mercoledì 30 novembre 2011

IL MARE, QUESTA FONTE DI ENERGIA SCONOSCIUTA


Siamo tutti a conoscenza delle principali fonti di energia rinnovabile: fotovoltaico, eolico. E poi? 
Anche il mare può essere un'esauribile fonte di energia pulita. Ne parliamo con Gianmaria Sannino, oceanografo dell'ENEA ed esperto del settore.


Dottor Sannino, qual è la situazione attuale in Italia in materia di energia dal mare?


Nei mari italiani le due fonti di energia più interessanti sono l’energia delle onde generate dal vento, e l’energia delle correnti di marea generate dall’attrazione sole-luna sulla Terra. In Italia posti molto apprezzabili da questo punto di vista sono Venezia, il canale di Sicilia e lo stretto di Messina, area quest’ultima dove il fenomeno è più intenso. Se consideriamo che a livello planetario i punti dove estrarre energia dalle correnti di marea sono pochi, avere in Italia un posto come lo stretto di Messina è molto positivo. I ricercatori di varie Università, come il Politecnico di Torino, l’Università di Reggio Calabria e l’Università di Bologna, stanno studiando, hanno elaborato ed hanno anche già brevettato dei dispositivi per massimizzare l’effetto delle onde del Mediterraneo.
Questo è molto importante perché l’unico Paese che riesce ad avere a disposizione sulle proprie coste un potenziale energetico così elevato in tutta Europa è proprio l’Italia. Nel Mediterraneo, oltre alle già citate aree italiane, altre zone interessanti per estrarre energia dal mare sono lo stretto di Gibilterra, un paio di stretti nell’arcipelago del Mar Egeo, alcuni nel nord della Scozia e dei fiordi nel nord Europa. Parliamo veramente di una ventina di stretti in tutta la Terra dove si può estrarre questa forma di energia, anche se in questo momento molte delle tecnologie esistenti sono state sviluppate solo per il mare del Nord. Avendo il Mediterraneo onde corte, poco alte e molto frequenti, a differenza di quelle dell’Atlantico molto alte e meno frequenti, appare evidente la necessità di creare dispositivi che si adattino a questo genere di onde.”

Lei dice che sono pochi i punti dove poter estrarre energia dalle correnti di marea. Sono quindi necessarie determinate caratteristiche?

Assolutamente si, sono necessarie caratteristiche ben definite. Il modo di sfruttare l’energia delle correnti marine è molto simile alla tecnologia eolica, con profonde differenze da un punto di vista tecnologico. Appare chiaro quindi che le correnti dovranno essere abbastanza intense da mettere in moto le pale, con una velocità di almeno un m/s. Considerando che la corrente media degli oceani è di pochi cm/s, si capisce quanto possa essere difficile trovare punti con queste velocità. E’ molto importante l’interazione tra corrente di marea e conformazione della costa, dove si hanno degli stretti in cui la corrente di marea è in generale abbastanza forte si possono raggiungere le velocità ottimali.

Per quanto riguarda invece l’energia dalle onde, diventa importante l’intensità. Ovviamente il potenziale energetico del Mediterraneo non è paragonabile a quello dell’Oceano, il nostro è un mare chiuso e la possibilità che le onde riescano a crescere sotto l’azione del vento è limitata. La costa occidentale, americana ed europea, ha a disposizione una quantità di energia impressionante di circa 10 volte quella del Mediterraneo, energia questa che a causa dell’elevata intensità non può essere trasformata totalmente, perché richiederebbe strumenti molto resistenti.”

L’Enea come si sta muovendo a riguardo?

L’Enea si sta occupando di valutare il reale potenziale presente nei nostri mari. Noi siamo oceanografi fondamentalmente quindi abbiamo a disposizione una serie di elementi di modellistica per fare simulazioni numeriche con le quali riusciamo a fornire dettagli estremamente puntuali delle quantità di energia. Fino adesso abbiamo realizzato delle mappe di energia sulla base di 15 boe sparse in tutta Italia che ci danno informazioni su come oscilla il mare, e da queste informazioni si può calcolare l’altezza d’onda media. Uno dei posti più interessati dal punto di vista delle onde è la Sardegna occidentale ad esempio, che in questo momento è monitorata da un'unica boa. 

Utilizzando i dati di vento che provengono dal Centro europeo che si occupa delle previsioni meteo, siamo stati in grado di riprodurre quello che fa la boa sperimentale come se avessimo lanciato attorno all’Italia centinaia di boe. Con questo sistema si riesce a fare un primo screening molto dettagliato per identificare con precisione i siti.

Per quanto riguarda le correnti i dati a disposizione sono veramente pochi ed anche in questo caso si mettono su dei modelli numerici. L’energia dal mare dipende dal cubo della velocità e sbagliare di pochi cm al secondo significa andare a perdere diverse decine di kilowatt. Lo strumento modellistico può dare delle informazioni abbastanza dettagliate per individuare l’area dove andare a fare il sondaggio.
Inoltre l’Enea è entrata da poco a far parte dell’EERA, un alleanza per la ricerca sull’energia europea.”

Enermar è stato il primo impianto pilota al mondo che utilizza la turbina Kobold per ottenere energia elettrica dal mare. Cosa mi dice a riguardo?

Enermar è il più citato semplicemente perché è stato uno dei primi prototipi ad essere messo in mare e a dimostrare che si può produrre energia elettrica. Adesso si sta producendo la versione numero 2 della turbina Kobold, sempre brevettata dalla società Ponte di Archimede, sulla base di quello che è stato il primo prototipo del 2001, cercando di risolverne i problemi tecnici. E’ importante sottolineare quanto questi strumenti possano essere utili ad esempio per fornire energia elettrica ad isole o piccole comunità difficilmente raggiungibili in altro modo.”

Quanto è efficiente un impianto del genere se paragonato al fotovoltaico o all’eolico?

Questa è una domanda molto interessante, di solito mi chiedono quanto è efficiente rispetto ad una centrale nucleare, il che non ha assolutamente senso. In realtà la corrente del mare ha una peculiarità da non sottovalutare che è la regolarità, caratteristica questa che la rende sicuramente migliore dell’eolico e del solare strettamente legati ai fenomeni atmosferici ed al ciclo stagionale.

Le correnti di marea dipendono dalla luna e dal sole per cui sono altamente prevedibili ed in grado di generare corrente elettrica in maniera continua. La cosa fondamentale è che la corrente è sempre attiva non muore mai al massimo si può re-invertire ma non ho un momento in cui il pannello non ha luce oppure non c’è vento e l’elica non gira. Facendo un conto di tutta l’energia che si potrebbe ottenere dal mare, potremmo raggiungere il 40% del fabbisogno energetico italiano. E’ evidente che dal punto di vista economico è una partita immensa di energia, quindi chi riuscirà in tempi brevi a commercializzare dei dispositivi a basso costo avrà dei vantaggi non indifferenti.”

Paesaggisti ed ambientalisti sono da sempre contrari agli impianti di energia rinnovabile, eolico per primo, per i danni causati a paesaggio, ambiente e fauna. Quale potrebbe essere l’impatto ambientale di una turbina come la Kobold del progetto Enermar?

Il problema dell’impatto ambientale nel caso del mare è praticamente inesistente. Sono strumenti per la maggior parte sommersi e comunque pensati per essere posizionati a diversi km dalla costa, quindi se parliamo di un problema visivo l’impatto è nullo. Se invece parliamo di impatto ambientale a livello di modifica della linea di costa, è stato dimostrato che questo genere di strumento può essere addirittura utile per limitare l’erosione della costa smorzando l’energia delle onde. 

Ma ci sono altre cose da tener presente. Una turbina sottomarina che modifica la velocità delle correnti andrà a modificare la velocità di deposizione dei detriti e quindi il fondale, con conseguenze per l’habitat marino. Quello dell’impatto ambientale rimane per adesso un problema che non si pone, essendo comunque tutti strumenti prototipali.”

Quanto tempo dovremmo ancora aspettare per vedere impianti realmente funzionanti?

Il mare è una fonte energetica troppo importante per non essere considerata, ma per quanto riguarda i tempi non possono essere quelli dell’eolico, quindi prima del 2020 sarà veramente difficile che nel mondo ci sia qualcosa di realmente funzionante.”

Quindi anche all'estero la ricerca è ferma ai prototipi?

Attualmente non esiste ancora niente in tutto il Mondo che sia commercializzabile, esistono solo dei prototipi. I Paesi del nord Europa sono i più attivi nel campo della ricerca e paradossalmente proprio la Germania, che da un punto di vista di risorse naturali non ha assolutamente niente, ha sviluppato dei sistemi per catturare energia dal mare che risultano essere in questo momento i più avanzati. Perché è importante riuscire ad estrarre energia dai propri mari, ma lo è anche creare strumenti da vendere all’estero.” 




ALL'ETÀ DI 101 ANNI MUORE EUGENIA SACERDOTE DE LUSTIG

Nata a Torino nel 1910, era cugina del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini.


Non ha mai dimenticato ciò che suo padre era solito ripeterle quando era piccola: Eugenia vuol dire “la ben nata”.
Questa donna ha mantenuto fede al suo nome, rivoluzionando la lotta alla poliomielite nel mondo: un lavoro che le ha permesso di salvare la vita, direttamente e indirettamente, a milioni di bambini.

E proprio come per la cugina, la sua passione fu la scienza.

Decise di iniziare i suoi studi nel 1929, quando le donne non avevano accesso all'istruzione superiore. Perciò frequentò il Liceo Femminile, unico modo per accedere all’Università, costretta a studiare privatamente tutte le discipline scientifiche, studiando anche 12 ore al giorno fra matematica, scienza, chimica, fisica.

Grazie al suo impegno e alla sua passione venne selezionata a far parte del dipartimento di istologia presso l'Università di Torino, dal celebre professor Giuseppe Levi.

Ma nel 1939, il fascismo costrinse a fuggire dal Paese lei, il marito e la figlia, e a stabilirsi in Argentina.

Già nella cattedra di Istologia, Università di Buenos Aires, cominciò a sperimentare la coltivazione di cellule in vitro. Questa tecnica permise lo studio di diversi tipi di virus e tumori, e nel 1959, divenne fondamentale per controllare l'epidemia di poliomielite. Un lavoro, il suo, che è sfociato in oltre 180 pubblicazioni scientifiche.

Dopo essere andata in pensione, ha continuato le sue ricerche fino a pochissimi anni fa come ricercatrice del CONICET (Consiglio Nazionale per le Ricerche Scientifiche e Tecniche).

Per la sua ricerca le sono stati riconosciuti premi come "Donna dell'Anno della Scienza" (1967), Alicia Moreau de Justo (1988), Hipócrates a la Medicina (1992), e una menzione speciale nella scienza e nella tecnologia Konex Foundation (2003) oltre che di essere onorata come "Cittadino della Città di Buenos Aires" (2004).

L'ultimo riconoscimento arriva appena undici giorni prima della sua morte: dal Senato della Repubblica Argentina. La Medaglia del Bicentenario, il più alto riconoscimento dello stato alla sua carriera scientifica.

Una delle frasi che amava ripetere, sorridendo con magnanimità: "Sono stata cacciata via molte volte dai posti nei quali lavoravo». Dimostrando così di non avere solo sconfitto la poliomielite, ma anche la stupidità umana.

