martedì 31 marzo 2009

LA MATEMATICA INFIAMMA I CUORI A GELA

“Le giornate della matematica ludica”: questo il tema di un convegno che si svolgerà a Gela dal 17 al 19 aprile prossimi nei locali dell’Istituto tecnico commerciale “Luigi Sturzo”.

L’iniziativa promossa dalla Provincia Regionale di Caltanissetta è organizzata dal Circolo Matematici “Leonardo Fibonacci” di Gela in collaborazione con l’istituto d’istruzione secondaria “Sturzo”, il corso di informatica dell’Università di Catania e l’associazione per la didattica con le nuove tecnologie.

Durante tutto l'evento si svolgerà la finale della “Seconda edizione dei Giochi Matematici del Golfo” che vedrà la presenza di 250 alunni delle quarte e quinte elementari di Gela, Butera, Mazzarino e Niscemi che hanno superato le precedenti fasi di qualificazione.

Invitiamo i responsabili a comunicarci gli sviluppi e i risultati di questa interessante iniziativa alla email di redazione: redazione@gravita-zero.org

RADIO: LE INTERVISTE ALLA SCIENZA DI CACCIA AL FOTONE

Sul blog di Caccia al Fotone è possibile riascoltare le ultime interviste di Fabio DeSicot su RadioCitta’Fujiko.

Questa settimana si parla di nucleare italiano. Intervista a Nazzareno Gottardi del politecnico di Milano, che ha lavorato quasi 50 anni nei campi della fissione e della fusione termonucleare.

Per chi l'avesse persa, segnaliamo anche l'intervista al prof. Giacomo Rizzolatti, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma, scorpritore di una classe particolare di neuroni divenuta celebre con il nome di neuroni specchio.

lunedì 30 marzo 2009

IL GENIO ITALIANO APPRODA ALLA SILICON VALLEY

Elisabetta Durante, del DISTI, ci informa che due ragazzi laureandi del Politecnico di Bari parteciperanno al Silicon Valley study tour 2009.

Gli italiani della Silicon Valley sono oltre 400, tra imprenditori e manager associati nella SVIEC, Silicon Valley Italian Executive Council, guidata dall’avvocato ligure-americano Jeff Capaccio (primo da sinistra nella foto).

Quest’anno, per la prima volta, due laureandi del Politecnico di Bari, Pietro Caragiulo e Stefania Di Tommaso sono stati selezionati per partecipare al "Silicon Valley Study Tour", previsto tra agosto e settembre 2009 ed organizzato dall’associazione La Storia nel Futuro® (www.storianelfuturo.org) e AizoOn (www.aizoon.it) in collaborazione con SVIEC.

I 60 partecipanti che hanno preso parte alle prime quattro edizioni del Silicon Valley Study Tour provenivano da atenei del nord (Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Genova, Università di Bologna, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università del Piemonte Orientale di Novara): tutti considerano preziosi l’esperienza fatta ed i contatti sviluppati nella Silicon Valley.

Una curiosità: come piattaforma per il social network, Silicon Valley Tour 2009 ha scelto "Ning" (siliconvalleystudytour.ning.com), un'applicazione web, ideata da Marc Andreessen, meglio conosciuto come co-autore di Mosaic, il primo web browser.

Ning permette di creare siti web sociali o reti sociali (social network), ed è l'ideale per creare gruppi di socializzazione attorno a temi comuni, gruppi di lavoro o di studio. Inoltre è gratuita nella sua versione base.

Fonte: DISTI

COMUNICARE PER IMMAGINI: LA COMPUTER GRAPHICS

Se è vero che una immagine vale più di mille parole, questo è tanto più vero nell'illustrazione scientifico divulgativa. Ne erano ben consci Diderot e D’Alembert del XVII secolo quando pensarono a una '“Encyclopédie” completamente illustrata, allora considerata una autentica novità, un compendio universale del sapere. Se fossero oggi tra noi, ne siamo certi, i due filosofi farebbero uso delle più moderne tecniche della computer graphics: perché loro sì, erano degli innovatori!
Nel video seguente, un brillante esempio di come sia possibile comunicare il massimo dell'informazione scientifico divulgativa nella maniera più semplice e accessibile. Come esempio di "stile" gli autori hanno utilizzato la favola classica "Cappuccetto Rosso".

domenica 29 marzo 2009

PERCHÈ LA SCIENZA È IMPORTANTE?


Ogni mattina migliaia di persone come noi si alzano e si recano a lavorare in un laboratorio scientifico in qualche parte del mondo.
Alcuni faranno grandi scoperte, e porteranno enormi contributi scientifici e tecnologici, che avranno forti ricadute e cambieranno la vita di tutti noi. Spesso queste storie vengono ignorate dai più, ma il Regno Unito, che vanta una lunga esperienza in divulgazione scientifica e di ottimo livello, ha deciso di raccontarcele. Il progetto Labreporter.com con whyscience.co.uk ci permette di dare uno sguardo dentro i laboratori di tutto il mondo, conoscere le persone che lavorano al loro interno, e sapere dalla loro voce quello che fanno, come lo fanno e, soprattutto, perché lo fanno.



Decine di interviste ai protagonisti (scienziati, scrittori e insegnanti), disponibili presso il sito www.whyscience.co.uk
Le interviste ai protagonisti sia nel film completo che in singoli brani.

Tutti i film sono scritti, prodotti e diretti da Alom Shaha
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MATEMATICA E MOTOCICLETTA


Ci credereste? C'è più matematica in cielo e in terra di quanto possa immaginarne la nostra fantasia. Per esempio quanti sanno che anche le motociclette hanno bisogno di un algoritmo matematico di guida per eseguire le manovre di marcia, data la loro “instabilità” naturale?

E così gli appassionati delle due ruote potranno apprezzare l'incontro che si terrà venerdì 3 aprile 2009 alle ore 16.30, presso l’Aula 2 del Politecnico di Torino in C.so Duca degli Abruzzi 24.

Progetto Polymath ci informa che nell’ambito di Matematica e Motocicletta, che vedrà la partecipazione di manager e ingegneri di alcune note case motociclistiche, sarà illustrato il progetto di un nuovo algoritmo inserito in un software commerciale attualmente utilizzato dalle più importanti aziende motociclistiche.

Si tratta di un pilota virtuale di motociclette, per l’utilizzo in ambienti di prototipazione virtuale, che offrirà ai relatori dell’incontro la possibilità di discutere sulle diverse opzioni possibili della modellistica matematica della motocicletta.

L'incontro è promosso daL Corso di laurea in Matematica per le Scienze dell'Ingegneria, Corso di laurea magistrale in Ingegneria Matematica, http://calvino.polito.it/~laurea - Dipartimento di Matematica


Intervengono:

Prof. Alessandro Beghi, Università di Padova Ing. Luca Fabbri, Innovation Manager, Motorcycle Engineering, Brand Units Aprilia e Derbi


Per informazioni: Patrizia Serra
(patrizia.serra (at) polito.it, tel.: 011-5647557)

http://www.polito.it/php/news/index.php?idn=2341&lang=it
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ADDIO A GIULIO MACCHI: PIONERE TV DELLA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Ci lascia a 91 anni nella sua casa romana Giulio Macchi, autore televisivo, regista e conduttore della Rai.

Macchi è noto al grande pubblico televisivo soprattutto degli anni '70 per la popolarità di trasmissioni di informazione che hanno fatto la storia della televisione pubblica, come Orizzonti della Scienza e della Tecnica e Habitat, con le quali portò nelle case degli italiani, rendendo quei temi accessibili a tutti, grandi medici, scienziati, ingegneri e urbanisti.

Macchi, regista, conduttore e autore televisivo è stato un vero pioniere della divulgazione scientifica in tv.

Del '66 il suo programma forse più noto, Orizzonti della Scienza e della Tecnica, che inventò e condusse per oltre nove anni e con il quale fece conoscere al grande pubblico, importanti medici e scienziati.

sabato 28 marzo 2009

A TORINO LA SCIMMIA NUDA: STORIA NATURALE DELL'UMANITÀ


In occasione delle celebrazioni del Bicentenario della nascita di Charles Darwin e del centocinquantesimo anniversario della pubblicazione della sua opera principale, "On the origin of species by means of natural selection", il Museo regionale di Scienze naturali di Torino, organizza venerdì 3 aprile, ore 12.00, la conferenza stampa di presentazione della mostra di rilevanza internazionale "La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità", e già presentata al Museo Tridentino di Scienze Naturali.

Ricordo che "La scimmia nuda" è anche il titolo di un celebre libro dell'antropologo britannico Desmond Morris.



L’inaugurazione della mostra coincide con la chiusura del convegno "Darwin e l’evoluzione dell’uomo" che si tiene a Torino il 2–3 aprile presso l’Accademia delle scienze.

Il comitato scientifico della mostra vanta alcuni tra i più grandi evoluzionisti italiani e stranieri: Guido Barbujani, Camperio Ciani, Frans de Waal, Jared Diamond, Aldo Fasolo, Giacomo Giacobini, Jean-Jacques Hublin, Giuseppe Leonardi, Giorgio Manzi, Telmo Pievani, Ian Tattersall e la collaborazione speciale di Desmond Morris.

La mostra è accompagnata da un catalogo di 200 pagine con saggi, tra gli altri di Elisabetta Visalberghi, Giorgio Manzi, Guido Barbujani, Telmo Pievani.


venerdì 27 marzo 2009

A VICENZA SCIENZA E SOCIETÀ SI INCONTRANO NELL'ARCHITETTURA


Observa - Science in Society sta realizzando con il Comune di Caldogno (VI) la rassegna “Scienza e società si incontrano nell’architettura” che si svolgerà dal 16 al 19 Aprile 2009 nel suggestivo spazio di Villa Caldogno.
Locandina Scienza Architettura
Altri documenti pubblicati da gravitazero.

Incontri inediti, dibattiti, spettacoli, percorsi espositivi, degustazioni e molto altro ancora, per portare il dialogo tra scienza e società, tra innovazione e territorio al di fuori dei convegni tra studiosi e renderlo più affascinante e comprensibile.

Dal 16 al 19 aprile 2009, per la terza volta, si incontreranno filosofi, artisti, scrittori, scienziati e architetti. Ospiti delle serate Luca Mercalli (metereologo) e Gianni Biondillo (architetto e scrittore), che inaugureranno la rassegna confrontandosi sulla parola chiave Forme; Neri Marcorè (attore) e il neuro scienziato Giorgio Vallortigara che dialogheranno sul tema Parole; l’astrofisico Andrea Possenti e il musicista Arturo Stàlteri che si interrogheranno su Suoni e Visioni; Davide Cassi (fisico esperto di cucina molecolare) e il gruppo creativo Arabeschi di Latte (designers e performers del cibo) che concluderanno il festival esplorando la parola Sapori.

Oltre alla giornata di sabato dedicata a Suoni e Visioni, novità di questa terza edizione sarà la speciale serata domenica 19 aprile 2009 dedicata al gusto, che prevede il confronto tra Davide Cassi esperto di cucina molecolare e Arabeschi di latte architetti e ideatori di eating events attorno alla parola chiave Sapori. Scienza e architettura del gusto. Dopo il dibattito sarà possibile partecipare alla degustazione di caffè e pasticceria condotta dal Gruppo Lavazza e da Dario Loison Maestro pasticcere.

Torna a Villa Caldogno anche il teatro scientifico in apertura al dialogo sul tema Parole di venerdì 17 aprile; Pierantonio Rizzato, accompagnato dai suoni di Pierluigi “Igi” Meggiorin, proporrà in prima nazionale “Il cane di Pavlov” di D. Lamberti.

In apertura alla rassegna, giovedì 16 aprile, “Dalla terra alla Luna”, l’attrice Stefania Carlesso legge Ariosto, Leopardi e Verne.

Programma e informazioni dettagliate sul sito www.scienzarchitettura.it


Altri documenti pubblicati da gravitazero.

HANDBOOK OF PUBLIC COMMUNICATION OF SCIENCE

A cura di Massimiano Bucchi and Brian Trench

Esce in questi giorni l’Handbook of Public Communication of Science, curato da Massimiano Bucchi (Università di Trento, membro del Public Communication of Science and Technology Network) and Brian Trench (Dublin City University, membro del Public Communication of Science and Technology Network).




Esauriente e al tempo stesso accessibile, il volume offre una panoramica aggiornata della comunicazione pubblica della scienza e della tecnologia – un settore sempre più rilevante e in rapida evoluzione. I curatori dimostrano in modo convincente che la comunicazione della scienza non è semplicemente qualcosa che ‘si fa’ ma un campo intellettuale con una propria dignità. Chi pratica la comunicazione della scienza potrà arricchire e migliorare la propria attività esplorandone le sfide concettuali…Questo libro sarà IL testo standard e il punto di partenza della ricerca per molti anni a venire (Bruce Lewenstein, Cornell University, USA).


Con contributi di: Sharon Dunwoody, Jon Turney, Bernard Schiele, Martin Bauer, Hans Peter Peters, Federico Neresini, Giuseppe Pellegrini, Alan Irwin, Steven Yearley, Hesther du Plessis, Edna Einsiediel, Robert Logan, David Kirby, Rick Borchelt, Iina Helsten, Brigitte Nehrlich, Angela Cassidy.

Per informazioni è possibile consultare il sito ufficiale della casa editrice Routledge.
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VENEZIA: MATEMATICA E CULTURA 2009



La matematica è di moda! E' infatti terminato, non senza colpi di scena, il Festival della Matematica di Roma, con grandissimo successo di pubblico, che già inizia un altro appuntamento a Venezia: il Convegno "Matematica e Cultura 2009".

Il convegno, il dodicesimo della serie iniziata nel 1997, intende proseguire nell'analisi delle possibili connessioni tra la matematica e altri aspetti del sapere umano.

E sarà Matematica e letteratura l'argomento di apertura del convegno, alle ore 15.00 con Paolo Giordano dell'Università di Torino & INFN Torino a inaugurarlo con il tema "I numeri primi nella letteratura contemporanea" (Letture di Paola Brolati)

Qui il programma completo con gli interventi

Tra i temi trattati nella nuova edizione: matematica e arte, matematica e applicazioni, matematica e cinema, matematica e letteratura, matematica e musica, matematica e religione,omaggio a Pavel Florensky, matematica e architettura.

