giovedì 30 settembre 2010

A CHE GIOCO GIOCHIAMO? E' CARNEVALE DELLA FISICA, SUI MAGHIMATICI

nella foto: The Particle Zoo

E' il giorno dedicato al Carnevale della Fisica a un mese dal suo primo compleanno: è infatti l'edizione 11, e come ogni mese viene "festeggiato" dai blogger partecipanti ogni 30 del mese.

Questa volta gli ospitanti sono i Maghimatici che con il loro blog presentano i geniali contributi dei blogger che trattano argomenti legati alla fisica. Che sono: dieciallamenonove, blogChess, Rangle, Popinga, TVSpace, Scientificando, e (almeno 109 pixel più in basso:-) i Rudi Matematici, Science Backstage, EmFPecora, Scienza e musica, Crescere creativamente e infine pant, pant... il nostro Gravità Zero.

La prossima edizione sarà ospitata dal blog di Annarita Ruberto Scientificando.

Per partecipare leggi qui le regole del CARNEVALE DELLA FISICA


E, naturalmente iscriviti alla pagina Fan di Facebook!


MONDOBIT 2010 - I SEGRETI DEI MOTORI DI RICERCA

Torino è sempre stato il fiore all'occhiello degli studi sull'evoluzione delle reti (siano queste reti sociali, internet, il web o la diffusione dei virus in un ecosistema). Anzi, è un centro di eccellenza mondiale, con la Fondazione ISI, dove lavorano interi gruppi di ricercatori, il progetto INFLUWEB, e il prestigioso Premio Lagrange-Fondazione CRT consegnato proprio allo studio della complessità.

Non è un caso, dunque, che il prof. Angelo Raffaele Meo (Presidente dell'Accademia delle Scienze e docente di Computer Science al Politecnico di Torino) e il prof. Giovanni Colombo (dell'Istituto Superiore Mario Boella) trattino l'argomento in un incontro pubblico raccontando come stiano evolvendo le dinamiche delle reti da quando sono scoppiati fenomeni sotto gli occhi di tutti come Google e i social network.

Quando cerchiamo sulla rete un’informazione c’è da rimanere stupiti della velocità e dalla pertinenza delle risposte date dai motori di ricerca. Come può un meccanismo, per quanto raffinato, comprendere la grammatica e la sintassi delle parole con cui l’abbiamo interrogato? Come può il motore di ricerca districarsi in quell’intrigo di documenti, annunci, articoli, libri, brani musicali, filmati, confessioni e argomentazioni che abitano (e forse sono) la Rete?

Il segreto sta nel come l’informazione è organizzata e strutturata nella rete. L’informazione trovata in modo così naturale ci lascia solo il compito di capirne il significato e (mestiere ancora più difficile) di dedurre come intendiamo farne uso per raggiungere gli obiettivi che hanno mosso la nostra curiosità iniziale.

La prodigiosa efficacia dei motori di ricerca è possibile grazie a un ricco insieme di tecnologie, dai circuiti microelettronici alle fibre ottiche, che hanno registrato negli ultimi decenni progressi così rapidi come non si erano mai manifestati nella storia dell'uomo.

Parallelamente, la fantasia di progettisti e programmatori ha sviluppato soluzioni geniali. Cercheremo di vederle insieme, esaminandone anche la ricaduta sull'intero sistema della ricerca scientifica e tecnologica.

Mondobit 2010 - Il Sapere? Basta un clic. Segreti dei motori di ricerca

4 OTTOBRE 2010 - ore 18;30
Circolo dei lettori - Via Bogino, 9 Torino
INGRESSO LIBERO

SCOPERTO IL PRIMO PIANETA (FORSE) ABITABILE

Un gemello della Terra a 20 anni luce da noi.

I cacciatori di pianeti extrasolari hanno fatto centro. A soli 20 anni luce da qui – una distanza relativamente vicina in termini astronomici – c’è un mondo simile al nostro, con le carte in regola per ospitare la vita. Si chiama Gliese 581g ed è il primo pianeta potenzialmente abitabile, dopo centinaia di pianeti extrasolari individuati negli ultimi anni sempre troppo vicini o troppo distanti dalla loro stella o con caratteristiche incompatibili con la vita. Stavolta, invece, i connotati sembrano proprio quelli giusti. Gliese 581g è roccioso, con una massa tre volte la Terra e orbita esattamente nel bel mezzo della fascia di abitabilità, ovvero alla distanza ideale dal suo Sole perché sulla superficie sia presente acqua liquida, una delle condizioni sine qua non per ipotizzare forme di vita extraterrestre. L’abitabilità di un pianeta dipende da molti fattori, ma l’acqua allo stato liquido e la presenza di un’atmosfera sono fra i più importanti. Magari per noi esseri umani Gliese 581g potrebbe non essere un buon posto dove vivere, ma si tratta comunque del primo e più vicino luogo al fuori dal sistema solare dove potremmo incontrare la vita, anche se diversa da quella che conosciamo.

L’eccezionale scoperta, pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal e online su arXiv.org, si deve a un gruppo di ricerca coordinato dall’Università della California a Santa Cruz e dalla Carnegie Institution di Washington. Per 11 anni gli scienziati hanno tenuto sotto stretta osservazione il sistema planetario orbitante intorno a una stella molto simile al sole, la nana rossa Gliese 581, situata nella costellazione della Bilancia. Per 11 anni, hanno collezionato dati con il Keck Observatory nelle Hawaii e misurato in maniera estremamente accurata (con una precisione di 1,6 metri al secondo) la velocità radiale della stella, ovvero quelle minime variazioni di posizione dovute all’effetto gravitazionale dei corpi orbitanti intorno a essa. Nel corso di queste perlustrazioni, erano già stati individuati quattro pianeti, due dei quali ai bordi della fascia di abitabilità, uno sul fronte più caldo e l’altro sul fronte più freddo (e su quest’ultimo gli scienziati non hanno perso le pur debolissime speranze che possa essere abitabile). Ma solo i recentissimi risultati hanno permesso al gruppo di astronomi, capitanato da Steven Vogt e Paul Butler, di rilevare altri due pianeti, portando a sei i membri della famiglia, la più numerosa ad oggi conosciuta al di fuori del nostro sistema solare. Ma la sorpresa più grande è stata scoprire che uno dei due (il quinto rispetto alla stella) si trova proprio al centro della fascia di abitabilità.

Gliese 581g avrebbe una forza di gravità di simile a quella terrestre, tale per cui una persona potrebbe tranquillamente camminare in posizione eretta sulla sua superficie. Questo rende possibile anche la presenza di un’atmosfera. Con una massa compresa fra 3,1 e 4,3 masse della Terra e un raggio stimato fra 1,2 e 1,5 raggi terrestri, “Gliese 581g rientra nelle cosiddette Superterre, pianeti simili al nostro anche se la loro struttura potrebbe essere diversa”, commenta Raffaele Gratton, astronomo dell’INAF-OA di Padova. “In questo senso, è il miglior candidato a pianeta abitabile trovato sinora”.

