande divertenti alle due scienziate sul palco.

Altro evento di primo piano, quello con l'autore del libro 'Il CERN e il Bosone di Higgs: La ricerca dei mattoni fondamentali della realtà', James Gillies per raccontare la storia avvincente della fisica delle particelle dalla Grecia antica fino al CERN. In compagnia Paola Catapano, giornalista scientifico, CERN Communications ed Eugenio Coccia, direttore del laboratori Infn del Gran Sasso.

Barbara Gallavotti, giornalista e autrice di Superquark e Ulisse, racconterà invece la lotta tra gli esseri umani e i patogeni, presentando il suo libro, 'Le Grandi Epidemie, come difendersi. Tutto quello che dovreste sapere sui microbi'. Più delle guerre e immensamente più dei grandi predatori, i minuscoli agenti infettivi, invisibili a occhio nudo, hanno seminato infatti la morte fra gli esseri umani. 

Anche questa edizione della Notte Europea dei Ricercatori è all'insegna della citizen science a al tema saranno dedicati Be a data scientist, il progetto scritto a quattro mani da Giornalisti Nell'Erba e Frascati Scienza che ha indagato su come e dove si informano i giovani, Capitan Vaccino, il super eroe che con gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità cercherà di avvicinare i partecipanti all'evento al mondo della ricerca e al ruolo dei ricercatori, e To bee or not to bee, ideato da Tecnoscienza per comprendere quanto siano indispensabili le api per il funzionamento degli ecosistemi e per la sopravvivenza dell'uomo. Inoltre, si ricorda che c'è tempo fino al 15 settembre per partecipare al concorso fotografico Photo Bee a cura dell'Ufficio statistica e censimento del Comune di Ariccia.

Per gli amanti di tecnologie, immancabili le attività organizzate da Banca d'Italia - Centro Donato Menichella sulla cybersicurezza, i più potenti strumenti anticontraffazione delle banconote e i sistemi di pagamento digitali, e sull'applicazione della tecnologia BIM alla progettazione e gestione degli edifici e per la fruizione delle opere d'arte, mentre con Moveo Walks sarà possibile sperimentare le avanguardie della locomozione robotica e gli esoscheletri, insomma un po' come vedereIron Man in azione. I robot saranno i protagonisti di Oh my robot, un workshop realizzato da MindSharing.tech e CoderDojo Roma SPQR con il supporto di Logica Informatica srl, mentre con Giuliano Coppotelli dell'università Sapienza di Roma e Arte e Scienza si potranno conoscere tutte le novità su piloti in remoto e futuro dei droni.

Per non cadere nelle trappole delle tante fake news che circolano riguardo al consumo delle carni arriva il BBQuiz di Giornalisti Nell'Erba, mentre in compagnia dei ricercatori di ToScience e AIRC si imparerà a districarsi tra le bufale del web e scoprire con Cambia-mente se davvero le diete alcaline possano curare il cancro oppure se i deodoranti siano davvero pericolosi per la salute. Chi invece vuol passare la Notte a stomaco pieno può fare un salto a Paesaggi? di gusto, un cooking show con ricercatori, chef, gelatieri e produttori vinicoli che vi guideranno in un viaggio scientifico-gastronomico senza eguali.

Da sempre uno degli immancabili protagonisti della Notte Europea dei Ricercatori è la Luna e anche quest'anno saranno molte le occasioni per stare a naso in su per ammirare il nostro satellite. A partire dall'evento ATA nella sede Esa-Esrin che, tra le molte attività in programma, ha una serie di telescopi allestiti sulla terrazza. Alla Luna sono dedicati anche Così lontana, così vicina, di Speak Science, il laboratorio didattico Gira la Luna di B:Kind, l'evento di osservazione organizzato dall'Unione Astrofili Italiani e, con Arte e Scienza, la serata sulla Luna 50 anni dopo. Ma risparmiate le energie anche per un Viaggio nel Cosmo 3D insieme ad Astronomitaly.

I cambiamenti climatici sono un problema sempre più attuale e sentito, non poteva mancare una variegata sezione di attività dedicate al tema. A partire dall'emergenza Amazzonia, Frascati Scienza e Quintaprima mettono in scena uno spettacolo su cui riflettere dal titolo il giaguaro e lo sciamano. All'Agenzia Spaziale Europea (Esa), sessioni divulgative con scienziati, laboratori scientifici per piccoli e visite al Centro interattivo dell'Osservazione della Terra. La Storia della plastica in 6 oggetti e 12 meme, con Associazione G.Eco e Associazione Giovani per l'Unesco, per svelare invece i retroscena del materiale più dibattuto del momento. Ricercatori e studenti dell'università di Tor Vergata racconteranno le Virtù del riuso, al Bioeconomy Village di Unitelma Sapienza e FVA New Media Research: si potrà comprendere come le scelte consapevoli dei consumatori possano avere un impatto positivo sull'ambiente, la società e l'economia. In compagnia degli operatori Inspire si potrà fare un Ecotrekking al monte Tuscolo, purtroppo martoriato dagli incendi di fine agosto. 

Tanti animali, anche da favola da conoscere durante BEES. Le formiche, con le loro incredibili capacità, saranno le protagoniste di un'avvincente escape room ideata da k-production. I faunamon, invece, sono gli specialisti della metamorfosi e i protagonisti di un appassionante gioco proposto da G.Eco. 

Dalla prima osservazione delle onde gravitazionali siamo entrati in una nuova era dello studio dell'universo e a raccontare le potenzialità di questa nuova astronomia multimessaggera saranno alcuni ricercatori dell'università di Tor Vergata, mentre al tema della Vita nell'universo sono dedicati vari appuntamenti all'interno della Biblioteca di Frascati. Sempre a Frascati, la premiazione del Premio Livio Gratton alla miglior tesi di dottorato in astronomia o astrofisica.

I successi della scienza sono il frutto della cooperazione degli ingegni umani ma fondamentale è stato il contributo di alcuni grandi geni come Leonardo da Vinci, a cui sarà dedicato lo spettacolo teatrale Omo sanza lettere di Raffaele Collicenza con Edoardo Siravo e la mostra Se fossi Leonardo... organizzata dall'Istituto Superiore di Sanità, o come Isaac Newton, il cui enorme talento scientifico sarà al centro del laboratorio. Il fisico eterno ideato da ScienzaImpresa. Un grande della letteratura ma allo stesso importante scienziato e chimico fu Primo Levi a cui Arte e Scienza ha voluto dedicare l'incontro La tavola periodica degli elementi e Primo Levi. Come tutti i grandi dimostrano, il ricercatore umanistico- spesso delegittimato rispetto ad altri - ha invece sempre avuto un ruolo fondamentale, come si dirà durante l'evento proposto dall'Università Tor Vergata.

Alla Notte Europea dei Ricercatori 2019 la scienza occuperà anche piazze, scuole, strade, qualunque luogo, pure con esperimenti per mostrarsi nel quotidiano. Lo farà con Scienza Divertente Roma e i suoi esperimenti in cargo bike, il sapone el'acqua frizzante, con le reazioni chimiche di Ludis, con l'imperdibile Dungeons & dragons in versione ricercatore, e con la Fisica della vita quotidiana insieme a Scienzimpresa, e con la luce, insieme ai ricercatori di Università Tor Vergata. 

Scienza vuol dire anche storia, arte, antropologia e archeologia, tantissimi modi diversi, nuovi, appassionanti di capire il passato, dall'analisi di reperti archeologici in compagnia dei ricercatori di GEA Scarl, la storia vista con occhi nuovi, il divertente Coco, lo scheletro loco, il viaggio tra i miti e i fiori, quello nella realtà virtuale dei musei e dell'arte, e un appuntamento al mercato degli antichi romani, tra cibi, aromi e merci. A proposito di merci, dietro ognuna c'è una storia che passa attraverso numerosi controlli tesi a garantirne la qualità, la sicurezza e la commerciabilità e a raccontarcelo saranno i ricercatori dell'università Sapienza di Roma.

Negli spazi delle mura del Valadier torna infine anche lo spettacolare Surgery Theatre realizzato dall'Associazione infermieri di sala operatoria. 

