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OBBLIGO DI DENUNCIA DEI CLANDESTINI: IL RIFIUTO DEI MEDICI

La reazione dei medici è stata d’immediata condanna, e tutta la rete protesta in massa contro il recente decreto legge (ne abbiamo parlato qui) che detta ai medici imposizioni sull'obbligo di denunciare gli immigrati clandestini che ricorrono al sistema sanitario.

E dai blog rimbalza anche l’allarme per ulteriori danni ai diritti civili cagionati dalle proposte del Pacchetto Sicurezza

Gravità Zero viene ripreso sul "primo piano" di un interessante approfondimento di Liquida Magazine

E intanto il nostro Prof. Giuseppe Caramia, ci scrive segnalandoci alcune note storiche che non dovrebbero essere mai dimenticate!

"Faccio presente che la proposta di legge, oltre a contraddire gli insegnamenti e il giuramento di Ippocrate, padre della medicina occidentale, potremmo dire che va anche contro il principio fondamentale della Croce Rossa del quale un medico italiano Ferdinando Palasciano nel 1848 è stato, come da tutti riconosciuto l'ispiratore".

"In pratica una tale legge ci riporterebbe ai tempi dei Borboni quando l’illustre medico napoletano dell’esercito borbonico Ferdinando Palasciano (Capua 1815 - Napoli 1891) viene condannato a morte per fucilazione perché nella battaglia di Messina contro gli insorti, nonostante il divieto del Generale Filangeri, presta soccorso anche ai nemici feriti e ai civili. Giustifica il suo comportamento perché in base al diritto di tutti i feriti di guerra alla cura, in virtù del “principio di neutralità del ferito”, al fatto che la vita dei feriti è sacra e che la missione di medico è «troppo più sacra» del dovere di soldato. La condanna gli viene tramutata in un anno di carcere grazie all’intervento e alla stima personale di Ferdinando II di Borbone".

"Caduti i Borboni, il 28 aprile 1861, in una storica seduta dell’Accademia Pontaniana di Napoli, espone il suo principio di “neutralità dei feriti di guerra”, inquadrandolo nei doveri internazionali degli Stati ed è pertanto considerato “ispiratore della nascente Croce Rossa”. Infatti gli svizzeri raccolgono l’idea e la portano avanti fino alla Convenzione di Ginevra, approvata il 22 agosto 1864 in cui viene istituita la Croce Rossa.

Il governo italiano dell’epoca, non si cura di rivendicarne la paternità per conto del Palasciano, ma il 12 agosto 1868, tutta la stampa svizzera gli riconosce il primato di aver proclamato "la neutralità dei feriti sul campo di battaglia" e auspica che il Congresso riunito possa «ispirarsi di più in più alle idee di Palasciano e farle passare nell’ordine dei fatti ormai acquisiti della nostra civiltà». Il Nobel per la Pace del 1901, il primo nella storia, viene assegnato allo svizzero Dunant e al francese Passy. Palasciano è morto dieci anni prima, il 28 novembre 1891".
"In sostanza il bisognoso di cure non ha nazionalità!"
G. Caramia

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