mercoledì 12 dicembre 2012

SPAZIO AI SOGNI NELL'INSEGNAMENTO DELLA FISICA

"Insegnare Fisica nelle scuole superiori" è il tema del nuovo Carnevale della Fisica. Dato che sarò io ad ospitare la 38esima edizione, vorrei elaborare la mia opinione su un argomento che rappresenta talvolta un problema e talaltra un'opportunità per ciascun docente di Fisica.

Mi spiego meglio: insegnare Fisica non è affatto facile, in quanto la materia è complessa ed anche interrelata con parecchie altre discipline. Inoltre gli studenti, in generale, non hanno certo una buona immagine di cosa sia la Fisica. D'accordo, ci sono gli appassionati, ma molti - a scuola - si scontrano presto con le difficoltà inerenti la matematica, che è necessaria per comprendere la Fisica.

Come se non bastasse i tempi per le lezioni sono sempre stretti, anzi - nelle scuole di recupero anni scolastici - sono strettissimi e così è facile (e per alcuni necessario o inevitabile) ridurre il programma a formule e ad esercizi in cui tali formule vengono applicate. Il risultato finale è che non sono più molti a frequentare un liceo scientifico, mentre diventano sempre di più gli studenti che scelgono diplomi in un certo senso più facili. Si tratta di una sorta di fuga dalla Fisica e dalla Matematica. Ovvero si scappa di fronte alle difficoltà.

In più occasioni ho ribadito che può essere molto utile per gli studenti un insegnante che si occupi di divulgazione della Fisica, in quanto, da un lato, può proporre un approccio più semplice e dall'altro può tenere informati gli studenti su ciò che avviene nel mondo della Fisica ed anche sui più importanti eventi di divulgazione della Fisica.

In questa sede voglio aggiungere due fatti a mio parere importanti. Il primo: occorre lasciare anche un po' di spazio ai sogni degli studenti di Fisica. Naturalmente tale tempo va ben calibrato in quanto occorre comunque terminare il programma. Tuttavia, non dedicare nulla all'immaginazione degli studenti significa soffocare la loro creatività e - a lungo andare - il loro interesse per la materia. Capiterà che qualche studente porterà il discorso verso la presenza di vita su altri pianeti e allora occorre - rimanendo nel rigore scientifico - dare qualche buona risposta, ricordando anche allo studente che magari in futuro quello potrà essere il suo campo di ricerca. Insomma, i sogni sono essenziali: cerchiamo di mantenerli vivi anche mentre insegnamo Fisica.

Il secondo fatto è la base di partenza per ciascun docente di Fisica delle scuole superiori: un buon libro. Tale affermazione potrà sembrare ovvia, ma oggi si tende a mettere insieme risorse sul web, scrivere appunti o dispense, cercare quella sintesi miracolosa che comprenda tutto, ma che contemporaneamente sia comprensibile. Perchè non tornare ad un buon libro di testo?

Ecco, a mio modesto parere, un ottimo libro per le scuole superiori è Fisica per moduli di Bianca Manassero Barnini, pubblicato dalle Edizioni Il capitello. Perchè lo consiglio agli insegnanti?

Perchè costa poco (e questo è importante, dato che siamo in crisi ormai da 5 anni consecutivi), perchè è diviso in 7 moduli (e ciò è utile per ridurre il carico della valigetta del docente), perchè è estremamente pratico, nel senso che presenta la teoria in sintesi e poi numerosi esercizi svolti in maniera completa, altri solo con il risultato finale, ed anche quiz a risposte chiuse e test di verifica finale. Cosa si può desiderare di più?

Ma la caratteristica più importante, ovvero ciò che tutti cercano, è proprio l'estrema chiarezza, l'estrema semplicità nella presentazione degli argomenti. In questo modo l'insegnante può essere altrettanto chiaro e gli studenti ne riceveranno senz'altro un beneficio. Per loro capire sarà una gratificazione: proprio perchè capiranno saranno motivati a proseguire negli studi universitari di Fisica.


1 commento:

IgorB ha detto...

intanto provo a diventarlo, insegnante.
quando sarà il momento mi ricorderò di questo post!
Grazie!