martedì 26 ottobre 2010

SOCIAL NETWORK NELLA DIDATTICA - INTERVISTA A CATERINA POLICARO, DOCENTE E BLOGGER



"Perché la didattica delle Scienze, e della Fisica in particolare, non funziona qui da noi?"

Abbiamo girato la domanda a Caterina Policaro, docente di ruolo nelle scuole superiori e formatrice, che recentemente allo SMAU ha presentato alcune interessanti proposte sull'uso dei social network nella didattica.



QUAL E' IL RAPPORTO CHE I DOCENTI

HANNO
CON NUOVI STRUMENTI COME I SOCIAL NETWORK? E QUALE QUELLO DEI GIOVANI STUDENTI?


Mentre gli studenti hanno un rapporto oramai di simbiosi con i social network (soprattutto Facebook adesso, anche se nel 2007 il luogo privilegiato per la socializzazione e lo scambio era MySpace mentre nel 2008 la presenza degli adolescenti era ben distribuita su Netlog e Badoo), dobbiamo dire che i docenti sono praticamente nuovi entrati in questo mondo.
Con questo non voglio dire che ne siano totalmente a digiuno, anzi. Facebook e la sua diffusione di massa hanno portato praticamente tutti su Facebook. Anche il collega più insospettabile ha aperto il profilo Facebook, oramai.

Quindi un rapporto docenti/mondo dei social network possiamo dire che si è instaurato.
Solo che manca la consapevolezza d'uso sociale oltre che personale, nella maggior parte dei casi.


COME SI POTREBBERO AVVICINARE I GIOVANI ALLA SCIENZA?

Sicuramente attraverso la pratica, l'osservazione di fenomeni, la laboratorialità delle esperienze didattiche e, perchè no, con l'integrazione delle nuove tecnologie a disposizione. Internet può essere un ottimo veicolo per avvicinare i giovani alla scienza.


QUALI SONO I LIMITI DELLA SCUOLA ITALIANA?
COME SI POTREBBE MIGLIORARE L'APPROCCIO ALLA DIDATTICA?

La scuola italiana soffre da diversi punti di vista. Il primo grosso limite, secondo me, è la poca capacità di svecchiarsi, innovare, andare incontro alle esigenze mutate degli studenti e delle famiglia per mantenere il suo ruolo e la sua peculiare funzione educativa.
L'approccio alla didattica migliora solo se il docente ha voglia di mettersi in gioco, di trovare i canali giusti per comunicare e trasmettere il sapere, di stare al passo coi tempi, di uscire dalla logica dello "spiego, interrogo, faccio il compito". C'è bisogno di utilizzare la tecnologia, perchè la tecnologia fa parte della quotidianità e la scuola non può essere solo teoria lontana dalla quotidianità.
C'è bisogno di dare spazio a chi ha la voglia di fare, di innovare, di migliorare. Tra i docenti siamo in molti.
C'è bisogno di risorse e non di tagli. C'è bisogno di una visione che sia più di insieme.
C'è bisogno di curiosità e nuove metodologie che integrino tecnologie e didattica, contenuti e saperi, motivazione e aspettative per il futuro.

HA DEI PROGETTI IN CORSO CHE STA SVILUPPANDO IN QUESTA DIREZIONE?

Mi occupo da anni di e-learning prima e di un più generico tecnologie per la didattica, poi. Termine che ho cominciato a preferire perchè cerco di approfondire gli aspetti e le possibilità didattiche correlati all'uso delle tecnologie (computer, internet, telefonini, social network ecc.) già disponibili, già in mano agli utenti (docenti e studenti, formatori e corsisti).
Per quanto mi è possibile, provo sempre ad integrare il mio lavoro a scuola utilizzando sicuramente il computer per attività di diverso tipo e strumenti web che mi possono essere utili.
Sicuramente mi mantengo in contatto con gli studenti attraverso i social network tipo Facebook, canale comunicativo che può rivelarsi molto utile anche alla didattica.
Un mio progetto a breve termine è quello di abilitare i miei colleghi all'uso delle LIM presenti nel mio istituto.
Dal momento che le abbiamo, è veramente un peccato non utilizzarle.
Non escludo a breve sperimentazioni più mirate di didattica attraverso Facebook, sicuramente metto in cantiere la formazione ai miei colleghi su questi argomenti e l'approfondimento riguardo all'e-book.
Con le nuove tecnologie bisogna sempre stare al passo e prendere il buono che ci offrono.




Si occupa da anni di didattica, e-learning, formazione e insegnamento/ apprendimento con le nuove tecnologie, dinamiche della comunicazione online.

Dal 2002 blogger attiva sul web Catepol.net nel quale scrive di Web 2.0, Didattica e Social Network, blog che nel 2009 è risultato quarto (primo fra gli italiani) agli European Blog Awards di Bilbao.



Sul sito Robin Good una intervista video con esperienze sull'uso dei new media nella scuola.


9 commenti:

Gabriele ha detto...

Bella intervista!
Grazie per quello che fate

catepol ha detto...

grazie per l'intervista :)

Anonimo ha detto...