Questo nuovo mondo extrasolare ha un’orbita circolare di 36,6 giorni e le sue temperature medie di superficie sono comprese fra -31 gradi e -12 gradi. Dal momento che il pianeta rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella, un lato è perennemente illuminato e più caldo, l’altro sempre buio e più freddo. Secondo gli scienziati, sarebbe un ulteriore elemento a favore della presenza di vita, perché il clima sul pianeta sarebbe stabile: “Ogni forma di vita emergente avrebbe un ampio range di climi stabili in cui evolvere a seconda della longitudine”, ha detto Vogt.

Ma come si fa a sapere se effettivamente la vita laggiù si è sviluppata? “Per comprendere se il pianeta possa ospitare forme di vita, occorre poterne studiare l’atmosfera. Pensiamo che l’indicatore fondamentale sia la presenza di O2, molecole di ossigeno che dovrebbero essere abbondanti nell’atmosfera solo in presenza di fotosintesi clorofilliana”, spiega Gratton. “Forme di vita che non usano la fotosintesi sono naturalmente possibili, ma sembra molto più difficile rivelarne la presenza”.
“Nel caso dei pianeti di Gliese 581, che non appaiono transitare sul disco della stella, perché l’orbita è troppo inclinata, dati sull’atmosfera (essenzialmente spettri) possono essere ottenuti solo con immagini dirette.Per esempio con EPICS, lo strumento progettato per E-ELT, che potrebbe essere disponibile tra poco più di un decennio. Si può ragionevomente sperare che questi spettri potrano chiarire se nell’atmosfera di questo pianeta c’è una quantità rilevante di O2. Su una scala temporale più lunga, oltre il 2030, strumenti come il Terrestrial Planet Finder della NASA o eventuali evoluzioni del progetto Darwin dell’ESA potranno probabilmente raggiungere questo obiettivo”.

In tal caso, se la scoperta fosse confermata, “sarebbe probabilmente una di quelle da premio Nobel”, afferma Gratton, “anche se il merito andrebbe diviso tra molti gruppi di ricerca, fondamentali nel campo degli esopianeti”. Per il momento, la scoperta di questo quasi-gemello della Terra apre orizzonti sconfinati e vertiginosi. Secondo gli autori infatti, considerato il numero relativamente basso di sistemi planetari monitorati finora, mondi simili non possono essere rari. “Se lo fossero, non ne avremmo trovato uno così rapidamente e così vicino”, ha detto Vogt. “Il 10-20 per cento dei sistemi solari potrebbe avere pianeti abitabili: moltiplicato per centinaia di miliardi di stelle nella Via Lattea, significa che potrebbero esserci decine di miliardi di altre Terre nella nostra galassia”.






mercoledì 29 settembre 2010

L'ALGORITMO AL POTERE. COME GOOGLE HA CAMBIATO LE NOSTRE VITE


Il libro di Francesco Antinucci “L’Algoritmo al potere”, edito da Laterza, è un eccezionale esempio di divulgazione scientifica semplice ed immediata.

Senza troppi giri di parole, l’autore racconta i casi concreti dei maggiori successi di siti web negli ultimi anni, da Google a Youtube da Yelp a Netflix.

L’autore parte nella sua descrizione dal postulato che moltissime delle invenzioni che ci circondano e che hanno cambiato la nostra vita e la nostra società non sono state pensate per quello specifico scopo e i risultati che hanno prodotto sono spesso andati oltre le aspettative.

Ma non tutto è in discesa infatti anche i casi di successi più eclatanti spesso hanno avuto degli inizi difficili, come il caso della Pixar che ha dovuto subire oltre dieci anni di perdite fino all’uscita di Toy Story che rivoluzionò il mercato, o come nel caso di Netflix che ha stravolto il mercato del noleggio dei film, ma che ha dovuto sopportare sei anni di perdite prima di generare profitti da 67 milioni di dollari nel 2007.

La vera arma in più di internet è che gli utenti si sentono direttamente coinvolti nel servizio di cui vogliono usufruire, si passa dalla comunicazione da uno a tanti a quella da uno a uno. Se cerchi un ristorante su Yelp, non solo hai la possibilità di trovarlo fruttando una serie di informazioni utili, ma hai la possibilità di vedere i commenti di chi ci ha mangiato così da poter scegliere meglio. Inoltre se uno non si fida del giudizio dell’utente medio, si può estrapolare il commento dell’Elitè. Ovvero un gruppo di utenti selezionati dal sito che fanno da critici. L’idea che chi ti sta fornendo le informazioni è “uno come te” è tranquillizzante, sembra essere una vera forma di democrazia. Questo è quello che attira dei social network, quello di avere un accesso diretto all’informazione.

Ma questa democrazia diretta può considerarsi affidabile? Secondo l’autore no per le attività complesse che hanno bisogno di un elevato grado si specializzazione come ad esempio la politica.

Pensate di poter votare direttamente su ogni questione, chi avrà tra i votanti realmente la capacità di decidere se e quali fonti energetiche finanziare, come condurre una politica economica ed industriale. Nessuno può prevedere come si evolverà internet in futuro, sicuramente il sogno di ogni pubblicitario è di conoscere i bisogni e i desideri dei singoli individui così da proporre campagne di marketing mirate e i social network sono una miniera inesauribile di informazioni che volontariamente gli utenti danno e che i siti possono dirottare alle aziende per individuare potenziali acquirenti.
Così come quello di ogni politico, che conoscendo in anticipo i gusti e le debolezze di ogni individuo potrebbe adattare la sua campagna elettorale facendo leva sulle emozioni degli utenti.
Tuttavia al momento le aziende che hanno utilizzato questo tipo di tattica in primis Facebook non hanno avuto i ritorni sperati.

Fabrizio Zucchini
Giornalista scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana

L'AUTORE

Francesco Antinucci è Direttore di ricerca all’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR. Si occupa di linguaggio, apprendimento e comunicazione, soprattutto in relazione alle nuove tecnologie digitali. Ha svolto parte della sua attività di ricerca negli Stati Uniti, al Dipartimento di Psicologia dell'Università di California a Berkeley, alla School of Information della stessa università e al Palo Alto Research Center (PARC) della Xerox.

L'ALGORITMO AL POTERE
Vita quotidiana ai tempi di Google
di Francesco Antinucci
Laterza Editore
Pubblicato: settembre 2009
Pagine: 128
ISBN 9788842090533

BERGAMOSCIENZA - DAL 1° AL 17 OTTOBRE 2010

Dopo il successo della passata edizione con oltre 87.000 presenze, la scienza torna protagonista a Bergamo. Dal 1 al 17 ottobre 2010 si svolgerà la VIII edizione di BergamoScienza, rassegna di divulgazione scientifica con oltre 180 eventi aperti gratuitamente al pubblico: conferenze e tavole rotonde, mostre, laboratori interattivi, spettacoli di musica e poesia, competizioni e giochi per 17 giornate.

