lunedì 28 febbraio 2011

CARNEVALE DELLA FISICA # 16: OSCURITA' E LUCE


Oggi è tempo di Carnevale della Fisica ospitato sul blog Questione della Decisione di Paolo Pascucci.

Ogni 30 del mese (28 in questo caso nel mese di febbraio) i blogger si riuniscono per dedicare del tempo alla fisica in tutte le sue forme, dall'arte alla psicologia passando sempre rigorosamente per la scienza, pubblicando liberamente articoli a tema.

Il blog ospitante pubblica i link agli articoli partecipanti.

  • 23 blog partecipanti questo mese (ma gli autori sono molti di più)
  • 50 articoli

Qui il blog spagnolo che ha fondato con noi il Carnevale della Fisica: Gravedad Cero, che ricorda il genio di Enrico Fermi. Il blog ospitante il lingua spagnola è tecnoloxia.org

I portali che ospitano la community dei partecipanti e ospitano contributi vari sono:


Il prossimo Carnevale della Fisica, il 17°, si terrà il 30 marzo sul blog dei Maghimatici,


domenica 27 febbraio 2011

IL CUCCHIAINO CHE "SCOMPARE"

Conoscere un po' di fisica (o di chimica) ci permette di essere abili prestigiatori. Chi scopre per primo il "trucco" che sta dietro a questo filmato?




LA RISPOSTA

Il cucchiaino, come ha effettivamente intuito eNigmIsta, e come si legge nel titolo del filmato, è composto dall'elemento chimico Gallio, un metallo raro che fonde a circa 30° C. Dunque è sufficiente un po' d'acqua tiepida per innescare il fenomeno di passaggio da stato solido a liquido.
Si tratta di un metallo che ha una forte tendenza a superraffreddarsi, cioè a restare liquido anche al disotto del suo punto di fusione. Dunque lo si trova liquido a temperatura ambiente. Come metallo non esiste puro in natura, ma lo si trova come impurità di altre sostanze (es. carbonio, bauxite, ecc).

Nel video seguente vediamo come è possibile realizzare il nostro cucchiaino in Gallio.



Il Gallio, nonostante le apparenze, è molto fragile, e può anche fondere a contatto con le mani. Per questo è necessario maneggiarlo con cura.



PERCHÈ LA LUNA È PIÙ GRANDE ALL'ORIZZONTE?

Perché la Luna ci appare più grande all'orizzonte e più piccola quando è alta nel cielo?


Quando vediamo la Luna (ma anche il Sole) che sorge oppure che tramonta all'orizzonte rimaniamo stupiti per le dimensioni apparentemente maggiori rispetto a quando, questi astri, sono in alto nel cielo.

In Lettere a una Principessa tedesca (le deliziose lezioni impartite per corrispondenza a una delle più nobili dame della corte di Federico Il di Prussia nel 1775) perfino il grande matematico Eulero tentò di fornire una spiegazione razionale al fenomeno.

Intanto diciamo che non c'è alcun principio fisico che giustifichi l'effetto: la distanza della Luna (o del Sole) dalla nostra Terra rimane sostanzialmente invariata e eventuali teorie sulla rifrazione causata dall'aria più spessa della bassa atmosfera possono solo giustificare una distorsione dell'immagine ma non un suo ingrandimento.

Molti pensano che sia una illusione che il nostro cervello farebbe paragonando la Luna (o il Sole) a case, alberi e montagne all’orizzonte, rispetto ai quali sembrerebbe molto più grande.

L'affermazione è suffragata da illusioni come la seguente (si tratta di un mio fotomontaggio in PhotoShop, una variante di una illusione di Al Seckel nel libro Illusion Works).

La "Luna" di sinistra appare più grande di quella di destra... ma se provaste a misurarle...



Ciò non è però una spiegazione convincente.

Infatti l'illusione di grandezza si verifica anche dove l'orizzonte è vuoto, e non offre termini di paragone (come sanno ad esempio i marinai quando navigano nell'oceano di notte).

Ma allora come si spiega il fenomeno?



Inviate le vostre risposte nei commenti del post oppure via email a redazione@gravita-zero.org

La spiegazione più convincente verrà premiata con il libro "Alla scoperta dei premi Nobel: Rita Levi-Montalcini"




Questo post partecipa al Carnevale della Fisica n. 16
il cui tema del mese è "oscurità e luce"


LE RISPOSTE DI VOI LETTORI

Iniziamo con le risposte lasciate nei commenti.

Alessandro propone la spiegazione della differenza apparente tra la direzione occhi-orizzonte la linea occhi-cielo. Ma se il cielo lo "sappiamo infinito" mentre all'orizzonte sappiamo che il confine è finito (dunque più vicino) allora la Luna dovrebbe apparirci più lontana, e dunque più grande in cielo (vedi figura di Al Seckel). Esattamente l'opposto di quello che vogliamo dimostrare.
Alessandro poi offre anche una seconda spiegazione : "pare che non si faccia alcuno sforzo a guardare dinnanzi a se, mentre se ne fanno ad alzare la testa in su".
Quest'ultima affermazione però non spiega come mai la Luna appare più grande all'orizzonte anche se ci si sdraia su un prato o su una collina in pendenza.

Gabriele propone la spiegazione seguente: "La luce, essendo orizzontale (o quasi) e non inclinata rispetto al piano, crea un effetto ottico, facendoci vedere la Luna più grossa". Dimenticando, però che la luce, o meglio i fotoni, ci arrivano sempre perpendicolarmente al nostro piano di visione, semplicemente perché l'angolo con cui osserviamo cambia in quanto ruotiamo la testa alzandola o abbassandola. Le nostre retine diventano un po' come delle parabole che seguono il segnale luminoso e lo intercettano sempre in modo che il flusso sia perpendicolare e collimato con la fovea. Quello che cambia è solo il grado di incidenza rispetto all'atmosfera terrestre, non al nostro punto di visione.

Fabrizio opta per l'illusione ottica causata dalla psiche umana. "Gli orizzonti - spiega - per esperienza diretta, sono lontani e difficili da raggiungere. Per questo motivo quando vediamo il Sole o la Luna comparire all'orizzonte restiamo stupiti dalle loro dimensioni, assolutamente uguali a quelle di sempre, ma esagerate rispetto a quelle che il nostro cervello si aspetterebbe, ritenendoli erroneamente più lontani rispetto a quando essi si trovano alti nel cielo".

Una spiegazione diametralmente opposta a quella di Marco D'Adamio, che invece, ci scrive la seguente email che vi proponiamo.

Scrive Marco.
Sono uno studente di ingegneria informatica appassionato e affascinato da sempre all'astronomia e tutto ciò che gli riguarda. Ho letto il vostro curioso "quesito" grazie a twitter e anch'io ho cercato di dare la mia spiegazione andando, quasi inutilmente, a rispolverare le mie conoscenze riguardo i moti lunari.
Avendo escluso a priori la teoria sulla rifrazione causata da vapore acqueo e polveri di vario genere (che rendono solo l'immagine più distorta e di diverso colore) e la teoria non tanto convincente riguardante l'illusione di Ponzo, sono arrivato a formulare una mia modestissima teoria.
La base di questa teoria è caratterizzata da quella che è l' "abitudine" che hanno i nostri occhi a guardare gli oggetti e la limitatezza dell'occhio umano a guardare oltre una certa distanza.
Questi due concetti possiamo metterli insieme facendo l'esempio degli aerei che noi osserviamo nel cielo. In questo modo infatti ci creiamo un' idea distorta delle distanze nel cielo perché paragoniamo (involontariamente) tutto ciò che vediamo (nel cielo) ad un aereo o a degli uccelli.
Questa nostra idea porta ad un appiattimento (apparente) della sfera celeste che non ci fa vedere la luna per come è realmente. Graficamente possiamo immaginare una semicirconferenza (che rappresenta la sfera celeste) e una semi ellisse (che rappresenta la sfera celeste appiattita dal nostro pensiero) con gli estremi delle due figure coincidenti. Noi guardando la luna nel cielo non la vediamo nelle sue dimensioni reali, ovvero proiettata sulla semicirconferenza, ma la vediamo proiettata sulla semi ellisse che in prospettiva appare più piccola. Ciò non succede guardando all'orizzonte, perché avvicinandoci agli estremi delle due figure, queste tendono ad unirsi fino a coincidere nell'esatto estremo. In questo punto, che rappresenta l'orizzonte, noi riusciamo a vedere la luna per come è realmente e quindi nelle sue dimensioni "originali". In conclusione si può affermare che è errato pensare di vedere la luna ingigantita quando è all'orizzonte e "normale" quando è alta nel cielo, infatti, conseguentemente a ciò che si è detto prima, è esattamente l'opposto. Grazie per la pazienza. Un saluto. Marco D'Adamo

Dunque, riepilogando ciò che afferma Marco, noi vediamo la Luna "normale" all'orizzonte e appartentemente più piccola quando è in alto per un effetto percettivo che ci fa "credere" lo zenit (la parte della volta celeste più alta rispetto a noi), come se fosse più "schiacciato" su di noi di quanto non sia la distanza orizzontale.
Sembra una spiegazione molto articolata. Cosa ne pensate?




SUNDAY SCIENCE: L'ANNO DELLA CHIMICA

Ogni fine settimana curiosità e divagazioni sulla scienza apparse in rete.

Partono un po' da tutta Italia le prime iniziative dedicate all'Anno Internazionale della Chimica


Qui le iniziative delle università piemontesi, sul sito di Torino Scienza.

Il 9 marzo al Politecnico di Torino si inaugura "Chimica: la scienza che cambia il mondo giocando con le molecole" - da Avogadro a Sobrero e a Levi: conferenza e spettacoli teatrali in omaggio ai grandi scienziati piemontesi.

Il 23 febbraio scorso c'è stato il consueto appuntamento con il Carnevale della Chimica, promosso da Chimicare e da Gravità Zero disponibile sul sito Scientificando, e anche in formato PDF scaricabile liberamente. La terza edizione sarà ospitata dal blog del Chimico impertinente.

Infine appuntamento alla Settimana della Scienza che si svolgerà a Gallarate dal 13 al 16 marzo 2011. Titolo dell'evento: "Memoria e Futuro".

Tra gli appuntamenti quello organizzato da Gravità Zero con Chimicare il 18 marzo alle ore 11. Con i ragazzi dei licei di Gallarate presenteremo alcune bufale televisive con contenuto "chimico" e mostreremo alcuni divertenti esperimenti da compiere con la Chimica. Qui potete iscrivervi al social network.


sabato 26 febbraio 2011

LO SHUTTLE DA UN AEREO, RIPRESO CON UN IPHONE

"Non voglio sentire nessuno che si lamenti perché siamo partiti in ritardo".


E' stato il commento di uno dei passeggeri subito dopo che un membro dell'equipaggio ha consigliato di osservare alla propria destra dai finestrini di un volo commerciale partito dalla Florida, dall'International Airport di Orlando. Il video è stato ripreso con un iPhone da un passeggero.



Ho sempre pensato che il volo aereo fosse bloccato durante il lancio degli Shuttle. Evidentemente mi sbagliavo.
Il video spettacolare è stato preso [fonte] con un iPhone dal finestrino.


Qui di seguito invece vediamo il volo di uno Shuttle da una diversa prospettiva: dall'interno della cabina che ospita gli astronauti.
Il volo in questo caso è l'STS-212: amazing!



Il video, visto sul canale Shuttlesource.com, inizia a 2 minuti dal lancio e continua per i due minuti successivi.




PUGLIA: L'ACCELERATORE EUROPEO PER LA RICERCA E L'INDUSTRIA

Riceviamo dal DISTI e volentieri ripubblichiamo

La Puglia si candida ad accogliere SuperB, uno dei 12 "progetti bandiera" individuati dal MIUR

di Elisabetta Durante




Si chiamano “progetti bandiera”: un gran bel nome per quello che, ci auguriamo, sarà un gran bel programma.

Si tratta dei dodici progetti strategici del Programma nazionale di Ricerca appena decisi dal Miur ed orientati, secondo le intenzioni del Ministro Gelmini, a potenziare il nostro arsenale scientifico nei settori energetico, ambientale, aerospaziale, biomedico, nano e biotecnologico ecc.

Tra questi, alcuni riguardano da vicino la Puglia: sono i progetti “RitMare”, che si occuperà di pesca e coste, e “SuperB”, per ospitare il quale è candidato anche un sito pugliese.

SuperB è un acceleratore ideato dall’INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e progettato dal fisico pugliese Pantaleo Raimondi, considerato uno dei maggiori specialisti del mondo.

Destinato alla ricerca sia scientifica che industriale, questo acceleratore di nuova generazione (Super B factory, tecnologia che i fisici italiani, a Frascati come a Stanford, hanno già dimostrato di padroneggiare) sarà un acceleratore di particelle di rilevanza internazionale, in grado non solo di valorizzare i nostri cervelli, ma anche di attrarne dall’estero: in particolare da Europa e Usa, paesi direttamente coinvolti nella sua realizzazione, per la quale saranno investiti nei prossimi sei anni 650 milioni (250 a carico del nostro paese, 19 dei quali già erogati).

Quale sia il valore aggiunto del progetto lo spiega in poche parole Roberto Petronzio, presidente dell’Infn : SuperB consentirà ai fisici di indagare sempre più a fondo la natura dell’Universo (*), ma aprirà anche la strada a ricerche interdisciplinari, che vanno dalla biologia alle nanotecnologie. Non è infatti un caso che uno dei partner sia IIT, Istituto Italiano di Tecnologia diretto da un altro noto fisico pugliese, Roberto Cingolani.

SuperB fornirà, infatti, una sorgente di luce ad alta brillanza che farà dell’acceleratore un prezioso strumento di sviluppo nei settori della Biologia,Chimica e ambiente, Beni Culturali , Microelettronica, Diagnostica e applicazioni mediche, Materiali innovativi , Nanotecnologie (campo in cui la Puglia vanta una realtà di pregio come NNL, Nanotech National Laboratory di Lecce).

Tra i molti esempi di ricadute: radiografie superveloci, scansioni radiografiche di grandi oggetti (ad es. container), studio di complessi processi biochimici, indagini molecolari sulla struttura dei materiali, creazione di microdispositivi in oggetti come dispenser sottocutanei di farmaci ecc.
Il progetto, secondo il Direttore della sezione Infn di Bari Eugenio Nappi, potrebbe rivelarsi un potente volano anche, in particolare, per lo sviluppo della regione che riuscirà ad ospitare un'infrastruttura di tale valore strategico.

