sabato 20 aprile 2013

VACCINO? SÌ, GRAZIE.

"Nel 1998, su un'autorevole rivista medica inglese, comparve un articolo a firma di tale dottor Andrew Wakefield che, sulla base di uno studio eseguito su 8 bambini, attribuiva al vaccino trivalente MPR (il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia) la causa di una patologia nota come autismo. (...) Molti quotidiani ripresero la notizia che ancora adesso viene rilanciata da diversi siti internet. Ne seguì un vistoso calo nel numero dei vaccinati e un puntuale aumento nel numero dei casi di morbillo, tra cui alcuni mortali" (1)

Conseguenza diretta dei falsi studi dell'ex dottor Wakefield è stata la recente epidemia di morbillo che ha costretto molti genitori a vaccinare d'urgenza i propri figli. Perchè? Perchè hanno creduto ad una notizia falsa, non hanno verificato le fonti, hanno pensato che 8 bambini (dico 8, un numero estremamente ridotto) fosse un campione in grado di rappresentare fedelmente la popolazione da cui è stato estratto. E così "rifiutano di vaccinare i figli contro malattie la cui pericolosità è ben maggiore di quella dei possibili effetti collaterali (provati) del vaccino" (2)

"Ciò chiama direttamente in causa la responsabilità dei mezzi di comunicazione di massa, pronti a dare notizie allarmistiche, ma non a dar conto delle relative smentite: indagini svolte dalle autorità sanitarie di vari paesi - eseguite su migliaia di casi e concordi nel dimostrare l'assenza di qualsiasi associazione tra vaccinazione e autismo - non hanno avuto altrettanta risonanza. Qualche anno dopo, un collaboratore del dottor Wakefield rivelò che i dati riportati nel famoso articolo erano stati falsati ad arte, e Wakefield, autore della frode, fu radiato dall'ordine dei medici britannici" (3)

Certo, i mass media hanno le loro responsabilità: ad esempio, di recente, è apparso in rete un articolo che, giustamente, ci ricorda che dal 22 al 27 aprile si celebra la settimana europea dell'immunizzazione. Peccato che nell'immagine dell'articolo sia ritratto un bimbo terrorizzato di fronte ad una siringa. E inoltre viene dato spazio alle opinioni personali di un medico, che risultano contrapposte ai dati riportati dall'OMS. Le evidenze scientifiche sono a favore dell'efficacia dei vaccini e supportano i dati OMS, mentre il medico citato non fornisce prove su quanto afferma.

Nonostante le responsabilità dei mass media, chi deve decidere se vaccinare il proprio figlio ha il dovere di informarsi da fonti scientificamente attendibili. E fortunatamente c'è chi lo fa, proteggendo - con il vaccino - non solo la propria famiglia, ma anche la comunità in cui vive. E talvolta condivide fatti per informare anche coloro che credono alle pseudoscienze. Ad esempio basta leggere alcuni commenti all'articolo sopra citato per scoprire un'altra notizia recente: casi di morbillo in Italia fra bambini non vaccinati.

Ma come funziona un vaccino? "Il principio che è alla base della vaccinazione è quello di simulare l'attacco di un agente patogeno, inducendo l'organismo a sviluppare difese specifiche contro quel particolare agente. Ciò è reso possibile dal fatto che il sistema adattativo impara e ricorda ciò che ha imparato per diversi anni, se non per tutta la vita" (4)

Esistono molte opinioni sui vaccini. Tali opinioni sono infondate in quanto non forniscono evidenze scientifiche. Tuttavia non è escluso che un vaccino abbia effetti indesiderati. E' proprio per questo motivo che - prima di essere adottato - il vaccino viene verificato accuratamente. Si controlla la sua efficiacia, ovvero se è in grado di raggiungere l'obiettivo di proteggere l'organismo contro l'attacco di un determinato patogeno; e si controlla anche la sicurezza. Con uno studio statistico serio, non su 8 bambini.

NOTE
(1) (3) Clara Frontali - Virus, microbi e vaccini - Editoriale Scienza 2012 - pag. 106
(2) http://oggiscienza.wordpress.com/2013/04/09/epidemia-di-morbillo-in-galles/
(4) Clara Frontali - op. cit. - pag. 94

3 commenti:

Roberto Raimondi ha detto...

Non esiste niente di certo in natura tranne la morte, e i vaccini possono provocare meningite o la malattia di cui sono la cura. Il vaccino Sabin per la polio in Italia causava un caso di polio ogni 400.000 soggetti trattati.
Certo quello che è a favore è il rapporto rischio/beneficio, ma non sarei così *positivista*.

Saluti

Luigina Pugno ha detto...

Sto giusto leggendo un libro sui grandi medici del xx secolo e si parla di Sabin. A parer mio quando si passa da 57000 casi di polio solo negli USA a 1 ogni 400.000 vaccinati (come scrive lei) non si può non essere positivista.

Walter Caputo ha detto...

Sull'efficacia dei vaccini, dal libro recensito: 21269 casi di poliomelite in Italia nel 1952 (picco massimo); casi di poliomelite in Italia nel 2001: zero. Quindi, meglio vaccinarsi. Inoltre, ciò che molti non sanno, è che oggi i vaccini sono molto diversi rispetto a quelli del passato. La scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante. Ed io ringrazio tutti gli scienziati per il loro lavoro.