Il convegno è organizzato in collaborazione con il Dipartimento di matematica applicata e informatica dell'Università di Ca' Foscari.

Gli atti saranno stampati in volume, come quelli degli anni precedenti (dal 1999 al 2007).
Tutti i volumi sono editi dalla Springer Italia per l'edizione italiana e dalla Springer Germany per la edizione inglese.

E' disponibile il video "Matematica e cultura 2008" (da richiedere a emmer@mat.uniroma1.it)

Convegno "Matematica e Cultura 2009"
Venezia 27 - 29 marzo 2009
Auditorium Santa Margherita, Università Ca' Foscari

http://www.mat.uniroma1.it/venezia2009

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giovedì 26 marzo 2009

PREMIO ABEL AL MATEMATICO MIKHAIL GROMOV

OSLO - Il prestigioso Abelprisen (Premio Abel) 2009 è stato assegnato oggi dall'Accademia norvegese di Scienze e Lettere al matematico francese di origine russa Mikhail Gromov per il suo "contributo rivoluzionario" alla geometria.

Nato in Russia, già vincitore del premio Wolf per la matematica nel 1993, il matematico 65enne è cittadino francese dal 1992.

E' professore all'Istituto des Hautes Etudes Scientifiques a Bures-sur-Yvette, professore titolare della cattedra di matematica Jay Gould al Courant Institute of Mathematical Sciences dell'Università di New York, membro dell'Accademia delle Scienze francese, della US National Academy of Sciences e dell'American Academy of Arts and Sciences.

La geometria è una delle branche più antiche della matematica. Nel corso dei secoli essa ha suscitato l’interesse di grandi matematici, ma è soprattutto negli ultimi cinquant’anni che ha compiuto progressi straordinari. Alcuni degli sviluppi più significativi sono opera di Mikhail Gromov, matematico che ha dato vita a idee profondamente originali, foriere di nuove prospettive in questa disciplina e in altre aree della matematica.

La geometria riemanniana ha preso le mosse dallo studio delle superfici curve e dei loro analoghi in dimensione superiore, e ha trovato delle applicazioni nella teoria della relatività generale. Mikhail Gromov ha svolto un ruolo decisivo nella creazione della geometria riemanniana globale moderna. Le sue soluzioni di importanti problemi di geometria globale sono state rese possibili dalla formulazione di nuovi concetti generali come la convergenza delle varietà riemanniane e il principio di compattezza che ora recano il suo nome.

Mikhail Gromov è uno dei fondatori della geometria simplettica. Le curve olomorfe erano ritenute uno strumento importante nella geometria delle varietà differenziali complesse, tuttavia l’ambiente delle strutture complesse integrabili era troppo rigido.
In un famoso lavoro del 1985, Gromov estese il concetto di curve olomorfe alle curve J-olomorfe su varietà simplettiche. Quest’innovazione portò successivamente alla teoria degli invarianti di Gromov-Witten, un tema oggigiorno di grande interesse e legato alla moderna teoria quantistica dei campi. Inoltre essa ha portato alla creazione della topologia simplettica ed è penetrata progressivamente all’interno di molte altre aree della matematica, trasformandole.

Mikhail Gromov, con il suo lavoro sui gruppi a crescita polinomiale, ha introdotto idee innovative che hanno cambiato per sempre il modo di considerare i gruppi discreti infiniti. Egli ha scoperto la geometria dei gruppi discreti e ha risolto in questo campo numerosi problemi fino ad allora inaccessibili. Grazie al suo approccio geometrico, alcuni complessi argomenti combinatori sono apparsi molto più convincenti e naturali.


Il premio Abel, che viene assegnato dal 2003 (per compensare l'assenza di un premio Nobel per la matematica), ricompensa con sei milioni di corone norvegesi (oltre mezzo milione di euro) gli studiosi le cui ricerche contribuiscono in modo rimarchevole allo sviluppo delle scienze matematiche.

Nella foto Niels Henrik Abel, matematico nato nel 1802.

La cerimonia per la consegna del Premio, che porta il nome del matematico norvegese Niels Henrik Abel (1802-1829), si terrà ad Oslo il 19 maggio.

Il Premio Abel ha lo scopo di promuovere la matematica, rendendo più prestigiosa questa scienza, specialmente agli occhi delle nuove generazioni.

Ecco i vincitori delle edizioni precedenti del premio:

2003: Jean-Pierre Serre (Collège de France – F)
per avere svolto un ruolo fondamentale nel dare una forma moderna a numerose branche della matematica, fra cui la topologia, la geometria algebrica e la teoria dei numeri.

2004: Michael F. Atiyah (University of Edinburgh – UK) e Isadore M. Singer (MIT – USA)
per aver scoperto e dimostrato il teorema dell’indice coniugando topologia, geometria e analisi, e per il ruolo straordinario che hanno avuto nel creare nuovi ponti tra matematica e fisica teorica.

2005: Peter D. Lax (Courant Institute of Mathematical Sciences, New York University – HUN/USA) per i suoi straordinari contributi alla teoria e all’applicazione delle equazioni differenziali alle derivate parziali e al calcolo delle loro soluzioni.

2006: Lennart Carleson (Istituto reale di tecnologia – SV)
per il suo vasto e innovativo contributo all'Analisi armonica e ai sistemi dinamici lisci.

2007: S. R. Srinivasa Varadhan, (Courant Institute of Mathematical Sciences, New York University)
"per i suoi fondamentali contributi alla teoria della probabilità ed in particolare per la creazione di una teoria unificata delle grandi deviazioni".

2008: John Griggs Thompson (Università di Cambridge) e Jacques Tits (Collège de France)
per i loro straordinari risultati in campo algebrico e in particolare per il loro contributo alla moderna Teoria dei Gruppi

http://www.abelprisen.no/en

FESTA NAZIONALE DELL'ASTRONOMIA FEDERICO II



In occasione dell'Anno Internazionale dell’Astronomia 2009, riparte il CORSO DI ASTRONOMIA della Festa Nazionale dell'Astronomia Federico II promossa dalla The Lunar Society Italia in collaborazione con Università degli Studi di Bari, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Bari, Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Società Astronomica Italiana, Soprintendenza Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Bari e Foggia e Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia.

La data di inizio del corso è fissata per il 30 MARZO 2009. Essi si articoleranno in lezioni teoriche e pratiche per concludersi il 20 GIUGNO, sotto le stelle, con la serata astronomica in occasione del solstizio di estate.

Le sedi del corso sono il Dipartimento Interateneo di Fisica a Bari, il Castello Svevo di Bari e Castel del Monte.

Parte integrante e affascinate del corso è rappresentata dall’iniziativa ASTRONOMI A CORTE, un ciclo di conferenze di alto contenuto divulgativo- scientifico che sarà aperto domenica 19 aprile 2009 a Castel del Monte dalla Lectio Magistralis, dal titolo L’Universo degli Universi, del Prof. Roberto BUONANNO, presidente della Società Astronomica Italiana e ordinario di Astronomia e Astrofisica presso l'Università di Roma Tor Vergata.

