sabato 28 febbraio 2009

LA CO2 SUL CAMMINO VERSO LA SCUOLA

Emissioni di anidride carbonica e mezzi di trasporto: sarà questo il tema trattato dalla Campagna internazionale "CO2nnect: la CO2 sul cammino verso la scuola – CO2nnect: CO2 on the way to school", che si svolgerà nei giorni del 16 e del 17 Marzo 2009 rivolta agli istituti scolastici di tutto il mondo .

Verrà chiesto alle scuole e alle classi partecipanti di inviare dei dati relativi alle diverse pratiche di “locomozione” e alla distanza della sede scolastica.
In questo modo sarà possibile calcolare e confrontare la quantità di CO2 emessa dai partecipanti provenienti da ogni parte del mondo e far risaltare le diverse abitudini spesso correlate alle diverse provenienze geografiche e culturali.

La Campagna , sostenuta dai partners del progetto "SUPPORT - Partnership and Participation for a Sustainable Tomorrow, Partenariato e Partecipazione per un Domani Sostenibile", finanziato dal Programma EU Comenius Lifelong Learning, ha come obiettivo importante quello di promuovere l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile.

Le scuole potranno portare avanti le loro attività anche in seguito, in base alle loro esigenze e comodità.

L’impegno dovrà essere tanto e costante, in modo da diffondere il più possibile questa operazione, perché è importante che anche i più piccoli possano riflettere sulle conseguenze delle loro azioni e provare a modificarle, ad esempio iniziando proprio dal mezzo di trasporto che abitualmente utilizzano i genitori per accompagnarli a scuola.

E poi, cosa c’è di meglio che fare una bella passeggiata mattutina con la bella stagione alle porte invece di “rinchiudersi “ in una macchina in mezzo ai suoni e rumori del traffico?

Per maggiori info e per iscrivere le scuole e/o le classi visitare il sito http://co2nnect.org

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"PREGHIERA DARWINIANA"



SABATO 7 MARZO 2009
AULA MAGNA
DI ANATOMIA
CORSO MASSIMO D’AZEGLIO 52
TORINO
ORE 18 E ORE 21 (REPLICA)

" PREGHIERA DARWINIANA"
DI MICHELE LUZZATTO

in collaborazione con il
Festival delle Colline Torinesi




INGRESSO GRATUITO
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA, PER ENTRAMBI GLI SPETTACOLI, FINO A ESAURIMENTO POSTI
AL NUMERO DI TELEFONO: 011-6707777
O ALL’INDIRIZZO E-MAIL: museo.anatomia@unito.it



I darwinisti sono spesso accusati di amoralità o di empietà dagli esponenti del mondo religioso. Ma è un modo sbagliato di porre la questione...
Facendo un parallelo tra Darwin e le figure di Giacobbe e di Giobbe, paradossalmente, si rovescia la prospettiva e avviene che chi si scaglia contro l'evoluzionismo finisce col trovarsi piuttosto distante da Dio.




Questa in sintesi la PREGHIERA DARWINIANA, saggiomonologo di Michele Luzzatto, edito nel 2008 da Raffaello Cortina, che sarà letto pubblicamente da Mauro Avogadro al Museo di Anatomia Umana di Torino, in occasione delle celebrazioni darwiniane.

Uno sguardo al dibattito sull'evoluzione da un punto di vista davvero differente!

venerdì 27 febbraio 2009

ALMANACCO DI SCIENZE - DARWIN 1809-2009


Oggi in edicola il nuovo numero di MicroMega "Almanacco di Scienze", centrato sulla figura che ha dato il contributo più importante degli ultimi due secoli alla comprensione dei fenomeni naturali: Charles Darwin.

Un numero da leggere tutto di un fiato, per comprendere quanto la teoria darwiniana spieghi perfettamente - al contrario di credenze più o meno diffuse - ogni processo naturale, da quello evolutivo umano e animale, dalla biochimica alla genetica, dall'embriologia, alla anatomia comparata, dalla biologia dello sviluppo, alla biogeografia, dalle neuroscienze all'antropologia.

E spiega, attraverso le parole di alcuni tra i maggiori esperti italiani del settore, perché la teoria sia continuamente attaccata da credenze che nulla hanno a che vedere con la scienza, e nonostante tutti gli attacchi subiti in oltre 200 anni si sia continuamente rafforzata, collezionando prove sempre più evidenti della sua esattezza.

Prima di scorrere il sommario, segnalo su La Stampa un interessante articolo del Prof. Enrico Bellone, che spiega, ricordandoci che questo è anche il 400° anno dalle prime osservazioni astronomiche con il cannocchiale da parte di Galilei, perché certi risultati scientifici risultano spesso così controversi.


ICEBERG 1
Darwin e Dio
Telmo Pievani - L’evoluzione addomesticata ovvero come Ratzinger vuole annettersi Darwin
Orlando Franceschelli - Darwinismo e finalismo: la teologia impossibile
Michele Luzzatto - Darwin e Qohèlet
Giulio Barsanti - Miseria del Disegno intelligente

DIALOGO
Vito Mancuso / Telmo Pievani - Dio e/o Darwin

SAGGIO 1
Barbara Forrest - Intelligent Design: creazionismo col belletto

ICEBERG 2 orizzonti darwiniani
Luca e Francesco Cavalli-Sforza - La selezione naturale e il caso (la democrazia della natura)
Massimo Pigliucci - The Evolutionary
Carlo Alberto Redi - Evo-Devo, la nuova frontiera del darwinismo
Antonio Lazcano - La comparsa della vita nell’Universo
Pancho Pardi - La curiosità del giovane Darwin. Inizio di un apprendistato scientifico

INEDITO
Frans B.M. de Waal - L’animale uomo

ICEBERG 3 la morale di Darwin
Francesco Cassata - Da Darwin a Hitler?
Vittorio Girotto e Giorgio Vallortigara - Radici biologiche della fede e della morale
Simone Pollo - Darwin, la natura umana e la morale
Emanuele Coco - I misfatti della natura e il problema morale nell’uomo

SAGGIO 2
Ian Tattersall - Come è nata l’intelligenza simbolica
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GRAVITA ZERO ha anche pubblicato: Buon Bicentenaio Mr Darwin!
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EVOLUZIONANDO: LA FILOSOFIA INTERROGA LA SCIENZA

L’Associazione Evoluzionando in collaborazione con l’Associazione “Vivere con Filosofia” ci invita alla prossima iniziativa organizzata per venerdì 6 Marzo alle ore 18.30 al Teatro Vascello (Via Carini Giacinto 72, Roma). Si tratta del primo di una serie di aperitivi scientifico-filosofici dal titolo “La filosofia interroga la Scienza” e avrà come protagonista il Prof. Luisi che terrà un seminario dal titolo “Studi sulla Vita”, introdotto dalla Prof.ssa Rosanna Buquicchio.


Un momento di scambio e di dialogo per promuovere una nuova forma di dibattito pubblico su Filosofia e Scienza.


Sito web: www.evoluzionando.eu

giovedì 26 febbraio 2009

ROMA: FESTIVAL DELLA MATEMATICA 2009

E' disponibile in rete sul sito dell'Auditorium di Roma il programma del Festival della matematica, terza edizione 2009.

E quest’anno il festival si sposta anche oltre oceano. La prima sessione dell’edizione 2009 si terrà infatti a New York, all’Istituto Italiano di Cultura che insieme alla Italian Academy (Columbia University) ospiterà, fra gli altri, i Premi Nobel per l’economia Daniel Kanheman e John Nash, il Premio Nobel per la fisica Shelly Glashow, l’affascinante signore dei frattali e grande matematico Benoit Mandelbrot, il filosofo Achille Varzi e il matematico Thomas Banchoff.

Possono i numeri salvare il mondo o renderlo più libero, più ordinato? Questi i temi della seconda sessione del Festival a Roma, dove l’eccellenza del pensiero scientifico e filosofico ci condurrà nel meraviglioso mondo delle creazioni matematiche. Fra gli ospiti: le medaglie Fields per la matematica Edward Witten, Timothy Gowers, Vaughan Jones, il premio Nobel per la fisica Arno Penzias, il grande fisico italiano Nicola Cabibbo, presidente della Specola Vaticana, i premi Nobel per la chimica Roald Hoffmann e Richard Ernst, i premi Nobel per l’economia Robert Mundell, John Nash e Thomas Schelling.

