giovedì 31 marzo 2011

COS'E' FANTASCIENZA? NO, E' SEMPLICEMENTE UN FEROMONE

5-Alpha-Androst-16-En-3 One: eccolo qui! Bastano 19 atomi di carbonio, 28 atomi di idrogeno, un atomo di ossigeno, con un peso molecolare di 272,43072 e avrò tutti gli uomini ai miei piedi! Cos’è fantascienza? No è semplicemente un feromone.

I feromoni sono molecole prodotte da diversi organi del corpo e vengono usate dagli animali per comunicare fra di loro. Il primo luogo comune da sfatare è che feromone significhi solo “attrazione”, perché in realtà sono sostanze chimiche che svolgono diverse azioni: la prima funzione è di identificazione, la seconda di allarme e la terza sessuale. La produzione dei feromoni è stato considerato come il primo sistema usato dagli organismi viventi per comunicare tra di loro, come il senso chimico è stato il primo da loro usato per percepire il mondo esterno. Lo scopo della produzione di feromoni è di fare pervenire un messaggio a lunga distanza dove i segnali visivi o auditivi non sono sufficienti, o addirittura per rinforzarli. Ma torniamo alla nostre “molecole magiche”: Estratetraenol- Feromone umano che stimola risposte sessuale intense. Inoltre provoca una grande sensazione di rilassatezza e una sensazione piacevole che porta inarrestabilmente gli uomini a desiderare la donna che emette questo feromone.

Androstenone - Feromone umano (derivato dal testosterone) che produce un’aurea di dominazione e intimidazione. Questa sostanza crea un’immagine da donna Alfa, la piú dominante. Sulla scelta maschile esercita un’influenza che crea attrazione sessuale e contemporaneamente invia segnali di superioritá agli altri individui dello stesso sesso, per cui instaura una sensazione di maggiore rispetto all’interno degli stessi simili. La percezione dell’androsterone é una questione genetica e per questo esistono persone inclini ad avvertire maggiormente l’effetto di questo specifico feromone.
Androstadienone (A-keto) - Feromone umano che si trova solitamente nel sudore delle ascelle femminili e che stimola l’organo vomeronasale maschile. Alcune fonti lo denominano “feromone dell’amore” per i sentimenti e le reazioni che produce negli uomini. Crea situazioni accoglienti e confortevoli. L’esposizione all’ A–Keto fa si che gli uomini si sentano meno tesi e nervosi, riducendo il loro ritmo cardiaco, la conduttivitá della pelle e altri caratteri che misurano l’eccitazione nervosa.
Delta 16–OL – É un feromone umano di carattere androgeno. É conosciuto come il “feromone della comunicazione”, perché aiuta a rompere il ghiaccio e rende piú affascinante il portatore. Incrementa la disinibizione nella conversazione e inoltre é responsabile dei sentimenti romantici, dei sentimenti di unione e di empatia. Tra le sue caratteristiche piú evidenti distacca anche una elevazione della percezione sociale del portatore, che causa una maggiore accettazione nell’intorno sociale, creando una aurea di gioventú e salute che risulta molto attraente per gli altri, richiamando in particolare l’attenzione degli uomini.


Osservate attentamente le molecole chimiche e noterete come basta poco per decidere come andrà la nostra giornata: spostiamo un doppio legame e un Idrogeno e il gioco è fatto! Oggi voglio essere più sciolto, più attraente, più sicuro, più arrabbiato…..per ogni sensazione c’è la molecola giusta!


Al Monell Chemical Senses Center a Philadelphia in Pennsylvania scienziati di varie discipline lavorano insieme per concentrarsi sulla comprensione dei meccanismi e delle funzioni del gusto e dell'olfatto e definire il significato ampio di questi sensi nella salute e nella malattia.


L'odore del corpo ha un forte potere anche nel genere umano. George Preti, chimico organico membro del Monell Chemical Senses Center, ha scoperto che le donne sono molto sensibili alla sudorazione maschile. Secondo lo studio, apparso sulla rivista Biology of Reproduction, lo scienziato ha osservato l'effetto del forte odore sprigionato in certe zone del corpo maschile (per esempio le ascelle) sulla modificazione dello stato ormonale delle donne. Come spiega lo stesso Preti:


“Il potere di questo liquido organico, sta nei feromoni, sostanze molto studiate nel mondo animale ma presenti, anche se sopite, nell'uomo, le quali servono al corpo per inviare messaggi ad altri individui che li recepiscono in modo non consapevole”


E già perché queste “molecole magiche” sono naturalmente presenti su di noi ma in luogo un po’ meno “magico”: il sudore.


Ma allora se puzzassimo un po’ di più forse eviteremmo i conflitti sociali, saremmo meno arrabbiati al lavoro, gli esami non ci farebbero più paura?


Grazie a questi feromoni tutti si amerebbero un po’ di più?


Bè non è così semplice anche se qualcuno ce lo vuol far credere vendendoci preparati "magici".


Patrick Süskind nel suo Profumo affermava “colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini”. Io credo che oggi nel mondo frenetico del grande consumo, la chimica dei sensi dovrebbe essere lasciata libera dai condizionamenti imposti dalle leggi di mercato e si dovrebbe tornare ad usare ciò che già naturalmente abbiamo: gusto, vista, olfatto, tatto, udito.


Questi meravigliosi sensi che se lasciati andare raccontano l’insieme di mille molecole che parlano fra loro, si inviano impulsi, messaggi e attivano sensazioni alle volte primitive e dimenticate.


E allora accendiamo la musica, mettiamoci seduti di fronte alla vista del mare, assaporiamo un buon piatto accompagnato da un bicchiere di vino, annusiamo il vento della sera e tutta la nostra “umana” chimica funzionerà a dovere!

ICARUS SVELERA' I SEGRETI DELL'UNIVERSO

Martedì 29 marzo è stato inaugurato, nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'esperimento ICARUS, progettato dal fisico italiano e premio Nobel Carlo Rubbia. ICARUS è l'acronimo di Imaging Cosmic and Rare Underground Signals ed è il più grande rivelatore ad argon liquido che sia mai stato realizzato, in grado di captare ed analizzare le particelle di neutrini che dal CERN di Ginevra raggiungono i laboratori del Gran Sasso.


mercoledì 30 marzo 2011

NUCLEUS TEMA DEL 17° CARNEVALE DELLA FISICA


Il tema del 17° Carnevale della Fisica i Maghimatici lo avevano scelto più di due mesi fa, in tempi non sospetti, quando di atomo non si parlava sui giornali, sui blog e alla TV. Nucleus, voleva essere celebrativo, in quanto proprio nel 2011 ricorrono i 100 anni dalla scoperta del nucleo atomico, da parte del fisico neozelandese Ernest Rutherford.