Al Castello Svevo di Bari, nelle settimane successive si susseguiranno Walter FERRERI, dell’Osservatorio di Pino Torinese, Luigi COLANGELI, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Infine, a Castel del Monte, che per l’occasione sarà trasformato in un Osservatorio, Gianluca MASI, direttore del Planetario di Roma.

Le lezioni dei corsi saranno tenute anche dai professori Nicola GIGLIETTO e Paolo CEA, dell’Università degli Studi di Bari e componenti della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Ad essi si affiancheranno Raffaele FALAGARIO, Umberto MASCIA e Michele MALLARDI, della Società Astronomica Italiana

IL PROGRAMMA su www.thelunarsociety.it
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RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA: DAL SOCIAL NETWORK AL WEBINAR


L'Associazione Californiana non-profit di business internazionale "Bridges to Italy" inaugura una community dedicata all'innovazione come strumento per "accorciare le distanze" tra Italia e USA.

Italia e California non sono mai state così vicine. Merito del Social Network Italia-Usa dedicato alle tecnologie attivato su www.bridgestoitaly.org, sito web dell'omonima associazione californiana non profit di business internazionale, fondata con l'obiettivo di promuovere nuove partnership e "alleanze tecnologiche" tra Italia e Stati Uniti in settori scientifici in cui si esprime l'eccellenza dei due Paesi, in particolare nanotecnologie, biotecnologie ed energie pulite rinnovabili.

Oltre cento gli iscritti in solo poche settimane dall'avvio dell'iniziativa: per la maggior parte si tratta di ricercatori e studiosi, ma sono molti anche gli imprenditori, gli investitori e i professionisti sia italiani che statunitensi operanti in ambito high-tech interessati a sfruttare le potenzialità della rete per ampliare i propri contatti e scoprire nuove opportunità di ricerca - o perché no di business - "tra le due sponde dell'Oceano".

Nota rilevante - e aspetto che denota il carattere veramente internazionale dell'iniziativa- è che gli iscritti sono ugualmente ripartiti tra Italia e Stati Uniti: "Il fatto che il nostro invito sia stato accolto con entusiasmo tanto dagli italiani quanto dagli americani ci ha fatto capire subito quanto vasto sia il potenziale di relazioni da sviluppare, e ha marcato una fondamentale differenza rispetto alla maggior parte delle community sull'innovazione diffuse nella Rete, che hanno una portata per lo più nazionale" - afferma la Presidente di Bridges to Italy e ideatrice dell'iniziativa Bianca Dellepiane. "Il nostro obiettivo è quello di rendere il social network di Bridges to Italy un vero e proprio strumento di lavoro, mettendo in atto una serie di servizi e facilites che possano realmente accorciare le distanze tra i due Paesi".

A partire da una serie di "Webinar" (Seminari on-line) diretti al pubblico qualificato USA che saranno inaugurati in occasione della manifestazione fieristica "BioinItaly", appuntamento annuale dove il Biotech Italiano incontra gli investitori in programma a Milano e sul Social Network di Bridges to Italy per il pubblico USA il 4 e 5 Maggio 2009, organizzato da Assobiotec - Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (che fa parte di Federchimica) e Innovhub, azienda speciale per l'innovazione della Camera di Commercio di Milano.

In quell'occasione i numerosi soggetti imprenditoriali italiani partecipanti avranno così l'opportunità unica di presentarsi al mercato statunitense, avviando contatti con un pubblico qualificato composto in prevalenza da investitori e operatori USA nel campo delle biotecnologie interessati a espandere le opportunità di business con l'Italia.

Si tratta, in pratica, di una vera e propria "trade mission" virtuale caratterizzata da indiscutibili vantaggi: permette di raggiungere partecipanti anche geograficamente molto lontani a costo pressoché nullo (Anyone, Anywhere, Anytime), offre la possibilità di scambiare informazioni in tempo reale e di porre così le basi per relazioni interpersonali da cui far nascere opportunità di collaborazioni o investimenti, e permette di individuare facilmente nominativi mirati di professionisti o aziende leader interessate al mercato italiano.

"Nell'attuale clima di austerity che impone alle aziende americane di ridurre i viaggi e le spese legate agli spostamenti, la soluzione di questi "incontri virtuali" sta prendendo decisamente piede qui negli USA, incoraggiata anche dal nuovo corso della Presidenza Obama che ha più volte richiamato il mondo imprenditoriale a ridurre il "carbon footprint" e a prestare maggiore attenzione alle problematiche ambientali" - afferma ancora la Dellepiane. "Inoltre, per l'elevato profilo scientifico, i webinar contribuiscono anche a diffondere un'immagine positiva e INNOVATIVA del "brand" Italia qui negli Stati Uniti, dove spesso mancano canali efficaci di comunicazione tra i due Paesi e si fatica a conoscere le tante eccellenze della ricerca italiana."

Ed è proprio ad una promozione ad alto livello delle potenzialità dell'Italia in ambito high-tech che mira l'attività di "Bridges to Italy" -associazione fondata alla fine del 2007 da un panel di imprenditori, ricercatori, venture capitalist e investitori americani accomunati dalla volontà di avvicinarsi al nostro Paese per condividere nuovi progetti, idee e strategie di business in settori tecnologici "di punta", e presieduta dalla manager italiana Bianca Dellepiane, genovese di nascita e californiana di adozione.

In questo senso va infatti anche la recente media partnership siglata con la web agency Time & Mind di Torino e le sue testate on line The Daily Bit e Gravità Zero, due fra i principali portali italiani dedicati alla scienza e alla sua divulgazione, che pubblicheranno sul social network aggiornamenti costanti sui più promettenti risultati di ricerca sviluppati dall'Italia. E in questo senso vanno lette anche le tante iniziative di cui il sito si arricchisce giorno dopo giorno: sondaggi, spunti di riflessione e discussione, segnalazioni di eventi scientifici in Italia o negli USA.

Ma non è tutto. La web community di "Bridges to Italy" offrirà anche una serie di documenti creati ad hoc utili a chi intende operare in un contesto internazionale qualificato: mini "guide" scaricabili dal sito e inerenti i temi della proprietà intellettuale, del venture capital, e in generale del trasferimento tecnologico, dove spesso emergono significative differenze tra i due Paesi.

"Sono temi che abbiamo affrontato anche nel corso della tavola rotonda che abbiamo organizzato in Italia durante l'ultima edizione del Festival della Scienza di Genova dal titolo "Quando la ricerca crea ricchezza" - conclude Bianca Dellepiane. "C'è bisogno di molta formazione sull'approccio americano al technology transfer, e parlo non solo di leggi e regolamenti, ma anche di un atteggiamento mentale altrimenti difficile da assorbire, se non si lavora qui. Questo bagaglio di informazioni permette poi alle startup tecnologiche di operare con successo, non solo negli USA ma in tutti i Paesi che seguono il modello statunitense per la commercializzazione delle tecnologie, ovvero tutte le principali economie mondiali"


mercoledì 25 marzo 2009

VEDERE LA SCIENZA FESTIVAL A MILANO

La nascita di Darwin e la pubblicazione de L’Origine delle Specie, le prime osservazioni di Galileo al cannocchiale e il primo sbarco sulla Luna: momenti incisi nella storia dell’uomo e della scienza, di cui ricorrono nel 2009 tutti gli anniversari, in un intreccio fra biologia e astronomia.