Molti i nomi illustri del panorama scientifico e culturale internazionale che affronteranno le tematiche più attuali nell’ambito della ricerca scientifica, tra cui i due Premi Nobel Martin Chalfie (Nobel per la Chimica, 2008) ed Eric R. Kandel (Nobel per la Medicina e la Fisiologia, 2000). Inoltre: l’architetto Shigeru Ban; il matematico Thomas Francis Banchoff; l’archeologo e paleontologo Yonas Beyene; il fisico e divulgatore scientifico Mark Buchanan; il neuroscienziato John Cacioppo; la neurofilosofa Patricia Smith Churchland; lo psicologo e neuroscienziato Michael Gazzaniga; l’ematologa Eliane Gluckman; il professore di meteorologia del M.I.T. Richard Lindzen; il medico evoluzionista Robert Perlman; l’esperto di politiche ambientali Roger A. Pielke Jr.; il biomedico Jeffrey Platt; il neurologo e psicologo Steve Small; il biologo Craig Venter e il geologo Giday WoldeGabriel.

BergamoScienza animerà i luoghi più belli di Città Alta e Città Bassa, dal Teatro Sociale alle dimore e ai palazzi storici, oltre a chiese, chiostri, teatri, musei, scuole e Università. La manifestazione si spinge oltre i confini della città, raggiungendo Milano e i comuni di Alzano Lombardo, Brembate, Capriate San Gervasio, Clusone, Dalmine, Desenzano di Albino, Gorle, Ranica, S. Paolo d’Argon, Seriate, Stezzano, Trescore Balneario, Treviglio, Treviolo, Zingonia e Zogno.

Protagoniste della Terza Notte della Scienza sabato 2 ottobre in Piazza Matteotti, saranno quest’anno le donne. Una serata, condotta da Max Laudadio, con alcune tra le più note scienziate per informare divertendo e per mettere in scena lo spettacolo della scienza.


Qui il video con i successi della scorsa edizione di Bergamo Scienza

PULSAR, VIDEOMAGAZINE DELL'AGENZIA SPAZIALE ITALIANA


E' online su www.asitv.it l’ultima edizione di Pulsar, il videomagazine di spazio dell’Agenzia Spaziale Italiana. Si parla del modulo italiano "Leonardo" che completerà la Stazione Spaziale Internazionale, portata dall'ultimo volo dello Shuttle Discovery, il 1 novembre 2010, (il cui primo volo risale al 1984). Si parla anche del primo robot antropomorfo nello spazio. E infine l'ultima missione Endeavour, che porterà l'Italiano Roberto Vittori sulla ISS. E poi si parla dello strumento realizzato in Italia nell’ambito della collaborazione ASI-NASA per la sonda JUNO, che svelerà i segreti di Giove.

martedì 28 settembre 2010

XIV SCIENZARTAMBIENTE PER UN MONDO DI PACE

Dal 14 al 18 ottobre 2010 a Pordenone, si terrà la XIV edizione del Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace.

Torna con un look rinnovato, e anche se con una programmazione di meno giorni (5 giorni anziché 3 settimane) promette di essere più intenso e variegato nella tipologia di interventi e nel numero di attività.
Si susseguiranno a ritmo intensissimo incontri e conferenze sulla biodiversità, affrontata da diversi punti di vista: dai progetti nazionali e internazionali incentrati su questo tema, all’influenza di Darwin, dagli incontri con i prodotti “biodiversi” locali ai metodi di catalogazione, di comprensione e di salvaguardia delle specie.
Da qualche giorno è on-line il programma ed è possibile scarica l'invito per l'inaugurazione che si terrà giovedì 14 ottobre alle ore 18.30.
Anche quest'anno Gravità Zero è media partner della manifestazione, e seguirà per voi alcuni incontri.

SIAMO COME NAUFRAGHI IN UN "OCEANO DI STELLE"

Hai mai pensato, trovandoti di sera davanti allo spettacolo imponente del cielo stellato, a domande come: “Quante sono le stelle in cielo?”, “Come sono fatte?”, “Quanto sono distanti?”.
Ad ognuna di queste domande gli scienziati hanno trovato una risposta. Ma con alcuni piccoli ragionamenti ci potrai anche arrivare anche tu.

Intanto vediamo quanto dista da noi la stella più vicina: il Sole.

Il Sole è una stella di medie dimensioni, classificata come nana gialla (significa che ci sono stelle molto più grandi ma anche molto più piccole).
La sua distanza dalla Terra è di circa 150 milioni di Km.

Immaginiamo per un momento che il Sole sia grande come un pallone da calcio. Secondo te a quale distanza dovremmo mettere la Terra per rispettare le proporzioni tra le distanze?
Siccome il Sole ha un diametro reale di 1.392.000 Km (109 volte quello della Terra), se fosse grande come una pallone (20 cm) la Terra dovrebbe essere rappresentata con un granello di sabbia (0,2 cm). Inoltre sempre con queste proporzioni dovremmo collocare la Terra alla distanza di ben 20 metri.


Nel video seguente un modo diverso per pensare alle proporzioni e alle distanze tra pianeti.


Invece in questo video, le dimensioni della Terra rispetto al Sole e alle altre stelle.



Ora vediamo qual è la macchina più lontana mai spedita dall’uomo dalla Terra.
Si tratta del Voyager 1,, una sonda lanciata nel 1977 e che si sta allontanando sempre più da noi. Ora si trova a 111 unità astronomiche (UA). L’unità astronomica è la distanza Terra-Sole. Dunque vuol dire che nel nostro piccolo modello la sonda si trova a circa 220 metri dalla Terra! Queste sono anche pressappoco le dimensioni del nostro sistema solare più esterno.

Il suo "compagno", il Voyager 2 è invece a circa 13 "ore luce", distanza che equivale a 14 milioni di chilometri dalla Terra, circa 100 UA, ovvero si è no 200 metri dalla nostra Terra "in miniatura".

Dopo il Sole qual è la Stella più vicina a noi? È la Stella chiamata Proxima Centauri (nella costellazione del Centauro), a circa 4,28 anni luce di distanza. Significa che la luce di quella stella arriva ai nostri occhi dopo avere viaggiato per oltre 4 anni (la luce del Sole invece ci arriva in appena 8 minuti)!

L’anno luce è una misura di distanza e corrisponde a circa 95 mila miliardi di chilometri. Possiamo esprimere questo numero con 9,5*1013 Km. Il numero che vedi alla potenza del 10 indica il numero di zeri che seguono la prima cifra. Si tratta di un numero spaventosamente grande, seguito da 13 zeri, pari a circa 63.241 volte la distanza fra la Terra ed il Sole.
Dunque nel nostro modellino dovremmo mettere un altro pallone da calcio (che rappresenta la stella di nome Proxima) a circa 541.340 metri dal granello di sabbia che rappresenta la Terra!

Ma la nostra Galassia è composta da mille miliardi di stelle come il Sole (1*1012) e l’intero universo sembrerebbe essere costituito da 2.000 miliardi di galassie (2*1012). Per un totale di 2 milioni di miliardi di miliardi di stelle (2*1024).

Tutte queste stelle occupano un volume con un diametro di 13.700 milioni di anni luce: la dimensione del nostro Universo.

È una grandezza impressionante.

