lunedì 1 febbraio 2016

IL FUTURO DEL CAPITALISMO TRA CREATORI E PREDATORI

Dove vanno i sistemi economici (occidentali)? Molti se lo chiedono, poiché non si sa se il capitalismo stia evolvendo verso qualcos'altro, e - soprattutto - nessuno sa se dobbiamo aspettarci un futuro migliore o peggiore. 


È opportuno quindi affrontare una discussione sul futuro del capitalismo, prima di tutto distinguendo fra creatori e predatori. Su questo tema Geoff Mulgan ha scritto un libro interessante, non a caso intitolato "L'ape e la locusta - Il futuro del capitalismo fra creatori e predatori" (Codice Edizioni 2014). Infatti, il capitalismo ha un aspetto decisamente ottimale: premiare chi inventa, progetta, realizza, produce, distribuisce e vende. Al premio destinato all'imprenditore-innovatore corrispondono benefici per la collettività, che può usufruire di beni, servizi e comodità. Si tratta, in fin dei conti, di valore creato, che si può scambiare sul mercato contro denaro. E fin qui, tutto bene, perché abbiamo parlato delle industriose ed operose "api".




Poi arrivano le locuste, e prendono una parte del valore creato senza dare nulla in cambio. Si tratta di una sorta di free-rider che però non cerca soltanto "una corsa gratis", ma danneggia e distrugge. I predatori rendono vani gli sforzi degli imprenditori-innovatori e privano la collettività di beni e servizi.



"Che cosa si può fare, allora, per aiutare le api a vincere e per fermare le locuste?" si chiede Geoff Mulgan. Il suo libro è una possibile risposta al quesito anzidetto. Ed è quindi una risposta a molte domande: ad esempio, cosa occorre fare per risolvere effettivamente una crisi economica, senza che questa si ripresenti - inevitabilmente - dopo un periodo di tempo più o meno breve? Spesso i governi puntano a sanare gli effetti più evidenti delle crisi, come i posti di lavoro persi e le imprese che chiudono. Ma non basta, l'autore raccomanda di risalire alle cause profonde, che spesso non sono altro che conseguenze di atti di predatori. 


Non bastano i beni e i servizi che il capitalismo ci offre, quelli saziano solo la fame immediata, ma non soddisfano la domanda di significato, non ci comunicano il senso del nostro peregrinare economico. Ci vuole un'altra chiave di lettura. Ed è proprio ciò che ci offre l'autore de "L'ape e la locusta".


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