martedì 3 febbraio 2015

CÉDRIC VILLANI: A TORINO IL MATEMATICO STEAMPUNK

Definirlo eclettico è poco, dal momento che sembra un personaggio uscito dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Eppure è una delle  56 menti al mondo ad avere vinto la prestigiosa medaglia Fields, spesso definita il "Premio Nobel della Matematica", ma che supera quest'ultimo in difficoltà, in quanto assegnata ogni quattro anni e solo fino al 40° anno di età.

Lo incontriamo giovedì 5 febbraio 2015 a Torino, in occasione dei GiovedìScienza organizzati dalla Associazione CentroScienza ONLUS al Teatro Colosseo,  in collaborazione con l’Associazione Subalpina Mathesis,  che gli ha consegnato il Premio Peano nel 2013.

Gravità Zero è media partner dell'evento
Il Professore Cédric Villani, Medaglia Fields
Il Professore Cédric Villani, Medaglia Fields
















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Il suo aspetto Steampunk, con i suoi grandi farfalloni da dandy e la spilla a forma di ragno che porta al bavero della giacca non deve trarre in inganno: genio anche nella semplicità: quella semplicità con cui è in grado di raccontare la mostruosa complessità della matematica che lo ha portato a vincere il premio più ambito per un matematico.

La spilla a forma di ragno di Cedric Villani: forse un omaggio a Lalande?
La spilla a forma di ragno di Villani: forse un omaggio a Lalande?

IL MISTERO DEL "RAGNO" 

Se gli chiederete perché indossa una spilla a forma di ragno, sempre diversa, Cédric Villani tergiverserà:  
"Deve rimanere un segreto. Da cinque anni ne porto sempre una, e ormai è diventata un mio segno distintivo. Ho scoperto che il ragno ha un grande potere d’attrazione, cattura la curiosità della gente. Anche quando non ero ancora famoso, e non apparivo sui giornali, bastava che andassi da qualche parte, e subito qualche pazzerello arrivava a declamarmi una poesia, o a dirmi che condivideva la mia ribellione".

Cit.  Intervista a Cédric Villani, Piergiorgio Odifreddi

Noi azzardiamo una ipotesi. Il tutto ci ricorda un episodio della vita dell'astronomo e divulgatore francese Jérôme_Lalande. Pare che Lalande fosse famoso per una tabacchiera in cui teneva ragni vivi!  Lo scopo? Ce lo racconta Piero Bianucci in uno dei suoi libri:
Ma ciò che più rende memorabile Lalande è l’uso insolito che faceva della sua tabac- chiera: si dice vi tenesse dentro dei ragni vivi. Per farne che? La finalità era didattica. Nelle notti serene, Lalande si appostava con un piccolo telescopio vicino a un ponte sulla Senna (dopo la Rivoluzione era diventato direttore dell’Osservatorio di Parigi), e mostrava ai passanti le meraviglie celesti: gli anelli di Saturno, i satelliti di Giove, le fasi di Venere, i crateri lunari.  
Se i parigini tiravano di lungo, ignari del fascino del cielo stellato, Lalande estraeva dalla tasca la tabacchiera, l’apriva con un gesto teatrale, ne cavava un ragno pizzicandolo tra il pollice e l’indice e se lo mangiava. Vivo. Presto si formavano fitti capannelli di curiosi. A questo punto Lalande, messi da parte i numeri da saltimbanco, tornava al suo cannocchiale e iniziava il popolo alle meraviglie dell’astronomia. 
A quella tabacchiera spetterebbe un posto d’onore nella storia della cultura, persino qualora l’aneddoto non fosse vero. Perché in ogni caso Lalande fu un pioniere della divulgazione: scriveva regolarmente su gior- nali a larga diffusione come il Mercure de France e il Journal de Paris, e fu autore di libri divulgativi più volte ristampati. La sua tabacchiera, reale o immaginaria, rimane il perfetto emblema delle astuzie tecniche per rendere accattivante il discorso scientifico.
Piero Bianucci: Te lo dico con parole tue, Zanichelli 


(aggiornamento: il 5 febbraio 2015 gli abbiamo rivolto la domanda. Non, non un omaggio a Lalande. Abbiamo finalmente ottenuto la soluzione dell'enigma. Cédric l'ha svelato a Gravità Zero).
IL TEOREMA VIVENTE


Insomma, catturare l'attenzione del pubblico con un espediente originale per poi fare grande divulgazione. 
Del resto Villani è un grande anche nel raccontare, come ha dimostrato spiegando una matematica mostruosamente difficile in un libro di grande fascino e avventura: IL TEOREMA VIVENTE




Piergiorgio Odifreddi definì l’approccio di Villani sensuale, una sorta di corteggiamento seduttivo e ammiccante che scioglie il ghiaccio più che romperlo. 