Ma il nostro è solo un modellino in scala ridotta. Puoi dunque solo immaginare quali siano le vere dimensioni del nostro universo: siamo in un oceano di stelle!


Dai uno sguardo al meraviglioso documentario intitolato "Potenze di 10", realizzato dai geniali coniugi Eames per renderti conto delle spaventose dimensioni dell'Universo.



Questo post è liberamente tratto da un articolo pubblicato dall'autore nel mese di novembre 2009 sulla rivista MondoErre, nella rubrica matemagica, per piccoli grandi geni!

lunedì 27 settembre 2010

L'UNIVERSO AFFOLLATO: ALLA RICERCA DI PIANETI ABITATI


Alan Boss ha scritto un libro veramente bello. "L'Universo affollato - Alla ricerca di pianeti abitati" (editore Le Scienze, 2010) è un diario di viaggio lungo 14 anni, in cui si narrano le vicende degli astronomi che hanno partecipato alla caccia ai pianeti situati al di fuori del nostro Sistema Solare.
Dal 1995 al 2009 si susseguono le speranze, i progetti, i meeting, gli annunci, le verifiche, le stime e - soprattutto - le idee di chi ha lavorato con un unico obiettivo: la caccia ai nuovi mondi. Si tratta di un libro, peraltro molto efficace dal punto di vista del linguaggio, decisamente divulgativo, che offre tantissimi spunti di riflessione. Tratterò in questo articolo soprattutto le affermazioni di natura statistica che vengono fatte dall'autore, alcune delle quali sono corrette, altre per lo meno azzardate ed altre ancora assolutamente scorrette.
CONTINUA SU: http://blog.libero.it/paghecontributi/9302480.html

LA NOTTE DEI RICERCATORI 2010 - IL VIDEO DELL'INAF



Un bellissimo video dell'INAF sulla manifestazione che, come ogni hanno a settembre, si è svolta in oltre 260 città di 31 Paesi europei e dell’area mediterranea: la Notte dei ricercatori, promossa dalla Commissione Europea all’interno del 7° Programma Quadro in Ricerca e Sviluppo Tecnologico.

Esperimenti, dimostrazioni, spettacoli, lezioni aperte, musica, mostre, visite guidate, laboratori aperti che il 24 di settembre hanno messo in scena la quotidianità della ricerca e del lavoro dei ricercatori per il pubblico di tutte le età.

Qui il sito ufficiale della "Notte dei ricercatori".





domenica 26 settembre 2010

DA DOVE NASCE LA FORZA DI GRAVITA'?


Un nostro lettore, Roberto, ci scrive:

Permettetemi una domanda che mi assilla fin da ragazzo: preso atto della presenza fisica della forza di gravità tra due masse nell' universo con tutti gli effetti che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi (gravità terrestre, attrazione fra pianeti, maree ecc.) io vorrei capire bene: da dove nasce? Cosa succedde a livello atomico tanto che due masse di diversa natura (liquido, solido o gas ) attirano. Io capisco l'attrazione magnetica per cui un magnete attira un materiale ferromagnetico, ma perchè a livello atomico attira anche un pezzo di legno?
Grazie molte per l'attenzione


Rispond
e Massimo Auci, astrofisico.

La prima forza fondamentale con la quale l'uomo si misura fin dalla nascita è proprio la forza di gravità. Antica quanto il mondo ma di origine profonda ancora sconosciuta e tra le forze la più restia all'unificazione. Si perché se è vero che ormai la scienza è riuscita a unificare in un'unica forza alcune delle forze fondamentali come quelle elettromagnetica e debole e buone prospettive ci sono per raggiungere anche l'unificazione di quella nucleare forte, quella gravitazionale sembra non volerne sapere.

Studiata da Newton alla metà del seicento, i suoi lavori hanno dato origine alla teoria della gravitazione universale che governa saggiamente e perpetuamente il nostro universo, ripresa da Einstein nella teoria della relatività generale ha fornito la chiave di lettura per comprendere l'evoluzione del cosmo.

Ma a livello microscopico perché la forza esiste? Nessuno lo sa. Si sa che mettendo insime più atomi, più particelle con massa, la gravità cresce proprio perché cresce la massa ma per un atomo la gravità è talmente bassa che non influisce per nulla sulla sua struttura. Per provare la gravità bisogna avere tanta massa, quindi sperimentano e producono gravità le stelle i pianeti le galassie ma anche le piccole masse come le particelle elementari salvo che i valori di forza sono così bassi da non influire. Esistono alcune teorie di campo che attribuiscono la gravità ad una distorsione dello spazio-tempo prodotta dall'energia localizzata, oppure che descrivono la gravità a livello microscopico attraverso lo scambio di particelle mediatrici di forza che si chiamano gravitoni.
Più gravitoni vengono scambiati più intensa è la forza, quindi più energia è localizzata più gravitoni vengono scambiati e maggiore è la gravità ma se si viuole sapere cosa combina questa strana forza a livello atomico la risposta è semplice: anche se non ci fosse non cambierebbe nulla.
A livello planetario e cosmico invece è proprio la gravità a strutturare il mondo che conosciamo.

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UN PO' DI STORIA
Di seguito un interessante video storico del 1956 del PSSC (Physical Science Study Committee), un Comitato che ha per primo cercato di coinvolgere celebri fisici teorici, ricercatori, esperti di problemi didattici, insegnanti di fisica, con un obiettivo: fornire il materiale per un corso di fisica che facesse conoscere agli studenti le idee fondamentali della fisica moderna e desse loro quel tanto di conoscenze fisiche che è da ritenersi ormai indispensabile nella cultura di ogni uomo.

sabato 25 settembre 2010

CHI E' E COSA FA UN RICERCATORE?



Interessanti le risposte del pubblico alla domanda cosa fa e cosa dovrebbe fare un ricercatore riprese sul canale youtube di nottedeiricercatori.
Ne emerge una sensibilità comune sul ruolo, e anche le difficoltà, a carico di un giovane ricercatore e sull'importanza della ricerca in ambito scientifico per un paese, non fosse altro che per migliorare la qualità della vita sulla terra.
Ciò che traspare dalle interviste è anche una forte richiesta di conoscenza, di essere tenuto al corrente e informato dei lavori e degli studi che avvengono all'interno dei laboratori.

E secondo voi? Cosa dovrebbe poter fare un ricercatore?

LA NOTTE DEI RICERCATORI 2010 - VIDEO




Ieri era il 24 settembre: Notte dei ricercatori in tutta Europa e nelle principali città d'Italia, promossa dalla Commissione Europea all’interno del 7° Programma Quadro in Ricerca e Sviluppo Tecnologico.

Gravità Zero era a Torino, in Piazza Castello, dove ha partecipato all'evento che è anche una occasione per avvicinare il pubblico di ogni età al mondo della ricerca e sensibilizzare i giovani alla carriera scientifica.

Esperimenti, dimostrazioni, spettacoli, lezioni aperte, musica, mostre, visite guidate, laboratori aperti metteranno in scena la quotidianità della ricerca e del lavoro dei ricercatori per il pubblico di tutte le età.

