martedì 8 ottobre 2013

MEDICINA: QUANDO IL NOBEL PARLA ITALIANO

Si respira anche un po' di ricerca italiana nel Nobel per la Medicina 2013: almeno dalla bibliografia che accompagna le motivazioni del Nobel assegnati ieri a James Rothman, Randy Schekman e Thomas Sudhof. 

È infatti nel 1992 che il prof. Cesare Montecucco, dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell'università di Padova (ossia un anno prima della pubblicazione della ricerca di Rothman) pubblicò la scoperta di tre proteine chiave: 
Prof. Cesare Montecucco
''Si trovano sulla vescicole che, come dei camion, trasportano le sostanze utili fuori dalle cellule'', ha dichiarato il ricercatore. "Si chiamano Vamp, Snap-25 e Sintaxina e si trovano nella parte interna delle ''mura'', ossia all'interno della membrana cellulare. Lavorando sulle tossine responsabili di tetano e botulismo abbiamo scoperto il modo in cui rilasciano il neurotrasmettitore all'esterno della cellula per attivare i muscoli. Per noi le cellule sono come delle cittadelle medioevali, chiuse da una cinta di mura e con un vivacissimo traffico fra esterno e interno''
Per questa scoperta nel 2011 il gruppo di Montecucco ha ricevuto il premio Paul Ehrlich, considerato il Nobel europeo per la Medicina.

I meccanismi che regolano il traffico all'interno delle cellule, prosegue l'esperto, ''sono fondamentali per importantissime funzioni. Senza di questi non potremmo neppure respirare''. Ricerche come quelle premiate con il Nobel, conclude, hanno aperto la strada per studiare altre proteine coinvolte in malattie neurodegenerative o comportamentali, come la schizofrenia. ''Per questo - conclude Montecucco - è molto importante continuare a studiarle''.

QUANTI ITALIANI HANNO VINTO IL NOBEL PER LA MEDICINA? 

Gli scienziati italiani che hanno conquistato il Nobel per la Medicina, su un totale di 201 dal 1901 a oggi, sono 6, di cui solo una è donna (Rita Levi-Montalcini). 

Nel 1906 lo ottenne Camillo Golgi per le ricerche effettuate sulla struttura del sistema nervoso. 

Nel 1957 è stato il turno di Daniel Bovet per le sue scoperte sui composti sintetici, come il curaro. 

Nel 1969 Salvador Luria per le scoperte del meccanismo di replicazione della struttura genetica del virus.  

Renato Dulbecco nel 1975 per le sue scoperte in materia di interazione tra virus tumorali e materiale genetico della cellula. 

Il successivo è andato a una donna, una delle dieci al mondo ad aver ricevuto questo importante riconoscimento. Rita Levi-Montalcini premiata nel 1986 per la scoperta dei "fattori di crescita" del sistema nervoso.  

L'ultimo premio Nobel per la Medicina assegnato a un italiano (anche se naturalizzato americano) risale al 2007 e si tratta di Mario Capecchi, premiato per le scoperte pionieristiche riguardanti il sistema embrionale delle cellule staminali e la ricombinazione del Dna nei mammiferi. Se si considerano tutte le categorie dei Nobel, gli italiani che hanno ricevuto questo riconoscimento sono in totale 18.

Una curiosità: l'Università di Torino vide sullo stesso banco a studiare sotto la guida del celebre Giuseppe Levi ben quattro personaggi che diventeranno grandi nomi nella scienza medica: 3 dei quali sarebbero diventati futuri premi Nobel. Erano Renato Dulbecco, Salvador Luria, Rita Levi-Montalcini e Eugenia Sacerdote de Lustig (cugina della più nota Rita).

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