In programma infine anche eventi speciali dedicati esclusivamente alle scuole. Qui tutto il programma.

martedì 10 settembre 2019

"La falsa giustizia": intervista alla Professoressa Maria Gaia Pensieri

Intervista alla Professoressa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia presso l'Università Popolare degli Studi di Milano -  Università di Diritto Internazionale - e autrice del libro “La falsa giustizia” scritto a quattro mani con il Generale Luciano Garofano che tratta il tema dell’errore giudiziario.




Maria Gaia Pensieri è docente presso l'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale, ed è direttrice responsabile dell'area formazione e ricerca dell'Accademia italiana delle Scienze Criminologiche e Investigative (AISCI). Laureata in Scienze per l'investigazione e la sicurezza e in Ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna, ha conseguito i master in Antropologia filosofica e forense, criminologia e tecniche investigative avanzate e in Scienze Criminologiche-forensi. È dottore di Ricerca in scienze umane e sociali a indirizzo criminologo. Attiva sui temi della violenza di genere, del bullismo e del cyberbullismo, ha firmato diverse pubblicazioni ed è socia della Società italiana di criminologia (sic) e dell'Accademia italiana di Scienze Forensi (Acisf). È volontaria in Penelope (S)comparsi Uniti. 

Perché la scelta di questo titolo La falsa giustizia?
Parafrasando Platone la giustizia è un principio immanente che armonizza le varie classi dello Stato nell’attività e funzionamento del tutto, realizzando ordine, armonia e unità.

Quando non c’è reale giustizia allora possiamo parlare di parvenza di giustizia ossia di quella che vuole apparire come tale per ridonare la pace sociale, ma non vi riesce, perché pur servendosi degli strumenti realizzati dall’uomo per aspirare al suo raggiungimento, lo stesso uomo commette degli errori che portano a delle gravi conseguenze, ossia la condanna di innocenti, la liberazione dei colpevoli di un crimine o la mancata individuazione dei suoi autori.

Nel libro abbiamo affrontato specificamente il tema dell’errore giudiziario, dal punto di vista delle ingiuste condanne, prendendo come modello l’esperienza statunitense.

Perché l’esperienza nordamericana, che peraltro ha un sistema giudiziario differente dal nostro?


Perché loro per primi hanno studiato in maniera sistematica le diverse cause o concause responsabili della realizzazione di errori giudiziari. L’associazione statunitense Innocence Project fondata nel 1992 ha dedicato la sua attività a casi giudiziari di persone condannate in via definitiva, ma che si professavano innocenti con argomentazioni plausibili, e ha compiuto ricerche e azioni sul campo sia per individuare gli errori che erano stati commessi nei procedimenti sia per reperire nuove prove per arrivare alla riapertura dei casi stessi.

Avere una casistica tanto ampia (dal ‘92 a oggi) ci ha permesso di capire in quali ambiti del procedimento giudiziario si verificano maggiormente gli errori e quali potrebbero essere le possibili soluzioni.

La Prof.ssa Maria Gaia Pensieri 
Benché il nostro sistema processuale di Civil Law, sia differente da quello di Common Law anglosassone, resta il fatto che entrambi si avvalgono di prove tipiche e atipiche, di prove scientifiche, di tecnologie, di testimonianze, di periti e consulenti; e nel dibattimento come da noi, del contraddittorio tra le parti per arrivare a un verdetto di colpevolezza o innocenza.

Con le dovute differenziazioni che evidenziamo anche nel libro, resta invariato il nostro interesse per il lavoro di individuazione delle falle svolto da Innocence Project, durante le fasi iniziali delle indagini, gli interrogatori, le testimonianze o dovute all’apporto di pseudo scienze all’interno del processo. 


In Italia abbiamo lavori simili?


Direi di no. In Italia abbiamo iniziato solo da qualche anno a studiare le cause di errore giudiziario, per cui non possiamo avvalerci di una casistica ampia come la loro.

Quando è partito questo lavoro negli USA, l’opinione pubblica era scettica, perché riponeva una fiducia incondizionata nel sistema giudiziario americano, ritenuto infallibile e tra i più democratici al mondo.