Vedere la Scienza Festival celebra questi appuntamenti d’eccezione invitando il pubblico a una settimana di cinema scientifico, dal 30 marzo al 5 aprile allo Spazio Oberdan a Milano.
La manifestazione, al suo tredicesimo anno di vita, è realizzata da Università degli Studi di Milano, Provincia di Milano - Settore Cultura e Fondazione Cineteca Italiana, con la collaborazione per l’edizione 2009 delle associazioni “Italia - Russia” e “Scienza under 18”.

La settimana di Vedere la Scienza propone un fitto programma di proiezioni ad accesso libero e gratuito, dal mattino alla sera. I titoli collocati nelle sessioni mattutine e pomeridiane partecipano a una competizione internazionale e sono stati selezionati fra un centinaio di opere iscritte al concorso. Studenti, appassionati e semplici curiosi possono scegliere fra diverse tipologie di filmati a soggetto scientifico: da documentari di grandi case di produzione a brevi video di musei e istituti di ricerca, da film di fiction recenti alla riscoperta di classici senza tempo.

Il programma prevede anche presentazioni e dibattiti con esperti dei vari settori. Sabato 4 aprile Margherita Hack sarà ospite d’onore a una mattinata a lei interamente dedicata, come omaggio all’astronomia italiana. Dopo la proiezione di Margherita Hack. Il secolo lungo (Italia, 2007) l’astrofisico Giovanni F. Bignami intervisterà la scienziata e animerà il dibattito con il pubblico.

La ricerca sull’evoluzione e l’astronomia riceveranno speciale rilievo nell’edizione 2009, ma nel corso della settimana gli spettatori incontreranno un insieme composito di tematiche, declinate secondo le sensibilità dei diversi autori e paesi di provenienza: i cambiamenti climatici, lo studio della mente, gli enigmi matematici, l’inquinamento, la sordità, i rifiuti, i farmaci…
Specie di specie (Francia, 2008), titolo di apertura del Festival, accompagna lo spettatore in un immaginario viaggio a ritroso nella storia evolutiva dell’uomo e di tutte le specie viventi, alla scoperta, che sorprenderà i più, di un unico, lontanissimo, comune antenato.

Le indagini sulla forma dell’universo e l’enigmatica storia del matematico Grigori Perelman si intrecciano ne La maledizione della congettura di Poincaré (Giappone, 2008); le storie di alcuni sopravvissuti alla tragedia dell’11 settembre guidano un avvincente racconto sugli studi più attuali sulla paura e la memoria, fra psicanalisi e neurologia, ne Il volto nascosto della paura (Italia, 2008); la bellezza dei frattali, elementi ricchi di fascino su cui si interrogano studiosi di aree apparentemente lontane, dalla matematica alla biologia, è protagonista di Caccia alla dimensione nascosta (USA, 2008).

Grande spazio è dedicato alle meraviglie della natura, dalle distese glaciali di Tara, viaggio nel cuore della macchina del clima (Francia, 2008), alle suggestive migrazioni delle farfalle monarca di Ali di farfalla (Francia, 2007). E lo spettatore potrà compiere anche dei viaggi impossibili alla scoperta del cosmo, nell’infinitamente piccolo con Viaggio incredibile (GB, 2008) e nell’infinitamente lontano con Viaggio al centro di un buco nero (Francia, 2008).

A volte la presenza della scienza è meno esplicita, eppure costituisce un tassello di rilievo anche all’interno di storie umane estremamente toccanti: è il caso di Hear and Now, in cui due coniugi sordi dalla nascita decidono, a sessant’anni, di sottoporsi a un intervento per riacquistare l’udito.

Non meno variegato il programma della rassegna serale e del fine settimana. 2001: odissea nello spazio (di S. Kubrick, 1968), Una donna sulla Luna (di F. Lang, 1928), Viaggio nello spazio (di V. Zuravlev, 1936), Darwin (di P. Greenaway, 1993), Lo zoo di Venere (di P. Greenaway, 1985), E l’uomo creò Satana (di S. Kramer, 1960), Galileo (di J. Losey, 1974), Il pianeta delle scimmie (di F. Schaffner, 1968), Uomini sulla Luna (di I. Pichel, 1950): questi i titoli della rassegna, che in una simbolica sintesi tra evoluzione e viaggi spaziali chiude con Wall-E (di A. Stanton, 2008), fresco vincitore dell’Oscar per il miglior film d’animazione.

L’ingresso è gratuito per tutte le proiezioni, sino a esaurimento dei posti. Le proiezioni mattutine sono dedicate alle scuole, su prenotazione (tel 02 50314680, vederelascienza@unimi.it).

Il programma completo della manifestazione, con orari delle proiezioni e schede informative sui titoli è disponibile all'indirizzo www.brera.unimi.it/festival

Vedere la Scienza Festival Università degli Studi di Milano - Via Brera 28 - 20121 Milano

martedì 24 marzo 2009

DIVENTARE PROFESSIONISTA DI UN UFFICIO STAMPA


Segnalo un interessante corso per chi, all'interno di enti, aziende o anche  in forma professionale privata, desideri specializzarsi nella gestione di un Ufficio Stampa.

Il professionista responsabile di un ufficio stampa è oggi una delle figure professionali più richieste dal mercato del lavoro. In una società in cui la promozione dell’immagine è ormai indispensabile, sia le aziende che gli enti pubblici e privati si avvalgono di professionisti dell’informazione.

Qualsiasi ente di ricerca che si rispetti possiede almeno una persona al suo interno dedicata alla relazione con gli organi stampa, alla diffusione di comunicati e di contenuti sia cartacei che web e Barbara Magnani è la persona più preparata in questo, dato che è stata per anni responsabile dell'ufficio stampa dell’Incubatore di Imprese del Politecnico di Torino.

Oltre a lei due grandi "penne" del giornalismo: Pier Paolo Luciano è Caporedattore di Repubblica di Torino e Alberto Papuzzi, giornalista a "La Stampa" dai primi anni settanta, ne ha diretto le pagine di cultura. Ha pubblicato diversi manuali di giornalismo ed insegna all’Università di Torino e alla Scuola di giornalismo di Perugia.

In particolare conosco Papuzzi per l'ottimo testo "Professione Giornalista" che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualunque persona intenda occuparsi di comunicazione e divulgazione (e non solo scientifica).

Il Corso "Ufficio Stampa - Tecniche di organizzazione e gestione Professione Ufficio Stampa" dal comunicato alla notizia: regole e segreti di un mestiere è un Corso-laboratorio per scoprire, e soprattutto sperimentare, le tecniche e i segreti di una professione oggi sempre più richiesta da enti ed aziende.

Dieci incontri per capire come può un comunicato stampa diventare una notizia: dalla costruzione della mailing list fino alla conferenza stampa, dalle regole di scrittura giornalistica all’organizzazione del lavoro di redazione.

Completano il percorso case history, esercitazioni su casi concreti e testimonianze di giornalisti professionisti.

