venerdì 30 aprile 2010

TERRAE': OFFICINA DELLA SOSTENIBILITA'




Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita.
"Albert Einstein"


Pordenone si conferma una città attenta ai cittadini e ai mutamenti del mondo. Da sempre città ricca di eventi culturali riconosciuti a livello internazionale (Festival del Cinema Muto, Dedica, pordenonelegge.it,...) con un occhio attento anche alla divulgazione scientifica e alla sostenibilità (Scienzartambiente, Imparare sperimentando, Le voci dell'inchiesta,...) quest'anno si arricchisce di un nuovo evento dedicato alla sostenibilità.

Dal 4 al 18 maggio in Piazza XX settembre ci sarà Terraè: officina della sostenibilità, con eventi, incontri e convegni dedicati al Risparmio energetico, alla bioedilizia, alla mobilità sostenibile,... La concentrazione degli eventi si avrà il 15 e 16 maggio 2010.

Il programma è denso di eventi per adulti e bambini.

C'è anche la pagina dedicata su facebook.
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THE PREMIO AWARD: PER DONNE INVENTRICI E INNOVATRICI


l´Associazione californiana di Business Internazionale “Bridges to Italy” avvia la seconda edizione del “The Premio Award” - Nel quadro della ITWIIN Conference&Award 2010 curata dal DISTI

Con un sito completamente rinnovato nella grafica e nei contenuti, volto a favorire il massimo grado di interazione con gli utenti, l’Associazione californiana di Business Internazionale “Bridges to Italy” (www.bridgestoitaly.org) avvia formalmente la seconda edizione del “The Premio Award”, il riconoscimento internazionale destinato alla migliore studiosa o imprenditrice italiana operante in America, autrice di ricerche e/o pubblicazioni di rilievo in particolare nei settori delle bio/nanotecnologie, delle energie alternative, dell’information technology o delle scienze della vita, i settori cioè in cui si esprime al meglio l’eccellenza scientifico tecnologica del Nord America, e a cui tanti “cervelli italiani” contribuiscono.


Il Premio, che avrà quale partner italiano ancora una volta ITWIIN, l’Associazione Italiana delle Donne Inventrici e Innovatrici (www.itwiin.it), intende valorizzare il talento delle tante studiose italiane che hanno deciso di proseguire la propria attività di ricerca negli USA, spesso arrivando a risultati di grande impatto che nel loro Paese di origine, l’Italia, restano sconosciuti o quasi: per questo “Bridges to Italy”, associazione non profit che ha tra i suoi scopi statutari quello di incentivare lo scambio e la condivisione di informazioni, idee e progetti innovativi tra Italia e USA, mette in palio un viaggio premio verso l’Italia, finalizzato alla partecipazione del congresso annuale di ITWIIN curato dal DISTI (in programma il 24 Giugno 2010 presso la sede Confindustria di Bari), dove colei che sarà eletta vincitrice avrà la possibilità di esporre i propri risultati ad un pubblico qualificato composto da inventrici e innovatrici da tutta Italia, e ricevere formalmente il premio.

Le candidature sono aperte fino al 10 giugno prossimo a ricercatrici del settore pubblico o privato, studiose o imprenditrici che attualmente lavorino in uno Stato del Nord America (non solo USA, quindi, ma anche Canada e Messico) e che abbiano al loro attivo importanti pubblicazioni scientifiche o brevetti specifici: la partecipazione è possibile solo via web, tramite l’area “contest” del sito www.bridgestoitaly.org (direttamente collegata anche ai principali social network internazionali, da Facebook a Twitter eccetera), la stessa che permetterà a tutta la community dell’high-tech iscritta – composta da ricercatori, imprenditori, esperti di proprietà intellettuale e professionisti sia italiani sia americani - di votare e designare così, con un meccanismo all’insegna della massima trasparenza, la migliore scienziata italiana operante in America per il 2010.

Per informazioni www.bridgestoitaly.org
email: bti@bridgestoitaly.org

Il video di presentazione di Bridges to Italy a cura della Presidente Bianca Dellepiane realizzato in occasione della manifestazione “L’Italia che ce l’ha fatta”, organizzata al Quirinale il 23-24 Aprile 2010, è disponibile sul social network dell´associazione: http://bridgestoitaly.ning.com

Fonte: DISTI
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ARRIVA IL CARNEVALE DELLA FISICA!


"Che cosa sia il Carnevale della Fisica, lo sapete già, ne siamo sicuri. Se davvero non ne aveste sentito ancora parlare (ma dove vivete, allora? ne hanno parlato radio e giornali, riviste e televisioni, perdinci!), la cosa migliore da fare è probabilmente un giro nel sito ufficiale, dove si trovano tutte le informazioni e anche la possibilità di prenotarsi per ospitare le prossime edizioni. Anche perché questo che state leggendo è già il carnevale numero SEI"
Lo presentano così, i Rudi Matematici, con il loro stile impareggiabile, il sesto appuntamento con la divulgazione scientifica ospitata ogni mese da un blog diverso, che raccoglie il contributo di centinaia di blogger in tutto il mondo.
Si, perché il Carnevale della Fisica è nato contemporaneamente in Italia e in Spagna.

Questo mese i blog ospitanti sono rispettivamente per la lingua italiana i Rudi Matematici e per la lingua spagnola il blog di Gerardo Blanco residente a Buenos Aires, Argentina, Última noticias del cosmos.

Buona lettura, dunque, e ricordiamoci che i prossimi appuntamenti rivolti alla diffusione della cultura scientifica e della fisica in particolare saranno ospitati con una novità un tema portante che accompagnerà i prossimi Carnevali:

Il 30 giugno (Arte e Salute) di Emanuela Zerbinatti tratterà il tema legato al rapporto tra espressione artistica e Fisica in tutte le sue declinazioni.


GRAVITÀ ZERO ALL'ESOF 2010


Gravità Zero parteciperà all'ESOF 2010. E lo farà con l'Associazione torino valley, diretta da Vittorio Pasteris, in una tavola rotonda che farà parte della sezione Science to Business.

Il titolo della tavola rotonda è “A trip in torino valley” ed ha l’obiettivo di presentare brevemente ai partecipanti di Esof 2010 l’ecosistema della creatività, della ricerca, del business correlato.

L’evento è fissato per il 6 luglio dalle 17.15 alle 18.00 al Centro Congressi del Lingotto.

Organizza: Vittorio Pasteris

I Relatori saranno:

Per una anticipazione del programma di ESOF



giovedì 29 aprile 2010

TE LO DICO CON PAROLE TUE. COME SI SCRIVE LA SCIENZA


A chi non farebbe piacere scrivere qualcosa che faccia rimanere d’incanto il lettore: sia che si tratti di un libro, un articolo di giornale o un post su un blog?

Di certo per scrivere su qualcosa è necessario prima informarsi bene, leggere, documentarsi.
E c’è una sola regola per far buon giornalismo: farsi capire.
Il nostro mondo è fatto di parole. Le parole filtrano l’accesso alla realtà, guidano le persone a guardare, comprendere e a classificare i fenomeni del mondo. Ma… non tutti sono consapevoli del potere del linguaggio.

“Te lo dico a parole tue” è un piccolo volume scritto da un autorevole divulgatore scientifico: Piero Bianucci.

Al culmine di una lunga carriera giornalistica, l’autore ha voluto fissare alcune regole per il giornalismo in generale e per quello scientifico in particolare.

Per poter cominciare a scrivere bisogna innanzitutto essere ben informati sull’argomento che si affronta badando oltre alla storia che viene raccontata anche a tutto quello che la contorna: lo stile, il ritmo, la punteggiatura, la grammatica e i vocaboli.

Un’altra buona regola da tener conto è che la storia che viene raccontata sia d’interesse generale. Ci si dovrebbe chiedere a chi altro può interessare la storia che stiamo scrivendo: quante persone saranno disposte a leggere la nostra storia? E quante a sorbirsi fatti e personaggi comuni? La proprietà fondamentale della notizia dovrebbe violare la consuetudine, rappresentare una “trasgressione”rispetto alla normalità.

Nessuno scrive se non ha davanti a se qualcuno con cui comunicare e da cui esser letto e capito. Un atteggiamento che si dovrebbe avere è che ciò che si scrive sia scritto bene, con attenzione e proprietà di linguaggio. Ma scrivere bene non significa scrivere tanto: un trucco che spesso si usa è quello di usare troppe parole, di aumentare il numero dei vocaboli per evitare un racconto troppo breve; di usare parole rare, forme arcaiche per dare di se un’immagine colta, ma che alla fine risulta fastidioso e noioso per il lettore.
Non basta avere buone idee, si deve saperle raccontare e su questo Piero Bianucci ci offre un’ampia panoramica. Dobbiamo immaginare che il nostro lettore sia colui che darà forma a ciò che si scrive. Quindi l’autore deve sapere qual è il suo obiettivo.

La notizia scientifica ha anche una sua diversità: possiede sia la durata nel tempo del suo messaggio sia il fascino intrinseco dovuto alla ricerca e al suo carattere investigativo del lavoro dello scienziato. Ma bisogna stare attenti di fronte ad una divulgazione scientifica: a volte si affianca ad una pessima ed incompetente gestione di notizie e fatti una divulgazione carente che meriterebbe ben più seri approfondimenti. Tali incompetenze, rafforzate dalla generale ignoranza del pubblico verso alcuni argomenti, possono generare paure e errate scelte di varia natura.

Il saggio di divulgazione del giornalismo di Bianucci si dilunga proprio sull’origine della notizia e della sua diffusione, sul lavoro di controllo della notizia stessa che deve fare sia il giornalista che le varie redazioni, su come si scrive un pezzo di cronaca e su come si fa un’intervista. Il compito del giornalista è quello di affascinare il lettore per non annoiarlo, ma allo stesso tempo trasmettergli concetti, nozioni e informazioni corrette.

Ma chi può assicurare che dietro le inchieste dell’ultimo blogger-giornalista non si nascondano altri interessi di vario tipo? E’ sul binomio credibilità-creatività che si gioca la sfida del futuro. Sulla storia che ci ha portato le notizie, su come sono nate, quello che ci dicono, ci mostrano e ci nascondono. Questa è la missione del giornalista scientifico: segnare una svolta sui modi di scrivere che determinano la nostra vita e Bianucci ci è riuscito in “Te lo dico a parole tue”.

Te lo dico con parole tue
La scienza di scrivere per farsi capir
e
di Piero Bianucci
Zanichelli, 2008
pp. 204

Il libro su aNoobi
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mercoledì 28 aprile 2010

SDO OSSERVA "PIOGGIA MULTICOLORE" SUL SOLE



Spettacolari le immagini che provengono dal Solar Dinamic Observatory, che pochi giorni fa ha registrato una delle eruzioni solari più gigantesche dell'anno.

Nel video i falsi colori mostrano le regioni più "fredde" del Sole (da 60.000 K a 80.000 K). In Blu e Verde le regioni più calde (1.000.000 - 2.200.000 K).

Il grado Kelvin è pari a -273 °C, dunque in questo caso, siccome la differenza tra le due unità di misura è trascurabile rispetto al valore di temperatura, si può parlare di 60-80.000 °C sulla superficie del Sole e 1-2 milioni di °C per le parti in blu-verde.

Karel Schrijver del "Lockheed Martin's Solar and Astrophysics Lab", analizzando le immagini ha così dichiarato: "Con miliardi di tonnellate di plasma che viene eiettato nello spazio e ricade sulla superficie del Sole, questo sono le migliori immagini mai osservate finora."