Anche la matematica ricreativa è una faccenda estremamente seria. Fra i protagonisti del festival, Ian Stewart, il prolifico divulgatore e anche autore di apprezzate ricerche sui sistemi dinamici, che si è dimostrato capace di unire la precisione e la sottigliezza del ragionamento a una non comune vivacità espositiva, condita da un gusto tipicamente britannico per i giochi di parole (ricordate Lewis Carroll?). Le letture di Claudio Bartocci ci condurranno nelle pagine di Robert Musil per riscoprire la Matematica“, una delle avventure più appassionanti e incisive dell’esistenza umana”.

Si indagherà nel mondo del paranormale per scoprire in che modo l’indagine dei fenomeni paranormali come la telepatia, la chiaroveggenza, la previsione del futuro e la telecinesi richieda una buona conoscenza dei metodi matematici. Così come la relazione della matematica con il misterioso mondo della memoria sarà uno dei momenti irresistibili delle giornate del festival. Anche a considerare solo gli ultimi cento anni, sarebbe arduo compilare un catalogo esaustivo dei manuali di bridge scritti da matematici di valore.

Qui il Calendario del Festival

dal 10/03/2009 al 11/03/2009 New York
dal 19/03/2009 al 22/03/2009 Roma, Auditorium Parco della Musica


mercoledì 25 febbraio 2009

IPAZIA: A TORINO IN SCENA IL TEATRO DI "SENZA FINE"

Chi era Ipazia? Su Wikipedia potrete leggere la sua triste e drammatica vicenda.
Grande matematica donna del passato (la prima che la storia ricordi) filosofa ed astronoma di Alessandra d’Egitto, venne barbaramente uccisa nel 415 dopo Cristo dai fanatici seguaci del vescovo Cirillo.


Ipazia interpretata da Lucilla Giagnoni

A Torino viene rappresentato il testo teatrale pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2005 in “Spazio, tempo, numeri e stelle”. Molti hanno scritto di questa grande matematica egiziana: questa, però, è biografia d’invenzione.

In quest’opera teatrale, Ipazia vuole risolvere il problema della quadratura del cerchio. Simbolo di questo suo interesse è un anello, che diventa per lei strumento per sfuggire alla morte.

Nascosta nei sotterranei di Alessandria d’Egitto mentre i monaci la perseguitano, Ipazia legge la Bibbia, gira l’anello e diventa Eva: ha quindi un mezzo magico per viaggiare nel tempo. Se legge un libro diventa la protagonista e vive la sua storia fino alla fine del volume stesso, dopo di che ricade nello spazio e nel tempo di prima, senza invecchiare. Di volume in volume diventa Eva, Ottilia, Beatrice, Rossella, Orlando, pensando di essere sfuggita alla ruota del tempo, ma proprio il libro da lei scritto sarà l’ostacolo che le impedirà d’essere immortale… a causa di un teorema di matematica. Il tutto è accompagnato da un video continuo su fondo musicale.


21 marzo 2009 ore 18
Mirafiori Motor Village,
Torino, p.za Cattaneo

"SENZA FINE"
di Maria Rosa Menzio
con Lucilla Giagnoni

Allestimento e Video - Lucio Diana e Massimo Violato,
Musiche: Paolo Pizzimenti
Regia di Michele Di Mauro,
Lucio Diana e Massimo Violato

http://www.teatroescienza.it


E' POSSIBILE ISCRIVERSI SU FACEBOOK a "TEATRO E SCIENZA"
per rimanere aggiornati sugli spettacoli teatrali futuri




martedì 24 febbraio 2009

LE DONNE VENGONO DA VENERE... E USANO MEGLIO LE NUOVE TECNOLOGIE!


I nostri colleghi - giornalisti scientifici - di PiGreco Party (Radio Città Del Capo) ci informano attraverso Facebook che alle ore 13 parleranno oggi dal loro canale radio di uno studio condotto da due ricercatrici dell'università dell'Indiana (Usa) in cui risulta che le ragazze usino meglio e più appropriatamente gli SMS.

La ricerca è stata condotta sui "messaggini" inviati alla tv musicale allmusic: quando le donne digitano sono più espressive degli uomini.

La redazione di PiGreco Party ha contattato una delle ricercatrici, scoprendo che parla più di sette lingue!

Il suo nome è Asta Zelenkauskaite, autrice dell’indagine assieme a Susan Herring, entrambe ricercatrici all’Indiana University. E a commentare i risultati PiGreco Party ha invitato Patrizia Finucci Gallo, scrittrice, giornalista e docente di scrittura creativa al femminile.

Non sarà che si ritorna a pensare che le donne sono più diligenti degli uomini? Veniamo veramente da Marte e Venere?

La puntata è disponibile in podcasting sul sito Formica Blu a questo link: www.formicablu.it/fmblue/index.php?id=379


L'altra ricercatrice è Susan Herring, Professore di Information Science e di linguistica all'Indiana University.

Qui una sua precedente intervista
http://medea.provincia.venezia.it/macri/herring.htm

Alcuni articoli divulgativi in lingua inglese sulla ricerca li trovate su :

SCIENCE DAILY
http://www.sciencedaily.com/releases/2009/02/090210162031.htm

TECHRADAR
http://www.techradar.com/news/phone-and-communications/mobile-phone...


Per chi volesse partecipare alla discussione, abbiamo anche anche aperto un post cui è possibile prendere parte sul gruppo Ning di Eccellenze al Femminile.

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lunedì 23 febbraio 2009

NANOTECNOLOGIE: BUSINESS E SCIENZA SI INCONTRANO


Il prossimo 2 marzo, alle ore 14, sarà ospite presso la sede romana della European School of Economics (via Quintino Sella 67-69) il prof. Josè M. Kenny per un intervento sui nuovi trend imprenditoriali che si stanno imponendo sul mercato con l'avvento delle nanotecnologie.

Sarà una occasione per osservare
le possibilità di sviluppo di nuove opportunità di business grazie alla capacità di osservare, misurare e manipolare la materia su scala atomica e molecolare e offrirà un’ampia panoramica dei campi di applicazione delle nanotecnologie, che vanno dall’elettronica all’informatica, dalla biologia alla medicina, dall’industria tessile all’ingegneria aerospaziale e alle energie rinnovabili.

L’evento è aperto al pubblico, previa registrazione. Chi intende aderire può chiamare il numero tel. 06/97270710 o inviare un’email di conferma a ese.roma@uniese.it. L’intervento si potrà seguire anche in streaming all’indirizzo www.mogulus.com/eserome.

Josè M. Kenny rappresenta una delle massime autorità in tema di nanotecnologie. Ordinario di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia e titolare delle cattedre di “Tecnologia dei Polimeri” e “Nanotecnologie dei Materiali” presso il corso di laurea di Ingegneria dei Materiali, è coordinatore di numerosi progetti nazionali e internazionali di ricerca.

Kenny coordina la Rete di Eccellenza “NANOFUN-POLY” su materiali polimerici nanostrutturati e nanocompositi recentemente approvata dalla Commissione Europea.

E’ inoltre Presidente del Centro Europeo sui Polimeri Nanostrutturati e Nanocompositi (ECNP), membro di diverse società scientifiche italiane e straniere ed è Past-President del SAMPE Europe (Society for the Advancement of Material and Process Engineering), Vicepresident del SAMPE Italia e membro del direttivo di Assocompositi.

domenica 22 febbraio 2009

COLEOTTERI STERCORARI, UN AIUTO EFFICACE ALL’ECOSISTEMA TERRESTRE


Gli Insetti Coleotteri (Coleoptera, Linneo, 1758) sono il più grande raggruppamento sistematico tra tutti gli organismi viventi sul pianeta, vegetali compresi, con oltre 500 taxa tra famiglie e sottofamiglie. Attualmente sono state classificate e descritte circa 854.000 specie di coleotteri, ma si suppone che sul pianeta vivano almeno altrettante specie o anche molte di più ancora non conosciute.

