lunedì 31 maggio 2010

ITWIIN, BRIDGES TO ITALY, GRAVITÀ ZERO E IL PREMIO AL GENIO DELLE DONNE



Oggi il Corriere della Sera parla ampiamente del concorso per giovani donne inventrici e innovatrici, cui Gravità Zero parteciperà sia come media partner sia come giuria per voce di uno dei nostri redattori.

Il Corriere fa riferimento alla scienziata italiana emigrata con grande successo in USA premiata lo scorso anno, Alessandra Luchini che abbiamo intervistato in esclusiva.

Il giornale dimentica però le altre vincitrici del premio ITWIIN 2009 la cui nomination, come per l'anno scorso, anche quest'anno sarà decisa da una giura selezionata cui parteciperà anche Gravità Zero, e che ITWIIN premierà con importanti riconoscimenti.

I premi saranno assegnati a donne italiane o residenti nel territorio italiano in possesso di un brevetto o di un prodotto/processo/servizio innovativo, e consisteranno in un montepremi complessivo di 5000 euro e in servizi di consulenza.

L'edizione ITWIIN per premiare le migliori inventrici e innovatrici del 2010 è curata dal DISTI che assegnerà anche tre premi speciali, tra cui THE PREMIO AWARD, istituito da Bridges To Italy, insieme a due altri riconoscimenti che sono AIWECA e DISTI TELPRESS.


Per maggiori informazioni:





QUANDO LADY GAGA ENTRA IN LABORATORIO

Pare che nelle università e nei centri di ricerca americani ultimamente vadano molto di moda le parodie dei cantanti del momento. E' la volta dell'italo-americana Lady Gaga, di origine palermitana, con la sua Bad Romance (qui quella vera).

Iniziamo con gli studenti dell'Università di Washington presso il centro informazioni della biblioteca universitaria in "Librarians Do Gaga" (qui il testo della canzone).




Questi invece sono ricercatori hydrocalypse di un laboratorio di Harvard in "Lab Romance". Qui il testo della canzone.




E per finire, gli "ontherocks" - Acappella dell'Università dell'Oregon

TIME-LAPSE DEL VULCANO ISLANDESE IN ERUZIONE

Bellissime immagini in un filmato che mostra il vulcano del ghiacciaio Eyjafjallajökull in eruzione, ripreso con il metodo del time-lapse. Consigliamo di ingrandire il video a tutto schermo e ascoltarlo con la musica di sottofondo


Iceland, Eyjafjallajökull - May 1st and 2nd, 2010 from Sean Stiegemeier on Vimeo.


L'autore Sean Stiegemeier si rammarica di non essere arrivato in tempo per riprendere anche la prima fase dell'eruzione. Nonostante tutto si tratta del miglior filmato in time-lapse che riprenda un vulcano in attività e promette di fare di meglio qualora trovasse un finanziatore che gli permettesse di fare un nuovo viaggio verso l'isola, dal momento che vive a Los Angeles.



domenica 30 maggio 2010

AGORA RISVEGLIA L'INTERESSE DEL RUOLO DELLE DONNE NEL MONDO SCIENTIFICO


Secondo Bianca Dellepiane, MBA e presidente di Bridges to Italy in California e promotrice del premio THE PREMIO AWARD, il film Agora risveglia in Europa l'interesse del ruolo delle donne nel mondo scientifico e, nel caso dell'Italia, nella fuga dei cervelli femminili.

L'uscita del film "Agora" del regista spagnolo Alejandro Amenabar, ha aperto un nuovo dibattito sul ruolo e la presenza femminile in ambito scientifico. Il film è dedicato ad Ipazia, filosofa ed astronoma vissuta ad Alessandria d'Egitto nel IV sec. d.C. appartenente al Neoplatonismo, lapidata e barbaramente sacrificata da una fanatica folla di avversari cristiani che non ammettevano, dopo l'editto di Costantino che faceva del Cristianesimo la religione di stato, la possibile esistenza di pagani, specialmente donne colte come lei che era l'astro della Biblioteca d'Alessandria.

Ancora oggi le donne coinvolte nel mondo scientifico sono in qualche modo marginalizzate, negli Stati Uniti secondo la National Science Foundation solo il 20% dei professori in tutti i campi scientifici, ingegneria e medicina sono donne. In Italia esiste poi una forte contraddizione tra le donne laureate in materie scientifiche quali ingegneria, scienze della vita ed altre scienze (che sono il 50% dei laureati) e le carriere universitarie che invece vedono il 25,1% di professoresse in biologia, il 9,2% in scienze mediche, il 13% in chimica e solo il 6,2% in fisica.

Vi sorprende? Siete tra quei professionisti uomini o donne che hanno lasciato l'Italia per venire negli USA? Avendolo fatto io stessa mi piacerebbe sapere cosa vi ha motivato ad andarvene, qual è stata insomma la goccia che ha fatto traboccare il vaso o l'opportunitaàmigliore che è sorta all'estero... e infine, vi manca l'Italia?


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sabato 29 maggio 2010

DONNE E SCIENZA 2010: CONVEGNO A TORINO


E' giunto al suo 6° appuntamento il convegno dell’Associazione Donne e Scienza, che, quest’anno, si terrà a Torino subito prima dell’inizio di ESOF2010.