Il filmato, registrato il 19 Aprile scorso presenta varie ore di registrazione e l'area osservata un un'ampiezza di circa 100,000 km di diametro. Uno spazio che potrebbe contenere tranquillamente l'Intera nostra Terra, che invece ha una dimensione almeno 8 volte più piccola.

I filmati in alta risoluzione sono presenti sul sito Nasa dell'SDO:
credit: SDO/AIA

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martedì 27 aprile 2010

LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE DI TELMO PIEVANI


La teoria dell’evoluzione di Darwin è un tema già avvincente e stimolante per sua natura, che è lodevole apprezzare come, in un libretto di appena 130 pagine, si possa esprimere una dettagliata introduzione all'intero studio offrendo, con uno stile pregevole, una spiegazione delle origini della vita e delle varie specie viventi che popolano il pianeta.

La teoria dell’evoluzione” di Telmo Pievani, scritto per la collana “Farsi un’idea”, della casa Editrice Il Mulino, è un libro che pone al centro dell’attenzione i temi salienti dell’evoluzione.

Il libro, pur nella sua sintesi, è molto ricco, e non è certo facile riassumere lo scorrere del pensiero così ampio e articolato quale è quello tenuto dall'autore.

Il testo si orienta prima su una riflessione riguardo la natura delle teorie scientifiche, poi sulla teoria dell’evoluzione biologica in particolare.

L’evoluzione è descritta come un fatto acquisito le cui cause poggiano su punti centrali quali: la variazione, come fenomeno naturale che si riscontra in ogni essere vivente; la selezione naturale nel contesto ecologico, come meccanismo costante che porta a favorire certe forme in certi ambienti e a sfavorirne altre, diversificando, così, la vita dell’intero pianeta; poi la speciazione, derivata dalla tendenza dei viventi a colonizzare ambienti diversi accumulando lentamente variazioni indipendenti e uniche per ogni popolazione, arrivando in ultima analisi alla nascita di Homo Sapiens.

In centocinquant’anni la teoria dell’evoluzione si è arricchita di una tale varietà di prove empiriche da accrescere sempre più la sua validità scientifica.
La teoria si è ulteriormente consolidata negli anni ’40 grazie alla convergenza delle varie scoperte della genetica, della chimica molecolare, dell'anatomia comparata e di altre scienze con il risultato di fornire una spiegazione scientifica unitaria.

Come in tutte le teorie anche in quella di Darwin si può distinguere un nucleo interno fatto di elementi fondamentali che, se messi in discussione, cadrebbe la sua veridicità, e una sfera esterna di discussioni che, anche se importanti non inficerebbe la struttura portante.

Mi sento, quindi, di consigliare la lettura a coloro che sono interessati alla conoscenza del mondo che li circonda e alla comprensione della propria origine.


Telmo Pievani
La teoria dell'evoluzione
Collana "Farsi un'idea"
pp. 144, 978-88-15-13402-8
Il Mulino, 2010

Il libro su aNoobi

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lunedì 26 aprile 2010

A COSA SERVE L’INFINITO?

Trattare gli infiniti e gli infinitesimi come dei normalissimi numeri (finiti) è il sogno di molti studenti. Grazie al Prof. Yaroslav Sergeyev questo sogno è diventato realtà.

Il suo approccio fisico alla matematica, di cui ho parlato in “La fisica dell’infinito”, ha apportato chiarezza e semplicità ad un settore dell’Analisi fra i più odiati dagli studenti, sia delle scuole superiori che universitari.


“Assumiamo l’infinito con il latte materno”, mi ha detto il simpaticissimo Prof. Sergeyev, nel senso che da “piccoli” ci viene insegnata quell’Analisi Matematica che risale a 300 anni fa, quando imperava un idealismo assoluto. E noi conosciamo ed insegniamo solo quel tipo di Analisi. Eppure il mondo di oggi non è neppure lontanamente paragonabile a quello di 300 anni fa: la fisica quantistica ha rivoluzionato il nostro modo di vedere le cose. E’ dunque venuta l’ora di rinnovare gli strumenti della matematica, ed offrire un'alternativa più moderna ad un apparato di calcolo degli infiniti tanto complicato quanto limitato nelle informazioni che può offrire. Come mi ha detto il Prof. Sergeyev, “possiamo utilizzare strumenti più semplici e conservare la ricchezza dell'espressione che studiamo non solo nel finito, ma anche nell'infinito, in termini di informazioni che si possono ottenere”.

Ma, all’atto pratico, come funziona il nuovo approccio? Per illustrarlo prendiamo in considerazione il calcolo di alcune forme indeterminate relative a limiti di funzioni, ed eseguiamo i conti sia in maniera tradizionale, che utilizzando l’approccio del Prof. Sergeyev.

La prima forma indeterminata su cui lavoriamo è - ∞. Se dobbiamo calcolare il limite, per x che tende a più infinito di 5x3– x2 + 1061 – (5x3 – x2), otteniamo, in maniera tradizionale, più infinito. Otteniamo lo stesso risultato se utilizziamo una funzione leggermente diversa, 5x3 – x. Ma, se intendiamo calcolare il limite, per x che tende a più infinito della differenza fra le due funzioni, otterremo ∞ - ∞. Già solo per giungere a questo punto, in sostanza di fronte ad un vicolo cieco, dobbiamo conoscerne di regole per effettuare i calcoli. Sebbene in questo caso, ma si tratta di una combinazione, la forma indeterminata non è difficile da calcolare anche in modo tradizionale (si ottiene 1061), con il metodo del Prof. Sergeyev si risparmia tempo, fatica e si guadagnano più informazioni. D’altronde come possiamo spiegare agli studenti che avevamo ottenuto una forma indeterminata (∞ - ∞) e ricalcolando otteniamo un valore finito (1061)? Ma allora possiamo “cambiare le carte in tavola” e far venire quello che vogliamo? Spesso è proprio questa l’impressione che hanno gli studenti dopo aver ascoltato anche dotte spiegazioni in merito.

