sabato 31 luglio 2010

CUOCERE I CIBI E' SBAGLIATO? QUANDO L'ERRORE CORRE SUL WEB


E' interessante il successo che sta ottenendo la pubblicazione a puntate del Kit-scova inganni. La prima puntata era incentrata su una fallacia comunicativa chiamata "fallacia del conseguente".
Ringraziamo tutti i lettori che ci hanno scritto via email, che hanno inserito commenti e che ci stanno segnalando fallacie contenute nei brani di letteratura o sui quotidiani. Pubblicheremo questi esempi mano a mano che affronteremo gli argomenti.

Scopo del Kit scova-inganni è di dare la possibilità al lettore di ottenere strumenti (noti da secoli peraltro) che lo mettano nelle condizioni di capire quando una affermazione contiene una fallacia, un errore, una conclusione tutt'altro che vera o scientificamente corretta. E di difenderci dalle argomentazioni non vere, che pullulano, ad esempio, sui quotidiani nazionali o in TV.

Enrico Campanelli ci segnala un articolo, presente su Web, che contiene una fallacia del discorso. La pubblichiamo perché ci sembra piuttosto significativa.
Ciao Claudio,

molto interessante la serie di articoli sulle fallacie de(gl)i (s)ragionamenti. Come al solito, il problema grosso è che chi più avrebbe bisogno di leggere questi post, molto spesso farebbe fatica a seguirne il filo.
Venendo a noi, tempo fa, spulciando tra le assurdità degli alternativi, ho incontrato questo articolo: "Cibo cotto, cibo morto. La cottura distrugge le proprietà curative dei cibi".

Che contiene una fallacia che tecnicamente si chiama "cum hoc ergo propter hoc" (insieme a questo, quindi a causa di questo). Verso la fine dell'articolo (prima della penultima citazione), trovi questa frase:


"Vi sono 700 mila [*] forme di vita animale: nessuna tranne l’uomo mangia cibo cotto. L’uomo è la sola specie ad essere malata"

che viene usata per dedurre che "quindi i cibi cotti sono la causa delle malattie"

Innanzi tutto non è vero che gli animali non si ammalano. Ma anche facendo finta che sia vero, questa affermazione, analizzata, contiene due fallacie:


1. Gli animali non mangiano cibi cotti (vero)
2. Gli animali non si ammalano (falso, ma facciamo finta anche che sia vero)
3. Quindi gli animali non si ammalano perché non mangiano cibi cotti (falso!)


1. Gli uomini mangiano cibi cotti (vero)
2. Gli uomini si ammalano (vero)
3. Quindi i cibi cotti fanno ammalare l'uomo (falso!)

Certo, la cottura può ridurre il valore nutritivo di alcuni alimenti, ed è noto che le "bruciature" sono cancerogene, ma da ciò a dire che le malattie umane sono causate dalla cottura dei cibi...ce ne passa

Enrico Campanelli


Aggiornamento di Enrico Campanelli - ore 19,30

A completamento della descrizione "tecnica" del tipo di fallacia, forse vale la pena sottolineare che la regola è la seguente: se due fatti sono entrambi e contemporaneamente veri, questo non significa necessariamente che uno sia la causa dell'altro. Il cum hoc ergo propter hoc è citato su wikipedia alla voce sofisma, sezione "Le fallacie aristoteliche", come caso particolare di non sequitur.


[*] In realtà si stima che ci siano dai 2 ai 4 milioni di specie viventi sul pianeta (e gli artropodi rappresenterebbero circa il 90% delle specie viventi totali)

LUNA E GIOVE NEL CIELO D'ESTATE

Foto dell'autore: Canon IXUS 900Ti - ore 2:11 del 31 luglio 2010


Nella notte di fine luglio (tra il 30 e il 31) la Luna e Giove sono in congiunzione come era avvenuto già lo scorso 4 luglio.

La foto è stata scattata con una comune macchina digitale montata su treppiede. La siepe è della casa dell'autore. Sotto la falce lunare si vede il disco di Giove, molto luminoso.

Giove, il più grande pianeta del Sistema Solare, in questo periodo è osservabile praticamente per tutta la seconda parte della notte (a partire dalle 23.00).
Dopo la Luna, Giove è in questo periodo l'astro più splendente del cielo notturno e lo sarà per tutto il mese successivo.

Giove è un pianeta, come Marte, Venere e Mercurio. Tutti osservabili ad occhio nudo in periodi diversi dell'anno.

Se volete distinguere un pianeta da una stella basta osservare la luce che emette.
Quella dei pianeti è fissa, mentre quella delle stelle emette un continuo "sfarfallio".
Il motivo è che la luce dei pianeti è la luce del Sole riflessa dalla sua superficie, un po' come accade per la Luce riflessa dalla Luna. I pianeti, dunque, non emettono luce propria.

Se possiedi un binocolo e lo punti in direzione di Giove potrai osservare anche i 4 satelliti medicei, proprio quelli scoperti da Galileo con il suo cannocchiale 400 anni or sono.

Rappresentano per Giove quello che la Luna è per la nostra Terra (satelliti), solo che le loro dimensioni sono un po' più grandi della Luna (il più grande misura 5262 km di diametro mentre la Luna circa 3470 km).

I loro nomi sono Io, Europa, Ganimede e Callisto. Ad uno strumento amatoriale (es. un piccolo telescopio) appaiono più o meno come in questa foto.

Tieni presente che i satelliti ruotano attorno al pianeta e dunque si spostano di posizione ogni sera. Quelli che vedi al binocolo però non sono gli unici satelliti naturali di Giove: se ne contano ben 63 in tutto, ma sono troppo piccoli per poter essere osservati con strumenti amatoriali. Alcuni di questi infatti superano di poco il chilometro di diametro. Sono grandi quanto una piccola città della provincia italiana.


Qui le informazioni sul cielo di Luglio (a cura dello UAI)

Ecco invece cosa sarà possibile osservare nel cielo di Agosto 2010 (a cura dell'Osservatorio Astronomico comunale G.D. Cassini di Perinaldo (IM)




venerdì 30 luglio 2010

IL CARNEVALE DELLA FISICA E' WORLDWIDE!


Il Carnevale della Fisica è ormai una istituzione mondiale!

Pochi gruppi di divulgazione scientifica possano definirsi veramente worldwide come questo evento che cade il 30 di ogni mese e che rende partecipi centinaia di blogger nel mondo in oltre 9 lingue (qui la mappa)


Ne hanno parlato diffusamente riviste molto popolari come Wired, e testate di tutto il mondo, tra cui in Italia Tuttoscienze (La Stampa) e all'estero testate autorevoli, quali El Pais, Publico, Gara.
In italia i fondatori sono stati intervistati in trasmissioni radio come Moebius su Il Sole 24 Ore, e Caccia al Fotone (ma anche in trasmissioni estere).
E ci fermiamo qui perché sono centinaia i siti e gli enti che hanno parlato di questa iniziativa prima e unica nel panorama mondiale!

Insomma... a distanza di quasi un anno il Carnevale della Fisica è diventata una istituzione internazionale! E questo grazie all'autorevolezza e alla serietà dei partecipanti.

