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6:20 PM
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Etichette: carnevale della fisica, fisica
Conoscere un po' di fisica (o di chimica) ci permette di essere abili prestigiatori. Chi scopre per primo il "trucco" che sta dietro a questo filmato?
LA RISPOSTA
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Claudio Pasqua
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8:23 PM
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Perché la Luna ci appare più grande all'orizzonte e più piccola quando è alta nel cielo?


Inviate le vostre risposte nei commenti del post oppure via email a redazione@gravita-zero.orgSono uno studente di ingegneria informatica appassionato e affascinato da sempre all'astronomia e tutto ciò che gli riguarda. Ho letto il vostro curioso "quesito" grazie a twitter e anch'io ho cercato di dare la mia spiegazione andando, quasi inutilmente, a rispolverare le mie conoscenze riguardo i moti lunari.Avendo escluso a priori la teoria sulla rifrazione causata da vapore acqueo e polveri di vario genere (che rendono solo l'immagine più distorta e di diverso colore) e la teoria non tanto convincente riguardante l'illusione di Ponzo, sono arrivato a formulare una mia modestissima teoria.La base di questa teoria è caratterizzata da quella che è l' "abitudine" che hanno i nostri occhi a guardare gli oggetti e la limitatezza dell'occhio umano a guardare oltre una certa distanza.Questi due concetti possiamo metterli insieme facendo l'esempio degli aerei che noi osserviamo nel cielo. In questo modo infatti ci creiamo un' idea distorta delle distanze nel cielo perché paragoniamo (involontariamente) tutto ciò che vediamo (nel cielo) ad un aereo o a degli uccelli.Questa nostra idea porta ad un appiattimento (apparente) della sfera celeste che non ci fa vedere la luna per come è realmente. Graficamente possiamo immaginare una semicirconferenza (che rappresenta la sfera celeste) e una semi ellisse (che rappresenta la sfera celeste appiattita dal nostro pensiero) con gli estremi delle due figure coincidenti. Noi guardando la luna nel cielo non la vediamo nelle sue dimensioni reali, ovvero proiettata sulla semicirconferenza, ma la vediamo proiettata sulla semi ellisse che in prospettiva appare più piccola. Ciò non succede guardando all'orizzonte, perché avvicinandoci agli estremi delle due figure, queste tendono ad unirsi fino a coincidere nell'esatto estremo. In questo punto, che rappresenta l'orizzonte, noi riusciamo a vedere la luna per come è realmente e quindi nelle sue dimensioni "originali". In conclusione si può affermare che è errato pensare di vedere la luna ingigantita quando è all'orizzonte e "normale" quando è alta nel cielo, infatti, conseguentemente a ciò che si è detto prima, è esattamente l'opposto. Grazie per la pazienza. Un saluto. Marco D'Adamo
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Claudio Pasqua
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Etichette: carnaval de la fisica, carnavale della fisica, claudio pasqua, Luna, psicologia
Ogni fine settimana curiosità e divagazioni sulla scienza apparse in rete.

Partono un po' da tutta Italia le prime iniziative dedicate all'Anno Internazionale della Chimica
Qui le iniziative delle università piemontesi, sul sito di Torino Scienza.
Il 9 marzo al Politecnico di Torino si inaugura "Chimica: la scienza che cambia il mondo giocando con le molecole" - da Avogadro a Sobrero e a Levi: conferenza e spettacoli teatrali in omaggio ai grandi scienziati piemontesi.
Il 23 febbraio scorso c'è stato il consueto appuntamento con il Carnevale della Chimica, promosso da Chimicare e da Gravità Zero disponibile sul sito Scientificando, e anche in formato PDF scaricabile liberamente. La terza edizione sarà ospitata dal blog del Chimico impertinente.
Infine appuntamento alla Settimana della Scienza che si svolgerà a Gallarate dal 13 al 16 marzo 2011. Titolo dell'evento: "Memoria e Futuro".
Tra gli appuntamenti quello organizzato da Gravità Zero con Chimicare il 18 marzo alle ore 11. Con i ragazzi dei licei di Gallarate presenteremo alcune bufale televisive con contenuto "chimico" e mostreremo alcuni divertenti esperimenti da compiere con la Chimica. Qui potete iscrivervi al social network.
