domenica 19 febbraio 2017

SUI GENI SAPPIAMO TUTTO OPPURE NIENTE?


Talvolta la divulgazione scientifica raggiunge vette molto alte. Si tratta dei casi in cui i divulgatori ci concedono davvero un accesso facilitato e privilegiato ad una conoscenza più o meno complessa. E qui parliamo di qualcosa di molto complesso, ovvero di quanto siano importanti i geni o di quanto non lo siano e di come agiscono.


Il libro a cui ci stiamo riferendo è "Il gene riluttante - Diamo troppe responsabilità al DNA?", scritto da Guido Barbujani e Lisa Vozza e pubblicato da Zanichelli nella bella collana "Chiavi di lettura". Si tratta innanzitutto di un libro chiarissimo - e già questo basterebbe - poiché la divulgazione qui prende la via più semplice, dritta e immediata per raccontare e spiegare argomenti di cui veramente pochi possono affermare di saperne abbastanza. Quanto ho detto non è una cosa scontata, poiché esistono anche libri che - per raggiungere il nobile fine della semplificazione - si avvitano su strade tortuose e stancanti.

Inoltre molte persone ritengono che le immagini possano comunque superare le parole in immediatezza e comprensione. Se è vero che il nostro cervello lavora soprattutto per immagini, è anche vero che le parole possono essere così ben disposte ed organizzate da superare le immagini. Questo è il caso de "Il gene riluttante". Ho letto recentemente "Biologia - DNA e genetica" nella serie "I manga delle scienze": ecco - a mio parere - è un libro meno convincente, molto meno divulgativo e meno immediato de "Il gene riluttante", eppure è un fumetto intervallato da testi. Si tratta quindi di un caso in cui le immagini non hanno raggiunto (pienamente) il lettore.

Il libro di Barbujani e Vozza è un libro per tutti - come deve essere la migliore divulgazione scientifica, per lo meno quella che io definisco di primo livello (perché poi ciascuno può approfondire se lo ritiene opportuno) - e sicuramente lo farò leggere anche a mia suocera, poiché è un libro che può far capire - anche a chi non è più giovane - i progressi della genetica. E' poi anche un testo onesto, in quanto è chiaro nel definire fin dove è arrivata la scienza. Ci fa comprendere che il gene non è tutto, ma esistono anche (ad esempio) le proteine che svolgono ruoli molto importanti. E - cosa ancora più importante - il gene non è solo: nella stragrande maggioranza dei casi lavora con molti altri geni e interagisce con l'ambiente.

Quindi non è vero che dei geni sappiamo tutto, ed occorre fare attenzione alle decisioni che prendiamo sulla base di valutazioni genetiche. Ma allora non ne sappiamo niente? No. Cominciamo ad intravedere la strada, che però è molto ramificata e complessa. E in futuro (forse) almeno alcune promesse della genetica potranno essere soddisfatte.

Walter Caputo
Science writer e redattore scientifico per Gravità Zero

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