giovedì 7 novembre 2013

ALFRED RUSSEL WALLACE: L'UOMO ECLISSATO DA DARWIN



Cento anni fa, proprio il 7 novembre 1913, è morto il collezionista, esploratore, naturalista, biogeografo ed evoluzionista, Alfred Russel Wallace

Quando pensiamo alla parola "evoluzione" chiunque di noi associa sempre e solo la figura di Charles Darwin

È una cosa che accade a tutti, non siete i soli. 

Fin dalla scuola media, infatti, nei libri di Scienze al capitolo "Evoluzione" viene ricordato soltanto C. Darwin. 
Mai un solo accenno al personaggio che ha co-pubblicato la teoria dell'evoluzione nel lontano 1° luglio del 1858, durante una lettura pubblica alla Linnean Society di Londra. 

Nessuno conosce Alfred Russel Wallace che avrebbe pieno diritto di essere citato quando si parla della celebre teoria. Molto famoso in ambito scientifico durante la sua vita è caduto nell'oblio dopo la sua morte, offuscato dal suo amico Darwin. E' una figura per lungo tempo dimenticata, ma che negli ultimi anni sta riprendendo vita nella Storia della Scienza. 


Ma chi fu Alfred Russel Wallace?


Nacque l'8 gennaio 1823 a Usk nella contea di Monmouth nel Galles in Inghilterra. Visse la sua infanzia in una famiglia economicamente incerta che effettuava continui spostamenti. 

Ottavo di nove figli, a 14 anni lasciò il liceo poichè la famiglia ebbe un tracollo finanziario considerevole. A seguito di questa disgrazia venne mandato a Londra con suo fratello John a fare l'apprendista falegname. Si iscrisse ad alcuni corsi al Working Men's Institute, dove ebbe modo di leggere libri sul socialismo utopistico di Robert Owen e sulle idee sociali di Thomas Robert Malthus. Questi ebbero una profonda influenza su di lui come si evince dagli scritti in favore della classe operaia in tarda età. 
Dopo un po' si trasferì a casa di un altro fratello, William che era agrimensore (branca della topografia che si occupa della misurazione e della rappresentazione cartografica delle superfici agrarie). Imparò questo mestiere proprio sul campo affinando la tecnica degli strumenti usati in questo lavoro quali il sestante, la bussola ed il teodolite. Durante le giornate in campagna imparò a riconoscere direttamente i fossili interessandosi quindi allo studio della storia naturale. In lui crebbe tanto la passione per le scienze da fargli studiare la botanica come autodidatta. A 21 anni, pertanto, ottenne un impiego come professore alla Collegiate School nella città di Leicester, dove insegnò inglese, aritmetica, agrimensura e disegno. 

Qui conobbe Henry Walter Bates che collezionava coleotteri e con il quale si frequentò assiduamente in virtù del loro comune interesse per la natura. Nel 1845, alla morte del fratello William ritornò per un breve periodo al precedente lavoro di agrimensore, continuando però a leggere libri che lo influenzarono non poco. 
Tra questi lesse quello di un autore anonimo dal titolo "Vestiges of the natural history of creation" dove si ipotizzava "una legge di sviluppo per le creature viventi dicendo che una specie si poteva trasformare in un'altra a causa di circostanze esterne, da forme di vita semplici a più complesse" e che probabilmente ebbe in seguito una grande influenza nel concretizzare la sua teoria dell'evoluzione. Dopo la lettura dei libri "Journal" di Darwin e "A voyage up the river Amazon" di W. H. Edwards prese consistenza in lui l'idea di viaggiare. 

Contattato l'incaricato della collezione di farfalle del British Museum per assicurarsi la vendita dei materiali naturalistici esotici che avrebbe spedito dal Nuovo Mondo partì con il suo amico Bates il 25 aprile 1848 da Liverpool verso l'America del Sud. Esplorarono per 4 anni il bacino amazzonico, cacciando uccelli, cercando insetti, prendendo appunti e spedendo per nave tutti gli esemplari. 