Ma quando l’attività svolta da questa associazione ha iniziato a portare alla luce gli errori commessi, la loro attività ha ricevuto un impulso, sono state aperte altre sedi in diversi Stati degli USA e il numero di casi dubbi segnalati sono cresciuti vertiginosamente. È come se fosse stato scoperchiato un vaso di Pandora, una nuova consapevolezza si è andata via via formando nelle persone, tanto da spingere diversi Stati dove vigeva la pena di morte a sospendere le esecuzioni in attesa di nuovi sviluppi. Sono state istituite delle commissioni d’inchiesta e sono state svolte delle verifiche sulle attività di alcuni consulenti delle Procure, insomma tutta una serie di interventi per correggere tutto ciò che risultava necessario per un adeguato svolgimento dei processi e per fornire maggiori garanzie agli imputati.


Quindi secondo lei  qual è la situazione degli errori giudiziari nel nostro Paese?


Questo non lo sappiamo, ma possiamo partire dal lavoro svolto negli Stati Uniti e da quello che abbiamo descritto nel nostro libro per iniziare a ragionare sui nostri possibili errori.

Sicuramente, e lo posso affermare senza correre il rischio di smentite, la lentezza del nostro sistema giudiziario contribuisce in modo concreto al verificarsi di errori giudiziari. Pensi al largo ricorso che facciamo della carcerazione preventiva: un imputato attende molti anni la conclusione dei processi che lo riguardano per poi uscirne magari scagionato con formula piena, e questo già ci dovrebbe far comprendere che qualcosa nel nostro sistema non funziona. Non possiamo parlare di errore giudiziario nella vera accezione del termine, perché canonicamente l’errore si compie quando c’è una sentenza definitiva e poi a seguito di una revisione processuale il condannato viene riconosciuto innocente, ma chiamiamo pure questo errato coinvolgimento come vogliamo, resta comunque il fatto che delle persone vengono invischiate in procedimenti giudiziari per uscirne pulite dopo molti anni; è facile comprendere che la loro vita non sarà più la stessa e, mi creda tutto ciò purtroppo, potrebbe accadere a ognuno di noi. 

L’acquisizione tardiva di testimonianze, l’escussione di testi ad anni di distanza dai fatti, la durata eccessiva dei diversi gradi processuali: se da una parte sembrano garantire proprio la correttezza del giudizio, dall’altra risentono di tutta una serie di interferenze dovute proprio al tempo trascorso.


Può spiegarci meglio cosa intende?

Per esempio ascoltare il possibile testimone di un reato molto tempo dopo i fatti può aumentare il rischio che il ricordo non sia più nitido o puro, risentendo dell’influenza mediatica sul caso o dell’interferenza del racconto di altri.

Dando per assunto che il testimone sia in buona fede, sull’attendibilità della testimonianza influiscono diverse variabili. Se consideriamo che nel nostro sistema alla testimonianza è riservato un notevole peso processuale, e mentre parliamo mi vengono in mente alcuni di casi recenti, possiamo inferire che se non ci si avvale di studi psicologici sul tema, se non si ricorre a tecniche di interrogatorio adeguate, se non si riducono i tempi processuali come richiesto anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che ci ha più volte condannato per le lungaggini, aumenta sicuramente la possibilità di commettere degli errori, con conseguenze devastanti per chi viene ingiustamente condannato.

Ritornando al titolo, abbiamo utilizzato il termine “falsa” perché anche le vittime di un reato e le loro famiglie sicuramente non possono trarre conforto dalla condanna di un colpevole qualsiasi; loro e la società tutta hanno bisogno di una vera giustizia. 


Avete portato esempi concreti nel vostro libro?

Abbiamo parlato di casi americani e italiani risolti dopo la revisione. Come dicevo, in Italia non abbiamo una statistica relativa alle categorie di errori commessi, ma partire dai casi nazionali risolti permetterebbe anche al nostro Paese di iniziare un lavoro di questo tipo. Questo è stato fatto da Innocence Project e i dati ci dicono che l’errata testimonianza, ma anche l’erroneo riconoscimento di un reo, sono ai primi posti nella classifica degli errori. 