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"Non voglio sentire nessuno che si lamenti perché siamo partiti in ritardo".
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Claudio Pasqua
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8:21 PM
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(*) Il progetto SuperB si basa sull’idea che si possano ottenere risultati importanti anche con energie più basse e con acceleratori più piccoli rispetto ai grandi acceleratori come LHC (CERN). La sfida consiste nel creare fasci di particelle supercompatti, corti ma molto densi, per moltiplicare il numero degli scontri tra particelle e delle reazioni prodotte. L'incrocio ad angolo dei fasci è un punto di forza di SuperB, poichè permette a un pacchetto di particelle di muoversi esattamente sullo stesso percorso di quello che si muove in senso inverso.Le simulazioni mostrano che SuperB potrà produrre 1000 coppie di mesoni B, altrettante coppie di leptoni tau, e diverse migliaia di mesoni D al secondo. Il che è un record mondiale.
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6:42 PM
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"E' grave il danno - afferma Marco - che divulgatori "poco seri" possono fare su ragazzi intelligenti ed appassionati, "alterando" le carte da gioco".
Ciao Ivan.[...]Voglio prima di tutto complimentarmi con te per l'interesse che dimostri verso la Scienza e la passione con cui cerchi di difendere le tue convinzioni.Sei sicuramente un ragazzo in gamba e puoi certo comprendere che alla nostra età le convinzioni non possono avere un fondamento solido, non fosse altro che per la nostra acerba esperienza.
Quindi, io metterei da parte la parola convinzioni e parlerei più di opinioni e come tu ben sai, le opinioni sono qualcosa di più personale, di meno radicato, possono essere momentanee e cambiare nel tempo qualora una nuova tesi o ragionamento implichi e giustifichi il farlo.
Siamo spero d'accordo su questo, ovvero sul fatto che alla nostra età avere delle convinzioni ferree, perentorie, immutabili ecc., non solo non è corretto, ma addirittura può essere pericoloso? Pericoloso per la nostra crescita culturale e per tutto quello che ne può conseguire.Il mio "vecchio" spesso mi dice che nel momento in cui, alla nostra età, siamo sicuri di sapere qualcosa, quello è il momento in cui cominciamo a non apprendere più.(non sarà solo farina del suo sacco, ma il concetto regge)
Ci tengo a questa premessa e quindi alla distinzione tra convincimento ed opinione, perché su questa differenza si basa tutto il ragionamento che vorrei provare a fare con te.
Parliamo di Scienza, perché questo sembra essere l'argomento che ci accomuna e perché è l'oggetto di questo sito (notare che ho parlato di oggetto e non obiettivo).
Ci sono varie tipologie di persone che si occupano di Scienza: i ricercatori, gli scienziati e "altri" che la scienza "la divulgano"; poi ci siamo noi che in qualche modo cerchiamo di apprendere, accumuliamo dati ed informazioni per soddisfare la nostra curiosità o il nostro desiderio di conoscenza.
A tutti noi curiosi piacerebbe poter stare a stretto contatto con l'autorevole chimico e nel suo laboratorio sperimentare con lui, a tutti noi piacerebbe dare una "sbirciatina" nel telescopiodell'astronomo, a tutti noi piacerebbe stare in un laboratorio del CERN e guardare le particelle che si "scontrano"; purtroppo questo non sempre è possibile per ovvi motivi, e allora...?Allora, a soddisfare la nostra curiosità ci pensano i divulgatori scientifici.
Chi sono i divulgatori scientifici?
A naso, direi coloro che la scienza l'hanno studiata e la conoscono e che sono capaci di comunicare, tramite i diversi canali di comunicazione, concetti, tesi, teorie e tutto quello che di scienza hanno appreso, soprattutto, cosa per me fondamentale, hanno il desiderio di condividere ed informare, senza secondi fini.
Visto che parliamo di ragazzi (almeno a noi è rivolto il mio ragionamento) possiamo individuare nella famiglia e negli insegnanti, le prime persone che ci aiutano ad avvicinarci al mondo della Scienza.
A queste due "figure" io do il massimo dell'affidabilità, chiaramente fermo restando il loro stesso limite di conoscenza e di capacità divulgativa (mezzi e capacità personali).Ma noi siamo molto curiosi e solo queste due fonti non ci bastano.A questo punto le scelte sono innumerevoli, sia per figure professionali che per mezzi di divulgazione adottati.
