lunedì 27 aprile 2015

PREVENIRE L’ALZHEIMER SI PUÒ


Sono oltre 800.000 le persone soffrono di demenza solo in Italia.
  Fare una diagnosi precoce è importante per rallentarne il decorso e aumentare la qualità della vita attraverso terapie farmacologiche ma anche un miglioramento dello stile alimentare e di vita e una riabilitazione neurocognitiva costante.

L'anziano e la prevenzione dell'Alzheimer - Shutterstock

In Italia ogni 10 minuti un italiano si ammala di Alzheimer, per un totale ad oggi di 7-800 mila casi [1], ma si prevede che questi numeri raddoppieranno entro il 2020 e triplicheranno addirittura nel 2050. In trent'anni, in Italia vi saranno infatti oltre 3 milioni di persone che avranno bisogno di cure e di assistenza ininterrotta.

Le degenerazioni neurocognitive tipo demenza hanno aspetti molto invalidanti sulla vita di chi ne è affetto e dei familiari.

In assenza di una cura definitiva per la malattia, le uniche due strade percorribili sono la diagnosi precoce, che consente interventi rapidi con i farmaci attualmente a disposizione e può in molti casi aiutare a rallentare la comparsa dei sintomi, e la prevenzione. Molte buone notizie sono emerse negli ultimi giorni su entrambi i fronti.
"Anche se non esiste un unico modo per prevenire la demenza, potremmo essere in grado di prendere misure per ridurre il nostro rischio di svilupparla in età avanzata", ha dichiarato la dott.ssa Gabriella Mazzolari. ”Sappiamo quali sono molti di questi fattori, e che sono spesso collegati tra loro. Basta affrontare l'inattività fisica, per esempio, e sarà possibile ridurre i livelli di obesità, ipertensione e diabete, e prevenire in alcune persone l'insorgenza della demenza”.
“Tra tutti i fattori di rischio noti, l'inattività fisica è quello maggiormente responsabile dello sviluppo della malattia sia in Europa sia negli Stati Uniti”. ha confermato la dott.ssa Laura Izzi citando una ricerca svolta dall'Università di Cambridge, del King's College di Londra e di San Francisco, pubblicata sull'autorevole rivista scientifica inglese Lancet Neurology.
Lo studio sostiene che tre casi di Alzheimer su 10 si potrebbero prevenire semplicemente conducendo uno stile di vita più sano. La sedentarietà porta con sé altre conseguenze nefaste come obesità, diabete, ipertensione, tutte collegate a un maggiore rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.

Fare una diagnosi precoce è importante per rallentarne il decorso e aumentare la qualità della vita attraverso terapie farmacologiche ma anche un miglioramento dello stile alimentare e di vita e una riabilitazione neurocognitiva costante.

Se si ritiene di essere tra i soggetti a rischio è possibile sottoposti a un semplice screening.


Con un semplice test si potrà avere una risposta ai propri dubbi e prendere le opportune contromisure. Una diagnosi del morbo di Alzheimer cambia la vita delle persone colpite da questa malattia e anche delle loro famiglie e amici. Informazioni e supporto sono a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Nessuno deve affrontare da solo il morbo di Alzheimer o un altro tipo di demenza.

Lo screening è semplice e si basa su 2 test: s’inizia con un colloquio di anamnesi in cui si verifica la lucidità del paziente e altri dati come postura, senso della realtà, consapevolezza spazio temporale ecc.
Si passa successivamente al test che ha una durata di mezz'ora circa. Il test è composto da diverse parti. Si testa la memoria attraverso la ripetizione immediata e differita di parole e numeri, poi l'attenzione con l'associazione di simboli e numeri. Si testa anche la capacità di riconoscere figure e la riproduzione delle stess.

Vi è anche una parte a carico del famigliare in cui si chiede di descrive il paziente dal proprio punto di vista. E' possibile anche capire la velocità di ingravescenza della degenerazione rifacendo il test a distanza di 5 /6 mesi.

Il test viene siglato e tradotto in una relazione che viene restituita al paziente e ai suoi familiari con indicazioni precise su come intervenire se necessario a cura dello psicologo e del medico.

I test utilizzati sono principalmente due; l’RBANS (2) come primo screening per comprendere se vi sono rallentamenti cognitivi come memoria, abilità visuocostruttiva, attenzione, per poi approfondire con il MODA (3). Entrambi sono editi da Giunti Organizzazioni Speciali e venduti solo a Psicologi e medici psichiatri. Sono entrambi Test tarati e standardizzati per la popolazione Italiana anche se l’RBANS è di origine americana

Se siete in Lombardia è possibile sottoporsi al test nella zona di Lacchiarella a sud di Milano, raggiungibile da Milano, Pavia e tutte le zone limitrofe, dall’autostrada Milano-Genova con uscita Binasco.

Per informazioni
Studio medico: 
Via Friuli, 1/A, Lacchiarella
Dott.ssa Gabriella Mazzolari al 3397733169
Dott.ssa Laura Izzi: 3496723628
Email: mazzolarig@gmail.com


Note
[1] Survey dell’International Alzheimer's Disease Physicians Survey,
(2) Repeatable Battery for the Assessment of Neuropsycological Status
(3) Milan Overall Dementia Assessment

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