PER APPROFONDIRE


Una recente biografia di Silvia Caruso su Eugenia Sacerdote de Lustig

La sua biografia su Enciclopedia delle donne

Così la ricorda il figlio su:

Altro articolo su LA NACION di oggi.


CARNEVALE DELLA FISICA #25: LA FISICA TRA I FORNELLI

ultimo agg. 1 dicembre ore 17.00




"La cucina è di per sé scienza.
Sta al cuoco farla divenire arte".
Gualtiero Marchesi


Benvenuti al XXV appuntamento con il Carnevale della Fisica. Due anni esatti ci separano dalla prima edizione, del lontano 30 novembre 2009.




Il tema di questo mese come avrete intuito è: "LA FISICA TRA I FORNELLI" ospitato in contemporanea anche in lingua spagnola su Gravedad-Cero (La física en la cocina).

La prima immagine che ci è balenata nella mente rileggendo la frase del celebre Gualtiero Marchesi è di come la scienza della cucina potrebbe non essere altro che lo strumento per arrivare a obiettivi più elevati, all'arte, all'alchimia delle passioni, sintetizzati in questa scena tratta dal film Come l'acqua per ciocciolato, dal romanzo di Laura Equivel.

"Sembrava che avessero scoperto un nuovo codice di comunicazione, nella quale Tita era l'emittente, Pedro il ricevente e Gertrude la fortunata, nella quale si sintetizzava questa relazione sessuale, per mezzo del cibo".







O nella seguente, in cui la celebre chef Babette Hersan serve "Cailles en sarcophage", nel pluripremiato "Il pranzo di Babette", tratto da un racconto di Karen Blixen. Una metafora della vocazione e del fatto che la vita si gioca non nel sì che si dice, ma nel modo in cui si vive il sì pronunciato.








ECCO I PARTECIPANTI DI QUESTO 25° GUSTOSO EVENTO
Cominciamo con coloro che hanno presentato il tema del mese e hanno portato le loro "ricette" agli onori della scienza.

Gabriele Giordano, il nostro più giovane partecipante, ne IL GUSTO DELLA SOGLIA CRITICA ci spiega come il freddo possa anche essere utilizzato, in cucina, per ottenere nuovi sapori . E come produrre un gelato eccezionale in pochi secondi.

Stefano Bagnasco ci propone un post un po' datato ma perfettamente in argomento.
E la sua inscindibile ricetta del Tacchino ripieno del Giorno del Ringraziamento

Franco Rosso, fondatore dell'Associazione Culturale Chimicare, ci invia questa sorta di "provocazione" in chiave chimico-fisica. "UNA RICETTA PER BRUCIARE GLI ZUCCHERI"
E ci spiega che "ci sono i fornelli (più nello specifico la fiamma di una candela), c'è una ricetta (come in tanta chimica, d'altronde) e c'è anche un ingrediente alimentare: il comune zucchero da cucina (il saccarosio). I video sono girati in modo molto artigianale nella cucina di casa mia. Come si può facilmente comprendere, il cuore della provocazione sta nell'assonanza (non soltanto letteraria ma in un certo qual modo anche termodinamica) del concetto di "bruciare" tra due contesti totalmente diversi: quello metabolico e... quello pirotecnico. La ricetta valorizza un ingrediente inconsueto ed insospettabile: guardare i video per comprendere!"

L'articolo di Franco Rosso è stato giudicato dalla nostra redazione il più completo e ricco di interessanti spunti, oltre che originale.

Come avevamo annunciato si aggiudica il premio del mese.

Il libro Il gelato estemporaneo e altre invenzioni gastronomiche di Ettore Bocchia, Davide Cassi







Maestra Rosalba di Crescere Creativamente
I funghi un regno a parte in filastrocca: gli abitanti del terzo regno, tra scienza, geografia, italiano e educazione alimentare, con una ricetta per i più grandi. Un piccolo viaggio adatto ai bambini nel mondo dei funghi, da quelli invisibili all'occhio umano fino a quelli che arrivano in tavola, passando per fiabe e filastrocche!

Elisabetta Durante ci descrive un piatto noto ai gourmet più esperti, ma ignoto ai più.
Nonostante il nome poco attrattivo - Econofisica - cresce la curiosità generale verso questo fritto misto di Fisica, Economia e Finanza che - si spera - possa addolcire i molti bocconi amari e indigesti di questi giorni.

Claudio Pasqua conferma che alla base di ogni buona preparazione ci sia bisogno di un coltello ben affilato. E afferma che IN CUCINA VINCE LA SCIENZA DEI COLTELLI
Quando la passione per la cucina si unisce a una competenza scientifica, ecco che si scoprono nuovi traguardi. Ma la preparazione di base è sempre fondamentale ai fini del risultato.Alla base di ogni buona preparazione ci sono coltelli ben affilati e l'abilità nel maneggiarli.



DOPO LE "PRIME PORTATE" DEL MENU ECCOVI I DESSERT

Leonardo Petrillo ci manda un contributo (concernente il teorema di Gauss relativo al campo gravitazionale e il concetto generale di campo vettoriale (o di forze) in Fisica).

Renato Menchini cura un blog dedicato alla fotografia ed è molto appassionato di astrofisica così ha pensato di scrivere un articolo su una recente scoperta del telescopio spaziale Hubble.
LE FOTO DI HUBBLE E LE MERAVIGLIE DEL COSMO

Maurizio Codogno dichiara al mondo "NON MI PIACE LA FISICA" e con diverse inferenze degne di un matematico, spiega come e perché nascano le decine e decine di teorie delle stringhe. "Nascono perché si stabilisce a priori che le particelle elementari debbano essere incasellate in una qualche bella struttura algebrica, e quindi si aggiungono variabili su variabili per simmetrizzare il tutto, senza alcun senso fisico". E conclude che "si può fare ricerca matematica senza dover necessariamente sottostare ai diktat dei fisici". Un pensiero, secondo Maurizio, "confortante!"