Sotto il titolo generico: “La creatività delle donne come elemento di innovazione in ricerca e impresa” troveranno spazio interventi volti a evidenziare alcune peculiarità della partecipazione delle donne nelle imprese e nella ricerca ma anche punti da potenziare perché tale presenza sia sempre più significativa per gli indirizzi di sviluppo della società.

Il convegno è organizzato dall’Associazione Donne e Scienza con la collaborazione di
associazioni e ricercatrici torinesi.

Con questo convegno si vuole riflettere sul contributo, talvolta silenzioso, che le donne danno in molti campi della ricerca scientifica e tecnologica e nell’imprenditoria.

Nella foto: Hedy Lamarr

Proprio in occasione di questa crisi diffusa in tutte le società industrialmente evolute è venuto infatti il momento di considerare quale sia il contributo delle donne, non solo all’innovazione, ma anche all’individuazione di un percorso diverso per costituire un’alternativa all’attuale modello di sviluppo.

A ciò contribuirà anche una tavola rotonda su «Improving the gender diversity management in materials research institutions» in cui si inquadrerà la situazione italiana nel contesto europeo, in un settore in rapido sviluppo e dai notevoli risvolti applicativi.

Le giornate fissate sono:
Giovedì 1° luglio,
Venerdì 2 luglio: convegno
Sabato 3 luglio: assemblea dell’Associazione


Promotrici
Francesca Alquati, Silvana Badaloni, Gabriella Balestra, Amalia Bosia, Anita Calcatelli, Angela Calvo, Sara Capecchi, Evelina Dapueto Pensa, Bice Fubini, Monica Ferraris, Maria Gabella, Emiliana Losma, Arianna Montorsi, Nicoletta Marchiandi, Margherita Plassa, Mariangela Ravaioli, Paola Rizzi, Simona Ronchi della Rocca, Maria Laura, Scarino Ferdinanda Vigliani, Flavia Zucco


Sede del convegno
museo regionale di Scienze naturali
via g. giolitti 36 torino


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venerdì 28 maggio 2010

UN PREMIO PER LA BLOGOSFERA SCIENTIFICA

Riprendendo un filone caro alla nostra redazione sull'importanza dei blog scientifici come strumenti di comunicazione fondamentali per favorire l'apertura e il dialogo tra la comunità scientifica e il grande pubblico, voglio segnalare un premio statunitense dèdito proprio a celebrare la blogosfera scientifica.

Il prossimo 21 giugno, il giorno del solstizio d’estate del 2010, la web 3 Quarks Daily annuncerà il miglior post tratto da un blog scientifico dell’anno. Quella di quest’anno è la seconda edizione dell’Annual 3QD Blog Prize, lanciata l’anno scorso e che vede il riconoscimento del miglior post per 4 categorie: scienze, arte e letteratura, filosofia e politica.

Come nel 2009 anche quest’anno i premi verranno annunciati durante il solstizio d’estate (Scienze, 21 giugno) e inverno (Politica, il 21 dicembre) e l’equinozio di primavera (Arte e Letteratura, il 22 marzo) e autunno (Filosofia, il 22 settembre). Per ogni categoria sono previsti 3 premi: il primo (“Top Quark"), vince 1000 dollari americani, il secondo ("Strange Quark") ne vince 300 mentre il terzo ("Charm Quark") 200.

Il giurato viene scelto direttamente dalla redazione della pagina in questione. L’anno scorso, ad esempio, la commissione della categoria “Scienze” è stata presieduta da Steven Pinker, docente presso il Departamento de Psicologia de la Universidad de Harvard il quale ha premiato i seguenti tre post:

1. Top Quark, $1000: Daylight Atheism: Bands of Iron
2. Strange Quark, $300: Southern Fried Science: The ecological disaster that is dolphin safe tuna
3. Charm Quark, $200: Bad Astronomy: Ten Things You Don't Know About Hubble

Quest’anno, invece, la commissione sarà presieduta da Richard Dawkins, etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico, il quale viene annunciato nella stessa web 3 Quarks Daily come “the best science writer of our time. We are very honored to have him.”

Per partecipare bisogna lasciare un commento con il link di un post scientifico nella web del 3 Quarks Daily entro le ore 23:59 di New York del prossimo lunedì 31 maggio (le 05:59 di martedì 1 giugno in Italia). Il post dev’essere scritto rigorosamente in inglese, non deve riportare una data posteriore al 23 maggio 2009 e non deve avere un’estensione superiore alle 4000 parole.



Non mi resta che fare un in bocca a lupo ai nostri lettori bloggers (che scrivano in inglese!) che decidano di presentarsi al concorso!

Ah... e se qualcuno di essi risultasse essere uno dei vincitori, deve ricordare di richiedere il premio non oltre un mese dall’annuncio dello stesso!
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LA SCIENZA INUTILE IN ITALIA: UN PAESE DI FURBI

La ricerca scientifica è davvero inutile per le sorti di un paese come sembra sia stata bollata dalla recente manovra finanziaria? Ma cosa succede all'industria di un paese che considera gli investimenti in ricerca e sviluppo come un costo piuttosto che una opportunità?

"Solo un paese che investe nella ricerca scientifica e nei propri giovani può avere un futuro". Parola di Obama.





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giovedì 27 maggio 2010

JELLYFISH: FORME "ALIENE" NEL MARE DELLA CALIFORNIA


QUEST nella serie video su KQED ha presentato questo bellissimo filmato che mostra una ricerca sulla forme di meduse dalle forme fantastiche: sono creature "ultraterrene" che si illuminano al buio, senza cervello oppure ossa, alcune di oltre 100 piedi di lunghezza. E vivono solo al largo della costa della California. Le hanno studiate due biologi marini, che hanno dedicato la loro vita per svelare i misteri delle meduse e delle Siphonophorae. Qui la versione HD.





