lunedì 28 aprile 2014

FRACKING, TERREMOTI E DISINFORMAZIONE: INTERVISTA AL GEOLOGO ALDO PIOMBINO


Non si sono ancora placate le polemiche sul terremoto dell’Emilia-Romagna avvenuto nel maggio 2012. Semmai aumentate, dopo la recente consegna del cosiddetto Rapporto ICHESE da parte dell’omonima Commissione. Ne parliamo con il geologo Aldo Piombino che si occupa dell’argomento "terremoti" con estrema competenza e profondità di giudizio, senza cadere nelle ciarle da mercato o commenti troppo facili privi di supporti scientifici.


Il Municipio di Sant'Agostino - Credits: Alessandro Canella
In quale circostanza si è costituita la Commissione ICHESE e chi ne fa parte e quali sono i suoi scopi?
È una commissione tecnico-scientifica incaricata di valutare le possibili relazioni tra attività di esplorazione per idrocarburi ed aumento dell’attività sismica nell’area colpita dal terremoto dell’Emilia-Romagna del mese di maggio 2012. Ne fanno parte 6 personaggi di grande esperienza nel campo delle Scienze della Terra, italiani e stranieri. È stata istituita nel dicembre 2012, ha iniziato i lavori nel maggio 2013 ed ha consegnato di recente le sue conclusioni.

Vuoi ancora una volta precisare la differenza tra terremoto indotto e terremoto attivato? 
È una questione sostanziale per il nostro discorso e va messa subito in chiaro. La sismicità indotta è quella che si scatena quando si muovono faglie ormai oggi assolutamente asismiche come quelle di Ohio e Oklahoma, attive quando si stavano formando gli Appalachi, oltre 250 milioni di anni, in una situazione geologica cioè completamente diversa da quella odierna. Causa della sismicità indotta è soprattutto l'immissione in profondità di liquidi inquinati al fine di un loro smaltimento. È un sistema “ambientalmente discutibile” (eufemismo...) di smaltimento, una specie di “terra dei fuochi” meno rustica e più sistematica; nata per altre situazioni, oggi è un sistema molto usato negli Stati Uniti per lo smaltimento del flow-back del fracking, cioè di quella parte delle acque immesse in pressione nei pozzi per l'estrazione di metano dai gas-shales che torna indietro (un 20% del totale) per sovrapressione.

Una seconda origine di sismicità indotta è lo stoccaggio di gas nel sottosuolo: c'è stato un caso del genere anche pochi mesi fa in Spagna. Sisimicità indotta è accertata anche in caso di sfruttamento della geotermia. In pratica il liquido (o il gas) entra nelle vecchie zone di faglia aumentandovi la pressione dei liquidi: l'aumento della pressione diminuisce l'attrito, per cui il piano si può mettere in movimento.

La sismicità indotta è ben distinguibile da quella naturale perché sale per numero di scosse ed intensità con il tempo. Ne avevo parlato in questo post.

Invece la sismicità attivata è un movimento su una faglia attiva e sotto sforzo, prossima a muoversi di suo, alla quale le attività antropiche possono fornire quel piccolo sforzo capace di innescarne il movimento. Il comportamento della sismicità attivata è molto difficilmente distinguibile da quella puramente naturale.


A questo proposito faccio una piccola domanda polemica: quanti di quelli che scrivono sui vari siti web conoscono queste differenze? 
E quali sono state le conclusioni della Commissione? Cito testualmente: La Commissione ritiene altamente improbabile che le attività di sfruttamento di idrocarburi a Mirandola e di fluidi geotermici a Casaglia possano aver prodotto una variazione di sforzo sufficiente a generare un evento sismico “indotto”. L’attuale stato delle conoscenze e l’interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito a “innescare” l’attività sismica del 2012 in Emilia.