(*) Il progetto SuperB si basa sull’idea che si possano ottenere risultati importanti anche con energie più basse e con acceleratori più piccoli rispetto ai grandi acceleratori come LHC (CERN). La sfida consiste nel creare fasci di particelle supercompatti, corti ma molto densi, per moltiplicare il numero degli scontri tra particelle e delle reazioni prodotte. L'incrocio ad angolo dei fasci è un punto di forza di SuperB, poichè permette a un pacchetto di particelle di muoversi esattamente sullo stesso percorso di quello che si muove in senso inverso.
Le simulazioni mostrano che SuperB potrà produrre 1000 coppie di mesoni B, altrettante coppie di leptoni tau, e diverse migliaia di mesoni D al secondo. Il che è un record mondiale.

VOYAGER VISTO CON GLI OCCHI DI UN QUINDICENNE


Marco, 15 anni, è - come molti suoi coetanei - molto attento alla scienza e alla sua larga diffusione.

Ha già vinto premi nazionali e internazionali ed è un piacere per noi poter pubblicare la sua lettera.

Marco si rivolge a Ivan, un ragazzo della sua stessa età, cercando di trasmettergli la sua stessa passione e smontando trasmissioni che, come Voyager, in TV si spacciano per divulgazione scientifica. E' una lettera aperta, scritta con sincerità e con l'entusiasmo di un giovane quindicenne con tanto desiderio di apprendere.
"E' grave il danno - afferma Marco - che divulgatori "poco seri" possono fare su ragazzi intelligenti ed appassionati, "alterando" le carte da gioco".
La scienza- continua poi- non dà nulla per scontato. Ogni affermazione va smontata e sottoposta a discussione, dimostrata. Solo così riusciremo a sbufalare le sciocchezze che spesso vediamo in TV spacciate per vere e a ristabilire la verità scientifica delle cose. E soprattutto a non farci ingannare.


Ciao Ivan.
[...]
Voglio prima di tutto complimentarmi con te per l'interesse che dimostri verso la Scienza e la passione con cui cerchi di difendere le tue convinzioni.
Sei sicuramente un ragazzo in gamba e puoi certo comprendere che alla nostra età le convinzioni non possono avere un fondamento solido, non fosse altro che per la nostra acerba esperienza.

Quindi, io metterei da parte la parola convinzioni e parlerei più di opinioni e come tu ben sai, le opinioni sono qualcosa di più personale, di meno radicato, possono essere momentanee e cambiare nel tempo qualora una nuova tesi o ragionamento implichi e giustifichi il farlo.

Siamo spero d'accordo su questo, ovvero sul fatto che alla nostra età avere delle convinzioni ferree, perentorie, immutabili ecc., non solo non è corretto, ma addirittura può essere pericoloso? Pericoloso per la nostra crescita culturale e per tutto quello che ne può conseguire.
Il mio "vecchio" spesso mi dice che nel momento in cui, alla nostra età, siamo sicuri di sapere qualcosa, quello è il momento in cui cominciamo a non apprendere più.
(non sarà solo farina del suo sacco, ma il concetto regge)

Ci tengo a questa premessa e quindi alla distinzione tra convincimento ed opinione, perché su questa differenza si basa tutto il ragionamento che vorrei provare a fare con te.

Parliamo di Scienza, perché questo sembra essere l'argomento che ci accomuna e perché è l'oggetto di questo sito (notare che ho parlato di oggetto e non obiettivo).

Ci sono varie tipologie di persone che si occupano di Scienza: i ricercatori, gli scienziati e "altri" che la scienza "la divulgano"; poi ci siamo noi che in qualche modo cerchiamo di apprendere, accumuliamo dati ed informazioni per soddisfare la nostra curiosità o il nostro desiderio di conoscenza.

A tutti noi curiosi piacerebbe poter stare a stretto contatto con l'autorevole chimico e nel suo laboratorio sperimentare con lui, a tutti noi piacerebbe dare una "sbirciatina" nel telescopio
dell'astronomo, a tutti noi piacerebbe stare in un laboratorio del CERN e guardare le particelle che si "scontrano"; purtroppo questo non sempre è possibile per ovvi motivi, e allora...?
Allora, a soddisfare la nostra curiosità ci pensano i divulgatori scientifici.

Chi sono i divulgatori scientifici?

A naso, direi coloro che la scienza l'hanno studiata e la conoscono e che sono capaci di comunicare, tramite i diversi canali di comunicazione, concetti, tesi, teorie e tutto quello che di scienza hanno appreso, soprattutto, cosa per me fondamentale, hanno il desiderio di condividere ed informare, senza secondi fini.

Visto che parliamo di ragazzi (almeno a noi è rivolto il mio ragionamento) possiamo individuare nella famiglia e negli insegnanti, le prime persone che ci aiutano ad avvicinarci al mondo della Scienza.

A queste due "figure" io do il massimo dell'affidabilità, chiaramente fermo restando il loro stesso limite di conoscenza e di capacità divulgativa (mezzi e capacità personali).
Ma noi siamo molto curiosi e solo queste due fonti non ci bastano.
A questo punto le scelte sono innumerevoli, sia per figure professionali che per mezzi di divulgazione adottati.

E qui facciamo la nostra prima importante scelta, decidiamo, consapevoli o meno, chi per noi è "abilitato" a parlarci di Scienza.

Come prendiamo questa importante decisione? In base a quale ragionamento diamo il patentino di "nostro divulgatore" a qualche persona in particolare o a qualche mezzo, trasmissione, giornale, rivista, blog ecc..?

Spesso scegliamo la soluzione meno impegnativa, quella che con minor sforzo ci porta maggior risultati e questo atteggiamento non è del tutto criticabile (minor sforzo - massimi risultato. E' un principio fondamentale per la sopravvivenza).

Ma nel campo della conoscenza e della crescita personale, questo principio non sempre è il più efficace, o almeno, non è quello che porta al MIGLIOR risultato. Perché in alcuni campi fondamentali, quello che conta non è il numero di risultati, ma la qualità di questi ultimi.

Statisticamente la TV si presenta come "il divulgatore" per eccellenza, la verità in scatola pronta ad essere servita e digerita dai "curiosi più pigri".
Lo sanno bene tutti coloro che hanno trasformato la Scienza in un business; la domanda, la richiesta di informazioni, è molto alta, e secondo le leggi di mercato, dove c'è domanda ci dovrebbe essere un'offerta pronta a soddisfare i bisogni e da questa offerta si deve cercare di trarre il massimo profitto.

La TV rimane un'ottima scelta per divulgare, ma ha dei limiti, a causa della sua stessa natura "volatile" che non permette un approfondimento dei concetti come invece può fare un libro o qualcosa di scritto che può essere ripreso, riletto ed approfondito anche in tempi diversi.

La potenza della TV sta nella sua capacità di penetrazione: è un ariete che scardina, che apre le porte, ma se dopo non fai il giro di tutte le stanze, non puoi dire di conoscere la casa.

Quello che voglio dire è che nello scegliere il "nostro divulgatore" personale, possiamo commettere due grossi errori, primo, possiamo scegliere il divulgatore (o mezzo sbagliato), secondo, nel momento stesso in cui ne scegliamo uno solo, corriamo il rischio di venire in qualche modo "plasmati" e condizionati.

Forse la soluzione migliore è proprio quella di non fare nessuna scelta, seguire più fonti e "tenere acceso il cervello"; questo è un po' il concetto su cui si basa il "progetto" di questo sito, che non si erge al di sopra di nessuno e non snocciola soggettive verità scientifiche; un consiglio, un semplice consiglio che noi possiamo o meno prendere in considerazione.