Qui il sito ufficiale della "Notte dei ricercatori".


venerdì 24 settembre 2010

DIRETTA VIDEO - L'ALTRA NOTTE

Come sapete oggi è la Notte dei ricercatori 2010 in molte piazze delle città d'Italia, e ne “L'Altra notte”: ci saranno collegamenti via Skype con tutta Italia. Con interventi di Bertolino, Iacona, De Biase, Angela.

GRAVITA' ZERO AL RALLY DELLA SCIENZA



Il Rally della Scienza è dedicato ai bambini fra gli 8 e i 13 anni (dalla terza elementare alla terza media) ed è un gioco a squadre dove equipaggi di 3-4 amici si iscrivono a una gimcana fra gli stand allestiti in piazza Castello, a Torino. Ciascuna squadra avrà 80 minuti per misurarsi con tappe e prove speciali d’ogni tipo dove biologia, fisica, geologia, matematica, chimica, scienze naturali, elettronica… diventano protagoniste di giochi divertenti e interattivi.

E saranno gli stessi ricercatori presenti in piazza a “sfidare” i ragazzi, utilizzando il gioco anche come momento di comunicazione e scambio sui temi della scienza.

IL FESTIVAL DELLA SCIENZA DI GENOVA 2010


E' stata presentata oggi, presso la sala convegni Santa Marta l'ottava edizione del Festival della Scienza di Genova, che dal 29 ottobre al 7 novembre esplorerà gli Orizzonti. Mete sempre nuove, ignote e sfuggenti che fanno da stimolo per una ricerca incessante, che vuole superare le conoscenze acquisite e avvicinarsi sempre più alla verità.
Il programma di quest’anno prevede oltre trecento eventi, che animano l’intero centro del capoluogo ligure, dalle piazze ai palazzi storici, dai musei ai teatri.

Dopo aver esplorato i confini del tempo nell’edizione 2009 dedicata al Futuro, il Festival della Scienza si focalizza quest’anno sul tema dello spazio, scegliendo Orizzonti come parola chiave dell’ottava edizione, in programma a Genova dal 29 ottobre al 7 novembre 2010. Ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza in partnership con Regione Liguria, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Genova, Provincia di Genova e Compagnia di San Paolo e con la collaborazione del partner fondatore Telecom Italia, il Festival esplora gli Orizzonti come metafora del traguardo della scienza: mete sempre nuove, ignote e sfuggenti che fanno da stimolo per una ricerca incessante, che vuole superare le conoscenze acquisite e avvicinarsi sempre più alla verità. Come insegna Popper, la scienza è perfettibile e procede per ipotesi ed errori: come potrebbe non essere di larghe vedute e ancora più ampi… orizzonti?

Il programma di quest’anno prevede oltre trecento eventi, che animano l’intero centro del capoluogo ligure, dalle piazze ai palazzi storici, dai musei ai teatri: Genova si apre per ospitare una scienza viva, pulsante, curiosa, che dialoga con i luoghi della società civile, con le discipline dello spettacolo, con i linguaggi della contemporaneità e con le sfide di quest’epoca problematica ma gravida di scommesse e possibilità.

La ricchezza del programma emerge fin dalla giornata d’apertura, in cui è atteso l’economista libanese Nassim Nicholas Taleb, autore dell’acclamata teoria del “cigno nero” sulla natura degli eventi inaspettati e sulla reazione umana nei loro confronti, seguito dall’astrofisico italo-americano Riccardo Giacconi, premio Nobel per la Fisica nel 2002, padre dell’astronomia a raggi X, protagonista di un intervento su come la tecnologia ci abbia permesso di estendere le osservazioni astronomiche a tutte le radiazioni dei corpi celesti. In serata, riflettori puntati sulla prima assoluta in Italia di Icaro ai confini del tempo, opera multimediale dell’astrofisico americano Brian Greene con musiche originali di Philip Glass, coprodotta con il World Science Festival di New York e realizzata grazie al contributo di ERG.

Tra mostre, conferenze, laboratori e spettacoli, il Festival offre al pubblico un percorso molto vario, attraverso cui scoprire i nuovi orizzonti. Ci sono exhibit come Laser. Luce oltre l’orizzonte, che a cinquant’anni dall’invenzione del laser ripercorre una delle più grandi scoperte scientifiche del ventesimo secolo; Mediterranean Science Garden, incentrato sulla biodiversità delle specie vegetali e sulla varietà di colture e tradizioni del Mediterraneo; Odissea, che riprende il lungo viaggio alla ricerca delle radici del sapere scientifico e filosofico attraverso Grecia, Libia, Egitto, Turchia, Italia e Verso l’orizzonte. Viaggi di popoli e cose tra Vicino Oriente e Mediterraneo Antico sull’incontro fra le culture (tutti eventi a cura del CNR PSC).
C’è la riflessione su un pianeta da salvare, nella mostra Elettri-città sulla città verde possibile, alimentata solo da fonti rinnovabili; c’è la tecnologia stupefacente che fa rivivere in 3D La conferma della regola, affresco duecentesco di Giotto in cui il visitatore può entrare in scena, attraversandolo e interagendo con i personaggi; c’è la magia del teatro ne Il viaggiatore onirico ispirato al romanzo Autunno a Pechino di Boris Vian, e in OrizzonTale, spettacolo nell’ambito di CircoScienza con l’attore Alessandro Benvenuti, la pianista Rita Marcotulli e il contrabbassista Furio Di Castri.

Non mancano poi, in forma rinnovata, gli appuntamenti premiati dall’interesse del pubblico nelle passate edizioni, come Sapori di scienza (che propone l’inatteso e affascinante connubio tra scienza e cucina, guidando lo spettatore fin alle origini dei nostri alimenti) e Sport e Scienza, una serie di laboratori per scoprire in maniera divertente quanta fisica, idrodinamica e matematica troviamo nello sport e quali proprietà chimiche e fisiche rendono i materiali sportivi capaci di migliorare i nostri risultati.

Il consueto momento di riflessione e approfondimento, con una lunga serie di conferenze e lectio magistralis, vanta quest’anno la presenza di Paul Davies, fisico, cosmologo e divulgatore del Progetto SETI sulla ricerca di vita aliena nell'Universo, di Bunker Roy, educatore indiano e fondatore del Barefoot College, dell’oncologa Funmi Olopade, della genetista Vanessa Hayes, dell’etologo Giorgio Celli, del direttore della Specola Vaticana José Funes, del fondatore del Whole Earth Catalog Stewart Brand, del logico e matematico Piergiorgio Odifreddi e del filosofo esperto di new media Maurizio Ferraris. Tra i tanti ospiti autorevoli, ci saranno anche il filosofo della scienza Alva Noë, il chimico britannico Peter Atkins, il matematico Ian Stewart e l’esperto degli effetti sociali ed economici di Internet Clay Shirky, che interverrà a una tavola rotonda sul web e sul futuro della comunicazione, insieme a Steward Brand e John Brockman, promossa da Edge Event.

SI ILLUMINA LA RICERCA: LA NOTTE DEI RICERCATORI IN DIRETTA SUL WEB “A RETE UNIFICATA”


Come sapete oggi è la Notte dei ricercatori 2010 in moltepiazze delle città d'Italia, e ne “L'Altra notte”: ci saranno collegamenti via Skype con tutta Italia. Con interventi di Bertolino, Iacona, De Biase, Angela.

La rete delle micro web tv, web radio e web tv universitarie torna in diretta online per un evento “a rete unificata”. Stasera venerdì 24 settembre dalle ore 20 verrà trasmessa su centinaia di web tv, videoblog informativi e media iperlocali la “Notte dei ricercatori 2010”, appuntamento promosso dalla Commissione Europea. Ad oggi l'evento verrà irradiato anche da Corriere, La Stampa, Rainews24, Il Sole24Ore, Repubblica TV, Il Fatto Quotidiano, L'Unità, E' TV, Sapere.it e YouDem.

La diretta – dal nome L'altra notte - sarà irradiata su www.nottericercatori.it e su www.rita101.tv. Una notte bianca per proporre le storie di chi lavora giorno per giorno nei laboratori e centri di ricerca con competenza e passione. Una notte per presidiare uno dei temi strategici per la crescita culturale ed economica del nostro Paese. Una notte aspettando una nuova alba per la ricerca in Italia.

Nello specifico la diretta sul web rientra nelle attività proposte da Aster - Rete Alta Tecnologia dell'Emilia Romagna e Regione Emilia-Romagna nell'ambito della Notte dei ricercatori 2010. La diretta è in collaborazione con Dipartimento di Comunicazione dell'Università di Bologna, Ipazia Promos Onlus, Ipazia Preveggenza Tecnologica, Altratv.tv, FEMI, U-Station. Da Bologna ci si collegherà in webcam via Skype con le città italiane e con le realtà universitarie dell'Emilia Romagna. Collegamenti in diretta con i nove enti italiani universitari aderenti all'iniziativa: Bologna, Bolzano, Frascati, Genova, Roma, Salerno, Trieste, Venezia e i distretti universitari del Piemonte. Collegamento con il CERN di Ginevra. Intervengono alla trasmissione sul web anche Riccardo Iacona, Luca De Biase e Piero Angela, con un'intervista registrata. Durante la diretta Giovanna Cosenza (Dipartimento di Scienze della Comunicazione - Università di Bologna) e Giampaolo Colletti (FEMI, Altratv.tv) si collegheranno con Piazza Verdi a Bologna per trasmettere parte del talk condotto da Enrico Bertolino. Collegamenti esterni con Codec TV (web tv dell'Ufficio Giovani del Comune Bologna) e Laweb.tv (Ferrara).

Una notte ricca di orgoglio e di preoccupazione sulla stato della ricerca: sarà proposta un’intervista a Claudio Zarcone, padre del dottorando che si è tolto la vita a Palermo lo scorso 13 settembre. Durante l'evento anche l'intervista di Riccardo Luna (Wired) a Rita Levi Montalcini per Rita101, la maratona online per il compleanno dell'amata ricercatrice già Premio Nobel. E una Intervista al padre del dottorando che si è tolto la vita a Palermo Ritrasmessa l'intervista di Luna (Wired) a Rita Levi Montalcini.

A sei mesi di distanza dalla diretta realizzata con Altratv.tv Wired, Nòva24, Ipazia Promos Onlus e Current si torna sul web “a rete unificata”: L'altra notte potrà essere fruita anche su www.rita101.tv dove verrà coinvolta la community di oltre 8mila iscritti.

I volti ma anche le voci della ricerca: un pre-evento dalle ore 18 vivrà sul circuito delle web radio universitarie di Raduni. La diretta nazionale sarà condotta in studio da Unis@und, la web radio dell’Università di Salerno, che proporrà anche alcune interviste realizzate nel corso di “La ricerca non va in vacanza”, l’iniziativa promossa la scorsa estate da Ustation in collaborazione con Scienza in rete – Il gruppo 2003 per la ricerca, per promuovere il tema dell’innovazione nelle università italiane.


OGGI E' LA NOTTE DEI RICERCATORI 2010



Oggi 24 settembre parte la notte dei ricercatori in tutta Europa e nelle principali città d'Italia, promossa dalla Commissione Europea all’interno del 7° Programma Quadro in Ricerca e Sviluppo Tecnologico.

Inoltre alle ore 20:00, ci sarà la diretta online a rete unificata per la "Notte dei ricercatori 2010"


Seguite l'evento su Rita101.Tv e su Altratv.tv


La "Notte dei Ricercatori" rappresenta un'occasione unica per avvicinare il pubblico di ogni età al mondo della ricerca e sensibilizzare i giovani alla carriera scientifica.


Esperimenti, dimostrazioni, spettacoli, lezioni aperte, musica, mostre, visite guidate, laboratori aperti metteranno in scena la quotidianità della ricerca e del lavoro dei ricercatori per il pubblico di tutte le età.





mercoledì 22 settembre 2010

(CATTIVA) SCIENZA IN TV ALLA RADIO SU "CACCIA AL FOTONE"

Siete stufi di sentire parlare Giacobbo dei templari e del 2012?


Siete sull’"orlo di una crisi di nervi" mentre guardate Ruggeri o Raz Degan che intervista un ufologo? Prendereste a bastonate Bossari mentre parla del buco nero del cern?

Avete voglia di spaccare la tv mentre va in onda il servizio sull’uomo che proviene dal futuro?

Siete invecchiati precocemente l’ultima volta che avete sentito sproloquiare qualcuno sui fantomatici "bambini indaco"?

Avete comprato una corda robusta da quando si cita la parola "entanglement" a sproposito, manco si parlasse della trimurti? E poi: parapsicologia, vita oltre la vita, piramidi su marte, scie chimiche, atlantide, il falso sbarco sulla luna, rapimenti alieni, ma anche, perchè no, un hamburger attorno a plutone!

Ne parla alla radio Fabio De Sicot su Caccia al Fotone (qui), trasmissione di divulgazione scientifica questa volta pronto a sbugiardare le trasmissioni che campano su argomenti legati alla credulità popolare.


E se non ne potete più, unitevi al gruppo (cattiva) scienza in tv.

In questo speciale parleranno: il geologo Marco Fulvio Barozzi (autore de blog popinga) e il fisico Peppe Liberti (autore del blog rangle). Seguiteli: non ve ne pentirete!

ISCRIVITI ANCHE ALLA PAGINA FACEBOOK di (Cattiva) Scienza in TV



martedì 21 settembre 2010

QUANDO I VIRUS FANNO NOTIZIA

I nuovi dati dello Science in the Media Monitor di Observa, presentati oggi a Venezia in anteprima alla “Sixth World Conference on The Future of Science – Virus: the invisible enemy

Venezia, 21 settembre. Dalla “mucca pazza” alla “nuova influenza”: virus, epidemie e pandemie sono divenute negli ultimi anni un elemento ricorrente nei media. Ma che cosa accade quando questi temi diventano materia giornalistica? E come è cambiato il modo di trattarli? I nuovi dati dello Science in the Media Monitor, l’osservatorio sulla copertura dei temi legati a scienza e tecnologia nella stampa quotidiana italiana, che saranno presentati oggi a Venezia, offrono numerosi spunti interessanti.