In questa trattazione si prendono in considerazione i Coprofagini che appartengono alle specie stercorarie. Hanno caratteristiche morfologiche e cromatiche assai varie, corpo massiccio e arti robusti, elitre ben sviluppate che ricoprono l'intero addome. La clava antennale è formata da articoli divaricabili a ventaglio. Quasi tutte le specie presentano dimorfismo sessuale. Le larve vivono nel terreno e su materiali in putrefazione, sono biancastre con testa ben sclerificata e corpo piuttosto carnoso.
I Coleotteri stercorari si nutrono di feci e raccolgono il loro nutrimento (per conservarlo e per deporvi le uova) in caratteristiche sfere quasi perfette che fanno rotolare sul suolo.

Questo singolare comportamento è esibito da varie specie appartenenti alle famiglie Scarabaeidae e Geotrupidae. Di colore scuro con particolari riflessi metallici, le due famiglie hanno corpo tozzo e tegumento consistente che forma una vera e propria corazza, forniti di robuste zampe fossorie. Sono entrambe dotate di volo rumoroso.
Tra i coprofagi più noti si possono citare lo Scarabaeus sacer, che gli antichi Egiziani veneravano come simbolo del dio Sole, e il Geotrupes stercorarius che si distingue per le particolari attenzioni volte ai nascituri.

Lo Scarabeo sacro (Scarabaeus sacer) è lungo dai 28 ai 32 mm, di colore nero, comune nei luoghi assolati e sulle spiagge. Fabbrica con gli escrementi pallottole sferiche usando le zampe medie e posteriori che fa rotolare fino al nido sotterraneo, come scorta alimentare, utile per la deposizione dell’uovo e il nutrimento per le larve. La Famiglia Scarabedidae conta circa una cinquantina di specie in Italia

Allo stesso modo si comporta lo Scarabeo stercorario (Geotrupes stercorarius) che è di minori dimensioni rispetto allo scarabeo sacro (lungo tra i 15 e i 25 mm). E’ diffuso in luoghi erbosi e umidi, nei campi, nei boschi e in prossimità di sentieri e strade. E’ ampiamente distribuito in Europa.
I Geotrupidae scavano profonde gallerie, lunghe anche due metri, in cui ammassano parte della materia fecale per deporvi le uova. Gli scarabei stercorari tendono a trasportare la loro pallottola di sterco lungo una linea retta e se incontrano un ostacolo, cercano di superarlo scavalcandolo, senza cambiare direzione.

Nei Geotrupes stercorarius un perfetto lavoro in coppia vede maschio e femmina avviare la complicata preparazione del nido. Insieme preparano una pallina di sterco che rotolano e trasportano in una galleria verticale scavata dal maschio, profonda anche 50 cm, alla quale la femmina aggiunge numerosi tunnel laterali e orizzontali, lunghi fino a 20 cm, che terminano ognuno con un'ampia camera, che è abbondantemente riempita con grandi quantità di escrementi, arricchiti di enzimi digestivi, lasciando un piccolo spazio solo per la deposizione dell'uovo.

In seguito la camera viene chiusa con terra. La femmina poi deposita l’uovo sullo sterco affinché la prole abbia cibo sufficiente a svilupparsi come larva (il nido è pedotrofico, in grado di nutrire la prole) e poi come ninfa, fino a raggiungere le dimensioni e la conformazione dell'insetto adulto. Alla nascita i piccoli stercorari, circondati dagli escrementi, hanno cibo a sufficienza per l'accrescimento.
Lo sviluppo dell'insetto richiede circa due anni e, anche se l'adulto è pronto in luglio, non uscirà dalla tana prima della primavera successiva.

UN VALIDO AIUTO PER L'ECOSISTEMA

L'azione che compiono gli insetti stercorari è eccezionale, poiché riescono a disgregare e far sparire completamente in brevissimo tempo quantità colossali di escrementi, particolarmente nei luoghi frequentati da mandrie di erbivori.
Questi insetti svolgono una funzione ecologica importantissima. Infatti, nutrendosi degli escrementi permettono ai minerali e ai nutrienti in essi contenuti di essere utilizzati da altri organismi, eliminano lo sterco e attivano il ritorno dell'azoto nel suolo. Concimando i terreni, fertilizzano pascoli e riducono anche i rischi da contagio da parassiti.
Un esempio di sperimentazione proviene dagli allevatori australiani che, dopo aver introdotto animali domestici europei , sfiorarono il collasso ecologico della pastorizia e della zootecnia, per mancanza di volenterosi insetti stercorari. Condussero uno studio accurato e si resero conto ben presto che in una sola stagione una mandria di 40 vacche da latte può depositare 18 tonnellate di escrementi su un ettaro di terreno, e, in mancanza dell'intervento dei coprofagi , inevitabilmente il terreno stesso si sarebbe trasformato in un deserto sterile e inutilizzabile.
Gli allevatori importarono, allora, popolazioni di stercorari delle provenienze più adatte, come l’Africa meridionale, e nel giro di poche stagioni quell'esercito quasi invisibile, composto di miriadi di volontari scavatori, trasportatori, decompositori e trasformatori, ricreò il prezioso equilibrio naturale.

ANCHE NELLA STORIA...

Anche i reperti storici parlano in favore di queste specie coprofaghe: lo Scarabaeus sacer era lo scarabeo sacro degli antichi Egizi. Gli Egizi credevano, infatti, che l'insetto nascesse da una palla di sterco, per cui lo considerarono un'immagine dell'autocreazione. Il nome egizio dello scarabeo stercorario, kheper, significa "divenire" e simboleggia trasformazione e rinascita. Esso fu incluso nella teofania solare, poiché era considerato un'ipostasi (la personificazione) del sole nascente ed era identificato con Khepri, il dio del Sole nascente, che si supponeva creasse il Sole ogni giorno in modo analogo a quello con cui lo scarabeo crea la pallottola di sterco: come recita una preghiera del Libro dei Morti "Io sono Keper al mattino, Ra a mezzogiorno e Atum alla sera".

Lo scarabeo racchiude simboli solari: con le ali aperte è l'immagine del Sole nel suo duplice cammino, ascendente e discendente; quando sotterra la palla di sterco rappresenta il Sole che cala dietro la montagna .

Sul petto della mummia, o a volte al posto del cuore, veniva messo uno scarabeo (generalmente di oro e argento per unire i simboli di sole-luna) e si credeva assicurasse l'immortalità di chi lo possedeva.
Riprodotto in vari materiali (pietre dure, steatite invetriata, calcare) aveva grande importanza come amuleto ed era spesso parte del corredo funerario. Aveva anche il fine utilitaristico di sigillo ed era portato appeso al collo o incastonato in un anello. Come effigie del Sole si conservano statue colossali di granito nero che hanno corpo umano e testa di scarabeo.

E' IMPORTANTE RICORDARE CHI ERA LINNEO

Carl Nilsson Linnaeus, chiamato Carl von Linné dopo l'acquisizione di un titolo nobiliare (23 maggio 1707 – 10 gennaio 1778), più noto come Linneo (dalla forma latinizzata del nome, Carolus Linnaeus), fu biologo e grande sistematico svedese del Settecento. Linneo fu il creatore della moderna classificazione scientifica. http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_von_Linn%C3%A9


CURIOSITÀ PER I MATEMATICI

In geometria lo Scarabeo è una curva piana algebrica del 6° ordine, studiata dal matematico belga E.Ch. Catalan , così detta per la sua forma che richiama appunto quella di uno scarabeo:

http://www.mathcurve.com/courbes2d/scarabee/scarabee.shtml



PRIMA EDIZIONE DELLA LEVANTECON A BARI

Prima edizione della “LevanteConLa Manifestazione italiana di Scienza e Fantascienza”




Si svolgerà Domenica 29 marzo 2009 a Bari, presso lo Sheraton Nicolaus Hotel (Via Ciasca Cardinale Agostino, 27), la prima edizione della LevanteCon – La manifestazione italiana di Scienza e Fantascienza, organizzata dalla Associazione Culturale “Giulio Verne” in collaborazione con il Complesso Astronomico “Sidereus” e lo Star Trek Fan-Club “U.S.S. Nautilus”.

La LevanteCon è la Manifestazione italiana che unisce, in un unico grande evento, Scienza e Fantascienza. Per meglio rappresentare le sua doppia anima, la LevanteCon si avvale di due collaboratori d’eccezione, con i quali dà vita a due eventi unici.

La parte scientifica viene realizzata grazie alla collaborazione del Complesso Astronomico “Sidereus”, dell’astronomo e ricercatore Vito Lecci, per dare vita al “Festiva dello Spazio - La Convention italiana di Astronomia, Astrofisica, Astronautica... e dintorni”, che punta alla divulgazione scientifica grazie alla “Galleria delle Scienze”, un grande contenitore scientifico ricco di esperimenti, esposizione di meridiane, mostre fotografiche, esposizione di materiale spaziale (rocce lunari, meteoriti, ecc.), proiezioni, conferenze ed un grande Planetario itinerante.

Oltre alla Galleria delle Scienze, il Festival dello Spazio si impreziosisce della presenza di ospiti illustri provenienti dai vari settori della ricerca scientifica che terranno delle conferenze per esporre i risultati del loro lavoro e rispondere alle domande del pubblico e dei media presenti. Completa l’evento il prestigioso “Premio Divulghiamo la Scienza”, assegnato al miglior divulgatore scientifico dell’anno.

La parte fantascientifica, invece, viene realizzata in collaborazione con lo Star Trek Fan-Club “U.S.S. Nautilus”, il punto di riferimento per tutti i fan di Star Trek, per creare la “Nauticon – la Manifestazione italiana dedicata a Star Trek”, che si occuperà della fantascienza grazie alla sua “Galleria della Fantascienza”, con mostre di oggetti particolari derivanti dal mondo della fantascienza, proiezioni delle migliori puntate di serie di fantascienza e molto altro ancora. Completano la NautiCon le conferenze tenute da esperti di fantascienza e il prestigioso “Premio Divulghiamo la Fantascienza”, assegnato al miglio divulgatore di fantascienza dell’anno.

“La LevanteCon – spiega il Responsabile – vuole mettere in risalto l’unione esistente tra Scienza e Fantascienza, due mondi solo all’apparenza distinti, ma che sono spesso l’uno ispiratore dell’altro. Non solo un evento ludico, quindi, ma sopratutto divulgativo, dove i partecipanti potranno conoscere meglio i diversi aspetti legati al mondo della Scienza e della Fantascienza.”.

L’ingresso, ed ogni attività che si svolgerà all’interno, è gratuito ed aperto a tutti gli appassionati di Scienza e Fantascienza.

Sito web: www.levantecon.it

sabato 21 febbraio 2009

A Pordenone: CELLULE RIGENERATRICI PER NUOVE FRONTIERE IN ORTOPEDIA

CELLULE RIGENERATRICI PER NUOVE FRONTIERE IN ORTOPEDIA
Biologia cellulare e molecolare: dalla scienza di base alle applicazioni cliniche
con Francesca Perut

Sabato 28 Febbraio ore 10.30 presso l'Auditorium Casa dello Studente "A. Zanussi", in Via Concordia 7 a Pordenone Francesca Perut (Laboratorio di Fisiopatologia degli impianti ortopedici, Istituto Rizzoli Bologna), parlerà dell'uso delle cellule rigeneratrici in Ortopedia. Nell’incontro si cercherà di spiegare oltre le fatiche anche le soddisfazioni del fare ricerca.

La storia di Francesca è una delle tante storie di "cervelli" non in fuga: dopo essersi laureata a Bologna in Biotecnologie ad indirizzo farmaceutico, dal 2002 ha svolto attività di ricerca, ha partecipato a progetti finanziati dal MIUR, dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e dalla Comunità Europea relativi a studi di biologia ed oncologia del tessuto osseo e medicina rigenerativa.

Con il Progetto Marco Polo ha passato un periodo presso l'Istituto di Patologia dell'Università di Mainz, in Germania .
E … finalmente, dal 29 dicembre 2008, ha un regolare contratto nel “suo” Rizzoli.


Questo è il secondo incontro del ciclo "Il piacere del sapere scientifico - Incontri aperti con giovani ricercatori" realizzato dall' IRSE FVG e coordinato da Chiara Sartori. L'idea è quella di dare spazio e "diffusione" anche a giovani ricercatori, per far conoscere chi è attore principale dello spettacolo ricerca scientifica in Italia.


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ISTITUTO REGIONALE DI STUDI EUROPEI
via Concordia 7 - 33170 Pordenone
Tel. 0434 365326 Fax. 0434 364584
www.culturacdspn.it - irse@culturacdspn.it


STORIE E DIALOGHI DI CASA DARWIN

La nostra redazione ha sempre tenuto in grande considerazione gli spettacoli teatrali che hanno come argomento la scienza.

Si tratta di un modo decisamente importante di fare divulgazione e di avvicinare il grande pubblico alla scienza passando attraverso l'arte. Lo abbiamo fatto con le edizioni di Teatro e Scienza e ora con una singolare iniziativa del Museo di Montebelluna che propone una pièce teatrale scientifico-divulgativa che ci riporta indietro nel tempo, per incontrare i personaggi che accompagnarono il percorso del grande naturalista Charles Darwin a 200 anni dalla nascita e a 150 dalla pubblicazione dell'Origine della specie.


L’idea alla base di “Casa Darwin” è presentare la figura di Charles Darwin sotto il profilo scientifico e umano, mostrando come curiosità, onestà intellettuale, coerenza, rispetto delle opinioni altrui e l’instancabile ricerca di soluzioni generali e comprensive di tutti i fatti, abbiano caratterizzato i più diversi aspetti della sua vita.

Sarà l’amata moglie Emma a far emergere questi tratti attraverso la narrazione delle difficoltà incontrate nel loro lungo, gioioso, sofferto e fortemente condiviso cammino assieme.

Emma Darwin, la protagonista, Sir Joseph Dalton Hooker, botanico e caro amico di Darwin, insieme alla figura del Vicario e alla voce narrante fuori campo, che presenta il contesto temporale e sottolinea i temi affrontati, ci aiutano a delineare lo scenario culturale nel quale è nata la teoria dell'evoluzione.

Gli attori, tutti non professionisti, sono studiosi e docenti universitari, che hanno raccolto l’eredità darwiniana, condiviso e sviluppato i contenuti della sua teoria, Maria Berica Rasotto, Alessandro Minelli, Giorgio Vaccari, Fabio Pagan.

Giovedì 26 novembre 2009
ore 21,00

Teatro Binotto di Villa Pisani
Via A. Anassilide 5, Biadene di Montebelluna (TV)

http://www.museomontebelluna.it

INGRESSO LIBERO

Personaggi e interpreti

Emma Wedgwood-Darwin
Compagna preziosa di Darwin e madre di dieci figli, suona il pianoforte, legge per Charles la corrispondenza, lo accudisce amorevolmente ma si oppone anche al suo ateismo e al suo ferreo razionalismo.
È interpretata da Maria Berica Rasotto, Docente di Biologia Marina presso il Dipartimento di Biologia, Università di Padova

Sir Joseph Dalton Hooker
Botanico inglese, partecipa a spedizioni in Sudamerica, Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica. Per aver scritto una voluminosa enciclopedia sulle piante è nominato baronetto d'Inghilterra.
È interpretato da Alessandro Minelli, Docente di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia, Università di Padova

Il Vicario
Compare nella triste occasione della scomparsa dell'amatissima figlia Anne, porta conforto e sottolinea la storia personale di Emma e Charles.
È interpretato da Giorgio Vaccari, Conservatore naturalista presso il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna

Il Narratore
(la voce fuori campo) rappresenta la conoscenza del presente e offre al pubblico opportune chiavi di lettura, anche alla luce di quanto emerso nelle diverse iniziative di celebrazione di questo anno darwiniano.
È interpretato da Fabio Pagan, giornalista e divulgatore scientifico di Radio 3 Scienza, vicedirettore del Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste

Gli intermezzi musicali sono a cura del gruppo Gli archiatri, che suoneranno brani di Edward Elgar e Aleksandr Borodin.