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LHC: LA MACCHINA STRABILIANTE SPIEGATA AI RAGAZZI



"È la macchina più potente mai costruita dall’uomo. Si chiama LHC e si trova al CERN di Ginevra (Svizzera), il laboratorio che studia le particelle dove lavorano oltre 3.000 scienziati (tra cui oltre 700 italiani).

Una macchina che serve per trovare, tra le altre cose, il Bosone di Higgs, la particella che è stata soprannominata, in modo un po’ pomposo, dal Premio Nobel per la Fisica, Leon Max Lederman, “Particella di Dio”.

Puoi immaginare l’LHC come il più grande e potente microscopio della storia della scienza. È un lungo tubo sotterraneo (arriva a 100 metri sottoterra) a forma di anello e del diametro di 27 chilometri. È in grado di scrutare nella fisica delle più piccole distanze (1 nanometro cioè 1 milionesimo di millimetro) e delle più alte energie finora raggiunte". [continua...]


Come spiegare ai giovanissimi l'LHC, il grande acceleratore di particelle, situato presso il CERN di Ginevra?

Un tentativo è stato fatto con l'articolo seguente comparso sul numero di marzo 2010 della rivista per ragazzi dagli 11 ai 14 anni: MondoErre.

"Insomma, l’LHC è una macchina strabiliante, messa a punto grazie al lavoro di tante persone che lavorano insieme al CERN.
Sono scienziati, ricercatori e tecnici provenienti da tutti i Paesi del mondo, che lavorano collaborando fianco a fianco nonostante i loro paesi siano in guerra tra loro (israeliani e palestinesi ad esempio). In questo senso, il CERN può definirsi il più grande laboratorio di pace del pianeta.

Inoltre, le sue attività hanno delle ricadute importantissime sulla società, basti pensare che tecnologie come la PET, la Tomografia a Emissione di Positroni (usata in diagnostica medica) o il WWW sono nate all’interno di questi laboratori".




Per approfondire:

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mercoledì 26 maggio 2010

LA SCIENZA INUTILE IN ITALIA

Alcune punte di eccellenza della ricerca scientifica italiana con i migliori risultati in termini di produttività e pubblicazioni verranno spazzate via con la recente manovra finanziaria, considerate inutili sprechi di denaro.
I risparmi di questa soppressione finanzieranno le missioni dei nostri soldati all’estero.


Il Corriere elenca in punti gli elementi fondamentali della manovra che è stata varata dal Governo, e i loro destinatari. La notizia viene ripresa anche su il Post.

Secondo il Corriere chiuderebbero enti che le finanze pubbliche non riescono più a supportare: gli istituti di ricerche Isae, Isfol (formazione e lavoro), Ispesl (prevenzione e sicurezza sul lavoro), Eim (Ente montagna), gli Istituti nazionali di Alta matematica, Astrofisica, Oceanografia, Geofisica e Vulcanologia, e un’altra quindicina di altri enti minori. Il personale viene ricollocato, mentre contrattisti a termine, consulenti e borsisti vanno a casa.

Particolari più aggiornati su Oggi scienza.


27 MAGGIO - ULTIMA ORA

La lista nera aggiornata (provvisoria)

martedì 25 maggio 2010

L’ILLUSIONE DELLA CONTINUITA’

Quando si insegna matematica o statistica, prima o poi si giunge a dover necessariamente definire il concetto di continuità. Perché esso sia facilmente assimilabile dagli studenti, in genere si cerca una qualche metafora adatta, che possa restare impressa in mente, e che sia richiamabile dallo studente ogni volta che legge sul libro di testo che una certa funzione o un certo oggetto è continuo.

Come tanti altri insegnanti di matematica, anch’io ho affermato che una funzione è continua quando, per disegnarla, “non si stacca la matita dal foglio”. Ciò in quanto, tramite il disegno, si “occupa” tutto l’insieme dei numeri reali, che è rappresentato dall’asse x del piano cartesiano, e non si lascia nessun “buco”. Se invece, per tracciare una funzione, dovessi necessariamente staccare la matita dal foglio e riprendere il disegno in un punto successivo, ciò implicherebbe che la funzione non è continua.

Anche in statistica, quando si parla di variabili casuali, cioè di oggetti (in senso matematico) che possono assumere differenti esiti, e a ciascun esito è associata una probabilità, occorre specificare cosa si intende per variabili casuali continue e discrete. In genere dico che, se la variabile casuale ha come oggetto il numero di figli per famiglia, questo numero può essere 1 oppure 2 o 3, ma non certo 1,5 o 1,7, di conseguenza, la rappresentazione della variabile casuale “numero di figli per famiglia” mostrerà buchi dell’asse reale corrispondenti a tutti i numeri compresi tra 1 e 2 ed anche tra 2 e 3 e via di seguito. In maniera analoga, la variabile casuale “lancio di un dado” ha 6 differenti esiti (corrispondenti alle sei possibili facce), e ad ogni esito è associata la probabilità di 1/6: dato che non è possibile che esca la faccia 1,3, la variabile in questione è discreta. Se invece dovessimo costruire una variabile casuale i cui esiti sono i possibili chilometri all’ora percorsi da un’automobile, diremmo certamente che essa è continua, perché effettivamente la lancetta del contachilometri varia nel continuo, potendo essere la velocità, ad esempio, anche 50,4356789 chilometri all’ora.

