martedì 14 aprile 2015

COMUNICARE LA SCIENZA NEL REGNO UNITO: INTERVISTA AL DR SAMUEL ILLINGWORTH

Aspetto slanciato e mantello scuro. Somiglia più ad un attore che ad un accademico. E non a caso, dato che proprio la passione per il teatro ha avuto un ruolo cruciale nella sua carriera. Ma, appena cominciamo l'intervista, la sua padronanza dell'argomento e l'entusiasmo con cui comunica rivelano la perfetta combinazione di entrambi i settori.

Sto parlando del Dr Samuel Illingworth, docente di comunicazione della Scienza presso la Manchester Metropolitan University.

Dr Samuel Illingworth


Il Dr Illingworth termina il Dottorato in Fisica Atmosferica nel 2010 all'Università di Leicester. Si trasferisce poi in Giappone, dove comincia a studiare come trasferire le tecniche di recitazione nella comunicazione scientifica. Di ritorno in Inghilterra nel 2012, trascorre 18 mesi all'Università di Manchester dove, oltre a misurare metano e altri gas effetto serra prodotti dalle piattaforme aeree, comincia una serie di iniziative di sensibilizzazione prima di accaparrarsi il  posto attuale alla MMU.

In questa intervista, Dr Illingworth spiega la situazione attuale della Comunicazione Scientifica nel Regno Unito e condivide esperienze ed opinioni in materia.

Qual è lo stato attuale della comunicazione e del giornalismo scientifico nel Regno Unito e quali cambiamenti prevede in futuro?

Penso che la situazione attuale sia decisamente buona. Siamo riusciti a prendere le distanze dal modello di comunicazione a senso unico per arrivare a instaurare un vero e proprio dialogo col pubblico, che ha conseguenze importanti per le scelte politiche e la ricerca stessa.

Grazie ai nuovi media sociali, il giornalismo scientifico sta vivendo un periodo felice, ed è necessario che giornalisti e scienziati collaborino effettivamente per trasmettere informazione in maniera efficace.

In futuro la comunicazione della scienza diventerà sempre più importante. Ciò perché l'impatto sociale che deriva dalle scoperte scientifiche influenza i finanziamenti. Ma anche perché auspichiamo ad un futuro in cui non saremo noi a dover dire al pubblico quale scienza è importante per loro, ma piuttosto loro a determinare di quale scienza si deve parlare.


Scienziati e giornalisti generalisti: chi di loro e protagonista nel panorama della comunicazione della scienza inglese?
Oltre ad eloquenti scienziati come Brian Cox e Robert Winston, siamo dotati di buoni divulgatori come Ed Yong e Alice Bell, che scrivono di scienza in modo chiaro e efficace. Abbiamo anche dei fantastici giornalisti come Jonathan Amos e Steve Connor.

La diffusione dei blog fa si che molti scienziati oggi possono parlare della loro ricerca prima di pubblicare. E che il pubblico abbia moti più mezzi a disposizione per attingere alle informazioni scientifiche. Organizzazioni come il Wellcome Trust svolgono campagne di informazione per far si che il pubblico sia sempre aggiornato. Istituzioni come il  National Environmental Research Council (NERC)  investono tanto nella comunicazione della ricerca al pubblico.

Qual è la posizione dei cittadini inglesi verso la scienza?

Recenti sondaggi dimostrano che il 72% dei cittadini ritiene che conoscere la scienza è importante nella loro vita. 90% è inoltre convinto dell'importanza del lavoro degli scienziati.

Tuttavia, il 51% vorrebbe sentire parlare di più di scienza, e il 69% crede che gli scienziati dovrebbero prestare più attenzione alle richieste del pubblico. Mi auguro che questo scenario migliori negli anni a venire, grazie ad una effettiva collaborazione fra scienziati e pubblico per scoprire cosa realmente le persone desiderano sapere.

Il Wellcome Trust ha rilevato che solo il 33% delle persone ha una totale fiducia negli scienziati e  il 59% ha una bassissima fiducia nei giornalisti. Non è poi così negativo come potrebbe sembrare, poiché significa che il pubblico non abbocca a tutto ciò che gli viene dato. Ma queste stime possono essere comunque migliorate, rendendo le logiche dietro il progresso scientifico più trasparenti e incoraggiando l'opinione pubblica.


Attualmente lei è docente di Comunicazione della Scienza della Manchester Metropolitan University (MMU); cosa l'ha avvicinata a questa disciplina? 

Durante i miei studi post-laurea sono stato il presidente della University of Theatre Society di Leicester (LUTheatre), sviluppando una serie di attività didattiche utilizzando le scene teatrali  per esplorare argomenti scientifici. Un ricordo recente è ad esempio la dimostrazione del ciclo dell'acqua attraverso il teatro musicale!

Un mio personale eroe è stato  CP Snow, un autorevole scienziato e autore, che ha suggerito un approccio per risolvere i problemi più complessi del mondo facendo lavorare scienziati e artisti insieme in collaborazioni interdisciplinari. Snow stesso ha studiato a Leicester, dove è stato coinvolto nella loro impresa teatrale.


Quali attività la vedono attualmente coinvolta?

Diverse e molte si trovano sul sito web MMU Engage. Oltre a sollecitare la comunicazione della scienza al grande pubblico, conduco studi su come incrociare teatro e comunicazione della scienza. Amo molto la poesia anche, e oltre a scrivere di scienza in versi sul mio blog, mi interessa la simbiosi fra poesia e scienza.
Sono rappresentante del Programma dei Giovani Scienziati presso l'EGU dove promuovo  l'importanza della comunicazione della scienza.
Sono anche su twitter (@samillingworth) dove parlo di scienza, poesia e simili.



Quanta influenza hanno gli scienziati nel parlare di scienza?



I migliori divulgatori di mia conoscenza sono scienziati. Con opportuni interventi, gli scienziati possono imparare a cooperare coi cittadini e instaurare un dialogo effettivo. la comunicazione della scienza deve essere pero' riconosciuta nella sua importanza anche da università e istituti di ricerca. Ma bisogna senz'altro riconoscere il contributo che gli scienziati stanno dando già ampiamente per far si che l'informazione scientifica sia correttamente diffusa. 




Nessun commento: