domenica 21 febbraio 2016

"SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA": COSA NE PENSANO GLI STUDENTI?


"Sette brevi lezioni di fisica", di Carlo Rovelli è diventato un caso editoriale. Ne ho parlato con Mattia Caiazzo, un  mio studente, discutendo con lui dei motivi del successo del libro, pubblicato da Adelphi.


Credo di aver istigato in lui una sana curiosità, perché ha accettato di leggere e recensire il libro. In fin dei conti, si tratta di un'opera divulgativa, molto breve e davvero ben scritta. Il parere di uno studente può risultare anche più interessante del mio.

Ho trovato il libro di Rovelli al supermercato, come si intuisce dall'immagine, l'ho acquistato e poi l'ho lasciato nella libreria per un po' di tempo. Ora l'ho letto, e sono d'accordo con l'autore quando afferma che "la fisica apre la finestra per guardare lontano". Quando lo leggerete, al termine di ogni capitolo, vi verrà voglia di guardare fuori dalla finestra e di pensare, e - magari solo per alcuni istanti - sarete liberi dalle preoccupazioni quotidiane.

Ma ora lascio la parola a Mattia Caiazzo, perché chi oggi ha vent'anni ha tutta la vita davanti. E rappresenta il futuro.



In questo piccolo libricino - a parer mio di ottima fattura - Carlo Rovelli riesce a sintetizzare e spiegare in termini chiari (ma allo stesso tempo con l'uso dei necessari termini tecnici) i fondamenti essenziali su cui si basa la Fisica del xx secolo.

Con un linguaggio assai semplice l'autore riesce a far comprendere, in sette capitoli, le questioni che oggi tormentano i fisici. Nel primo capitolo Rovelli si sofferma "sulla più bella delle teorie" ovvero la teoria della relatività generale di Einstein.

A mio parere, tra tutti i capitoli, il primo è quello esposto meglio ed è quello più ricco di informazioni e cenni storici. Gli altri capitoli sembrano più destinati ad un pubblico già da tempo abituato a leggere temi di fisica. Tuttavia il merito dell'autore è da rinvenire proprio nello sforzo di portare la Fisica al livello di un pubblico molto ampio.

È da notare anche un buon uso delle immagini: sebbene siano in bianco e nero e molto schematiche, riescono ad illustrare in modo efficace il tema che viene trattato in ciascun capitolo. L'autore, grazie alle immagini, semplifica ulteriormente il discorso, ma - dopo le immagini - riesce sempre a mantenere il filo della narrazione.

Il lettore viene quindi guidato in un viaggio: la relatività generale, la meccanica quantistica, l'architettura del cosmo, le particelle elementari e la natura del tempo rappresentano le tappe per giungere ad un quesito molto importante. Riuscirà l'uomo a migliorare la propria visione del mondo? Forse dovremmo cercare di guardare ciò che già esiste da un altro punto di vista. Dovremo in ogni caso ammettere i nostri errori, perché la scienza è in continua evoluzione. Scrive l'autore: "Nella consapevolezza che possiamo sempre sbagliarci, e quindi pronti ogni istante a cambiare idea se appare una nuova traccia, ma sapendo anche che se siamo bravi capiremo giusto, e troveremo. Questo è la scienza".

Nell'ultimo capitolo viene trattato uno degli argomenti a mio parere più complessi, ma anche più affascinanti, ovvero quello sulla probabilità', il tempo e il calore dei buchi neri. Devo essere sincero: ho dovuto rileggere questo capitolo più volte, al fine di capirlo come si deve. Devo infine riconoscere di aver provato una sensazione di stupore, soprattutto per la straordinaria complessità dei buchi neri.

Ci sono scienziati che hanno passato la vita a studiarli (come Stephen Hawking). Hanno cercato di capire la loro origine, la loro evoluzione e il mistero di tutta la materia inghiottita, ma i risultati ottenuti sono soltanto parziali. Però sappiamo cosa cercare, abbiamo strumenti sempre più sofisticati ed idee innovative. Sembra proprio che una scoperta sensazionale sia dietro l'angolo. Ma non sappiamo a che distanza ci troviamo da quell'angolo....

Vorrei concludere dicendo che il successo del libro è senz'altro meritato. Ed è perfetto per tutti quelli che sono agli inizi, perché hanno appena scoperto - come me - di avere una passione per la Fisica.

Mattia Caiazzo

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