Ma il taglio che sta prendendo negli ultimi giorni l'incidente delle centrali nucleari di Fukushima (Giappone) fanno di questo Carnevale della Fisica un pretesto per capire meglio cosa sta succedendo dall'altra parte del mondo, e come interpretare i dati che ci stanno arrivando di minuto in minuto dalla TEPCO, la società che gestisce le centrali danneggiate dallo Tsunami.

Questa è la prima volta, da oltre due anni, che il Carnevale della Fisica, affronta un tema così drammatico, tra blog, in un luogo virtuale per scambiarsi articoli chiari sulla materia, per capire, per riflettere, per informarsi.

DIXIT SCIENZA: IN TV UN NUOVO PROGRAMMA DI SCIENZE

Partirà il 5 aprile 2011 il nuovo programma di Rai Storia "Dixit Scienza". 120 minuti di televisione scientifica con diversi segmenti e con un nuovo volto alla conduzione televisiva: Paola Catapano, giornalista della Direzione Comunicazione del CERN di Ginevra.

Dixit Scienza sarà arricchito da collegamenti via IP con i più prestigiosi laboratori scientifici internazionali e dalla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). E' un viaggio alla scoperta dei personaggi e delle invenzioni che hanno segnato e rinnovato il dibattito scientifico nel nostro paese dal 1861 ad oggi.

Nella prima puntata, in onda martedì 5 aprile dalle ore 21.00 alle 23.00 sul canale digitale terrestre RAI Storia, ha come tema "Il Risorgimento delle scienze".

Così come l'Unità politica dell'Europa è stata anticipata da grandi organizzazioni scientifiche europee, come il CERN, l'ESA e l'ESO, il sentimento unitario nazionale era già presente da tempo in Italia nelle comunità degli scienziati e dunque il dibattito di questa prima puntata si svolge al CNR, nella storica sala Marconi.

Ospiti del Dibattito condotto da Paola Catapano sono:

Per Science Story: Ernesto Capocci, patriota, scienziato astronomo, politico e fine umanista. Uno dei promotori del settimo congresso scientifico risorgimentale tenuto a Napoli nel 1845, considerato uno dei più importanti.

Per 10 domande ai Premi Nobel, Paola Catapano intervista Riccardo Giacconi, il padre dell'astronomia a raggi-X che nel 2002 ha ottenuto il Nobel per il suo pionieristico contributo all'astrofisica delle alte energie.

Dixit Scienza verrà replicato sabato 9 aprile alle ore 15.00 e potrà essere visto sul sito www.raistoria.rai.it



Per informazioni:

Lucia Sirocchi
Rai per i 150 anni dell'Unità d'Italia
CPTV Via Teulada, 66 00195 Roma
Tel: 06.3686.3725 - 392 7941429
fax 06 3751 7921
l.sirocchi@rai.it

LE ISOLE DEL TEMPO: OVVERO LA PALEOBOTANICA PER RAGAZZI

Lunedì 28 marzo 2011 è iniziata la nuova edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
Abbiamo seguito la presentazione del primo e unico libro di Paleobotanica per ragazzi.
Il libro si intitola "Le isole del tempo" ed è pubblicato da Editoriale Scienza.
Il team di autori è formato da Marta Mazzanti (Professore di Paleobotanica presso l'Università di Modena e Reggio), Giovanna Bosi (ricercatrice presso il dipartimento di Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico - Università di Modena e Reggio Emilia) e Riccardo Merlo (illustratore).

Sebbene il libro sia stato pensato peri più giovani, con una storia del tutto fantastica di avventura il libro si presta per l'accuratezza delle tavole e delle illustrazioni allo studio e all'approfondimento della paleobotanica anche da parte di adulti e di studenti universitari.
Non esiste infatti un testo italiano di paleobotanica, ma solo testi stranieri.

Tutto nel libro è stato curato nei minimi dettagli, con un susseguirsi di scambi di email tra autori, per rendere il più fedele possibile il libro alle ultime scoperte in campo paleobotanico.
Stessa accuratezza è stata data alla descrizione della fauna preistorica anch'essa aggiornata alle ultime scoperte e ricostruzioni.

Ecco un assaggio dell'interno del libro



martedì 29 marzo 2011

COME LAVARSI I CAPELLI A GRAVITA' ZERO?

Come ci si lava i capelli nello spazio? E la barba? Per non parlare poi di dormire in un sacco a pelo. Paolo Nespoli ci mostra questo e altro ancora per rispondere a Paolo, lettore di Wired.it che ha inviato la sua domanda. Il nostro simpaticissimo Paolo Nespoli, però, si è distratto, e ha commesso un piccolo errore di fisica, ma lo perdoniamo nella concitazione del momento :-) lo trovate?


Fonte: Wired

lunedì 28 marzo 2011

IL RAGIONIERE E LA MATEMATICA

Confesso che non ho mai avuto attitudine per i giochi matematici. Eppure la "matematica" è una delle materie che insegno.

Ma non basta: per risolvere “trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento” e anche di oggi, ci vuole ben altro. Quando i miei studenti mi propongono qualche indovinello matematico, è alquanto imbarazzante rispondere che non conosco la soluzione.

Dico a chi ha proposto il gioco: “Guarda, dovrei mettermi a pensare. Credo che ci vorrebbe almeno mezza giornata. E probabilmente riuscirei a trovare la soluzione solo se potessi usare un algoritmo standardizzato. Quindi ora andiamo avanti con il programma”.

Purtroppo, così facendo, rinuncio a ciò che potrebbe ravvivare la lezione e svegliare menti più o meno assorte (in tutt'altri pensieri). Infatti, i giochi matematici possono far facilmente breccia in coloro che non conoscono la matematica, e per queste persone potrebbe trattarsi di una via d'accesso più fluida e divertente alla materia. E' proprio questo il motivo per cui Fra' Luca Pacioli scrisse nel 1478 una raccolta di giochi matematici.

Ed è per far uscire dalla ristretta cerchia degli specialisti questo importante manoscritto, che Dario Bressanini e Silvia Toniato hanno pubblicato, a marzo 2011, “I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli – Trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento” (Edizioni Dedalo).


Qui, grazie al notevole lavoro scientifico e filologico dei due autori, troverete una serie di giochi, dai più semplici ai più impegnativi, ma tutti rigorosamente tradotti in lingua moderna, in quanto l'italiano di Pacioli non è di agevole lettura. Inoltre tutti i giochi sono commentati e le soluzioni sono davvero ben spiegate. Con un po' di pazienza è possibile impararne un certo numero e stupire gli amici e i conoscenti....