Assegnare i compiti su twitter? Siamo alla frutta

Anonimo ha detto...

Quando facevo da correlatore di tesi ad Architettura 12 anni fa era proibito (dico proibito) agli studenti preparare la tesi con un programma di presentazione multimediale su CD o DVD.
Ora è tale presentazione di corredo è addirittura consigliata, visto che la comunicazione del progetto è soprattutto visiva e molte tesi vengono discusse interattivamente.
E' chiaro che ci sarà sempre qualcuno che storce il naso di fronte all'innovazione.

Ma ciò che ora è innovazione (solo in Italia però) tra pochi anni sarà considerata la norma.

Un esempio? Le università di Stanford e il MIT di Boston sono state le prime (ora lo fanno tutte) a trasmettere tutte le lezioni via video podcasting. In Italia ancora non lo fa nessuna.

Dunque... alla luce di ciò, chi è alla frutta... noi o loro? :-)

Marco ha detto...

Oggi noi studenti comunichiamo quasi esclusivamente tramite i social e la messaggistica istantanea e più precisamente con Facebook e MSN.

Questa è la mia visione del mondo dei social tra noi studenti:
FB è un luogo di puro divertimento e guai a parlare di scuola ed affini, è una regola non scritta che però si cerca di rispettare.
Se ci sono compiti da “passare”, lavori di gruppo da fare o altro comunque inerente alla scuola, si preferisce MSN.
Parlare di scuola sul proprio profilo FB non è “in” e la chat viene utilizzata poco.
Proprio per come è strutturato FB, risulta pieno di distrazioni, lo usiamo quasi esclusivamente per condividere video ed altro e raramente si scrive qualcosa sulla propria bacheca; il tasto più usato è “mi piace”; il tutto si riduce a poche semplici azioni: condivisione link, incremento della lista degli amici, sottoscrizioni a fan page, giochi e il “mi piace”.

Purtroppo credo che la scuola sia arrivata troppo tardi a comprendere il grosso potenziale dei social che ormai sono diventati luogo solo ed esclusivamente di “superficialita”, per noi importante ma non certo istruttiva. Io ho un mio profilo e ci vado spessissimo ma se ho voglia di imparare qualcosa vado da altre parti.

Mi auguro di sbagliare e spero che il progetto di didattica attraverso FB della prof. Caterina vada a buon fine e mi smentisca.
Credo molto negli strumenti web e nel potenziale che hanno, ma solo alcuni li vedo adatti ad un uso didattico; primo tra tutti, per me, è il blog, strumento che permette di divulgare conoscenza ed insegnamenti, ma al contempo, di tenere sotto controllo le discussioni tramite la moderazione.
Permette di comunicare utilizzando tutti gli strumenti multimediali che noi ragazzi amiamo tanto e se il blogger è un buon insegnante, ha passione per la materia che insegna e soprattutto riesce a creare un rapporto di complicità con gli studenti che gli fanno visita, i rusultati non possono mancare.

Voi siete, insieme a molti altri vostri colleghi, la conferma che lo strumento è validissimo, sta solo a chi lo gestisce decidere quale è il pubblico a cui si vuole arrivare.
Complimenti per il lavoro che fate.
Un saluto
Marco

rosa maria mistretta ha detto...

Buongiorno, l'intervista sarà pubblicata nei prossimi giorni su
http://lascuoladelsapere.blogspot.com
citando la fonte.
grazie

FS ha detto...

Anche io ho delle perplessità sull'uso di Facebook nella didattica. Innanzitutto perché, per una serie di ragioni, non credo di voler condividere con gli studenti la mia rete di amicizie privata (sì, potrei crearmi un altro account...). In secondo luogo per i motivi che ha indicato Marco. Per la scuola ho l'impressione che funzionino meglio blog, wiki, piattaforme di e-learning (tipo moodle), però in effetti ho sempre rifiutato l'amicizia degli studenti su facebook, e mi piacerebbe invece vedere esempi di come si può fare didattica su un social network così.

Claudio ha detto...

Per rispondere a FS, ogni social network ha alcune peculiarità che lo rendono interessante e utile.
Per esempio Facebook permette di creare gruppi chiusi di lavoro, perfino Second Life mi è stato utile per insegnare in passato (ottimo ad esempio per architetti e designer e per corsi di progettazione in 3D ad esempio) o per i corsi di lingue.

Personalmente io uso molto blogger, YouTube, SlideShare e Ning per la docenza ma sarebbe interessante sapere quali sono le piattaforme utilizzate da ognuno perché credo che ogni materia abbia peculiarità e necessità diverse

Annarita Ruberto ha pubblicato oggi un interessante articolo sull'argomento con la lista delle 100 migliori applicazioni web sull'argomento. Davvero un ottimo spunto per gli insegnanti.


http://scientificando.splinder.com/post/23541334/top-100-tools-for-learning-2010

FS ha detto...

Io uso wordpress, youtube, wikidot e moodle. A parte wikidot sono nella top100 ;-)