Ah! Al carnevale partecipano anche giovanissimi! Perché la scienza non ha età e l'unica cosa importante è la passione, la curiosità e la correttezza scientifica.

Questo mese saggiamente ospitata dal blogger Peppe Liberti "Rangle".




Il tema? Cambia ad ogni edizione e questo mese è "Meraviglia, rigore e stravaganza".

Se sapete scrivere di scienza e volete anche voi partecipare al Carnevale della Fisica, vi consigliamo di visitare il social network carnevaledellafisica.ning.com non prima però di avere letto attentamente le regole del gruppo!

Vi segnaliamo che l'edizione italiana è nata grazie a una collaborazione del nostro blog con l'omonima edizione spagnola Gravedad-cero.org e che questo mese è ospitato sul blog sempre in lingua iberica "EXPERIENTIA DOCET" e che il social network per registrarsi all'edizione spagnola è carnavaldelafisica.ning.com

Non dimenticate il prossimo carnevale, che verrà ospitato il 30 agosto dall'altrettanto eccellente Blog Popinga! Scrivetegli, per partecipare, a info@moondance.it

Affrettatevi dunque a inviare i vostri contributi entro quella data, e se non è chiaro qualcosa o desiderate ospitare il Carnevale in una delle prossime edizioni, scriveteci pure a redazione@gravita-zero.org



GALAPAGOS NON PIU' IN PERICOLO?

A volte mi chiedo quale sorte sarebbe occorsa alle isole Galápagos (un arcipelago di 14 splendide isole vulcaniche situate nell'Oceano Pacifico) se nel 15 settembre 1835 un "esserino" appartenente alla nostra comune specie (homo sapiens sapiens), talmente curioso di spiegare l'origine di ogni forma vivente esistente sul pianeta, per una qualsiasi coincidenza, nei cinque anni che lo portarono lontano dalla Madre Patria (la sua Inghilterra), su un brigantino di nome Beagle, non avesse per qualche strano motivo poggiato i piedi su quelle terre e non avesse scritto quel libro mirabile che fu "L'origine delle specie"

Quel curioso esserino, così minuscolo rispetto alla grandiosità della natura che ne attendeva i vaticini, e rispetto alla nostra effimera esistenza, risulta ancora oggi per noi tutti un gigante! Sulle spalle del quale noi poggiamo i nostri esili piedi di nanetti vacillanti, tentando di osservare più lontano e capire qualcosa di più delle nostre origini. Cose che questo Grande Uomo aveva intuito e ci ha spiegato 150 anni prima! Quest'uomo è stato il grande Charles Darwin!

Sembra che dal 3 agosto prossimo il gioiello della natura che prende il nome di arcipelago delle Galapagos non sarà più nella lista dei siti patrimonio dell'umanità in pericolo. La decisione arriva dalla riunione del Comitato Unesco, in corso a Brasilia, che ha accolto con favore gli sforzi del governo dell'Ecuador nel combattere le principali minacce alla conservazione di questo tesoro, come le specie invasive, turismo senza freni e sovrasfruttamento della pesca.

Speriamo che chiunque abbia preso questa decisione si sia reso conto di quello che sta facendo!



IL KIT SCOVA-INGANNI: L'AFFERMAZIONE DEL CONSEGUENTE

Come avevo anticipato iniziamo la serie di articoli sotto il titolo de il "kit scova-inganni", con un primo "trucco" verbale che viene utilizzato spesso in politica, oppure per vendere qualcosa a qualcuno e in generale per convincere della verità di un ragionamento. Tuttavia anche se le premesse sono vere, ciò non garantisce che le conclusioni siano corrette.

La prima fallacia argomentativa che analizzeremo è chiamata "affermazione del conseguente" e avviene quando si presume un effetto da una causa non necessariamente correlata.

Se piove il marciapiede è bagnato
Il marciapiede è bagnato
Quindi piove

Ovviamente possono esserci molte altre spiegazioni che implicano il bagnarsi del marciapiede. Il fatto che sia bagnato non è una garanzia che stia piovendo.

Se l'amuleto porta fortuna, oggi non mi capiterà nulla di male.
Non mi è capitato nulla di male.
Dunque l'amuleto porta fortuna.

Credete che i gonzi che ci cascano oggi non esitano? Leggete qui e qui.

Si, ma quante altre volte in cui NON avevi l'amuleto, non ti è capitato nulla di male?

Se bevi tanta acqua Sgorgona farai tanta "plin plin"
Fai tanta "plin plin".
Dunque hai bevuto tanta acqua Sgorgona

Si, ma qualsiasi acqua, bevuta in quantità, ha effetti diuretici!

Il paralogismo (ragionamento fallace) dell'affermazione del conseguente non è sempre così facile da cogliere, perché non viene mai espresso in maniera così visibile come sopra.

Più spesso, invece, avrà l'aspetto simile a questo (prendiamo cioè l'affermazione che fece tempo fa un politico francese che un giorno disse, parlando del pericolo dell'abuso di droghe):

"Poiché la maggioranza degli eroinomani ha fatto uso di marijuana, la maggior parte di quelli che consumano marijuana finirà nell'eroina".

Possiamo vedere che questa conclusione è sbagliata nella figura.

I due insiemi in figura rappresentano il numero di consumatori di marijuana (ellisse più grande) e di eroinomani (cerchio più piccolo). La maggioranza degli eroinomani consuma anche marijuana. Possiamo, vedendo il grafico, concluderne che i consumatori di marijuana sono in maggioranza eroinomani?

Possiamo esprimere in simboli la forma del paralogismo dell'affermazione del conseguente nel modo seguente:

1. A implica B.
2. B è vero.
3. Quindi A è vero.

Se anche le due premesse sono vere, la conclusione non lo è necessariamente: si dice che tale conclusione è un non sequitur (non ne consegue).

Ecco la forma che l'affermazione precedente assumerebbe:

1. La maggioranza degli eroinomani ha fatto uso di marijuana
2. Le persone consumano marijuana
3. Quindi la maggiorparte delle persone che consumano marijuana diventano eroinomani (conseguenza fallace)


Nel blog l'Estinto, Ivo Silvestro riporta un esempio analogo di un autore che denuncia, tra i mali peggiori della società, l'assenza del padre (la società senza padre è una società patogena):

Ecco come è stato espresso il paralogismo:

1. Se il padre assente è causa di figli disadattati, allora i figli di padri assenti sono disadattati.
2. Le persone disadattate hanno avuto un padre assente.
3. Quindi il padre assente è causa di figli con problemi.

Ovviamente le statistiche non daranno ragione a queste conclusioni: chi ha affermato questo ragionamento avrebbe dovuto cercare la percentuale di disadattati tra i figli di padri assenti, non il contrario.

Come dice l'autore del blog prendiamo ad esempio i casi di suicidio negli Stati Uniti! Noteremmo che ben più del 63 per cento dei giovani suicidi parla inglese.
Ne dedurremmo allora con sicurezza che sia la lingua di Shakespeare a indurre le persone a togliersi la vita?

Altro esempio, molto utilizzato nel nostro paese :-)

1. Chi è comunista, allora odia le persone come me.
2. I magistrati e i giornalisti ce l'hanno con me.
3. Dunque magistrati e giornalisti sono comunisti.


Le ricerche mostrano che l'utilizzo di questo tipo di paralogia è centrale nel discorso politico dei partiti di estrema destra nei confronti dei tema dell’immigrazione (Rydgren, 2005). Ecco come un politico xenofobo potrebbe utilizzare l'affermazione del conseguente a suo favore.

1. Le persone poco intelligenti hanno lavori a bassa qualificazione
2. Gli immigrati hanno lavori a bassa qualificazione
3. Quindi gli immigrati sono poco intelligenti

Notare che in America si diceva lo stesso delle persone di colore (gruppo in cui, all'inizio del secolo scorso, erano inclusi anche gli italiani).

ANCHE I NOBEL SI INGANNANO

Se pensate che oggi questo genere di paralogismi non venga più utilizzato, perlomeno in ambito scientifico, leggete cosa ha affermato questo studioso (al Sud le persone sono meno intelligenti) e addirittura un premio Nobel quale James Watson (scopritore del DNA) che affermò tre anni fa che i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Ovviamente le loro argomentazioni sono fallaci e non basate su alcuno studio scientifico serio.

Il fatto che a volte il paralogismo "affermazione del conseguente" sia difficile da cogliere, è dovuto anche alla somiglianza con un ragionamento invece del tutto valido chiamato modus ponens (modo che afferma).

1. A implica B.
2. A è vero.
3. Quindi B è vero.


Esempio:

Se piove, il marciapiede è bagnato.
Piove.
Allora il marciapiede è bagnato.


Notate la lieve differenza rispetto alla frase con cui abbiamo iniziato l'articolo.

Altro esempio di modus ponens (ragionamento corretto) :

Se manca la corrente allora la lampadina si spegne.
Manca la corrente.
Allora la lampadina si spegne.

Se avessimo utilizzato la (fallace) affermazione del conseguente avremmo detto invece:

Se manca la corrente allora la lampadina si spegne.
La lampadina si spegne.
Allora manca la corrente

Che ovviamente non ci garantisce la verità della affermazione finale (la lampadina può essere spenta perché si è bruciata).


CONCLUSIONI

Il paralogismo "affermazione del conseguente" parte da premesse esatte ma arriva a conclusioni non verificabili. Tale paralogismo viene incluso nel gruppo dei "paralogismi formali" perché il ragionamento proposto, in virtù della sua sola forma non garantisce la preservazione della verità delle premesse.

Gli altri due paralogismi formali che analizzeremo le prossime volte saranno:
  • L'inconsistenza
  • La negazione dell'antecedente

PICCOLO VOCABOLARIO
  • Paralogismo: ragionamento fallace, falso, strutturato sulla forma di un sillogismo.
  • Sillogismo: ragionamento concatenato (vedi anche wikipedia).
  • Modus Ponens: è una affermazione che parte da premesse vere e arriva a conclusione vera.
  • Fallacie formali: fallacie riguardanti la forma del sillogismo o la sua validità.
  • Fallacie informali: fallacie riguardanti il contenuto del sillogismo.
.


giovedì 29 luglio 2010

IL KIT SCOVA-INGANNI DI CARL SAGAN

Da tempo c'è chi (in TV, sui giornali, sul web) avrebbe piacere di convincerci delle cose più improbabili.
Spesso e volentieri quando ci riferiamo al periodo storico conosciuto come Medioevo pensiamo a un epoca lontana ricca di credenze irrazionali e di oscurantismo, dimenticandoci che ancora oggi la gente muore per le false credenze (esoterismo, astrologia, paranormale, medicine alternative, paure immotivate come quelle verso gli OGM, i vaccini, ecc).
Perfino il Web pullula di siti che prendono forma su una concezione del sapere, del pensare e della razionalità del tutto superficiali.

E' necessario imparare a difendersi almeno a livello intellettuale e conoscere le strategie messe in atto dai comunicatori più abili (sia in ambito politico e che a livello sociale o scientifico). Eviteremo di cadere facilmente in inganno.

Da tempo su questo blog diamo consigli pratici sull'atteggiamento critico con cui devono essere lette le notizie scientifiche presenti sui principali quotidiani o riviste generaliste.


Il compianto grande astronomo di fama internazionale ed eccellente divulgatore scientifico Carl Sagan ha dedicato tutta la vita per diffondere il pensiero critico e fornire gli strumenti più efficaci che ci possano difendere dalle cosiddette bufale giornalistiche, dalle false credenze, dalle ideologie che poggiano su dati inconsistenti: notizie apparentemente camuffate da affermazioni scientifiche che di scientifico hanno ben poco.

Il seguenti passaggi offrono una idea di quanto lo stesso Sagan definì "baloney detecion kit" (armamentario per l'identificazione degli inganni) che qui riproponiamo in una versione sintetica.
Chi fosse interessato a una versione più estesa la può trovare qui (in inglese).

CARL SAGAN'S BALONEY DETECTION KIT

  • Ogni volta che ti è possibile cerca una conferma indipendente dei fatti
  • Incoraggia una discussione delle prove da parte di persone informate da tutti i punti di vista
  • Le argomentazioni fondate sull'autorità hanno scarso peso: in passato le "autorità" hanno commesso errori, e altri ne commetteranno in futuro. Un altro modo di esprimere il concetto è che nella scienza non esistono autorità: al massimo esperti.
  • E' bene formulare più di una ipotesi. Se qualcosa deve essere spiegata, provata a pensare a modi diversi con cui la si potrebbe spiegare.
  • Cerca di non affezionarti troppo a una ipotesi solo perché è la tua. Prova a chiederti perché quella idea ti piace tanto e confrontala senza barare con altre possibilità.
  • Prova a cercare ragioni per rifiutare la tua ipotesi. Se non lo fai tu lo faranno altri.
  • Quantifica. Ciò che è vago e qualitativo è aperto a molte spiegazioni. Cerca di associare la spiegazione a qualche unità di misura: sarai in grado di discriminare tra ipotesi contrastanti.
  • Se c'è una catena di ragionamento, devono funzionare tutti gli anelli della catena (compresa la premessa) e non solo la maggior parte.
  • Rasoio di Occam. Questa utile regola empirica ci ricorda che tra due ipotesi che spiegano i dati ugualmente bene, è meglio scegliere la più semplice.
  • Ci si deve chiedere se, almeno in linea di principio, l'ipotesi possa essere falsificata. Le ipotesi che non possono essere verificate dall'esperienza e possono essere falsificate non valgono molto.
  • L'esperimento deve essere fatto con il doppio cieco.
  • [...]

Il linguaggio naturale, prosegue Sagan, è spesso utilizzato per ricondurre il ragionamento a vantaggio di una o l'altra parte. Questi "trucchi" semantici (molto utilizzati ad esempio dai nostri politici) vengono utilizzati nell'arte della manipolazione mentale

Trucchi verbali per convincere che si dividono in:

PARALOGISMI FORMALI

PARALOGISMI INFORMALI
  • Il falso dilemma, o falsa dicotomia
  • La generalizzazione affrettata
  • La falsa pista
  • L'argomentum ad hominem
  • L'appello all'autorità
  • la petizione di principio,o petitio prencipii
  • Ad populum
  • Il paralogismo di composizione e paralogismo di divisione
  • L'appello all'ignoranza, o argomento ad ignorantiam
  • Il "pendio scivoloso"
  • la cortina di fumo
  • L'uomo di paglia
  • L'appello alla pietà, o argumentum ad misericordiam
  • L'appello alla paura
  • La falsa analogia
  • La soppressione dei dati pertinenti
Non c'è nulla di complesso da capire, e una persona dotata di intelligenza nella media non ha difficoltà ad apprendere come funzionano questi strumenti mentali: molti politici o esperti di marketing (per esempio nelle pubblicità) utilizzano questi metodi per convincere le masse.

Siccome ognuno di questi argomenti merita una piccola trattazione, con esempi pratici di come le notizie vengono diffuse per ingannare il lettore o l'uditore, ne parleremo più diffusamente nei prossimi post di questo blog, iniziando proprio dai paralogismi formali.

mercoledì 28 luglio 2010

QUANDO LA FISICA INCONTRA LA COMPUTER GRAPHICS

Thiago Costa lavora all'Ubisoft Digital Arts di Montreal, Canada (da visionare assolutamente www.ubi.com).

Si occupa di computer animation applicata ai fenomeni fisici e matematici, come la fluidodinamica e la dinamica molecolare.

Questo video offre una chiara idea del livello raggiunto dalla animazione computerizzata sorretta dalle leggi della fisica. Tra l'altro alla ubisoft sono alla ricerca di giovani bravi nella grafica, animazione e programmazione: fatevi sotto!

Un consiglio: ingrandite il video a tutto schermo per apprezzarne la qualità!




BERGAMO SCIENZA: ONLINE IL NUOVO SITO



E' online il nuovo sito di BergamoScienza (www.bergamoscienza.it), con anticipazioni sul programma dell’ottava edizione (1-17 ottobre 2010).

In questo video la presentazione dell'edizione precedente.


Registratevi per ricevere la newsletter con tutte le novità sul Festival e sulle attività dell'associazione BergamoScienza.

Consultate il calendario degli oltre 150 eventi tra conferenze, incontri, laboratori, spettacoli e mostre prenotabili online da settembre.

Non mancano i social network, come la pagina Facebook, il canale YouTube (notevole! con ben 374 video presenti al momento in cui scriviamo) e Twitter, costantemente aggiornati con le ultime notizie che riguardano il Festival.

Non perdetevi il concorso fotografico, pensato per avvicinare bambini e ragazzi alla cultura scientifica. Il bando per il 2009/2010 si è concluso lo scorso 30 maggio 2010. La premiazione dei vincitori di questa edizione si terrà all'inaugurazione del Ferstival di BergamoScienza 2010.
A breve verrà pubblicato il bando 2010/2011.

Insomma, un restyling "giovane" che rappresenta il modo migliore per avvicinare anche i più giovani alla conoscenza e alla cultura scientifica e rimanere sempre aggiornati su quanto il festival propone nelle sue varie edizioni.

martedì 27 luglio 2010

LA CARICA DEI TORI E IL CERVELLO RETTILIANO

da un racconto di Luigina Pugno

Mercoledì 7 luglio siamo incorsi in un episodio, dove ho potuto sperimentare di persona il funzionamento del cervello rettiliano.

Come ogni mercoledì mi sono recata presso il CSM di Avigliana, in provincia di Torino, per le sedute coi pazienti del servizio, ma diversamente dagli altri mercoledì la sera avevo programmato con una collega e una sua amica di andare a mangiare alla Sagra della birra ad Almese.

Così per non andare avanti e indietro fino a Torino. Dopo il lavoro sono andata a prendere il fresco in montagna con un collega che abita da quelle parti.

Solito prato, col solito albero ombroso, solita casupola abbandonata e solito scampanio di vacche in lontananza. Come altre volte, lasciamo l’auto all’inizio del largo sentiero e andiamo una quarantina di metri più avanti a buttarci sotto l’albero per raccontarci la giornata.

Ad un certo punto Oscar mi dice: “mi sembra che lo scampanio si stia avvicinando”.
Ed io: “a me non sembra”.

Dopo un po’ di tempo vedo 300 metri più su, sulla strada passare le mucche dietro agli alberi e dico dubbiosa: “mi sembra che stiano correndo verso di noi”. Finisco la frase e vedo due di loro buttarsi giù lungo il prato, nella nostra direzione. Grido: “vengono giù!”, mi alzo di scatto e corro a nascondermi dietro ad un albero, con Oscar dietro di me.

Appena fatto questo, ci ritroviamo con un bestione alla nostra destra e uno alla nostra sinistra, che ci guardano dal basso verso l’alto, sbuffando. Quello di destra sembra essere il dominante. Scalpita mentre ci guarda tra l’arrabbiato e l’esaltato.

L’unica cosa che mi viene in mente, mentre li osservo ipervigile, è il libro di Walter Bonatti che sto leggendo (In terre lontane n.d.a.), dove c’è scritto che bisogna rimanere assolutamente immobili, o tutt’al più, accucciarsi e rimanere im-mo-bi-li. Così faccio. Resto ferma. Quando il bestione si sposta un po’, io mi sposto leggermente dietro il tronco per sparire dalla sua vista, ma lui allora torna a controllare se ci sono.

Poi ne arrivano altri due, che cominciano a fare a cornate tra di loro. E lì penso: “alè, ora ci tirano dentro e ciao”. Arrivano anche altre mucche e vanno a circondare l’auto, sono agitate, e poi vengono da noi. Siamo circondati e tutte ci guardano, ma loro per fortuna ci annusano solo.

Ci reputano inoffensivi e se ne vanno a brucare. Le guardo e penso: “che corna piccole che hanno”, guardo le corna degli altri: “che grandi. Ma sono tori!”, cerco di sbirciali dietro per avere conferma, ma non riesco a vedere. “certo che son tori, sono neri e han grosse corna!”. Mi rendo così conto di non averci pensato prima, mi son solo messa in salvo.

Gli ultimi due tori entrano nella casupola, un altro va ad annusare la mia borsa e dove eravamo, il capo lo segue. È il momento. Oscar mi dice: “vado a prendere la macchina”. E con fare tranquillo, ma deciso si allontana. Sono sola. Guardo il tronco dell’albero per vedere se posso arrampicarmi in caso di bisogno. Non è possibile: il tronco è rugoso e si sfalda, non ci sono rami bassi. Oscar sale in macchina. Il toro capo torna da me. Aspetto che lo spazio tra l’albero e l’auto non sia sufficiente a farlo passare e salgo anch’io.

Ci avviciniamo con l’auto e recuperiamo le cose e ce ne andiamo. I tori ci seguono fino alla strada. Si fermano sul suo bordo e ci muggiscono dietro, come a dire: “E non fatevi più vedere!”.

Raggiunto un posto sicuro, ci mettiamo a parlare dell’accaduto e ce ne domandiamo il perché.
Ma per rispondere a questa domanda devo fare una premessa scientifica sul cervello rettiliano, che è quello che tutti gli attori della storia hanno prevalentemente usato.

Il cervello dei mammiferi è formato da tre cervelli: cervello rettiliano (il più antico), sistema limbico (successivo) e neocorteccia (formatosi più di recente). La differenza tra noi e gli altri animali sta nel fatto che la neocorteccia è grandemente sviluppata.

Ogni cervello possiede specifiche competenze e per questa ragione i cervelli più antichi non sono caduti in disuso.

Ma quali sono i compiti del cervello rettiliano? Serve a regolare le attività di base del nostro organismo come il ritmo sonno/veglia, la respirazione ecc.; a regolare i sistemi motivazionali non relazionali (cioè quelle attività che si possono svolgere da soli) quali l’alimentazione, l’esplorazione del territorio e la costruzione di una tana e infine a seguire le regole dei sistemi motivazionali relazionali non sociali (cioè quelle attività che si svolgono in relazione agli altri, con i quali stabiliamo interazioni non durature) come la predazione/fuga, la difesa del territorio e l’accoppiamento.

Il cervello rettiliano in sintesi persegue due scopi: la sopravvivenza e la riproduzione. La propria sopravvivenza è sopraordinata a qualunque cosa, tranne nel caso siano presenti i propri cuccioli. In tal caso la continuità della specie sta sopra tutto.

Nel cervello rettiliano non ci sono pensieri (quelli sono prodotti dalla neocorteccia), ma solo azioni istintive. Insomma quando qualcuno ci dice che è un tipo impulsivo, ci sta dicendo che è uno che non pensa tanto, che agisce, che prevalentemente funziona a livello del cervello rettiliano. Tirate voi le conclusioni.

Ma andiamo per esclusione.

Direi che nel nostro episodio di riproduzione non ci sia alcun segno, quindi tutte le azioni rientrano nella sopravvivenza.
Ora usiamo lo schema soprastante e mettiamoci dal punto di vista del toro e poi nostro.

IL TORO

Ci ha caricati perché doveva regolare il ritmo sonno/veglia o respirare? Uhm, direi di no.
Lo ha fatto per brucarci, per curiosità (esplorazione), o per costruirsi la stalla? Uhm, mi sa di no.
Sarà stato spinto dalla predazione o dalla fuga? Forse dalla predazione. Però si è fermato ad osservarci, invece di incornarci.
E quindi? Che rimane? La difesa del territorio.

Molto probabilmente quello è il posto dove van a dormire di notte o a brucare quando si stufano del prato superiore.
Tutti i loro comportamenti stavano a dire: “qui ci sto io e non voi”.
Il correre giù per poi fermarsi, il controllarci, il seguirci per muggirci dietro a quel modo, stavano a indicare che avevamo involontariamente invaso il loro territorio.

L'ESSERE UMANO

Stesse domande.
Siamo scappati per regolare il ritmo sonno/veglia o respirare? Non mi pare.
Volevamo nutrirci, curiosare o costruirci la tana? Manco per nulla.
Saremo stati spinti dalla predazione o dalla fuga? Mi/vi vedete a predare un toro? Eh già di fuga si tratta. Ma quale difesa del territorio? FUGA. Via, via a gambe levate, più veloci della luce.
Nascondersi dietro l’albero, controllare la minaccia, guardare se l’albero era scalabile, buttarsi in macchina. Tutto serviva a scappare per salvare la pelle.

Per fortuna il cervello rettiliano lavora per automatistismi e non ci sta tanto a pensare su.
Vi immaginate cosa sarebbe successo se avessi pensato? “Ora cerco un albero, ah eccolo. Ora ci vado ecc”.

Incontrare gli animali, che per loro natura non hanno sovrastrutture, è un ottimo modo per riconoscere in modo chiaro il funzionamento di questo nostro antico cervello e, attraverso di loro, imparare a riconoscerlo in noi.
Certo però, che preferisco sempre di più, farlo col mio cane Fiorì.

IL MISTERO DEL BEBE' ALIENO

Trova la bufala e vinci!

L'unico mistero è come possano nascere notizie come queste...

Qui il link alla notizia sul quotidiano La Stampa.

Avete una settimana di tempo (fino a lunedì 2 agosto) per diventare "investigatori" e rivelare quello che LA STAMPA chiama "mistero" inviandoci la soluzione a redazione@gravita-zero.org


ATTENZIONE: non ci interessa che ci indichiate url di siti web dove questa notizia è già stata chiarita. Con Google sappiamo benissimo da soli che è facile trovare le smentite.
A voi chiediamo [1] di spiegare quali sono gli indizi per cui si intuisce (leggendo unicamente la notizia) che è in "odore di bufala", cioè cosa dovrebbe fare scattare il campanello di allarme nel lettore attento.
E [2] di riscrivere l'articolo secondo una forma corretta che non induca il lettore a equivoci oppure (importante) [3] di spiegare ai lettori quali sono le regole base che un buon giornalista , cronista, blogger dovrebbe tenere a mente prima di iniziare a scrivere un pezzo.

A chi ci darà la spiegazione più chiara, elegante ma anche divertente regaleremo questa settimana il libro di Piero Angela "Viaggio nella scienza. Dal Big Bang alle biotecnologie".











oppure a scelta


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IL GIOCO E' STATO VINTO da ALESSANDRO MEOLI

lunedì 26 luglio 2010

IL GATTO DI SCHRÖDINGER E' VIVO

Il premio Nobel per la fisica Erwin Schrödinger è conosciuto più per il suo gatto, che per l'equazione che porta il suo nome.
La particolarità del gatto di Schrödinger è che... in realtà questo gatto non è mai esistito!

Parliamo infatti di un esperimento mentale, in cui un gatto è il primo protagonista. Un gatto che come lo Stregatto di "Alice nel paese delle meraviglie" è talmente famoso da essere ricordato in numerosi romanzi, film e telefilm tra i più amati dal pubblico: da Lost a Sliding Doors, da The Big Bang Theory a Flash Forward.



Qui il personaggio Simon Campos (interpretato dall'attore Dominic Monaghan) spiega in maniera un po' grossolana ma altamente drammatica questo esperimento che però Schrödinger raccontò in maniera leggermente diversa: vediamo come.

Chiudiamo un gatto in una scatola insieme a una sostanza debolmente radioattiva e a un dispositivo che può rilasciare un gas tossico da una fiala, tanto da poterlo uccidere. Il dispositivo è formato da un contatore Geiger che misura il decadimento della sostanza radioattiva. Ogni ora al massimo osserviamo il decadimento di un solo atomo di una sostanza, che può avvenire oppure no, non possiamo prevedere quando.

Se però il decadimento accade, allora il contatore lo rileva e aziona un meccanismo che rompe la fiala con il gas velenoso.
La domanda che ci poniamo è: quando apriremo la scatola cosa troveremo? Un attimo prima dell'apertura, lo stato che descrive il sistema totale della stanza (atomo, più fiala, più gatto) sarà con probabilità del 50% nella configurazione in cui l'atomo non è decaduto, la fiala di veleno è intatta e il gatto è illeso. Ma con altrettanta probabilità il fisico si troverà davanti l'atomo decaduto, il veleno liberato e il gatto morto.
Si dice allora che il gatto si trova in una "sovrapposizione di stati", correlato alla sovrapposizione degli stati dell'atomo in decadimento.

La metafora del gatto di Schrödinger offre un'immagine visiva di uno dei principi basilari della meccanica quantistica forse meno rigorosa di quanto si riesca a fare correttamente con la sua funzione d'onda, ma sicuramente molto più efficace.

Proprio perché il comportamento atomico è così diverso dalla comune esperienza, è assai difficile abituarvisi, ed esso appare strano e misterioso a chiunque, sia al principiante che al fisico ormai sperimentato. [1]

Ma questa metafora ha anche il sottile scopo di dimostrare che quella che era l'interpretazione classica della meccanica quantistica (chiamata anche interpretazione di Copenaghen) risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.

A livello cosmologico e ontologico questo concetto ha una serie di implicazioni enormi, che nel telefilm The Big Bang Theory viene espresso con un simpatica parodia.
La vicina Penny chiede a Sheldon Cooper (Ph.D. in fisica e aspirante Premio Nobel) un consiglio sulla proposta di uscita amorosa fatta dal collega Leonard Hofstadter.
Sheldon le risponde illustrandole la metafora del gatto di Schrödinger.


Quello del gatto di Schrödinger, spiega Sheldon a Penny, è un celebre esperimento concettuale per illustrare le difficoltà teoriche del processo di misurazione in meccanica quantistica: ciò che, abbiamo già detto, viene anche chiamato principio di sovrapposizione.
E l'osservazione del fenomeno produce una influenza nel fenomeno stesso.

Un sistema quantistico può dunque esistere in tutti gli stati permessi, ognuno con una certa probabilità. Un elettrone, per esempio, può avere spin 1/2 o -1/2 e la sua funzione d'onda conterrà entrambi i contributi. Ma dopo che l'elettrone avrà interagito con un sistema di misura, il suo stato di spin sarà solo 1/2 o solo -1/2. Così, in generale, lo stato di un sistema quantistico è una sovrapposizione di tutti gli stati possibili.

La finzione cinematografica ha giocato parecchio sulla possibilità di scelta tra due stati sovrapponibili. E' il caso di Sliding Doors, film del 1998 in cui la vita dell'attrice Gwyneth Paltrow si divide in due dimensioni parallele (ipotesi del multiverso).




Però le ipotesi cinematografiche sono e rimangono pure invenzioni fantastiche. Ciò che per la meccanica quantistica accade nel mondo delle particelle subatomiche, infatti, non è da noi osservabile nel mondo macroscopico (come gli oggetti o le persone).

Ma se nell'universo quantistico le particelle non possono essere definite nella loro posizione spaziale e nel moto, nel senso che possono trovarsi in due o più punti dello spazio contemporaneamente, e essere dotati di più livelli di energia, ne consegue che ciò che è paradossale per gli oggetti macroscopici non lo è dunque per gli oggetti microscopici. L'indeterminismo dello stato discende, in ultima analisi, dal principio di indeterminazione di Heisenberg, ripreso in questa sequenza nel bellissimo film dei fratelli Cohen "A Serious Man", e drammaticamente espresso dal professore di fisica Larry Gopnik.


Ricordiamo brevemente che il principio di indeterminazione di Heisenberg afferma che non è possibile effettuare con precisione arbitraria la misurazione contemporanea di variabili fisicamente coniugate come quantità di moto e posizione di una particella oppure energia e tempo. [2]

In generale, qualunque coppia di grandezze osservabili generiche, che non siano nella relazione di essere compatibili, non si potranno misurare simultaneamente, se non a prezzo di indeterminazioni l'una tanto più grande quant'è più piccola l'altra.
In questi termini, il mondo del determinismo causale dovrebbe cedere il passo a quello dell'indeterminismo e del caso. Infatti, l'impossibilità di misurare con precisione simultaneamente due grandezze, salvo che siano compatibili, equivale all'impossibilità di verificare il nesso causale fra due generiche quantità.

Un principio rimarcato in maniera molto efficace nel celebre film "Benjamin Button" con Brad Pitt e Cate Blanchett, che ruota proprio sull'importanza per il nostro futuro imprevedibile di ogni singolo momento e delle coincidenze precedenti.




La meccanica quantistica è stata senza alcun dubbio una delle maggiori conquiste del XX secolo, e ha permesso di illustrare fenomeni macroscopici che erano inspiegabili nel secolo precedente, come l'esistenza delle linee spettrali, le forme e i colori dei materiali, le transizioni di fase solido, liquido, gassoso il ferromagnetismo e persino alcune questioni aperte della biologia.

Nel XX secolo la meccanica quantistica ha inoltre permesso di dare un senso a fenomeni come i cristalli liquidi, la superconduttività e la superfluidità, il comportamento dei laser e il teletrasporto quantistico.

Ma come abbiamo visto non possiamo applicare le regole della meccanica quantistica al nostro mondo macroscopico, per il quale le leggi fisiche di Newton continuano ad avere la loro validità. Un concetto che ha prodotto una rivoluzione nella nostra rappresentazione del mondo fisico reale molto più grande persino di quella provocata dallo spazio curvo della relatività generale di Einstein.
Tanto che molti fisici sono arrivati ad affermare che la meccanica quantistica non ci fornisca affatto una rappresentazione della "realtà", ma un formalismo matematico.
Un formalismo che non ci dice nulla riguardo un'effettiva realtà quantistica del mondo, ma ci consente soltanto di computare probabilità e realtà alternative che potrebbero avvenire. [3]
Una riflessione ontologica tuttora aperta che rende particolarmente affascinante questo settore della fisica.


[1] The Feynman Lectures on Physics . Vol 3 - 1989 Addison Wesley Longman
[2] Massimo Auci, Oltre la frontiera quantistica - Una storia appassionante
[3] Roger Penrose. La strada che porta alla realtà - le leggi fondamentali dell'universo - 2005 BUR

LA SCIENZA NEL PAESE DELLE BANANE


Veramente il caldo fa brutti scherzi. Oggi ho appreso alcune notizie arrivate dritte dritte dal "Paese delle banane".

Prima. La Stampa definisce curiosamente "divulgazione scientifica" la trasmissione Voyager. Inoltre in trasmissione vogliono 100 giovani che hanno svolto il tema sugli UFO nelle ultime prove di maturità. Complimenti al Ministero dell'Istruzione per la sensibilità scientifica dimostrata nell'ultima prova a tema. Al termine cosa faranno? Li scrittureranno per il Grande Fratello?

Seconda. L'agenzia per la sicurezza nucleare ha votato il suo presidente: l'oncologo Umberto Veronesi.
Ci aspettiamo che al ministero della Salute venga eletto presto Gianfranco Vissani Carlo Rubbia (tanto per ristabilire gli equilibri)

Terza. Infine, nulla di male se un giornalista scafato quale Giovanni Caprara si dà alla fantascienza, peccato che al Corriere si siano sbagliati e abbiano messo il suo articolo sotto la sezione "Scienza".



CLAUDIO MAGRIS E LA "LEGGENDA" DELLA FORZA DI CORIOLIS


Vi avevamo chiesto di trovare gli errori nel seguente brano dello scrittore Claudio Magris pubblicato sul Corriere e tratto dall'incipit del suo romanzo "Alla cieca".

