lunedì 8 aprile 2013

LA MORTE DELL'ARCHEOLOGIA E DELLA PALEONTOLOGIA IN ITALIA?


È dall'inizio di marzo che si nota un certo fermento, su alcuni mass-media e social network, per un botta e risposta tra archeologi.

Cosa sta accadendo in questa dimensione da sempre silenziosa e lontana nel tempo?

In una circolare emanata dal MIBAC (il Ministero per i beni e le attività culturali) il 4 dicembre 2012, sono stati disposti dei piccoli adeguamenti alla legge sui Beni archeologici.

Quello più discusso è stato "non saranno più date concessioni di scavo in terreni privati, salvo particolari e motivate esigenze". Significa che non si scaverà più.

Secondo la legge italiana i beni di interesse archeologico sono di proprietà dello Stato. Va bene, penserete tutti. Ma il problema subentra nel premio di rinvenimento. Infatti se il terreno dove si dovrebbe scavare è di proprietà di un privato cittadino, la legge prevede a favore del proprietario un quarto del valore del bene archeologico scoperto ed eventualmente un indennizzo per l'occupazione del terreno per tutto il periodo degli scavi. In tempi di spending review il ministero dei Beni culturali con questa circolare ha stabilito che a causa degli elevati costi per la corresponsione dei premi di rinvenimento e degli indennizzi non saranno più date concessioni per gli scavi in terreni privati.

Si sono bloccate tutte le possibilità da parte di terzi di intraprendere ricerche archeologiche in tutte le regioni italiane.

L'archeologia è morta e con essa anche la paleontologia! E sì, perchè il Testo Unico sui Beni culturali comprende pure all'articolo 2 "le cose che interessano la paleontologia".

La nostra Italia intesa come territorio è un universo immenso punteggiato di tesori archeologici e paleontologici che nessuno più porterà alla luce. Tra questi il giacimento dei dinosauri di Villaggio del Pescatore di Duino Aurisina in provincia di Trieste. In questo luogo ricco di storia archeologica è stato rinvenuto nel 1994 il dinosauro che molti conoscono con il nome di Antonio.

Oltre a questo esemplare di adrosauroide primitivo, da ricerche in profondità si è scoperto che il giacimento potrebbe restituire alla paleontologia ancora altri 30 dinosauri, probabilmente di specie nuove. E' quindi un giacimento fossilifero che rappresenta una delle più importanti scoperte della paleontologia italiana del XX secolo, considerato pure tra i geositi italiani di importanza sovranazionale. State riflettendo e pensate "Caspita, un giacimento di dinosauri come quelli americani. Mi piacerebbe andare a visitarlo e magari provare a scavare". L'immagine che si presenta nella vostra mente è quella di Indiana Jones. Avete troppa fantasia. La circolare del Ministero dei Beni culturali ha bloccato tutto.

Sembra che però pochi giorni dopo questo tam tam di guerra in un convegno di Archeologia a Roma lo stesso direttore del MIBAC abbia rettificato a voce quanto esplicitato nella circolare "si può integrare le domande di concessione di scavo, inviando però la dichiarazione di rinuncia al premio di rinvenimento o in alternativa una dichiarazione di presa in carico da parte di qualche ente per l'onere al proprietario". Parole seguite immediatamente subito dopo da una seconda circolare spedita alle Soprintendenze. Per tutta risposta alla rettifica in merito, pochi giorni fa la Sovrintendenza regionale del Friuli Venezia Giulia sembra abbia trovato una soluzione per tutelare il sito paleontologico di Villaggio del Pescatore: l'esproprio del terreno dove è localizzato il giacimento. In questo modo la zona fossilifera ricadrebbe sotto l'autorità dello Stato che sarebbe quindi l'unico ad avere la possibilità di effettuare scavi autonomamente.

Archeologi al lavoro in uno scavo
Facciamo una analisi della situazione. Abbiamo più di qualche motivo per essere preoccupati. L'archeologia e la paleontologia fanno parte del nostro patrimonio culturale. Sono al pari di altre discipline uno strumento di pensiero e una fucina di opinioni. Siamo d'accordo che in tempi di crisi economica la tendenza sia di compiere a malincuore dei tagli alle spese. Ma sono dell'opinione che siano più efficaci delle azioni in controtendenza allo scopo di mantenere, malgrado tutto, lo sviluppo culturale. Con il depauperamento della cultura della nostra storia più vicina e di un tempo più profondo si attua un taglio netto delle nostre radici. L'Italia vanta dei giacimenti paleontologici e delle zone archeologiche da far invidia a tutto il mondo. Dobbiamo preoccuparci di salvaguardare questo inestimabile patrimonio che appartiene a tutti.

Se la circolare emanata dai Beni culturali non avrà una modifica sostanziale, il risultato ancora una volta sarà che i nostri cervelli andranno all'estero per potersi specializzare negli scavi e fare ricerca. Al cuore non si comanda, vincerà la passione. Diversamente, ai nostri laureati poco propensi a migrare non resterà altro che studiare dai libri senza fare esperienza. Ricordiamoci che soltanto un'attività formativa sul campo dà la consapevolezza del proprio ruolo come archeologi o paleontologi.

Quello che sgomenta è il fatto che con questa circolare tra qualche anno non avremo una nuova generazione di archeologi e paleontologi che sappiano come si effettua uno scavo in situ. Se non ci sarà più lungimiranza da parte dei nostri governanti, i nostri preziosissimi tesori archeologici e paleontologici verranno seppelliti dalla polvere del tempo.
È anche noi, che non avremo più memoria storica delle nostre radici.



3 commenti:

Lectora corrent ha detto...

Da noi, in Spagna, la paleontologia non muore, ma la concorrenza per avere l'uomo "più vecchio" fa che spesso il comportamento di alcuni ricercatori no sia proprio etico, ma piuttosto macchiavellico.

Circa un mese fa è stato ritiraro "temporalmente" un articolo del Journal of Human Evolution che diceva di aver trovato il dente dell'europeo più antico, da circa 1.400.000 anni fa. Elsevier ha informato che "this article has been temporarily removed. A replacement will appear as soon as possible in which the reason for the removal of the article will be specified, or the article will be reinstated."

Non dicono il motivo, ma quelli che conoscono la ricerca svolta negli ultimi trenta anni nella zona dove il fossile è stato trovato (Orce, Granada) possono intuirlo.

Tiziana Brazzatti ha detto...

Ciao Lectora corrent
hai ragione la concorrenza è spietata e qualcuno "gioca sporco". Lupi voraci di fama, prestigio e finanziamenti popolano tutto il mondo, anche nel nostro settore.

Antonio Ferrari ha detto...

Mi vergogno di essere italiano:
in Sud America scavano e trovano i resti dei più grandi dinosauri al mondo e qui se tocchi un pesso di terra ti mandano sulla sedia elettrica