Una tendenza tipica dell’informazione, anche nel caso di emergenze globali come il virus H1N1, è spostare rapidamente l’enfasi sul piano locale. Così, nel caso della nuova influenza il picco di attenzione è registrato in occasione del primo decesso attribuito al virus in Italia (il 20% sul totale degli articoli) e al dibattito sui vaccini (15%), mentre l’innalzamento della soglia di allerta da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riscosso un’attenzione molto più modesta (2%).

Un’altra tendenza è quella all’oscillazione continua tra allarme e rassicurazione, senza che si arrivi a una conclusione risolutiva per il lettore.
Secondo Massimiano Bucchi, professore di Scienza Tecnologia e Società all’Università di Trento e fra i relatori della Sesta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza, «in passato i media erano ‘messaggeri del pericolo’, portavoce delle istituzioni sanitarie e degli esperti, che tramite i mezzi di informazione dispensavano consigli e raccomandazioni. Oggi invece l’informazione ospita una polifonia di giudizi e indicazioni, provenienti da ricercatori e medici, che non conduce quasi mai a una conclusione risolutiva e a una chiara indicazione operativa per il pubblico; il formato della discussione che prevale è quello del talk show, laddove è importante alimentare il confronto di opposti punti di vista, anziché la soluzione».

A queste dinamiche contribuisce anche la scelta delle fonti intervistate: il 59% degli esperti citati nella stampa quotidiana sul tema della nuova influenza sono medici e operatori sanitari, mentre molto ridotta è la consultazione di ricercatori quali virologi o epidemiologi.

Questo però non significa che i media abbiano scarsa attenzione per questi argomenti. I dati dello Science in the Media Monitor sfatano infatti un mito: le notizie legate a scienza e tecnologia rappresentano il 13% degli articoli pubblicati ogni anno sui principali quotidiani italiani, con un totale di oltre 9000 articoli rilevanti nel 2009 e con un aumento significativo rispetto all’anno precedente.




I risultati completi sono stati presentati oggi a Venezia in occasione della Sixth World Conference on The Future of Science. Lo Science in the Media Monitor è condotto da Observa Science in Society sotto la supervisione di Federico Neresini (Università di Padova). Attraverso un innovativo sistema informatico, il Monitor archivia e analizza ogni giorno tutti gli articoli su scienza e tecnologia pubblicati online da quattro tra i principali quotidiani italiani (Corriere della Sera, Repubblica, Sole24 Ore e La Stampa, recentemente si sono aggiunti Avvenire e Il Giornale).

Per contatti stampa: Daniela Doremi 0444 305454 – 340 7295088
e-mail: d.doremi@observanet.it

Lo Science in the Media Monitor è il primo Osservatorio sulla comunicazione pubblica della scienza e della tecnologia in Italia, un monitoraggio approfondito e sistematico della copertura dei temi legati alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica nei media italiani. Lo Science in the Media Monitor è un'iniziativa di Observa Science in Society, con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Observa Science in Society è un centro di ricerca indipendente senza fini di lucro, legalmente riconosciuto, che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, policy makers e cittadini.

OBSERVA SCIENCE IN SOCIETY
Viale A. Fusinieri, 65
36100 Vicenza – Italy
Tel&fax +39 0444 305454
www.observa.it

LHC: NUOVI FENOMENI AL CERN RIVELANO INASPETTATE CORRELAZIONI TRA PARTICELLE

Tipica immagine di un urto protone-protone a 7 TeV che ha prodotto in CMS più di 100 particelle cariche.




Nuovi fenomeni sono stati osservati nell’esperimento CMS (Compact Muon Solenoid), coordinato dall’italiano Guido Tonelli.

L’esperimento CMS ha osservato un effetto imprevisto nelle collisioni di protoni che sono avvenute nelle scorse settimane nel massiccio rivelatore di LHC.

Sono state osservate infatti correlazioni tra particelle prodotte negli “scontri” di protoni a una energia complessiva di 7 TeV. In particolare, negli urti a “alta molteplicità ” (nei quali sono prodotte più di cento particelle cariche) alcune particelle sono in qualche modo “correlate” , associate tra loro quando si creano nel punto della collisione.

È la prima volta che questo effetto viene osservato in urti protone-protone e sono possibili molte interpretazioni sulla sua origine.

Questa correlazione tra particelle, affermano i ricercatori di CMS, ricorda caratteristiche analoghe a quelle viste da esperimenti a RHIC (Relativistic Heavy Ion Collider a Brookhaven negli Stati Uniti): Allora la spiegazione fu la presenza di materia nucleare molto calda e densa formata negli urti. L’aumento d’intensità dei fasci di LHC nei prossimi mesi genererà almeno cento volte più eventi con cui studiare questo fenomeno in dettaglio e capire il meccanismo che vi si cela dietro.

Guido Tonelli (INFN) portavoce di CMS, spiega che gli scienziati di CMS hanno “cercato questo fenomeno sebbene la sua presenza non fosse stata predetta in urti protone-protone, cosa che lo rende molto interessante. L’aumento dei dati disponibili getterà più luce sull’origine di questo effetto. Questa misura dimostra la potenza e versatilità sia del rivelatore CMS che dei fisici che lo usano. Stiamo esplorando, centimetro per centimetro, i nuovi territori resi accessibili da LHC ”.
Dopo quasi sei mesi di funzionamento, gli esperimenti di LHC stanno iniziando a dare i primi interessanti risultati.
Fonte: CERN


La collaborazione CMS al CERN ha reso pubblico oggi un articolo intitolato “Observation of Long-Range, Near-Side Angular Correlations in Proton-Proton Collisions” che descrive le caratteristiche di un nuovo fenomeno negli urti protone-protone.

Lo studio di urti a “alta molteplicità ”, nei quali sono prodotte più di cento particelle cariche, suggerisce che alcune particelle sono in qualche modo “correlate” – associate tra loro quando si creano nel punto della collisione.

Negli urti protone-protone al CERN, è ovvio cercare queste correlazioni tra gli eventi ad “alta molteplicità” poiché questi ultimi hanno una densità di particelle cariche simile a quella raggiunta negli urti ad alta energia tra nuclei di rame, nei quali simili effetti sono già stati osservati.

IN COSA CONSISTE L'ESPERIMENTO CMS

CMS è uno dei due rivelatori disegnato per rivelare le particelle generate negli urti ad alta energia tra due protoni o tra due ioni di LHC.

CMS è costruito per dare nuove spiegazioni alla fisica delle particelle e per rispondere a domande quali “Di cosa e’ veramente fatto l’universo? Quali sono le forze dell’universo? Perché le particelle hanno massa?”.

CMS ha anche la capacità di misurare con accresciuta precisione particelle già conosciute e di rivelare fenomeni nuovi ed imprevisti. Questo tipo di ricerca non solo ci aiuta a capire le leggi dell’universo ma anche permette la nascita di nuove tecnologie che possono cambiare il nostro modo di vita.