Tuttavia, il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro è un altro e non riguarda i giochi matematici. Una buona parte del lavoro che svolgo ha a che fare con l'insegnamento del metodo della Partita Doppia ai futuri ragionieri (in realtà ex ragionieri, ora confluiti sotto la comune denominazione di I.G.E.A., cioè indirizzo giuridico – economico – aziendale).

Già il termine “ragioniere” avrebbe bisogno di un'accurata spiegazione. Dal glossario del libro apprendo che si tratta di una “persona istruita nell'aritmetica pratica e nell'algebra”, ovvero di una persona “capace di fare le ragioni”. Per “ragione” si intende “problema matematico risolvibile mediante applicazione di una regola standard, valida per qualsiasi numero”.

Così, ai miei studenti spiegherò che Pacioli ha insegnato ai ragionieri l'arte di far di conto, perché – giustamente – essi devono essere in grado utilizzare le proporzioni (oggi, per esempio, per scorporare l'IVA), le frazioni, il calcolo degli interessi, dei cambi e dei riparti. Ho spesso detto e scritto che gran parte del mio lavoro lo devo proprio a Fra' Luca Pacioli ed ora, grazie all'opera di Bressanini e Toniato, potrò raccontare maggiori particolari.

Se Pacioli ha scritto nel 1494 (per i suoi studenti) il celeberrimo “De computis et scripturis” ovvero il Trattato di Partita Doppia (terza parte principale del volume “Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità”), io ho scritto per i miei la versione moderna: “Corso base di contabilità e bilancio” (è in corso di stampa la 6° edizione 2011 per i tipi di Finanze & Lavoro). Così questo articolo vuol anche essere un invito, rivolto a tutti i futuri ragionieri, ad approfondire, tramite “I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli”, la vita e le opere di quel “signore toscano, nativo di Borgo Sansepolcro, vissuto pressapoco cinquecento anni fa”, al quale noi insegnanti di economia aziendale dobbiamo davvero molto.


Dario Bressanini, Toniato Silvia
I giochi matematici di fra' Luca Pacioli
Trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento
Editore: Dedalo


BUON COMPLEANNO, TWITTER!

Qualche giorno fa ci siamo dimenticati del "compleanno" di Twitter! Sono 5 anni di attività.
E ci spiace averlo ricordato solo ora, sapendo che abbiamo un numero di iscritti su Twitter davvero cospicuo.
Vediamo se riconoscete alcuni dei personaggi che ricordano la ricorrenza. Noi, non molto tempo fa abbiamo parlato di almeno due di loro. E intervistato uno.. Sapreste riconoscerli?




COSMO: LA VOSTRA OPINIONE SUL NUOVO PROGRAMMA RAI DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

Siete tra coloro che hanno visto COSMO ieri sera? Nella puntata si è parlato di terremoti.

Cosa pensate del nuovo programma di divulgazione scientifica mandato in onda in seconda serata su RAI 3. Chi lo avesse perso, lo può rivedere su RAI CLIC.



Una squadra tutta al femminile: conduce la giornalista Barbara Serra e tre inviate con un curriculum scientifico: Silvia Bencivelli, Elisabetta Curzel, Alessandra Viola.

In una intervista alla conduttrice Barbara Serra, realizzata al Festival del Giornalismo, vengono spiegate le caratteristiche che deve avere un giornalista e le differenze tra giornalismo italiano e anglosassone.


Per rivedere il programma un clic qui.

domenica 27 marzo 2011

PUNTA ADERCI: LA' DOVE LA COESISTENZA E' POSSIBILE

Ne hanno parlato a Sereno variabile, nella rubrica Si viaggiare, su Sky Canale Marco Polo. Ci sono stati vari servizi giornalistici a riguardo, come sulle riviste Itinerari e luoghi e Plein Air, ed è costantemente presente su varie riviste locali.

Stiamo parlando della Riserva di Punta Aderci istituita con L.R. n. 9 il 20/02/1998 all'interno del Comune di Vasto (CH), la prima in Abruzzo a tutela della fascia costiera, che rappresenta un ottimo esempio di coesistenza uomo-natura.

La grande particolarità di questa Riserva è la presenza al suo interno di una delle coste più belle della zona, la spiaggia di Punta Penna, aperta al pubblico che può fruirne liberamente per fare il bagno e prendere il sole. Questa situazione rende quindi indispensabile l’instaurarsi di un rapporto uomo-natura il meno invasivo possibile.

Intervistiamo Stefano Taglioli della Cooperativa COGECSTRE che insieme ad Alessia Felizzi gestisce la riserva di Punta Aderci.

D: Come nasce la Riserva?
R: La Riserva è stata istituita con una legge regionale del febbraio 1998, anche se fino al 2007 è stata una riserva che esisteva più di nome che di fatto, nel senso che non c’era una gestione organica e continuativa. Dal 2007 con l’affidamento della gestione alla Cooperativa Cogecstre ci sono attività che vanno avanti di anno in anno grazie a fondi regionali e fondi comunali ed altre forme di finanziamento fra cui quelle derivanti dalle manifestazioni in Riserva.
Le iniziative sono di ogni tipo, da quelle più prettamente naturalistiche a quelle legate alla fruizione balneare, in quanto la Riserva è nata proprio per conciliare l’aspetto naturalistico con quello turistico della fruibilità delle spiagge.

D: Come ha reagito la popolazione locale di fronte all’istituzione della Riserva?
R: La nostra preoccupazione maggiore riguardava i frequentatori della spiaggia di Punta Penna, molto numerosi e soprattutto molto legati al luogo che, contrariamente ad ogni aspettativa, hanno invece reagito benissimo partecipando attivamente alla nascita della Riserva assieme alla Cooperativa, al WWF e all’Arci di Vasto. Le resistenze sono invece arrivate dai proprietari terrieri dei suoli posti all’interno della Riserva, che avevano un’idea di sviluppo di tipo turistico residenziale che non poteva per ovvie ragioni coesistere con la Riserva. Si intende che il piano di assetto naturalistico non ha bloccato l’utilizzo del territorio, permettendo comunque una serie di attività di tipo turistico-economiche compatibili con la Riserva stessa.

D: Com’era la situazione prima che la zona diventasse una riserva?
R: Quella è una zona molto particolare sulla quale sono stati pensati negli anni tantissimi progetti che avrebbero vanificato qualsiasi forma di protezione ambientale. Si è passati dal voler realizzare centrali elettriche seguite poi da centrali nucleari, al voler ampliare il porto adiacente rendendo la spiaggia di Punta Penna, all’interno della Riserva stessa, una gigantesca banchina al servizio del porto.

