lunedì 28 marzo 2016

PER CAPIRE GLI OGM


Gli OGM turbano il sonno di molte persone. Recentemente il caso Infascelli - inquadrabile come frode scientifica sugli OGM scoperta da Elena Cattaneo - ha fatto discutere parecchio. C'è stata anche una puntata sugli OGM, realizzata da Presa Diretta, e anch'essa ha acceso gli animi. I commentatori più attenti hanno rilevato un inedito equilibrio, che non è tipico di una trasmissione televisiva. Si parla già della rivoluzione CRISPR, ovvero di una nuova tecnica di editing genetico che potrebbe cambiare per sempre il dibattito sugli OGM. A tal proposito, verrà pubblicato su Le Scienze di aprile 2016 un articolo da non perdere.


C'è molta carne al fuoco ed anche molta confusione. "Se il cittadino non si sente adeguatamente informato sugli OGM la responsabilità è, almeno in parte, degli organi di informazione. In questo settore, come in altri, i giornalisti hanno spesso competenze limitate e mirano allo scoop, alla notizia spettacolare, piuttosto che alla più noiosa informazione oggettiva, che richiede faticosi sforzi di documentazione": così scrive Dario Bressanini nel libro "OGM tra leggende e realtà - Chi ha paura degli organismi geneticamente modificati?", pubblicato da Zanichelli nella collana Chiavi di Lettura.


Ecco, non si tratta proprio di un libro appena uscito, ma è molto attuale per comprendere le basi della questione OGM. E non sto parlando di opinioni, ma di fatti supportati da evidenze scientifiche: il testo - sebbene sia divulgativo (molto più divulgativo degli articoli che Bressanini scrive sul suo blog) - affronta un argomento molto complesso. E il lettore, se vuole effettivamente formarsi una sua opinione, deve leggere 215 pagine. Esattamente come ho fatto io, contento di essere giunto alla fine con le idee molto più chiare di prima.

Sì perché, magari lo sapete già o forse no, la questione OGM tocca la scienza, la politica, l'economia e i mass-media. Innanzitutto la scienza: non tutti hanno basi di chimica e di biologia, ma il libro di Bressanini serve proprio per cominciare a capire, partendo dal principio, spiegando quindi come si producono le piante OGM. Poi c'è la politica che, nella sua accezione più nobile, consiste in una scelta discrezionale fra varie alternative: da ciò consegue che non tutti gli Stati hanno emanato le stesse leggi in merito agli OGM.

Ho citato prima l'economia, che svolge un ruolo di primo piano, in quanto la realizzazione di una pianta OGM (dall'ideazione alla commercializzazione) implica investimenti dell'ordine di molti milioni di euro. Cifre alla portata delle multinazionali, che però devono rientrare della spesa in breve tempo, e quindi scelgono soprattutto colture di interesse globale. Ma nel sistema economico c'è anche la ricerca pubblica, che può dare una mano a sviluppare OGM di interesse locale.

Su tutti però domina il consumatore, quello che - spesso sprovvisto delle più elementari nozioni scientifiche sull'argomento - si dichiara contro gli OGM e finisce per danneggiare seriamente se stesso. Come è successo nel caso della patata geneticamente modificata per resistere ad alcuni insetti (tra cui la dorifora), che ci avrebbe fatto risparmiare tonnellate di pesticidi (sia come spesa che come salute). E invece no: il consumatore di patate fritte da fast-food le vuole OGM-free. E, se preferisce i pesticidi, bisogna accontentarlo.









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