Raccontato in questi termini, il concetto di continuità appare assoluto. Un oggetto è continuo, oppure non lo è: la continuità non dipende da nulla. Ma le cose stanno davvero così? Ho avuto recentemente modo di conoscere il Prof. Yaroslav Sergeyev ed ho iniziato a studiare il suo nuovo approccio alla matematica, basato essenzialmente sulla fisica. Ho già trattato gli aspetti generali in “La fisica dell’infinito”, il calcolo dei limiti in “A cosa serve l’infinito?” e la probabile modifica dei programmi di analisi matematica in “Matematica, infinito e programmi scolastici”. Mi sto occupando di questo nuovo approccio soprattutto perché non capita tante volte nella vita di poter studiare e cominciare a capire una matematica nuova, quando chi la sta elaborando è in vita ed è possibile interagire con lui, in modo tale da poter poi trasmettere agli studenti finalmente qualcosa di nuovo, utile e semplice.

Nell’articolo “Numerical point of view on Calculus for functions assuming finite, infinite and infinitesimal values over finite, infinite and infinitesimal domains”, il Prof. Sergeyev sviluppa un nuovo concetto di continuità, a partire dall’idea di continuità tipica della Fisica. Scrive che “se osserviamo un tavolo tramite i nostri occhi, lo vediamo continuo. Se usiamo un microscopio per la nostra osservazione, vediamo il tavolo discreto”, ovvero composto di tante particelle separate fra di loro. Dunque noi decidiamo come vedere l’oggetto e, a seconda dello strumento utilizzato, l’oggetto può essere continuo o discreto. I nostri occhi sono troppo deboli per consentirci di vedere, ad esempio, le molecole. Ciò implica che in fisica la continuità è relativa, in quanto dipende, innanzitutto, dallo strumento di osservazione utilizzato.

E allora perché in matematica dobbiamo considerare un concetto assoluto di continuità? Perché una funzione può essere solo discreta oppure solo continua? Come mi ha detto il Prof. Sergeyev, in un colloquio del 16 aprile a Torino, “la continuità (in senso assoluto) è un’illusione”. Ha poi aggiunto che “in seguito alla rivoluzione della Fisica Quantistica, non possiamo più considerare l’oggetto in assoluto, ma dobbiamo prendere in esame l’oggetto in rapporto allo strumento. Ciò in quanto l’osservatore modifica l’osservazione, poiché egli interagisce con lo strumento”.

Il fine della nuova matematica del Prof. Sergeyev e la base su cui si fonda il suo nuovo concetto di continuità è il postulato numero 2: “Non diremo cosa sono gli oggetti matematici che trattiamo, noi costruiremo solo strumenti più potenti che ci permetteranno di migliorare le nostre capacità di osservare e descrivere le proprietà degli oggetti matematici”. Cercherò ora di descrivere, nel modo più semplice possibile, la “Sergeyev's continuity”.

Prendiamo un intervallo compreso tra “a” e “b” e scegliamo il nostro strumento per osservare i punti nell'intervallo - un sistema numerale che ci permetterà di scrivere certi (ben definiti) numerali che possiamo usare per esprimere le coordinate dei punti nell'intervallo. Quindi, per noi l'intervallo consisterà solo di questi punti osservabili perché il nostro sistema numerale (il nostro microscopio) non ci permette di vedere nient'altro. Tra i punti osservabili consideriamo un punto “x”. Allora tra i punti osservabili con il nostro microscopio ci sono “x(+)“ il più piccolo punto, compreso nell’intervallo, superiore a x e “x(-)“ il punto più grande, compreso nell’intervallo, inferiore a x. Scegliendo una determinata unità di misura, possiamo affermare che l’intervallo, che definiamo insieme X, è continuo rispetto all’unità di misura scelta se, per ciascun punto appartenente all’intervallo (esclusi gli estremi) le differenze “x(+) - x” e “x – x(-)“ corrispondono a numeri infinitesimi. Nel sistema numerico del Prof. Sergeyev, che contiene il “gross one”, cioè il più grande fra i numeri naturali, un infinitesimo non è nient’altro che 1 fratto gross one, cioè gross one elevato a meno 1. Di conseguenza se le differenze prima citate sono potenze negative di gross one, l’insieme X è continuo. Grazie a questo sistema numerico, diventa anche possibile considerare differenti ordini di continuità, valutando diverse potenze negative di gross one, poiché gross one alla meno 1 è diverso da gross one alla meno 2 e via di seguito.

Questo nuovo concetto matematico di continuità è coerente con quello fisico, che varia rispetto allo strumento di osservazione usato. Nel caso matematico, lo strumento è rappresentato dal sistema numerale scelto per esprimere le coordinate dei punti e dall’unità di misura. Il Prof. Sergeyev, nell’articolo prima citato, spiega anche con esempio, come sia possibile che lo stesso insieme X sia prima continuo, in base ad una certa unità di misura, e poi diventi non continuo appena si cambia in modo opportuno l’unità di misura. In particolare, se prendiamo un intervallo costituito da 5 punti equidistanti e diciamo che, in base all’unità di misura “u” la distanza, fra ogni punto e quello successivo, è pari a gross one alla meno 1 (cioè infinitesima), possiamo affermare, in base alla precedente definizione della “Sergeyev continuity”, che l’insieme X è continuo.
Ma se cambiamo unità di misura e ne scegliamo una, definita “v”, che è pari alla precedente (u) moltiplicata per gross one alla terza, allora lo stesso insieme X diventa non continuo. Infatti, la distanza fra ciascun punto e quello successivo, sarà pari a gross one alla meno 1 per gross one alla terza, cioè a gross one alla seconda (quando le basi sono uguali, in questo caso le basi sono entrambi gross one, gli esponenti si sommano: - 1 + 3 = 2), vale a dire una distanza infinita, non infinitesima.