Guarda, ascolta, leggi e fatti una tua opinione.
E siamo tornati alla parola opinione.

Perché poi questa opinione si trasformi in convinzione scientifica, occorre tempo, passione, studio ed approfondimento.
Quindi, per provare a chiudere un po' il cerchio, per farci una opinione

Quindi, per provare a chiudere un po' il cerchio, per farci una opinione é sufficiente ascoltare più fonti "stando in campana", nel momento in cui riteniamo che un determinato argomento necessiti di un maggior approfondimento e quindi vogliamo "trasformare" una semplice opinione in una convinzione, per forza dobbiamo trovare il giusto mezzo o referente per l'approfondimento.

Ora io mi chiedo e chiedo a te... ho visto un bellissimo servizio trasmesso in TV che parla del sistema solare e delle forze fisiche che intervengono per il mantenimento del suo equilibrio; ho compreso il concetto complessivo ma vorrei capire meglio cosa si intende per forza di gravità o asse di rotazione e/o altro... a chi, secondo te, dovrei provare a chiedere maggiori delucidazioni?

Al conduttore televisivo, per altro molto simpatico? O forse è meglio che mi legga un libro di Margherita Hack, Giovanni Bignami, Stephen Hawking o altri scienziati autorevoli?

Le convinzioni sono opinioni consolidate nel tempo, studiate, approfondite, testate e verificate anche con esperienze personali, per loro vale la pena anche stingere i pugni e difenderle, non per le opinioni.

A volte noi cadiamo nell'errore di difendere idee e preconcetti che però si basano su una nostra visione personalissima e limitatissima, spesso proveniente un'unica fonte. E' come se in un processo per omicidio noi ci affidassimo alla deposizione di un solo testimone, senza alcun contraddittorio o senza alcuna verifica o prova aggiuntiva.

Dovremmo provare ad avere meno certezze e più dubbi (io sono pieno di dubbi)!

Alla nostra età dovremmo mettere in discussione qualsiasi cosa, smontarla, distruggerla per poi ricostruirla secondo quello che abbiamo imparato, ma per imparare e provare a migliorare, oltre ad essere curiosi, le nostre risposte le dobbiamo cercare (nessuno ce le serve su un piatto d'argento), e qualche volta anche conquistare.

E' grave il danno che divulgatori "poco seri" possono fare su ragazzi intelligenti ed appassionati, "alterando" le carte da gioco.

La stessa redazione di (Cattiva) Scienza in TV ti ha sempre risposto con cortesia e cercando di consigliarti senza "importi" le sue convinzioni, solo invitandoti ad informarti anche presso altre fonti; molto probabilmente anche loro hanno visto in te capacità ed intelligenza, credi che se non fosse stato così si sarebbero scomodati a risponderti ed a consigliarti?

Sei un ragazzo come me e tanti altri a cui loro si rivolgono cercando, anche in modo ironico, di far capire che la TV in particolare, ma la vita in generale, è piena di incantatori di serpenti che bisognerebbe imparare a riconoscere.

Sono sicuro che saprai far uscire quei dubbi necessari ad alimentare la tua voglia di sapere e conoscere; si vede che sei in gamba, ora prova a dimostrare a te stesso che sei anche furbo e che ti vuoi un po' di bene.

Ti auguro il meglio che tu possa desiderare.
Marco


venerdì 25 febbraio 2011

DOTTORATO IN SCIENZE PER RITA LEVI-MONTALCINI

Come vi avevamo anticipato alcuni giorni fa, la Mc Gill University di Montreal ha assegnato al premio Nobel Rita Levi-Montalcini la laurea honoris causa in scienze. Ecco il filmato segnalatoci oggi da Uniroma.TV

L'ULTIMO VOLO DEL DISCOVERY

Si tratta del primo Shuttle ad andare in pensione. Nel 2011 tutte le navette verranno dismesse e la Nasa non potrà più contare sugli Shuttle per l'invio di materiale e uomini sulla Stazione Spaziale Internazionale.



Il Discovery in orbita




Altre immagini le trovate su:

www.gruppolocale.it/2011/02/lultima-partenza-del-discovery/



Entrata in servizio nel 1984, la navetta Discovery sta portando uno degli ultimi componenti della stazione orbitale: il modulo Leonardo dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Nella stiva del Discovery c'é anche uno strano passeggero. Si chiama Robonaut 2 ed è il primo robot umanoide progettato dalla Nasa e dalla General Motors per aiutare gli astronauti nel lavoro sulla Stazione Spaziale e, in futuro anche nelle passeggiate spaziali, fino all'esplorazione di Marte.

Il Discovery è la navetta che ha portato in orbita il più celebre dei telescopi spaziali, Hubble, e che ha affrontato voli molto delicati, avvenuti subito dopo gli incidenti del Columbia, nel 1986, e del Challenger, nel 2003 che portarono la morte degli equipaggi.

ll prossimo 19 aprile sarà l'Endeavour, con l'astronauta europeo Roberto Vittori, a partire. E in estate l'Atlantis. che dovrebbe essere l'ultimo

Il lancio è stato seguito dallo spazio dall'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Paolo Nespoli, che a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha dichiarato: "benvenuti nello spazio! Raddoppiamo il numero degli umani extraterrestri!".


per approfondire:

L'Italia tra i grandi della conquista dello Spazio
di Fabrizio Zucchini, resp. Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'Agenzia Spaziale Italiana


FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL GIORNALISMO - V EDIZIONE

Si svolgerà a Perugia dal 13 al 17 aprile.

Cinque giorni tra keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre, e come sempre la manifestazione, ad ingresso libero e aperto a tutti, ospiterà giornalisti da tutto il mondo.

La lista degli ospiti conta oltre 70 nomi illustri fra giornalisti, comunicatori, editori che animeranno il dibattito.

Si parlerà di giornalismo d’inchiesta, economico, di informazione e diritti umani, di libertà di espressione in rete, new media, giornalismo partecipativo, gastronomico, della relazione media-potere, del ruolo delle donne nella società e del loro rapporto con il potere.


Ed ancora si discuterà dell’Italia, dello stato di salute dell’informazione e del conflitto di interessi, di web e social network, di cultura televisiva, cronaca nera, fotogiornalismo, di giovani e di “fughe di cervelli”, del rapporto tra Stato e mafia.

E naturalmente ci sarà spazio anche per il Giornalismo Scientifico: il programma, domenica 17 Aprile ore 16.00, prevede gli interventi di Alison Abbot (Nature), Guido Romeo (Wired) e Silvia Rosa Brusin (Leonardo Tg3).

Ne parla Silvia Caruso su giornalismo-scientifico.org


giovedì 24 febbraio 2011

L'ITALIA TRA I GRANDI DELLA CONQUISTA DELLO SPAZIO

È il 12 aprile 1961, i motori della capsula Vostok 1 si accendono. Si percepisce l’emozione di chi sta assistendo a quello storico momento, di chi ha lavorato strenuamente perché l’Unione Sovietica potesse vincere la corsa alla spazio. 3…2…1… il cosmonauta Yuri Gagarin è il primo essere umano ad andare nello spazio percorrendo un’orbita terrestre in 108 minuti. Pochi mesi dopo, il 5 maggio dello stesso anno, gli americani lanciano il missile Mercury con a bordo l’astronauta Alan Shepard che effettua un volo di 15 minuti senza entrare in orbita ma raggiungendo comunque lo spazio.

