sabato 31 dicembre 2011

CARNEVALE DELLA CHIMICA #13 - PRIMA CHIAMATA

Primo Anniversario per il  Carnevale della Chimica: un anno fa nasceva, da una idea di Chimicare e di Gravità Zero un appuntamento ormai ricorrente il 23 di ogni mese che riunisce blogger, chimici o appassionati della Chimica

Se vorrete partecipare all'edizione di gennaio potrete inviarci i link a  uno o più articoli di divulgazione che permettano di promuovere la comprensione della Chimica e delle Scienze al grande pubblico.

Potete consultare il Comunicato stampa, contenente le indicazioni per partecipare.

Il tema proposto, ma non vincolante, per questo mese è "LE MOLECOLE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO".
Quali sono secondo voi le scoperte della chimica che hanno cambiato il nostro modo di vivere? Quali i personaggi di questa disciplina che hanno cambiato la storia? 
Dalla formula dell'aspirina, ai Fullereni (le nanostrutture che hanno portato alla nascita delle nanotecnologie), dalla reazione di Maillard (presente in ogni cucina che si rispetti) alla tecnica PCR di Kary Mullis (ormai presente in ogni telefilm poliziesco alla CSI). 
Ma potrete anche avventurarvi in argomenti più curiosi e anedottici, come le leggende nate attorno alla formula segreta della Coca Cola (cosa ci sarà di vero?) oppure  spingervi a raccontare segreti veri o presunti della cosiddetta chimica dell'amore


Se non volete seguire il tema proposto saranno graditi anche articoli a tema libero in cui è possibile parlare di argomenti scientifici, tecnologici, storici, letterari, artistici, applicativi, didattici che abbiano come contenuto la chimica in tutte le sfaccettature, degli aspetti chimici inerenti ad aree tematiche differenti, ed infine dei rapporti fra la chimica e le altre discipline scientifiche e non.

Il termine caldamente consigliato per l'invio dei contributi è fissato al 20 gennaio prossimo (eventuali ritardatari potranno essere ammessi a nostra discrezione).

L'email per l'invio dei link è: redazione@gravita-zero.org

Segnaliamo infine: 


venerdì 30 dicembre 2011

FISICA E CINEMA AL 26° CARNEVALE DEI BLOGGER



Per chi ama la scienza è Carnevale tutto l'anno! Con questo spirito presentiamo (26° mese consecutivo) il Carnevale della Fisica, ospitato questa volta dal blog di Claudia Terzaghi   Mass Media e Design e il cui tema portante è FISICA E CINEMA (raccontare la fisica con il cinema).

Claudia Terzaghi è una giovane Interior Designer, con la passione per il cinema. Per questo ha voluto trasmettere il suo know how parlando di una delle più celebri serie di fantascienza TV del XX secolo: Spazio 1999, facendo osservare la cura con cui gli scenografi di questa produzione italo-inglese mettevano nella scelta degli oggetti di design e di arredo. 

Ecco tutti gli articoli presentati questo mese: 



Il prossimo appuntamento con il Carnevale della Fisica si terrà sul blog GruppoLocale.

Per partecipare al Carnevale o per ospitare una delle prossime edizioni consultate il sito http://carnevaledellafisica.ning.com oppure scrivete a redazione@gravita-zero.org



giovedì 29 dicembre 2011

SIENA: SOLIDARIETÀ ALLE DONNE DELLA CONTRADA DELL'OCA


A Siena c'è una secolare abitudine: quella di escludere le donne dal diritto di voto.

30 donne sono state sospese "a divinis" questa settimana per voce di un vicario di contrada, Antonio Degortes (figlio del più noto fantino "Aceto"), per avere avuto l'ardire di esigere per vie legali ordinarie un diritto che la stessa Costituzione sancisce:  il diritto di uguaglianza senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali (art. 3), insieme a quello di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art. 24 e 113). Una esclusione che porta più il sapore di una vendetta che di una sanzione disciplinare.

Perfino uno dei Club tra i più esclusivi e più misogino al mondo, l'Oxford and Cambridge University Club, aveva ceduto nel 1996, rinnegando oltre un secolo e mezzo di discriminazioni nei confronti del gentil sesso (il club è riservato a professori e laureati delle due più prestigiose università del Regno Unito).

Tanto più che  Siena si è candidata a capitale europea della cultura, una candidatura che a questo punto  è a serio rischio (come afferma l'associazione se non ora quando?, complice anche il silenzio di buona parte della città e di alcune sue istituzioni.

Chi afferma che potrebbe essere esagerata l'esposizione della notizia delle contradaiole senesi lo fa senza conoscere lo spirito che anima la vita del piccolo comune di 54 000 anime: essere espulsi dalla propria contrada significa non poter più partecipare e svolgere normale vita sociale, partecipare alle riunioni, ai battesimi, alla vita di paese. Una vicenda che si prefigura come una triste applicazione di mobbing sociale.
Tutto accade in un comune italiano che, guarda guarda la coincidenza,  non ha mai conosciuto un sindaco donna.

Una vicenda che si somma alla già triste analisi dell'ISTAT che abbiamo pubblicato questo mese di dicembre e che ci riporta a viaggiare nel tempo e nello spazio di non molto: il diritto di voto alle donne nei cantoni della vicina e "civilissima" svizzera fu concesso solo il 7 febbraio 1971.
Prima di allora l'ineguaglianza sociale non impedì alla Svizzera, al momento della firma della convenzione dei diritti umani del Consiglio d’Europa, di aderire alle sezioni riguardanti la parità tra i sessi. 

Una opinione, quella della inferiorità delle donne,  piuttosto diffusa in Europa e Stati Uniti fino ai giorni nostri, se si pensa che il rettore della autorevole Università di Harvard Lawrence Summers fu costretto a dimettersi per avere affermato (siamo nel 2005) che le donne sono biologicamente inferiori agli uomini e che non sono portate per le materie scientifiche, nonostante ricerche e dati statistici confermino proprio il contrario.

E che l'Università di Princeton (che accolse il Premio Nobel Albert Einstein tra i suoi illustri docenti) fu aperta alle donne solo nel 1968 (!) e che l'ultima università ad ammetterle è stata Cambridge, e che fino al 1995 non c'era, sempre a Princeton, un full professor donna.

Episodi come questi, per quanto limitati nello spazio di una italietta, debbono fare riflettere: perché la misoginia, come i pregiudizi, sono duri a morire, dal più piccolo paesino del centro penisola, all'Europa del XXI secolo.


 

martedì 27 dicembre 2011

TRA IL MODELLO E LA REALTA'

Il processo di modellizzazione è alla base della scienza moderna. Da un lato vi è un sistema fisico, ad es. il sistema solare e dall'altro troviamo un modello matematico: punti in uno spazio a tre dimensioni ed equazioni che ne descrivono il moto. Tra il modello e la realtà vi è una corrispondenza: il moto matematico dei punti coincide con il moto osservato dei corpi celesti. Questo è un miracolo.