Spero di aver spiegato la “Sergeyev's continuity” in maniera abbastanza comprensibile, poiché intendo ribadire che si tratta di un concetto di continuità più semplice rispetto a quella tradizionale, più aderente agli attuali standard della Fisica e maggiormente in grado di fornire informazioni sull’oggetto di cui si valuta la continuità stessa. In ogni caso, per tutti i lettori interessati, tornerò senz’altro sull’argomento e scriverò altri articoli. La lettura in sequenza cronologica di tutti gli articoli consentirà un grado di comprensione sempre maggiore.

ULTIMA CHIAMATA PER PHOENIX


Ha perso la sua ultima possibilità di chiamare casa il Phoenix, la sonda automatica sviluppata dalla NASA per l'esplorazione del pianeta Marte (qui su wikipedia). Chiamata ripetutamente la scorsa settimana non ha dato segni di vita.

La sonda, che dal 2008 non dava più segnali, divenne famosa per le foto con le tracce di acqua trovate pochi centimetri sotto il suolo marziano, da lei scavato.

Una nuova immagine trasmessa dal NASA Mars Reconnaissance Orbiter mostra segni di gravi danni dovuti al ghiaccio sui pannelli solari.

Sopra, due immagini del Mars Phoenix Lander tratto da orbita marziana nel 2008 e 2010.

L'immagine mostra come nel 2008 la sonda presentasse macchie blu sui due lati corrispondenti a pannelli solari puliti. Nel 2010 gli scienziati osservano un'ombra scura che potrebbe appartenere al corpo orientale e al pannello solare, ma privo del riflesso del pannello solare rivolto a occidente.

La sonda Phoenix, nonostante tutto, ha comunque superato il ciclo di vita previsto per la sua missione e anche se il suo lavoro è al termine, l'analisi delle informazioni ricavate continuerà ancora per molto tempo.

Qui sotto come si presentava il pannello solare in condizioni ottimali.


(NASA / JPL-Caltech / Università di Arizona)

Fonte:

Video



ULTIMA ORA

Il post di Marco Cagnotti è da visionare!

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lunedì 24 maggio 2010

LA NASA IN 3D

Indossiamo gli occhiali 3D e osserviamo i filmati della NASA da una diversa prospettiva...


DI ACQUA SPORCA SI MUORE

Bellissimo e toccante video quello dedicato alla strage di bambini che l’acqua insalubre provoca ogni giorno nei paesi disagiati del mondo.
E’ stato prodotto dalla Independent di Tel Aviv e partecipa al Youtube Cannes Lions ad contest.




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L'OREAL ITALIA PER LE DONNE E LA SCIENZA



Cinzia Chiandetti (psicologa dell'Università di Trento); Marina Faiella (chimica dell'Università Federico II Napoli); Valentina Dominici (chimica dell'Università di Pisa); Maria Ludovica Saccà (biologa dell'Università di Bologna) e Lavinia Nardinocchi (biotecnologa dell'Istituto nazionale dei tumori Regina Elena di Roma).

Sono le cinque vincitrici delle borse di studio da 15.000 euro assegnate da "L'Oreal Italia per le donne e la scienza" in collaborazione con la Commissione nazionale per l'Unesco.

Alla cerimonia del premio, giunto alla sua ottava edizione, hanno partecipato: Letizia Moratti (sindaco di Milano); Umberto Veronesi (direttore scientifico Ieo); Ilaria Capua (direttore del centro di referenza nazionale Oie/Fao per l'influenza aviaria e la malattia di Newcastle); Lara Comi (deputata Ppe-De al parlamento europeo); Enrico Decleva (rettore Università degli studi di Milano); Giorgina Gallo (presidente e ad L'Oreal Italia) e Giovanni Puglisi (rettore Università Iulm).
Al termine della manifestazione anche il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha portato i suoi saluti.

Tra le oltre 200 candidature pervenute da tutta Italia, la giuria ha individuato le cinque più meritevoli che hanno ricevuto una borsa di studio da 15.000 euro per proseguire la propria attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e della materia.


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domenica 23 maggio 2010

E' MORTO MARTIN GARDNER



E' morto, a 95 anni, Martin Gardner. Per chi come noi lo ha conosciuto sulle pagine di Scientific American (Le Scienze nella traduzione italiana) è come perdere un caro amico.

Cerco nelle pagine di google news per vedere come riportano la notizia i giornalisti italiani. Ci credereste? Il Nulla. Non se ne sono ancora accorti. E tutto ciò nonostante Martin abbia letteralmente cambiato la vita a milioni di persone come me e abbia condizionato la scelta di altrettante centinaia di migliaia (la stima è approssimativa e in difetto) che ora sono affermati scienziati.