Gianluigi Filippelli ci manda un 0,0909090909 - IL GATTO DI SCHROEDINGER E LE POTENZE DI 11: ispirato dall'improbabile profezia che collega l'11/11/11 con l'apertura di un portale su un altro universo, prova a raccontare un paio di ricerche che realizzano sperimentalmente un... gatto di Schroedinger.

E in più come bonus matematico con le proprietà dell'11: TIM BERNERS-LEE E GI ALBORI DELLA RETE. Il secondo evento del mese, dopo l'anniversario di Marie Curie, è il compleanno della rete, evento organizzato dall'Italia a Roma. Per quell'occasione ha provato a raccontare come Berners-Lee, insieme con Robert Caillau e collaboratori hanno dato vita al W3C e ai protocolli alla base della rete, tutti sviluppati al CERN.


Annarita Ruberto annuncia la nascita del nuovo dominio di scientificando "www.tutto-scienze.org", e ci invia un elenco di ricchi contributi.

LA MACCHINA A VAPORE
La macchina a vapore di Newcomen, sviluppata appunto da Thomas Newcomen, è la prima applicazione del vapore ad un processo industriale.

ALLA RICERCA DI PIANETI INTORNO ALLE STELLE in un video delle celebri TED conference Lucianne Walcowicz ci spiega come studiando le luci scintillanti del cielo notturno, possiamo capire come interagiscono stelle e pianeti per formare il proprio ecosistema e creare habitat, in grado di accogliere la vita.

ABDUS SALAM-THE DREAM OF SYMMETRY è il video della prima mondiale, avvenuta lunedì 19 settembre presso il Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (Ictp), del documentario scientifico “Abdus Salam. The Dream of Symmetry”.

Un team di ricercatori ha tenuto sotto osservazione una eruzione solare.
In OSSERVATA LA STRUTTURA FINE DI UNA TEMPESTA SOLARE si descrive come il team ha ricostruito nei minimi dettagli una tempesta solare durante i tre giorni impiegati per raggiungere la Terra, viaggiando alla velocità di oltre un milione di chilometri all’ora.

Da una sua unità di apprendimento pubblicata sul n.14
SPERIMENTARE E RAPPRESENTARE FENOMENI ELETTRICI E MAGNETICI
(alle pagine 80-81-82 della sezione "Scuola in atto") della rivista Scuola e Didattica, uscito il 15 marzo 2011.

Infine, a un'ora dalla mezzanotte, arriva l'ultimo contributo. E' quello di Paolo che su Questione della Decisione si chiede quale sia la differenza tra le trasformazioni chimiche e quelle fisiche. Lo spiega nell'articolo LA FISICA IN CUCINA: VIAGGIO TRA I FORNELLI ALLA RICERCA DELLE TRASFORMAZIONI FISICHE NELLA CUCINA MOLECOLARE:



FUORI MENU


aggiornamento

L'Astrofisico Leopoldo Benacchio ci manda con un giorno di ritardo un bell'articolo, che se fosse arrivato in tempo avrebbe potuto anche concorrere al premio in palio.
'STELLE E FORNELLI in cui si parla di Astrofisica e Cucina. Possibile? Tutto è possibile quando c'è lo zampino di Leopoldo. Leggetelo tutto! E' davvero... gustoso.

Come si cucina nello spazio? La risposta arriva da Paolo Nespoli, che intervistato a un videogiornale ha spiegato come una azienda italiana (pugliese per la precisione) prepara i pasti che poi vengono consumati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Cibo italiano, dunque, per i protagonisti della missione. Ma anche l'acqua, distribuita dal gruppo torinese SMAT.


Abbiamo così terminato le numerose e gustose portate di questa edizione. Grazie per avere apprezzato la nostra cucina. Non dimenticate di dare la mancia al cameriere e... alla prossima (30 dicembre) in cui il posto è ancora vacante. Presentate dunque le vostre candidature.


COME PARTECIPARE AL PROSSIMO CARNEVALE DELLA FISICA?

Ricordiamo che per l’occasione del Carnevale della Fisica è stato attivato un social network su cui tutti possono lasciare appunti, osservazioni, foto, video o che può essere utilizzato per postare i contributi anche da chi non possiede un blog personale: www.carnevaledellafisica.ning.com

Per partecipare o ospitare una edizione del Carnevale della Fisica la email è redazione@gravita-zero.org

martedì 29 novembre 2011

IN CUCINA VINCE LA SCIENZA DEI COLTELLI

“In antico furono mani, unghie, denti l’armi degli uomini, poi le pietre e i rami spezzati dei boschi, poi appena noti, la fiamma e il fuoco. In seguito si scoprirono il bronzo e il ferro gagliardi”.  [1]


Nella foto, Gordon Ramsay, chef pluripremiato, autore di celebri programmi TV.

"Il fatto che Newton abbia scoperto perché le mele cadono non ha cambiato il nostro modo di mangiarle! Allo stesso modo apprezziamo il naturale susseguirsi degli eventi naturali incuranti della possibilità di spiegare i fenomeni con precise e incontrovertibili leggi fisiche e calcoli matematici, e altresì contenti di non scottarci con le pentole calde sui fornelli o di non rimanere sommersi da un’alta marea. Ecco, il fatto di sapere come e perché funzionano le cose non toglie nulla alla loro poesia mentre ne permette un uso corretto e, alla fine, un uso più bello". [2]

Anche l'arte della cucina non sfugge a questa regola ed è quindi possibile applicare le conoscenze scientifiche alle sue tecniche senza preoccuparsi di svelare segreti che ne diminuiscano il fascino ma che anzi, se possibile, lo accrescano ancora di più.

Quando la passione per la cucina si unisce a una competenza scientifica, ecco che si scoprono nuovi traguardi. Ma la preparazione di base è sempre fondamentale ai fini del risultato.

Alla base di ogni buona preparazione ci sono coltelli ben affilati e l'abilità nel maneggiarli. Qualunque metodo di preparazione abbiate scelto, il consiglio è di usare sempre un coltello di buona qualità. Un buon coltello avrà una lama affilata a mano o a macchina e speso un bordo forgiato con colletti di protezione tra lama e impugnatura.

Pochi si rendono davvero conto di quanto un coltello poco affilato complichi il lavoro rendendo il tutto potenzialmente molto più pericoloso. 


"Si fa un gran parlare da ogni parte di attrezzi astrusi e ipertecnologici: ma le lame sono per me ancora l’elemento più tecnologico che sia mai stato inventato e la vera delizia della cucina". 

"Marianne Lumb, chef inglese, figlia di un macellaio, collezionista di lame, ha scritto questa utilissima guida per un primo approccio ai tagli e all’uso appropriato dei coltelli; utile per i principianti, per gli amanti del buon cucinare, per non prendere cattivi vizi, per capire come mettere le mani, come posizionare il corpo e il tagliere. Per saper scegliere l’attrezzo giusto per il lavoro giusto, la sua anatomia, come mantenerlo pulito e affilato, come arrotarlo; o per capire, attraverso diversi passaggi fotografici, come affettare propriamente una cipolla, tritare il prezzemolo, tornire uno champignon, pulire il mango o l’ananas, disossare un cosciotto d’agnello, pulire un filetto di maiale, quale tecnica utilizzare per sfilettare un rombo o una spigola, freschi freschi di pescheria". [3]


"Per chi, invece, volesse entrare nella grande tradizione giapponese, in quella che può essere considerata una vera e propria filosofia del taglio, consiglio questo bel libro: Japanese Kitchen Knives, di Hiromitsu Nozaki, Kodansha International (offerto su Amazon.it a € 15,74: un prezzo incredibile per un libro eccezionale)". [3]

Foto: bradleypjohnson, Francesco Arena, stylingbyjt



LA MICROOSSIDAZIONE

"Il  taglio di un coltello avviene per contatto, sfregamento o movimento di una lama metallica con un altro corpo. Questo attrito con la lama genera comunque del calore superficiale ed è in grado di alterare il gusto, il sapore e a volte la consistenza del cibo". [4]



TAGLI

Esistono diversi tipi i taglio in cucina, ognuno per uno scopo preciso:  à la julienne, à la brunoise, à la chiffonade, ecc.

JULIENNE ad esempio è il taglio che si ottiene riducendo  le verdure a piccole strisce dello spessore di circa 2 mm e tagliandole nuovamente fino a formare tanti bastoncini di uguale larghezza e della lunghezza di 4-5 cm.




LA FISICA DEL FILO DELLA LAMA


Cosa rende un coltello tagliente? Provate a immaginare quanto possa essere tagliente il bordo di un foglio di carta, grazie al fatto di essere così sottile. La stessa cosa vale per la lama di un coltello. Il filo sottile però diventa sempre meno tagliente a ogni utilizzo. Per ottenere il miglior risultato è opportuno dunque ridefinire il filo della lama per mantenerlo tagliente. Si tratta di un compito impegnativo e i migliori chef, i più abili con il coltello, vi dedicano molto tempo e cura.


QUANTE VOLTE FIGLIOLO?

La risposta è: ogni volta che serve. Prendere un coltello nuovo e delle cipolle e vedrete che, più o meno alla fine della seconda cipolla l'affilatura della lama inizierà a diminuire, a smussarsi. Nella cucina professionale è importante affilare i coltelli prima di ogni uso. Si possono usare gli acciaini.
Anche la manutenzione dei coltelli è importante: un coltello di buona qualità può durare molto a lungo con una manutenzione appropriata.

Gordon Ramsay insegna a questo link, come si affila un coltello correttamente.
Mentre nel video seguente lo insegna all'attrice Martine McCutcheon.






COME SI TAGLIA UNA CIPOLLA? Gordon Ramsay ci illustra la tecnica corretta



Questo altro video illustra la tecnica da un'altra angolazione.



QUALI COLTELLI COMPRARE? 

Sul sito maisazi Scuola di Cucina alcuni consigli utili. Il trinciante è il principe dei coltelli professionali per cuochi e chef, di gran lunga  quello più usato. Indispensabile, in pratica un cuoco usa quasi solo quello, per la maggior parte del tempo. Gli altri, invece, sono coltelli specializzati che servono per precise applicazioni. È indispensabile che se ne abbiano almeno due, uno per i cibi cotti, l'altro per gli ingredienti crudi, per evitare la contaminazione crociata.



COSA SI DEVE FARE E NON SI DEVE MAI  FARE 

- non lavare i coltelli in lavastoviglie (può danneggiare la tempra del metallo)
- lavarli separatamente con acqua calda e detersivo e risciaquarli bene con un panno
- evitare l'immersione nell'acqua del lavandino sia per la lama che per il manico



APPROFONDIMENTI 


La voce Coltello da cucina - su Wikipedia

The physics in your fork di Louis A. Bloomfield [Physics Today]
A manufacturer of good cutlery balances competing requirements of strength, ability to hold an edge, and resistance to rusting.

SITI COMMERCIALI 



Riferimenti 

[1] Lucrezio (I sec. a.C.)
[2] Davide De Vecchi
[3] Chef Claude su scattidigusto
[4] Pier Favre sul sito web laculturadelcibo.it

UN FRITTO MISTO DI FISICA, ECONOMIA E FINANZA



Foto: menu del ristorante “Miracle of Science” a Cambridge

Il menù comprende un piatto noto ai gourmet più esperti, ma ignoto ai più. 

Nonostante il nome poco attrattivo - Econofisica - cresce la curiosità generale verso questo fritto misto di Fisica, Economia e Finanza che - si spera - possa addolcire i molti bocconi amari e indigesti di questi giorni.

I tempi di crisi giocano a favore, e tutti oggi vogliono saperne di più: chissà che una base "scientifica" (Fisica) sia in grado di correggere il gusto dominante dell’altro ingrediente, ormai fuori controllo (Finanza).

Allo chef è richiesta una competenza particolare, senza la quale è impossibile superare le obiettive difficoltà di una preparazione che si basa sul corretto utilizzo dei componenti: la Fisica da sola non basta, ma è utilissima nel dare sostanza ed equilibrio a quella Finanza, che tende a schiacciare ogni altro sentore, reagendo ai fornelli in modo caotico e apparentemente irresponsabile.

Così la Fisica, che dà il meglio di sè in ricette raffinate come quelle a base di particelle elementari e onde gravitazionali, potrebbe ridurre l’acidità e ammorbidire le asprezze, riuscendo a soddisfare anche i palati più attenti e meno avvezzi al gusto vile e grossolano dei ‘denè’.

La ricetta ha ottenuto un riconoscimento formale nel ’97, quando a Budapest è stato per la prima volta servita l’Econofisica in bella vista, durante la cena di gala di un grande convegno internazionale. Già prima di allora, però, abili professionisti formatisi nella migliori scuole di haute cuisine, l’avevano inserita nei loro menù: un’indagine statistica segnalava che già nel ‘98 la metà dei giovani fisici teorici (e matematici) inglesi e americani usciti da Università come Harvard offrivano un servizio di  Econofisica apprezzato (e molto ben pagato) nel mondo della finanza. Il fenomeno, fino a ieri limitato alla realtà anglosassone, si è poi lentamente riprodotto anche in altri Paesi, tra cui l’Italia, favorito probabilmente dalla globalizzazione.

Uscendo dalla metafora culinaria, l’estrema volatilità dei mercati sta mettendo a dura prova non solo la tenuta del sistema, ma quello stesso modello teorico della finanza che va sotto il nome di «ipotesi dei mercati finanziari efficienti» (Emh). Assimilando i mercati alla categoria dei "fenomeni complessi" (caratterizzati da un numero più o meno grande di variabili, la cui evoluzione è molto difficile prevedere), i fisici hanno sviluppato diversi tipi di approccio. 

In particolare, un teorema elaborato da Lorenz descrive con eleganza il senso del caos deterministico e spiega come anche fenomeni semplici possono generare comportamenti e traiettorie imprevedibili: il battito d’ali di una farfalla che svolazzando in Brasile è in grado di provocare un tornado in Texas, è esattamente ciò che si verifica puntualmente tutti i giorni, specie in questa fase di estrema turbolenza.

Insomma, nuove professionalità possono utilmente integrare quelle della Finanza tradizionale e favorire un approccio alternativo e più scientifico ai problemi, trattando i mercati per quello che sono, cioè fenomeni complessi. Ma fino a che punto l’Econofisica aiuta a combattere l’imprevedibilità dei mercati? Una cosa è certa, non lo sapremo finchè non interverranno regole certe sulla speculazione.


lunedì 28 novembre 2011

A TORINO IN PRIMA MONDIALE: STEVE JOBS AL MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI




Non me ne vorrà Peppe se utilizzerò i miei "quattro blog", le mie "tre pagine fan su facebook" e userò qualche diavoleria del PageRank per dare risalto a una notizia che farà felici le persone che come me hanno utilizzato i prodotti della Mela rosicchiata a partire dal famoso Apple II

Apple I non è mai entrato in produzione, dato che si trattava di un prototipo in mano a pochi appassionati collezionisti, come l'imprenditore torinese Marco Boglione, ideatore della mostra dedicata a Steve Jobs che aprirà i battenti IN PRIMA MONDIALE a Torino il 1 dicembre 2011 alle ore 19 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali.



L'ebbrezza di usare un Apple II la ebbi per la prima volta in un laboratorio del Politecnico di Torino durante una mia esercitazione per l'esame di fisica I.

I costi allora per questi modelli erano proibitivi.

Quando uscì il primo Macintosh a ben 128 Kb nel 1984 il costo era superiore a 10 milioni di Lire (grosso modo come se oggi un PC costasse 10 milioni di euro). Al confronto i normali PC compatibili erano venduti a 1-2 milioni.

Alla Facoltà di Fisica di Torino trovai uno di questi modelli qualche anno dopo: è possibile che lo utilizzino tuttora nei laboratori del primo triennio perché il suo software è ideale per gli strumenti degli esercizi di dinamica.

Al Politecnico usavamo anche i Lisa. Ma questa è un'altra storia.

Inutile dire che in famiglia usiamo tutti Apple e che grazie ad Apple oggi lavoriamo bene e con efficienza: non entro in dettagli ma alcune cose sarebbero state impensabili con altri strumenti se non con maggiori difficoltà.

Il primo PowerBook (portatile) mi fu regalato dall'università in cui insegnavo Computer Science: costava, ricordo 12 milioni di lire, avevo chiesto il top della categoria di allora, eravamo nel 2000.
Conservo ancora tutti i modelli fino all'ultimo MacBook Pro. Ne ho cambiati parecchi, uno lo acquistai anche dal grande Enzo Baldoni. Ma anche questa è un'altra storia.


La mostra resterà aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2012.

Orario mostra
Tutti i giorni: 10 – 19
Chiuso il martedì
Informazioni:
Biglietteria MRSN: tel. 011 4326354
Numero verde InfoMuseo: 800 329 329




PREMIO INGEGNERE INNOVATIVO 2011

L'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, in collaborazione con la Commissione Ingegneri per l'Innovazione, organizza la seconda edizione del "Premio Ingegnere Innovativo 2011".

Il premio si rivolge agli Ingegneri che abbiano realizzato un progetto innovativo, nel periodo 2010/2011, all'interno della propria organizzazione.

SCADENZA: la presentazione delle domande è stata PROROGATA alle ore 24.00 del 5 dicembre 2011


domenica 27 novembre 2011

MOSTRA DEL LIBRO DI CAVALLERMAGGIORE

Venerdì 2 dicembre si inaugura la 18ª Mostra del Libro di Cavallermaggiore che, in occasione dell’Anno Internazionale della Chimica, è entrata a far parte del ricco carnet di appuntamenti di International Year of Chemistry 2011.

L’omaggio alla chimica inizia venerdì sera con una lettura di brani tratti dalle opere di Primo Levi a cura dell’Associazione Chimicare e dell’attore Valerio Dell’Anna per proseguire con la mattina di sabato 3 dicembre con un incontro dedicato alla figura di Ascanio Sobrero, in vista del bicentenario della nascita del 2012, con la partecipazione del professor Gaetano Di Modica e un gemellaggio con l’Istituto Sobrero di Casale Monferrato.

Grande spazio sarà riservato al mondo della scuola con molti laboratori e spettacoli per affrontare anche temi delicati come "Che cos’è il globlal warming?"

Numerose le presenze di autori e ospiti che si avvicenderanno durante i giorni della mostra: da Giuseppe Culicchia al giallista torinese Enrico Pandiani, da Lelio Bottero a Giulia Marengo giovane e promettente autrice fantasy che presenterà il suo romanzo "Un antico peccato".

Debutto anche per Giancarlo Vissio che domenica 4 dicembre presenterà il suo romanzo noir "L’amante perfetta" con un reading musicale a cui parteciperanno il noto chitarrista Luca Allievi e l’attore Luca Occelli.
Grande attesa per Antonio Scurati che sabato 3 dicembre presenterà il suo ultimo libro "La seconda mezzanotte" con il saggista Federico Faloppa e per Lella Costa che dialogherà con Marta Costantino ex direttrice del Carcere di Saluzzo sul tema "La chimica è donna".

Ricco anche lo spazio dedicato agli spettacoli, con la presenza dei Musicanti di Rivapresso Chieri che proporranno lo spettacolo "!Se ij bogianen a bogio …pórca miseria!" Storie di contadini e di emigranti, e il concerto del Coro Gospel George’s Planets.

Il calendario completo dei singoli eventi è disponibile sul sito web: http://www.comune.cavallermaggiore.cn.it/ita/dettaglionews.asp?id=138

sabato 26 novembre 2011

LA RICERCA CHIMICO-FARMACEUTICA IN ITALIA: STORIA E PROSPETTIVE

In occasione dell'Anno Internazionale della Chimica si terrà a Novara, Venerdì 2 dicembre 2011 - ore 9:30 / 13:00  una conferenza in cui verranno raccontate le principali conquiste delle multinazionali farmaceutiche italiane nella seconda metà del novecento: la loro storia, l’impatto e il destino delle scoperte nel campo dei farmaci salvavita.

Sede dell'evento: Aula Magna della Facoltà di Farmacia - Università del Piemonte Orientale, Largo Donegani n. 2 - Novara  

Un “made in Italy” dimenticato, a volte trascurato, malgrado il contributo degli scienziati italiani in alcune aree della Medicina e della Chimica Farmaceutica sia stato determinante, come nel caso delle cure per la malaria. Naxospharma, Sigma-Tau, Frezza & Partner: alcune delle più importanti aziende italiane, affiancate dai ricercatori dell’Università del Piemonte Orientale, fanno il punto sull’evoluzione della ricerca, la crisi di produttività della R&D farmaceutica e le strategie messe in campo dalle aziende - a livello sia nazionale, sia globale - ma anche i fattori che determinano le scelte di localizzazione delle aziende farmaceutiche, con un focus sulle politiche pubbliche. 

Intervengono: Paolo Lombardi di Naxospharma (autore di oltre 150 tra pubblicazioni, abstracts e invited lectures, inventore di oltre 50 brevetti nella Chimica terapeutica e di processo); Walter Cabri di Sigma-Tau, Pomezia (Direttore della Chimica e dello Sviluppo Analitico; autore di oltre 150 articoli e brevetti); Leonardo Frezza di Frezza & Partner (Executive Search Consultants ed attività di consulenza su organizzazione e risorse nel settore Life Science); Claudio Jommi, DISCAFF - UPO (Professore associato di farmacoeconomia, componente dell’osservatorio sui farmaci, Cergas Bocconi). 

Ingresso libero, programma e info su: www.annodellachimica.unito.it



Fonte: Barbara Magnani Comunicazione e Ufficio stampa 
 Via Genova 47 int.15 - 10126 Torino cell +39 339 3096245
 e-mail magnanibarbara@gmail.com

venerdì 25 novembre 2011

SITAEL PORTA L'ITALIA A BORDO DEL ROVER "CURIOSITY" DELLA NASA

L’agenzia spaziale statunitense darà il via alla missione Mars Science Laboratory (MSL) il prossimo 26 Novembre con il lancio del razzo Atlas V che avrà a bordo un rover ribattezzato Curiosity; un piccolo laboratorio mobile destinato a cercare le tracce di una vita passata sul misterioso Pianeta Rosso grazie anche all’impiego di tecnologia italiana dell'impresa SITAEL


SITAEL è una media impresa Italiana leader del settore con un ruolo di primo piano nella nuova missione NASA con destinazione Marte, il cui lancio è previsto da Cape Canaveral il prossimo 26 Novembre 2011.

L'azienda ha realizzato il sofisticato circuito integrato di tipo ASIC operante nel cuore del Mars Science Laboratory (MSL), ovvero del rover NASA che avrà il compito di investigare sulla passata e presente capacità di Marte di sostenere la vita. 