Qui la locandina in PDF

Per maggiori informazioni e preiscrizioni:
http://formazione.piemonte.engim.it/?page_id=316

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E' anche possibile scrivere alla email progettispeciali@engim.it

lunedì 23 marzo 2009

COME COMUNICARE EFFICACEMENTE ONLINE


Oggi Vieweb.it, azienda inserita nell'incubatore imprese innovative del Politecnico di Torino, specializzata in comunicazione sul Web, ci ha presentato, presso l'aula di ingegneria del Cinema, lo stato dell'arte dal punto di vista tecnologico e dei servizi dei cosiddetti webmeeting, mirati a soddisfare le crescenti esigenze di comunicazione delle aziende, degli enti di ricerca o di formazione utilizzando le migliori tecnologie disponibili in ambienti internet e intranet.

L'appuntamento si rinnova domani, alle 18.00, nel Webinar gratuito (che è dunque possibile seguire dal proprio computer di casa) dal titolo: COME COMUNICARE EFFICACEMENTE ONLINE
24 Marzo 2009, 18:00-19:00, presenta Francesco Ardito.

La distanza fra un WebMeeting noioso, per chi lo segue, ed uno che faccia dire ai partecipanti: “Quando organizzerete il prossimo? Ci voglio assolutamente essere” è davvero breve. Bastano talvolta pochi accorgimenti, una minima preparazione per trasformare un WebMeeting da un evento pesante, difficile da seguire ad un evento di successo, coinvolgente.

Nel corso del seminario online Francesco ci trasferirà questi “trucchi del mestiere” che vc aiuteranno sicuramente a trasformare l’impatto e l’efficacia dei nostri prossimi meeting online e a far si che chi vi parteciperà possa dichiarare: “Quando si terrà il prossimo? Non me lo voglio assolutamente perdere!”

Caldamente consigliato a tutti coloro che fanno o intendano fare formazione online, organizzare webmeeting o webconference tra 10, 100, 1000 o più partecipanti.

Tramite una tecnologia d'avanguardia per il video webcasting ad alta qualità, è inoltre possibile contribuire alla creazione di corporate TV o alla pubblicazione di contenuti video ad alta risoluzione sui siti web esistenti.

L'altra tecnologia abilitante offerta da Vieweb.it consente la collaborazione diretta attraverso strumenti di web meeting che abilitano la condivisione di voce, video e document sharing.


Per informazioni sul webinar un clic qui

Il social network Vieweb (per rimanere sempre informati delle prossime webconference) è:

http://videoconferenza.ning.com

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domenica 22 marzo 2009

THE GREAT FLU

E’ nato il videogioco free sul web, in lingua inglese, che insegna a conoscere alcuni dei principali virus mondiali ed a controllare una possibile pandemia. 

The Great Flu - ideato da Fred Balvert, con la consulenza scientifica di Albert Osterhaus - è stato presentato in occasione del DarwinYear 2009 dall’Erasmus MC University Medical Center di Rotterdam, in Olanda. 



Ecco le principali istruzioni:

-seleziona un virus
-il virus selezionato determinerà la difficoltà del gioco
-premi “Start” per iniziare il gioco
-obiettivo: tenere sotto controllo una possibile pandemia



-il display mostra: 
1) quale stadio ha raggiunto l’infezione virale
2) quante persone sono state infettate
3) quante persone sono decedute
4) il tuo budget
-attento: le azioni che esegui per controllare il virus costano soldi…perciò tienine  conto!
-la mappa mondiale è l’area principale del gioco
-essa è divisa in 20 regioni
-clicca sulla regione per selezionarla
-informazioni sulla regione selezionata sono indicate sul lato destro della mappa 
-puoi controllare la pandemia richiedendo azioni o assegnando alle singole regioni team di ricerca
-tali azioni sono visualizzate mediante icone sulla sinistra dello schermo
-per applicare un’azione in una regione trascinagliela sopra e rilasciala 
-puoi osservare il progresso e l’impatto dell’azione applicata nella barra di avanzamento
-la barra rossa indica l’impatto dell’azione sulla regione
-la barra arancione indica la progressione
-sulla destra dello schermo puoi trovare l’evento globale e liste di messaggi, che puoi aprire cliccandoci sopra
- mentre li leggi, il gioco si mette in pausa automaticamente.

Buon Virus Computergame! E …cerca di evitare il GAME OVER!

TEATRO E SCIENZA PORTA IN SCENA LA STORIA DIVERSA DI IPAZIA

Ieri sera il pubblico di Teatro e Scienza ha potuto assistere, nella incantevole cornice del Mirafiori Motor Village di Torino, a una performance inattesa: l'assenza dell'attrice Lucilla Giagnoni ha permesso di apprezzare l'autrice dell'opera "Senza Fine", la matematica Maria Rosa Menzio, anche come attrice e voce recitante.

Lo spettacolo di ieri smentisce il luogo comune secondo cui le idee scientifiche non sarebbero sceneggiabili. Maria Rosa Menzio ne scopre addirittura l'intensa presenza scenica, la teatralità attraverso monologhi brillanti che ieri si sono lasciati andare alle passioni tra il mistico e l'amoroso dell'egiziana Ipazia.


La storia di Ipazia è nota ai lettori di Gravità Zero, ma vale la pena ricordarla.
Grande matematica, filosofa ed astronoma di Alessandra d’Egitto, nacque nel 370 d.C. e fu barbaramente uccisa nel 415 da fanatici cristiani seguaci del vescovo Cirillo, perché pagana e perché donna (aveva l'ardire addirittura di insegnare nelle accademie di allora).

Nel marzo del 415, su ordine di san Cirillo di Alessandria, un gruppo di cristiani fanatici sorprese infatti la filosofa mentre ritornava a casa, la tirò giù dalla lettiga, la trascinò nella chiesa costruita sul Cesareion e la uccise brutalmente, scorticandola fino alle ossa (Secondo alcune fonti utilizzando ostrakois - letteralmente "gusci di ostriche", ma il termine era usato anche per indicare tegole o cocci), e trascinando i resti in un luogo detto Cinarion, dove furono bruciati.

La storia portata in scena da Maria Rosa Menzio è una storia diversa di Ipazia: una biografia di invenzione. Ipazia è un genio e vuole risolvere il problema della quadratura del cerchio. Simbolo di questo interesse è un anello, che diventa nel dramma strumento per viaggiare nel tempo attraverso le pagine di vari libri, in cui Ipazia si immedesima diventando lei stessa protagonista di quelle storie, fino al finale a sorpresa.
Una donna, Ipazia, che diventa simbolo di ogni donna del passato, del presente e del futuro: ma anche dell'intero genere umano!

Il libro e l'anello, due oggetti ma anche simboli ricorrenti nel pensiero umano:

"Il libro perduto- dice Ipazia - il mio, libro. Le mie parole di sapienza"

Il libro è sempre stato per l'uomo simbolo di un alleanza, l'Arca Santa! Bruciare i libri (uccidere Ipazia) significa rompere quell'alleanza, rinunciare alla conoscenza, alla stessa vita!

"Il Canone Astronomico. Forse hanno trovato la copia che si credeva perduta per sempre. Quella che fa della mia vita semplicemente UNA vita!"

E l'anello... è forse qui il simbolo di una infanzia perduta?
"... non siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i nostri sogni?"
Ma è l'infanzia perduta dell'uomo: l'illusione di Cantor di poter un giorno conoscere tutti i segreti dell'Universo. Ma poi corsa finisce e il sogno dell'uomo muore: Ipazia è nell'Ade.