Secondo il nuovo approccio “noi possiamo calcolare facilmente la differenza fra questi due numeri infiniti”, scrive il Prof. Sergeyev in “A new applied approach for executing computations with infinite and infinitesimal quantities”. Infatti, se nella funzione 5x3– x2 + 1061 – (5x3 – x2), sostituiamo un qualunque valore finito (al posto della x), oppure il più grande fra tutti i numeri naturali, cioè il “gross one” (in italiano “grossone”), otteniamo comunque lo stesso risultato (1061). Ma lo otteniamo subito, senza fatica: basta effettuare una semplicissima sostituzione, in quanto finalmente gli infiniti vengono trattati come i numeri finiti. Proviamo allora a sostituire nella funzione di cui sopra (eliminando la parentesi tonda), il numero 2 al posto della x, e poi di seguito sostituiamo il grossone, il cui simbolo è .

5(2)3 - (2)2 + 1061 -5(2)3 + (2)2 = 40 – 4 + 1061 - 40 + 4 = 1061

5()3 - ()2 + 1061 -5()3 + ()2 = 1061

In questo modo “otteniamo uno strumento molto potente per studiare i processi divergenti”, cioè che non hanno un limite all'infinito, scrive Sergeyev nel suo articolo sopra citato.

L’evidente utilità del nuovo metodo, dimostrata nell’esempio appena concluso, si può analizzare anche per forme indeterminate diverse da ∞ - ∞. Ad esempio, prendiamo in considerazione la forma indeterminata 0 ∙ ∞ e proviamo a calcolare il limite, per x che tende a zero da destra, di x ∙ ln(x). Il risultato è, appunto, 0 ∙ (-). Per “risolvere” questa forma indeterminata occorre prima effettuare una manipolazione algebrica, esprimendo la funzione non più come prodotto fra x e ln(x), ma come quoziente fra ln(x) e 1/x. A questo punto, disponendo del rapporto fra due funzioni (entrambe infinite), è possibile applicare il Teorema di De L’Hôpital, ma occorre saper derivare numeratore e denominatore del rapporto. Alla fine, dopo aver sviluppato tutti i calcoli, si ottiene come risultato zero.

In questo caso, secondo il nuovo approccio, basterebbe chiedersi se si desidera sostituire ad x un valore finito (diverso da zero), oppure se si vuole sostituire x con un numero infinitesimo, per esempio con il reciproco del grossone, vale a dire 1/grossone, in simboli: 1/. Calcoliamo il risultato del limite, sostituendo, al posto di x, prima 1 e poi 1/:

1 ∙ ln(1) = 1 ∙ 0 = 0

(1/) ∙ ln(1/) = (1/) ∙ ln(-1) = (1/) ∙ (-1) ∙ ln() = (-1/) ∙ ln()

Anche in questo caso si coglie la ricchezza informativa e la semplicità del nuovo approccio. Mentre, col metodo tradizionale, il risultato del limite è zero, e se sostituiamo 1 otteniamo ancora zero, a cosa serve il lavoro (non indifferente) svolto per ottenere zero? Non bastava semplicemente sostituire 1? Al contrario, secondo il metodo di Sergeyev, possiamo sostituire ad x qualunque valore ci interessi (finito, infinito oppure infinitesimo) ed ottenere risultati diversi a seconda del valore sostituito. Evidenziamo che gli infinitesimi di Sergeyev sono comunque numeri e non un'astrazione come il concetto di infinitesimo tradizionale. Di conseguenza, possiamo ottenere un risultato in tempi brevi che è facilmente automatizzabile tramite un software (già realizzato dal Prof. Sergeyev) o addirittura un hardware (è il progetto a cui sta lavorando). La conseguenza importante di tale applicazione è che, col metodo tradizionale, ottenuto zero, non è più possibile andare avanti con i calcoli; ottenuto invece il numero (-1/) ∙ ln() è possibile proseguire.
E una calcolatrice potrà farlo per noi, liberandoci per sempre dall’incubo dell’infinito e dell’infinitesimo.

IL SATELLITE PLANK E LA RICERCA SUL BIG BANG


"I resti del fuoco primordiale. Il satellite Planck e la ricerca sul Big Bang" è il titolo delle tre giornate di scienza e tecnologia che il 27-28-29 aprile permetteranno al pubblico – giovani, studenti e appassionati – di conoscere da vicino l’avvincente impresa del telescopio spaziale Planck.

La manifestazione si apre con la premiazione dei vincitori del Premio Padova Città della Stelle, assegnato quest’anno a Nazzareno Mandolesi e Jean-Loup Puget, PI dei due strumenti a bordo, LFI e HFI.

“Dopo 20 anni di lavoro sul satellite Planck, un pezzo di vita insieme a “lui”, è grande per me la soddisfazione di ricevere questo importante riconoscimento che fa onore a me e a tutta la squadra che con me ha lavorato con passione e intensità”,
commenta Remo Mandolesi, direttore dell’INAF-IASF Bologna e responsabile di LFI, lo strumento di Planck per le basse frequenze (30, 44 e 70 GHz).
“Tutto iniziò da una mia idea, in risposta a un bando per nuove missioni scientifiche emesso dall’ESA. Da lì fu sviluppato il progetto di questa missione per fotografare l’alba dell’Universo. E finalmente nel maggio del 2009 Planck ha spiccato il volo e da allora ci ricompensando alla grande di tutti gli sforzi. I risultati sono strabilianti, e siamo solo all’inizio”.
Ad aprire la tre giorni di confronto, il presidente dell’INAF Tommaso Maccacaro e Piero Benvenuti in rappresentanza dell’ASI. Dibattiti, interviste, incontri con gli scienziati dell’INAF e proiezioni di documentari scientifici accompagnati dal giornalista scientifico Fabio Pagan, animeranno la la manifestazione che si chiuderà con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Padova a Simon White, scienziato di fama internazionale e direttore dell’Istituto di Astrofisica Max Planck di Monaco di Baviera.

