lunedì 30 settembre 2013

SPERIMENTAZIONE ANIMALE: NON POSSIAMO FARNE A MENO

World Day for Animals In Laboratories - 8“Fermiamo la Vivisezione”. Questo è il titolo che hanno dato gli animalisti alla manifestazione tenutasi a Roma pochi giorni fa alla quale ha partecipato anche l’onorevole Michela Vittoria Brambilla che ha annunciato l’entrata in vigore di una proposta di legge contro la vivisezione.

MA NON È CHIARO
“Chi afferma che oggi esistano metodi alternativi in grado di sostituire completamente la sperimentazione animale nella ricerca bio – medica dice il falso. E questo è particolarmente grave se a farlo sono persone delle istituzioni … Metodi che non comportino l’utilizzo di animali, come simulazioni al computer o test su cellule, sono in uso da anni e ci hanno sicuramente permesso di ridurre il numero di animali utilizzati. E grazie all’avanzamento tecnologico saremo sempre più in grado di ridurre questi numeri, come raccomanda anche l’Unione europea. Ma oggi, se vogliamo continuare a capire perché ci ammaliamo e come possiamo curarci non possiamo rinunciare del tutto alla sperimentazione animale: dobbiamo mettercelo in testa e pensarlo ogni volta che prendiamo un farmaco, che ci sottoponiamo a un intervento chirurgico e anche quando portiamo il nostro cane dal veterinario”. 
Questo è ciò che afferma la senatrice Elena Cattaneo, celebre ricercatrice, rispondendo agli animalisti manifestanti. 

UN PO' DI STORIA 

La vivisezione è nata nel 1800 in Francia con Claude Bernard che iniziò a sperimentare sul proprio cane. Gli anni più importanti della storia di questa pratica restano comunque il 1937 ed il 1947 durante i quali la sperimentazione animale entrò a far parte dei laboratori di ricerca delle grandi industrie. Greek (presidente di American for Medical Advancement), Hansen (insegnante presso l’University of California-San Diego School) e Pippus (psicologa) hanno riportato il tutto ne Il Codice di Norimberga. 

Bisogna considerare che a quel tempo le conoscenze medico-scientifiche non erano di certo quelle di oggi; Greek e gli altri riportano le vicende del 1937 quando, a causa di un sulfamidico disciolto in glicole etilenico, morirono 107 americani. Ovviamente, tutto questo scatenò la paura nella popolazione americana, tanto che, Washington dopo poco tempo promulgò una nuova legge: US Federal Food, Drug and Cosmetic Act che prescriveva la sperimentazione animale prima dell’immissione in commercio dei farmaci. Protagonista, invece, dell’anno 1947 è il famoso Processo di Norimberga durante il quale 23 dirigenti di lager nazisti, 20 dei quali medici, furono processati per i loro crimini nei campi di concentramento, ma anche per la sperimentazione sui prigionieri dei campi per studiare: gli effetti del freddo, della malaria, dei sulfamidici ecc. 

Dal famoso processo, oltre alle varie condanne, fu emanato un codice chiamato Codice di Norimberga nel quale vengono indicate le modalità di svolgimento della sperimentazione medica sull’uomo. In quegli anni, animali ed esseri umani dal punto di vista scientifico erano più o meno identici; le conoscenze moderne della biologia, etologia hanno comunque smentito diversi aspetti che accomunavano uomini ed animali, si è scoperto, ad esempio, che pur possedendo un corredo genetico più o meno simile, la diversa regolazione ed espressione determinano le differenze tra una specie e l’altra (un esempio significativo è la presenza di un corredo enzimatico che attua la metabolizzazione dei farmaci). 

Gli Stati Uniti hanno intenzione di abbattere la sperimentazione animale e sperimentare metodi sostitutivi che siano altrettanto validi per studiare la tossicità dei futuri farmaci. Dal punto di vista legislativo l’Unione europea non ha ancora ultimato alcuna modifica alla sua Direttiva che viene considerata come un “Collage di articoli”. 

La popolazione europea con la raccolta di firme per l’Iniziativa europea Stop Vivisection ha mostrato il suo dissenso verso la sperimentazione animale e la sua apertura verso un nuovo progresso etico - scientifico. 900mila animali utilizzati ogni anno in Italia; è questa la stima che la Lav ha deciso di render pubblica: il mondo scientifico è dunque in allarme! La scienza per anni, forse, è stata vittima di equivoci linguistici e culturali; la vivisezione era e rimarrà una pratica criminale. Numerose associazioni come L’AIRC hanno manifestato il proprio dissenso contro questa pratica e l’ultima decisione della Camera dedicando un piccolo post nel loro spazio in rete.
Quali sono i limiti approvati al Parlamento? Si prevede che prima di ogni iniezione alle cavie venga somministrato un sedativo per via orale, inoltre, si vieta l’allevamento e l’uso di cani, gatti e primati. Si sancisce il divieto di utilizzare gli animali per xenotrapianti e proprio questo punto ha scatenato malcontento in alcuni scienziati dato che la decisione della camera mostra un’ambiguità per l’argomento dato che per xenotrapianto si intende un trapianto di organi appartenente a specie diverse.
Abbiamo citato spesso la definizione “metodi alternativi”, ma quali sono? I metodi alternativi sono, innanzitutto, metodi non del tutto invasivi come: studi statistici, microcircuiti con cellule umane e organi bio – artificiali; saranno attendibili?
“I ricercatori sarebbero senz’altro pronti a rinunciare alla sperimentazione animale, se questa non fosse indispensabile … le ricerche bio-mediche a livello cellulare e molecolare verificatasi negli ultimi decenni non ha, purtroppo, eliminato la necessità della sperimentazione animale” spiega Redi nel suo intervento. 
La sperimentazione animale resta, purtroppo, un’ambiguità sia metodica che etica, ma necessita di una regolamentazione più efficiente che non si limiti al continente, paese di attuazione … una direttiva mondiale, forse, potrebbe risanare i buchi neri delle odierne legislazioni!

Link Utili:
http://www.airc.it/ricerca-oncologica/sperimentazione/animale/


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