martedì 3 gennaio 2017

SCOPRIRE LA SCIENZA NELLA CAMERA DELLE MERAVIGLIE


Che cosa cerca un bambino in un libro di scienza? Colori, varietà, semplicità, leggibilità, immagini ed esperimenti da fare. Dentro "Il super libro degli scienziati in erba", scritto da Véronique Schwab e pubblicato da Editoriale Scienza c'è proprio tutto.

Ci sono tanti colori fra pagine caratterizzate da una varietà anti-noia. Sì, perché non ci si può annoiare quando si passa dall'astronomia alla biologia e poi si fa un salto nella chimica, nella fisica e nell'elettricità. E non mancano i dilemmi matematici, le storie degli scienziati celebri, le illusioni ottiche e i misteri del corpo umano.

Però tutto questo, che sembra tanto, è in realtà molto leggero, poiché le pagine non sono dense e sono graficamente molto leggibili. Non mancano immagini, disegni ed illustrazioni. Ma c'è di più.


Si tratta di quell'aspetto della scienza che genera meraviglia, stupendo i bambini come i loro genitori. Sto parlando degli esperimenti. Scoprire la scienza tramite gli esperimenti significa passare prima dalla camera delle meraviglie e poi in quella dello studio (e non viceversa, come spesso capita a scuola).


Davanti a qualcosa di apparentemente inspiegabile un bambino non può che esclamare "WOW!!!", ma la "o" in mezzo è molto lunga. E l'esclamazione potrebbe essere fatta anche da un ricercatore, di fronte ad un risultato ottenuto. Quel ricercatore potrebbe essere - in futuro - proprio il bambino che oggi prova entusiasmo e stupore leggendo "Il super libro degli scienziati in erba".

Io l'ho letto con mio figlio di 8 anni. Ci siamo chiesti quale fosse il modo migliore per comunicare lo stupore ai bambini e ai loro genitori. La risposta è una sola: fare gli esperimenti.


Ne abbiamo filmati due, molto rapidamente e senza costruzione o scenografia, affinché il risultato finale fosse il più possibile vicino al desiderio di un bambino. Nessun montaggio e nessuna musica: abbiamo deciso che per noi è buona la prima, anche se lo stupore dell'esperimento ti fa sbagliare qualche parola. Anche quando le parole non ti vengono, e tuo figlio ti corregge o ti ricorda che hai dimenticato un dettaglio importante. Ma alla fine ti dice: "Papà, il video è bello!". E allora: scienza, avanti tutta.




























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