L’evento è organizzato dall’Assessorato alla Cultura Comune di Padova, dall’INAFOsservatorio Astronomico di Padova e dal Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova, con l’obiettivo di avvicinare soprattutto gli studenti delle scuole superiori al mondo della scienza e della tecnologia.

DOVE: Auditorium e Agorà del Centro San Gaetano, Padova - Via Altinate 71

QUANDO: 27-28-29 aprile 2010

A motivo della limitata capienza dei posti disponibili viene richiesto di prenotare ogni singola iniziativa comunicando al seguente indirizzo e-mail il numero degli studenti e insegnati interessati: caporellop@comune.padova.it e di fare pervenire la propria adesione il prima possibile e in ogni modo non oltre il 23 aprile 2010.



Per ulteriori informazioni:
tel. 049 8204546-01-02

domenica 25 aprile 2010

101 LINK PER RITA LEVI-MONTALCINI



Tanti hanno festeggiato Rita Levi Montalcini sul web con Rita101 (www.rita101.tv), l'omaggio della rete a Rita Levi Montalcini e ai suoi 101 anni. La festa è stata ideata e coordinata da Altratv.tv (www.altratv.tv) e Ipazia Promos con Wired, Current, Nòva24. Proprio Wired Italia nel suo primo numero ha dedicato la copertina alla ricercatrice italiana. Grazie ad E' TV sul canale Sky 891 l'evento è stato trasmesso sul satellite e online su decine di portali e piattaforme. Hanno aderito all'iniziativa Rainews24, Corriere.it, Repubblica.it, Sapere.it, Treccani, Youdem, Rete7, Odeon, Il Fatto Quotidiano. La diretta è andata online sulle micro web tv italiane, sulle web tv e web radio universitarie, sui micro media iperlocali e sui blog e videoblog. Hanno aderito oltre 250 piattaforme.

Gravità zero promuove una nuova iniziativa: "Alla scoperta dei premi Nobel", un libro inedito in omaggio a tutti gli amici e i sostenitori dell'Associazione Levi-Montalcini.

Riccardo Luna, direttore di Wired mette invece in copertina 10 libri per capire di più la mente di questa grande ricercatrice.

La professoressa, ancora in convalescenza dopo la caduta e la rottura del femore del febbraio scorso, ringrazia in questa intervista del direttore di Wired Italia le centinaia di migliaia di persone che si sono unite a noi per festeggiare il suo secondo secolo di vita.



Ultimo aggiornamento 26 aprile 2010

sabato 24 aprile 2010

GIULIO GIORELLO IN "IPAZIA UNA DONNA PER LA LIBERTA'"

Dopo l'intervento storico di Silvia Ronchey, Giulio Giorello (Università degli Studi di Milano) durante l'incontro-dibattito su "Ipazia - Una donna per la libertà, la scienza, contro ogni fanatismo" in occasione della presentazione dell'uscita in Italia del film AGORA di Alejandro Amenabar (14 aprile 2010).

LA RETE PREMIA IPAZIA: NEI CINEMA CON AGORA

Rachel Weisz interpreta Ipazia al cinema


Su Facebook stanno crescendo a migliaia i fan del nuovo film AGORA sulla vita Ipazia di Alessandria di Alejandro Amenábar interpretato dalla bella e bravissima Rachel Weisz.

Un film che ha rischiato la censura in Italia, e che è stato accolto con grandissimo clamore da decine di migliaia di fan grazie alla Rete. I social network ancora una volta hanno fatto il miracolo.

Segnaliamo come i media hanno reagito a questo tam tam: Piero Bianucci su La Stampa scrive chiaramente che "ha vinto il popolo di Internet" con diecimila firme sotto una petizione per ottenere che un film dedicato alla vita di questa scienziata venisse proiettato nel nostro paese.

Di Silvia Ronchey, si può leggere Ipazia: quando Talebani erano i cristiani, pubblicato il 14 aprile su La Stampa.

Alessandro Zaccuri su Avvenire, 14 aprile 2010, Una strana Ipazia illuminista

A confronto sul tema Luciano Canfora (sul Corriere della sera) e Davide Rondoni (su Avvenire). Ipazia, il coraggio della filosofia di Luciano Canfora, e L’Ipazia di Luzi e quella dell’ideologia di Davide Rondoni.

Roberta De Monticelli su Repubblica, 9 aprile 2010: Ipazia, la donna che sfidò la Chiesa

Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, docente di Storia della Filosofia medievale all’Università degli Studi di Milano, pubblicato su L’Unità, il 13 aprile 2010: Ipazia, la donna che osò sfidare la Chiesa in difesa della scienza

Il pezzo di Lietta Tornabuoni sempre su La Stampa che parla di Kolossal cinematografico:
"Ipazia viene attaccata pubblicamente dal capo dei cristiani con l’accusa anacronistica di stregoneria e fa una morte atroce squartata viva: parti del suo corpo vennero messe in mostra in città, come mònito per gli scienziati della ragione e per gli infedeli "
Alberto Crespi su l'Unità parla di un film che (fortunatamente) non è Hollywood, ma uno splendido affresco sull’intolleranza

Più che di Ipazia, Agorà parla di un’epoca in cui le religioni si combattono con violenza per assicurarsi il dominio sulle menti dei semplici. Ipazia non era una donna semplice. Vedere il film significa aiutarla, ancora oggi, nella sua lotta per la ragione.
Franco Cardini pubblicato su www.francocardini.net, il 2 febbraio 2010: Ipazia

Su Il Manifesto un pezzo di Mariuccia Ciotta dal titolo "La scienza dilaniata nel corpo di Ipazia" che descrive una censura del regista (voluta? provocata dall'alto?)

