giovedì 17 agosto 2017

BOLDRINI DIFFAMATA SU FACEBOOK: SCATTANO LE PRIME 10 DENUNCE DELLA POLIZIA POSTALE

Sono dieci i primi indagati per una vignetta offensiva pubblicata, condivisa e commentata su Facebook. Stavolta l’ennesimo fotomontaggio con protagonista la presidente della Camera Laura Boldrini non è stato ignorato o derubricato dalle forze dell’ordine: la polizia postale ha infatti denunciato d’ufficio, con l’accusa di diffamazione arrecata a un corpo politico, sia l’autore del fotomontaggio - originario di Terracina - sia coloro che hanno contribuito a diffonderlo. La notizia è comparsa sulle pagine del quotidiano locale Latina Editoriale Oggi.




DENUNCIA D'UFFICIO 

La vignetta incriminata - raffigurante un balilla nell’atto di urinare è stata una delle tante manifestazioni di odio informatico di cui la presidente è stata oggetto: ma senza che lei stessa abbia dovuto far nulla per stigmatizzare l’accaduto, ci ha invece pensato la polizia postale di Latina coordinata dal sostituto commissario Tiziana Fiorani che ha denunciato i responsabili.



NON SOLO BOLDRINI: ANCHE ALTRI INIZIANO A DENUNCIARE 

I diffamatori seriali su web non riguardano solo le cariche dello stato. Chiunque puà diventare vittima della rete,  l’anticamera del linciaggio pubblico.

Basti pensare ad Alfredo Mascheroni, barista di Collecchio, vittima di una bufala circolata su Facebook nel maggio 2017 nella quale veniva bollato come pedofilo. Ovviamente sono partite le prime denunce per chi lo ha diffamato così pesantemente. 


A Rimini, ne abbiamo parlato pochi giorni fa, la modella e cantante Gessica Notaro, sfigurata dall'acido dal fidanzato ha deciso di iniziare a sporgere denuncia verso chi  l'ha insultata, minacciandola addirittura di morte. E così sono scattate anche per questo caso le prime denunce, depositate pochi giorni fa in procura, agli insulti gratuiti sui social.




LA RISPOSTA SU FACEBOOK DI LAURA BOLDRINI

Dopo decine di migliaia di commenti di apprezzamento e manifestazioni di sostegno sento il bisogno di rispondere.

Mi piacerebbe conoscervi, parlare con ciascuno di voi e ringraziarvi personalmente per il calore che mi avete espresso e per il convincimento con il quale state sostenendo il diritto di tutti a non essere offesi e minacciati in rete.

Siamo davvero tanti a ribellarci alla violenza e alla prevaricazione. A dire: #AdessoBasta
I vostri commenti sono indispensabili ad arginare quell'odio che una piccola minoranza rumorosa sta spargendo sul web, come gocce di veleno.

E sono anche necessari ad affermare una realtà poco nota: la stragrande maggioranza di chi frequenta la rete è fatta di persone che vuole confrontarsi senza ricorrere alle sconcezze e alle minacce.

Una maggioranza silenziosa che però all'occorrenza sa farsi sentire (civilmente), rifiutandosi di diventare ostaggio dei violenti.
Qualcuno mi ha scritto chiedendomi spiegazioni su frasi (assurde) che io non ho mai detto, oppure di motivare azioni (fantasiose) che non ho mai fatto.

Vi sono alcuni quotidiani cartacei e on-line specializzati in bufale che hanno come obbiettivo quello di spargere fango per screditare le persone e fare soldi alle loro spalle.
Sul mio conto stanno facendo circolare da tempo notizie completamente prive di fondamento, per suscitare odio e delegittimarmi.

Invito pertanto tutti quelli che vogliono spiegazioni o che intendono conoscere la mia reale attività politica e istituzionale a consultare fonti attendibili o dirette, come la newsletter, alla quale potete iscrivervi attraverso il sito: www.lauraboldrini.it
Andiamo avanti insieme perché sul web nessuno deve aver paura.

AGGIORNAMENTO DEL 19 AGOSTO 2017

Abbiamo fatto un esperimento: sulla nostra pagina Facebook (qui il link) abbiamo monitorato per un giorno i cosiddetti "odiatori compulsivi" del web: emerge che l'odio per la Presidente della Camera dei Deputati è prevalentemente maschile (79% contro 21% di donne) con un picco di età tra i 55 e i 65 anni (e oltre).
Tra elementi sessisti e diffusione di bufale di commenti cui abbiamo assistito in sole ventiquattrore, questo indica un fatto su cui riflettere. Che l'Italia sia un Paese sessista, è confermato dalle statistiche. Lo studio andrebbe approfondito ma la dice lunga sulla capacità di giudizio di chi ha diritto al voto. 

AI PRIMI DI SETTEMBRE PUBBLICHEREMO L'ANALISI STATISTICA DEI DATI RACCOLTI 



















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DI SEGUITO LA PAGINA TWITTER DELLA PRESIDENTE DELLA CAMERA LAURA BOLDRINI CON UNA PRIMA ANTICIPAZIONE DEI DATI RACCOLTI CHE PRESENTEREMO A SETTEMBRE 



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