domenica 27 gennaio 2013

LUNA: EBBENE SÌ, CI SIAMO DAVVERO STATI

Subito dopo la conclusione del programma Apollo, che dal 1969 al 1972 portò un totale di dodici uomini a camminare sul suolo lunare, nacquero alcune teorie complottiste (dette anche Moon Hoax in inglese) che iniziarono a porre dei dubbi sulle missioni affermando che la NASA avrebbe falsificato le prove degli allunaggi, in una cospirazione organizzata assieme al governo degli Stati Uniti, riuscendo a convincere tutto il mondo scientifico, tecnico e giornalistico, nonché il mondo sovietico, allora fermo oppositore degli USA.

La teoria del complotto, che gode di una certa popolarità negli Stati Uniti  (e che anche in Italia conta un discreto gruppo di disinformati)  sostiene che i vari allunaggi presentati all'opinione pubblica mondiale sarebbero stati messi in scena in uno studio televisivo con l'aiuto degli effetti speciali.

A questo proposito, e per sfatare ancora un volta queste teorie, è stato da poco pubblicato su YouTube il ragionamento dello scrittore e regista SG Collins riguardo alla veridicità della missioni sulla Luna.

La tesi sostenuta nel video parte dal presupposto che i tempi potevano anche essere maturi per un atterraggio sulla Luna, ma nel 1969 mancava la tecnologia necessaria per realizzarne la finzione, sia alla NASA, sia a Stanley Kubrick, nonostante, lo ricordiamo, il primo a realizzare effetti cinematografici sull'allunaggio sia stato George Pal nel lontano 1950.



Il video non riuscirà a convincere gli irriducibili che pongono dubbi sull'allunaggio, ma sicuramente sposterà il ragionamento su un piano intellettuale e logico molto più consistente di certi ragionamenti  che liquidano il tutto con frasi del tipo: "Ci sono gli specchi retroriflettori lasciati là agli astronauti che provano che ci siano stati". Dimenticando che quella non è una prova consistente e offre solo il fianco ai complottisti. 

Se c'è gente che crede ancora che sulla Luna non ci siamo stati, un po' di responsabilità la dobbiamo  infatti anche fare ricadere su chi, come noi, si occupa di divulgazione e informazione scientifica.
Evidentemente noi divulgatori non sappiamo essere abbastanza convincenti e chiari nello spiegare al grande pubblico come e perché nascano queste leggende, che lasciano breccia a trasmissioni popolari di dubbia fama e a individui senza scrupoli alimentare ipotesi bislacche.

La miglior prova? Una delle tante sono le immagini del Lunar Reconnaissance Orbiter, la sonda  che la Nasa ha lanciato in orbita intorno alla Luna nel 2009 e che ha fotografato  i segni di passaggio umano dalle rocce avvenuti circa 40 anni prima. Ma anche questa prova non convincerà mai gli irriducibili. Per loro qualsiasi prova è falsificabile.

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