...è stato tagliato dallo stesso regista di venti minuti rispetto alla versione passata sulla Croisette. Così le «lezioni» di Ipazia si alleggeriscono, ma soprattutto ne risente la sequenza dove i parabolani massacrano a colpi di pietra un gruppo di ebrei riuniti in una cerimonia festosa. La spedizione punitiva ebraica risulta così sproporzionata (Amenabar ha seguito qualche suggerimento dall'alto?).

Celebrata lungo i secoli come un’eroina del libero pensiero, Ipazia era una filosofa e scienziata attiva ad Alessandria nel IV secolo dopo Cristo. Brutto posto, e brutto momento, per il libero pensiero.


Anche i blogger si sono mossi compatti a descrivere la pellicola: Fabio De Sicot parla di Ipazia come di una "special woman" e conclude
"ci hanno provato. hanno provato un’altra volta ad uccidere ipazia. ma questa volta non ce l’hanno fatta".

Il blog di una piccola libreria indipendente, Libreria Atlantide, ci parla dei libri usciti su questa grande scienziata, tra cui ci ricorda che Ipazia è anche un libro per ragazzi, per Fabbri L’occhio del sole, ambientato nella biblioteca di Alessandria.

"Una donna dalla straordinaria bellezza e curiosità, fondatrice di una palestra per le menti che come primo comandamento aveva la libertà di pensiero, quel tesoro spesso irraggiungibile e periodicamente messo a repentaglio da numerosi poteri, che ad esempio Giulio Giorello ha definito come «l’aria in cui respiriamo tutti, che non può essere sequestrata né da una religione né da un’ideologia». Ipazia precedette Giordano Bruno e tracciò addirittura uno schema meccanico dell’ellisse, giungendo al bagaglio di cognizioni kepleriane".
Cinemaleos' Blog non nasconde qualche critica al film, ma poi, afferma,:
è un lavoro che merita d’essere visto, innanzitutto per le indubbie notevoli qualità esteriori: bellissima ricostruzione, fotografia smagliante, scene di massa ottimamente orchestrate e riprese (la sequenza dell’assalto alla Biblioteca è una delle più belle che il grande schermo ci abbia mostrato negli ultimi tempi), cast diretto mirabilmente… Ma è degno d’attenzione soprattutto per la sua denuncia contro ogni forma di intolleranza e di fanatismo. Non un semplice kolossal, ma un film attualissimo che induce noi occidentali a un profondo esame di coscienza. Un film che suscita salutari polemiche e riflessioni, che non può non scuotere e porci tanti interrogativi sulla nostra storia e sul nostro presente.
Molto interessanti le osservazioni e i link di Phenomenology Lab, progetto editoriale on line nato per iniziativa del Centro di ricerca in fenomenologia e scienze della persona dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Da qui possiamo anche scaricare il Pdf del resoconto del Giorno sull’incontro che si è tenuto a Milano il 22 aprile sulla figura di Ipazia, al quale hanno partecipato Vito Mancuso, Umberto Eco, Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Eva Cantarella, Giancarlo Bosetti.

Scarica l’articolo in formato Pdf: Ipazia martire pagana e forse escort del sapere.

Di Luciano Canfora, si può vedere il video girato durante l’incontro-dibattito su Ipazia - Una donna per la libertà, la scienza, contro ogni fanatismo svolto presso la Treccani di Roma. Altri video dei relatori intervenuti: Giulio Giorello, Silvia Ronchey, Carlo Ossola, Gabriella Caramore.

Sulla figura storica di Ipazia d’Alessandria e sulla sua ricezione dall’epoca tardoantica a oggi, un accurato contributo di Silvia Ronchey, docente di Civiltà bizantina all’Università di Siena, scaricabile in formato Pdf da www.imperobizantino.it.

Una rassegna stampa aggiornata è disponibile anche a cura del sito La voce di fiore.

Gravità Zero intervista una Ipazia dei nostri tempi, la matematica e filosofa della scienza Maria Rosa Menzio, che ha portato la vita della scienziata sulle scene teatrali italiane.

ultimo aggiornamento: 25 aprile




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PAROLE DI TERRA: CONCORSO PER GIOVANI SCRITTORI DI SCIENZA

Vi segnaliamo un concorso rivolto a giovanissimi scrittori di scienza che si rivolge agli studenti della scuola secondaria di primo grado e ai loro insegnanti

Lo propone l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il titolo è "Parole di Terra"

L'iniziativa dell’INGV è un bellissimo e concreto esperimento di divulgazione scientifica che intende rivolgersi ai ragazzi delle scuole medie e dei loro insegnanti cercando di stimolare la comunicazione tra il mondo della scuola e della scienza.

I ragazzi potranno preparare e inviare un racconto che dovrà essere seguito da una breve descrizione scientifica del fenomeno naturale narrato.

COME PARTECIPARE?

si partecipa al concorso con racconti brevi, rigorosamente inediti, in lingua italiana, inglese o francese.
Il racconto dovrà essere incentrato sul Pianeta Terra, o su un suo fenomeno naturale quale il vento, il mare, la pioggia, le onde, eruzioni vulcaniche, terremoti…

COME PRESENTARE I LAVORI?

Gli elaborati non dovranno superare le due cartelle (4500 caratteri). Nella prima facciata dovrà essere indicato nome, cognome, indirizzo dell’autore. Se l’autore concorre con una scuola, indicare la classe e la sezione di appartenenza, il nome e l’indirizzo completo della Scuola, compreso il telefono o il fax e il nome dell’insegnante di riferimento.

Il concorso scade il 31 ottobre 2010.

La spedizione può essere effettuata, per il formato cartaceo, via posta ordinaria all’indirizzo: “Concorso: Parole di Terra” Laboratorio di Didattica e Divulgazione Scientifica, via di Vigna Murata, 605 Roma 00143.

Per il formato elettronico l’elaborato deve essere spedito come allegato in formato word (nome dell’allegato e titolo del racconto devono coincidere) al seguente indirizzo: parolediterra@ingv.it

Saranno selezionati dieci elaborati in base all’originalità e alla qualità del testo.
I racconti scelti saranno inseriti in un volume realizzato a cura dell’INGV.
Ricchi premi in materiale scientifico saranno consegnati ai vincitori.

