martedì 28 gennaio 2020

DAL CORONAVIRUS A INFLUWEB

L'EPIDEMIOLOGIA COMPUTAZIONALE PER MONITORARE E PREDIRE LA DIFFUSIONE DELLE MALATTIE





Mentre il team italo-americano coordinato dal professor Vespignani, con la collaborazione della Fondazione ISI di Torino, sviluppa un modello di previsione della possibile diffusione internazionale del coronavirus cinese, in Italia la piattaforma Influweb rinnova il monitoraggio online dell'influenza in vista del picco stagionale.

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La risposta degli scienziati all'emergenza in Cina del coronavirus 2019-nCOV è stata immediata. Ricercatori, istituti e gruppi di lavoro in tutto il mondo si sono subito mobilitati per affiancare con i propri strumenti le organizzazioni sanitarie internazionali nelle fasi di analisi, monitoraggio e contrasto del virus. Tra i progetti avviati all'indomani delle prime notizie provenienti dalla provincia cinese di Hubei, c'è il modello di previsione coordinato dal professor Alessandro Vespignani della Northeastern University di Boston, in collaborazione con la Fondazione ISI di Torino, la Fondazione Bruno Kessler di Trento, il Fred Hutchinson Cancer Research Center, la University of Florida e il NIH Fogarty Institute.

Forte delle esperienze maturate durante le recenti epidemie di Ebola e Zika, il team utilizza un modello che sfrutta dati di censo e di mobilità per stimare l'entità dell'emergenza e il rischio di diffusione internazionale del virus. Il modello incrocia informazioni sul traffico aereo con dati relativi a treni, autobus e altri mezzi di trasporto, coprendo oltre 3200 aree demografiche in 190 differenti paesi. In questo modo, il modello è in grado di prevedere diversi scenari di diffusione del virus, aggiornati in tempo reale, man mano che arrivano nuovi dati e dettagli dalle organizzazioni sanitarie. I nuovi report vengono pubblicati sul sito www.mobs-lab.org/2019ncov.html, mentre la piattaforma EpiRisk (epirisk.net) consente di visualizzare rapidamente il rischio di esportazione di nuovi casi in diverse aree del mondo. Maggiori informazioni sul modello utilizzato si possono trovare all'indirizzo: www.gleamproject.org.

Il modello rientra nell'area scientifica dell'epidemiologia computazionale, settore che utilizza tecniche di diverse discipline (informatica, matematica, geografia) e informazioni provenienti da più fonti (reti di trasporti, reti di comunicazione, open data) per sviluppare modelli innovativi in grado di aiutare i sistemi di salute pubblica nello studio e nel contrasto della diffusione delle malattie. Il contributo dell'epidemiologia computazionale non riguarda soltanto le pandemie o le emergenze internazionali, come dimostra la consolidata esperienza di Influweb (www.influweb.it), il sistema di monitoraggio online dell'influenza che dal 2008 affianca i tradizionali metodi di sorveglianza e che proprio in questi giorni sta registrando l'avvicinarsi del picco stagionale.

Influweb è il ramo italiano della piattaforma europea Influenzanet (www.influenzanet.info) ed è basato sulla collaborazione degli utenti online, che comunicano il proprio stato di salute attraverso un questionario settimanale. «Maggiore è la partecipazione dei cittadini, maggiore è l'efficienza di un modello che sfrutta le potenzialità di quelle stesse reti digitali che utilizziamo ogni giorno per comunicare e informarci», spiega la coordinatrice del progetto Daniela Paolotti. «Soprattutto in periodi di emergenza sanitaria come questo, la sorveglianza digitale è un importante strumento per acquisire informazioni aggiuntive». Oltre che nel rapporto settimanale di sorveglianza diffuso dall'Istituto Nazionale di Sanità FluNews (www.epicentro.iss.it/influenza/flunews), da quest'anno i risultati di Influweb sono inseriti anche nel bollettino europeo FluNews Europe, curato dallo European Center for Disease Control (www.flunewseurope.org), che raccoglie tutti i dati di Influenzanet.

lunedì 27 gennaio 2020

ADDIO A GIOVANNI FILOCAMO: IL MATEMATICO CURIOSO AMANTE DEL TANGO ARGENTINO

"Alle ore 14.45 Giovanni ci ha lasciati in pace serenità e circondato dall'affetto della sua famiglia". Con queste parole pubblicate sul suo profilo Facebook è arrivata ieri la triste notizia della scomparsa di Giovanni Filocamo.




"Il matematico curioso" - molto conosciuto in Italia per la sua opera divulgativo-scientifica - lottava contro la malattia da quando, cinque anni fa, gli diagnosticarono un tumore al cervello.

Due interventi in meno di tre anni, di cui uno molto invasivo, ma lui non aveva mai perso la speranza. Con il supporto della sua famiglia aveva ripreso da zero: a leggere e contare; riuscendo a conseguire il Dottorato in Matematica all’Università di Genova con un lavoro iniziato cinque anni prima.