Va detto che in genere a un verdetto sbagliato si arriva per una serie di concause, e aggiungerei anche che la fase iniziale investigativa si rivela determinante per poter arrivare a un giudizio che porti alla condanna dei veri responsabili di un crimine.


Le indagini in effetti sono una parte importante, ma se vi si commettessero degli errori ciò emergerebbe nel processo, giusto?

Nel dibattimento dovrebbero emergere gli eventuali errori, il contraddittorio dovrebbe proprio avere questo ruolo. Le operazioni probatorie nei momenti dell’ammissione, dell’assunzione e della valutazione, dovrebbero utilizzare gli strumenti di conoscenza attinti dalla scienza e dalla tecnica e a principi e metodologie scientifiche che resistono al criterio di falsificazione, oltre che avvalersi delle comprovate competenze degli esperti che le impiegano. Però anche la fase investigativa, peraltro inizialmente operata esclusivamente dalla polizia giudiziaria su incarico del magistrato che conduce le indagini, può nascondere delle insidie che possono rimanere celate anche in sede processuale. Per esempio mi vengono in mente errori durante le fasi di repertamento dove possono avvenire delle contaminazioni, oppure una cattiva conservazione delle fonti di prova che può portare a un loro decadimento informativo. Questo parlando degli accertamenti tecnici, mentre per quanto riguarda le indagini cosiddette tradizionali un errore potrebbe essere quello dell’innamoramento per una tesi e una visione a tunnel che portano ad escludere altre piste possibili, perdendo nelle fasi iniziali alcuni elementi utili che non saranno più recuperabili in quelle successive inficiando per sempre la buona riuscita di un caso.

Oggi si parla sempre di più della prova del Dna nei processi, ma possono essere realmente attendibili per la soluzione dei casi?

Il Dna può essere decisamente attendibile perché la percentuale di errore, cioè la possibilità che quel DNA coincida con quello di più persone, oltretutto tutte presenti sul locus commissi delicti, è veramente prossima allo zero.

Su tutte le prove tecnico-scientifiche grava sempre una percentuale variabile di rischio, perché c’è sempre la mano dell’uomo a operare; quello che oggi è veramente importante comprendere è che per abbattere la percentuale di errore è necessario operare seguendo standard certificati, protocolli operativi, procedure codificate, linee guida pubblicate da scienziati di una determinata disciplina forense e che devono essere applicate da tutti coloro che entrano a vario titolo come esperti forensi nel procedimento giudiziario; solo così possiamo sperare di abbattere il rischio di commettere errori.

Ci può fare un esempio di un caso trattato nel libro?

Abbiamo riportato diversi casi di processi di revisione instaurati negli USA che alla loro conclusione hanno portato a scagionare i condannati a pene molto gravose, al carcere a vita o addirittura alla pena capitale.

I casi citati erano tutti accomunati da due elementi: proponevano l’analisi dei bitemark - segni di morso - presenti sulle vittime, e l’altro elemento in comune era sempre lo stesso consulente della Procura.

Ebbene durante i differenti processi di revisione emerse che il consulente non aveva nessuna specializzazione per dichiararsi esperto in questo campo specifico, e che la Procura si era affidata a lui giudicandolo esperto sulla base dei precedenti incarichi. 

Ma, mentre il DNA lasciato su una vittima dall’autore del morso è una scienza esatta, così non è per i segni di morso i quali non possono essere utilizzati per indentificare in modo univoco l’autore; questo perché i segni impressi sui tessuti subiscono delle modificazioni dovuti al trascorrere del tempo, la stessa dentatura dell’autore col tempo subisce delle trasformazioni variando il suo aspetto; pertanto da queste brevi considerazioni si comprende come l’analisi dei segni di morso da sola non sia attendibile per l’identificazione di un reo.

Nel libro abbiamo riportato diversi casi reali dove si evidenziano le differenti tipologie di errori commessi che hanno portato a delle erronee condanne, sperando così di rendere più scorrevole e interessante la lettura.


Il libro

La falsa giustizia La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli

di: Garofano Luciano Pensieri Maria Gaia
Prefazione di Manfredi Mattei Filo della Torre
Introduzione di Baldassare Lauria
Autori: Luciano Garofano, Maria Gaia Pensieri