domenica 12 maggio 2013

VACCINI: UNA SFIDA PER LA MENTE


Ho scritto di recente un articolo (1) per spiegare semplicemente il fatto che chi non si vaccina mette a rischio la propria salute (o addirittura la propria vita) ed anche (e soprattutto) quella degli altri. L'articolo è stato ripreso dal Blogghetto al fine di allargare il discorso sulle nefaste conseguenze della disinformazione sui vaccini (2).


Ma la disinformazione è inarrestabile. Infatti continuo a leggere sui social network affermazioni del tipo "i vaccini uccidono", ovvero frasi lapidarie che - prese alla lettera - significano: chi si vaccina è destinato a morte certa e immediata. In realtà, coloro che decidono di non vaccinarsi (o di non vaccinare i propri figli) vivono come immersi in un passato remotissimo. "Diecimila anni fa, quando il vaiolo comparve per la prima volta, l'umanità non poteva far altro che pregare gli dei chiedendo aiuto" (3).

Nell'articolo "Nuova minaccia dai poxvirus" (4) Sonia Shah ci ricorda che il vaiolo ha fatto letteralmente una strage fra coloro che sono stati colpiti. Fortunatamente, sul finire degli anni settanta del Novecento, "il flagello mortale era stato eliminato dalla faccia della Terra grazie a campagne di vaccinazione di massa che hanno protetto milioni di individui, lasciando loro solo una piccola cicatrice sul braccio" (5). Il virus del vaiolo è scomparso nel 1979, di conseguenza "da allora, nessun paese ha più vaccinato di routine i propri cittadini contro il vaiolo (...)" (6).

Questa riduzione delle difese oggi potrebbe essere inopportuna. Infatti il vaccino contro il vaiolo proteggeva anche contro i virus cugini del vaiolo, fra cui quello delle scimmie e quello dei bovini. Che oggi sono più attivi rispetto al passato. Propagandosi tramite arvicole, scoiattoli e altri roditori selvatici, tali virus potrebbero diffondersi. Avendo già aggredito esseri umani, potrebbero adattarsi ai nuovi ospiti e diventare gradualmente più trasmissibili tra le persone. "Per ora i focolai epidemici hanno riguardato principalmente l'Africa Centrale, con l'eccezione degli Stati Uniti nel 2003 e del Sudan nel 2006" (7).

Possiamo solo confidare nei progressi della scienza e della tecnologia: se è vero che "i vaccini del secolo scorso erano preparati piuttosto grezzi" (8), è anche vero che "le nuove vaccinazioni sono più sicure ed efficaci rispetto ai preparati del passato" (9).

Tuttavia, più la scienza progredisce velocemente e più noi abbiamo delle difficoltà a capirne gli sviluppi. Ma è nostro dovere informarci e capire. "E' ora che il nostro hard disk mentale si aggiorni, perchè ci sono ottime opportunità per la nostra salute da cogliere e qualche paura ormai infondata da abbandonare" (10).

NOTE 
(1) Walter Caputo - Vaccino? Sì, grazie. - Gravità Zero - 20/04/2013
(2) Dioniso - La disinformazione sui vaccini - Blogghetto - 29/04/2013
(3) (4) (5) (6) (7) Sonia Shah - Nuova minaccia dai poxvirus - Le Scienze - maggio 2013
(8) (9) (10) Cristina Cavazzuti - Biologia - Zanichelli 2011

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