Al confronto parteciperanno anche l'Università Ca' Foscari, Lepida e la Cineteca di Bologna. L'evento sarà trasmesso in diretta su Internet, in streaming.
Maggiori informazioni sul sito del Cineca.
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| Chiara Agresta Vasto (CH) Naturalista e Giornalista [ultimi articoli] |
![]() | Massimo Auci Torino Fisico [ultimi articoli] |
![]() | Walter Caputo Torino Economista e statistico [ultimi articoli] |
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![]() | Austinn Carrara Baltimora (USA) Fisico [ultimi articoli |
![]() | Rossella Coletto Torino, Milano Biotecnologa e divulgatrice scientifica [ultimi articoli] |
![]() | Alice Della Puppa Pordenone Biologa e divulgatrice scientifica [ultimi articoli] |
![]() | Carlo Ferri Barcellona (ES) fisico [ultimi articoli] |
![]() | Claudio Pasqua Torino Editore [ultimi articoli] |
![]() | Rashmi Sen Matematico [ultimi articoli] |
![]() | Silvia Caruso
chimico farmaceutico
[ultimi articoli] |
|---|---|
![]() | Anna Picchi divulgatrice scientifica [ultimi articoli] |
![]() | Dante Bianchi Biologo e giornalista scientifico [ultimi articoli] |
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Luigina Pugno psicologa, psicoterapeuta [ultimi articoli] |
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Antonio Scalari biologo [ultimi articoli] |
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Maria Rosa Menzio matematico [ultimi articoli] |
| HANNO COLLABORATO | |
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Roberto Bovolenta Fisico ricercatore CNR |
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| Rosa Maria Mistretta Naturalista e divulgatrice scientifica |
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Claudio Pasqua
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Etichette: carnevale della chimica, carnevale della fisica
Come vi avevamo preannuciato, poche ore fa sono stati assegnati i premi Ig Nobel. Appuntamento ora a lunedì per l'assegnazione di quelli veri.
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Etichette: ASI, astronautica, claudio pasqua, ESA, fantascienza
Domani, sulla prestigiosa rivista "The Economist" comparirà uno dei tanti articoli che in tutto il mondo sono nati sull'onda della sensazione prodotta dall'annuncio che i neutrini lanciati dal CERN sul rivelatore di OPERA sono arrivati ben 60 nanosecondi (1 nanosecondo = 1 miliardesimo di secondo) prima di quanto avrebbe impiegato la luce. Sicuramente una notizia che rimarrà nella storia, come nella storia è rimasta l'idea che Einstein dopotutto avrebbe potuto anche avere torto.
Questa convinzione, seppur sopita per più di 100 anni, ora si è risvegliata con la potenza dirompente di cento atomiche rimbalzando dalla rete ai media di tutto il mondo. La mia personale convinzione è che eticamente parlando occorra fare molta attenzione nell'esprimere più che i semplici fatti sperimentali. Il rischio è di esprimere e divulgare idee che per la fretta e l'emozione del momento, esprimono un quadro alterato della situazione e che per la loro parzialità, compromettano la fiducia dell'intera umanità verso la scienza e i progressi che la ricerca in campo fisico e la stessa teoria della relatività, hanno prodotto e introdotto in campo tecnologico in questi cento anni.
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Come ci ricorda Phil Gibbs, stasera assisteremo alla cerimonia di apertura dei premi Ig Nobel 2011.
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Claudio Pasqua
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Etichette: claudio pasqua, ig nobel
Insieme a Beatrice Bressan (science writer e researcher) sono stato invitato a parlare al XXIII seminario della Scuola di Otranto su temi quali "Comunicazione scientifica, relazioni con media, pubblico e imprese". L'incontro era moderato da Elisabetta Durante (DISTI),
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Claudio Pasqua
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Etichette: claudio pasqua, comunicazione della scienza, divulgazione scientifica
"I ricercatori dovrebbero iniziare a essere formati dall'età di 6 anni e non da 20"
"Il vero limite del nostro paese è l'imprecisione". L’Italia insomma ha tutte le capacità per competere a livello internazionale nel settore della ricerca ma, per farcela davvero, è necessario lavorare tutti insieme su due problemi che affliggono il nostro Paese: l’imprecisione e il mancato rispetto delle regole.
Questa sono alcune delle riflessioni dell'intervento di Roberto Cingolani, svoltosi a Torino alle officine Grandi Riparazioni nel marzo 2011.
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Si rinnova la collaborazione tra Oxicoa e Fondazione Veronesi, insieme a favore della ricerca.
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Etichette: cioccolato, oxicoa
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Etichette: giovani, laurea, tullio del mauro
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Etichette: eurobarometro, fisica, giornalismo, scuola di otranto
[Per vedere in 3D occorrono gli occhialini blu-rosso].
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Votate e fate votare in modo che a Sofia sia presente una rappresentante dell'Italia.
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Etichette: Annarita Ruberto, webit 2011
Chi crede che ad ogni nuova scoperta della scienza di oggi corrisponda la cancellazione delle conoscenze di ieri si sbaglia. La scienza progredisce passo dopo passo verso un sapere che difficilmente potrà mai dirsi assoluto. Per la prima volta OPERA è stata in grado verificare l'oscillazione del neutrino da neutrino mu a neutrino tau, per la prima volta oggi è stato in grado di misurare la velocità dei neutrini dalla sorgente (il CERN) al bersaglio (il rivelatore di OPERA). Si, teniamo presente questa affermazione. Mai prima di OPERA è stato possibile far questo. Prima si rivelavano i neutrini solari, i neutrini emessi da collassi gravitazionali di stelle e si studiavano le loro interazioni con la materia nei rivelatori o il loro modo di emissione dalla sorgente, ma per i neutrini cosmici si conosceva la posizione del sistema di rivelazione, cioè del punto di arrivo, ma mai la posizione esatta della sorgente e l'istante della loro emissione, mentre per gli acceleratori si trattava di piccole distanze. Ora per la prima volta si è potuta misurare la velocità di un neutrino lungo un percorso di 730Km, precisamente dal punto A al punto B e sorpresa delle sorprese i neutrini sono più veloci della luce.
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Massimo Auci
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Etichette: CERN, luce, Massimo Auci, neutrini, OPERA, tachioni
Il risultato è talmente clamoroso da richiedere nuove indagini e misure indipendenti.
Se ne discute nel Seminario di Fisica in svolgimento ad Otranto in questi giorni.
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1:25 PM
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Etichette: claudio pasqua, fisica, neutrini, otranto

"Quindi, come avevo annunciato un po' prematuramente tre giorni fa, l'esperimento Opera è in procinto di rilasciare i risultati di una misura che è destinata a suscitare discussioni infinite. Se andate a leggere il pezzo che ho pubblicato in basso (per soddisfare una richiesta proveniente da un altro post), o anche dal blog di Lubos Motl, saprete a cosa mi riferisco, ma ormai non è un mistero in ogni caso, dal momento che molti giornali stanno ora diffondendo la notizia, anche se spesso travisano le cose, come al solito (diamine, "La Stampa", giornale ha un breve brano nella sua versione online stasera, dove riescono a sostenere che Einstein aveva torto e che la teoria della relatività è sotto scacco: in più, l'immagine che mostrano è ... l'esperimento CMS)!"
"Ri-pubblicherò il mio pezzo, leggermente aggiornato, domani. Ma sono sicuro che si possano trovare ormai un sacco di informazioni in materia su blog e siti in giro sul web. Il cuore della questione è che i neutrini muonici che partono dal CERN a 730 km di distanza, per arrivare al laboratorio sotterraneo del Gran Sasso nel centro Italia, sembrano viaggiare più veloce della luce.""Cerchiamo quindi di collegarci domani alle 16:00 ora di Ginevra al seminario del CERN. Puoi farlo a questo link. E poi tornare qui per una discussione!".
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Claudio Pasqua
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Etichette: garr, notte dei ricercatori

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Claudio Pasqua
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adagug
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Etichette: notte dei ricercatori
Ho frequentato il liceo classico, e di chimica ho fatto solo un anno e pochissime ore, con un'insegnante pessima che non ci insegnava nulla e ci provava tutto tempo con i più belli della classe.
Passava quasi tutta la lezione a civettare con il fighetto della classe detto Checco...
Chimica all'Università non l'avevamo nel programma. Quindi potrei dire che la mia esperienza come studentessa di chimica sia molto risicata. Anche se mi ricordo la tabella degli elementi e gli esercizi con le trasformazioni chimiche che mi venivano molto bene.Non avevamo un laboratorio, facevamo lezione in un aula apposita nello scantinato della scuola che però non aveva attrezzature, ma solo un poster con la tabella degli elementi e uno di geografia astronomica e qualche immagine di biologia (erano le tre materie di competenza della stessa insegnante e insegnate nella stessa maniera!).
Il mio ricordo della chimica è legato al mio professore delle scuole superiori.
Ci fece fare un progetto, ricordo ancora il nome “Con la plastica è possibile”, riguardante la sua composizione chimica e tutti i suoi derivati. Ovviamente tutto cartaceo, al massimo con l’ausilio di cartelloni su cui attaccavamo foto.
Ci portava spesso in laboratorio, una cosa anomala per la nostra scuola, anomala proprio come lui, considerato da tutti un professore che “perdeva tempo” portandoci in laboratorio e mettendo troppa passione nell’insegnamento. Cercava di farci avvicinare al mondo della chimica divertendoci, coinvolgendoci attivamente in quello che era un argomento freddo, da imparare a memoria e tutto scritto, con poche immagini e pochi grafici.