Gli Archiatri

Il gruppo d’archi “Gli Archiatri” è formato da quattro medici appassionati di musica che propongono prevalentemente un repertorio classico. Nato circa dieci anni fa dall’idea di Massimo Semenzin e Marco Marzolo, deve il suo nome sia ad un gioco di parole che al termine archiatra, l’antico nome dei medici di corte. Il quartetto si è esibito in congressi medici e manifestazioni teatrali (“Mi Diletto” al Teatro Accademico, Castelfranco Veneto), ha partecipato a concerti nazionali (Concorso nazionale “Albert Schweitzer” per medici musicisti, Roma), eventi di beneficienza e ha suonato in favore dell’A.I.L. (Ass. Italiana contro le Leucemie) e dell’Ass. Donne Medico a Treviso.

− dottor Luca Bello - primo violino
− dottor Massimo Semenzin - secondo violino
− Maestro Paolo de Rosso - viola
− dottor Marco Marzolo - violoncello L'iniziativa è inserita nella rassegna RetEventi e realizzata con il contributo della Provincia di Treviso.


PAROLE IN EVOLUZIONE - CONCORSO NAZIONALE PER GIOVANI DIVULGATORI


Scadenza 12 luglio 2009

Se hai tra i 18 e i 35 anni allora puoi partecipare al concorso nazionale sul tema dell'evoluzione biologica dedicato ad aspiranti divulgatori.

Nel bicentenario della nascita di Charles Darwin si festeggiano anche i centocinquant’anni dalla pubblicazione de L’origine delle specie, uno dei saggi più importanti della cultura mondiale.

In questa occasione, il Bioparco di Roma propone un concorso nazionale sul tema dell’evoluzione biologica dedicato ad aspiranti divulgatori di età compresa tra i 18 e i 30 anni.

Il premio consiste nella pubblicazione degli elaborati vincitori in un volume edito dal Bioparco e in un cofanetto di libri messi in palio dagli editori sponsor del concorso.

Il concorso si svolge con il patrocinio di ANISN, di PIKAIA - il portale dell'evoluzione e della SIBE e con la collaborazione di Codice Edizioni, Sironi Editore e Zanichelli

ENRICO BELLONE A CACCIA AL FOTONE PARLA DI RICERCA IN ITALIA

Oggi su Caccia al Fotone, il blog del programma radiofonico di divulgazione scientifica targato RadioCitta' Fujiko e condotto da Fabio DeSicot, sarà ospite in studio il prof. Enrico Bellone, direttore de “Le Scienze“.

Con lui si cercherà di capire perché la scienza sia una disciplina troppo poco o per nulla considerata in Italia e perché questo si ripercuote nella nostra società, la contamina, e avalla frasi come “scienza capitalistica” e “tagli alla ricerca“.



Sabato 21 febbraio 2009 - Ore 10:30 - Caccia al Fotone -
Radiocitta’fujiko - 103,1fm - Bologna

http://caccialfotone.wordpress.com/2009/02/21/scienza-quale-scienza



venerdì 20 febbraio 2009

"DARWIN 1809 -2009": LA MOSTRA


Giovedì 12 febbraio sono andata a visitare la mostra "Darwin 1809 - 2009" a Palazzo delle Esposizioni a Roma.
E' la versione italiana della mostra presso l'American Museum of Natural History di New York, con integrazioni inedite e organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Codice. Idee per la cultura. Attualmente, è la più ampia mostra rivolta al grande pubblico mai realizzata sullo scienziato inglese.


Senz'ombra di dubbio è una mostra bellissima, che tocca il visitatore fin nel profondo: tutto è suggestivo: colori, forme, suoni... Ogni stanza ha un suo colore, che indica in che momento della storia e della visita siamo.


Il percorso è stato curato molto bene, è lieve e profondo allo stesso tempo: la storia, il clima culturale, l'uomo e lo scienziato sono narrati in maniera delicata, lasciando tempo al visitatore di entrare in confidenza con la narrazione, di ambientarsi.
Fin dalla prima stanza, il visitatore è accompagnato per mano a immergersi nel clima culturale in cui Charles R. Darwin, nasce, cresce e si forma. Si seguono passo passo le sue osservazioni, le sue scoperte, i suoi dubbi... fino a quel "I think":



"Per la prima volta, Darwin non spiega a parole la sua teoria", ha spiegato Telmo Pievani, durante l'incontro Evoluti per caso "traccia il primo albero/corallo della vita. E sotto aggiunge: la spiegazione di quello che è oggi il lavoro il lavoro dei biologi evoluzionisti moderni: comparare A con B. Se A e B sono distanti, allora anche il loro antenato è distante"



A questo punto della mostra il visitatore è in grado di capire perchè Darwin abbia aspettato quasi 20 anni dal suo rientro in patria, dopo il viaggio sul Beagle, prima di pubblicare la sua "teoria" che uscirà nel 1859. Con la ricostruzione del suo studio a Down House, il viaggio nella vita di Darwin si conclude e compiendo un salto spazio-temporale, attraverso una passeggiata nel Sandwalk (il sentiero per pensare di Darwin), si giunge alle sezioni nuove, tutte italiane: la teoria dell'evoluzione oggi; Charles Darwin e l'Italia; l'evoluzione umana ( a cura dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana e dell'Università La Sapienza).
"Eravamo preoccupati dell'impatto che questa sala (quella sulla teoria dell'evoluzione oggi n.d.r), dominata dal bianco e dal verde, potesse avere sui visitatori, soprattutto sui più piccoli. - dice Chiara Ceci, curatrice - Poi oggi, un bambino entrando ha esclamato "WOOW" vedendo la ricostruzione dello scheletro del cavallo, e lì abbiamo capito che ce l'avevamo fatta"
Prima di entrare nell'ultima sala, dedicata all'evoluzione umana, c'è un exibith molto interessante che permette di mettere in relazione visivamente lo spazio e il tempo dell'evoluzione umana. Siamo abituati a vedere l'evoluzione umana, come un susseguirsi lineare di forme dalla "scimmia" all'uomo moderno, quando invece durante questo processo ci sono stati diversi casi di coabitazione geografica e temporale di più specie di ominidi.

"Vi è qualcosa di grandioso" in questa visione della vita " in cui si sono evolute e continuano ad evolversi innumerevoli forme bellissime e meravigliose"
E' con questa citazione e con le orchidee, tanto amate da Darwin, che il visitatore si accommiata dalla mostra.


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Informazioni utili:
Darwin 1809 - 2009
12 febbraio – 3 maggio 2009
A cura di Niles Eldredge, Ian Tattersall e Telmo Pievani
Roma, Palazzo delle esposizioni
Il biglietto permette la visita di tutte le mostre presenti all'interno del Palazzo:
Intero € 12,50
Ridotto € 10,00
Scuole € 4,00 per studente dal martedì al venerdì (esclusi i festivi)
http://www.palazzoesposizioni.it/


Fotografie e immagini per gentile concessione Ufficio Stampa Codice. Idee per la cultura e Ufficio Stampa Palazzo delle Esposizioni

GRAVITÀ ZERO DIVENTA MEDIA PARTNER DELLA CALIFORNIANA BRIDGES TO ITALY

Una notizia importante, che coinvolge in prima persona anche la nostra testata.

È ufficiale, da oggi, la partnership stipulata da Gravità Zero che diventa media partner di Bridges to Italy con sede in California, a Los Angeles.

L'accordo è stato stipulato e annunciato in occasione di un incontro presso la Camera di Commercio di Monza.

Nel filmato, Bianca Dellepiane ci presenta un breve panorama sulla ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Mentre l'Italia è considerata top internazionale per capacità innovative e nuove idee in realtà sono gli Stati Uniti che detengono il primato di investitori internazionali nella ricerca.




I dati cui fa riferimento la dr.ssa Dellepiane sono dell'Italian Academy - Columbia University - 18 ottobre 2005 New York


Bianca Dellepiane
, è presidente dell'associazione Bridges to Italy e titolare dell'agenzia americana Promest USA, una società di business consulting internazionale con sede a Los Angeles, nata con l'obiettivo specifico di supportare aziende e soggetti imprenditoriali - europei, sudamericani o statunitensi - interessati ad avviare o espandere le proprie attività di business ad un livello internazionale.