La notizia infatti io la apprendo da BoingBoing, blog attendibilissimo, per cui non mi balena neppure per un secondo che la notizia non sia vera. Ecco comunque qui il bollettino della Associated Press. Una visita a Wikipedia e vedo che anche l'edizione italiana ha aggiornato la notizia. Ma se volete qualche informazione in più consultate l'edizione in inglese.

Scientific American ripubblica per celebrarlo un suo ritratto che risale al 1995 della storica rivista.

Per 35 anni tenne una rubrica che noi conosciamo tutti con il nome di Mathematical Games. In Italia la rubrica apparve su Le Scienze con il nome Giochi Matematici che oggi il Italia è passata sotto le penne dei Rudi Matematici. Ci attendiamo dunque a breve dai Rudi un grande commiato da questo matematico, illusionista, filosofo scettico e importante divulgatore statunitense.

Noi lo ricordiamo in questo bellissimo video in cui spiega la natura delle cose. Per chi desidera la traduzione con i sottotitoli il video è anche su YouTube.


The Nature of Things / Martin Gardner from Wagner Brenner on Vimeo.



ULTIMA ORA


Il bravo e amico giornalista Vittorio Pasteris de LA STAMPA è stato il primo a parlarne sul suo blog.

Il Direttore di Le Scienze (edizione italiana di Scientific American) Marco Cattaneo pubblica un PDF del suo primo articolo comparso su “Le Scienze” nel settembre 1968. Era il primo numero della rivista. Lo trovate in fondo all'articolo.

sabato 22 maggio 2010

INTERVISTA A CRAIG VENTER: IL DEMIURGO DELLA GENETICA


Nel 1999, Craig Venter aveva promesso di realizzare una vita artificiale nell'arco di 10 anni. D'accordo, è un il leggero ritardo, ma non si può dire che non sia uno che non mantiene le promesse.

E così il nuovo obiettivo raggiunto da Venter sta scuotendo le coscienze anche di chi normalmente si disinteressa di scienza o genetica.

Parliamo del biologo statunitense che ha recentemente pubblicato un articolo su Science in cui annuncia di avere costruito in laboratorio la prima cellula artificiale controllata da un DNA di sintesi e in grado di dividersi e moltiplicarsi proprio come qualsiasi altra cellula vivente.

Nature ha chiesto a 8 esperti di spiegare quali sono le implicazioni di questa tecnica.

Ma sentiamo dalla viva voce dello scienziato, questa intervista Skype fornita dalla rivista della American Association for the Advancement of Science. Se ne parla anche su DOT EARTH

venerdì 21 maggio 2010

CREATA LA PRIMA CELLULA BATTERICA CONTROLLATA DA UN GENOMA SINTETIZZATO ARTIFICIALMENTE


Ha un nome lunghissimo: si chiama 1.08-Mbp Mycoplasma mycoides JCVI-syn1.0 ed è il primo organismo vivente "nato" da un software per analizzare un genoma di partenza e un apparecchio per sintetizzare un genoma artificiale.

E' è stato realizzato nell’Istituto di Rockville del biologo dello Utah Craig Venter, che nel 2000 coronò la mappatura del genoma umano negli Usa.

Il tutto realizzato un team di 20 scienziati e grazie alla disponibilità di fondi per appena 40 milioni di dollari versati dalla «Synthetic Genomic» da lui stesso fondata.

Le prime applicazioni che si prevedono, come Venter ha spiegato in una conferenza stampa che ha seguito la pubblicazione, riguardano la creazione di batteri che serviranno per «creare biocarburanti o vaccini», come anche per «risucchiare il diossido di carbonio dall’atmosfera», consentendo così di correre in soccorso della salute dell’uomo come anche della Terra messa in pericolo dai cambiamenti climatici.

L'articolo su Science


Qui l'intervista a Gioberto Corbellini, biologo molecolare de La Sapienza di Roma.

CARBONIO 14: L’OROLOGIO DELLA VITA



Vi siete mai chiesti come fanno gli scienziati a datare un reperto archeologico?

Prima di tutto iniziamo col dire che lo scopo della ricerca archeologica è stabilire scientificamente la datazione e l’inquadramento storico dei reperti provenienti dallo scavo.
Pensate infatti che guaio sarebbe se non potessimo datare un oggetto appena scoperto: sarebbe privo di interesse.

Cosa significa dunque datare un reperto? Significa attribuirgli una data calendariale (es.: Caravaggio dipinse il “riposo durante la fuga in Egitto” nel 1594).

Significa anche stabilire un arco di tempo in cui un evento è accaduto (es.: l’ultima fase di ricostruzione di Pompei avvenne tra il 62 d.C. - data del terremoto – ed il 79 d.C. – data dell’eruzione).

Le maggiori difficoltà di datazione riguardano soprattutto i resti preistorici, in quanto per essi non disponiamo di dati ricavabili da documenti storico-letterari o numismatici e a questi reperti può essere attribuita un’età approssimativa, una “cronologia relativa”.

OROLOGI NATURALI

I metodi scientifici di datazione si basano sul fatto che alcune sostanze (ossa, legno, fibre tessili, semi, carboni di legno), ampiamente presenti in natura, si comportino come orologi naturali, cioè si trasformano chimicamente e fisicamente nel tempo, secondo regole ben precise e con velocità costante, quindi i mutamenti possono essere misurati per stabilire datazioni assolute.