"Chi abbia visto una volta Cédric Villani, difficilmente lo dimentica. E chi lo veda senza conoscerlo, può facilmente scambiarlo per un baronetto uscito da un romanzo di Jane Austin: non solo per il suo aspetto fisico e i suoi lunghi capelli lisci, ma anche per il suo singolare abbigliamento, che consiste sempre di giacca e panciotto, una colorita cravatte Lavallière e una vistosa spilla a ragno.
Chi lo conosca per il suo lavoro, invece, non potrà che ammirarlo per la sua originalità matematica, premiata nel 2010 con la medaglia Fields. Alla cerimonia di consegna della quale, al Congresso Internazione dei Matematici tenutosi a Hyderabad, il suo abbigliamento spiccava in aperto contrasto con i costumi tradizionali della Presidente della Repubblica Indiana e dei suoi dignitari." 

Cit. Intervista a Cédric Villani, Piergiorgio Odifreddi


PERCHÉ I PREMI FIELDS HANNO UN BLOG?

Semplicità di un genio. Basta dare uno sguardo alle immagini del suo blog (qui i suoi ritratti e qui le immagini di famiglia) per rendersi conto della normalità che sta dietro una delle menti più brillanti del XXI secolo.

Blog, già! Perché le medaglie Fields come Villani di solito hanno un blog. Stiamo parlando di generazione Y  e, a differenza dei Nobel, che sono in media di mezzo secolo più anziani, i nuovi geni sono nati ormai tutti nell'era di digitale. Perché meravigliarsi, dunque? 

Gli occhi del giovane matematico francese Cédric Villani brillano dello scintillio quasi febbrile di chi ha trovato la sfida della vita: la dimostrazione che lo tormenta, la soluzione che gli sfugge. Insieme al suo complice Clément Mouhot l’ha inseguita per più di due anni, fino a quando, nel 2010 la trova, e la Medaglia Fields lo consacra nell’Olimpo dei matematici mondiali mentre il nuovo teorema viene accettato per la pubblicazione: cento pagine di un edificio meraviglioso costruito con le geometrie dei simboli. Questa è la storia di quell’avventura.

IL RICONOSCIMENTO DI UNA VITA 

La medaglia Fields arriva nel 2010 per lo svolgimento dell’equazione di Boltzmann e per la dimostrazione dello smorzamento non lineare di Landau. Nonostante abbia appena quarant’anni è già direttore dell’Istituto Poincaré, una delle Istituzioni più prestigiose al mondo.

Villani, giovedì a Torino, ci racconterà di una sfida, di viaggi e notti insonni, di ossessioni, rivalità, rivincite e ispirazioni, una caccia matematica che lo porta da Kyoto a New York, da Princeton a Hyderabad, in corsa contro il tempo e i ricercatori concorrenti. Parla dei suoi maestri Boltzmann, Poincaré e Landau, della musica che l’ha spronato, del conforto della famiglia e di quel momento di lucida esaltazione in cui “tutto sembra concatenarsi come per incantesimo”.


A BEAUTIFUL MIND 

Molte persone hanno appreso cosa fosse la Medaglia Fields dalla trasposizione cinematografica del libro di Sylvia Nasar A Beautiful Mindpubblicata in Italia col titolo Il genio dei numeri.

Nash avrebbe preferito vincere la medaglia Fields - chiede ancora Odifreddi nella sua intervista a Villani - piuttosto che il premio Nobel. Lei che l’ha vinta, cosa ne pensa?
"Fosse per me, - risponde Villani - gli avrei dato un Nobel e due medaglie Fields! Certo è che anche una sola sconvolge completamente la vita".



CÉDRIC VILLANI 
Medaglia Fields 2010, Premio Peano 2013
In collaborazione con l’Associazione Subalpina Mathesis


Il Professore Cédric Villani, Medaglia Fields
Il Professore Cédric Villani
È un giovane matematico francese. Affascinato dalla matematica dai tempi del liceo, ora è direttore dell'Istituto Henri Poincaré e professore all'Università di Lione.

Nel 2010 ha ricevuto la medaglia Fields, l’equivalente del Premio Nobel per la Matematica, per i suoi lavori sullo smorzamento di Landau e sull'equazione di Boltzmann ed è stato nominato Cavaliere della Legion d'Onore nel 2011.

Durante la sua ricerca, si è particolarmente interessato alla teoria cinetica dei gas e teoria del trasporto ed è impegnato a dimostrare l'utilità della matematica nella vita di tutti i giorni.

È autore di un romanzo, Il Teorema vivente, sull'attività di ricerca matematica e sul caotico percorso creativo che conduce a una scoperta matematica per il quale gli è stato assegnato il Premio Peano 2013 che ritirerà a GiovedìScienza dal Presidente dell’Associazione Subalpina Mathesis, Franco Pastrone.


Claudio Pasqua  

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