giovedì 2 aprile 2015

AUTISMO TRA LEGGENDE METROPOLITANE E GENETICA: OGGI È "LIGHT UP BLUE"

Individuata grazie alle tecniche di diagnosi la causa in un caso su tre, è genetica. Ma ancora circola la bufala dei vaccini che scatenerebbero la patologia.

autism awareness day
La patologia che colpisce sempre più bambini (ora 1 ogni 68) rimane ancora un mistero, ed è proprio la difficoltà a comprenderne le cause che porta alla nascita di leggende metropolitane e a trovare un untore per lo scatenarsi della malattia.

In questo caso l'untore è la vaccinazione preventiva, e alcuni genitori si sono rivolti ai giudici pensando così di individuarne la causa, mentre sul web le pagine di disinformazione che collegano vaccino e autismo aumentano di numero causando ancor più confusione.




I VACCINI NON CAUSANO L'AUTISMO

La scienza ha smentito da tempo qualsiasi relazione fra vaccini e autismo, sia per quanto riguarda la vaccinazione esavalente, oggetto della sentenza milanese, sia per quella contro morbillo, parotite e rosolia, che è stata sotto i riflettori in altre occasioni.

STORIA DI UNA FRODE 

La leggenda del nesso vaccini-autismo venne messa in circolo da un medico, Andrew Wakefield, poi radiato dall'albo, che aveva falsato le prove dei paziente per ricavarne profitto. 
Inizio tutto con un suo articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Lancet nel 1998 dal medico inglese  che riguardava 12 bambini. Lo studio provocò una forte eco mediatica.  Ma emerse che l'articolo di Wakefield conteneva dichiarazioni deliberatamente false e che il medico era stato profumatamente pagato da uno studio legale che assisteva le famiglie di alcuni dei bambini coinvolti nello studio, che avevano un interesse a dimostrare l'esistenza di un legame fra la vaccinazione Mpr e l'autismo. 
Molti dei colleghi che avevano firmato lo studio assieme a Wakefield fecero pubblica ammenda, ammettendo che «i dati presentati erano del tutto insufficienti a dimostrare che ci fosse un nesso causale fra la malattia e la vaccinazione».
Nel 2010, un'indagine accertò che il medico aveva anche eseguito sui bambini procedure mediche invasive e dolorose, senza che fosse necessario e senza avere ottenuto l'autorizzazione da un comitato etico. Lancet ha ritrattato lo studio e Wakefield è stato radiato dall'Ordine dei medici.

LIGHT UP BLUE 

Mentre la scienza cerca di dare una parola ultima sull'origine del disturbo, il 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo sancita dall'Assemblea Generale dell'ONU, si accenderanno le luci blu di monumenti di tutto il mondo per la campagna "Light up Blue". 

A Roma la scelta è caduta sulla fontana della Barcaccia, ferita dalla furia dei tifosi olandesi, che dalle 20 alle 24 sarà illuminata per accendere l'attenzione su una sindrome che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. 

La ricerca europea guidata dal Campus Bio-Medico di Roma che ha invece 'illuminato' le cause genetiche del disturbo, ha utilizzato una tecnica di analisi innovativa su 200 famiglie. In tempi forse più rapidi del previsto, sarà cosi' possibile mettere a punto cure personalizzate, annuncia Antonio Persico, docente di Neuropsichiatria Infantile all'Universita' del Campus. "Il fattore preponderante all'origine dell'autismo - spiega Persico - è senz'altro quello genetico, ma sono stati anche individuati fattori ambientali che possono causare da soli la malattia, se l'esposizione a essi avviene in fase prenatale, come alcune infezioni virali nel primo o secondo trimestre di gravidanza da parte della madre. Altri studi starebbero anche comprovando una relazione tra l'autismo e l'esposizione ad alcuni pesticidi, sempre in fase prenatale.

Tutte le altre ipotesi risultano prive di evidenze sufficienti, quando non sono addirittura vere e proprie leggende metropolitane". Grazie alla tecnica utilizzata, la Array-CGH, ha spiegato Persico in occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza dell'Autismo, ''possiamo individuare in laboratorio cancellazioni e duplicazioni del DNA, spesso alla base dei disturbi, con una precisione cinquecento volte superiore a quella della tradizionale mappa cromosomica''. A questa mappatura del genoma particolarmente dettagliata seguirà presto l'attività di sequenziamento presso il Laboratorio del Centro 'Mafalda Luce' per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo di Milano, anch'esso legato all'Università Campus Bio-Medico di Roma e diretto da Persico. Il sequenziamento del DNA è un processo che permette, a sua volta, di verificare la presenza di eventuali 'errori' nelle informazioni che compongono il codice genetico del soggetto. 

Paragonando il DNA al libretto d'istruzioni sulla vita dell'organismo, con la tecnica utilizzata, e' stato scoperto che ci sono pagine mancanti o pagine stampate due volte, mentre il sequenziamento permette di verificare se i testi contenuti nelle pagine presentano refusi. Questa malattia del neurosviluppo rappresenta una vera emergenza sociale: 1 bambino ogni 68, infatti, secondo gli ultimi studi, presenta un disturbo generalizzato dello spettro autistico. L'esordio è precoce - fra i 14 e i 28 mesi - e dura per tutta la vita. L'intervento precoce è fondamentale: équipe specializzate e multidisciplinari oggi sono in grado di fare diagnosi già a 2-3 anni, a 4 nelle situazioni maggiormente complesse, per poi adottare il trattamento più adatto caso per caso.

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