giovedì 14 novembre 2019

Idee per Capodanno? Cerca una bella baita e risparmia organizzando già da ora





Alla domanda “cosa farai a Capodanno” tantissime persone alzano gli occhi al cielo. In realtà siamo dell’idea che per alleggerire la tensione e lo stress che questa domanda provoca basterebbe organizzarsi in anticipo e pianificare una serena nottata spendendo il giusto o divertendosi assieme alle persone a noi più care.

lunedì 11 novembre 2019

IL CIOFS FP AL FORUM INTERNAZIONALE DELL’ORIENTAMENTO DI GENOVA


Si apre martedì 12 novembre a Genova la 24° edizione del Salone Orientamenti, appuntamento dedicato agli studenti, docenti e famiglie. Il cuore del più grande “villaggio dell’orientamento” d’Italia sarà al Porto Antico di Genova, Ma il programma prevede eventi anche a Palazzo Ducale e al Palazzo della Borsa oltre a Palazzo San Giorgio, Acquario e Museo della Navigazione . Il Salone, organizzato da Regione Liguria e dal comitato promotore composto da Comune di Genova, Città Metropolitana di Genova, Università degli Studi di Genova, Ufficio Scolastico Regionale e Camera di Commercio in strettissima collaborazione con il MIUR ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è la tappa più importante di un percorso che si è esteso nel tempo e nello spazio. Il Forum Internazionale sull’Orientamento, in programma all’Auditorium dell’Acquario di Genova dalle 9 alle 16 nella giornata di martedì 12 novembre, rappresenta un appuntamento ormai tradizionale all’interno del Salone Orientamenti. Quest’anno il convegno, organizzato con la collaborazione del CIOFS-FP e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, sceglie come focus centrale del dibattito il “saper fare” e la formazione tecnico-professionale, senza tuttavia dimenticare gli aspetti più generali e teorici dell’orientamento.

L’intera mattinata sarà dedicata alla scoperta dei nuovi orizzonti dell’orientamento grazie agli interventi di esperti nazionali e internazionali che spazieranno dall’imprenditoria giovanile al ruolo della famiglia nel percorso orientativo. Il pomeriggio, invece, sarà caratterizzato da un impianto più dinamico, con la presentazione di progetti, strategie e buone pratiche attivati in Italia e in Europa. L’obiettivo è valorizzare il percorso compiuto e indicare quello ancora da compiere per rendere l’orientamento una vera e propria disciplina essenziale nel bagaglio degli studenti.

Dopo i saluti delle autorità, coordinati da Silvana Rasello, Presidente del CIOFS FP Piemonte, e da Franco Chiaramonte, Esperto in politiche del lavoro, interverranno in una tavola rotonda dal titolo “Orientamento: nuovi orizzonti”:
  • João Santos, DG EMPL — Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione - “Orientamento in Europa”
  • Schany Taix, ELAIS – “Orientamento MULTIMODALE”
  • Lauretta Valente, CIOFS-FP COSPES – “Orientamento e saper fare”
  • Diego Boerchi, Università Cattolica di Milano – “Disponibili, troppo coinvolti o assenti: come i genitori partecipano alla scelta dei propri figli”
  • Ludovico Albert, Presidente Fondazione per la scuola – Compagnia di San Paolo “Dispersione implicita e Orientamento”
  • Jan Wilker, Start-Net Europe – “Best practices in Europe”
Nel pomeriggio, fanno il punto sugli strumenti di orientamento, coordinati da Furio Truzzi:

  • Mirko Cutrì, Coordinatore di World Skills Italy
  • Tomas Sprlak, FECBOP
  • Raffaella Nervi, Regione Piemonte e Antonella Sterchele, Città Metropolitana di Torino
  • Elisabetta Donato ed Elisabetta Beccio, CIOFS-FP Piemonte – BILCO e integrazione dei servizi
  • Francesco Isetta e Alice Barbieri, Aliseo – #Progettiamocilfuturo
  • Tiziana Piacentini e Matteo Barbetta, CIOFS-FP Nazionale - GUIDE 2.0
  • Daniela Volpe e Angelika Bartholomäi, Regione Puglia – Presentazione del progetto Or.Co.
  • Ilaria Cavo, Assessore Regionale alla Scuola, all’Università e alla Formazione

A tirare le conclusioni sarà Carmela Palumbo, Capo Dipartimento del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione-MIUR.