L'impronta cosmopolita di Promest USA si rivela già nella storia professionale della fondatrice e tuttora presidente Bianca Dellepiane, manager di origine italiana che dopo aver perfezionato i propri studi negli Stati Uniti conseguendo un Master in Business Administration presso l'Università della California del Sud, ha intrapreso un'intensa carriera nel campo del business internazionale, che ha visto tra l'altro la gestione di un programma di internazionalizzazione della città di Los Angeles nell'ambito dell'accordo NAFTA e successivamente un'esperienza come Trade Analyst per l'ICE (Istituto per il Commercio Estero), sempre nella sede di Los Angeles.

L'esperienza maturata a contatto con settori industriali quali la farmaceutica, le biotecnologie, la chimica, l'information technology e l'elettronica fanno del mondo high-tech il principale ambito di riferimento in cui opera Promest USA

Bridges to Italy è un'associazione non profit di business internazionale che riunisce imprenditori, ricercatori, venture capitalist e investitori americani accomunati dalla volontà di avvicinarsi all'Italia per condividere nuovi progetti, idee e strategie di business in ambito high-tech.

Fondata a Los Angeles, California a fine 2007, l'Associazione è attiva nel campo delle tecnologie avanzate di punta, dalle nanotecnologie alle biotecnologie, al settore delle energie alternative e rinnovabili: settori nei quali anche l'Italia - al pari degli Stati Uniti- spesso rivela vere e proprie nicchie di eccellenza scientifica, che possono e devono essere meglio valorizzate a livello internazionale.

L'obiettivo di Bridges to Italy è quindi quello di favorire l'avvio di nuove collaborazioni internazionali in ambito tecnologico, affiancando alle opportunità del "networking" un'attività di informazione mirata sui numerosi esempi e modelli di eccellenza scientifica e imprenditoriale dell'Italia, che contribuisce anche a sostenere un'immagine innovativa del Paese presso un pubblico qualificato.

"Le aziende e gli enti di ricerca italiani hanno necessità di strumenti e servizi adeguati per crescere e migliorare in competitività: servizi di trasferimento tecnologico, comunicazione e promozione con il Web 2.0, corsi di formazione sull'uso dei nuovi media, infrastrutture infotelematiche all'avanguardia, informazioni per il trasferimento tecnologico internazionale, messi a disposizione in un ambiente dinamico e a contatto con esperti e operatori nel campo della ricerca" - spiega Claudio Pasqua, direttore della testata Gravità Zero - "La promozione delle relazioni internazionali nei settori della ricerca, della valorizzazione e del trasferimento delle tecnologie, rappresenta una opportunità concreta per la crescita economica delle imprese italiane".


Bianca Dellepiane, Presidente di Bridges to Italy, sostiene che: "Operare con successo nel mondo high-tech presuppone di poter contare su partner dinamici e technology-oriented anche per ciò che riguarda la comunicazione. Oggi i professionisti di tutto il mondo attingono informazioni di interesse prima di tutto dal web: non a caso una delle prime azioni di Bridges to Italy è stata quella di attivare una social community finalizzata a mettere in contatto in modo diretto domanda e offerta di tecnologia tra le due “sponde” dell’Oceano. Per questo sono particolarmente soddisfatta dell’accordo con Time & Mind: realtà perfettamente allineata a quella che è la strategia di crescita di Bridges to Italy”.

Bianca Dellepiane al Festival della Scienza di Genova 2008

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giovedì 19 febbraio 2009

LA SCIENZA DELLE OPZIONI CONTRO IL RISCHIO FINANZIARIO


Il sociologo tedesco Ulrich Beck (in “La società del rischio – verso una seconda modernità” – Carocci editore, 2005) ci ricorda che viviamo nella cosiddetta “società del rischio”: una sorta di società post-industriale nella quale la produzione sociale di ricchezza va sistematicamente di pari passo con la produzione sociale di rischi. Detto in altri termini: più ci arricchiamo, più ci esponiamo a nuovi e più rilevanti rischi.

Parliamo di nuovi rischi, perché l’evoluzione sociale ha portato anche ad un’evoluzione dei rischi, che in particolare oggi non sono più circoscritti a luoghi (come la fabbrica) o a gruppi di persone (come coloro che svolgono determinate attività), ma sono diventati globali (si pensi ad es. al rischio nucleare) e come tali vengono definiti “minacce sociali”.

Così, quei rischi personali che, all’epoca di Colombo, evocavano gesta temerarie e avventure, ora sono diventati globali, in quanto si riferiscono all’eventualità dell’autodistruzione della vita sul nostro pianeta.

Essi sono “rischi della modernizzazione”, nel senso che riguardano l’odierna società. L’uomo di Neanderthal, occupato a rincorrere renne e mammut armato soltanto di una rudimentale lancia, aveva ben altro a cui pensare. Al massimo poteva capitargli una disgrazia individuale: la morte, in seguito allo scontro frontale con un grande mammifero. Tutt’al più avrebbe potuto lasciare il suo piccolo gruppo di neandertaliani senza carne per un po’, ma i suoi simili sarebbero comunque sopravvissuti (si veda a tal proposito “Un incontro di menti nell’età della pietra” di Thomas Wynn e Frederick L. Coolidge, su “Le Scienze” di gennaio 2009).

Entro certi limiti, la fame può essere saziata e i bisogni possono essere soddisfatti; al contrario, la domanda indotta dai rischi della civiltà è una “botte senza fondo”: inesauribile, infinita, autoproducente. Così i rischi della modernizzazione rappresentano anche un grosso business, in quanto molte aziende si preoccupano (per noi) per i rischi a cui siamo esposti. Questo è il motivo per cui la nostra società si evolve, e può anche fornire una possibile spiegazione all’estinzione degli uomini di Neanderthal, che ebbero scarse capacità nella pianificazione e nella formulazione di strategie. Di tutt’altra percezione del futuro fu invece dotato l’Homo Sapiens, che fu spesso un innovatore e un inventore consapevole.

Noi abbiamo raccolto l’eredità dell’Homo Sapiens innovando ed inventando anche nel campo finanziario. In questo modo, oltre ai rischi specifici della “società reale”, cioè di quella che si può toccare, abbiamo generato i rischi della società finanziaria, fatta di pezzi di carta (titoli) che rappresentano denaro. La centrale nucleare esiste, è tangibile, e genera rischi. I titoli sono soltanto righe di un programma, non si vedono, eppure sono causa di rischi ingentissimi. Ciò in quanto le variabili che influenzano il prezzo di un titolo sono così numerose e complesse, che ancora non è stata scoperta una legge matematica in grado di descriverne il comportamento in modo rigoroso e perfettamente prevedibile.

Ciclicamente il valore dei titoli cresce fino a raggiungere una soglia massima, come se fosse una bolla di sapone tesa fino all’estremo. E poi esplode, come è successo nel 2008, facendo numerosissime vittime, appartenenti ai più svariati ceti sociali, ma accomunati da una sola caratteristica: l’ignoranza (nel senso di non conoscenza) del rischio. Vittime illustri sono state persino le grandi università americane, che hanno voluto incrementare fino all’inverosimile i loro guadagni finanziari, puntando su titoli ad altissimo rischio. E hanno perso tantissimo denaro, al punto di influenzare negativamente le prospettive di avanzamenti scientifici in America nel medio termine (si veda “Università Usa piegate dai derivati” di Mario Platero, sul Sole 24 ore del 28 dicembre 2008).

Paolo Martini, Andrea Milesio e Alberto Fedel in “Io non ci casco più – I primi quattro passi per rialzarsi da questa crisi finanziaria” (edizione speciale per il Corriere della Sera, 2008) pongono proprio l’accento sulla necessità di conoscere i rischi, al fine di prevenire rovinose disgrazie finanziarie. Tanto è vero che i quattro passi da loro consigliati sono:
  • capire cosa è successo, cioè comprendere l’origine della crisi finanziaria del 2008;
  • conoscere l’ABC della Finanza, vale a dire non solo saper classificare le principali categorie di titoli, ma soprattutto capire a quali rischi si va incontro (e, naturalmente, ricordarsi che se il rendimento di un titolo è molto elevato, il rischio è altrettanto elevato);
  • saper effettuare una pianificazione finanziaria. Con ciò si intende dire che ciascuno deve innanzitutto analizzare la propria situazione patrimoniale (i beni) e quella reddituale (entrate e uscite), in modo da poter programmare gli investimenti più coerenti con le future esigenze della propria famiglia;
  • se la crisi finanziaria ci ha colpiti dobbiamo seguire tutta una serie di consigli per evitare di scivolare di nuovo su una buccia di banana…

Se è vero che abbiamo inventato strumenti finanziari pericolosi, è anche vero che abbiamo creato degli strumenti per difenderci dai rischi finanziari. Fra questi, sono molto importanti – e poco conosciute – le cosiddette “opzioni”, che sono proprio ciò che serve per evitare di farsi male (al portafogli).