E poi la pubblicazione di altri libri di divulgazione scientifica e ancora il ballo, il tango argentino: la grande passione di Giovanni.

Il funerale - si legge sulla pagina Facebook di Giovanni - si terrà martedì mattina al cimitero di staglieno alle 10 oppure 11.30. Stiamo aspettando conferma per L orario

mercoledì 22 gennaio 2020

È ONLINE "STOP ALLERGIA": NUOVA RIVISTA PER LA SALUTE DI TUTTA LA FAMIGLIA

Arriva sul web Stop Allergia, la versione sfogliabile dell'omonima testata di divulgazione scientifica sulle allergie, sulle loro cause, i sintomi e le cure

Pensi di essere a rischio di allergie? Non fare autodiagnosi, parlane con il tuo medico.

Le allergie possono condizionare la qualità della vita e, in alcuni casi, possono essere pericolose per la vita stessa.

Una corretta informazione e piccoli accorgimenti possono aiutare a gestire le allergie e le intolleranze.


“Il Dottore risponde”, il servizio dedicato agli utenti

Proprio per questo motivo, la rivista sfogliabile Stop Allergia ha lo scopo di informare gli utenti che, a loro volta, potranno porre delle domande agli specialisti grazie al servizio “Il Dottore risponde”.

Articoli di approfondimento – redatti da professionisti nell’ambito scientifico – interviste agli esperti in allergologia, spiegheranno cosa sono le malattie allergiche e le varie tipologie, i sintomi e le cure.

La definizione di allergia

Il Ministero della Salute ha definito l’allergia: "la più comune malattia immunitaria caratterizzata da una reazione infiammatoria verso agenti, allergeni, normalmente innocui".
Nelle malattie allergiche vi è il coinvolgimento del sistema immunitario e la sovrapproduzione di immunoglobuline di tipo E. Esse sono responsabili della conseguente manifestazione sintomatologica.
Sono tanti i diversi tipi di allergie, tra le più comuni:  l’allergia a polvere e acarile allergie al pelo degli animalil’allergia al pollinel’allergia primaverilele allergie alimentarile allergie ad inquinanti e additivile allergie ai farmaci ecc.

L’aumento notevole dei casi

Secondo i dati statistici, negli ultimi dieci anni sono aumentati notevolmente i casi di soggetti che soffrono di allergie. Molti di essi sono soprattutto bambini.

L’aumento è dovuto alla minore tolleranza dei soggetti a sostanze dannose, sempre più presenti nell’aria che respiriamo e nei cibi consumati giornalmente. Inoltre, il miglioramento degli strumenti diagnostici permette di scoprire forme allergiche prima non facilmente individuabili.

giovedì 16 gennaio 2020

Detrazioni per l’acquisto di un impianto di videosorveglianza: come funziona?




L’acquisto di un impianto di videosorveglianza può essere reso più conveniente grazie alle detrazioni fiscali previste dallo Stato. Per poterne usufruire, però, è necessario ricordarsi di specificare i dati catastali identificativi dell’immobile di riferimento nella dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui i lavori vengano eseguiti dal detentore, occorre fornire anche gli estremi di registrazione dell’atto relativo e tutte le altre informazioni utili per il controllo della detrazione. Inoltre, è opportuno trasmettere alla ASL competente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, una comunicazione specifica. Vale la pena di sapere che le modalità di trasmissione possono variare da Regione a Regione, quindi è sempre meglio verificare in anticipo le condizioni previste nella regione in cui si risiede.

Dove acquistare un impianto di videosorveglianza

Per trovare e acquistare impianti videosorveglianza di ultima generazione ci si può rivolgere a SICE, azienda che si occupa della progettazione e dello sviluppo di sistemi con telecamere a circuito chiuso. Tali impianti sono indicati non solo per le abitazioni private, ma anche per le strutture commerciali, per i locali pubblici e per gli stabilimenti industriali. Le elevate prestazioni tecnologiche e il ricorso a progetti all’avanguardia sono il punto di forza di SICE, il cui modus operandi si basa su testing accurati e studi di fattibilità che permettono di mettere a punto sistemi su misura, capaci di prevenire reati e di migliorare la qualità della vita di chi se ne serve.

Quali documenti servono

Secondo il provvedimento del 2 novembre del 2011 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti che beneficiano della detrazione fiscale per l’acquisto e l’installazione di un impianto di videosorveglianza sono tenuti a conservare una serie di documenti che, su richiesta degli uffici, dovranno essere esibiti in caso di controlli. Tra questi ci sono le ricevute di pagamento dell’IMU, sempre che essa sia dovuta, e la domanda di accatastamento, nel caso in cui l’immobile non sia ancora stato censito. Inoltre è necessario fornire la dichiarazione di consenso al compimento dei lavori da parte del proprietario dell’immobile nel caso di interventi eseguiti dal detentore.

