martedì 24 luglio 2012

INFINITO ALLA MATURITÀ

"Bisogna ammettere che parlare di infinito, da qualunque lato si guardi la questione, è una cosa estremamente approssimativa e fallace" scrive Dalila Ottaviano nella sua tesina di maturità, con cui quest'anno ha conseguito il diploma IGEA (Indirizzo Giuridico Economico Aziendale). 

Purtroppo l'infinito "è qualcosa di non quantificabile, non visibile ad occhio nudo né con avanzata strumentazione", insomma, pare proprio che di fronte all'infinito l'umanità sia completamente disarmata. Non a caso, nell'introduzione al suo lavoro interdisciplinare, Dalila cita Montale. Come lui "tendiamo a condurre le nostre esistenze lungo un muro, anch'esso infinito senza mai trovare un varco; qualcosa, quindi, che spezzi la continuità e ci permetta di guardare oltre, di vedere cosa si trova al di là".

La tesina di Dalila Ottaviano si intitola proprio "Il Varco" ed è interessante sia per l'argomento scelto che per il modo in cui è stato affrontato. Credo infatti che non siano stati molti gli studenti che, nella tesina di maturità, abbiamo deliberatamente scelto come filo conduttore l'infinito in senso matematico. Molti infatti optano per titoli consolidati come la Fiat, le banche, le aziende industriali e simili. Dalila invece no. Ha ritenuto importante trattare la creazione di una nuova unità di misura dell'infinito

Ecco come ha introdotto il nucleo centrale del suo lavoro, giustificando anche il titolo della tesina: "In verità, però, un uomo è riuscito a trovare il varco nel suo percorso di studio e scienza, ribaltando completamente ciò che finora si pensava in proposito dell'infinito e si applicava, contestualmente, in ogni ambito fisico e matematico. Il soggetto in questione è il Professor Yaroslav D. Sergeyev, un matematico russo divenuto ormai di fama internazionale proprio grazie ad una delle più importanti invenzioni del nostro secolo: il GrossOne".

Perchè il GrossOne? Perchè gli strumenti matematici vanno aggiornati, esattamente come i telescopi e i microscopi. Strumenti più potenti consentono osservazioni più precise. Dai tempi della teoria tradizionale sull'infinito, la Fisica ha fatto passi da gigante, ed è ora che la Matematica si adegui, fornendo mezzi idonei alla comprensione del mondo. In modo convincente e appassionato (mi sembra quasi di percepire il tono della voce dalla scrittura...), Dalila afferma: "Se prima ci accontentavamo di dire che infintito + 2 = infinito esattamente come infinito meno 350000 = infinito, è finalmente arrivata una teoria concretamente dimostrabile in grado di farci notare che se ad infinito sottraiamo 350000 o aggiungiamo 2, qualsiasi numero diventi, non è certo più lo stesso di prima!".

Come insegnante non posso che congratularmi con Dalila ed augurarmi che altri studenti decidano di pensare  e scrivere sull'infinito in senso matematico.

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