Esistono due tipi fondamentali di opzioni: call e put. Le opzioni call danno al portatore il diritto di comprare un’attività entro una certa data, per un certo prezzo. Le opzioni put danno al portatore il diritto di vendere un’attività entro una certa data, per un certo prezzo.
Il prezzo indicato nel contratto è detto prezzo d’esercizio o “prezzo base”; la data indicata nel contratto è detta data di estinzione o “scadenza”.
Rispetto alla possibilità di esercitare l’opzione (di acquisto o vendita), si distinguono:
  • le opzioni europee, che possono essere esercitate solo alla scadenza;
  • le opzioni americane, che possono essere esercitate in qualsiasi momento durante la loro vita.
Si noti che i termini “europea” e “americana” non si riferiscono alla localizzazione geografica dell’opzione o della borsa, cioè del mercato in cui essa viene trattata: alcune opzioni negoziate in borse del Nord America sono infatti europee.Va inoltre enfatizzato che le opzioni danno al portatore il diritto di fare qualcosa: egli non è obbligato ad esercitare tale diritto. Per ottenere il diritto di scegliere se fare qualcosa o non fare nulla, il soggetto in questione sostiene un costo, tramite la stipulazione di un contratto di opzione su una qualche attività (ad es. un’opzione su azioni).

Vediamo ora un semplice esempio di copertura dal rischio finanziario tramite opzioni. Ipotizziamo di trovarci nel mese di gennaio 2009 e di possedere 1000 azioni Mondadori, pagate a suo tempo 6 euro l’una. Immaginiamo che oggi le Mondadori siano quotate 9 euro l’una. Dunque non avremmo nulla di cui preoccuparci…oggi, tuttavia abbiamo paura che il prezzo possa ridursi nei prossimi 3 mesi. Ci rendiamo cioè conto di essere esposti ad un rischio finanziario: la variabile di interesse, che è il prezzo delle azioni, dipende dai mercati finanziari.

Allora decidiamo oggi di comprare 1000 opzioni put, che ci danno diritto di vendere 1000 azioni Mondadori ad 8 euro l’una entro aprile 2009 (scadenza di 3 mesi). Immaginiamo che ogni opzione costi 0,50 euro. Di conseguenza il costo totale della strategia di copertura è 500 euro (= 1000 opzioni x 0,50 euro l’una). A questo punto dobbiamo analizzare i due possibili scenari futuri.

Scenario 1
: il prezzo delle azioni scende sotto 8 euro, ad es. 6 euro. Cosa facciamo ? Esercitiamo la nostra opzione di vendere 1000 azioni ad 8 euro l’una, incassando 8.000 euro (= 1000 x 8). Posto che però abbiamo già speso 500 euro al fine di costruire la nostra strategia di copertura, l’incasso netto è 7.500 euro (= 8.000 – 500).

Scenario 2: il prezzo delle azioni resta sopra 8 euro, ad es. 9 euro. Cosa facciamo ? Non esercitiamo l’opzione. Vendiamo comunque le nostre 1000 azioni al prezzo di mercato, incassando 9.000 euro (= 1000 x 9). Come nello scenario 1, l’incasso deve essere calcolato al netto del costo della strategia di copertura, quindi sarà 8.500 euro (= 9.000 – 500).

Conclusione: se consideriamo che le nostre 1000 azioni le avevamo acquistate a 6 euro l’una, sostenendo un costo di 6.000 euro (= 1000 x 6), vediamo che in entrambi gli scenari otterremo una plusvalenza, cioè un risultato positivo generato dal fatto che venderemo comunque le azioni ad un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto.In particolare, nello scenario 1 avremo un ricavo di 7.500 euro contro un costo di 6.000. Ciò implica una plusvalenza di 1.500 euro (= 7.500 – 6.000). Nello scenario 2 avremo un ricavo di 8.500 euro contro un costo sempre pari a 6.000. Quindi otterremo una plusvalenza pari a 2.500 euro (= 8.500 – 6.000).

RITA LEVI-MONTALCINI SU WIRED ITALIA

In edicola il numero 1 dell’edizione italiana di Wired.
E con un testimonial veramente di eccellenza, con una copertina dedicata alle "intelligenze superiori" e dominata dalla foto del premio Nobel Rita Levi-Montalcini.



Dopo 16 anni negli Usa, l'influente magazine definito "bibbia" della rivoluzione digitale sarà disponibile anche nel nostro Paese sotto la direzione di Riccardo Luna.


Paolo Giordano, il fisico-scrittore ventisettenne e autore de "La solitudine dei numeri primi" incontra il Premio Nobel alla vigilia del suo compleanno. E le chiede "Quando muore il corpo?" - E lei: "Sopravvive quel che hai fatto. Il messaggio che hai dato".

Da pagina 82 della rivista si parla di European Brain Reserach (EBRI) L'annuncio del suo nuovo libro sui nostri "due cervelli". Il nostro futuro. Troppi cervelli. Ipazia. Lunga vita al Nerve Growth Factor. Cent'anni di futuro.

Tra le firme italiane e statunitensi ci saranno Chris Anderson, Ambra Medda e Linus. Il primo numero del magazine, in vendita al prezzo di quattro euro, avrà una tiratura speciale di 250 mila copie ed una foliazione totale di 244 pagine.

Wired è una rivista statunitense con sede a San Francisco in California dal marzo 1993 di proprietà di Condé Nast Publications.

La rivista tratta tematiche di carattere tecnologico e di come influenza la cultura, l'economia e la politica.

Il primo numero è uscito oggi, 19 febbraio 2009.


mercoledì 18 febbraio 2009

M'ILLUMINO DI MENO 2009: GRANDE COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE

500 MW risparmiati in Italia, pari ad un consumo di 8 milioni di lampadine. Ecco i primi risultati della Campagna internazionale “M’illumino di meno”, lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radiodue e patrocinata dal Parlamento Europeo che ha avuto come obiettivo principale il coinvolgimento della popolazione, in Italia e nel Mondo, in una vera e propria gara etica di buone pratiche ambientali.

E’ stata questa la quinta edizione della Giornata del risparmio energetico, che si è tenuta lo scorso 13 febbraio, una Campagna di mobilitazione internazionale che ha chiesto lo spegnimento per alcuni minuti delle luci e dei dispositivi elettronici non indispensabili nella giornata alle ore 18 .

Grazie al contributo di ANCI e ANPCI che hanno provveduto a diffondere l’iniziativa, molte Città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i Comuni gemellati all’estero.

Tra i monumenti, palazzi, piazze italiane rimasti al buio come non citare il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, le facciate del Quirinale, del Senato e della Camera, del ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, della Giustizia e della Farnesina, la basilica di Superga e la Mole Antonelliana a Torino, piazza San Marco a Venezia, Palazzo Vecchio a Firenze, il Maschio Angioino a Napoli, piazza Maggiore a Bologna, il Duomo e piazza della Scala a Milano, il castello del Buonconsiglio a Trento e, per la prima volta si e’ spenta anche la cupola di San Pietro, la Basilica di Assisi e quella di Loreto.

Ma non solo!

La luce si è spenta anche nelle sedi del Parlamento europeo a Bruxelles e a Strasburgo, Westminster a Londra, e nelle sedi del Parlamento in Grecia, Bulgaria, Slovenia e Lituania, in Costa azzurra e nelle piazze delle cittadine provenzali in Francia, in Libano, Grecia, Spagna, Germania, Romania, Lettonia, Malta e Cipro.