"E la vita, tante vite, non si può tenerle insieme (...) Non so bene cosa voglia dire contraddizione, ma certo si cade, questo è indubbio. E si sparisce, trucioli risucchiati da vortici d'acqua nello scolatoio - qui nell' emisfero australe l'acqua della vasca da bagno gira intorno al buco in senso antiorario, da noi lassù invece all' inverso, in senso orario. È una legge fisica, ho letto, le chiamano le forze di Coriolis - mirabili simmetrie della Natura, quadriglia in cui una coppia avanza mentre l' altra indietreggia, entrambe s'inchinano quando è il loro turno e il ballo non perde il ritmo".
L'ERRORE SCIENTIFICO NEL BRANO

La convinzione diffusissima che sia la forza di Coriolis, creata da un sistema non inerziale come la Terra in rotazione, a far girare l'acqua a spirale nelle condutture è falsa. Si tratta di una leggenda urbana.
Nonostante, in effetti, influenzi fenomeni metereologici di vasta scala come gli uragani e le correnti oceaniche, la forza di Coriolis (e non "le forze di Coriolis", come citato nel brano) è troppo debole per avere un effetto sugli impianti idraulici domestici.
Tale forza è infatti di diversi ordini di grandezza inferiore rispetto, ad esempio, alle forze indotte dalla geometria del lavandino, della sua inclinazione, ad esempio, o dal movimento iniziale dell'acqua. Neppure ripetere più volte l'esperimento su un solo lavandino è corretto (si introdurrebbero solo errori sistematici indotti dalla geometria).
Su Youtube gira questo video, incluso in una serie di documentari Pole-to-Pole di Michael Palin che ha reso popolare questa leggenda. Il presentatore mostra l'effetto della forza di Coriolis a pochi metri in alto e in basso rispetto all'equatore. Ma anche supponendo che l'effetto sia misurabile, il senso di rotazione nell'esperimento è sbagliato rispetto a come invece dovrebbe avvenire.
Infatti, sia nel video che nel brano di Claudio Magris, la forza di Coriolis farebbe girare l'acqua in senso antiorario nell'emisfero boreale (nord) e in senso orario in quello australe (sud).

Nel 1962 Ascher Shapiro, un ricercatore del Massachusetts Institute of Technology, dimostrò che per poter osservare il fenomeno l'acqua doveva essere tenuta ferma a temperatura costante e in condizioni particolari per almeno 24 ore.
Shapiro pubblicò su Nature l'esperimento che smentiva la possibilità di osservare il fenomeno nei normali lavandini o vasche domestiche.

qui una recensione dell'articolo del 1962 sul Time:

Ulteriori approfondimenti:


Della Forza di Coriolis ne parla anche Umberto Eco nel Pendolo di Foucalt.

I VINCITORI


Questa settimana vince il libro "le meraviglie della matematica" per la migliore spiegazione scientifica del fenomeno Roberto Zanasi, curatore del blog "Gli studenti di oggi".

Ecco la sua risposta:

La forza di Coriolis esiste, effettivamente. E' dovuta al fatto che la Terra ruota intorno al suo asse, e quindi non è un sistema di riferimento inerziale.

La si può sperimentare provando a camminare su una giostra in movimento: non si riesce a stare dritti (fatelo solo su giostre che si muovono lentamente, altrimenti correte il rischio di cadere).

La bufala nell'articolo sta nella frase che afferma che il vortice d'acqua nello scolatoio è dovuto proprio a quella forza. In realtà non è vero, perché essa è molto debole, e non può influenzare in maniera così evidente il moto dell'acqua.

Per poter osservare effetti evidenti, occorre che la velocità di rotazione del sistema di riferimento sia molto alta (come nell'esempio della giostra), oppure che la velocità del corpo che si muove sia elevata, oppure ancora che il corpo si trovi vicino a uno dei poli della terra (ma non basta l'essere vicino ai poli per poter osservare gli effetti sullo scarico di un lavandino).

Si può osservare, ad esempio, nel lancio di proiettili (a lunga gittata, per esempio nel cannone usato per il bombardamento di Parigi da una distanza di 120 km durante la prima guerra mondiale: http://en.wikipedia.org/wiki/Paris_Gun).

Altrimenti, la forza di Coriolis può essere osservata su fenomeni che hanno una lunga durata: è il caso dei venti che, effettivamente, si muovono in direzioni diverse nei due emisferi, oppure delle anse dei fiumi.

Per comprendere l'intensità della forza di Coriolis si può considerare questo esempio (preso dal libro di meccanica razionale di Arnold): un sasso gettato senza velocità iniziale in una miniera profonda 250m alla latitudine di Leningrado (allora si chiamava così...), cioè 60°,
alla fine della caduta ha deviato verso oriente di circa 4 cm.

Altro esempio:supponiamo che un fiume scorra alla velocità di 3 km/h. Se il suo raggio di curvatura è superiore alla decina di km (per fiumi che si trovano a latitudini medie) allora la forza di Corioli è più forte della forza centrifuga dovuta alla svolta compiuta dal fiume.
Questo spiega perché grossi fiumi come il Volga, nel suo tratto di mezzo, erodono principalmente la riva destra, mentre fiumi come la Moscova, con le loro anse di piccolo raggio di curvatura, erodono alternativamente le due rive (cioè le rive esterne rispetto all'ansa).

Il mio prof di meccanica razionale mi raccontò anche che in Scandinavia le rotaie dei treni sono leggermente asimmetriche (quella di destra è più alta), ma di questo non ho trovato riferimenti e quindi potrebbe essere falso.


Precisamente il consumo maggiore è sul lato destro (nel senso di marcia) nell'emisfero nord e sul lato sinistro nell'emisfero Sud. Tuttavia si può dimostrare che l'effetto è dell'ordine di 1/1000 rispetto alla forza di gravità e che è trascurabile rispetto ad altri effetti [ndr]

Infine, un altro effetto della forza di Coriolis è la rotazione del piano di oscillazione del pendolo. "Il pendolo di Foucault" è, tra l'altro, il titolo del romanzo di Umberto Eco in cui si parla della suddetta forza.

Roberto Zanasi


Un'altra spiegazione che ci ha colpito per la sua sottile ironia è la seguente, inviataci da Giovanni Boaga.

Gentile Redazione,
credo che il celebre scrittore Claudio Magris abbia inserito di proposito un errore di fisica nel suo romanzo, per farci riflettere sull'ignoranza scientifica diffusa in Italia che consente il facile propagarsi di certe "leggende metropolitane". Una sorta di "esperimento scientifico" volto a dimostrare che, anche diffondendo marchiani errori attraverso giornali e libri di grande tiratura, nulla succede perché quasi nessuno si accorge delle "bufale" che legge. Ci vuole una alta dose di malizia per ritenere che quello che abbiamo letto sul Corriere della Sera del 27 aprile 2005 sia un esempio di distanza tra la cultura umanistica e quella scientifica, un problema che in Italia ha origini lontane.
Sono certo che lui, da fine intellettuale, sa bene che la forza di Coriolis, che si manifesta su una massa m in moto con una velocità v in un sistema di riferimento rotante, è una forza apparente [...]; e non ignora affatto che è pari al prodotto di due volte tale massa per il prodotto vettoriale della velocità angolare del sistema rotante per v. Lo scrittore triestino sa benissimo, se non altro per la vicinanza con il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam, che il vortice che vediamo prodursi noi osservatori solidali ad un sistema di riferimento rotante (la Terra) sulle grandi masse atmosferiche e oceaniche, in senso antiorario nel nostro emisfero e in senso orario in quello opposto, è possibile perché sono coinvolte notevoli quantità e alte velocità di aria e acqua, rispettivamente. . Ed è sicuramente consapevole che lo stesso fenomeno non sarebbe osservabile nella poca acqua di un lavandino, dove la sua geometria, inclinazione e soprattutto il movimento iniziale del liquido costituiscono fattori assolutamente preponderanti rispetto alla forza di Coriolis. Ma gli esperimenti sono esperimenti e bisogna rischiare di essere fraintesi. E Magris ama il rischio: per rendere il risultato dell'esperimento ancora più sconvolgente, ha introdotto una bufala "al quadrato", facendo ruotare l'acqua di un lavandino nostrano in senso opposto a quello dei cicloni atmosferici che siamo abituati a vedere durante una trasmissione di previsioni del tempo. Uno sconvolgimento del mondo che solo la grande letteratura riesce a produrre.
Giovanni Boaga