Quindi di progetti che avrebbero impedito qualsiasi azione di tutela ce ne sono stati, ma sono state brave le Associazioni ambientaliste ed alcune forze politiche, che, insieme ad una gran numero di cittadini, ha impedito che ciò accadesse spingendo per la protezione. Ovviamente la zona industriale localizzata alle spalle della Riserva ha creato e crea tutt’ora dei problemi di coesistenza che stiamo cercando di risolvere, ma c’è da dire che per assurdo proprio questa zona industriale, non espandendosi verso Punta Aderci e “bloccando” i terreni, ha tutelato negli anni quel territorio, impedendo uno sviluppo di turistico residenziale di tipo invasivo proprio perché il terreno era destinato alle industrie.

D: Durante la stagione estiva, qual è il comportamento dei turisti nei confronti della Riserva?
R: A tal proposito abbiamo notato una cosa molto interessante. L’estate scorsa i turisti che prima venivano a Vasto esclusivamente per il mare ed in aggiunta visitavano la Riserva se rimaneva tempo, adesso vengono a Vasto soprattutto per la Riserva, che diventa il motivo centrale della loro vacanza. Si è ribaltata quindi la situazione e finalmente il salto di qualità è stato fatto.

D: I visitatori vengono solo dalla provincia di Chieti, o anche da più lontano?
R: Abbiamo un numero di visitatori vario, diciamo che il grosso dei frequentatori è regionale o proviene da Regioni limitrofe. E’ anche vero che molti turisti arrivano dal nord Italia o addirittura dall’estero, tedeschi in particolar modo, e sono tra i visitatori più motivati che vengono a visitare la Riserva. C’è da dire che quest’anno è stato riscontrato un grosso spostamento giornaliero di turisti che vengono da città limitrofe, come ad esempio Pescara, spostandosi di circa decine di km e rientrando in giornata.

D: C’è anche un progetto in collaborazione con la casa circondariale di Vasto, me ne parla?
R: Si, il progetto si chiama Marina Mia ed è un progetto di recupero sociale che sta funzionando molto bene e di cui andiamo molto orgogliosi; nato tanti anni fa dalla collaborazione tra Comune di Vasto, Casa circondariale di Vasto , WWF e Riserva di Punta Aderci. Il progetto riguarda l’impiego di un certo numero di detenuti che escono in permesso di lavoro e si dedicano alla pulizia della Riserva e, da quest’anno, anche di altre aree del litorale vastese e della stessa Città di Vasto. Il progetto ci ha arricchito molto attraverso la conoscenza di questi ragazzi, che stiamo cercando di aiutare con un percorso di recupero, rendendo in questo modo anche la nostra Città migliore.

D: Sulla spiaggia è stata recintata una zona dove nidifica il Fratino, è coinvolta anche la popolazione locale in questa attività di tutela?
R: Questa è un’altra cosa che ci inorgoglisce dal punto di vista naturalistico perché il Fratino (Charadrius alexandrinus) è il simbolo della Riserva. Il piccolo uccello nidifica tra le dune rappresentandone un importante indicatore biologico, molto prezioso per degli ambienti che sono tra i più minacciati d’Italia. Grazie a questo piccolo volatile la Riserva ha avuto un grosso slancio per nascere. Quando abbiamo deciso di recintare il fronte dunale dove nidifica il Fratino, avevamo molti dubbi sul rispetto di questa zona, smentiti da una risposta assolutamente positiva. Addirittura alcune persone ci segnalano la presenza delle uova, quindi questa azione di tutela devo dire ha funzionato aldilà delle nostre aspettative.

Inoltre l’anno scorso è stato scelto l’Abruzzo come regione cam
pione europea, per studiare gli spostamenti del Fratino, posizionando su alcuni esemplari dei geolocalizzatori. Noi della Riserva siamo stati al centro di questo progetto ed è stata una bella soddisfazione.

Si sono verificate della cose curiosissime, da due anni a questa parte, per esempio, c’è una femmina che nidifica, non si sa bene perché, nel bel mezzo della spiaggia di Vasto marina, in una zona assolutamente anomala, quindi al di fuori della Riserva. Eppure, nonostante i dubbi sul buon esito dell’evento, i piccoli sono nati ed i turisti, con i loro ombrelloni poco distanti, li hanno letteralmente adottati. Questo Fratino-mamma è stato ribattezzato “Fantastica”.


D: L’azione di tutela della Riserva ha dato risultati positivi in termini di presenze endemiche e rare?

R: Dal 2007, anno in cui abbiamo avuto in gestione la Riserva, le specie presenti
sono aumentate notevolmente. Ad esempio il Giglio di mare, inizialmente presente in modo sporadico, risulta essere attualmente tra le presenze più consistenti dell’area. Questo è dimostrato dagli studi dell’Università di Isernia che da qualche anno si occupa dell’ambiente dunale della Riserva, per il quale ha riscontrato una rapidissima crescita dal punto di vista delle specie botaniche presenti. A livello di presenze faunistiche c’è da dire che si tratta soprattutto di volatili per la maggior parte migratori. Sono state riscontrate oscillazioni notevoli ad esempio sui Cormorani d’inverno, fino a qualche anno fa molto numerosi, si parlava di circa 150/200 esemplari che svernavano nella zona della Riserva, presenze attualmente in costante calo. Ma questo è dovuto ad una situazione generale più complessa che riguarda l’ambiente costiero italiano.

D: Mi parla di qualche nuova iniziativa per l’anno in corso che coinvolga la popolazione locale?
R: Il mio sogno nel cassetto è “La rivoluzione in bicicletta” dal titolo di un libro di Mempo Giardinelli. Questo perché l’amministrazione comunale di Vasto ha puntato molto sulla rete delle piste ciclabili, anche se quello che si dovrebbe fare è creare una rete che colleghi le piste stesse sia a livello di sentieri e cartellonistica, che a livello di accessibilità alle piste stesse. Sarebbe interessante che la Riserva desse un segnale di un altro tipo di mobilità, diciamo che per la prossima estate mi piacerebbe vedere sempre più gente che arriva alla Riserva in bicicletta.

“Essendo una riserva costiera l’aspetto naturalistico va di pari passo con quello turistico, la nostra bravura sta nel cercare di contemperare i due aspetti. Non è facile ma noi ci proviamo” S. Taglioli



PREMIO ABEL AL MATEMATICO JOHN WILLARD MILNOR


Perché, quelli dell'Accademia si ostinano a svegliare un'ottantenne alle 6 del mattino per comunicargli che ha vinto un Premio pari al Nobel? Se ti svegliano alle 6 del mattino vuol dire che loro si saranno svegliati quantomeno un'ora prima!

Cosa li spinge a tanta crudeltà?




E' quello che deve avere pensato John (alias Jack) Willard Milnor il 23 marzo scorso, mentre riceveva la telefonata dell'Accademia norvegese delle Scienze e Lettere, che gli comunicava di avere vinto il Premio Abel 2011. Un riconoscimento assegnato ogni anno dal Re di Norvegia ad un eminente matematico straniero. L'ammontare del riconoscimento in denaro è di circa un milione di dollari, una cifra simile a quella del Premio Nobel, assegnato in Svezia e Norvegia, che però esclude proprio i matematici.

John Willard Milnor ha vinto il Premio «per le sue pionieristiche scoperte in topologia, geometria e algebra» e la telefonata dell'Accademia "lo sveglia" con due mesi di anticipo (il riconoscimento sarà infatti consegnato a Milnor dal re di Norvegia in una cerimonia a Oslo il 24 maggio prossimo.).

Sono passati ben duecento anni dalla nascita Niels Abel, il geniale matematico norvegese morto a soli 27 anni che ha esercitato un'influenza enorme sullo sviluppo della matematica contemporanea. E se la prestigiosa Medaglia Fields premia giovani, brillanti matematici con meno di quarant'anni, il premio Abel viene invece assegnato a chi si sia particolarmente distinto per la sua straordinaria carriera matematica.

LEVATACCE MATEMATICHE

Milnor, di telefonate alle 6 del mattino, ne ha ricevute più di una nel corso della sua lunga carriera!

Nel 1962, a soli 31 anni, aveva perso già alcune ore di sonno per la Medaglia Fields per i suoi lavori in teoria dei nodi e la scoperta dell'esistenza in dimensioni superiori di sfere che egli stesso definì "esotiche".

Poi, altra levataccia: quella dell'annuncio della vincita del premio Wolf (1989).

E di seguito altre tre bruschi risvegli con altrettanti Steele Prize dell'American Mathematical Society.
«Uno è sempre sorpreso da una telefonata alle sei del mattino» ha dichiarato Milnor, con flemma anglosassone, al giornalista del «New Scientist» che gli chiedeva come avesse preso notizia.
Più che altro rimane un dubbio: perché proprio alle 6 del mattino?






sabato 26 marzo 2011

PROGETTO NINFEA: GRAVIDANZA 2.0

NINFEA è un progetto scientifico, promosso dall'Unità di Epidemiologia dell'Università e dell'AOU San Giovanni Battista (Molinette) di Torino, che ha lo scopo di migliorare la conoscenza dei fattori responsabili di malattie e complicanze della gravidanza e di problemi legati alla nascita, all'infanzia e all'adolescenza.

Come per Influweb, la partecipazione è su base volontaria e anonima.

I responsabili del progetto stanno costituendo una coortei di nuovi nati in Italia, ad oggi composta da 3775 partecipanti, per seguire nel tempo le donne in gravidanza e i loro bambini per eventi di tipo sanitario.

Per svolgere questa ricerca è necessaria la collaborazione volontaria di donne in gravidanza disposte a compilare 3 questionari online, con cui si intende raccogliere informazioni sulle diverse esposizioni ambientali, gli stili di vita e la storia medica e riproduttiva delle mamme, e sulle esposizioni e i problemi medici dei loro bambini.

Per la raccolta degli eventi sanitari negli anni saranno utilizzate prevalentemente informazioni da statistiche correnti (come per esempio le schede di dimissione ospedaliera) e brevi questionari online.

Scopo del progetto

Il progetto NINFEA si propone di identificare i fattori di rischio per:

  • le complicanze durante la gravidanza (come il diabete e l'ipertensione);
  • i problemi del neonato (come il basso peso alla nascita e le anomalie congenite);
  • alcuni dei più comuni problemi di salute dell'infanzia (come l'obesità e l'asma).

Perché partecipare

Partecipando a questo studio contribuirai con un po' del Tuo tempo al progresso delle conoscenze mediche sulle cause delle malattie e delle complicanze della gravidanza, del periodo neonatale e della prima infanzia.

Questa nuova conoscenza si potrà tradurre in futuro in azioni concrete di prevenzione, per migliorare la salute delle donne in gravidanza e dei loro bambini.

Come partecipare

Per partecipare allo studio potrai compilare 3 questionari online, della durata massima di 30 minuti ciascuno, in tre diversi momenti:

  • il primo questionario, durante la gravidanza;
  • il secondo, 6 mesi dopo il parto;
  • l'ultimo, 18 mesi dopo il parto.

Compilando il primo questionario si entra a far parte della coorte. Le partecipanti saranno nuovamente contattate quando sarà il momento di compilare il secondo e il terzo questionario.

I dati raccolti saranno poi analizzati in forma anonima ed aggregata ed utilizzati per produrre documenti scientifici da cui non sarà possibile in alcun modo risalire all'identità dei partecipanti.

RIPARTE COSMO: CONDUZIONE TUTTA AL FEMMINILE

Il programma di divulgazione scientifica di Rai3 va in onda da domenica 27 marzo in seconda serata, e questa volta con un impronta "tutta al femminile".

Conduce infatti in studio Barbara Serra, giornalista italiana con 10 anni di esperienza nei network di news internazionali (BBC e Sky News) e ora conduttrice di Al Jazeera English, e tre inviate Silvia Bencivelli, Elisabetta Curzel, Alessandra Viola, per scoprire nel mondo le tracce del nostro prossimo futuro.

“Un programma di divulgazione scientifica in seconda serata non può limitarsi a illustrare, non basta fare Wikipedia. I canali digitali e satellitari già suppliscono a questa necessità. Su una rete pubblica c’è bisogno anche di porsi delle domande, di inserire un elemento critico. Per questo assieme a RaiTre abbiamo proposto la conduzione a una giornalista intelligente e puntuta come Barbara Serra. E con Simonetta Martone e gli altri autori e autrici abbiamo individuato come inviate tre giovani giornaliste scientifiche. E’ una redazione tutta giovane: conduttrice, inviate, regista, video-makers, autrici e autori; gli unici sopra la linea del fuoco dei 40 – abbondantemente- siamo Enrico Menduni e io”.

Così il produttore Gregorio Paolini descrive la sua creatura: COSMO, il programma di divulgazione scientifica che, ricorderete, aveva tentato di decollare su Rai 3 lo scorso settembre.




SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI?

Sarà la domanda che farà da collante tra i principali servizi della prima di 11 puntate: il programma riparte infatti con un servizio sul terremoto in Giappone. Pare che la troupe di Cosmo fosse in Giappone a filmare un documentario con gli scienziati che studiano i terremoti fino a pochi giorni prima del sisma e dello tsunami.

Nella puntata si ritorna anche a L’Aquila: Silvia Bencivelli ci mostrerà la faglia che scorre sotto la città, si farà spiegare dagli esperti dell’INGV perché il terremoto non sia stato possibile prevederlo.

Finalmente, in un programma di divulgazione scientifica, le discusse teorie contestate dalla comunità scientifica sostenute da Giuliani vengono poste al vaglio e spiegate dai geologi dell'Istituto.

Elisabetta Curzel fa l'inviata in California, sempre trattando di terremoti, questa volta il temuto “big one”, raccogliendo le preoccupazioni dei sismologi.

Luca De Biase, direttore di Nova - Il sole 24 ore, sarà ospite fisso in studio, con Antonio Piersanti, direttore della sezione di Sismologia dell’Istituto nazionale di geologia e Vulcanologia, Marco Cattaneo, direttore de “Le Scienze”, Titti Postiglione, responsabile della Sala operativa della Protezione civile e Alessandra Maramai, studiosa di tsunami per l’INGV.

Aspettiamoci nelle 11 settimane di vedere nelle prossime puntate temi di attualità molto dibattuti: omosessualità e scienza, bomba atomica, televisione, internet, privacy e spionaggio.

Sito Web: www.cosmo.rai.it
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FESTIVAL DELLO SPAZIO 2011




Si svolgerà presso lo Sheraton Nicolaus Hotel di Bari (Via Cardinale Ciasca, 27), domenica 3 aprile 2011 dalle ore 9:00 alle 21:00, la sesta edizione del Festival dello Spazio - La Convention Italiana di Astronomia, Astrofisica, Astronautica”. L’ingresso alla convention è assolutamente gratuito.

Evento principe di questa edizione sarà l’esposizione, in prima assoluta, del Rover Lunare (Moon Rover), in scala reale e funzionante, usato nelle missioni lunari Apollo che videro l’uomo andare sulla Luna. Si tratta di una riproduzione fedele del famosissimo mezzo usato nelle missioni Apollo 15, 16 e 17. Il Rover lunare era un veicolo costruito e guidato dall'uomo, destinato al trasporto di campioni di terreno e degli astronauti.

Oltre al Rover Lunare ci saranno oltre trenta attività (relazioni, tavole rotonde, esperimenti, talk-show, mostre, planetario virtuale, incontri, esperimenti), rese tutte gratuitamente, a cui si potrà partecipare. Attraverso il sito dell'evento (www.festivaldellospazio.it) si potrà vedere il programma completo.

Il Festival dello Spazio e tutte le sue attività sono completamente gratuite e aperte ad appassionati e neofiti.

FESTIVAL DELLO SPAZIO - VI EDIZIONE
(manifestazione di ditattica e divulgazione scientifica)
BARI 3 APRILE 2011 - dalle 9:00 alle 21:00
CONFERENCE CENTER SHERATON NICOLAUS HOTEL
Ingresso libero

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venerdì 25 marzo 2011

IL LIBRO CHE VI HA CAMBIATO LA VITA?

Il 27 aprile 2008 mi venne in mente di chiedere, al gruppo di divulgazione scientifica del social network anobii quale fosse il libro che ci ha letteralmente cambiato i modo di vedere il mondo.

La domanda era posta in modo da non limitarsi a libri di contenuto scientifico, anche se le circa 40 risposte sono state pressoché unanimi a indicare libri a contenuto di scienza. Se vi interessano le risposte potete registrarvi su anobii e cliccare qui.

La domanda era:
New Scientist ha recentemente intervistato 17 scienziati chiedendo di raccontare quale sia stato il libro che più ha influenzato la loro vita.
A questa domanda, Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web, aveva gia' risposto: "no, non credo che ci siano libri che cambino la vita: la creatività umana ha troppe variabili".
Molti però non sono stati così drastici.
Nell'inchiesta di New Scientist, ad esempio Oliver Sacks ammette di avere letto “L’uomo che non dimenticava nulla” del neuropsicologo russo Alexander Luria, prima di intraprendere studi di neurofisiologia, mentre il fisico teorico e divulgatore Michio Kaku ammette che fu "La trilogia della Fondazione” di Asimov a cambiargli drasticamente la vita. Il suo collega Sean Carroll ricorda invece con affetto “Uno, due, tre…infinito”, pietra miliare della divulgazione, di George Gamow.

Vorrei fare a voi la stessa domanda: c'è il libro, tra quelli che ricordate, che abbia realmente cambiato il vostro modo di vedere il mondo? Che abbia segnato una trasformazione della vostra vita?

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giovedì 24 marzo 2011

LIBERO ACCESSO ALLA RICERCA


In occasione dell'Anno Internazionale della Chimica, e per promuovere la cultura in chimica, Wiley (John Wiley & Sons, Inc.) ha rilasciato in open access numerosi titoli, per un periodo limitato, e sono state rese disponibili per un trial gratuito alcune tra le opere di riferimento sulla chimica più prestigiose del settore.

Wiley è una storica casa editrice statunitense molto nota, specializzata in testi di riferimento e pubblicazioni scientifiche di alto livello, suoi ad esempio sono i titoli diffusi anche in Italia sul tema "Something" ... For Dummies.

Nata nel 1807 a New York, quando Charles Wiley aprì un una tipografia in Manhattan per pubblicare testi di legge e nei primi anni pubblicò lavori di letteratura. Adottò il nome attuale nel 1875 e aggiunse alcuni testi scientifici e tecnici al suo catalogo, fino a occupare oggi più di 3500 impiegati in tutto il mondo, e ricavare un fatturato di oltre un miliardo di dollari (nel 2007).

Continua a leggere su giornalismo-scientifico.org

mercoledì 23 marzo 2011

L'AURORA BOREALE COME NON L'AVETE MAI VISTA

Ingranditelo a tutto schermo! E' il video più incredibile mai visto sul panorama norvegese fotografato da Terje Sorgjerd che ha passato una settimana vicino a Kirkenes e il confine tra Russia e Norvegia. Sfidando temperature di -25 Celsius ha realizzato un video time-lapse davvero straordinario dell'Aurora Boreale.



UN POZZO DI SCIENZA 2011

Parte oggi a Ravenna e Lugo, la tre giorni di "Un pozzo di scienza", il progetto promosso da Hera per gli studenti degli Istituti Superiori.