La NASA dovrà aspettare il 20 febbraio 1962 per avere il primo astronauta americano in orbita terrestre, John Glenn. È iniziata l’epoca pionieristica della conquista umana dello spazio e per anni, le due “superpotenze” si inseguono in continui nuovi lanci in cerca di nuovi primati. La NASA doveva recuperare il distacco con l’URSS e la conquista della Luna era l’obiettivo da raggiungere per primi. Il momento si concretizzò il 20 luglio 1969 quando il LEM Eagle dell’Apollo 11 atterrò per primo sul nostro satellite. Tuttavia la storia delle imprese spaziali non è stata scritta solo dalle due “superpotenze”, anche l’Italia può vantare un ruolo di primo piano in questa avventura. Il nostro Paese è stato il terzo dopo Russia e USA ad inviare un satellite in orbita, e anche nel “volo umano” si è contraddistinta come tra i più attivi al mondo, infatti è il primo paese europeo a portare un suo astronauta sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

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Dal satellite al guinzaglio alla costruzione della ISS, dallo Shuttle della NASA alla navetta russa Soyuz: gli astronauti italiani sono stati fra i protagonisti delle imprese spaziali degli ultimi anni. Il 31 luglio 1992 parte a bordo dello Shuttle Atlantis, il primo astronauta italiano, Franco Malerba.

Il suo compito nella missione di 10 giorni insieme agli altri astronauti, è quello di rilasciare il satellite ''al guinzaglio'' Tethered-1, dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nata pochi anni prima nel 1988.

La missione è un successo parziale poiché il filo anziché srotolarsi per i 200 chilometri previsti, si spezza dopo 256 metri: una delusione amara, ma si raccolgono comunque dati scientifici e viene anche messo in orbita il satellite scientifico dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Eureka, per ricerche su telecomunicazioni e microgravità. Il 22 febbraio 1996, per la prima volta volano insieme 2 astronauti italiani, Umberto Guidoni e Maurizio Cheli. Cheli, pilota collaudatore dell'Aeronautica Militare, e' il primo italiano ad entrare nella cabina di pilotaggio dello Shuttle, dividendo la responsabilità del controllo dei sistemi della navetta. La missione ripercorre quella precedente e deve rilasciare il Tethered-2: Cheli apre la stiva del Columbia mentre Guidoni controlla l'esperimento al computer, ma il filo si spezza e il satellite si perde. Anche questa volta il successo è parziale ma importante, perché durante l’esperimento si riesce a misurare una piccola quantità di energia generata nel cavo. Dal 2000 inizia l’era della Stazione Spaziale Internazionale, il più ambizioso progetto di cooperazione internazionale e tecnologico mai intrapreso dall’uomo. Anche in questo caso, la partecipazione italiana è fondamentale per il suo sviluppo.

L’ASI infatti vi partecipa sia come paese appartenente all’ESA, sia in bilaterale diretto con la NASA. I moduli logistici Leonardo, Raffaello e Donatello forniti alla NASA ci hanno riconosciuto un pezzo di “proprietà” della ISS, la casa comune dello spazio. L’Italia, attraverso la sua industria, realizza circa il 50% del volume pressurizzato della ISS, e non è un caso che il primo elemento non russo né americano che vi sia stato agganciato alla Stazione, sia stato italiano, il modulo Leonardo, come non è stata una semplice coincidenza che a varcare, quale primo europeo, le “porte” della Stazione Spaziale Internazionale, fosse di nuovo un italiano, Umberto Guidoni. Il 19 aprile 2001, Guidoni porta in orbita il modulo logistico pressurizzato, ''Raffaello''e viene agganciato alla Stazione Spaziale, costruito in Italia dall'Alenia Spazio, (oggi Thales Alenia Space) per l'ASI. Ma i primati italiani non finiscono qui, infatti Roberto Vittori è il primo europeo a compiere un viaggio di andata e ritorno dalla ISS sulla navetta russa Soyuz, ed è il primo cosmonauta italiano. Nella missione Marco Polo, il 25 aprile 2002, Vittori compie esperimenti di fisiologia per studiare gli effetti dell'assenza di gravità sull'organismo umano. Tra i suoi compagni di viaggio, vi è il secondo turista spaziale, Mark Shuttleworth. Il 15 aprile 2005 e' ancora Vittori, nella missione Eneide, sulla Soyuz a salire sulla ISS nella prima missione organizzata da Regione Lazio, Aeronautica Militare ed ESA. Obiettivo e' condurre 22 esperimenti per conto di università e piccole e medie imprese, aprendo la via dello spazio ai piccoli utenti.

Passano altri due anni ed è l’ora di un altro astronauta italiano, Paolo Nespoli, che il 23 ottobre 2007 parte alla volta della ISS nella missione Esperia, organizzata da ESA e ASI per installare il Nodo 2 (Harmony), al quale sono stati collegati i laboratori europeo Columbus e il giapponese Kibo. Nespoli e' il regista delle passeggiate spaziali per l'installazione del Nodo 2 e per la riparazione dei pannelli solari. Ma l’avventura italiana nella colonizzazione umana dello spazio non è ancora conclusa. Infatti nel 2009 viene selezionata una nuova generazione di astronauti. Risultano vincitori in una selezione internazionale di oltre 8.500 candidati, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana, entrambi piloti dell’aeronautica militare. A loro saranno affidate le future missioni a partire dal 2013. Il 15 dicembre, a pochi giorni dall’ingresso nel nuovo anno, Paolo Nespoli nella sua seconda missione, sancisce un altro primato, è il primo italiano in una missione di lunga durata, resterà a bordo della ISS circa sei mesi. I

l 17 dicembre, dopo l’aggancio della Soyuz alla Stazione, il portello di accesso al modulo russo Zarya si è aperto e i 3 membri della Expedition 26 hanno fatto il loro ingresso, tra loro il cosmonauta Nespoli. Il 2011 ci darà un’altra soddisfazione, infatti sarà anche l’anno della missione DAMA, la terza di Roberto Vittori, che sarà l’astronauta italiano con maggiore esperienza di volo. La missione organizzata da ASI ed ESA, ha l’obiettivo principale di portare sulla ISS l’esperimento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS), che è un ambizioso laboratorio orbitante che studierà la radiazione cosmica e andrà a caccia delle tracce di antimateria e materia oscura.

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Fabrizio Zucchini è resp. Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'Agenzia Spaziale Italiana


E' MORTO IL PROF. CARLO CANNELLA, SCIENZIATO NUTRIZIONISTA

Molti se lo ricorderanno come lo scienziato nutrizionista ospite quasi fisso nelle trasmissioni SuperQuark di Piero Angela. Il Prof. Carlo Cannella, un pilastro nel campo della scienza dell'alimentazione e in tutto ciò che riguardava le tematiche dietetiche.

Oltre 100 i suoi lavori scientifici, pubblicati sulle maggiori riviste internazionali

Tra i suoi incarichi anche il ruolo di presidente dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), oltre a quello di professore ordinario di Scienza dell'Alimentazione nella prima Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università La Sapienza di Roma, dove è stato direttore dell'Istituto di scienza dell'alimentazione e della scuola di specializzazione in scienza dell'alimentazione.


mercoledì 23 febbraio 2011

Gli italiani, la scienza e le tecnologie digitali



Presentati in anteprima oggi a Torino i dati dell’Osservatorio su “Gli italiani, la scienza e le tecnologie digitali” contenuti nella nuova edizione dell’Annuario Scienza e Società 2011 (Il Mulino), curato da Observa Science in Society.

Tra i temi significativi i dati sull'età media dei ricercatori italiani: "L'età avanzata delle risorse umane: un freno per la ricerca italiana?" La ricerca italiana non è per docenti giovani. Solo 16 docenti su 100 hanno meno di 40 anni, a differenza di paesi come Cipro e Polonia, che ne contano più della metà. Anche in Germania, Svezia e Paesi Bassi, la quota di docenti sotto i quarant’anni supera il 40%.

Secondo Massimiano Bucchi, professore di Scienza Tecnologia e Società all’Università di Trento e tra i curatori dell’Annuario Scienza e Società 2011, “il tema delle risorse umane, e in particolare della loro avanzata età media si conferma come un tema cruciale per la ricerca e l’innovazione in Italia, con un rischio di ‘scoraggiamento’ delle nuove generazioni. Non è forse un caso che gli italiani siano tra i meno convinti, in Europa, che un giovane interessato alla scienza abbia oggi maggiori opportunità di lavoro (47%, contro il 73% degli svedesi e una media europea del 58%)”.

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IL CARNEVALE DELLA CHIMICA A QUOTA DUE




In attesa di poter disporre del logo ufficiale, scientificando, il blog ospitante il Carnevale della Chimica di questo mese, ha adottato un disegno creato da Davide P., un alunno di 3°B della docente e proprietaria del blog, la prof.ssa Annarita Ruberto.

Qui la pagina dell'edizione numero 2 del Carnevale della Chimica.

Ben 30 i blogger partecipanti e gli 47 articoli per una edizione che vuole accompagnare questa iniziativa lungo tutto il 2011 (Anno Internazionale della Chimica) e oltre.

La prossima edizione del Carnevale della Chimica sarà ospitata dal blog "Il chimico impertinente" dell'ottimo Paolo Gifh. Se volete partecipare contattatelo con il form che trovate in fondo alla pagina.

Carnevale della Chimica: il sito ufficiale www.carnevaledellachimica.org







martedì 22 febbraio 2011

IL GIORNO DELLA RICERCA SU RADIO 3

Radio3 chiama a raccolta biologi e linguisti, chimici e filologi, architetti e astronomi, matematici e drammaturghi, musicisti e archeologi, geografi e informatici, fisici e geologi, storici dell'arte e veterinari, e tutti coloro che vivono sperimentando, osservando, inventando. Perché?


Perché Radio3 dedica oggi la programmazione alle storie, alle speranze, ai travagli, alle passioni delle ricercatrici e dei ricercatori italiani, quelli che vivono nel nostro Paese e quelli sparsi per il mondo. Una giornata speciale perché Chi ricerca trova: sulle frequenze di Radio3 saranno protagoniste le voci di chi la ricerca la fa giorno per giorno. Malgrado tagli, difficoltà, limitazioni e una miopia politica che non sa vedere che La ricerca non è tempo perduto, e anzi è un'ancora di salvezza per l'Italia nella società della conoscenza. Storie analisi e prospettive del mondo della ricerca saranno discusse all' interno di ogni singola trasmissione.


La ricerca suona così sarà il gran finale di questa giornata speciale:una serata tra musica e sperimentazione. David Riondino si presterà a fare da cavia per gli esperimenti in diretta di Radio3.

Grazie al compositore Fabio Cifariello Ciardi gli ascoltatori a casa e il pubblico in Sala A di via Asiago (alle ore 21.00) assisteranno in tempo reale alla traduzione in suoni di materiali insospettabili come gli andamenti finanziari dei titolo di borsa o i discorsi ufficiali dei potenti della Terra.

Marco Giordano e Luigi Pizzaleo di Nuova musica per l'educazione, con il loro progetto Metis, sottoporranno il pubblico a una serie di esperimenti di manipolazione del suono e di ascolto. Maria Pia De Vito proporrà un intervento per sola voce ed elettronica live.

In conclusione il trombonista Michele Lo Muto proporrà Appunti per Amanti Simultanei I per trombone, suoni di intonarumori ed elettronica di Fabio Cifariello Ciardi su testo di Tommaso Filippo Marinetti.


Ricercati speciali sarà l'album segnaletico dei ricercatori sul sito di Radio3. Tutti i ricercatori e le ricercatrici che hanno voglia di metterci la faccia potranno mandare a radio3web@rai.it una foto (di loro, del laboratorio, degli strumenti, del lavoro sul campo...) e un testo di dieci righe per parlarci di sé (chi sono, dove lavorano, com'è una loro giornata tipo, le soddisfazioni e le frustrazioni, le speranze...).

I profili saranno pubblicati sul sito www.radio3.rai.it.

PALERMO SCIENZA 2011 - VIDEO

Davvero bello il video dedicato a Palermo scienza pubblicato pochi giorni fa da Aldo Gagliano, direttore della nuova testata TVSpace, e che si immerge letteralmente all'interno della manifestazione che sta coinvolgendo i ragazzi delle scuole del capoluogo siciliano.




L’iniziativa si svolge presso il Polididattico Dell’Università di Palermo e durerà sino al 28 di febbraio con un calendario fitto di conferenze, workshop, esperimenti e persino giochi per i più piccoli.

Partecipano, oltre all’Università del capoluogo, 32 scuole di ogni ordine e grado e 8 istituti del Cnr.

La manifestazione coincide con l’inizio dell’Anno Internazionale della Chimica, proclamato per quest’anno dalle Nazioni Unite.


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lunedì 21 febbraio 2011

LE NANOTECNOLOGIE E I GIOVANI EUROPEI



NanoYou è l'acronimo di Nanotechnology to youth, rivolto in particolare ai giovani di età compresa tra gli 11 ed i 25 anni per accrescere la loro conoscenza sulle nanotecnologie ma anche stimolarli e coinvolgerli in dibattiti sulle relative tematiche etiche, legali e sociali.

Il progetto, cominciato nel 2009, e finanziato dal Settimo programma quadro della Commissione europea, viene realizzato da un partenariato internazionale coordinato dal centro educativo Ort Israel, e comprende anche European schoolnet, l'Interdisciplinary nanoscience center della Aarhus University, il Nanoscience centre dell'Università di Cambridge e La Cité de La Science di Parigi.

In Italia varie scuole hanno aderito alla iniziativa diventando scuole pilota, tra le quali, in Toscana, il Liceo Scientifico E. Majorana di Capannori (Lu).

Tutto il materiale NanoYou è distribuito in licenza Creative Commons e scaricabile gratuitamente dal sito del progetto www.nanoyou.eu.
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GOSSIP SPAZIALE: GLI AMORI DI NICHELLE NICHOLS

Un geek che si rispetti deve avere visto almeno una volta nella sua vita la serie classica di Star Trek.

Pochi sanno però che gli interpreti della gloriosa serie sono anche stati dei valenti cantanti oltre che bravi attori.

E' il caso ad esempio di Nichelle Nichols, che interpretava nella prima serie e nei 6 film al cinema la bellissima Uhura, un nome che in lingua swahili significa libertà.

Con il grado di Comandante (Commander), è l'ufficiale responsabile delle comunicazioni a bordo della nave stellare Enterprise.

Nata nel 1932 Nichelle Nichols è stata una delle prime donne di colore mostrate in un ruolo non subalterno in una serie televisiva. Anche per questo il telefilm Star trek può dirsi molto avanti con i tempi per quanto riguarda l'emancipazione delle donne nella finzione cinematografica.

