lunedì 13 ottobre 2014

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DI INTERNET: DAL 27 OTTOBRE LA CONSULTAZIONE PUBBLICA

Rita Levi-Montalcini l'aveva definita «la più grande invenzione del secolo» e oggi ormai sono in pochi a non avere compreso il grande ruolo che a tutti i livelli Internet ha assunto nelle nostre vite, nella nostra cultura, nella nostra economia.


diritto all'accesso internet



È stato Tim Berners Lee, lo scienziato britannico inventore del World Wide Web, a parlare per la prima volta dell''esigenza di creare una "Magna Carta di Internet".

"La libertà di Internet è minacciata da governi e aziende interessate al controllo del World Wide Web e occorre una Magna Carta per garantire il diritto all’indipendenza di Internet e la privacy ai suoi utenti". Aveva detto.

Quella che ha preso corpo oggi alla Camera è più una bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet, prodotta dalla Commissione di studio voluta dalla presidente della Camera Laura Boldrini, lo scorso mese di luglio e dalla quale dal 27 ottobre partirà una consultazione pubblica.  

In particolare il testo prevede:


  • sono garantiti in Internet i diritti fondamentali di ogni persona riconosciuti dai documenti internazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni e dalle leggi;
  • ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale;
  • ogni persona ha il diritto che i dati che trasmette e riceve in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone.
  • ogni persona ha diritto alla protezione dei dati che la riguardano, per garantire il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza;
  • ogni persona ha diritto di accedere ai propri dati, quale che sia il soggetto che li detiene e il luogo dove sono conservati, per chiederne l’integrazione, la rettifica, la cancellazione secondo le modalità previste dalla legge.

È la prima volta che una istituzione dello Stato si adopera per  tutelare le libertà digitali attraverso una dichiarazione dei diritti della rete: iniziativa che colloca l’Italia all’avanguardia a livello internazionale.

Non si tratta di un documento corposo: meno di sei pagine, composto da un preambolo e da quattordici articoli e sostituisce il primo contratto di riconoscimento di diritti reciproci.
Ma è già previsto che  la commissione interagisca con altri esperti che non hanno potuto far parte dei lavori in questa prima fase, e inoltre  con i parlamenti di Regno Unito, Francia e Germania. Paesi dove sono attive commissioni parlamentari dedicate, rispettivamente, alla democrazia digitale, ai diritti in Rete e alla società digitale. 

Un tema, quello dei diritti di Internet, che interesserà le future generazioni e che solo con una costituzione sana e limpida a tutti gli effetti potrà garantire a tutti il riconoscimento dei diritti fondamentali e inalienabili e la garanzia di accesso adeguato ai servizi.

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