Incontri scientifici e approfondimenti, laboratori a carattere sperimentale, lezioni animate e mostre per parlare di energia, acqua, rifiuti, clima e ambiente. Un pozzo di Scienza è il progetto itinerante dedicato alla cultura scientifica e all’educazione ambientale, organizzato dalla Fondazione Marino Golinelli, promosso e sostenuto dal Gruppo Hera per promuovere annualmente e per un mese intero una cultura e una coscienza ambientale fra i giovani.


Argomento di quest'anno: le reti e la loro complessità.

Un tema che ci tocca tutti in questa fase storica in cui il ruolo dei social network è sempre più presente, soprattutto nei processi di mutamento in corso nel Nord Africa.

Al tema si aggiungeranno quelli del clima, dei rischi ambientali, dell'acqua, della chimica sostenibile (ricordando il 2011 è stato dichiarato dall'ONU "Anno Internazionale della Chimica"), dell'uso di nuovi materiali, di nanotecnologie e di robotica.

La tre giorni ravennate di ‘Un Pozzo di Scienza' coinvolgerà circa 1.500 studenti e si concluderà venerdì 25 marzo.

martedì 22 marzo 2011

IL CARNEVALE DELLA CHIMICA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI




Una pubblicazione a sorpresa, che anticipa di sole 4 ore la scadenza formale secondo la quale il 23 di ogni mese vede la luce una nuova edizione del Carnevale della Chimica.

Un’anticipazione, come ci spiega Paolo Gifh, curatore di questa 3° edizione, motivata da una ben precisa ragione:

“Per una strana coincidenza, il 22 marzo è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite fin dal 1992, e ci riguarda da vicino proprio perché si tratta della Giornata Mondiale dell’Acqua“.

Un grande risultato per il nostro Paolo, che in un colpo solo è riuscito ad assicurare a questa terza edizione primaverile ben tre importanti riscontri:

  1. il numero dei blog partecipanti non è diminuito ma anzi ulteriormente aumentato rispetto alle edizioni precedenti;
  2. innegabile autorevolezza degli Autori, ad iniziare dalle new entry;
  3. elevata attinenza dei post presentati con il tema proposto per questa edizione.

Una novità di questa edizione è stata anche la pubblicazione anticipata, su questo stesso sito, del primo articolo in tema, a firma del prof. Giorgio Nebbia “stranezze d’acqua“: un omaggio a questa importante personalità della comunità scientifica italiana, ritenuto uno dei padri fondatori dell’ecologismo scientifico nel nostro Paese.

Ma anche un modo per mantenere vivo l’interesse e la discussione sugli argomenti proposti anche al di là della singola giornata di pubblicazione del Carnevale.

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Qui la #3 edizione (il Chimico Impertinente, mar. 2011)

Il tema della prossima edizione del Carnevale della Chimica sarà "La chimica dei Sensi" (5, ma anche 6 se qualcuno vuole sbizzarrirsi con il terreno sdruccioloso del sesto senso e il ruolo che la chimica può avere in esso. ) e verrà ospitata su Arte e Salute. Per partecipare potete scrivere a Emanuela Zerbinatti, curatrice dell'edizione del 23 aprile 2011.

A destra la rivista Chemical Senses, a riprova dell'importanza del tema scelto.


Ricodiamo infine che esiste una pagina Facebook del Carnevale della Chimica e un sito ufficiale, a cui potete ricorrere per informazioni e aggiornamenti e molto altro.

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BUON COMPLEANNO CAPITANO JAMES TIBERIUS KIRK

William Shatner (alias James Tiberius Kirk capitano e poi commodoro della celebre astronave Enterprise) compie oggi 80 anni.

E devo dire che li porta benissimo (anche si sospetta un po' di chirurgia estetica)!

Nei telefilm Star Trek incarnava il tipico atteggiamento americano, un po' spaccone ma poi buonone ed efficiente, che risolve tutti i problemi del suo equipaggio, e si fa voler bene soprattutto dalle donne: nulla importa se di carnagione nera, rossa o verde, se nate a Vulcano o ad Aldebaran! Il Capitano Kirk non è mai stato razzista! :-)

Fece pure scandalo il primo bacio in TV con una afroamericana.

Tuttavia Shatner americano lo è solo di adozione: nato e cresciuto a Monteal (Québec, Canada) il 22 marzo 1931, inizia la sua carriera di attore piuttosto tardi, a 25 anni, quando dal Canada si traferì a New York.

Mi piace Shatner, un po' perché Star Trek è stata a mia serie preferita di quanto ero piccolo. E poi perché è uno di quegli attori che non rinnega il suo passato. Molti attori quando ottengono il loro successo con un personaggio, cercano di scrollarselo di dosso per tutta la vita. Lui no!

« Il Capitano Kirk mi ha reso famoso e quasi non passa giorno che io non ne parli con qualcuno, sempre con grande piacere. Chiaramente amo anche essere riconosciuto per tutto quello che ho fatto per il piccolo e il grande schermo. Interpretando Kirk ho anticipato il futuro. »
(William Shatner)

E ora un po' di Gossip spaziale: pochi giorni fa gli astronauti della missione Discovery Nasa hanno avuto una sopresa!

IL 7 marzo scorso Shatner è stato infatti la loro sveglia del buongiorno: “Spazio, ultima frontiera…”. La voce di Shatner è infatti anche la voce che doppia la sigla di Star Trek.

Bazinga!





Potrebbe piacerti anche: GOSSIP SPAZIALE, GLI AMORI DI NICHELLE NICHOLS
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THE BEST OF SCIENCE WRITING ON THE WEB

Da Michelle, studentessa al 2° anno in ecofisiologia, apprendo che è stato pubblicato The Open Laboratory 2010, una collezione di quanto di meglio sia uscito sui blog che parlano di scienza, ovviamente in lingua inglese.

E' disponibile sul portale Lulu, acquistabile in versione "libro vero" per 17,99 $.

In alternativa qui il formato PDF per $ 9.99, che potete scaricare immediatamente e che si può leggere sul vostro smart phone, e-book reader o PC.

Nell'edizione di quest'anno Jason G. Goldman (che è anche l'editor) ha selezionato 50 post di vari blog scientifici più 6 poesie e una vignetta.

Jason G. Goldman è dottorando presso il dipartimento di Psicologia dello sviluppo della University of Southern California.
Andrea Kuszewski, invece, psicoterapista e artista, ha progettato la copertina.


Ma se siete proprio curiosi e avete fretta di leggere i lavori dei blogger selezionati, andate alla pagina Announcing The Open Lab Finalists!







