martedì 24 gennaio 2017

LE ECCESSIVE PREOCCUPAZIONI PER LA SALUTE


Madonna dei 7 dolori
Credo che le pubblicità degli integratori alimentari abbiano superato quelle dei profumi (periodo di feste "comandate" a parte).

Ci dicono che se non ce la facciamo a mangiare 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, possiamo prendere l'integratore; che se non ce la facciamo e ci sentiamo stanchi, possiamo prendere l'integratore; che se non ce la facciamo ad essere al meglio, possiamo prendere l'integratore.

Pare che stare tutto sommato bene non sia più una bella cosa e la pulce nell'orecchio che ti mettono ti dice: "non devi stare bene, devi stare al meglio".

Solo a scrivere queste poche righe mi è venuta l'ansia. Visto che non mi sento al meglio, non sarà mica che quel fastidio all'occhio sinistro, che non mi è passato in 7 giorni con 2 colliri diversi (si va per tentativi) possa essere oggetto di interesse da parte del dottore? In fondo se non è irritazione e non è congiuntivite, allora cosa mai potrà essere?
Solo ad averlo pensato mi sento nell'orecchio la voce di mia madre che mi chiama la madonna dei 7 dolori e che mi ricorda che quando i dolori si spostano va bene, e che bisogna preoccuparsi quando il dolore rimane fisso in un punto. Infatti son 7 giorni che ho fastidio all'occhio! Ci vuole il dottore!

Avete visto, entrare nel tunnel dell'ansia per la salute è questione di poche sensazioni fisiche e pochi pensieri.

Ma cosa sono la salute e l'ansia?

Secondo l'OMS la salute non è solo l'assenza di malattia, ma è una sensazione di benessere che l'individuo prova a livello fisico, emotivo e sociale.
Mentre possiamo definire l'ansia come una preoccupazione verso un pericolo non ben definito, che immaginiamo ci possa riguardare. Si distingue quindi dalla paura, che invece ha un oggetto chiaro verso cui indirizzare le preoccupazioni (es. paura dei cani).
Ora possiamo definire l'ansia per la salute come la percezione che sia presente in noi una malattia, che minaccia il nostro benessere.
Le sensazioni fisiche che si sentono sono reali e non immaginarie, ma il nocciolo è che non sono sempre sintomo di malattia fisica e talvolta sono sintomo di ansia.
L'ansia si manifesta a livello fisico a volte in modi facili da riconoscere come tachicardia, mal di stomaco o mani sudate, e altre volte in modi inconsueti come rutti, catarro o ponfi sulla pelle. Così si comincia a preoccuparsi di quello che si sente e si entra in un circolo vizioso dove l'ansia alimenta l'ansia e i sintomi fisici.

Esistono diverse ansie legate alla salute.

La fobia per la salute dove si teme che si possa contrarre una malattia, l'ipocondria dove si pensa di avere già una malattia, il delirio somatico si presenta quando si percepiscono cose che non ci sono (per esempio sentire che la pelle o la bocca hanno un odore sgradevole).

L'ansia per le malattie è solitamente legata a sintomi fisici interni al corpo, cioè a quelli che non possono essere oggettivamente visti (come un gonfiore alla caviglia), ma solo descritti dal soggetto che li prova.

Provare un fastidio fisico o un sintomo non significa per forza avere una malattia. L'interpretazione che facciamo del nostro sintomo dipende dalla nostra esperienza con esso, dall'esperienza delle persone vicine e dai mass media.
Le persone con ansia per la salute sono più capaci di cogliere i segnali spiacevoli provenienti dal proprio corpo e questo provoca un'amplificazione somatica degli stessi. Si può così innescare un circolo vizioso che si autoalimenta: la percezioni delle modificazioni corporee genera ansia e l'ansia rende spiacevoli le sensazioni corporee.

Come uscirne?

Innanzitutto la persona deve cominciare a credere che ci possa essere una componente emotiva nei propri disturbi fisici.
Una volta fatto ciò può cominciare a segnarsi gli stress che vive durante la settimana e le sensazioni fisiche dolorose che si presentano, in modo da notare una prima correlazione tra le due cose.
Successivamente sarà di aiuto imparare una tecnica di gestione dello stress, che può essere il Rilassamento muscolare progressivo, il Training autogeno o la Mindfulness.
Una volta che si sarà imparato come gestire lo stress, bisognerà agire sulle fonti di stress, cercando di risolverle partendo dalla più facile.
Una cosa molto importante è gratificarsi per gli obiettivi raggiunti.
Dopodiché bisognerà agire sui pensieri che generano ansia: diventando consapevoli di quali sono e sostituendoli con altri più realistici.
I pensieri sui quali intervenire sono quelli avuti dopo aver percepito il malessere/dolore.

E' possibile uscirne da soli?


Si, è possibile uscirne da soli, senza vedere un esperto, e per riuscirci si può utilizzare un libro.

La paura delle malattie, scritto da G.J.G. Asmundson e S. Taylor, edito da Eclipsi, è lo strumento che può essere d'aiuto.

Qui si trova spiegato per esteso ciò che io ho riassunto in poche righe, ma non è tutto.
Il libro è un programma che passo a passo, capitolo dopo capitolo porta la persona fuori dalle sue paure legate alla salute.

Lo fa spiegando, facendo esempi, con schede da compilare, spunti di riflessione, domande a cui rispondere.
Ma non è tutto, in segna anche come rapportarsi con i medici e come farsi sostenere da amici e parenti durante il percorso e infine spiega come mantenere i risultati raggiunti!

Un libro facile da usare, un po' ridondante a volte, ma chiaro.

Dr.ssa Luigina Pugno

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