CARBONIO DA NOBEL

Uno di questi metodi è conosciuto come metodo del carbonio-14 (si scrive anche 14C), o del radiocarbonio, che fu ideato e messo a punto tra il 1945 e il 1955 dal chimico statunitense Willard Frank Libby, che per questa scoperta vinse il Premio Nobel nel 1960.

Il carbonio 14 è un isotopo radioattivo del carbonio che si trova in natura. Tutti gli organismi viventi scambiano continuamente carbonio con l’atmosfera attraverso processi di respirazione (animali) e fotosintesi (vegetali).

Dopo la morte questi processi terminano e questo scambio non avviene più perché quando l’organismo muore il 14C comincia a diminuire non essendo più introdotto con i processi vitali e quello presente si trasforma in Azoto (N).

Di conseguenza una misura del livello di carbonio 14 nei resti organici consente un calcolo dell’età dei resti.

IL TEMPO DI DIMEZZAMENTO

Il decadimento del 14C avviene in maniera regolare. Il tempo utile perché decadano metà degli atomi dell’isotopo viene definito tempo di dimezzamento (tempo in cui la sua metà si trasforma in azoto).

Libby indicò come tempo di dimezzamento 5.568 anni, data che le moderne ricerche hanno modificato in 5.730 anni. Considerò come la percentuale di 14C nell’atmosfera dovesse rimanere costante nel tempo e come questa concentrazione dovesse trasferirsi uniformemente negli organismi viventi attraverso l’anidride carbonica. Ad esempio le piante, durante il processo di fotosintesi assorbono anidride carbonica; esse vengono consumate dagli erbivori, che a loro volta vengono mangiati dai carnivori. Solo alla morte dell’animale o della pianta cessa l’assunzione di 14C ,e la sua concentrazione, prima costante, comincia a diminuire per effetto del decadimento radioattivo.

Conoscendo il ritmo del decadimento del 14C e misurando la quantità rimasta di quello rimanente nel campione, si può determinare la sua età di morte, e quindi, meno 14C è presente, più il reperto è antico. 

Il vantaggio maggiore è che questo metodo può essere adottato ovunque, purché sia disponibile materiale organico; tuttavia il rapido decadimento del carbonio fa si che l’applicazione di questo metodo sia limitata alla datazione di oggetti di età compresa tra i 50.000 e i 100 anni (benché con tecniche moderne e sofisticate, sia a volte possibile estendere l’intervallo di tempo a circa 70.000 anni); infatti reperti troppo antichi risulterebbero privi di 14C, essendo questo ormai completamente decaduto in azoto.

Le date ottenute con questo metodo sono sempre accompagnate da una stima di incertezza dovuta ad errori di conteggio, alla percolazione di acque (i siti impregnati d’acqua possono sciogliere i materiali organici e anche farli depositare, modificando così la composizione isotopica), e ad altre situazioni che rendono imprecise le misurazioni.


giovedì 20 maggio 2010

OPEN SCIENCE SUMMIT 2010

Il celebre fisico Freeman Dyson identifica due tipi di rivoluzioni scientifiche, quelle guidate da nuovi concetti teorici, e quelle guidate da nuovi strumenti tecnologici.

Negli ultimi 500 anni abbiamo assistito a grandi cambiamenti di rotta concettuali associati a nomi come Copernico, Newton, Darwin e Einstein. Contemporaneamente, l'evoluzione del progresso tecnologico ha permesso a persone come Galileo di prendere in prestito dalla tecnologia gli strumenti che, come il telescopio, permisero fantastici progressi in astronomia, mentre Watson e Crick, evocando l'abilità di Rosalind Franklin con la diffrazione a raggi X (utilizzando un metodo proprio della fisica) hanno sondato la struttura della vita.

A questa classificazione delle rivoluzioni scientifiche possiamo ora aggiungerne un terzo tipo: la rivoluzione organizzativa che prende il nome di "Open Science", e che influenza profondamente il ritmo e il carattere delle teorie e degli strumenti scientifici.


Questa estate scienziati, hacker, pazienti, studenti e attivisti si riuniranno per discutere proprio sul futuro del rapporto scienza / tecnologia. Gli argomenti includono: biologia di sintesi, brevetti genetici, open data, open access, microfinanza per la scienza, scienza fai da te, biologia fai da te, finanziamento alternativo per la scienza, droghe open source, patent pool, salute e medicina a libero accesso, patients advocacy per l'innovazione.

Un momento di riflessione, questo, per dare avvio a una trasformazione radicale di quello che sarà il mondo e il libero mercato del XXI secolo, aperto all'economia della conoscenza.

Il primo Open Science Summit è un tentativo di riunire tutti i soggetti che vogliono proporre nuove commons scientifiche e tecnologiche per consentire di avviare una nuova dell' innovazione e per risolvere maggiori sfide dell'umanità.


La Conferenza si terrà presso:
L' International House della Università di Berkeley, in California (mappa)


mercoledì 19 maggio 2010

GOLFO DEL MESSICO: IN PERICOLO GLI ECOSISTEMI

Sempre più preoccupante la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. Gli oceanografi sostengono che l'arrivo di una corrente calda potrebbe spostare la macchia di greggio del Golfo del Messico verso le isole Keys e raggiungere poi Miami. In questo Bollettino le immagini satellitari mostrano l'impatto del disastro e le possibili evoluzioni.



Di grave preoccupazione è lo spargimento di petrolio nel breve e lungo termine, con effetti sugli ecosistemi viventi del Golfo del Messico.

Quando il Deepwater Horizon, la piattaforma petrolifera offshore nel Golfo del Messico, esplose il 20 aprile 2010, iniziò la fuoriuscita di petrolio superiore in portata e impatto all'incidente del 1989 della Exxon Valdez "Principe William" in Alaska.



IN RICORDO DI EDOARDO SANGUINETI


E' morto Edoardo Sanguineti. Spiegare in poche righe il suo valore è impossibile. E rimandiamo dunque a Popinga che ne traccia un rapido ricordo.

Perché dunque un poeta in un blog scientifico come il nostro?

Perché insieme ad Angelo Guglielmi, poi storico direttore di RaiTre (in tempi in cui uomini di cultura donavano qualità all’intrattenimento tv), fu il teorico più famoso del Gruppo 63, la cosiddetta neoavanguardia sperimentale che sanciva ante litteram “l’impossibilità di comunicare nella società dei consumi”.

Come scrive Bruno Trani "questa impossibilità si è ritorta contro Sanguineti qualche anno fa, nel 2006, quando fu “espulso” dal Festival di Sanremo, in qualità di autore e non di cantante si intende, insieme a Margherita Hack, Alda Merini, Rita Levi Montalcini, Alessandro Baricco".

E lo stesso Pippo Baudo si limitò a commentare così la scelta:

“Avranno tempo di ripresentarsi”.

A tutta risposta di questa frase infelice mi piace ricordare il seguente video, che personalmente mi fa sempre molto sorridere, in cui la scienziata Hack gliene canta letteralmente quattro, e si può permettere di sbeffeggiare per una volta il presentatore TV, dando così una risposta al comportamento delle "marionette della società dell'effimero".
Una cosa Pippo l'ha capita! Un siciliano contro una verace toscana, per di più astrofisico non ha nessuna possibilità di vittoria! E Pippo, Pippo non lo sa... :-)


martedì 18 maggio 2010

NOAA: APRILE 2010 CALDO DA RECORD

L'analisi del NOAA, il National Climatic Data Center, ha rivelato che temperatura media globale di aprile su tutto il pianeta è stata la più calda mai registrata in questo e nel precedente secolo. Tra la temperatura della Terra e quella degli oceani siamo a 58,1 ° F (14,5 ° C), che è 1,37 ° F (0,76 ° C) al di sopra della media del XX secolo.




Il periodo di gennaio ad aprile 2010 è stato il più caldo a livello mondiale.
Lo si vede anche dalla mancanza di neve in tutto il Nord America, che nel secolo passato ricopriva intere regioni.

Questa animazione mostra le anomalie della temperatura globale con riprese giornaliere da Dicembre ad Aprile osservate dai satelliti GOES, POES e DMSP.

credit: NOAA

lunedì 17 maggio 2010

SEI STUDENTE? DIVENTA SCIENTIFIC REPORTER PER LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI


Frascati Scienza premia i migliori articoli e racconti dei ragazzi di Repubblica@Scuola e li trasforma in comunicatori scientifici per una notte, la Notte Europea dei Ricercatori.

Se frequenti la scuola media o le superiori, scrivi un articolo o un racconto sul tema delle scienze entro 31 maggio 2010, iscrivi la tua classe al progetto didattico del Gruppo Editoriale L’Espresso e partecipa al concorso.

I sei studenti vincitori saranno invitati a Frascati per partecipare ai tre giorni clou della Settimana della Scienza e alla Notte Europea dei Ricercatori 2010. Dal 22 al 25 settembre questo team di giovani Scientific Reporters, inviati da Repubblica, potrà accedere a laboratori e centri di ricerca del polo scientifico più grande d’Europa dove lavorano oltre 3000 scienziati.

Gli inviati parteciperanno a incontri, interviste personalizzate e ai collegamenti in diretta con i laboratori partner CERN di Ginevra, EFDA-JET di Oxford ed Erasmus Medical Center di Rotterdam. Assieme alla redazione di Repubblica.it, verrà realizzato un reportage sul mondo della scienza per il principale sito d’informazione in Italia.studenti reporter

Per partecipare come aspiranti reporters avete due possibilità:

  • comporre un articolo per descrivere il profilo di uno scienziato (max 2700 caratteri o 500 parole). Come lo immagini? Qual è il suo lavoro? Come si svolge la sua giornata lavorativa?
  • scrivere un racconto in cui sia presente, come tema fondamentale, la scienza in particolare nel suo rapporto con la società (max 2700 caratteri o 500 parole).

L’iniziativa è aperta fino 31 maggio 2010. Una giuria composta da giornalisti di Repubblica e ricercatori di Frascati Scienza selezionerà entro il 15 giugno tre elaborati per ciascuna delle due categorie: i sei vincitori comporranno il team di giovani Scientific Reporters. Ciascuno studente potrà essere accompagnato a scelta da un genitore o un insegnante e dal 22 al 25 settembre sarà ospite presso il polo scientifico di Frascati.

Gli articoli dovranno essere pubblicati all'interno del Tema: "Fanta(Scienza): Scientific Reporter 2010".

Per scrivere un tuo contributo su questo tema, vai sul sito della tua scuola entra nella sezione "Entra", inserisci login e password ed entra nel sistema editoriale. Qui clicca su "Scrivi" e poi su "Contributi". Scegli dalla lista il tema e clicca su "aggiungi contributo". I più brillanti verranno pubblicati anche su repubblica. it.