LHC funzionerà in modo continuato per 18 mesi in modo da permettere agli esperimenti di accumulare abbastanza dati per cercare nuove risposte in tutte le aree di ricerca.

Il disegno preliminare di CMS è stato completato nel 1992 mentre per costruirlo (15 m di diametro, 29 m di lunghezza per un peso totale di 14000 tonnellate) ci sono voluti 16 anni di sforzi da parte di una delle più grandi collaborazioni scientifiche mai creata: 3100 scienziati ed ingeneri di 169 istituti e laboratori di ricerca distribuiti in 39 nazioni.


CERN press release (English, French)
CERN: New two-particle correlations observed in the CMS detector at the LHC (more technical, a paper announced)
Symmetry Magazine
AFP, Universe Today, NewScientist

UN VIDEO DIVULGATIVO SPIEGA QUALI SONO LE RICERCHE SVOLTE NELL'LHC

TEATRO E SCIENZA: RASSEGNA 2010 I CONFINI


E' giunto alla sua quarta edizione, dopo “Classica e Scienza”, “Donna e Scienza” e “L’Astronomia”, il ciclo di eventi che vedrà, dal 3 ottobre al 4 dicembre, la collina torinese ospitare la Rassegna “I CONFINI” del Progetto Teatro e Scienza (www.teatroescienza.it).

La rassegna prevede tre spettacoli ospiti più cinque produzioni suddivise in cinque linee-guida: la linea rossa, quella drammatica vera e propria, la linea dorata, quella lirica, la linea azzurra degli spettacoli ospiti, la linea verde delle arti figurative, la linea fucsia o lumière delle videoinstallazioni. Dunque teatro, musica, danza, canto e video installazioni per una Rassegna sui confini della Scienza.

Teatro e Scienza si avvale della guida della matematica e drammaturga torinese Maria Rosa Menzio, impegnata da anni nella diffusione della scienza attraverso varie modalità espressive.

In programma dodici serate ad ingresso libero: un percorso affascinante dove il linguaggio del teatro si fonde con le varie arti sceniche, continuando a usare i video dei frattali (oggetti matematici che si manifestano in forme grafiche incantevoli) che quest’anno mostreranno allo spettatore un susseguirsi di quadri astratti in movimento. In scena illustri attori e cantanti che vengono in gran parte dal Teatro Stabile o dal Teatro Regio di Torino.

Il tema è stato scelto dopo un attento esame degli argomenti scientifici più adatti a un anno (2010) colmo di ricorrenze per Torino e per tutto il mondo.

Infatti nel 2010:
  • Torino ospita ESOF
  • a Torino c’è l’ostensione della Sindone
  • Torino è la capitale europea dei giovani
  • manca un anno alla celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia
  • si celebra l’anno internazionale della biodiversità
In un anno tanto “speciale” vi sono le domande sui confini tra fede e scienza, sui limiti etici di certa tecnologia, sul binomio scienza-società; non manca il rinnovato appello ai giovani perché custodiscano con passione il sapere (specie quello scientifico), e abbiano sempre presenti i limiti etici dell’applicazione della conoscenza, e perché si possano superare con dignità i confini biologici.

Dunque si parlerà di un’indagine sui confini della Scienza, sul dibattito intellettuale delle due sfere arte-scienza, sui limiti della conoscenza. “VITA A GIUDIZIO” ad esempio, riguarda l’argomento della clonazione umana (colonna d’Ercole per la Scienza) ricorda l'esperimento della pecora Dolly e le successive discussioni internazionali, i film e gli scritti sul tema (vd. il romanzo "Non lasciarmi" di Ishiguro).

Si comincia il 3 ottobre ad Andezeno nel Salone Polifunzionale (presso il Municipio, ore 21, ingresso gratuito) con la prima di “MADRE E FIGLIO” (linea LUMIERE - VIDEO) uno spettacolo scritto da Roberto Moro con la regia di Maria Rosa Menzio, con video continuo e danza di Erika De Crescenzo (replica il 10 ottobre a Torino, Chiesa Ss. Sudario, Via Piave 14, ore 17.

Il 6 ottobre al Maneggio della Cavallerizza va in scena “STASERA OVULO”, testo di Carlotta Clerici, regia di Virginia Martini, con Antonella Questa. Lo spettacolo, dedicato alla maternità over 35, è un esempio delle possibilità comiche insite nel discorso scientifico.

Il 15 ottobre a Castelnuovo don Bosco va in scena “PREGHIERA PER CHERNOBYL” (linea rossa) ispirato agli scritti di Svetlana Aleksievic. Uno spettacolo commovente che ci fa capire quanto soffrano le vittime di certa tecnologia. Replica il 24 ottobre alla Conceria di Chieri.

Il 17 ottobre a Pavarolo è la volta di “CASORATI: ARTE E SCIENZA”. Un intreccio originale delle vite di Felice Casorati pittore e Felice Casorati matematico di Pavia, interpretato da Lucilla Giagnoni.

Il 22 ottobre al Planetario di Pino Torinese è allestito in prima nazionale “VITA A GIUDIZIO” (linea LUMIERE - VIDEO) spettacolo scritto, diretto e interpretato da Maria Rosa Menzio. Si tratta di un esperimento genetico compiuto su un pianeta lontano, e la vita della protagonista è svelata nella sua quotidianità, con una struggente storia d’amore. Replica e Torino, Biblioteca Civica di Villa Amoretti, Corso Orbassano 200, ore 16,30 del 4 dicembre.

Il 7 novembre alla Chiesa dei Battù di Pecetto Torinese, ore 17, va in scena “LA SCOPERTA DELL’ORIZZONTE” della Compagnia Onda Larsen. Si tratta del dibattito creazionismo-darwinismo, con una drammatica storia di rapimenti e di potere.

Il 14 novembre a Ronsecco (replica a Ciriè il 19 novembre) è la volta di “Scienza ed etica” scritto e diretto da Mauro Ginestrone.

Il 30 novembre al Teatro Astra di Torino la Compagnia Necèssita Virtù allestisce “FAHRE!” tratto dal romanzo di Ray Bradbury, in cui però i “libri parlanti” del finale sono testi scientifici.

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UNIONE COLLINA TORINESE
TEATRO E SCIENZA RASSEGNA 2010 - I CONFINI
3 ottobre/4 dicembre 2010

Direzione artistica Maria Rosa Menzio

Unione Collina Torinese
Comuni di Andezeno – Pavarolo – Pino - Pecetto
Comuni di Chieri - Ciriè - Castelnuovo Don Bosco - Ronsecco
Comune di Torino (Maneggio Cavallerizza Reale - Chiesa Santissimo Sudario - Teatro Astra - Biblioteca Civica Torinese Villa Amoretti)


Ufficio stampa per il web GRAVITA’ ZERO


La Rassegna ha ottenuto come premio di rappresentanza la medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.



La locandina è disponibile sul sito web principale e sul canale slideshare


Per scaricare la presentazione e il programma completo