E qui facciamo la nostra prima importante scelta, decidiamo, consapevoli o meno, chi per noi è "abilitato" a parlarci di Scienza.
Come prendiamo questa importante decisione? In base a quale ragionamento diamo il patentino di "nostro divulgatore" a qualche persona in particolare o a qualche mezzo, trasmissione, giornale, rivista, blog ecc..?
Spesso scegliamo la soluzione meno impegnativa, quella che con minor sforzo ci porta maggior risultati e questo atteggiamento non è del tutto criticabile (minor sforzo - massimi risultato. E' un principio fondamentale per la sopravvivenza).
Ma nel campo della conoscenza e della crescita personale, questo principio non sempre è il più efficace, o almeno, non è quello che porta al MIGLIOR risultato. Perché in alcuni campi fondamentali, quello che conta non è il numero di risultati, ma la qualità di questi ultimi.
Statisticamente la TV si presenta come "il divulgatore" per eccellenza, la verità in scatola pronta ad essere servita e digerita dai "curiosi più pigri".Lo sanno bene tutti coloro che hanno trasformato la Scienza in un business; la domanda, la richiesta di informazioni, è molto alta, e secondo le leggi di mercato, dove c'è domanda ci dovrebbe essere un'offerta pronta a soddisfare i bisogni e da questa offerta si deve cercare di trarre il massimo profitto.
La TV rimane un'ottima scelta per divulgare, ma ha dei limiti, a causa della sua stessa natura "volatile" che non permette un approfondimento dei concetti come invece può fare un libro o qualcosa di scritto che può essere ripreso, riletto ed approfondito anche in tempi diversi.
La potenza della TV sta nella sua capacità di penetrazione: è un ariete che scardina, che apre le porte, ma se dopo non fai il giro di tutte le stanze, non puoi dire di conoscere la casa.
Quello che voglio dire è che nello scegliere il "nostro divulgatore" personale, possiamo commettere due grossi errori, primo, possiamo scegliere il divulgatore (o mezzo sbagliato), secondo, nel momento stesso in cui ne scegliamo uno solo, corriamo il rischio di venire in qualche modo "plasmati" e condizionati.
Forse la soluzione migliore è proprio quella di non fare nessuna scelta, seguire più fonti e "tenere acceso il cervello"; questo è un po' il concetto su cui si basa il "progetto" di questo sito, che non si erge al di sopra di nessuno e non snocciola soggettive verità scientifiche; un consiglio, un semplice consiglio che noi possiamo o meno prendere in considerazione.
Guarda, ascolta, leggi e fatti una tua opinione.E siamo tornati alla parola opinione.
Perché poi questa opinione si trasformi in convinzione scientifica, occorre tempo, passione, studio ed approfondimento.Quindi, per provare a chiudere un po' il cerchio, per farci una opinione
Quindi, per provare a chiudere un po' il cerchio, per farci una opinione é sufficiente ascoltare più fonti "stando in campana", nel momento in cui riteniamo che un determinato argomento necessiti di un maggior approfondimento e quindi vogliamo "trasformare" una semplice opinione in una convinzione, per forza dobbiamo trovare il giusto mezzo o referente per l'approfondimento.
Ora io mi chiedo e chiedo a te... ho visto un bellissimo servizio trasmesso in TV che parla del sistema solare e delle forze fisiche che intervengono per il mantenimento del suo equilibrio; ho compreso il concetto complessivo ma vorrei capire meglio cosa si intende per forza di gravità o asse di rotazione e/o altro... a chi, secondo te, dovrei provare a chiedere maggiori delucidazioni?
Al conduttore televisivo, per altro molto simpatico? O forse è meglio che mi legga un libro di Margherita Hack, Giovanni Bignami, Stephen Hawking o altri scienziati autorevoli?
Le convinzioni sono opinioni consolidate nel tempo, studiate, approfondite, testate e verificate anche con esperienze personali, per loro vale la pena anche stingere i pugni e difenderle, non per le opinioni.