“Ci siamo abituati talmente a questo miracolo da non pensarci più, eppure continua a restare un mistero, quanto meno per chi scrive queste righe”. Tale affermazione è estratta da “Come funziona il caos – Dal moto dei pianeti all'effetto farfalla” di Ivar Ekeland (Bollati Boringhieri 2010). Ed effettivamente Ivar Ekeland ci ha pensato molto: leggendo il suo testo si comprende benissimo quanta fatica faccia un divulgatore per farsi capire dal grande pubblico. Il risultato è davvero ammirevole, assolutamente in linea con le buone indicazioni fornite da Amedeo Balbi ne “L'apologia di un divulgatore”.

Ma torniamo ai modelli. Ne esistono due tipi: stocastici e deterministici. “Un modello è stocastico se, ad un istante dato, richiede che qualcuno lanci i dadi per usare il risultato del lancio. Nell'ambito della fisica moderna si calcolano delle probabilità: la probabilità che un elettrone passi da un'orbita atomica ad un'altra, la probabilità che un nucleo si disintegri (...)” scrive Ekeland. Si tratta di situazioni in cui non sappiamo cosa succederà in futuro; possiamo semplicemente stilare un elenco di eventi e a ciascuno assegnare una determinata probabilità di verificarsi.

Decisamente più utili sono i modelli deterministici, grazie ai quali è possibile predire gli stati futuri e ricostruire quelli antecedenti, poiché “l'evoluzione del modello è determinata interamente dal suo stato attuale” (tutti i virgolettati di riferiscono a citazioni di Ekeland, salvo dove sia diversamente specificato). Se non esistessero altri tipi di modelli il modello apparirebbe piuttosto triste: o gli esseri umani sono foglie in balia di venti ingovernabili (modelli stocastici) oppure tutto ciò che succede ora determinerà in modo ineluttabile e fatalistico il nostro futuro (modelli deterministici).

Fortunatamente esiste la teoria del caos che, innanzitutto, fornisce nuovi modelli per rappresentare fenomeni irregolari o aleatori. Si tratta di modelli deterministici ma caotici: non serve la presenza (ingombrante) di un lanciatore di dadi, ma si lascia posto anche al caos, cosa che implica “associare una dimensione all'imprevedibile”. In pratica, in matematica sono stati elaborati nuovi strumenti: sta poi al fisico o al biologo o anche all'economista scegliere i mezzi migliori per modellizzare la realtà oggetto del loro studio.
D'altronde, a tal proposito, Ekeland scrive: “La teoria del caos è, come la geometria euclidea o la teoria dei numeri, un insieme di risultati matematici dotati di vita propria, indipendentemente dal fatto che si possa applicare o meno a dei fenomeni osservabili”.

Molti pensano che l'incertezza sia necessariamente legata alla complessità. Eppure è possibile generare il caso “anche attraverso meccanismi molto semplici”. Così, anche se vi è un ridotto numero di fattori e ciascuno di essi è fonte di casualità autonoma, il sistema è caotico. Ma come è possibile che un sistema caotico sia anche deterministico? “La risposta sta in quel labile margine che separa lo zero matematico dal quasi niente, l'esattezza assoluta dalla migliore approssimazione possibile”. Purtroppo non siamo in grado di ottenere una precisione senza limiti, né in merito alle condizioni iniziali del sistema, né relativamente ad ogni tappa futura di evoluzione dello stesso. E ciò potrebbe farci sentire completamente impotenti di fronte alla realtà che ci circonda. Tutte le simulazioni numeriche, fornite dai grandi calcolatori, sembrerebbero di fatto inutili.

In realtà, e fortunatamente, esiste lo “shadowing lemma (il lemma dell'orbita ombra)”: esso “ci assicura che, in un certo senso, l'incertezza sulla posizione iniziale e gli errori di arrotondamento si compensano”. Così, sebbene si commettano errori, è possibile calcolare traiettorie “giuste”, grazie – paradossalmente – all'instabilità tipica dei sistemi caotici. Ma dobbiamo sempre tener conto che, fra il modello e la realtà, c'è il calcolo. “Non diremo mai più: questa equazione rappresenta questo fenomeno. Bisognerà aggiungere: il sistema è caotico, il suo tempo caratteristico è di tot, sappiate che al di là di quest'ultimo certi calcoli non rappresentano più nulla (...)”. Ai limiti fisici eravamo già abituati, ora “bisognerà abituarsi al fatto che le teorie abbiano anche dei limiti numerici”.

lunedì 26 dicembre 2011

CELLULARI E DANNI AL CERVELLO: QUALE RAPPORTO?

Al mondo vi sono oltre cinque miliardi di telefoni cellulari. Nonostante gli avvertimenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa i potenziali pericoli di cancro al cervello causati dalle onde magnetiche, l'auricolare non fa ancora parte delle abitudini della maggioranza degli utenti.

Il video fa parte del canale Science di Euronews su Youtube. Disponibili anche i canali Tech, Space, Futuris.

domenica 25 dicembre 2011

140 INNOVAZIONI DEL 2011 FIRMATE GENERAL ELECTRIC

Tecnologia e innovazione fanno parte della mission di General Electric, che invita a votare la vostra preferita tra le ultime 140 presentate in questo video. Potete votare utilizzando il canale Twitter @generalelectric
Per visionare invece i lavori singolarmente www.ge.com/stories

sabato 24 dicembre 2011

BUON NATALE E BUON COMPLEANNO SIR NEWTON

Domani è il giorno di Natale: compleanno di Sir Isaac NewtonNato il 25 dicembre 1642 è colui che ha rivoluzionato il mondo scientifico e il nostro modo di vedere la scienza. Tanti auguri a tutti voi dalla redazione di Gravità Zero.

giovedì 22 dicembre 2011

SULLE TRACCE DI DARWIN DESTINAZIONE ARGENTINA: I BAMBINI DIVENTANO ESPLORATORI

Bambini,
imparate a fare le cose difficili

parlare al sordo
mostrare la rosa al cieco
liberare gli schiavi che si credono liberi.
Gianni Rodari


Dal 26 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012 sette bambini, italiani e argentini, un paleontologo e un biologo marino andranno a esplorare alcuni tra i siti paleontologici più importanti, dall’Oceano Atlantico alle Ande, tra cui la Valle dei Dinosauri, per riscoprire insieme la storia della vita sulla Terra

Sulle tracce di Charles Darwin, destinazione Argentina. Parte lunedì 26 dicembre la spedizione Mini Darwin, realizzata da Sissa Medialab con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator. L’Argentina è uno dei luoghi dove è stata rinvenuta la maggior quantità di fossili e dove sono stati scoperti alcuni tra i dinosauri più grandi del mondo, fossili di mammiferi giganti estinti, conchiglie marine in cima alle montagne, boschi pietrificati risalenti a epoche remotissime e molto altro. Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, è stato tra i primi a scoprire e descrivere queste meraviglie.