Ringraziamo i partecipanti, che ci hanno inviato risposte altrettanto stimolanti e precise.Sperando di non dimenticarci di nessuno un ringraziamento a: Angela D, Tommaso R., Enrico C., Alessio I., Nadia, Giorgio P., Enrico F., e Ananas.Jazz.

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domenica 25 luglio 2010

SCIENZIATE NEL TEMPO: WHO SAYS GIRLS ARE NO GOOD AT SCIENCE?


Provate a chiedete ad alcune persone di elencarvi i nomi di scienziate italiane famose per le loro scoperte. Vi accorgerete che, tranne rare eccezioni, la maggiorparte non andrà oltre i soliti 2-3 nomi noti: Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack e forse Maria Montessori.
Se poi estendessimo la domanda alle donne straniere che si sono distinte nei secoli qualcuno ricorderà Marie Curie (vincitrice di due premi Nobel) e forse Ipazia (complice un recente film biografico).

Un po' poco non vi sembra? Considerando soprattutto i grandi contributi portati da persone come il premio Nobel Barbara McClintock, o le matematiche Maria Gaetana Agnesi, Emmy Noether e Sophie Germain, o come Rosa Luxemburg, la cui fama politica tende a oscurare l'importanza dei suoi scritti economici.

E si, perché proprio di questo dobbiamo parlare: l’emarginazione delle donne in tutti i campi della conoscenza ma soprattutto in quello scientifico e tecnologico risale a tempi molto antichi e poi è proseguita fino quasi ai giorni nostri.

Eppure nonostante la difficoltà con cui le donne potevano avere accesso al sapere scientifico in passato non ha impedito loro di conseguire grandi traguardi.

Un libro, appena uscito in una nuova edizione e scritto a due mani da Sara Sesti e Liliana Moro, cerca di colmare questa lacuna culturale, purtroppo presente nel nostro Paese e nella nostra scuola.

E per esempio ci illustra le biografie delle sedici donne che dal 1901 (anno della sua costituzione) ad oggi hanno vinto il premio Nobel nelle discipline scientifiche: la già nominata Marie Curie-Sklodowska (nel 1903 per la fisica insieme con il marito Pierre e con Henry Becquerel e nel 1911 per la chimica), sua figlia Irene Joliot-Curie (nel 1935 per la chimica insieme con il marito Frédéric), Gerty Cori-Radnitz (nel 1947 per la medicina o fisiologia), Maria Goeppert-Mayer (nel 1963 per la fisica), Dorothy Crowfoot Hodgkin (nel 1964 per la chimica), Rosalyn Sussman Yalow (nel 1977 per la medicina o fisiologia), Barbara McClintock (nel 1983 per la medicina o fisiologia), Rita Levi-Montalcini (nel 1986 per la medicina o fisiologia), Gertrude Elion (nel 1988 per la medicina o fisiologia) e Cristiane Nüsselein-Volhard (nel 1995 per la medicina o fisiologia), Linda Buck (2004 per la medicina), Francoise Barré-Sinoussi (nel 2008 per la medicina insieme a Luca Montagnier).
La nuova edizione è aggiornata con le biografie delle quattro scienziate che hanno ottenuto il premio Nobel nel 2009: Elizabeth Blackburn-Sedat e Carol Greider che hanno lavorato insieme e insieme l'hanno ricevuto per la medicina; la biochimica Ada Yonath, la prima a portare il premio in Israele e Elinor Ostrom, la prima donna insignita del Nobel per l'economia.

Ma nel libro troverete anche molti casi di mancato riconoscimento ufficiale del lavoro delle donne scienziato.
Tra i più clamorosi c'è quello di Jocelyn Bell, scopritrice delle pulsar, giovane ricercatrice il cui Premio Nobel fu letteralmente "scippato" al suo capo, il professore Antony Hewish, direttore del dipartimento di astrofisica dell’Università di Cambridge in Inghilterra.

Oppure quello Rosalind Franklin, scopritrice del DNA. Watson, Crick e Wilkins furono insigniti del premio Nobel. Rosalind Franklin non c’era più, poiché morì di cancro alle ovaie nel 1958 all’età di 38 anni, avendo molto probabilmente contratto il male a causa delle radiazioni cui si era esposta nel suo lavoro. Il suo contributo sperimentale alla teoria di Watson e Crick sulla struttura del DNA è stato spesso sottovalutato dai colleghi, mostrando quali difficoltà debbano affrontare le donne che scelgono di dedicarsi a una carriera scientifica.

Il libro dedica un ampio spazio, ovviamente, alle scienziate italiane, da Laura Bassi - prima italiana a ottenere una cattedra universitaria nella Bologna del Settecento - a Rita Levi-Montalcini. Ma soprattutto alle tante che hanno visto il proprio lavoro ignorato e sminuito a favore degli uomini che avevano accanto: da Sophie Brahe (sorella dell'astronomo Tycho) a Gabrielle du Chátelet (compagna di Voltaire), a Marie Paulze Lavoisier (moglie e collaboratrice del noto chimico) e Ada Byron, collaboratrice di Charles Babbage e programmatrice ante litteram.

Dalle varie edizioni di questo libro sono state tratte le biografie della mostra Nobel Negati alle Donne di Scienza e il libro per adolescenti "Le tue antenate" di Rita Levi Montalcini con Giuseppina Tripodi.

Un libro, quello di Sara Testi e Liliana Moro, che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualsiasi persona intellettualmente curiosa e interessata a conoscere il grande contributo che queste donne, spesso dimenticate dalla storia, hanno lasciato all'intera umanità.

Sara Sesti, Liliana Moro
Scienziate nel tempo. 70 biografie
Edizioni LUD, Milano marzo 2010
pag. 216

Il libro può essere richiesto a universitadonne@tiscali.it
.

In copertina: l'immagine che ritrae Hedy Lamarr, attrice e inventrice, è tratta dalla home page del sito della associazione Donne e Scienza (www.donnescienza.it) di cui le autrici fanno parte.

Gravità Zero ha intervistato la Presidente dell'Associazione Donne Scienza, la dr.ssa Flavia Zucco durante l'ultimo convegno a Torino del luglio 2010.