A volte noi cadiamo nell'errore di difendere idee e preconcetti che però si basano su una nostra visione personalissima e limitatissima, spesso proveniente un'unica fonte. E' come se in un processo per omicidio noi ci affidassimo alla deposizione di un solo testimone, senza alcun contraddittorio o senza alcuna verifica o prova aggiuntiva.
Dovremmo provare ad avere meno certezze e più dubbi (io sono pieno di dubbi)!
Alla nostra età dovremmo mettere in discussione qualsiasi cosa, smontarla, distruggerla per poi ricostruirla secondo quello che abbiamo imparato, ma per imparare e provare a migliorare, oltre ad essere curiosi, le nostre risposte le dobbiamo cercare (nessuno ce le serve su un piatto d'argento), e qualche volta anche conquistare.
E' grave il danno che divulgatori "poco seri" possono fare su ragazzi intelligenti ed appassionati, "alterando" le carte da gioco.
La stessa redazione di (Cattiva) Scienza in TV ti ha sempre risposto con cortesia e cercando di consigliarti senza "importi" le sue convinzioni, solo invitandoti ad informarti anche presso altre fonti; molto probabilmente anche loro hanno visto in te capacità ed intelligenza, credi che se non fosse stato così si sarebbero scomodati a risponderti ed a consigliarti?
Sei un ragazzo come me e tanti altri a cui loro si rivolgono cercando, anche in modo ironico, di far capire che la TV in particolare, ma la vita in generale, è piena di incantatori di serpenti che bisognerebbe imparare a riconoscere.
Sono sicuro che saprai far uscire quei dubbi necessari ad alimentare la tua voglia di sapere e conoscere; si vede che sei in gamba, ora prova a dimostrare a te stesso che sei anche furbo e che ti vuoi un po' di bene.
Ti auguro il meglio che tu possa desiderare.Marco
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Etichette: bufale, cattiva scienza in tv, Marco Cameriero
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Etichette: honoris causa, Rita Levi-Montalcini
Il Discovery in orbita
Altre immagini le trovate su:
www.gruppolocale.it/2011/02/lultima-partenza-del-discovery/
Entrata in servizio nel 1984, la navetta Discovery sta portando uno degli ultimi componenti della stazione orbitale: il modulo Leonardo dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
Nella stiva del Discovery c'é anche uno strano passeggero. Si chiama Robonaut 2 ed è il primo robot umanoide progettato dalla Nasa e dalla General Motors per aiutare gli astronauti nel lavoro sulla Stazione Spaziale e, in futuro anche nelle passeggiate spaziali, fino all'esplorazione di Marte.
Il Discovery è la navetta che ha portato in orbita il più celebre dei telescopi spaziali, Hubble, e che ha affrontato voli molto delicati, avvenuti subito dopo gli incidenti del Columbia, nel 1986, e del Challenger, nel 2003 che portarono la morte degli equipaggi.
ll prossimo 19 aprile sarà l'Endeavour, con l'astronauta europeo Roberto Vittori, a partire. E in estate l'Atlantis. che dovrebbe essere l'ultimo
Il lancio è stato seguito dallo spazio dall'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Paolo Nespoli, che a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha dichiarato: "benvenuti nello spazio! Raddoppiamo il numero degli umani extraterrestri!".
per approfondire:
L'Italia tra i grandi della conquista dello Spazio
di Fabrizio Zucchini, resp. Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'Agenzia Spaziale Italiana
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Etichette: astronautica, discovery, ISS, stazione spaziale internazionale
Si svolgerà a Perugia dal 13 al 17 aprile.
Cinque giorni tra keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre, e come sempre la manifestazione, ad ingresso libero e aperto a tutti, ospiterà giornalisti da tutto il mondo.
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È il 12 aprile 1961, i motori della capsula Vostok 1 si accendono. Si percepisce l’emozione di chi sta assistendo a quello storico momento, di chi ha lavorato strenuamente perché l’Unione Sovietica potesse vincere la corsa alla spazio. 3…2…1… il cosmonauta Yuri Gagarin è il primo essere umano ad andare nello spazio percorrendo un’orbita terrestre in 108 minuti. Pochi mesi dopo, il 5 maggio dello stesso anno, gli americani lanciano il missile Mercury con a bordo l’astronauta Alan Shepard che effettua un volo di 15 minuti senza entrare in orbita ma raggiungendo comunque lo spazio.