Rivivendo il viaggio straordinario compiuto in questa terra dal padre dell’evoluzionismo, sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni), insieme al paleontologo Marco Avanzini e al biologo Alfred Beran, percorreranno oltre 4000 chilometri per riscoprire la storia della vita sul nostro pianeta. Il loro viaggio toccherà alcuni dei siti paleontologici più interessanti, alcuni dei luoghi dove Darwin, tra il 1832 e il 1835, ha rinvenuto fossili straordinari che lo hanno convinto che la vita ha cambiato forma nel corso del tempo, attraverso lente e continue trasformazioni tuttora in corso.


Prima tappa Buenos Aires, al Museo de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia”. Si sposteranno poi 600 chilometri a sud, a Punta Alta, sull’Oceano Atlantico, dove Darwin scoprì fossili di giganteschi mammiferi, i megateri, specie di enormi bradipi terrestri. I giovani esploratori saranno accompagnati dagli esperti del Museo de Ciencias Naturales “Carlos Darwin” di Punta Alta. Sarà poi la volta della zona di Neuquén, detta anche Valle dei Dinosauri: al Centro Paleontológico Lago Barreales, al Museo “Carmen Funes” di Plaza Huincul e al Museo “Ernesto Bachman” di Villa El Chocón dove sono conservati i fossili di Argentinosauro e di Gigantosauro carolinii rinvenuti nelle vicinanze. In questa regione argentina, considerata la terra promessa dei paleontologi, i mini Darwin festeggeranno l’arrivo del 2012.

Si fermeranno poi a Uspallata sulle Ande, a 85 chilometri dalla città di Mendoza, dove si trova El Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato scoperto da Darwin stesso e che oggi porta il suo nome. Infine, tornando verso Buenos Aires si fermeranno in una estancia, una specie di grande fattoria, dove i gauchos allevano le mucche.

Tutto il viaggio sarà documentato giorno per giorno sul sito www.minidarwin.it, inoltre saranno realizzati materiali didattici, giochi, video e un libro.

Mini Darwin è un progetto di Sissa Medialab: una serie di spedizioni durante le quali scienziati e ragazzi lavorano insieme per esplorare, scoprire ed elaborare una personale interpretazione degli ambienti e dei fenomeni osservati. Nasce nel 2006 con la spedizione alle Galápagos, dove Darwin ha elaborato i primi elementi della teoria dell’evoluzione. Nel 2008, è stata organizzata una spedizione sui vulcani italiani, e nel 2010 nella foresta amazzonica. Il 2011 è la volta dell’Argentina, dove Darwin è stato per circa un anno e mezzo e ha fatto importanti scoperte in paleontologia. L’idea di fondo è utilizzare il viaggio per affrontare in modo anche avventuroso argomenti fondamentali della scienza di oggi: la storia della vita e la storia del pianeta. Dalle spedizioni alle Galápagos e sui vulcani italiani sono state inoltre prodotte due mostre itineranti, interattive e multimediali dedicate ai ragazzi: Mini Darwin alle Galápagos e Avventura sui vulcani. La Terra raccontata dai bambini.

Info: info@medialab.sissa.it | skype: simonacerrato | www.minidarwin.it


Fonte: Simona Regina
Ufficio StampaSISSA
Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati

http://www.sissa.it/pressroom/

FISICA E CORTI

Lo studio della fisica per destare interesse richiede a volte qualche deroga all'approccio tradizionale. Un'occasione ghiotta è stata offerta nel 2010 dalla presenza al Lingotto di Torino del convegno ESOF (European Science Open Forum). In quell'occasione venne bandito un concorso cinematografico internazionale su temi tutti legati alla comunicazione della scienza; perché no, far partecipare alcuni studenti della Scuola Internazionale Europea "Altiero Spinelli" di Torino alla realizzazione di un corto sulla fisica quantistica nel mondo di tutti i giorni poteva essere una vera occasione, quindi li ho iscritti. 

Bisognava trovare un tema che li coinvolgesse tutti, sia quelli bravi che quelli meno bravi, occorreva che affrontassero magari per la prima volta la trattazione, seppur sintetica, di un piccolo argomento di fisica moderna. Alcuni di essi non avevano mai sentito parlare di argomenti come la criptografia quantistica, la RMN o il teletrasporto. Dopo aver scritto un testo di massima in inglese, provai a discuterlo con loro raccontandogli in che cosa consistevano tali fenomeni e li sollecitai a proporre suggerimenti per la scenografia. Nonostante che il tempo concesso dal bando per il corto fosse veramente poco: in tre minuti doveva esaurirsi tutto, titoli di testa e coda esclusi, ne uscì una scenografia tuttosommato completa. Quel che serviva è che il film li facesse soprattutto sentire orgogliosi del loro impegno. Calcolavo che l'accettazione di quel ruolo avrebbe stimolato la loro curiosità verso argomenti che prima di allora non avevano mai avuto l'occasione di conoscere e così infatti è stato.
Con pochissimi mezzi, e grazie al loro impegno, in un solo giorno di riprese girammo il corto che vinse un meritato terzo premio.



LA CULTURA CHIAVE DEL SUCCESSO NELLA RICERCA E SVILUPPO


E' online l'edizione 2011 del  Global Innovation 1000, lo studio giunto ormai al settimo anno di vita di Booz&company, notevole azienda di consulenza strategica, con oltre 90 anni di esperienza.

Presenti le 1000 maggiori aziende che investono in R&D,  e che credono fermamente (pensate un po') nel legante tra cultura, organizzazione e strategia per l'innovazione, e nel loro impatto sulla performance finanziaria di impresa.

La conclusione cui giunge lo studio  è che  la cultura è la chiave per il successo di ogni impresa innovativa, e che il suo impatto sulle prestazioni è misurabile.

 



Se nelle passate edizioni del Global Innovation 1000,  si è scoperto che le aziende focalizzate sullo sviluppo di prodotti e servizi all'avanguardia  rientrano in uno dei tre modelli fondamentali della strategia per l'innovazione (Need Seekers, Market Readers e Tech Drivers),  quest'anno lo studio si concentra sul legame tra i tre modelli di impresa: strategia,  cultura e organizzazione.

In particolare, il 44 per cento delle aziende che hanno puntato su precise strategie nella cultura per l'innovazione hanno visti aumentati il proprio valore e i profitti, contro appena il 17% tra le aziende senza una chiara analoga strategia.


Tra gli interessanti dati pubblicati dallo studio il più curioso è forse quello della tabella a lato,  che mostra le aziende ritenute più innovative al mondo.


Apple Inc. è in cima: ben il settanta per cento degli intervistati l'ha definita una delle  tre aziende più innovative, e più della metà l'ha scelta come la prima della lista.

Apple è stata in lizza con la Exxon Mobil Corporation come società di maggior valore negli Stati Uniti per capitalizzazione di mercato.

mercoledì 21 dicembre 2011

TURISMO SCIENTIFICAMENTE SOSTENIBILE

L'articolo contiene riferimenti ad aziende o marchi commerciali 

La scienza può dare una mano a salvare il pianeta Terra? Assolutamente sì. E allora dobbiamo fare anche noi qualcosa. Iniziando, ad esempio, dalle vacanze. 
E' opportuno adottare comportamenti che rispettino l'ambiente, semplicemente perchè il nostro pianeta è (attualmente) l'unico su cui possiamo vivere. 

E' anche importante scegliere degli operatori sensibili alle tematiche del turismo sostenibile: a tal fine, poco tempo fa, ho già segnalato un'iniziativa a favore dello sviluppo di un nuovo tipo di turismo. 
Tale iniziativa comprende una serie di tour operator, fra cui Settemari


Per capire un po' di più che cosa si sta facendo per il turismo sostenibile, ho posto qualche domanda a Beatrice Liogier, Product Manager Tunisia di Settemari S.p.a. Innanzitutto, cosa significa turismo sostenibile? Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo lo sviluppo del turismo sostenibile soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. 

Si tratta di una forma di sviluppo che dovrebbe portare alla gestione integrata delle risorse in modo che tutte le necessità economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo al tempo stesso l'integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica e le condizioni di base per la vita.

Perchè il turismo sostenibile dovrebbe interessare alla gente?

La presa di coscienza per la salvaguardia dell'ambiente è sempre più forte. Turismo è purtroppo sinonimo di "impatto negativo" in diverse parti del mondo. Anche dalle aziende deve partire un segnale per invertire la rotta. Occorre che il cliente si senta conivolto in un cambiamento di abitudini e mentalità. Solo così è possibile prevenire ed evitare i disastri ambientali.


Alcuni pensano che si tratti dell'ennesima tecnica di marketing. Cosa può dire a tal proposito?

Purtroppo in tanti settori c'è chi se ne approfitta. Nell'ambito del turismo sostenibile, se i progetti sono concreti i risultati si vedono. Le belle parole non bastano, il cliente turista se ne accorge e quindi cercare di usare il turismo sostenibile per fare marketing diventa controproducente per l'ente locale, l'hotel o la compagnia aerea. La nostra associazione lavora a stretto contatto con enti locali, catene alberghiere, tour operator e aziende di settore pubbliche e private per seguire progetti concreti e tangibili di sostenibilità ambientale, anche in collaborazione con altre associazioni nazionali e internazionali. Nel caso di Settemari il cliente ha la possibilità di toccare con mano gli sforzi fatti dall'azienda nell'ambito del turismo sostenibile [a tal proposito Settemari aderisce allo S.T.E., ScubaTourism for the Environment, ovvero un programma di monitoraggio della biodiversità nel Mar Rosso che coinvolge i turisti nella raccolta dati.


Tali dati vengono analizzati dal Dipartimento di Biologia dell'Università di Bologna, i cui biologi propongono anche ai turisti seminari e lezioni di educazione ambientale - N.D.R.].

In che modo il turismo sostenibile può essere coniugato con la divulgazione della scienza?

La scienza è una delle basi dei cambiamenti umani conquistati lungo i secoli, quindi non può che essere legata al turismo sostenibile. Nuove tecnologie, nuovi sistemi di salvaguardia dell'ambiente, nuove tecniche di gestione delle risorse umane... sono tutti temi legati alla ricerca scientifica.

[N.D.R.: la prima foto, in alto, di questo articolo è un'alba ai tropici, la seconda è la grotta delle meraviglie].

CARNEVALE DEI LIBRI DI SCIENZA #3 - 10 LIBRI DA REGALARE PER NATALE

Benvenuti al Carnevale dei libri di scienza.

L'idea che anima l'appuntamento di questo mese di dicembre è la seguente: quali sono i libri che vorreste che i vostri cari, i vostri migliori amici, leggessero almeno una volta nella vita? Possono essere i libri che vi sono rimasti più lungamente impressi... quelli che vi hanno cambiato la vita, o il vostro modo di vedere il mondo.

Prima di cominciare, vogliamo ricordare il perché dell'importanza che i grandi libri hanno per l'umanità.

Groucho Marx (non quello con la barba, l'altro) amava ricordare che "All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo"

Mentre Woody Allen confessa: "Leggo per legittima difesa".

Infine "Mai imprestar libri" - diceva Anatole France - "non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno imprestato".

Ecco, anche noi vi diciamo: "Non imprestate i libri: regalateli!".

Cominciamo.

Uno tra i lettori più attivi è sicuramente Gabriele Giordano, che si confida: "In un anno e 2 mesi ho letto 27 libri, la maggior parte sono di divulgazione scientifica. Alcuni di questi possono cambiare letteralmente il vostro modo di vedere determinate situazioni e farvi pensare più profondamente alle cose".  
E' interessante osservare e capire come un ragazzo del XXI secolo percepisce la lettura e la passione per la scienza. Lo facciamo attraverso i suoi suggerimenti. Leggete assolutamente "Panem Mentis", si impara molto dalle sue parole.

Tania Tanfoglio, insegnante di materie scientifiche, ci regala un mix di libri di scienza e ricordi d'infanzia. "Ma anche un libro speciale legato alla nascita del mio blog e a Gravità Zero". Ci ricorda infatti che uno dei libri proposti (Breve storia della biologia) è legato alla nascita del suo blog: il testo di Asimov lo ha vinto partecipando ad un concorso di Gravità Zero. "In quell’occasione scrissi il mio primo articolo e, poco tempo dopo, è iniziata l’avventura di Science For Passion!". 
Per noi è un vero onore!

Roberto Mattiazzi ci scrive: "da giovane sbandato della conoscenza, non sapendo cosa dovevo sapere, mi capito' tra le mani "Cibernetica per tutti" di Silvio Ceccato. 
Erano gli anni 1972/73 e l'imperativo era contestare anche senza sapere. Ebbene, la lettura di questo libro mi ha aperto la mente e svelato molte relazioni di causa-effetto del mio e dell'altrui modo di vivere e di agire. La narrazione dei processi mentali che sono alla base di ogni nostra azione, raccontati con dovizia di esempi e facilita' di comprensione, mi ha letteralmente fornito la chiave per capirmi e capire. Non ho piu' con me questo libro per riportare qualche passaggio, ma se nella mia mente e' impressa la parola cibernetica,  con tuto cio' che ne e' seguito fino allo strumento che uso per comunicare con voi, lo devo a Silvio Ceccato, al suo modo semplice di divulgare e alla sua fascinosa immagine di sognatore che ha capito tutto. Infine, seguire il vostro profilo su twitter e scrivere queste considerazioni hanno la stessa genesi: Silvio Ceccato".


Alessandro Pagiaro ci conferma che "Non ci son più i prof di fisica di una volta. E meno male".
Un modo nuovo per affrontare lo studio della fisica.

Francesco Neve (alias Chimic@mente)  ci segnala "I Consigli di Santa". Dall'ultimo al primo (non ordinati per  importanza) sono 11. La chimica c'entra quasi sempre.

Nicola Torquati è laureando in ingegneria meccanica, appassionato della scienza nel senso piu largo del termine possibile. La motivazione che racchiude la sua partecipazione è la ferma convinzione che l'accrescimento del nostro sapere scientifico ci rende piu consapevoli di tutto quello che ci circonda. L'elenco dei suoi suggerimenti bibliografici è contenuta sul blog libberamente.

Mauro Merlotti è astrofisico di formazione, ma da  25 anni svolge un’altra attività tecnica. La passione per alcuni argomenti scientifici rimane però inalterata. "L’idea di poter condividere alcuni dei libri letti in questi anni con altre persone mi è sembrata molto stimolante" - ci scrive- "ed aderisco volentieri, anche se è la prima volta che partecipo ai Carnevali Scientifici.  il suo suggerimento è contenuto nello Zibaldone Scientifico.

A Daniele Gouthier, di Scienza Express, piacciono i libri di  matematica e i romanzi. "Beh" - afferma "mi piacciono anche i racconti e le biografia, i saggi e molto altro. Insomma, ci siamo capiti".
Ecco qui il suo contributo per i Carnevale dei Libri.

NOTA per il lettore: il passaggio seguente contiene espliciti riferimenti ad aziende o marchi commerciali 

Daniele invita anche a sostenere la piccola casa editrice da lui cofondata:  diventare amici di Scienza Express significa sostenere i libri di scienza e ricevere questi  10 libri al prezzo di 5.

Cristina Sperlari ci scrive: "Avevate suggerito di stilare una lista di 10 libri scientifici da regalare per Natale? Ebbene, io ne ho scelti 20!" Quanta abbondanza, e ne siamo felici. Così nel primo articolo elenca 10 libri di scienza che regalerebbe ai suoi amici (adulti): "10 libri sotto l'albero...".
Ma poichè lei è anche un'insegnante della scuola primaria e lavora quotidianamente a contatto con i bambini, si è sentita di consigliare anche 10 libri di scienza da regalare per Natale ai bambini!
Il secondo articolo che propone è infatti "10 libri sotto l'albero...per i più piccoli"

Davide Bortolas è un insegnante di scienze e matematica nella scuola media, e cura  un piccolo blog didattico rivolto prevalentemente ai suoi studenti. Su Un Tesoro in Ogni Dove ci parla della bellissima Guida del naturalista, scritta da una nostra vecchia consocenza: Gerald Durrel, biologo, zoologo ed esploratore britannico. Noto per avere fondato la Durrell Wildlife Conservation Trust, un'organizzazione con lo scopo di salvare le specie in via di estinzione, e lo Zoo del Jersey sull'isola di Jersey (Isole del Canale).

Leonardo Petrillo, su scienza e musica, conferma un dubbio che ci siamo sempre posti anche noi: "Non è facile stilare una lista di 10 libri, quando ne sussistono numerosi altri estremamente interessanti e arricchenti culturalmente." Ma almeno ci abbiamo provato e la scelta ci sembra ottima.

Palmiro su Knedliky condivide un elenco di libri che ho programmato di comprare, imprestare, regalare o che ho regalato di recente. Svetta tra le preferenze di autore, il neurofisiologo più noto al pubblico: Oliver Sacks.

Andrea Lupoli su Music&medicine da bravo speaker radiofonico propone la  "Top 10" dei libri di scienza. Quale sarà il numero 1 della sua personalissima classifica? Scopritelo.


Paolo Alessandrini (aka Mr. Palomar) ci invita a pensare a una piccola strisciolina di carta: in "Nastri e alberi di Natale"  si comprende come  questo oggetto abbia reso una fonte straordinaria di ispirazione non soltanto per i matematici, ma anche per molti artisti, scrittori e musicisti.


Mauro Chiodaroli non ha un blog e dunque ci segnala qui la sua scelta.

Entanglement di A.D. Aczel, Raffaello Cortina
Libro di agevolissima lettura su uno degli aspetti più interessanti e controversi della fisica 
La guerra dei buchi neri di L. Susskind, Adelphi
Può un bit di informazione sfuggire a un buco nero? Storia di una contesa che ha visto contrapporsi alcune delle menti più brillanti della fisica e della cosmologia contemporanee. 
Gli oggetti frattali di B.B. Mandelbrot, Einaudi
Bello e basta, uno dei miei preferiti di sempre. 
Apologia di un matematico di G.H.Hardy, Garzanti
Pensieri in libertà di uno dei maggiori matematici del secolo scorso
La rivoluzione copernicana di T.S. Kuhn, Einaudi
Questo libro risale ai primi anni 50; sbalorditivo, ai nostri giorni, per i contenuti e la forma. 
Geometria e caso di H. Poincaré, Bollati Boringhieri
Molta della matematica moderna nasce da qui: per conoscere da vicino uno dei più citati studiosi. 
Il Codice Perduto di Archimede di R. Netz e W. Noel, Rizzoli
Libro acquistato per lettura "vacanziera". Vale la pena per conoscere il pensiero di un genio e la storia di un manoscritto. 
Il mostro e la simmetria di M. Ronan, Raffaello Cortina.
Dove si parla di gruppi e fiocchi di neve; tosto. 
Domare l'infinito di I. Stewart, Bollati Boringhieri
E' l' ultimo in ordine di lettura.
Storia ragionata della matematica ad opera di uno dei migliori divulgatori della materia. 
Alla ricerca di Omega di G. Chaitin, Adelphi
Il mio libro preferito del 2010, dove si parla di matematica, calcolatori e grandi pensatori come Turing e Gödel


E infine Walter Caputo, che ci invita a ricordare gli anni delle scuole superiori, durante i quali gli studenti vengono bombardati di teoremi relativi ai triangoli. Teoremi e dimostrazioni, uniti a vagonate di esercizi.
Siete sicuri sia questa la forma migliore per apprendere la geometria? La risposta nel "C'era una volta il quinto postulato di Euclide"

Un aggiornamento: 

I miei dieci libri sotto l'albero sono il contributo di una vera esperta in materia.
Da poco infatti Alice Della Puppa ha una libreria.  Già Ph.D. in biologia, ex insegnante, ha continuato nel suo intento di divulgare, di far conoscere le scienze proponendo e promuovendo libri di divulgazione scientifica, nelle forme più disparate della produzione libraria per ragazzi.



DIMMI COSA LEGGI E TI DIRO' CHI SEI 


Prima di chiudere, volevamo lasciarvi con una riflessione di quelle veramente profonde e toste: alla Umberto Eco per intenderci!
Ci siamo sforzati e risforzati, e alla fine siamo arrivati a una conclusione: è la stessa che trovate ne "Il destino è quello che leggi sul Water". Se volete sapere quale sarà la vostra vera vocazione, provate pensare a cosa amate leggere al gabinetto: sarà anche poco poetico, ma ... quanta verità in queste poche parole!

Buon Natale a tutti! 


I PROSSIMI CARNEVALI DELLA SCIENZA 
L'elenco completo lo trovate su ScienzaExpress

Roberto Zanasi: Gli studenti di oggi a gennario 2012
Tema: fanta-scienza


Flavio UbaldiniPitagora e dintorni  a febbraio 2102
Tema: scienza e arte

Alice della Puppa: Libreria Baobab a marzo 2012
Tema: numeri

Temi stimolanti per continuare a mettere il naso tra le pagine e sugli scaffali.

martedì 20 dicembre 2011

IL POTERE DELLA PARTICELLA DI DIO


Gli avvenimenti di questi ultimi giorni e la recente polemica tra scienza e giornalismo scientifico fanno sicuramente riflettere.
 
 
Uno dei motivi per cui esiste Gravità Zero o meglio, per cui noi della redazione abbiamo pensato di cimentarci con il mondo della divulgazione scientifica, è la volontà di supplire alla storica mancanza di una voce giornalistica aperta e comprensibile nel mondo della divulgazione, per informare e soprattutto formare in tempo reale l’opinione dei lettori.
 
 
Gravità Zero ha in questo senso fatto del suo meglio e a noi piace pensare di aver contribuito a privare la scienza di quell’aurea di mistero e incomprensibilità di cui era circondata.


In questi ultimi tempi sta accadendo però qualcosa di totalmente imprevisto. Se nel passato la comunicazione scientifica era prevalentemente affidata a riviste di settore e a pochissimi altri autorevoli strumenti di divulgazione come, per citarne due, “Le Scienze” e la rubrica “Tutto Scienze” internamente al quotidiano “La Stampa”, complice la rete, negli ultimi anni sono sorti decine e decine di siti e blog scientifici indipendenti, alcuni contenenti vera e propria spazzatura pseudo-scientifica ma altri con splendidi articoli di divulgazione e di informazione che rincorrendo e commentando in modo serio e personale notizie, hanno contribuito e tutt’ora contribuiscono a far conoscere la scienza ad un pubblico che fino a ieri la ignorava. D’altra parte il proliferare e il rimbalzare dell’informazione, ha il difetto di creare confusione diffondendo notizie non sempre attendibili o correttamente esposte, quindi non sempre credibili.

In tutto questo ci si aspetterebbe che un’organizzazione internazionale come il CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) contribuisse a diffondere oltre all’informazione scientifica anche l’etica della comunicazione, per cui prima di diffondere la notizia di una scoperta occorra almeno averla controllata e pubblicata su una rivista specialistica. Capisco che CERN possa essere considerato autoreferente ma le regole sono regole, prima di tutto la comunicazione scientifica. Lo sanno bene Fleischmann e Pons, all’epoca criticati ferocemente da tutto il mondo accademico per aver preferito comunicare la presunta scoperta della fusione fredda in una conferenza stampa piuttosto che in un giornale specialistico. Lo sa bene lo stesso CERN, criticato già pubblicamente nel passato per aver dato spazio senza alcun controllo a libri in cui la scienza è asservita alla narrativa di cassetta e a servizi giornalistici pseudoscientifici ospitati dalla trasmissione Voyager.


Eppure la prudenza e il controllo mostrato nel comunicare prima l’oscillazione del neutrino, poi la sua superluminalità, sembrava essere ormai routine per un centro che riceve finanziamenti pubblici praticamente da tutto il mondo. Questa volta però qualcosa di nuovo è successo. Forse la pressione psicologica per inattese fughe di notizie tramite alcuni blog degli stessi ricercatori, forse la necessità per il CERN del riconoscimento di un primato per una scoperta da Nobel, hanno contribuito ad affrettare un processo di comunicazione mediatica che invece avrebbe dovuto attendere tutto il tempo necessario e richiedere tutta la prudenza del caso.
 
 
Capisco che in questo caso si parli della presunta scoperta del bosone di Higgs, chiamato da Leon Lederman (premio Nobel per la Fisica nel 1988)  "particella di Dio” per la sua presunta capacità di dare massa al “mondo”, scoperta nella quale oltre ad essere state investite tutte le attese e le speranze della comunità internazionale dei fisici, tra la costruzione di LHC e l’indotto, l’Europa ha speso più di trecentocinquanta milioni di euro pubblici. Probabilmente sarà solo questione di tempo, basterà aver pazienza e saper attendere e LHC ci fornirà tutti i dati di cui abbiamo bisogno per provare oltre ogni ragiunevole dubbio l’esistenza del bosone e la bontà del Modello Standard ma, se sfortunamente la sua esistenza non venisse confermata? Se venisse dimostrato che sono altri i meccanismi che regolano il mondo? In questo caso a scricchiolare non sarebbe solo il modello standard del nostro mondo fisico ma anche lo stesso potere economico inevitabilmente associato alla scoperta della “particella di Dio”: che sia questa la vera causa di tanta poca etica? Sicuramente è una ragione in più per rispettare le regole dell'etica nella comunicazione.

C'ERA UNA VOLTA IL QUINTO POSTULATO DI EUCLIDE

Spazio è una parola che normalmente evoca tutto ciò che si trova oltre l’atmosfera del nostro pianeta. Al limite si può pensare a Goldrake oppure ad Isaac Asimov. Figuriamoci poi se leggiamo la parola “iperspazio”: ci verrà in mente Star Trek o qualche diavoleria tecnologica per saltare da un punto all’altro dell’Universo, riducendo in questo modo enormi distanze.


E invece no, perché spazio, iperspazio e frattali è anche geometria, o meglio “il magico mondo della geometria”, come recita il sottotitolo del libro di Giuseppe Arcidiacono, edito da Di Renzo e intitolato appunto “Spazio Iperspazi Frattali”.

Se la matematica è ostica per molti, allora la geometria lo è ancora di più: proviamo a pensare, ad esempio ai primi anni dei licei scientifici, durante i quali gli studenti vengono bombardati di teoremi relativi ai triangoli. Teoremi e dimostrazioni, uniti a vagonate di esercizi, che richiedono innanzitutto un disegno, e già quello non è una passeggiata.

Una tipica conseguenza di questo modo di insegnare geometria è che gli studenti pensano che esista solo la geometria piana o al limite quella dei solidi. Oltretutto non hanno la minima idea della storia della geometria, cioè di come i matematici siano giunti a certi risultati e, soprattutto, perché.

La geometria, ovvero “lo studio delle proprietà comuni a figure uguali” (pag. 51) è tutt’altra cosa. E, a tal proposito, il libro di Arcidiacono offre numerosissimi spunti o livelli di lettura. C’è una parte, quella iniziale, che espone proprio le basi, ovvero la geometria piana di Euclide e si distingue per il rigore e la sintesi. Non si sprecano parole e non si devia da un preciso ordine che rappresenta lo sviluppo dell’argomento. Certo, occorre rilevare che le prime 35 pagine sono forse eccessivamente didascaliche: vengono passate in rassegna numerose figure geometriche senza “sale”, cioè senza quegli elementi (curiosità e aneddoti) che potrebbero rendere la lettura più coinvolgente. Insomma in principio il libro pare più un manuale che un testo divulgativo.

Tuttavia, si rileva fin da subito l’utilizzo dell’approccio bibliografico di tipo storico: l’autore identifica, per ogni capitolo, le fonti prime di produzione della geometria. Inoltre, da pag. 37, il libro è più ricco, aneddotico, interessante e coinvolgente. Ad esempio vi si trova il “mistero di Archimede”, ovvero “come riuscì a trovare l’area della sfera e il suo volume?” (pag. 37).

Poco più avanti si incontrano cenni ad una geometria che, a mio parere, è una delle più pazzesche e divertenti: si tratta della topologia, detta anche “geometria del foglio di gomma” (pag. 48). Si tratta di una geometria che risulterebbe decisamente simpatica agli studenti, poiché essa “non si propone affatto di calcolare lunghezze, angoli, aree o volumi delle figure geometriche, ma studia solo le proprietà qualitative delle figure” (pag. 48). Con estrema chiarezza viene enunciato il Teorema di Jordan: prendete ora un foglio di carta (cioè un piano), disegnate una curva chiusa (ad es. una circonferenza o un quadrato o un fagiolo…), scoprirete che tale curva divide il piano in due parti una interna (alla curva) ed una esterna. Tale figura geometrica viene detta “curva semplice”.

L’autore prosegue poi con la geometria analitica, trattandola di nuovo in maniera troppo didascalica. Però il capitolo successivo, intitolato “le geometrie non euclidee” pare dar vita ad una parte molto più brillante, oserei dire quasi scoppiettante. Infatti già l’inizio assomiglia ad un giallo: il quinto postulato di Euclide è un postulato e come tale non ha bisogno di essere dimostrato perché “intuitivamente vero”, oppure è in realtà un teorema ed Euclide stesso non è riuscito a dimostrarlo, cercando di non dare troppo pubblicità alla faccenda? Secondo voi, possiamo ritenere intuitivamente vera la seguente affermazione: “Per un punto, fuori da una retta si può condurre una sola parallela alla retta” (pag. 67)?

Se non accettate il quinto postulato, allora: “per un punto non si può condurre alcuna parallela alla retta” oppure “per un punto si possono condurre due parallele alla retta” (pag. 67). Queste due affermazioni hanno dato vita a due diverse geometrie non euclidee. La loro storia è davvero coinvolgente: essa inizia con un dubbio e termina con l’apertura di nuovi orizzonti geometrico - matematici, che non sono solo astratti come si potrebbe pensare, poiché essi hanno applicazioni pratiche in fisica.

Non voglio rovinarvi il piacere della lettura, per cui non aggiungo altro, se non che il libro di Arcidiacono può essere un’ottima idea per un regalo (peraltro costa solo 11,50 euro), a condizione che venga donato ad una persona che abbia certe caratteristiche. Il destinatario deve essere un soggetto che ama la scoperta, a cui piace imparare cose nuove, insomma una persona che da uno spunto di un libro passa ad un altro libro secondo percorsi personali che risultano sempre gratificanti. D’altronde quest’opera dell’editore di Renzo non può essere letta (e consumata) molto rapidamente. Occorre leggerne una parte e poi fermarsi a pensare, anzi ad immaginare tutte le strabilianti figure che la geometria ci propone e che escono dal classico piano cartesiano, disegnato quasi distrattamente su una lavagna scolastica.

ANGELI, DEMONI E PARTICELLE DI DIO AL CERN

Piero Bianucci interviene su La Stampa.it riguardo ai tempi e i modi con cui il CERN ha appena comunicato alla comunità scientifica e alla stampa i risultati degli esperimenti Atlas e Cms, impegnati in una caccia parallela al Bosone di Higgs. 
Invito a leggere queste riflessioni nell'articolo   "Particella di Dio al Cern. C'è il fumo, non l'arrosto"che considero non solo pertinenti, ma importanti: la posta in gioco, infatti, è alta e va molto oltre il problema di un giornalismo che, anche nel campo scientifico, mostra sempre più spesso la propria inadeguatezza.
Non ho molto da aggiungere alle considerazioni di Bianucci, salvo il fatto che il problema risiede soprattutto in una grave e perdurante sottovalutazione da parte degli ambienti scientifici e in particolare della Fisica, della questione della comunicazione, che non hanno mai considerato ‘strategica’ come -piaccia o non piaccia- oggi di fatto è. 
In un recente passato il CERN decideva di cavalcare una cialtronata come Angeli e Demoni”, ospitandone per lungo tempo la copertina nella propria homepage: un caso esemplare, che basta da solo a dimostrare come un grande laboratorio internazionale con le idee ben chiare in fatto di ricerca, possa averle invece assai confuse in fatto di comunicazione. 
Ora il rischio vero è che - dopo la politica, la giustizia, la finanza ecc. - anche la scienza, ultimo baluardo della serietà, scenda a compromessi e perda di credibilità. Stiamo ben attenti alle conseguenze di questo disastro culturale. 
E stia ben attenta la Scienza a come comunica se stessa, scegliendo di fare un uso più saggio delle relazioni con i media e valutando meglio i vantaggi e gli svantaggi del publish or perish. 
E’ ciò che vivamente discutiamo in scuole come Il Seminario Nazionale di Fisica Nucleare e Subnucleare con giovani ricercatori che sempre più spesso dimostrano di essere interessati a questi temi, e che spero imparino a padroneggiare lo strumento della comunicazione con la dovuta cautela.
dr. Elisabetta Durante
giornalista scientifica
DISTI disti.it
ITWIIN itwiin.it
UGIS ugis.it
elisabettadurante@gmail.com, disti@ba.infn.it


lunedì 19 dicembre 2011

ALTAIR 8800. OGGI HA INIZIO L'ERA DEL PERSONAL COMPUTER


Il 19 dicembre di 37 anni fa iniziava l'era del personal computer. Altair 8800  fu d’ispirazione a giovani talenti come Bill Gates Paul Allen. Il suo nome? Deriva da una puntata di Star Trek.

Noi di Gravità Zero l'abbiamo avuto a pochi centimetri alcuni giorni fa.

Dove? Alla mostra su Steve Jobs a Torino.

Non sembra un monolito uscito dal set di "2011: Odissea nello spazio"?

Foto: Gravità Zero - www.gravita-zero.org  (Creative Commons 2.5)

Per approfondire:



domenica 18 dicembre 2011

ZEITGEIST 2011: LO SPIRITO DEI TEMPI SECONDO GOOGLE

Quali sono stati gli eventi salienti di questo 2011 che volge al termine? Ce lo dice il puntuale zeitgeist di Google (letteralmente "spirito dei tempi" in lingua tedesca).

 

Da poche ore sono state infatti pubblicate le classifiche delle ricerche più gettonate dagli utenti del noto motore di ricerca. Tra le prime ci sono i nuovi idoli dei teenager, il nuovo social network Plus, la morte di Steve Jobs e la tragedia di Fukushima.

Riflessioni sui risultati da parte di Massimo Mantellini su Punto Informatico, Ben Rooney sul Wall Street Journal.



sabato 17 dicembre 2011

LA VIOLENZA SULLE DONNE? DA CONDANNARE SEMPRE: SENZA SE E SENZA MA


Secondo i dati ISTAT di questo mese, cresce la percentuale di donne che subiscono violenza: una donna su tre in Italia tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale di qualche tipo

Sul sito dell'Onu Italia si legge che «La violenza contro le donne è un problema universale di proporzioni dilaganti. E' forse la violazione più grave dei diritti umani che conosciamo al giorno d'oggi, devasta vite, crea fratture nelle comunità e blocca lo sviluppo». Con un danno indiretto, secondo una recente ricerca universitaria, ai bambini.

Ripeschiamo però una dichiarazione di Monsignor Bertoldo, Vescovo Emerito di Foligno, a proposito di uno tra i delitti più atroci che si possa commettere nei confronti di una donna, lo stupro, che ha riscosso non poche critiche: 
« Se una donna cammina in modo sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell'evento ce l'ha perché anche indurre in tentazione è peccato »

Recrudescienze di barbarie di inizio millennio? Come afferma Paolo Beneventi su Bambini Oggi

Gravità Zero, come sempre, cerca di andare oltre a quelle che possono essere le opinioni strettamente personali e su questo argomento fa parlare un'esperta: la psicoterapeuta e sessuologa dottoressa Luigina Pugno


DOTTORESSA PUGNO: COSA DICE LA SCIENZA?

La sessualità umana rientra all’interno dei Sistemi Motivazionali Interpersonali (SMI) che abbiamo acquisito durante l’evoluzione. L’uomo li ha in comune con tutti i mammiferi, perché modulati dal Sistema Limbico, ma sono stati arricchiti nell’essere umano, perché possiede una sviluppata neocorteccia.
I SMI sono insiemi di regole, che guidano il comportamento in modo ordinato e finalizzato al raggiungimento di una meta.
I SMI sono solo cinque: attaccamento, accudimento, agonismo ritualizzato, sessualità sociale e cooperazione paritetica.
Ogni SMI possiede regole di azione, comportamenti finalizzati al raggiungimento dello scopo e regole di arresto.
I SMI viaggiano in coppia, questo vuol dire che se l’altro si trova in un determinato SM, io che sto dall’altra parte vedrò attivato in me il SM corrispondente al suo.
Questo vuol dire che se l’altro ha attivo l’attaccamento, cioè si trova in una situazione di bisogno (perché ha fame, è solo, prova dolore, è spaventato) e me lo mostra, in me si attiverà l’accudimento, cercherò quindi di spegnere il suo disagio.
Se l’altro vuol competere con me, accoppiarsi con me o collaborare con me, anch’io verrò attivato in tal senso.

E COSA PENSA DELLE DICHIARAZIONI DI PERSONE CHE LA PENSANO COME MONS. BERTOLDO?

Per  rispondere a Monsignor Bertoldo bisogna parlare del Sistema Motivazionale della Sessualità Sociale.
Negli animali la regola d’azione è esclusivamente rappresentata dall’estro della femmina, nell’uomo è data dall’associazione di adeguati livelli ormonali e segnali seduttivi emessi dal conspecifico.

Nell’uomo il Sistema Sessuale si può attivare:

- per via endocrina;
- per i pensieri che formula o per le immagini che mette in sequenza;
- per un segnale esterno, cioè perché qualcosa colpisce i suoi sensi.

In seguito all’attivazione, si metteranno in atto comportamenti finalizzati al raggiungimento dello scopo di questo specifico SM, che è l’accoppiamento. Il SM si arresterà una volta raggiunto lo scopo.
Fin qui la natura e la scienza sembrano dar ragione al Monsignor.
Ma c’è un ma. Un segnale importantissimo, che colpisce i nostri sensi in modo complesso e organizzato, è il segnale della seduzione, cioè il comportamento di un’altra persona, che ci manda segnali di interesse e disponibilità a stare con noi.

Già in queste poche righe arriva una prima importante disconferma: chi emette il segnale seduttivo deve avere l’intenzione di emetterlo. Certo la conformazione fisica dell’altro può attivare un’emozione di tipo sensuale, ma successivamente all’attivazione emotiva e fisica si passa all’attuazione di comportamenti finalizzati allo scopo, l’essere umano deve cioè verificare che l’altro sia effettivamente disponibile ad accoppiarsi con lui.
Perché la sessualità è ricerca di piacere si, ma di piacere condiviso.

E SE NON DIVENTA PIU' PIACERE CONDIVISO?

Se il piacere è provato da uno solo degli attori, vuol dire che le due persone non sono all’interno dello stesso SM.
Se l’altro invece che mostrare segnali di piacere, mostra paura, sofferenza o dolore vuol dire che si trova nel Sistema di attaccamento e poiché questo sistema attiva nell’altro accudimento, io che stavo nel Sistema sessuale uscirò da quel sistema per fornire aiuto o conforto.
Se non lo faccio e continuo a cercare di avere un rapporto sessuale con te, anche se tu non vuoi, allora mi trovo nel Sistema agonistico, dove io mi impongo su di te per il raggiungimento del mio obiettivo.
Certo tutto questo se l’essere umano funzionasse esclusivamente secondo natura, come fanno gli animali.
Però ci sono persone che non sanno interpretare correttamente gli stimoli propri e degli altri, perché le sue figure di riferimento non gliel’hanno insegnato. Ci sono persone che soffrono di una qualche malattia mentale, che li porta a mal interpretare o ancora a non saper modulare le proprie emozioni e i propri comportamenti; come ci sono persone cattive, che provano piacere della sofferenza dell’altro, soprattutto se procurata da loro.

COSA POSSIAMO RISPONDERE A CHI LA PENSA COME M. BERTOLDO?

Che il cristianesimo dà un altissimo valore alla libertà (libero arbitrio), e noi siamo liberi di scegliere il male e non obbligati a sceglierlo.
Siamo liberi di scegliere di provare ad accoppiarci con un conspecifico, non siamo obbligati a farlo.
Se come insegna il cristianesimo lo scopo della mia vita è il bene, nel momento in cui si stupra una donna, un uomo, un bambino, si è ben lontano dal raggiungimento di questo obiettivo.
In più il cristianesimo è per il superamento dell’egoismo personale e collettivo, per cui se si cerca esclusivamente il bene del singolo attraverso lo stupro, si è ben lontani dal superamento dell’egoismo.
Ma allora è veramente da condannare una donna per la propria conformazione fisica? Per i propri gusti nel vestiario?
O forse andrebbe semplicemente avvertita che ci sono persone in giro incompetenti a livello emotivo e cognitivo, oppure malate di mente, che possono male interpretare?