venerdì 8 agosto 2014

SNORKELING ALL'ISOLA DI PIANOSA

Isola di Pianosa, 4 agosto 2014, ore 14:30. Insieme alle guide ambientali escursionistiche dell'Associazione “A piedi nel parco”, ci rechiamo alla cala dei turchi: un anfiteatro roccioso poco distante dall'abitato civile dell'isola di Pianosa. Qui la guida ci dà le ultime indicazioni sul come comunicare in acqua e formiamo le coppie per effettuare l'attività di snorkeling.

Cala dei turchi - isola di Pianosa
Un piccolo divanetto scavato nella roccia ci permette un ingresso quasi facile in acqua. Non riusciamo ad aspettare di essere tutti in mare e con la scusa di provare la maschera o il boccaglio siam già con la faccia sott'acqua.

Comincio ad osservare il fondale formato da gruppi di praterie di Posidonia tipiche del mar Mediterraneo, esse forniscono nutrimento e protezione  a molti organismi animali come Stelle marine e Granseole, sono anche un bioindicatore della qualità delle acque marine costiere.

Quando ci si accorge di esser stati ipnotizzati dall'acqua e dall'osservazione della Posidonia e delle rocce costiere, si torna in sè e l'occhio va alla ricerca di pesci. All'inizio non sembra di vederne perchè si presentano di colore sabbioso, ma poi l'occhio comincia a cogliere le sfumature.
Il primo pesce a venirci incontro è un Sarago. La guida ci indica anche un gruppo di piccoli di Castagnole.

Sarago
Continuiamo a nuotare verso uno sperone roccioso.

Un branco di Acciughine ci viene incontro, la guida ci fa notare il loro comportamento di allarme, segno che in giro c'è una Leccia a stella che le sta cacciando. Uno del gruppo ha la fortuna di individuarla. Superiamo lo sperone e osserviamo la colorazione delle alghe ivi attaccate, che vanno dal bianco al rosso al bruno a seconda del livello in cui si trovano.

Leccia a stella
Purtroppo c'è un po' di "maretta" e la visibilità non permette di riconoscere le Cernie, che vivono a profondità maggiori.

È comunque possibile guardare giù fino a 15 metri di profondità e rimanere affascinati dalla luce che penetra nell'acqua trasformando il celeste della superficie in azzurro e in blu.
Castagnola
All'improvviso veniamo investiti da una corrente fredda. 

Ecco un'occasione per imparare che cos'è il Termoclino: un sottile strato in una grande massa d'acqua nel quale la temepratura subisce un rapido cambiamento. Questo strato di demarcazione è legato al descrescente assorbimento, da parte dell'acqua, delle radiazioni solari al crescere della profondità, pertanto il termoclino è una linea immaginaria che separa la zona di acqua riscaldata dal sole da quella invece fredda che il sole non riesce a raggiungere. Infatti al di sopra del termoclino lo strato si dice superficiale e la temperatura dell'acqua è maggiore poiché esposta maggiormente ai raggi del sole. Lo strato superficiale ha quindi una temperatura più o meno costante fino alla profondità dove non arrivano le radiazioni solari, in cui la temperatura decresce in modo repentino (oltre 10 °C). Sotto il termoclino la temperatura rimane costantemente bassa.
Salpa


A questo punto lasciamo lo sperone e attraversiamo a nuoto la piccola baia per osservare la vita marina vicino alle altre rocce. Vi troviamo un gruppetto si Salpe, gli unici pesci erbivori del mare, si nutre infatti di alghe verdi e vegetali. Non è un pesce gustoso, perchè può avere il sapore delle alghe di cui si nutre.

Ci infiliamo in un'ansa e osserviamo un Anemone di mare dalle punte violacee e una Donzella pavonina. anche lei come la Salpa, è ermafrodita. le femmine crescendo diventano maschi, mentre nelle Salpa avviene l'opposto.

Donzella pavonina
Nel 1987 un censimento effettuato dalla FAO la dichiara presente fino al Lazio, ma a causa del riscaldamento del mare ora è possibile trovarla nell'arcipelago toscano.

Sul fondo una Muggine attorniata da Triglie scavano nella sabbia.

Continuiamo a nuotare sotto un arco roccioso per giungere ad una minuscola spiaggetta, che ci offre uno scenario che sembra uscito dal film Laguna blu.

Lo ripercorriamo a ritroso e l'ultimo avvistamento è un Rombo ben mimetizzato nella sabbia. E' da riconoscere che se non fosse stato per la guida non ce ne saremmo proprio accorti.

Si pensa che un'attività come lo snorkeling sia facile e adatta a tutti. Certo se si ha un po' di dimestichezza con nuoto, maschera e boccaglio non è difficile da praticare, ma se solitamente l'approccio col mare è da bagnante (come me) è la presenza di una guida esperta che ti permette di conoscere il mare e i suoi abitanti.

Nessun commento: