venerdì 30 luglio 2010

IL KIT SCOVA-INGANNI: L'AFFERMAZIONE DEL CONSEGUENTE

Come avevo anticipato iniziamo la serie di articoli sotto il titolo de il "kit scova-inganni", con un primo "trucco" verbale che viene utilizzato spesso in politica, oppure per vendere qualcosa a qualcuno e in generale per convincere della verità di un ragionamento. Tuttavia anche se le premesse sono vere, ciò non garantisce che le conclusioni siano corrette.

La prima fallacia argomentativa che analizzeremo è chiamata "affermazione del conseguente" e avviene quando si presume un effetto da una causa non necessariamente correlata.

Se piove il marciapiede è bagnato
Il marciapiede è bagnato
Quindi piove

Ovviamente possono esserci molte altre spiegazioni che implicano il bagnarsi del marciapiede. Il fatto che sia bagnato non è una garanzia che stia piovendo.

Se l'amuleto porta fortuna, oggi non mi capiterà nulla di male.
Non mi è capitato nulla di male.
Dunque l'amuleto porta fortuna.

Credete che i gonzi che ci cascano oggi non esistano? Leggete qui e qui.

Si, ma quante altre volte in cui NON avevi l'amuleto, non ti è capitato nulla di male?

Se bevi tanta acqua Sgorgona farai tanta "plin plin"
Fai tanta "plin plin".
Dunque hai bevuto tanta acqua Sgorgona

Si, ma qualsiasi acqua, bevuta in quantità, ha effetti diuretici!

Il paralogismo (ragionamento fallace) dell'affermazione del conseguente non è sempre così facile da cogliere, perché non viene mai espresso in maniera così visibile come sopra.

Più spesso, invece, avrà l'aspetto simile a questo (prendiamo cioè l'affermazione che fece tempo fa un politico francese che un giorno disse, parlando del pericolo dell'abuso di droghe):

"Poiché la maggioranza degli eroinomani ha fatto uso di marijuana, la maggior parte di quelli che consumano marijuana finirà nell'eroina".

Possiamo vedere che questa conclusione è sbagliata nella figura.

I due insiemi in figura rappresentano il numero di consumatori di marijuana (ellisse più grande) e di eroinomani (cerchio più piccolo). La maggioranza degli eroinomani consuma anche marijuana. Possiamo, vedendo il grafico, concluderne che i consumatori di marijuana sono in maggioranza eroinomani?

Possiamo esprimere in simboli la forma del paralogismo dell'affermazione del conseguente nel modo seguente:

1. A implica B.
2. B è vero.
3. Quindi A è vero.

Se anche le due premesse sono vere, la conclusione non lo è necessariamente: si dice che tale conclusione è un non sequitur (non ne consegue).

Ecco la forma che l'affermazione precedente assumerebbe:

1. La maggioranza degli eroinomani ha fatto uso di marijuana
2. Le persone consumano marijuana
3. Quindi la maggiorparte delle persone che consumano marijuana diventano eroinomani (conseguenza fallace)


Nel blog l'Estinto, Ivo Silvestro riporta un esempio analogo di un autore che denuncia, tra i mali peggiori della società, l'assenza del padre (la società senza padre è una società patogena):

Ecco come è stato espresso il paralogismo:

1. Se il padre assente è causa di figli disadattati, allora i figli di padri assenti sono disadattati.
2. Le persone disadattate hanno avuto un padre assente.
3. Quindi il padre assente è causa di figli con problemi.

Ovviamente le statistiche non daranno ragione a queste conclusioni: chi ha affermato questo ragionamento avrebbe dovuto cercare la percentuale di disadattati tra i figli di padri assenti, non il contrario.

Come dice l'autore del blog prendiamo ad esempio i casi di suicidio negli Stati Uniti! Noteremmo che ben più del 63 per cento dei giovani suicidi parla inglese.
Ne dedurremmo allora con sicurezza che sia la lingua di Shakespeare a indurre le persone a togliersi la vita?

Altro esempio, molto utilizzato nel nostro paese :-)

1. Chi è comunista, allora odia le persone come me.
2. I magistrati e i giornalisti ce l'hanno con me.
3. Dunque magistrati e giornalisti sono comunisti.


Le ricerche mostrano che l'utilizzo di questo tipo di paralogia è centrale nel discorso politico dei partiti di estrema destra nei confronti dei tema dell’immigrazione (Rydgren, 2005). Ecco come un politico xenofobo potrebbe utilizzare l'affermazione del conseguente a suo favore.

1. Le persone poco intelligenti hanno lavori a bassa qualificazione
2. Gli immigrati hanno lavori a bassa qualificazione
3. Quindi gli immigrati sono poco intelligenti

Notare che in America si diceva lo stesso delle persone di colore (gruppo in cui, all'inizio del secolo scorso, erano inclusi anche gli italiani).

ANCHE I NOBEL SI INGANNANO

Se pensate che oggi questo genere di paralogismi non venga più utilizzato, perlomeno in ambito scientifico, leggete cosa ha affermato questo studioso (al Sud le persone sono meno intelligenti) e addirittura un premio Nobel quale James Watson (scopritore del DNA) che affermò tre anni fa che i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Ovviamente le loro argomentazioni sono fallaci e non basate su alcuno studio scientifico serio.

Il fatto che a volte il paralogismo "affermazione del conseguente" sia difficile da cogliere, è dovuto anche alla somiglianza con un ragionamento invece del tutto valido chiamato modus ponens (modo che afferma).

1. A implica B.
2. A è vero.
3. Quindi B è vero.


Esempio:

Se piove, il marciapiede è bagnato.
Piove.
Allora il marciapiede è bagnato.


Notate la lieve differenza rispetto alla frase con cui abbiamo iniziato l'articolo.

Altro esempio di modus ponens (ragionamento corretto) :

Se manca la corrente allora la lampadina si spegne.
Manca la corrente.
Allora la lampadina si spegne.

Se avessimo utilizzato la (fallace) affermazione del conseguente avremmo detto invece:

Se manca la corrente allora la lampadina si spegne.

La lampadina si spegne.

Allora manca la corrente

Che ovviamente non ci garantisce la verità della affermazione finale (la lampadina può essere spenta perché si è bruciata).


CONCLUSIONI

Il paralogismo "affermazione del conseguente" parte da premesse esatte ma arriva a conclusioni non verificabili. Tale paralogismo viene incluso nel gruppo dei "paralogismi formali" perché il ragionamento proposto, in virtù della sua sola forma non garantisce la preservazione della verità delle premesse.

Gli altri due paralogismi formali che analizzeremo le prossime volte saranno:
  • L'inconsistenza
  • La negazione dell'antecedente

PICCOLO VOCABOLARIO
  • Paralogismo: ragionamento fallace, falso, strutturato sulla forma di un sillogismo.
  • Sillogismo: ragionamento concatenato (vedi anche wikipedia).
  • Modus Ponens: è una affermazione che parte da premesse vere e arriva a conclusione vera.
  • Fallacie formali: fallacie riguardanti la forma del sillogismo o la sua validità.
  • Fallacie informali: fallacie riguardanti il contenuto del sillogismo.
.


4 commenti:

Paolo ha detto...

Grazie, Claudio, per questa serie di articoli. Avevo in mente da un po' di fare qualcosa di simile, ma data la scarsita' di tempo e l'ottima qualita' delle tue analisi credo che mi limitero' a proporre dei link ai tuoi post ;-)

Vorrei solo fare una piccola considerazione: l'esempio del padre mi pare contenere ben due inganni logici, l'affermazione del conseguente (punti 1 e 2) e un ragionamento circolare (punti 1, 2 e 3). Ma forse sto anticipando i tempi...

Possiamo mettere l'affermazione del conseguente anche in termini matematici: se la relazione tra i due operandi (A e B) e' commutativa, il ragionamento funziona, altrimenti no. Troppo nerd? ;-)

Claudio ha detto...

Ottime osservazioni Paolo, ne terrò conto per i prossimi post.

Una cosa per aiutarmi ci sarebbe: sto cercando articoli di giornale o dichiarazioni (sul web) che sfruttino le fallacie del discorso.

Se ne trovate qualcuno segnalatemeli e li pubblico tra gli esempi.

Claudio

Anonimo ha detto...

ve lo immaginate un politico che dice:
i magistrati e giornalisti sono comunisti se e solo se ce l'hanno con me...

dioniso ha detto...

Ottima lo figura eroina-marjuana. Fa visualizzare immediatamente la fallacia.
Coincidenzialmente sto leggendo un libro che spiega molte di queste fallacie: "Plato and a Platypus Walk into a Bar - Understanding Philosophy Through Jokes".

Penso che analizzando le dichiarazioni dei politici delle parti di Pontida ci sarebbe l'imbarazzo della scelta. Comunque se me ne capiterà qualcuna tra le mani ve la segnalerò.