Penso di essere stata fortunata ad incontrare un professore del genere, anche se all’epoca non apprezzavo ciò che faceva, lo consideravo anche io un professore strano.
Ma adesso, a distanza di anni, anche se ricordo ben poco dei legami chimici, ricordo però benissimo quali sono i derivati della plastica e tutte le cose che con questi si possono fare.
Ed ho una laurea scientifica.
Ho frequentato l’Istituto tecnico agrario. Stiamo parlando del 1994. Ricordo che in seconda superiore l'impatto della mia classe con la chimica fu traumatico: atomi, molecole, legami covalenti, orbitali... Concetti che richiedevano un buon grado di astrazione per ragazzi di 14-15 anni. Infatti il primo compito in classe fu disastroso.
Fortunatamente per me fu un po' più semplice. Quand'ero bambino trascorrevo molto tempo con Bruno, il mio unico cugino, che ai tempi frequentava l'Università alla Facoltà di scienze e per aiutarsi nello studio costruiva modellini di molecole con palline di cartapesta colorata che univa con lunghe bacchette di legno, come quelle degli spiedini.
Io ebbi la fortuna di maneggiare gli atomi di Bruno e di giocare con quei manufatti. E così che familiarizzai presto con le parole molecola, carbonio, ossigeno, idrogeno.
Fu un ingresso dolce nella chimica.
Ho fatto chimica sia alle superiori sia in un corso al Politecnico.I ricordi delle superiori sono un po' labili. Chimica, al liceo scientifico, viene insegnata solo al quarto anno. Il problema della mia professoressa era che essendo laureata in biologia, non sapeva fare le reazioni chimiche nè a livello teorico con i calcoli nè tanto meno in laboratorio. Quindi purtroppo l'immagine di me con il camice, gli occhialini e le ampolle a fare "intrugli magici" sarà solo una fantasia...per di più di chimica non mi ricordo assolutamente nulla: il libro era un tomo di più di 300 pagine ma gli argomenti che abbiamo affrontato sono stati veramente pochi. Due anni dopo, sono approdata al Politecnico, corso di Materiali diviso in tre sezioni: Polimeri, Ambiente, Materiali per Architettura. La parte inerente ai polimeri era praticamente un corso ristretto di chimica, insegnato da Marta Rink, una donna che del suo lavoro sapeva moltissimo ma che spiegava in modo così difficile da far sembrare tutto molto molto complicato: struttura atomi, del polimeri, le catene, ecc. La signora Rink, nonostante sia laureata in chimica e abbia scritto parecchi libri è l'incubo di tutte le matricole, perchè il suo esame se passato con il 20 è già ringraziare il cielo.
mmmmhhhh.... chimica chimica....a dire il vero del liceo non ricordo gran cose... forse perchè mi piaceva molto la materia e alle interrogazioni e nei compiti in classe ottenenvo sempre dei buoni voti....
Dell'università invece... a parte il ricordo più fresco, ricordo la mia sorpresa quando scoprii che quello che si studiava all'università aveva poco a che vedere con quanto studiato al liceo!Fu il mio primo esame universitario.. e fui bocciato! Però fu anche l'unico che non riuscii a superare ;-) però immaginate il trauma! Comunque mi presentai al secondo appello e lo superai con gran soddisfazione, come dopo aver superato un'impresa!
L'aneddoto è che, stranamente, per la prima volta entrai in contatto con la fisica quantica, di cui avevo tanto sentito parlare e che non avevo "toccato" con mano, visto che si studia al III anno, per lo meno a Bologna... "conobbi" Schrödinger e così imparai cos'è una funzione d'onda.
Adesso, a posteriori, credo che la bocciatura mi abbia "fatto bene". Imparai realimente cosa vuol dire uno stato quantizzato di energia per un fotone, la famosa E=13.6 eV. che poi ho ritrovato mille volte non solo negli esami seguenti ma persino durante il mio dottorato, fino all'ultimo giorno in cui ho difeso pubblicamente la mia tesi di Ph.D.
Il punto è che non ricordo più ciò che ho fatto la settimana scorsa, figuriamoci cosa mi ricordo delle superiori! Tuttavia, benchè abbia fatto ragioneria, mi sembra di aver fatto qualcosa di chimica nel primo biennio. E, cosa strana, mi piaceva e la capivo, soprattutto grazie alla bravura dell'insegnante.
Esattamente al contrario di ciò che è successo per matematica: in quel caso non la capivo a causa della docente. Tuttavia oggi insegno proprio matematica!
La Chimica la studiai quando frequentai il Liceo Scientifico .