Tra le iniziative più simpatiche realizzate in Italia sono da citare la partenza di una mongolfiera ad Aosta che ha illuminato dall’alto la città rimasta al buio, e l’iniziativa dell’Associazione “In forma di luce” che a Genova ha realizzato un’enorme lampadina con 1000 bicchieri in plastica biodegradabile in cui galleggiavano cubetti al Led.

La Campagna è riuscita a coinvolgere anche le carceri di Secondigliano a Napoli e di Bollate a Milano, ed inoltre numerose Parrocchie italiane, ottenendo perfino l’adesione della Conferenza episcopale italiana.

Numerose le aziende, società sportive, musei, associazioni e sindacati che hanno aderito, tra cui Vodafone, Eni, Ibm, Coop, Ikea, Mc Donald’s, Agesci, Legambiente, Lipu, Wwf, Federparchi, Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti e Cia , Slowfood.

Le stime dei risultati ottenuti evidenziano una grande partecipazione e un coinvolgimento della popolazione che, contando solo l’Italia, ha registrato un taglio del consumo elettrico pari a 500 MW rispetto ai 400MW dell’anno scorso. Questo è un ottimo segnale che mette in evidenza la necessità di apportare dei reali cambiamenti alle nostre abitudini per limitare i danni ambientali causati dallo smisurato spreco, e non solo dal punto di vista energetico, a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

Collegandosi al sito della Campagna è possibile trovare alcune buone pratiche, raccontate dalla gente comune , che chiunque può mettere in atto con un po’ di buona volontà, per limitare i consumi.

Inoltre, per gli appassionati della musica o semplicemente per i curiosi, collegandosi al sito è possibile scaricare la colonna sonora della Campagna, il brano di Frankie HI NRG MC.


Per maggiori info:
http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/regioni/italia.cfm
http://milluminodimeno.blog.rai.it/

ANTIMATERIA: A TORINO DOMANDE A CHI FA SCIENZA



Oggi al Circolo dei Lettori a Torino

ANTIMATERIA

Dove è finita l’antimateria prodotta al momento del Big bang?

L’asimmetria tra materia e antimateria, ossia l’assenza apparente di antimateria nell’Universo, è uno dei grandi problemi irrisolti nella Fisica delle particelle e nella Cosmologia.

Intervengono Andrea Vacchi, fisico ricercatore e Direttore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Trieste e Alessandro Bencivenni, sceneggiatore e critico cinematografico


Circolo dei Lettori (foto)
www.circololettori.it
Palazzo Graneri della Roccia, Via Bogino 9, Torino

La conferenza è inserita nel ciclo DOMANDE A CHI FA SCIENZA
con il patrocinio del Centro UNESCO di Torino
http://www.circololettori.it/achifascienza/

OBSERVA PRESENTA A TORINO L'ANNUARIO SCIENZA E SOCIETA' 2009


Oggi in anteprima al Circolo dei lettori l'Annuario Scienza e Società 2009, edizioni il Mulino.

Quali sono i paesi con i ricercatori più giovani? E i più bravi a ottenere finanziamenti europei per la ricerca? In quali regioni italiane si fa più ricerca e innovazione? Quali problemi ambientali preoccupano di più gli italiani? Quanti sono i lettori di libri scientifici in Italia?

Observa – Science in Society e Compagnia di San Paolo presentano in anteprima

Annuario Scienza e Società 2009
edizioni il Mulino
con
Gli italiani, la scienza e l’ambiente
Secondo rapporto su Scienza, Tecnologia e Opinione pubblica in Italia



Mercoledì 18 febbraio 2009, ore 18.00
Circolo dei Lettori - www.circololettori.it
Palazzo Graneri della Roccia, Via Bogino 9, Torino

Introduzione:
Valeria Arzenton e Massimiano Bucchi (Observa - Science in Society)

Interverranno:
Amalia Bosia (Università di Torino; Consiglio Direttivo della Human Genetics Foundation - Torino)
Flavio Brugnoli (Responsabile Area Istruzione - Ricerca - Sanità, Compagnia di San Paolo)
Aldo Fasolo (Università di Torino; vicedirettore L’Indice)

Modera:
Gabriele Beccaria (direttore TuttoScienze e Tecnologia - La Stampa)

Conclusioni:
Andrea Bairati (Assessore Università e Ricerca, Regione Piemonte)


E' possibile consultare tutte le pubblicazioni (compresa l'edizione precedente dell'annuario) e curate da Observa, science in society sulla pagina delle pubblicazioni.


IL CIRCOLO DEI LETTORI SU GOOGLE MAP



Visualizzazione ingrandita della mappa

martedì 17 febbraio 2009

ESOF 2010: DA OGGI LA "CALL FOR PROPOSALS" PER CAREER PROGRAMME, SCIENCE TO BUSINESS E SCIENCE IN THE CITY

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Oggi ha preso il via, sul sito www.esof2010.org, il processo di selezione delle proposte per le sezioni Career Programme, Science to Business e Science in the City che fanno parte del ricco programma di Euroscience Open Forum – ESOF2010.

ESOF è un meeting a cadenza biennale, la cui prossima edizione si terrà a Torino dal 2 al 7 luglio 2010. Da oggi gli interessati troveranno sul sito il formulario della Call for Proposal, necessario per presentare progetti di intervento nelle varie sezioni del Forum.

La selezione è aperta fino al 15 settembre 2009 e tutte le candidature andranno al vaglio del Comitato di Programma.

Secondo la formula ormai consolidata del meeting, accanto al programma scientifico – che è il cuore dell’evento e per il quale prosegue la raccolta di candidature on line, partita già a dicembre 2008 – trovano spazio altri programmi specifici, corrispondenti a vari aspetti del rapporto tra scienza e società: il Career Programme, rivolto ai giovani ricercatori; Science to Business, con appuntamenti incentrati sul tema dell’innovazione applicata all’impresa; e Science in the City, con eventi interattivi e coinvolgenti dedicati al grande pubblico.

All’insegna dello slogan Passion for Science, l’appuntamento torinese del Forum internazionale intende concentrare in particolare l’attenzione sulle implicazioni sociali delle ricerche scientifiche, sugli aspetti comunicativi, culturali, economici, e sul ruolo dei governi e dell’opinione pubblica, coinvolgendo non solo scienziati ed esponenti del mondo accademico, ma anche comunicatori, politici, rappresentanti del mondo industriale, cittadini. Per questo saranno apprezzate le candidature che propongano progetti originali, interattivi e, soprattutto, trasversali. ESOF2010 intende inoltre puntare sulla diversità di genere, culturale e geografica; in particolare, saranno gradite le proposte provenienti da aree finora poco rappresentate, come i Paesi dell’area mediterranea e dell’Europa centrale e orientale.

Il Career Programme è costituito da una serie di iniziative rivolte ai giovani ricercatori, a cui verrà fornita un’importante occasione d’incontro per scambiarsi esperienze e scoprire varie opportunità di carriera a livello internazionale, in ambito sia accademico sia industriale.

Nel programma Science to Business, ESOF2010 proporrà una serie di appuntamenti dedicati alle imprese e ai potenziali imprenditori, con iniziative che riguarderanno i temi della ricerca applicata, delle opportunità di sviluppo di nuovi business ad alta innovazione e così via – il tutto con un occhio di riguardo alle eccellenze torinesi.

La sezione Science in the City è invece aperta a tutte le candidature che vogliano proporsi di indagare le ultime e più originali scoperte del panorama scientifico contemporaneo in un’ottica di valorizzazione e coinvolgimento del territorio, per avvicinare la scienza al pubblico declinandola in eventi interattivi, dalle mostre ai laboratori, dagli exhibit fotografici e artistici agli spettacoli teatrali e alle performance musicali.

Ricordiamo infine che la selezione delle proposte per le tre sezioni Career Programme, Science to Business e Science in the City, si affianca a quella già in atto per lo Scientific Programme, le cui candidature possono essere inviate fino al 15 giugno 2009.

Tutte le candidature devono seguire le linee guida presenti sul sito www.esof2010.org e saranno valutate da specifici Comitati di Programma internazionali, che terranno conto soprattutto della qualità della ricerca, dell’originalità dei punti di vista, dell’interattività, dello sguardo internazionale, delle prospettive etiche, sociali, economiche e industriali.

www.esof2010.org