I miei preferiti?
E la seguente vignetta: "Così è come uno scienziato vede il mondo" di Abstruse Goose



INTERNATIONAL YEAR OF CHEMISTRY RECENSISCE IL CARNEVALE DELLA CHIMICA


Nuova importante segnalazione relativa alla nascita del sito ufficiale di riferimento del Carnevale della Chimica, questa volta nella sede ufficiale dell’International Year of Chemistry 2011 in Italia, che segue la segnalazione già riportata in gennaio relativamente alla nascita dell’iniziativa in sè stessa.

Oltre a riportare lo slogan stesso dell’iniziativa “il primo network italiano per la diffusione della cultura chimica”, la recensione cita come fonte informativa per il sito medesimo il link alla pagina: ”Questo Sito: cos’è? perché? in che modo? a chi si rivolge? cosa puoi trovare? posso partecipare anch’io?

lunedì 21 marzo 2011

ACQUA E SALE MI FAI BERE

"Acqua e sale mi fai bere
con un colpo mi trattieni il bicchiere
mi fai male poi godere
se mi vedi in un angolo ore ed ore
ore piene come un lago
che se piove un pò di meno è uno stagno
vorrei dire non conviene
sono io a pagare, amore, tutte le pene".

Questo bel duetto tra Celentano e Mina (audio) è una immagine poetica che spiega come la nostra vita sia strettamente legata alle proprietà dell'acqua (e del sale presente).

Che il sale (e l'acqua ovvio) fosse una priorità l'uomo lo capì molto presto, tanté che il sale fu probabilmente la sua prima merce di scambio, la "moneta" per comprare grano e altri prodotti.

Gli ioni forniti dal sale svolgono infatti un ruolo essenziale nel corpo umano, mantenendo l'equilibrio degli elettroliti fra le cellule e il liquido che le circonda. Per dirla in parole più semplici, facilitano lo scambio di sostanze utili per la vita tra l'interno e l'esterno delle cellule.

Ed è proprio grazie all'acqua e alla solubilità del sale che la vita si pensa si sia sviluppata negli oceani.

Ma, come nella canzone di Celentano, sia la deprivazione di sale sia il suo eccesso può portare a collasso nel primo caso, a ipertensione nel secondo e, infine, alla morte.




I "potenziali di membrana" sono come delle piccole "pile" cariche di elettricità presenti nelle nostre cellule e sono generati da ioni Na+ che vengono forzati a uscire da una cellula in numero maggiore degli ioni K+ che vengono pompati in essa. Senza le proprietà dell'acqua di alimentare impulsi elettrici non avremmo stimoli ai nervi, movimenti ai muscoli. Non sarebbe possibile la vita come la conosciamo.

Fino alla fine del 1800 gli scienziati erano totalmente disorientati di fronte alle proprietà delle soluzioni saline: la loro capacità di condurre correnti elettriche.
Si erano accorti che l'acqua piovana (ad esempio) presenta scarse capacità di condurre la corrente elettrica, mentre aggiungendo semplice sale da cucina il liquido diventa un ottimo conduttore.

Sessantanni prima della fondazione dell'IKEA, e circa 80 anni prima degli ABBA, un giovane dottorando in chimica svedese, Svante August Arrhenius, fu il primo a risolvere l'enigma. I suoi esperimenti mostrarono che quanto più il sale si scioglie in una soluzione (es. acqua) tanto maggiore è la concentrazione di particelle di soluto (ioni), la cui presenza aumenta la capacità di condurre la corrente elettrica.

Ci domandiamo: per come è strutturata l'Accademia Scientifica, riuscirebbe oggi Svante a fare accettare i suoi studi sulla spiegazione delle proprietà dei sali e delle loro soluzioni alla comunità scientifica? Temiamo purtroppo di no.

Giovanissimo, le sue idee, al tempo (come probabilmente succederebbe anche oggi) non vennero accolte con simpatia dai colleghi chimici.

Tuttavia fu la sua perseveranza e il suo ingegno a essere premiati. Nel 1884 ottenne la cattedra di chimica fisica, a quell'epoca inesistente in Svezia. E nel 1889 formulò l'equazione che porta il suo nome che metteva in relazione la costante di velocità con la variazione di temperatura.
E nel 1903, Arrhenius ricevette il Premio Nobel per la chimica grazie alla sua teoria sul trasferimento di ioni visti come responsabili del passaggio di elettricità.

Il concetto di ioni, proposto da Arrhenius, spiegava anche perché gli acidi, nonostante strutture apparentemente diverse, avessero proprietà simili. In acqua infatti tutti gli acidi producono ioni idrogeno (H+) che sono responsabili del sapore acido e della reattività chimica delle soluzioni acide.

MA NON TUTTO E' ORO...


Al di là dei meriti di Arrhenius, dobbiamo purtroppo ricordare anche i suoi demeriti, per ricordarci che anche i più grandi scienziati sono uomini come tutti noi, con pulsioni e... difetti.

Accadde durante il periodo in cui la grande scienziata Maria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie, fu al centro di una campagna denigratoria: dapprima fu accusata di essere ebrea, proprio negli anni in cui la Francia era travolta da una ondata di antisemitismo, culminata nel caso Dreyfus, poi di essere l’amante del collega Langevin, un fisico anche lui.

Per la stampa di destra, per la quale scrivono parenti di Jeanne, la veuve Curie è una “polacca” spudorata che attenta ai valori della famiglia, ed “ebrea” come il colonnello Dreyfus. Dimostranti ne accerchiano la casa, fermano le figlie all’uscita della scuola, ci sono duelli, ricatti, lettere d’amore rubate e minacce di morte lanciate a Marie dalla moglie di Langevin. Il Consiglio dei ministri discute se intimare o meno alla polacca di lasciare il paese.

Arrhenius scrisse a M.me Curie "consigliandole" d'inviare un telegramma al segretario dell'Accademia in cui lei esprimesse la sua intenzione di non accettare il premio Nobel fintanto non si dimostrasse che era "innocente" delle accuse ricevute.

È difesa dalle amiche, dalle femministe e, dopo qualche tentennamento, dai colleghi più illustri, a cominciare da Einstein

Nonostante questo trattamento discriminatorio e misogino nei confronti di una donna, la scienziata fu nel 1911 meritatamente insignita del secondo premio Nobel, questa volta per la chimica.

E la storia che si ripete: "Acqua e sale mi fai bere / sono io a pagare, amore, tutte le pene".



Questo articolo partecipa al Carnevale della Chimica
ospitato questo mese sul blog del Chimico impertinente!