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Info: Monica Roncari
Ufficio Comunicazione
CIOFS FP PIEMONTE
www.ciofs.net
www.centrobilco.it
Piazza Maria Ausiliatrice, 27
10152 Torino
Tel. 011 5211773

domenica 10 novembre 2019

UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO: CONVEGNO CULTURALE A FIRENZE

La Cultura è lavoro, comunanza tra i popoli e opportunità. Questi sono stati alcuni dei punti toccati Sabato 26 ottobre a Firenze, durante l’evento culturale annuale universitario organizzato dall'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale.






Sfide e opportunità della cultura universitaria, internazionale e culturale. È questo il tema del convegno che si è tenuto a Firenze presso Palazzo Borghese e che ha visto alternarsi interventi di eccellenze della Sociologia, della Medicina, del Diritto, della Storia. 


Molte le persone intervenute all'incontro sia come relatori che compre premiati. Oltre al Rettore Prof. Avv. Giovanni Neri, Il Prof. Avv. Gianluca Gambogi, il Prof. Adolfo Panfili, Preside di Facoltà all’Università di Arezzo, la Prof.ssa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia, il Prof. Antonio Felice Uricchio, il Prof. Marco Grappeggia, Presidente dell’Università, il Prof. Avv. Michele Miccoli – Docente di Diritto Penale Università Popolare degli Studi di Milano, la Prof.ssa Patrizia Tavasci – Università Popolare della Cultura Olistica di Monza.

La Cultura universitaria dunque come elemento trainante di opportunità e, nello specifico, della coesione tra i popoli: un messaggio che anche il Rettore Prof. Avv. Giovanni Neri ha ribadito durante il suo specchio accogliendo l’elemento cardine su cui ha ruotato un ricco programma di interventi.

Una Università, quella Popolare di Milano, con un trascorso lungo e glorioso. Fondata nel 1901 da Gabriele D’annunzio e da Benedetto Croce: due fulgide menti del panorama culturale italiano del secondo scorso. Il Rettore ha poi ribadito l'importanza della giornata per la presenza dei propri iscritti e premiati. Sono loro - ha spiegato - le eccellenze a cui è stato rivolto questo incontro. 

Il Prof. Avv. Giovanni Neri, Rettore Magnifico dell'Università Popolare degli Studi di Milano - Università di Diritto Internazionale, è anche Presidente dell'“Accademia Italiana delle Scienze Criminologiche ed Investigative” e Direttore Scientifico della Collana di Diritto e Diritto Comparato "Jus & Comparative Law" presso la "Sapienza - Università di Roma". La nostra struttura si avvale di professionisti di consolidata esperienza ed e' in grado di offrire assistenza e consulenza per la soluzione giudiziale e stragiudiziale di controversie innanzi alle magistrature di merito e di legittimita'.
Il Premio Gabriele D’Annunzio insieme all’Ambrogino d’oro sono due tra i premi più importanti che annualmente vengono assegnati a Milano. Premi per personalità di spicco nel campo delle scienze umane e sociali. Proprio per questo si è voluto dedicare la giornata alle personalità che rendono l'ateneo un fiore all'occhiello da oltre un secolo nei confronti della cultura e dell'apertura a tutte le provenienze, paesi o etniche. Un sentimento quello della coesione che l’Università rispecchia pienamente nei propri obiettivi

venerdì 8 novembre 2019

COME LA TECNOLOGIA STA CAMBIANDO IL NOSTRO MODO DI PAGARE


La tecnologia ha cambiato e sta continuando a cambiare il nostro modo di comunicare. Se prima il mezzo di comunicazione più diffuso era l’e-mail, seguito poi dai forum, oggi ci sono a disposizione le chat e le app di messaggistica istantanea come WhatsApp o Telegram.

LAUREARSI LAVORANDO A 40 ANNI

Cosa spinge persone di 30, 40, 50 anni e più a iscriversi a un ateneo per conseguire un titolo di laurea?


Secondo diversi sociologi, le motivazioni principali che portano le persone a tornare sui banchi dell’università sono prevalentemente auto-realizzative. In questo campo rientrano ad esempio il rispondere al desiderio di realizzare qualcosa che non è stato possibile prima e recuperare il proprio passato; oppure la ricerca del prestigio di essere chiamati “dottore” e soddisfare un bisogno psicologico di riconoscibilità sociale; oppure per una competizione familiare che porta a iscriversi all’università assieme ai propri figli o compagni. Ci sono anche altre motivazioni, come il desiderio di ottenere una seconda laurea, od ottenere il titolo di studio in vista di un miglioramento della propria posizione lavorativa. Fra le facoltà più scelte, si trovano quelle socio-umanistiche che non prevedono laboratori, più facilmente conciliabili con impegno lavorativi e familiari.


Secondo i dati forniti da Almalaurea, Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994 a cui ad oggi aderiscono 75 Atenei e che rappresenta il 91% dei laureati italiani, gli indirizzi prediletti dai laureati in età adulta riguardano l’insegnamento, le professioni sanitarie (divenute corsi di laurea solo in seguito alla riforma universitaria; circa il 37% si è immatricolato all’università con più di 10 anni di ritardo rispetto all’età regolare o canonica) e gli indirizzi politico-sociali. Le persone che decidono di tornare sui banchi universitari dopo anni normalmente sono maggiormente motivate, e per questo tendono ad avere carriere più regolari, inoltre sono riconosciuti maggiori crediti formativi per esperienze personali e formative, frequentano meno le lezioni e raramente partecipano a programmi di studio esteri.


Dall'anno accademico 2007/2008 al 2016/2017 il numero di iscritti con più di 60 anni nelle università italiane è infatti passato da 2.431 a 3.639. Di questi il 34% è rappresentato da donne (10 anni fa erano il 26%). Quasi la metà dei nuovi iscritti in età più avanzata segue corsi universitari di area sociale (48%), circa un terzo preferisce quella umanistica (34%), mentre sono meno coloro che scelgono l'area scientifica (16%) e sanitaria (2%), che prevedono iter formativi molto più lunghi, obbligo di frequenza, tirocini, e meno adatti a chi non vuole intraprendere la specifica professione medico-sanitaria.



Oltre ai vantaggi a livello di formazione, studiare ha anche vantaggi a livello della salute mentale. Secondo quanto emerso in una ricerca della Denise Park University di Dallas, in Texas (Usa), pubblicata su Phycological Service, imparare cose nuove contribuisca a contrastare l'invecchiamento del cervello e migliorare le prestazioni cognitive. In particolare, cimentarsi in attività nuove è fondamentale per mantenere in esercizio la mente. I ricercatori americani hanno monitorato 221 adulti di età compresa tra i 60 e i 90 anni per 3 mesi, chiedendo loro di impegnarsi in un'attività per almeno 15 ore alla settimane. Ad un gruppo è stato chiesto di tenersi occupati con pratiche poco impegnative a livello mnemonico, come ascoltare la musica a casa o dedicarsi a cruciverba e rebus. A un altro gruppo sono stati proposti concerti a teatro, viaggi e gite, mentre ad un terzo è stato chiesto di dedicarsi a nuove occupazioni e mansioni, che richiedevano uno sforzo maggiore di memoria, come la fotografia digitale. Al termine del periodo di analisi, gli appartenenti a quest'ultimo gruppo hanno mostrato di avere miglioramenti sensibili nella memoria rispetto agli altri due.