domenica 14 settembre 2014

TUMORE AL SENO: STUDIO ITALIANO INDIVIDUA MECCANISMO RESPONSABILE

Un passo in avanti in quel cantiere sempre aperto della ricerca sul cancro al seno; la malattia che rappresenta una delle maggiori cause di decesso nella popolazione femminile.

Campagna nastro rosa per la prevenzione del tumore al seno - Shutterstock

Uno studio condotto da Claudia Chiodoni e dal gruppo di ricerca guidato da Mario Paolo Colombo, direttore della Struttura Complessa di Immunologia Molecolare dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, pubblicato dalla rivista scientifica Cancer Research, ha permesso di identificare uno tra i più ingombranti responsabili delle metastasi nel carcinoma mammario.

A finire in manette è stata l'osteopontina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici tra cui la stessa sopravvivenza cellulare. La proteina, già nota agli oncologi, questa volta è stata individuata sotto una nuova veste.
A lei un doppio demerito: quando a produrla è una cellula tumorale, l'osteopontina supporta il tumore stesso. Quando a svilupparla sono cellule diverse, come le cosiddette mieloidi all’interno dei globuli bianchi, essa contribuisce alla loro attività immunosoppressiva, nel senso che protegge dall'attacco immunologico le cellule tumorali che stanno formando la metastasi.

“Anche cellule normali, quali fibroblasti, cellule endoteliali e cellule del sistema immunitario, possono contribuire in modo attivo allo sviluppo del tumore al processo metastatico" – spiega Mario Paolo Colombo dopo lo studio condotto prima in laboratorio su modelli animali, poi esteso all’analisi delle metastasi polmonari.

“La notevole importanza di questo lavoro – commenta Marco Pierotti, Direttore scientifico dell’Istituto – è su due livelli, il primo sottolinea il ruolo fondamentale del microambiente, tessuto e cellule, entro il quale cresce e può generare metastasi il tumore, il secondo chiarisce come certi modelli di studio nell’animale sono insostituibili e trovano poi riscontro e applicazione nell’analogo tumore dell’uomo”.

Di qui, a grandi falcate, verso lo sviluppo di farmaci in grado di contrastare le molteplici azioni dell'osteopontina nello sviluppo delle metastasi, provando a debellare l'insidioso nemico del gentil sesso.


Lo studio è stato pubblicato su Cancer Research il 1 settembre 2014 con il titolo “Osteopontin shapes immune suppression in the metastatic niche”.

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