Quindi c'è forse una remota possibilità che ci sia una relazione fra il terremoto del 20 maggio e la iniezione di acqua in profondità al Cavone, nella concessione di Mirandola. Però questa relazione è suggerita solo da una coincidenza temporale e allo stato non esistono possibilità di appurare nulla. Per questo ci vorrebbe una seconda commissione, che –però- non riesco a capire su quali dati nuovi dovrebbe lavorare per ottenere un modello matematico.


C'è dunque un nesso di causa tra l'estrazione a Cavone e la sismicità tettonica naturale della zona quindi? 
Attenzione! Il nesso eventuale non è con l'estrazione di petrolio nella concessione di Mirandola, ma con l'iniezione di acqua nel pozzo Cavone 14, effettuata sempre nel quadro delle operazioni per lo sfruttamento di questa concessione e all'interno di essa. Si tratterebbe eventualmente di sismicità attivata. Però il rapporto dice soltanto che “non si può escludere”, non certo che “c'è sicuramente un nesso” e fa notare degli aspetti che contrastano con questa possibilità:

- l'acquifero di Cavone ha scaricato l'aumento di pressione nelle zone circostanti, mentre invece la condizione “classica” per la sismicità indotta è quella di un acquifero isolato che non riesce a scaricare altrove le acque in eccesso

- il segmento che si è mosso per primo non è quello della zona di Cavone, ma uno a oriente e i movimenti sono iniziati ben lontano dalla zona della coltivazione. In quest'area è avvenuta la seconda forte scossa, quella del 29 maggio

- in base ai dati di sismicità storica si può ritenere molto probabile che il campo di sforzi su alcuni segmenti nel sistema di faglie attivato nel 2012 fosse ormai prossimo alle condizioni necessarie per generare un terremoto di Magnitudo intorno a 6. Annoto che le faglie che si sono mosse il 20 e il 29 maggio 2012 erano note in letteratura scientifica e gli eventi sono stati della misura attesa in base alla sismicità storica. Per cui l'unica possibilità (che ai commissari pare remota anche se non impossibile) è che i fluidi siano in qualche modo penetrati in profondità lungo una faglia, abbassando la resistenza all'attrito. Ovviamente si tratterebbe di un esempio di “sismicità attivata”, indistinguibile da quella naturale.

In altre parole l'attività al Cavone non è sicuramente stata capace di generare gli sforzi necessari a mettere in movimento “da zero” la faglia responsabile del terremoto di Mirandola. Potrebbe solo essere stata –forse, anzi “molto forse”– la goccia che ha fatto traboccare un vaso che –comunque– sarebbe traboccato da solo dopo poco tempo (non chiedete quanto tempo, né ai membri della commissione né tantomeno a me!) e l'unico appiglio che esiste per proporre un nesso tra attività di iniezione e sequenza sismica è quello temporale.


Quali le incongruenze tra quello che c'è scritto nel rapporto e l'evidenza dei fatti? 
Fondamentalmente nessuna. Trovo il rapporto fatto molto bene: inizia spiegando la differenza fra sismicità indotta, attivata e naturale e non ha paura di mostrare dei casi conclamati di sismicità indotta (cosa che per esempio è incredibilmente negata nel sito del Ministero per lo Sviluppo Economico!); poi esamina con attenzione la geologia dell'Emilia e la sismicità ante maggio 2012 e tutte le attività di estrazione/stoccaggio di idrocarburi e sfruttamento geotermico dell'area. Non nascondendo niente. Dichiara con onestà che non può escludere un nesso, sia pure debolissimo perché la scossa del 20 maggio 2012 sarebbe stata ineluttabile con o senza l'attività di iniezione al Cavone. Da ultimo propone una serie di raccomandazioni sui monitoraggi da fare sulle attività di quel genere per impedire terremoti artificiali.

Il fatto che non dia una risposta certa è normale: è normale che in qualunque campo della Scienza ci siano ancora delle incertezze e la sismologia è una di quelle in cui le certezze sono molto poche.

Non so cosa si potesse pretendere di più. E non vorrei che il non escludere l'attivazione della faglia da parte dell'attività di Cavone fosse solo un modo prudenziale per salvarsi da un processo tipo quello, allucinante, dell'Aquila contro la Commissione Grandi Rischi...

Semmai non mi è molto piaciuta la gestione degli avvenimenti una volta arrivato a chi di dovere il rapporto. Mi chiedo perché si sono aspettate le “rivelazioni” di Science, perché era stato tenuto tutto nascosto per poi pubblicarlo frettolosamente... Non sarebbe stato molto meglio fare una conferenza o un convegno di presentazione piuttostochè lasciare libera di galoppare la fantasia di giornalisti e sedicenti esperti che ipotizzavano chissà quali segreti tenuti nascosti? La Comunicazione istituzionale... questa sconosciuta!

Quali sono le polemiche scaturite in questi giorni sulla stampa e nel web?

Nulla di nuovo, nè più né meno le solite dell'italietta in cui fa da padrona l'ignoranza in campo scientifico e dove c'è gente che emette sentenze avendo studiato geofisica al bar o su siti internet inaffidabili. Insomma, gli italiani che manifestano contro tutte cose normalissime nell'Europa civile (Germania, Benelux, Paesi Scandinavi): tralicci di telefoni e linee elettriche, inceneritori, discariche, ferrovie ad alta velocità, tramvie, pozzi petroliferi, impianti industriali (non Taranto, quello in tali paesi sarebbe stato adeguato alle norme da decenni....). 
Sinceramente, come è possibile sbandierare come certezza assoluta l'influenza umana quando sul titolo dell'articolo di Science c'è scritto “may have triggered”?

Faccio notare di non essere per niente un negazionista della mano antropica sui cambiamenti climatici e la mia posizione sul consumo di combustibili fossili è ben riassunta dalla frase, volontariamente esagerata, di un petroliere “Aldo vorrebbe vederci tutti in bicicletta”: la mia propensione a trovare qualsiasi metodo sostenibile per sostituire i prodotti petroliferi e diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera è totale, l'ho detto anche quando ho svolto dei seminari sulla geologia degli idrocarburi all'Università e nelle varie occasioni in cui ho tenuto degli incontri sull'argomento, come ho detto che bandirei il fracking in tutto il mondo, almeno fino a quando vengono utilizzati i prodotti usati oggi.

Però nel momento che il fracking viene assolto dall'essere responsabile della sismicità bisogna riconoscerlo (come ho detto è dovuta alla iniezione di liquidi in profondità come forma di smaltimento). Ne vale dell'autorevolezza del movimento ambientalista.

Sulla questione fracking-Emilia... ho spiegato che il fracking in Italia non si può fare per una quisquilia... semplicemente perché mancano le rocce adatte a farlo! Sostenere che in Emilia si fa fracking è ignoranza bella e buona: se io fossi il responsabile di una ricerca di idrocarburi in Emilia e proponessi alla mia azienda di utilizzare il fracking quelli mi licenzierebbero per incompetenza e/o mi manderebbero alla neurodeliri, altro che storie..

A questo proposito ho spiegato diverse volte la stratigrafia sotto la Pianura Padana e ho chiesto in varie occasioni a chi sostiene che in Emilia si fa fracking di indicarmi in quali rocce viene fatto e perché. Ovviamente nessuno mi ha risposto.

Come c'è chi continua a dire che le operazioni per l'impianto di stoccaggio di Rivara erano già partite.. e su che basi? Qualcuno ha scritto persino che “abbiamo sentito le esplosioni per fare le caverne per mettere il gas”, dimostrando di non avere la minima idea di come si stocca il gas, né di cosa sia la porosità del terreno...Quel che mi fa impazzire è che continuano persino in questi giorni le interrogazioni parlamentari che parlano ancora di fracking....

E, soprattutto oggi, quasi tutti parlano per sentito dire. Mi domando quanti di quelli che si sono espressi in materia abbiano letto l'articolo di Science (pochi, perché fuori dalle università è a pagamento...) e quanti hanno letto il rapporto ICHESE. Ma anche quanti di quelli che l'hanno davvero letto hanno capito (o “voluto capire”) quello che c'era scritto.

In buona sostanza, ci sono diversi e ottimi motivi per essere un “no-triv” (come lo sarei anche io) e per bloccare l'attività petrolifera in Emilia, ma appellarsi al rapporto ICHESE è demenziale....

Cerchiamo di essere rigorosamente scientifici... ne va della credibilità dell'ambientalismo... che viene sbeffeggiato di continuo proprio a causa di certi maitre a pender.


Vuoi rilasciare altre considerazioni? 

Purtroppo i terremoti del 2012 sono stati una fonte  incredibile di leggende metropolitane... e non è colpa solo della iutiub iunivèrsiti e della feisbuc iunivèrsiti, che stanno soppiantando il bar-sport... (paradossalmente la diffusione di queste leggende è stata avvantaggiata proprio dalla grande diffusione di internet nella zona). Ma è anche colpa anche della stampa che dà voce al farmacista sismologo per passione e a notizie tanto clamorose quanto false, quando lì intorno ci sono 4 università (Bologna, Modena - Reggio, Ferrara e Padova) dove studiano ed insegnano fior di geologi.

In più la commissione ICHESE ha (giustamente!) raccomandato per il futuro una attenta sorveglianza sulla sismicità nelle aree di attività geotermica e di estrazione/stoccaggio di idrocarburi, e la Regione che fa? Ha vietato o vuole vietare tout court le attività di estrazione. Non vorrei che passasse una equazione del tipo “fine delle attività petrolifere = fine del rischio sismico”, perchè non è così. L'Emilia e la Romagna sono zone sismiche in cui ci possono essere eventi distruttivi e non so quanto sia stato fatto per prevenire danni e vittime, facilmente evitabili in quanto le accelerazioni previste non sono tali da distruggere niente, se costruito ad arte.



2 commenti:

Maurizio Gatti ha detto...

Concordo con tutto a meno del commento sul processo alla Commissione Grandi Rischi per il terremoto dell'Aquila. Ci dimentichiamo che uno o due giorni prima del terremoto tale commissione ha denunciato per procurato allarme un ricercatore sismico dell'Un. dell' Aquila perché sosteneva che ci sarebbe stato un forte terremoto nella zona dato che stava misurando un forte aumento del Radon emesso dal terreno. Che l'emissione del Radon sia correlata ai terremoti sono anni che nel mondo la stanno studiando, forse non c'è ancora una correlazione temporale acclamata, ma cercare di mandare in galera uno che sta evidenziando delle misure fisiche oggettive, quando poi si verifica che aveva ragione, è una buona causa per mandare a casa dei soloni incapaci di fare il loro mestiere che sarebbe quello di verificare le condizioni oggettive e non quelle di opportunità politica. Se li devo paragonare a qualcuno li paragono agli Ammiragli che avevano detto a Marconi che il radar era totalmente inutile, quando poi gli inglesi ci hanno affondato la flotta a Danzica in un giorno di nebbia.
Saluti
Maurizio Gatti
mgatti947@gmail.com

Giovanni Guilla ha detto...

@ Maurizio Gatti
Io credo che ritenere sbagliato "cercare di mandare in galera" un ricercatore, che sosteneva l'arrivo di un terremoto sulla base di misurazioni senza alcuna "correlazione temporale acclarata", le debba automaticamente far ritenere sbagliato cercare di mandare in galera qualcuno che, in disaccordo con il ricercatore, riteneva che non vi fossero basi scientifiche per procurare un allarme di quel genere. La scienza è scienza, le ipotesi sono ipotesi. Fino a prova contraria, il ricercatore non aveva basi scientifiche su cui affermare l'imminenza di un terremoto e la commissione non aveva basi scientifiche per dargli ragione o escluderlo. La commissione ha ritenuto di agire in modo scientifico e per questo non può essere messa sotto processo, altrimenti si finirà per processare chiunque non prenda in considerazione un qualsiasi allarme lanciato da chicchessia, sulla base di sensazioni avute, magari, dal proprio animale domestico.