martedì 12 agosto 2014

DA TORINO ALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Inizia da Torino, con un filmato 3D,  il viaggio epico di un Automated Transfer Vehicle   (ATV) dell'ESA.

Dal montaggio e spedizione in un spazioporto europeo nella Guyana francese al lancio e aggancio con la Stazione Spaziale Internazionale.

Il laboratorio spaziale - più grande di un campo di calcio e spesso nitidamente visibile a occhio nudo durante i suoi passaggi notturni sul continente europeo - orbita a 400 chilometri dalla superficie terrestre (guarda qui dove si trova la ISS in tempo reale) ed è la base operativa di un gruppo internazionale di astronauti.





I Veicoli di trasferimento automatizzato sono i veicoli spaziali più complessi mai sviluppati in Europa. Nel programma dell'Agenzia Spaziale Europea, guidato dalla francese EADS Launch Vehicles, Alenia Spazio ha la responsabilità diretta del “Cargo Carrier”, ossìa della metà anteriore del veicolo. Questo comprende i dispositivi d'attracco alla Stazione Spaziale, di rifornimento di propellente per il controllo d'assetto, d'acqua e aria per l'equipaggio e che porta, nel suo modulo pressurizzato di carico, rifornimenti solidi di vario genere (vestiti e tute di ricambio, apparecchiature, cibo ecc.).

ULTIMO CARGO "ITALIANO" 

Solo pochi giorni fa (il 30 luglio per la precisione, è stato lanciato il quinto e ultimo modulo dalla Base di Kourou, in Guyana con 7 tonnellate di materiali, compresi acqua, cibo, carburante, componenti di ricambio e strumentazione scientifica.  Arriverà verso metà agosto alla Stazione Spaziale

Fa parte di una serie di navette costruite tutte tra Germania e Italia, dalle aziende Eads Astrium e Thales Alenia Space. Dopo le navette Jules Verne (2008), Johannes Kepler (2011) ed Edoardo Amaldi (2012) e Albert Einstein (2013), questa ultima navetta è stata intitolata a Georges Lemaitre, il fisico belga che agli inizi del '900 fu tra i primi a ipotizzare l'espansione dell'Universo e la sua 'nascita' dal Big Bang.

Purtroppo in futuro la NASA ha intenzione di affidare, con un contratto da 17,8 milioni di dollari, alla società privata Bigelow Aerospace il compito di rifornire la ISS attraverso un modulo gonfiabile BEAM (Bigelow Expandable Activity Module), modulo che sarà utilizzato per due anni come “dimostratore tecnologico”.

Previsto  per il 2015, il cargo utilizzato per il viaggio sarà Dragon di SpaceX e verrà poi montato grazie al braccio robotico della Stazione su un portello del modulo Tranquility, e pressurizzato utilizzando l'aria compressa contenuta al suo interno, per raggiungere la forma e le dimensioni definitive.

Il BEAM è il terzo prototipo orbitale progettato da Bigelow, società fondata nel 1999 da Robert Bigelow (proprietario di una catena di hotel low cost negli USA) che ha investito finora circa 250 milioni di dollari, dopo i Genesis 1 e 2, lanciati nel 2006 e nel 2007.

Ha il vantaggio di pesare un terzo e costare molto meno di analoghi moduli in metallo.
Bigelow Aerospace ha firmato sette contratti con agenzie spaziali o scientifiche non statunitensi, e ha accordi per il lancio dei moduli con Boeing e SpaceX. Un business che sta aprendo la strada a molte imprese private.



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