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CUOCERE I CIBI E' SBAGLIATO? QUANDO L'ERRORE CORRE SUL WEB


E' interessante il successo che sta ottenendo la pubblicazione a puntate del Kit-scova inganni. La prima puntata era incentrata su una fallacia comunicativa chiamata "fallacia del conseguente".
Ringraziamo tutti i lettori che ci hanno scritto via email, che hanno inserito commenti e che ci stanno segnalando fallacie contenute nei brani di letteratura o sui quotidiani. Pubblicheremo questi esempi mano a mano che affronteremo gli argomenti.

Scopo del Kit scova-inganni è di dare la possibilità al lettore di ottenere strumenti (noti da secoli peraltro) che lo mettano nelle condizioni di capire quando una affermazione contiene una fallacia, un errore, una conclusione tutt'altro che vera o scientificamente corretta. E di difenderci dalle argomentazioni non vere, che pullulano, ad esempio, sui quotidiani nazionali o in TV.

Enrico Campanelli ci segnala un articolo, presente su Web, che contiene una fallacia del discorso. La pubblichiamo perché ci sembra piuttosto significativa.
Ciao Claudio,

molto interessante la serie di articoli sulle fallacie de(gl)i (s)ragionamenti. Come al solito, il problema grosso è che chi più avrebbe bisogno di leggere questi post, molto spesso farebbe fatica a seguirne il filo.
Venendo a noi, tempo fa, spulciando tra le assurdità degli alternativi, ho incontrato questo articolo: "Cibo cotto, cibo morto. La cottura distrugge le proprietà curative dei cibi".

Che contiene una fallacia che tecnicamente si chiama "cum hoc ergo propter hoc" (insieme a questo, quindi a causa di questo). Verso la fine dell'articolo (prima della penultima citazione), trovi questa frase:


"Vi sono 700 mila [*] forme di vita animale: nessuna tranne l’uomo mangia cibo cotto. L’uomo è la sola specie ad essere malata"

che viene usata per dedurre che "quindi i cibi cotti sono la causa delle malattie"

Innanzi tutto non è vero che gli animali non si ammalano. Ma anche facendo finta che sia vero, questa affermazione, analizzata, contiene due fallacie:


1. Gli animali non mangiano cibi cotti (vero)
2. Gli animali non si ammalano (falso, ma facciamo finta anche che sia vero)
3. Quindi gli animali non si ammalano perché non mangiano cibi cotti (falso!)


1. Gli uomini mangiano cibi cotti (vero)
2. Gli uomini si ammalano (vero)
3. Quindi i cibi cotti fanno ammalare l'uomo (falso!)

Certo, la cottura può ridurre il valore nutritivo di alcuni alimenti, ed è noto che le "bruciature" sono cancerogene, ma da ciò a dire che le malattie umane sono causate dalla cottura dei cibi...ce ne passa

Enrico Campanelli


Aggiornamento di Enrico Campanelli - ore 19,30

A completamento della descrizione "tecnica" del tipo di fallacia, forse vale la pena sottolineare che la regola è la seguente: se due fatti sono entrambi e contemporaneamente veri, questo non significa necessariamente che uno sia la causa dell'altro. Il cum hoc ergo propter hoc è citato su wikipedia alla voce sofisma, sezione "Le fallacie aristoteliche", come caso particolare di non sequitur.


[*] In realtà si stima che ci siano dai 2 ai 4 milioni di specie viventi sul pianeta (e gli artropodi rappresenterebbero circa il 90% delle specie viventi totali)

5 commenti

Anonimo ha detto...

Piccola osservazione:

Non è vero che gli animali non mangiano cibi cotti, non lo fanno in natura, ma gli animali addomestica mangiano quotidianamente cibo cotto, le scatolette per cani e gatti, per esempio.
Volendo quindi si potrebbe dire che se vuoi essere sano come un cane o un gatto puoi mangiare scatolette di cibo per animali!

Anonimo ha detto...

@Anonimo
In realtà, l'articolo segnalato nel post, considera anche il caso degli animali domestici che mangiano cibo cotto, infatti la frase che ho citato ("Vi sono 700 mila...."), prosegue proprio dicendo "...oltre agli animali domestici a cui viene dato cibo cotto." L'ho omesso per semplicità e perché non cambia né il concetto espresso dall'articolo citato (il cibo cotto provoca malattie) né la fallacia logica qui criticata.. Da notare, comunque, che non solo non è vero che gli animali non si ammalano, ma è falso anche che si ammalano solo quelli domestici.
Al di là della fallacia logica, l'articolo citato contiene delle affermazioni palesemente sbagliate, buttate lì solo per cercare di sostenere l'insostenibile. Ad esempio, si cita Lucrezio (non sò se correttamente): "Il cibo cotto è stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita", e nell'ultima citazione, quella di Adolph Just, si dice in sostanza che prima della scoperta del fuoco, gli uomini avevano una salute di ferro perché mangiavano solo cibo crudo e non avevano bisogno di medicine per stare bene. E' semplicemente un ragionamento che non ha nessun riscontro scientifico e sfido l'autore dell'articolo a provare il contrario. Questo Adolph Just, sapeva che la vita media durante i "bei vecchi tempi" prima della scoperta del fuoco, non arrivava a 30 anni (e anche quei 30, non è che fossero una passeggiata)? E che oggi, sommersi dalle padelle, è quasi triplicata? Naturalmente (a proposito di fallacie...) questo non significa che la scoperta del fuoco abbia triplicato la durata della vita media! Tuttavia, è un buon segno che il mangiare cibi cotti non l'accorci sensibilmente. Sempre a proposito di animali domestici, i cani e i gatti che vivono con l'uomo, pur mangiando cibo cotto, vivono in media il triplo di quelli randagi. Ovviamente ci sono altri motivi per questo, (meno pericoli, il veterinario, maggiore pulizia, le coccoline quando stanno male ecc...) ma, in modo evidente, il consumare cibi cotti, pare non avere un effetto rilevante sulla loro salute.