Il rover, ribattezzato “Curiosity”, è un vero e proprio laboratorio scientifico mobile altamente tecnologico che ospita gli strumenti più sofisticati mai inviati sulla superficie marziana, con lo scopo di studiare la geologia e l’ambiente del pianeta rosso per investigarne l’abitabilità presente e passata. Il circuito integrato realizzato della SITAEL è un microchip sofisticato in grado di resistere alle radiazioni e alle temperature estreme di Marte. 

Installato all'interno della stazione metereologica del rover, il circuito integrato andrà a rilevare i parametri ambientali di Marte (Vento, Umidità, Temperatura), dando un contributo fondamentale ai risultati della missione. “MSL rappresenta per SITAEL un altro importante traguardo in vista degli ambiziosi obiettivi che l’azienda sta attualmente realizzando” – afferma Nicola Zaccheo, Amministratore Delegato della società – “Possiamo, ormai, considerare la SITAEL come un player di eccellenza nel panorama dell’industria Aerospaziale Italiana, posizione che si consoliderà nell’immediato futuro grazie ad un coinvolgimento crescente dell’azienda nello sviluppo di interi sistemi per applicazioni satellitari”. SITAEL ha sede a Modugno (BA) e San Piero a Grado (Pisa) ed è specializzata nella progettazione e realizzazione di Strumenti e Sistemi Elettronici Complessi per Applicazioni Spaziali. 

Il forte know-how acquisito in più di quindici anni di attività, pone SITAEL in una posizione di leadership Europea nei settori di propria competenza, come si evince dal parco clienti costituito dalle principali Agenzie Spaziali (ESA, NASA, JAXA, CNES, ASI) e dalle più importanti aziende del settore (EADS Astrium, Thales Alenia Space, OHB, COM DEV). 

L’azienda sta attuando un importante programma di investimenti, sia in termini di risorse umane (circa 140 persone entro il prossimo dicembre) che di facility (nuova sede acquistata a Pisa, altra sede in costruzione a Mola di Bari). SITAEL ha partecipato con successo a numerose missioni internazionali ed è attualmente coinvolta in diversi programmi spaziali, due dei quali hanno raggiunto proprio quest’anno la fase di lancio da Cape Canaveral. 

Rif: Giovanni Tuccio Sitael Aerospace, 
Marketing Manager g.tuccio@sitaelspace.com

Fonte: DISTI 

HAI UNA IDEA INNOVATIVA? IMPARA A COMUNICARE IL TUO MODELLO DI BUSINESS


La presentazione di un progetto innovativo non è mai facile. 

E' normale che un ricercatore-imprenditore, un innovatore, non sappia da che  parte  muoversi quando debba lanciare un nuovo prodotto, servizio o modello di business. 

Per avere successo (es. convincere politici, business angel, solution provider) è necessario parlare la loro stessa lingua. Per quanto possiate dimostrarvi   estusiasti della vostra idea, questo non sarà sufficiente a coinvolgerli: il mercato dialoga su canali comunicativi diversi dalle logiche di laboratorio.

Ecco perché nascono realtà come Board of innovation, aziende che seguono il ricercatore-imprenditore che lavora su progetto di frontiera, in un incubatore di imprese, lavorando sul suo modello di business. in altre parole si aiutano le aziende a trovare migliore  modelli di reddito. Questo riduce i rischi durante lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi.

Utilizzando una geniale metafora di Hollywood, viene spiegato come si presenta un progetto agli opinion leader, a coloro che vi permetteranno, se convinti, di realizzare i vostri sogni. 
Inizia con lo script, ilcasting, la scenografia fino alla "prima": quel giorno il vostro progetto innovativo spiccherà il volo e entrerà nel  mercato.

Prepariamo un "cast" insieme, e facciamo un film!

GLOBAL ECONOMY, NUOVO SERVIZIO BBC PER CAPIRE L'ECONOMIA






E' opinione comune che l'Economia sia una disciplina basata su risultati altalenanti, difficilmente prevedibili, perfino dagli stessi esperti.  
"Come è possibile che una scienza si caratterizzi per errori così marchiani?" si chiede Gianmario Verona,  Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Bocconi di Milano, dove dirige il PhD in Business Administration and Management.

Proprio per comprendere come funzionano i mercati, per spiegare alle persone come reagire alla crisi e migliorare la perfomance di un paese è nato un nuovo canale su web che consiglio vivamente: si tratta di Global Economy (bbc.com/globaleconomy). Il taglio sotto il claim "Making it clear... in 60 seconds" ha un  intento chiaramente divulgativo, ma estremamente curato, come solitamente la BBC è in grado di proporre ai propri spettatori.

Ad esempio in "Why is Italy in trouble?" Robert Peston, business editor della BBC ci spiega come mai l'Italia abbia collezionato un così grande debito senza che nessuno potesse porre questioni sulla solvibilità del nostro Paese.

Ecco invece la presentazione di questo nuovo servizio informativo sul canale YouTube.


giovedì 24 novembre 2011

IL GOSSIP E LA SCIENZA







Devo veramente ringraziare Flordeliza Fernandez (Designer-Project-Choreographer) Bachelor of Science in Nursing presso la St. Louis University e che attualmente vive a Hong Kong,  che mi segnala questa deliziosa immagine.

Per chi non mastica l'inglese dice:

- Le grandi persone parlano di idee
- Le persone mediocri parlano delle cose
- Le persone piccole parlano di altre persone


Questo mi ricorda, e le sono grato,  che Marie Curie (due volte premio Nobel per la fisica e la chimica), ebbe a dire una cosa molto simile:

"Sii meno curioso della gente, e più curioso delle idee"

Ecco, tutto qui...