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55 PROIEZIONI DI LUCE E OSCURITA'

 "A mio parere, ogni cosa che scriviamo è una proiezione di ciò che siamo, luce e oscurità insieme": questa affermazione di Lorenzo Conzatti sembra la miglior sintesi per presentare il suo libro "55 proiezioni di luce e oscurità", pubblicato da Sensoinverso Edizioni nella collana "OroArgento". D'altronde, sebbene molti non leggono le prefazioni o le introduzioni dei libri, è risaputo che è molto utile farlo, soprattutto quando di tratta di poesia, in quanto serve ad acquisire almeno qualche chiave di lettura. Fatto questo, la poesia è in grado di entrare in risonanza con chi la legge, di conseguenza ciascuno scriverà le proprie impressioni, così come ora mi accingo a scrivere le mie, attraversando i versi di Lorenzo che mi hanno maggiormente colpito, con miei brevi commenti, cercando di far parlare più lui che me.

"Il torrente canta / con il suo gorgoglio, / mima il tentennare / dell'umano di fronte a un addio": nella poesia "Terragnolo svela" mi ha sorpreso questo legame molto credibile fra la voce della natura e quella di chi deve dire addio. Insieme a ciò si coglie una certa musicalità del verso, a metà strada fra l'antico e il moderno. In altri versi, ad esempio quelli che concludono la poesia "Briciole": "Io m'illumino e trovo il tutto / dentro le briciole del niente" si ravvisa una certa maturità poetica, ma anche uno slancio giovanile che spinge le parole. 

Talvolta l'intensità raggiunta è veramente straordinaria, come nella poesia "Quando albeggia", con riferimento a "cucciola nostra, / che ora ci guardi dal paradiso,", Lorenzo scrive: "Tramite i flashback / rivivo la tenerezza di te, / umana come nessun / uomo lo sarà mai" (e qui ribadisco: chi ha avuto un cane, e ha conosciuto il momento del distacco, sa perfettamente di cosa parla Lorenzo). La stessa straordinaria intensità emotiva la ritroviamo nella poesia "Panita", esattamente in questi versi: "semmai cadrai troverai / la mia mano: / ricorda che ti amo come / se avessi il mio sangue".

Ma che rapporto ha Lorenzo con la letteratura? "Mi attiravi col roteare della punta sul foglio, / io immaginavo le storie che insieme / avremmo potuto raccontare": così comincia la poesia "Io e la penna". E, data la qualità dei versi, fortunatamente potremo in futuro leggere altre opere di Lorenzo, perché è lui stesso a dircelo: "Tra noi non sarà mai finita, / perché tu sei la penna: / mia unica vera amica in eterno". 

Occorre anche rilevare che alcune poesie sembrano dei piccoli racconti in versi, o perlomeno tendono alla prosa, e questo è un fatto interessante, in quanto diventano facilmente leggibili e apprezzabili anche da parte di chi di solito non legge poesia. Potrei quindi affermare che Lorenzo è anche un valido cantastorie di temi sociali, ma io preferisco i temi più intimi e personali. "Non sono un bagliore, / sono la parte più bella / dell'oscurità quando / il crepuscolo la rileva." scrive il poeta in "Io sono". Ed io lettore che - come Lorenzo - sono "stregato dal profumo dei libri / e dal tessuto delle loro storie." ho potuto vedere lampi di luce emergere dall'oscurità. Grazie Lorenzo.

55 proiezioni di luce e oscurità

scritto da Lorenzo Conzatti

e pubblicato da Edizioni Sensoinverso 

nel mese di settembre 2025


Walter Caputo


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