Anonimo ha detto...

ciao,
la cara vecchia scienza è una vecchia signora un po' presbite che avrebbe bisogno di occhiali, come dimostra la storia, prima di grandi scoperte scientifiche gli scienziati ortodossi si accaniscono contro chi ha tesi non dimostrate, poi quando vengono dimostrate tacciono.
detto questo la frase gli animali non si ammalano, non è un assoluto, ma è un dato di fatto che l'animale come l'uomo in natura non contrae malattie di continuo come noi, infatti le nostre malattie sono principalmente causate dal cibo che mangiamo, lo stesso ippocrate lo sapeva.
ovviamente ciò è causato da un adattamento forzato verso cibi lavorati, innaturali e via dicendo, infatti in natura non ci sono animali che soffrono di osteoporosi, che hanno emicranie, difficoltà di digestione, artrosi e potremmo fare un elenco molto lungo.
certo è facile criticare il lavoro di un altro, che magari avrà pure peccato per eccesso di zelo, ma arrivare a dire che sono bufale, prima andrei a documentarmi, esiste una vasta documentazione e letteratura sull'argomento e ci sono anche degli studi clinici a proposito da poter considerare....
grazie
marco
arcovocetonante@gmail.com

Walking Irish ha detto...

Parlare di cibi crudi o cotti senza sapere chi sono e cosa hanno fatto Paul Kautchakoff, Andrè Simoneton e soprattutto Edward Howell è una cosa da ignoranti-super. Prima la documentazione, poi le parole al vento...

Prof. Giuseppe Caramia ha detto...

E’ a tutti noto il fenomeno della leucocitosi digestiva secondaria all’assunzione di cibi cotti che è invece assente in seguito all’assunzione di cibi crudi.
Tale fenomeno, descritto per la prima volta nella seconda metà degli anni 1930 dal medico russo Paul Kouchakoff che ha lavorato a lungo in Svizzera, è l’espressione di un fenomeno digestivo ma è ancora da dimostrare, secondo i criteri della medicina basata sulle evidenze, che sia l’espressione di un effetto avverso innescato dal sistema immunitario.


Concordiamo anche con Edward Howell, grande studioso di enzimi degli anni 1940, che i cibi crudi con il loro apporto di enzimi (ma anche di vitamine, sali minerali, oligoelementi ecc.) sono nella maniera più assoluta da preferire ma sostenere che tutti i danni dell’uomo siano imputabili alla cottura degli alimenti, iniziata dall’uomo con la scoperta del fuoco circa 500-300 mila anni fa e all’esaurimento del patrimonio enzimatico che, secondo lo studioso, ognuno di noi porterebbe con se dalla nascita, mi sembra un po’ una forzatura e, di nuovo, ancora tutta da dimostrare.


Interessante è stato anche il contributo scientifico dell’ingegnere francese Andrè Simoneton e di molti altri studiosi di elettromagnetismo degli anni '30 e '40 secondo i quali ogni alimento, come ogni essere vivente, oltre al potere calorico (chimico-fisico ed energetico) ha anche un potere elettromagnetico.
I cibi si possono pertanto distinguere in alimenti che non emettono radiazioni e quindi “morti”, quali la margarina, lo zucchero, l’alcol, la pasticceria ecc; in alimenti inferiori, che emettono radiazioni intorno ai 3000 Angstroms, quali la carne, i salumi, il latte bollito, le marmellate ecc, e in alimenti sani quali la frutta fresca matura cruda e la verdura fresca cruda che emettono radiazioni fra gli 8000 e 10000 Angstroms.

In tale ambito alcuni hanno tentato di produrre degli apparecchi capaci di emettere delle onde elettromagnetiche, della stessa lunghezza d’onda di quelle emesse dal corpo umano, soprattutto per trattare condizioni dolorose. La medicina basata sulle evidenze non ha però ancora validato i risultati che sembra si possano ottenere.
Molti non conoscono i su citati illustri studiosi del loro tempo ma tutte le massaie che vanno al mercato ogni mattina sanno che è bene acquistare frutta e verdura fresche, che l’olio extra vergine d’oliva è meglio della margherina, che è bene non abusare o meglio ancora evitare, lo zucchero, la pasticceria ecc.
I più esperti sanno inoltre che esistono le così dette Piramidi alimentari dove dalla base alla cima sono collocati gli alimenti più benefici per l’organismo umano e alla base si trova proprio la verdura e la frutta fresca, da consumare cruda anche se non esiste nessuna evidenza che alcuni cibi cotti (nelle quantità adeguate) provochino particolari patologie.


Queste conoscenze pratiche fanno oramai parte del sapere collettivo e, nell’epoca post genomica che stiamo vivendo, molti altri aspetti sugli alimenti nutraceutici, sulla nutrigenomica, sulla nutrigenetica, incominciano ad essere familiari.

Per concludere: il passato è bello ma il futuro è l’unica direzione in cui possiamo andare.