Non capivo assolutamente nulla! L'unica cosa che capii erano le trasformazioni, in quel compito presi 9+ e mi salvai dall'essere rimandata a settembre.
Credo che insieme ad un 9 di fisica sia stato il voto più alto che io abbia mai preso.
Eppure di chimica e fisica non ricordo quasi nulla, ma ricordo di altre materie dove andavo in modo sufficiente.
Purtroppo ancora non facciamo Chimica, cominceremo l'anno prossimo. La mia esperienza quindi si riduce al pochissimo fatto alle scuole medie. Alle medie ho avuto la fortuna di avere un ottimo professore di Scienze e Matematica. Cravatte di Star Wars (ne avrò contate almeno una ventina diverse), sorriso sempre pronto e voce profonda. Chimico per qualche anno in Canada prima di dedicarsi, per scelta, all'insegnamento. Ed è stata una fortuna perché per lui l'insegnamento era ed è una vera missione.
I tempi che imponeva alla lezione erano spesso: mezzora di spiegazionee successiva pausa che iniziava più o meno sempre con la stessa domanda:"Allora? Che mi dite? ". Se partiva la discussione l'ora scivolava via tra molte domande ma poche risposte; quelle le centellinava nella speranza che arrivassero da noi, sbagliate, bizzarre, assurde... poco importava purché ci si privasse. Se la discussione non partiva attendeva in silenzio cinque minuti e poi riprendeva la spiegazione o peggio le interrogazioni. Non c'è bisogno che dica che, guarda caso, eravamo sempre pieni di domande da fare!
Non ricordo con precisione se fosse la prima o comunque una delle prime lezioni,ma l'approccio con la Chimica alle medie è avvenuto tramite Peter Parker e la visione di Spider-Man. Ottima soluzione per noi maschietti, un po' meno per le ragazze che per almeno una settimana si sono ritrovate sfilate di ragni sul banco (le più fortunate). Il mio approccio con la Chimica è stato quindi ottimo, pieno di curiosità accennate, fino ad ora, ancora non soddisfatte (III Liceo Scientifico... tanto Latino, niente Chimica).
E lo chiamano Liceo Scientifico...
Ricordo come fosse ieri le lezioni di stechiometria in quarta Liceo Scientifico. Anche perché poi ristudiai l'argomento al corso di chimica generale del Politecnico alcuni anni dopo. Ricordo che mi piaceva "far quadrare le formule": mi dava una sensazione di controllo sulla materia, come se avessi scoperto la chiave che regola l'universo. In quinta liceo studiai Astronomia. O meglio non la studiai perché sapevo già quasi tutto quello che c'era da sapere dall'eta di 9 anni, dal momento che l'Astronomia è stata la mia passione fin da ragazzo. Feci però conoscenza della natura delle trasformazioni chimiche all'interno delle stelle.
La nostra insegnante del triennio era molto preparata e spiegava in modo eccellente. Era impossibile non capire. Si era laureata in chimica farmaceutica e ricordo che arricchiva le lezioni con esperimenti di laboratorio (il liceo scientifico Alessandro Volta aveva uno dei laboratori più attrezzati del Piemonte) invitando talvolta esperti per approfondire le tematiche in aula. Pesavamo le sostanze con le bilance di precisione, effettuavamo misure, rilievi ed analisi.
Ma il periodo in cui feci per la prima volta l'ingresso nel mondo della chimica (organica) fu durante il secondo anno di liceo. La materia era biologia, che amai moltissimo, e la docente ci faceva disegnare a memoria le formule di struttura delle basi azotate, del gruppo fosfato, del deossiribosio, fino alla costruzione dell'acido deossiribunucleico: il DNA. Fu il mio primo impatto con la chimica, e la trovai affascinante: sapere che da quelle molecole veniva generata qualsiasi forma vivente sul nostro pianeta mi rendeva euforico.
Fu grazie a questi meravigliosi docenti, e al sostegno dei miei genitori, che la mia passione per la scienza prese la giusta strada: furono loro a consigliarmi dove documentarmi. Da questo compresi come la passione con cui viene insegnata sia determinante per farci innamorare di una materia di studio. Furono anni, per me, di continue scoperte: le riviste l'Astronomia e Le Scienze. Gli anni, ero appena quattordicenne, in cui per la prima volta frequentai conferenze di astrofisica (dove si parlava molto di chimica) che si tenevano presso la Camera di Commercio di Torino. Ricordo ancora i nomi di alcuni relatori: Marcello Fulchignoni, Pino Zappalà, Margherita Hack, Tullio Regge, Piero Galeotti. Tuttora attivi nella divulgazione. E' anche per merito di queste persone (appassionati docenti e insegnanti eccellenti) che Gravità Zero deve la propria nascita.
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Claudio Pasqua
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