Wallace fu il primo europeo che risalì l'alto corso del Rio Negro. Il 6 agosto 1852 stava tornando in Inghilterra imbarcato sulla nave Helen quando nella stiva divampò un incendio. Tutta la sua ultima collezione amazzonica andò perduta e rischiò di morire, ma fu salvato da una vecchia carretta che lo riportò in patria. La sua permanenza in Amazzonia come raccoglitore e collezionista fu un'esperienza fondamentale. Nonostante la perdita della sua cospicua collezione di esemplari tropicali nel naufragio, si fece conoscere nel ristretto mondo scientifico inglese scrivendo un libro sulle avventure vissute intercalando descrizioni degli animali osservati con qualche descrizione scientifica, dal titolo "A narrative of travels on the Amazon and Rio Negro". Incluse all'interno anche un breve sottocapitolo sulla distribuzione geografica degli animali, la base delle sue future teorie.

Due anni dopo il ritorno dall'Amazzonia, Wallace partì alla volta del Sudest asiatico, una delle regioni meno esplorate dalla scienza di fine ‘800. In questo viaggio che durò otto anni, toccando quasi tutte le isole dell'Arcipelago malese, raccogliendo all'incirca 127000 esemplari di animali e scoprendo 1500 nuove specie tra insetti ed uccelli, concepì il suo libro più popolare "The Malay Arcipelago”, che assieme a  The geographical distribution of animals” e “Island life” lo designeranno come il fondatore della disciplina scientifica della biogeografia.


Le collezioni fecero intravvedere a Wallace qualcosa di molto importante: la biodiversità. Questa intuizione fu fondamentale per l’idea di evoluzione della specie. In questi 8 anni scrisse  circa 38 articoli e lettere a varie riviste di storia naturale e tra questi il famoso “Saggio di Ternate”. 

In un giorno del 1858, mentre era febbricitante nella sua capanna sull’isola indonesiana di Gilolo (conosciuta oggi come Halmahera) ebbe un lampo di genio: si rese conto di come le specie si siano evolute nel tempo in quanto gli individui più adatti soppravvivono riproducendosi e trasmettendo le loro caratteristiche vantaggiose alla prole. Scrisse queste sue idee in un breve articolo di 20 pagine dal titolo “ On the tendency of varieties to depart indefinitely from the original type” che fece spedire dalla stazione postale più vicina, quella di Ternate

Dopo 3 mesi di viaggio il plico arrivò nella cittadina di Bromley nel Kent all’indirizzo di Down House dimora del ben più famoso evoluzionista, che avrebbe dovuto dare un giudizio su quanto scritto da Wallace. Darwin lavorava da 20 anni alla sua stessa teoria. Indubbiamente l’eminente naturalista così ben inserito nell’ambiente scientifico inglese e privilegiato rispetto a Wallace, poichè appartenente alla ricca borghesia inglese, ne fu turbato. Spedì il manoscritto ricevuto a Charles Lyell, che di comune accordo venne letto pubblicamente sotto forma di riassunto assieme ad un abstract del futuro libro sull’”Origine della specie” di C. Darwin. 


Wallace ritornò in Inghilterra nel 1862, quando ormai “L’origine della specie”, pubblicata per la prima volta nel 1859, era alla terza edizione e C. Darwin era tanto famoso quanto criticato in tutto l’ambiente scientifico. Per lui la vita da allora in poi non fu facile. Trovò qualche lavoro allettante dal punto di vista economico, ma a causa di investimenti sbagliati fu per molto tempo in difficoltà finanziarie. Scrisse come autore freelance molti articoli e libri del suo viaggio, ma non ebbe fortuna. Tanto che addirittura C. Darwin chiese al governo britannico di aiutarlo per ottenere una pensione speciale.

Morto esattamente 100 anni fa, risulta chiaro che ha avuto la stessa idea rivoluzionaria sull'evoluzione delle specie, in maniera del tutto indipendente da C. Darwin. 

Vi starete chiedendo: come mai è uno scienziato sconosciuto? Come mai la teoria ricorda solo il nome Darwin? Perchè non compare mai come l’altro padre dell’evoluzione? Non lo sappiamo, ma è certo che il suo nome dovrebbe essere sempre legato alla teoria dell'evoluzione, ovvero alla teoria dell'evoluzione di Darwin-Wallace.


Fonti:



A.B. Hernandez & J. L. Bousquets - “L’evoluzione di un evoluzionista” - Bollati Boringhieri, 2004



Tiziana Brazzatti 

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