Kurt Gödel nel 1931 tronca definitivamente ogni speranza dell'uomo:
"La non contradditorietà di un sistema formale non è dimostrabile all'interno del sistema stesso.
Una sorta di circolarità è ineliminabile dal pensiero matematico. Esso riesce ad auto-descriversi soltanto a pezzi, mai interamente"

"La verità sta nel centro, non nell'anello. Nell'anello è contraddittoria".

Uno spettacolo in cui non necessariamente si deve apprendere ogni cosa. Il pubblico può con la sua storia provare emozioni, entrare in contatto con il divino.

Scrive Maria Rosa Menzio:
I misteri eleusini, sono svaniti da secoli, resta oggi il rito - sabba orgiastico dello spettacolo teatrale.



Sito web: www.teatroescienza.it

Intervista a Maria Rosa Menzio
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RELATIVITÀ E FISICA DELLE PARTICELLE ELEMENTARI

Il libro di Silvio Bergia, uscito poche settimane fa per la casa editrice Carocci, è la dettagliata ricostruzione di un'avventura scientifica straordinaria che in Italia è totalmente ignorata dal grande pubblico.

La potenzialità di questo volume permette di colmare un vizio nazionale: la stampa popolare e la televisione, salvo qualche benemerita eccezione, forniscono informazioni frammentarie e non seguono l'evolvere degli sviluppi nei vari settori della ricerca. Il grande pubblico non ha quindi l'occasione per farsi un'idea organica di quanto sia successo e stia succedendo e - neppure a grandi linee - del quadro complessivo dei successi ottenuti nelle varie discipline di studio: relatività e particelle elementari. Del resto siamo tutti stati testimoni di come i media italiani abbiano affrontato la questione dell'LHC, l'acceleratore di particelle del CERN, fornendo ai lettori informazioni fuorvianti e frammentarie dimenticando che gli studi e i preparativi richiedono decenni di lavoro e che altrettanto saranno necessari per interpretare tutti i risultati.

E' un libro, questo, che richiede un certo sforzo intellettuale, e anche una base di matematica e di fisica, ma che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualunque persona interessata a ricevere una informazione di carattere generale per comprendere al meglio le scoperte e gli aggiornamenti in materia su settori come la relatività ristretta e generale, di cui viene delineata l'evoluzione, le conferme osservative e sperimentali, nonché le connessioni con la cosmologia dagli anni trenta agli anni sessanta del Novecento, per concludere con gli sviluppi e i successi degli ultimi cinquant'anni. Il libro prosegue poi con la descrizione dell'evoluzione delle scoperte e delle idee della fisica delle particelle elementari, dall'elettrone ai quark.

Il biennio scientifico universitario garantisce la comprensione del testo, ma azzarderei anche che il testo possa essere compreso, almeno nelle sue linee generali, da parte di studenti al quinto anno dei Licei Scientifici, affiancati magari dal supporto di un docente.

E' un libro estremamente affascinante e stimolante, che a mio avviso offre quella visione di insieme che spesso manca a chi studia, o ha studiato, materie scientifiche all'Università.

Citando le parole conclusive dell'autore: "Forse i lettori converranno che raramente, in così pochi anni, si è appreso così tanto".


BERGIA SILVIO
RELATIVITA' E FISICA DELLE PARTICELLE ELEMENTARI
FISICA MODERNA
A cura di Gianluca Introzzi

Editore: Carocci
Collana: MANUALI UNIVERSITARI
Pubblicazione: 02/2009
Numero di pagine: 210
Prezzo: € 19,50
ISBN-13: 9788843047703
ISBN:8843047701


L'autore: Silvio Bergia insegna Elementi di Relatività e Filosofia della Fisica nel corso di laurea in Fisica dell'Università di Bologna. Si è occupato di fisica delle particelle elementari, di fondamenti della meccanica quantistica e di storia della fisica. Attualmente, anche e soprattuto in relazione con la sua attività didattica, si interessa di relatività generale e cosmologia,. È autore dei libri Dal cosmo immutabile all'Universo in evoluzione (Bollati Boringhieri, 1995) e Dialogo sul Sistema dell'Universo (McGraw Hill, 2002).

Gianluca Introzzi, curatore del volume, è professore aggregato di Fisica sperimentale. Insegna Radioattività e Fondamenti della fisica all'Università di Pavia e Didattica della fisica moderna presso la SILSIS di Pavia.
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sabato 21 marzo 2009

WIRED: CIBO PER LA MENTE

Facendo un giro sulla rete all'uscita del primo numero di Wired del mese scorso, con in copertina il nostro Nobel Rita Levi-Montalcini, sulla blogosfera ci siamo accorti che infuriava un dibattito proprio sulla scelta della priva cover.

Domanda: perché non un giovane? Perché non una blogstar? Perché non la foto dei grattaceli di New York visti nella campagna abbonamenti?

La risposta arriva da Wired stessa, numero di Aprile:
"perché a Ground Zero ora non si batte un chiodo! Perché Internet è solo un pezzo di Wired (tradotto= perché se esiste il World Wide Web dobbiamo dire grazie agli scienziati del Cern e Internet non esisterebbe senza le nostre "eccellenze"). Perché in Italia non abbiamo Yoani Sanchez che col suo blog combatte per la democrazia a Cuba. E perché Montalcini (che è rimasta in Italia invece di portare il cervello all'estero, ha vinto il Nobel da qui e a 99 anni ha messo assieme una giovane équipe internazionale che a Tor Pagnotta studia il cervello) ha vissuto una vita molto Wired".

Insomma: una rivista che è cibo per la mente, intelligente e moderna di respiro interplanetario, finalmente fuori dal ghetto del provincialismo italiano...

Tra le chicche del mese di aprile: intervista a Ilaria Capua, ricercatrice veterinaria, che ha vinto nel 2007 il premio SciAn50 per la leadership in science policy e nel 2008 è stata inclusa fra le prime cinque "revolutionary Mind" dell'anno dalla rivista americana Seed.

E poi...

"Carta bianca per sette Nobel".

Il tedesco Volker Steger consegna in mano a 7 Premi Nobel (tra cui Carlo Rubbia e Steven Chu) dei pastelli, e chiede: "mi disegni la sua teoria". Poi li fotografa!

La loro prima reazione è:
"devo proprio?",
e poi i laureati si ritrovano a scendere dal gradino più alto possibile della scienza per tornare a giocare con i colori, come all'asilo.
Alcuni chiedono un altro foglio e altri ancora rimangono attoniti davanti alla pagina bianca.
La conclusione di Steiger è lapidaria:
"L'unica cosa che accomuna queste persone è il premio che hanno avuto. Nessuna è neanche vagamente simile all'altra"
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venerdì 20 marzo 2009

SETTE REGOLE PER IL DIVULGATORE SCIENTIFICO DI SUCCESSO SECONDO GEORGE GAMOW


George Gamow è un fisico di origine russa vissuto tra il 1904 e il 1968. Si è occupato con successo di fisica nucleare, relatività e meccanica quantistica, ma ha fornito i suoi contributi più importanti nel campo della cosmologia e della biologia. Ciò che però costituisce l’oggetto di questo articolo non è la sua attività di scienziato, ma piuttosto quella di divulgatore scientifico, per la quale ricevette dall’UNESCO, nel 1956, il Premio Kalinga.
Dalla sua "autobiografia informale", intitolata "La mia linea di Universo" (Edizioni Dedalo 2008) è possibile estrarre sette indicazioni utili per chi si occupa di divulgazione scientifica.