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fabrizio
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Molti se lo ricorderanno come lo scienziato nutrizionista ospite quasi fisso nelle trasmissioni SuperQuark di Piero Angela. Il Prof. Carlo Cannella, un pilastro nel campo della scienza dell'alimentazione e in tutto ciò che riguardava le tematiche dietetiche.
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Etichette: carnevale della chimica, chimica

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Etichette: Europa e giovani, fisica, nanotecnologie

E' il caso ad esempio di Nichelle Nichols, che interpretava nella prima serie e nei 6 film al cinema la bellissima Uhura, un nome che in lingua swahili significa libertà.
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Claudio Pasqua
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Claudio Pasqua
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Etichette: boyle, carnevale della chimica, chimica, claudio pasqua
Ogni fine settimana curiosità e divagazioni sulla scienza apparsa in rete.
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Alcuni dei metodi che lui utilizzava per progredire nella ricerca erano: la perdita di controllo sulle proprie facoltà mentali e l’annichilimento che provava guardando alla televisione il Football e i film di John Wayne. Ma l’arrivo di due figli gli tolse il tempo per “[…] riflettere liberamente davanti alla tv”, creando uno stallo.
Si potrebbe a questo punto dire che la televisione non fa male alla mente, oppure precisare che non lo fa alla mente di un ricercatore.
Fidandoci di due premi nobel possiamo dire che scoperte scientifiche e invenzioni nascono anche in terreni non adatti.
Sempre nel libro di Altman leggiamo di come L. Szilard ebbe l’idea del reattore a fissione nucleare mentre faceva il bagno, o di come S. Weinberg risolvesse equazioni mentre guardava soap opera.
Io personalmente le mie idee migliori le ho avute nel letto, mentre il cervello si sta ancora svegliando, o ancora mi sono svegliata di notte con l’idea in testa. Quando si dice che la notte porta consiglio.
Questi esempi sembrano dar ragione a T. Kuhn, che diversamente da K. Popper, riteneva che il processo scientifico fosse il risultato di un processo rivoluzionario.
Kuhn impone l'uso del termine "paradigma" per indicare l'insieme di idee, teorie, leggi e strumenti che definiscono una tradizione di ricerca in cui le teorie sono accettate. Il criterio con cui un paradigma risulta vincitore sugli altri consiste nella sua forza persuasiva e nel grado di consenso all'interno della comunità scientifica.
Gli esperimenti fondamentali che portarono alla scoperta di Altman “[…] suscitarono urla d’incredulità da parte di tutta la comunità scientifica” e fu per lui doloroso confrontarsi con le “disoneste affermazioni di chi sosteneva che altri prima di lui avessero scoperto l’attività catalitica dell’RNA”. Insomma per un decennio non ricevette un gran consenso.
Per Kuhn è il paradigma usato dalla comunità scientifica in quel momento a tracciare la linea di demarcazione tra scienza e pseudoscienza. La rivoluzione scientifica porterà al cambiamento del paradigma.
E ora immaginate uno scenario totalmente favorevole ad una teoria scientifica. Immaginate una nuova teoria scientifica che metta in guardia da un’emergenza impellente e indichi una via d’uscita. Immaginate che venga sostenuta da importanti scienziati, politici (Roosvelt, Churchill) e la cui ricerca sia finanziata da filantropi di primo piano (fondazione Rockfeller) e università prestigiose (Harvard, Yale, Princeton), che questa teoria venga insegnata a scuola e che i media se ne occupino.
Uno scenario ideale, non trovate?
Oggi sappiamo che quella famosa teoria che ottenne un forte sostegno durato per mezzo secolo era in realtà una pseudoscienza, l’emergenza che sollevava era inesistente e causò la morte di milioni di persone. La teoria in questione è l’eugenetica.
Allora se gli scienziati criticheranno la vostra teoria, se farà dispiacere a Popper o Comte, verificate di aver fatto tutto bene, secondo il paradigma in auge nel vostro periodo storico e poi non abbiatevene troppo a male, potreste essere un futuro premio nobel o l’inventore delle Geox.
Questo articolo partecipa al Carnevale della Chimica ospitato questo mese sul blog Scientificando.
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Luigina Pugno
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