Cosa è necessario conservare

La lista dei documenti da conservare include le ricevute fiscali, le fatture, la ricevuta del bonifico e, per gli interventi che riguardano le parti condominiali, la delibera dell’assemblea a proposito della tabella millesimale di ripartizione delle spese e dell’approvazione del compimento dei lavori. Infine, vanno esibite su richiesta le autorizzazioni e le concessioni obbligatorie, insieme con la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attraverso cui si attesta che i lavori che sono stati compiuti fanno parte del novero di quelli per cui è prevista la concessione delle agevolazioni.

Come si pagano le spese

Per ottenere la detrazione fiscale è necessario pagare le spese relative con un bonifico parlante o con un bonifico postale o bancario in cui siano indicati il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto beneficiario del pagamento e il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione. Sul bonifico, inoltre, va precisata la causale del versamento, con tanto di riferimento all’articolo 16 bis del Dpr 917 del 1986. Infine, dal bonifico si deve evidente la ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dell’8 per cento che deve essere versata dalla ditta che esegue i lavori.

Quali spese non possono essere pagate con un bonifico

Occorre sapere che alcune spese non possono essere pagate con un bonifico: sono quelle che riguardano le imposte di bollo, i diritti per concessioni, le ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, le denunce di inizio dei lavori, le autorizzazioni e gli oneri di urbanizzazione. In tutti questi casi è possibile fare riferimento a modalità di pagamento differenti.

giovedì 9 gennaio 2020

Dermatite da leccamento: come comportarsi se il proprio cane ne è interessato



La cosiddetta dermatite da leccamento è una condizione che riguarda tantissimi cani, di conseguenza è molto importante conoscerla e soprattutto riconoscerla per poter intervenire per tempo.

Che cos’è la dermatite da leccamento

La dermatite da leccamento è sostanzialmente una lesione infiammatoria che l’animale si procura involontariamente leccando in modo eccessivo un determinato punto della sua pelle; sappiamo bene che è del tutto normale che un cane lecchi il proprio pelo, ma non è così laddove l’esemplare insista in maniera eccessiva su un punto in particolare.
Molto importante è quindi che si osservi il comportamento del proprio cane: nel caso in cui si notasse un’insistenza molto accentuata accompagnata ad una tendenza a leccarsi più elevata rispetto alla norma, è il caso di approfondire la questione e di richiedere un parere autorevole a un veterinario.
Le cause della dermatite da leccamento possono essere molteplici, vediamo quali sono le più frequenti.

A cosa può esser dovuta la dermatite da leccamento

Anzitutto, questi comportamenti poco salutari messi in atto dall’animale possono essere dovuti ad un attacco batterico o fungino, ad un trauma, alla puntura di un insetto o ancora ad un’artrite o alla presenza di acari.
Non vanno trascurate neppure le cause di natura prettamente psicologica: proprio come gli umani, infatti, anche i cani possono essere interessati da patologie riguardanti la psiche.
Da questo punto di vista può essere una causa piuttosto diffusa il cosiddetto disturbo ossessivo compulsivo, ovvero sostanzialmente un modo attraverso cui il cane manifesta una condizione di stress e di disagio.
Secondo gli esperti, comportamenti simili possono essere dovuti al fatto che il cane non è tenuto in condizioni idonee, ad esempio vive in spazi troppo ristretti, o ancora possono essere dovuti a noia o all’assenza del padrone, ovvero appunto alla sofferenza per la sua mancanza.

Come comportarsi?

Come si stava accennando in precedenza, solo un veterinario può effettuare una diagnosi, di conseguenza sarebbe davvero un grosso errore quello di giungere a delle conclusioni in modo autonomo.
Quello che il padrone scrupoloso può fare è, appunto, osservare con maggiore attenzione il comportamento del proprio cane, allo stesso modo la presenza di lesioni cutanee deve allarmare.
Un possibile indice del fatto che l’esemplare sia interessato da dermatite da leccamento è inoltre l’anomala assenza di pelo in uno specifico punto della pelle.

Rimedi per la dermatite da leccamento

I rimedi per la dermatite da leccamento possono essere molteplici: nel caso in cui tale comportamento sia dovuto a problematiche specifiche, come può essere ad esempio la presenza di un trauma, oppure di un tumore, è evidente che è necessario risolvere il problema alla sua radice.
Un veterinario è sicuramente in grado non solo di eseguire una diagnosi specifica, ma anche di suggerire una terapia mirata.
Può accadere che il veterinario suggerisca di correggere il comportamento del cane applicando sulla sua pelle dei prodotti mirati, analogamente a come una persona può fronteggiare un caso di micosi cutanea applicando un prodotto specifico, magari acquistando una crema antimicotica dall’e-commerce DocPeter.
Se il comportamento del cane non è dovuto a problematiche particolari si può optare anche per delle soluzioni prettamente “funzionali”, ad esempio applicando sul punto che l’esemplare è solito leccare delle sostanze naturali che gli renderebbero sgradevole il compimento dell’azione.
In alcuni casi, inoltre, per risolvere il problema può essere sufficiente l’applicazione di una benda, ma anche quest’operazione può essere suggerita ed attuata soltanto da un veterinario.