Per maggiori informazioni contattare la Responsabile del Laboratorio di Didattica e Divulgazione dell’INGV: Dott. ssa Giuliana D’Addezio daddezio@ingv.it - tel. 06.51860482


Fonti: Ufficio Stampa INGV e DISTI

venerdì 23 aprile 2010

IL SOLE COME NON LO AVETE MAI VISTO PRIMA

Dalla Nasa ci arrivano le ultime, sorprendenti immagini del Sole, fotografie e video che mostrano la superficie solare come mai era stata osservata nella storia dell'uomo.




Qui sotto una "compilation" di sequenze altrettanto spettacolari pubblicata ieri.


Le immagini sono dieci volte più chiare di quelle televisive ad alta definizione e mostrano gigantesche colonne di fiamme in eruzione sulla superficie solare. Le immagini sono state realizzate dal Solar Dynamicus Observatory, un satellite che trasporta quattro telescopi e una serie di strumenti di osservazione ad alta tecnologia, in grado di fotografare il sole come non era mai stato fatto finora.


Per approfondire e vedere i video in più alta risoluzione:
http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2010/21apr_firstlight/

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IL NOBEL GLASHOW RACCONTA MAXWELL

Uno dei più grandi scienziati del nostro tempo, il Nobel per la Fisica 1979 Sheldon Lee Glashow * racconta “Maxwell Elettricità, magnetismo e luce, una sola famiglia”.

Dai giochi che i greci facevano strofinando una bacchetta di ambra per attrarre pezzetti di stoffa, alle intuizioni di Maxwell sulla natura della luce, il premio Nobel per la fisica Sheldon Lee Glashow, ci affascina con il suo straordinario racconto sulla avventura della scienza e dei protagonisti che attratti dei curiosi fenomeni dell’elettricità e del magnetismo hanno trasformato il mondo.


In edicola il 6° DVD di "BEAUTIFUL MINDS - I grandi scienziati raccontano la storia della scienza."



* Sheldon Lee Glashow nasce a New York nel 1932, studia fisica alla Cornell University e consegue il Ph.D. nel 1959 ad Harvard. Negli anni '60 comincia a lavorare al modello che avrebbe portato, nel decennio successivo, alla teoria unificata delle interazioni elettromagnetiche e deboli: la forza elettrodebole. Questi studi gli procureranno il premio Nobel per la fisica nel 1979.
Oggi Glashow è professore emerito all'Università di Harvard. Continua a lavorare sulla fisica delle particelle e in cosmologia nell'ambito delle teorie di grande unificazione.



AGORA: A CHI FA PAURA LA STORIA DI IPAZIA?

da sinistra: Ipazia nell'arte (la Scuola di Atene), Maria Rosa Menzio (Ipazia a Teatro), Rachel Weisz (Ipazia al cinema in Agora).

Una pellicola contro i fondamentalismi! Finalmente dopo un anno di attesa, e gruppi spontanei di migliaia di persone che su internet chiedevano la proiezione del film, contro il timore di una censura, vedremo Agora nei cinema italiani!

Ci troviamo ad Alessandria d'Egitto, nel 391 dopo Cristo.

Ipazia è una giovane donna che ha deciso di dedicare la sua vita allo studio. Brillante matematica, grande conoscitrice del cielo e anche appassionata divulgatrice del suo sapere. Anziché prendere marito come era d'obbligo, cosa praticamente impensabile all'epoca, grazie all'appoggio del padre, dedicò la vita alla ricerca. Donna e intellettuale, libera pensatrice, di religione pagana, intelligente, colta, si oppose alla distruzione della Biblioteca di Alessandria.

Fu soprattutto per essere donna in un mondo dominato da uomini e fanatici che morì lapidata da fondamentalisti di una setta cristiana guidati, raccontano le cronache, dal Vescovo Cirillo.

Ipazia è stata una donna straordinaria, innamorata dei misteri della Terra e dell'uomo, che ha lottato contro le rigide convenzioni dell'epoca e che è persino morta per difendere le sue idee. Per questo la sua figura fa ancora paura a chi pensa che le donne debbano invece piegarsi, vittime di chi ancora vuole decidere per loro.

Interpretata da una bravissima Rachel Weisz il film, diretto da Alejandro Amenabar, è da non perdere!

A Torino abbiamo incontrato una "Ipazia" dei giorni nostri: si chiama Maria Rosa Menzio, matematica anche lei, tanto da scoprire il teorema di Menzio-Tulczjew. Si perfeziona in filosofia della scienza, diventa quindi a tempo pieno autrice, regista e organizzatrice teatrale e fonda Teatro e Scienza.

Smentendo il luogo comune secondo cui le idee scientifiche non sarebbero sceneggiabili, Maria Rosa Menzio ne scopre addirittura l'intensa presenza scenica, la teatralità attraverso monologhi brillanti che si sono lasciati andare alle passioni tra il mistico e l'amoroso dell'egiziana Ipazia.

Abbiamo chiesto a Maria Rosa Menzio di raccontarci la "sua" Ipazia, per capire di più di questa figura simbolo di tutte le donne del mondo.


Tu che hai visto Agora al cinema prima dell'uscita del film in Italia, che impressione ti ha fatto? E perché dovremmo assolutamente vedere questo film?
Un film di grande importanza, intelligente, che mostra (fra l'altro) come sia possibile che nel passato ci siano state idee poi sepolte dalla cultura ufficiale (passami il termine) teocratica.
Il potere di cristiani e romani (e delle folle impazzite, pronte a tutto - pensiamo oggi agli stadi) contro la libertà, contro la cultura (brucia la Biblioteca che non ebbe uguali in passato) contro la vita di una donna che pensava, inventava, insegnava.
Se avesse messo queste doti al servizio del cristianesimo, l'avrebbero fatta santa, e magari oggi pure Dottore della Chiesa, al posto del suo nemico Cirillo.
I critici hanno detto che si parla poco di Ipazia nella seconda parte del film, il che è forse vero, ma ritengo sia anche giusto, per dare spazio al contendere religioso e politico...


Ipazia prima grande matematica, filosofa, astronoma: perché ci si dimentica spesso delle donne intellettuali del passato, anche nei libri di testo scolastici?
Perchè la storia è stata scritta da uomini che solo pochi secoli fa hanno concesso a noi donne l'anima e pochi anni fa il diritto di voto. Pensiamo ad Assiotea, Pandrosia, pure ad Aspasia: ce ne han parlato come di una donna di facili costumi e basta. O ad Ada Byron, che molti conoscono solo come figlia di Lord Byron e non come prima programmatrice della storia.


Qual è il messaggio che può dare Ipazia all'umanità del XXI secolo?
E' un messaggio contro il dogmatismo, soprattutto religioso, ma per spingermi agli estremi, vorrei dire anche contro il dogmatismo scientifico... oggi mi sto interessando di tante questioni, e problemi di salute mi hanno messa a contatto con chi studia la memoria dell'acqua. So che la comunità scientifica ufficiale la considera una fanfaronata, ma pensiamo a cosa diceva la comunità scientifica ufficiale del telescopio, appellandosi ad Aristotele...
Oggi la fisica dei quanti ci pone a contatto con testi antichi come i Veda, sento parlare di uno scienziato fenicio (Moco) vissuto mille anni prima di Ipazia che aveva una teoria tipo atomismo...
Claude Bernard dice “Ciò che sappiamo è il principale ostacolo a ciò che non sappiamo”


Ipazia nel teatro di Maria Rosa Menzio.

L'anno scorso ti abbiamo visto sulle scene teatrali con "SENZA FINE", una biografia di invenzione che vede Ipazia intenta a risolvere il problema della quadratura del cerchio. Ma anche simbolo di tutte le donne del mondo, giusto?
Certo, Ipazia è il simbolo della volontà di sapere, e della volontà di vivere per sempre: due desideri simboleggiati dal libro e dall'anello.


Maria Rosa Menzio durante il monologo "Senza Fine" sulla vita di Ipazia di Alessandria.

E la prossima tua "fatica" a cui stai lavorando e che speriamo vedremo presto?
Uno spettacolo intitolato "Vita a giudizio".
Si narra la storia di una donna, Vita, che vuole un’esistenza normale. In realtà si tratta di un clone, ma lo spettatore viene a saperlo solo a due terzi circa della pièce, e si domanda perché mai la protagonista non sappia nulla dei meccanismi della mutua e della pensione, perché dica di non avere tempo, di essere a scadenza, di aver avuto un amore eccezionale con un suo simile, un amore prezioso forse perché condannato a non durare.
Allevati per essere donatori di organi, lei e il suo uomo fuggono e scoprono la bellezza della quotidianità randagia, prima che lui sia catturato dagli umani e condannato al suo destino. Vita a quel punto decide di uccidere la donna che è stata il suo modello, l’umana dal cui Dna è stata clonata. Ma diverse avventure fanno sì che la donna si allei con lei.
La continua scoperta di quel che costituisce l’esistenza umana, di quel che lei non è (né madre né figlia) la ricerca di un’effimera felicità, attraverso episodi dal risvolto sociale, l’uccisione di un umano crudele che la ricattava con la minaccia di rivelare la sua identità, tutto sfocia in un giudizio del suo operato, giudizio che dovranno dare gli spettatori: “la storia è finita, la città è caduta, Vita è pronta per il sacrificio”

La recensione del film su CINEBLOG

La vita di Ipazia su Wikipedia





giovedì 22 aprile 2010

LA DIRETTA DI "RITA101"



Mancano poche ore alla diretta “Rita101” che stasera, dalle 21.00 alle 23.00, vedrà protagonista il web per la ricerca in omaggio al nostro Premio Nobel Rita Levi Montalcini, che oggi compie 101 anni!

Ad oggi hanno aderito oltre 190 canali e l’evento sta riscuotendo un grande interesse di pubblico tanto che anche la stampa generalista e i media tradizionali si sono "accorti" di come il "Popolo della Rete" sia in questo caso stato molto più efficace e rapido nell'organizzare un evento mediatico di portata nazionale e internazionale come questo: www.rita101.tv


Giovedì 22 aprile dalle ore 21 da un piccolo studiolo tv di Bologna verrà irradiato l'evento “Rita101”, una trasmissione in diretta sul circuito delle micro web tv italiane e su tutti i micro-portali informativi italiani.


Aggiornamento 24 aprile 2010
DI SEGUITO L'INTERVISTA DI RICCARDO LUNA (direttore di Wired) dopo l'evento Rita 101




Visita il canale di YouTube, dove e micro web tv italiane – sentinelle sul territorio – uploadano gli auguri alla grande Rita facendo ciò in cui riescono meglio: videoraccontare storie.

Ne abbiamo selezionata una tra queste.

I NOBEL E LA TEORIA DEL MONDO PICCOLO

Quale può essere la probabilità che 2 premi Nobel italiani abbiamo come provenienza di studio la stessa Università?

E qual è la probabilità che siano addirittura 3 i premi Nobel a frequentarla nello stesso anno e nella stessa città, Torino?


E che i tre premi Nobel studino nelle stesse aule della stessa facoltà (quella di medicina) formandosi sotto lo stesso docente, Giuseppe Levi?

E che tutti e tre emigrino negli stati Uniti per completare i propri studi?




Nella foto: la Reale Accademia di Medicina di Torino (foto C. Pasqua)



“Alla Facoltà di Medicina di Torino ebbi come compagni Salvador Luria e Renato Dulbecco, altri futuri premi Nobel”
Rita Levi-Montalcini