Pensate che fu la protagonista del primo bacio interrazziale della storia della televisione negli USA (con il capitano Kirk, nell'episodio Umiliati per forza maggiore (Plato’s stepchildren), trasmesso il 22 novembre 1968.
Fu un autentico scandalo all'epoca e le proteste dei telespettatori indussero la BBC a censurare l'episodio (assieme ad altri ritenuti inadatti per un pubblico giovane).

Come cambia il mondo!





Dopo l'episodio in cui bacia il Comandante Kirk la popolarità della nostra Nichelle va alle stelle.

Viene lodata personalmente da parte di Martin Luther King, ed è lui a convincerla a non abbandonare la serie, nonostante lei si lamentasse che la sua parte fosse di poco rilievo e volesse dedicarsi al musical, in quanto per la prima volta con il personaggio di Uhura un'afro-americana interpretava un ruolo non stereotipato (come ad esempio una cameriera).


Pensate che è stata la prima afro-americana ad avere il calco delle sue mani davanti al Chinese Theatre di Hollywood.


Qui la possiamo ammirare in tutto il suo splendore, e la voce è proprio la sua, nel singolo "Down To Earth" (c'era bisogno di chiederlo?).



Dalla fine degli anni Settanta al 1987 la nostra beniamina ha lavorato a Houston per la NASA come responsabile nel reclutamento di nuovi astronauti, soprattutto tra le minoranze etniche, tra cui Guion Bluford (primo astronauta afro-americano), Sally Ride (prima donna astronauta), Judith Resnik (morta durante il lancio del Challenger del 28 gennaio 1986), e Ronald McNair (secondo astronauta afro-americano e anch'esso vittima dell'incidente del Challenger).

Ha anche scritto un libro, Saturn's Child, e ha confessato nella sua biografia di aver avuto una relazione con l'ideatore di Star Trek Gene Roddenberry.

Nel 2007 l'abbiamo vista nella serie Heroes nel ruolo di Nana Dawson e, naturalmente, non ha smesso di esibirsi nel ruolo che le è più congeniale: il canto.





Nell'ultimo film sul grande schermo di Star Trek (2009), il ruolo di Uhura è interpretato dall'altrettanto bella e brava Zoë Saldaña (attrice che abbiamo anche visto nel ruolo Neytiri, principessa dei Na'vi nel film di James Cameron, Avatar. Peraltro ricordiamo che anche il regista Cameron è un fisico ed è consulente Nasa.

Nelle scene seguenti il personaggio rivela un intreccio amoroso nientemeno che con il vulcaniano Spock, interpretato da Zachary Quinto. Ma quanto tempo è passato dallo scandalo del primo bacio interrazziale scambiato con William Shatner (alias comandante James Tiberius Kirk)!
Il film ha ricevuto il plauso della critica più di ogni altro film della serie, conquistandosi il cuore anche dei propri fan.


domenica 20 febbraio 2011

ROBERT BOYLE: IL CHIMICO SCETTICO

Hai studiato chimica o fisica a scuola anche solo a livello elementare?

Allora avrai sentito sicuramente parlare dell'irlandese Robert Boyle (1627-1691). Il suo nome è infatti legato alla nota formula sul comportamento dei gas: "a temperatura costante il volume occupato da una data massa di gas è inversamente proporzionale alla pressione a cui tale massa è sottoposta". Che può anche essere enunciata nel seguente modo: "se la temperatura non cambia, il prodotto Pressione per Volume di un gas è costante".

{p} \cdot {V} = \mathrm{costante}

Tuttavia dobbiamo dare il merito che spetta al fisico francese Edme Mariotte: fu lui infatti a dare una formulazione matematica alla teoria. Ecco perché i due nomi (Boyle-Mariotte) sono spesso associati nella famosa legge.

Sul canale Zanichelli Editore un video illustra un esperimento sulla teoria dei gas




La maggior parte del merito, dunque, va al francese: Boyle, infatti, non si intendeva affatto di matematica, come spesso dichiarò in vita, e usava raramente formule o numeri. Inoltre non si preoccupava di cercare "modelli" generali, ritenendo piuttosto che ogni grande scoperta scientifica fosse un sistema chiuso, ininfluente a studi più universali.
Questo fornisce anche una indicazione molto chiara del suo modo di procedere, tanto che Boyle viene talvolta considerato uno scienziato "umanista".

Senza alcun dubbio l'opera che gli diede maggiore fama fu "il chimico scettico" [1]: dove criticò le vecchie teorie sui quattro elementi classici (aria, acqua, terra e fuoco) e lo portò audacemente ad avanzare ipotesi sulla natura degli elementi chimici come "sostanze che non possono essere decomposte in parti più semplici".

Purtroppo la sua avversione alle costruzioni teoriche e alle regole matematiche non gli permisero di abbandonare antiche superstizioni e credenze: come l'alchimia (fu sostenitore fino all'ultimo della trasformazione dei metalli in oro) o supposizioni diffuse ai suoi tempi come quella che "i metalli crescono nella terra da soli nel tempo, per effetto di un principio plastico latente all'interno di essa". Un atteggiamento che non permette di concedere a questo scienziato i meriti che normalmente gli vengono attribuiti, ovvero di avere creato un nuovo approccio alla "filosofia chimica".

Tuttavia dobbiamo rendere i meriti che spettano a questo grande personaggio.

Studiò le trasformazioni chimiche e la struttura della materia, costruì particolari pompe pneumatiche per fare il vuoto, elaborò un metodo per dissalare l'acqua del mare e renderla potabile, si occupò di medicina e studiò gli effetti del freddo intenso sul corpo umano. E contribuì a fare crescere un gruppo di ricercatori, conosciuto come Invisible College, che divenne presto nientemeno che la "Royal Society" [2], una delle accademie delle scienze più antiche del mondo.
Come scienziato Boyle aveva un obiettivo alquanto audace ai suoi tempi. Con il suo lavoro, infatti, cercava di contribuire a migliorare il futuro dell'umanità, attraverso l'avanzamento della scienza.
Si trattava di un'opinione controcorrente ai suoi tempi: allora si pensava infatti che il progresso della scienza fosse inutile e anzi pericoloso, e che il passato fosse il perduto "paradiso" dell'umanità.
Una opinione aberrante, questa della scienza dannosa, che talvolta tenta di prendere piede anche nella nostra epoca.


NOTE

[1] Il libro Sceptical Chymics (1661) in formato digitale su Progetto Gutemberg e sul sito dell'Università di Pennsilvania

[2] Il sito della Royal Society
Nel 2009 in occasione dei 350 anni dell'istituzione la Royal Society ha aperto i propri archivi mettendoli online. Si tratta davvero di una biblioteca più unica che rara: contiene i testi di ricerca di personaggi giganteschi del calibro di Sir Isaac Newton e di Benjamin Franklin e per tre secoli è stata l'obiettivo principale di tutti gli scienziati del pianeta. Royal Society online
Tra gli attuali membri famosi al pubblico della Royal Society ci sono il fisico Stephen Hawking e il Premio Nobel italiano Rita Levi-Montalcini.
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Questo articolo partecipa al Carnevale della Chimica ospitato questo mese sul blog Scientificando.
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SUNDAY SCIENCE: MENO CINQUE!

Ogni fine settimana curiosità e divagazioni sulla scienza apparsa in rete.





ULTIMO VIAGGIO PER IL DISCOVERY

Ultimo viaggio per lo shuttle più longevo della Nasa, il Discovery.