1) Cerco di semplificare per me stesso, così imparo a semplificare per gli altri.

A Gamow è sempre piaciuto "vedere le cose in termini chiari e semplici". Per ottenere questo risultato ha speso tempo ed energie, ma ha ottenuto una ricompensa: imparare a semplificare per i non addetti ai lavori.
Come ci è riuscito ? Soprattutto con il coraggio della "libertà di parola" (così si esprime Giulio Giorello nella prefazione al testo sopra citato) e vivendo molto intensamente, anziché rinchiudersi nella classica torre d’avorio. È proprio il pieno contatto con gli altri, soprattutto con i non addetti ai lavori, che gli ha probabilmente consentito di scrivere numerose opere pienamente accessibili.
Oltre a questi ingredienti ha giocato un ruolo fondamentale la sua spiccata ironia, che ha senza dubbio non solo l’effetto di far sorridere, ma soprattutto quello di alleggerire il testo.
La scrittura di Gamow consiste quindi nell’esporre in maniera semplice una serie di idee secondo un ordine "naturale", in un certo senso non precostituito. È un po’ come, usando le sue stesse parole, raccontare "storie" ad un "gruppetto di amici davanti a un fuoco scoppiettante dopo una buona cena".

2) Non mi arrendo se non riesco a pubblicare ciò che scrivo

Nel 1937 Gamow scrisse il suo primo racconto della serie "Mr Tompkins", nel quale cercava di spiegare all’uomo comune i concetti di spazio curvo e di Universo in espansione. Naturalmente lo inviò per la pubblicazione a numerose riviste, ma ricevette soltanto lettere di rifiuto.
Nella sua autobiografia, riferendosi proprio a quel racconto, scrisse: "lo infilai in un cassetto e non ci pensai più". Ciò non significa che si arrese, ma semplicemente che era consapevole che forse non era il momento giusto per pubblicare oppure non aveva trovato la strada giusta per giungere alla pubblicazione. Il fatto di non pensarci più implica che non si strappò i capelli a causa del fallimento, ma considerò l’evento in maniera piuttosto equilibrata. È abbastanza evidente che la sua situazione finanziaria non dipendeva dalla pubblicazione. Poteva permettersi di aspettare. E la sua paziente attesa fu ricompensata dal successo.

3) Accetto consigli da altri su cosa scrivere e come pubblicare

Nel 1938, in occasione di un convegno di Fisica in Polonia, Gamow parlò del suo racconto a Charles Darwin (1). Ed accettò il suo consiglio di inviare il manoscritto alla rivista "Discovery". Così venne pubblicato il primo pezzo, dopodiché ne vennero pubblicati molti altri. E, verso la fine del 1938, giunsero a Gamow offerte da varie case editrici che, sicuramente, stabilirono delle indicazioni da rispettare in merito ai contenuti e alla forma. E fu così che uscì il suo primo libro di divulgazione scientifica: "Mr Tompkins in Wonderland", opera che raccoglie, appunto, le avventure di Mr Tompkins (trad. it. "Le avventure di Mr Tompkins: viaggio scientificamente fantastico nel mondo della fisica" – Edizioni Dedalo – 1995).

4) Mi avvalgo di un’accurata promozione dei miei libri

Ormai tutti riconoscono – nella nostra economia – l’importanza di saper vendere: non basta più un buon prodotto perché il mercato lo accolga favorevolmente, occorre anche una "buona confezione". Tanto è vero che parte del successo divulgativo di Gamow è dovuto a Barbara Perkins, publicity manager della Cambridge University Press. A tal proposito Gamow scrisse: "venni a sapere che la riuscita della promozione del mio libro era merito suo".

5) Collaboro con altri per scrivere libri su argomenti sui quali non sono molto esperto

È noto che per "tradurre i concetti apparentemente più astratti in immagini familiari anche al barista" (sono parole di Giulio Giorello, che cita un’espressione di Niels Bohr) occorre una buona conoscenza della disciplina scientifica a cui i concetti appartengono, oltre che naturalmente un’ottima capacità di trasmettere la cultura scientifica. Ciò implica soprattutto adattare il proprio linguaggio a quello dei lettori (o ascoltatori) e suscitare curiosità e interesse tramite la narrazione di una storia.
Quando le capacità del divulgatore scientifico non bastano per l’opera da realizzare, è il momento di riconoscere i propri limiti e collaborare con altri. D’altronde è risaputo che "l’unione fa la forza". E infatti Gamow, per scrivere "Mr Tompkins inside himself" (trad. it. "Viaggio di Mr Tompkins all’interno di se stesso: avventure nella nuova biologia” – Zanichelli – 1971), si fece aiutare dal suo amico Martinas Yčas, professore di microbiologia al Medical Center della New York State University. Ciò in quanto l’obiettivo di Gamow era "esporre i recenti rivoluzionari sviluppi della biologia".

6) Mi piace scrivere libri di divulgazione scientifica

Ciò è proprio quanto afferma, in modo esplicito, Gamow. Si tratta d’altronde di un fatto quasi naturale: se una cosa ti piace, è più facile riuscire a farla bene. Se una cosa ti piace molto, diventa una passione, e riesci ad andare avanti anche se nessuno ti paga. Tuttavia, ad un certo punto, ti rendi conto che senza soldi non riesci a fare la spesa al supermercato, e allora cerchi un lavoro, magari non molto gradevole, ma remunerato, e lasci le briciole del tuo tempo per la passione.

7) La mia vocazione principale non è scrivere libri di divulgazione scientifica

Anche questa è un’esplicita affermazione di Gamow. Il suo principale interesse è infatti "affrontare e risolvere i problemi della natura, che siano fisici, astronomici o biologici". Dunque, la vera vocazione di Gamow – già maturata durante l’infanzia – è fare lo scienziato. Tuttavia, dato che nella ricerca scientifica "le idee buone ed entusiasmanti non arrivano tutti i giorni", egli occupò il tempo libero fra un’idea e l’altra scrivendo libri di divulgazione scientifica.
nota (1): Naturalmente non si tratta di quel Darwin, che tutti conoscono e che a quell'epoca era già morto da 50 anni. A pag. 160 dell'autobiografia di Gamow c'è' scritto: "Nel maggio del 1938 andai in Polonia per partecipare ad una conferenza sul tema "Nuove teorie della fisica", che si teneva presso l'Università Pilsuzki di Varsavia ed era organizzata dall'Istituto Internazionale di Cooperazione Intellettuale, che credo fosse in qualche modo collegato alla Società delle Nazioni. Alla conferenza partecipavano Niels Bohr e Christian Moller per la Danimarca, sir Arthur Eddington e sir Charles Darwin per l'Inghilterra, Paul Langevin e Louis Brillouin per la Francia, ed Eugene Wigner, John von Neumann, Samuel Goudsmit e io per gli Stati Uniti".