La missione STS-133 è sulla rampa di lancio è porterà in orbita il modulo logistico italiano Leonardo, che agganciato permanentemente alla Stazione Spaziale Internazionale ospiterà esperimenti e il primo robot umanoide Robonaut-2.


ESA: KEPLERO

Lanciata la navicella Atv-Kepler dell'Esa (Agenzia Spaziale Europea), decollata la sera del 16 febbraio alle 22.50 ora italiana. Ad attenderla, il nostro astronauta Paolo Nespoli, attualmente sulla Stazione Spaziale Internazionale.


FOTO MAI VISTE

Il virus HIV, batteri e molecole come non le avete mai viste. Le foto e le illustrazioni vincitrici del concorso International Science and Engineering Visualization Challenge, che premia ogni anno le migliori immagini scientifiche


FARE OUTREACH

Handbook For Science Educators è una guida che spiega come organizzare attività ed eventi di divulgazione scientifica e outreach (segnalato da Astronomy Communication and Outreach). La guida è stata preparata da Latitude Sciences. Se ne parla su Avventure Planetarie


ANNUARIO SCIENZA E SOCIETA'

Esce l’Annuario Scienza e Società 2011. Il volume sarà presentato in anteprima mercoledì 23 febbraio 2011, ore 18.30, presso il Circolo dei Lettori, Palazzo Graneri della Roccia, Via Bogino 9, Torino.


CATTIVA SCIENZA IN TV

Nuova veste grafica per il portale che accoglie le segnalazioni del telespettatori sulla scienza maltrattata dai media. Sia sul portale che sulla pagina Facebook continuano le segnalazioni dei lettori. Obiettivo? Divertisti a smascherare la TV spazzatura che si spaccia per scientifica.


LA CHIMICA IN FESTA CON IL CARNEVALE

Inaugurato questo mese il nuovo sito del Carnevale della Chimica, che accompagnerà decine di blogger durante l'anno Internazionale della Chimica e oltre a raccontare questa disciplina divertendosi. Contemporaneamente al lancio è stato presentato il nuovo contest per il logo ufficiale.


NANOYOU SU INNOV'AZIONE

E' uscito il nuovo numero di Innov'azione, gratuitamente scaricabile dalla rete.
NanoYou è l'acronimo di Nanotechnology to youth, rivolto in particolare ai giovani di età compresa tra gli 11 ed i 25 anni per accrescere la loro conoscenza sulle nanotecnologie ma anche stimolarli e coinvolgerli in dibattiti sulle relative tematiche etiche, legali e sociali.



LA SCIENZA DI NOTTE

La scienza viene vista come la fonte della certezza, basata su fatti, su processi replicabili, su confutazioni che ne confermano la validità.

Secondo il premio nobel per la medicina (1965) F. Jacob “La scienza in sé è imprevedibile. La ricerca è un processo di cui non si può mai dire come andrà a finire. La ricerca è razionale, fatta di ragionamenti articolati e tutto funziona come in un ingranaggio ben costruito. I risultati hanno la forza della certezza. E’ quella che è stata definita la «scienza di giorno».
La «scienza di notte» invece procede alla cieca. Per tentativi, sbagli, passi indietro. Le ipotesi sono dei vaghi presentimenti, delle sensazioni confuse. E niente può far capire se questa «scienza di notte» diverrà «scienza di giorno». Quando la «scienza di notte» trova conferma e la ricerca riesce, allora le si dà ordine, logica, la si scrive in modo da convincere i colleghi e i finanziatori”. (tratto dall’intervista di R. De Sanctis, Il Messaggero, 25-06-2001).

Fu grazie alla «scienza di notte» che Sidney Altman (La rivoluzione dell’RNA, DiRenzo Edizioni) arrivò a dimostrare la caratteristica propria dell'acido ribonucleico ad agire da catalizzatore biologico (un catalizzatore è una sostanza, fonte o dispositivo che interviene in una reazione chimica aumentandone la velocità ma rimanendo inalterato al termine della stessa). Per questa scoperta fu insignito del premio nobel per la chimica nel 1989, in compagnia dello statunitense T. Cech, che arrivò allo stesso risultato pur non avendo collaborato con Altman.

Alcuni dei metodi che lui utilizzava per progredire nella ricerca erano: la perdita di controllo sulle proprie facoltà mentali e l’annichilimento che provava guardando alla televisione il Football e i film di John Wayne. Ma l’arrivo di due figli gli tolse il tempo per “[…] riflettere liberamente davanti alla tv”, creando uno stallo.

Si potrebbe a questo punto dire che la televisione non fa male alla mente, oppure precisare che non lo fa alla mente di un ricercatore.

Fidandoci di due premi nobel possiamo dire che scoperte scientifiche e invenzioni nascono anche in terreni non adatti.

Sempre nel libro di Altman leggiamo di come L. Szilard ebbe l’idea del reattore a fissione nucleare mentre faceva il bagno, o di come S. Weinberg risolvesse equazioni mentre guardava soap opera.

Io personalmente le mie idee migliori le ho avute nel letto, mentre il cervello si sta ancora svegliando, o ancora mi sono svegliata di notte con l’idea in testa. Quando si dice che la notte porta consiglio.

Questi esempi sembrano dar ragione a T. Kuhn, che diversamente da K. Popper, riteneva che il processo scientifico fosse il risultato di un processo rivoluzionario.

Kuhn impone l'uso del termine "paradigma" per indicare l'insieme di idee, teorie, leggi e strumenti che definiscono una tradizione di ricerca in cui le teorie sono accettate. Il criterio con cui un paradigma risulta vincitore sugli altri consiste nella sua forza persuasiva e nel grado di consenso all'interno della comunità scientifica.

Gli esperimenti fondamentali che portarono alla scoperta di Altman “[…] suscitarono urla d’incredulità da parte di tutta la comunità scientifica” e fu per lui doloroso confrontarsi con le “disoneste affermazioni di chi sosteneva che altri prima di lui avessero scoperto l’attività catalitica dell’RNA”. Insomma per un decennio non ricevette un gran consenso.

Per Kuhn è il paradigma usato dalla comunità scientifica in quel momento a tracciare la linea di demarcazione tra scienza e pseudoscienza. La rivoluzione scientifica porterà al cambiamento del paradigma.

E ora immaginate uno scenario totalmente favorevole ad una teoria scientifica. Immaginate una nuova teoria scientifica che metta in guardia da un’emergenza impellente e indichi una via d’uscita. Immaginate che venga sostenuta da importanti scienziati, politici (Roosvelt, Churchill) e la cui ricerca sia finanziata da filantropi di primo piano (fondazione Rockfeller) e università prestigiose (Harvard, Yale, Princeton), che questa teoria venga insegnata a scuola e che i media se ne occupino.

Uno scenario ideale, non trovate?

Oggi sappiamo che quella famosa teoria che ottenne un forte sostegno durato per mezzo secolo era in realtà una pseudoscienza, l’emergenza che sollevava era inesistente e causò la morte di milioni di persone. La teoria in questione è l’eugenetica.

Allora se gli scienziati criticheranno la vostra teoria, se farà dispiacere a Popper o Comte, verificate di aver fatto tutto bene, secondo il paradigma in auge nel vostro periodo storico e poi non abbiatevene troppo a male, potreste essere un futuro premio nobel o l’inventore delle Geox.


Questo articolo partecipa al Carnevale della Chimica ospitato questo mese sul blog Scientificando.