lunedì 28 marzo 2011

IL RAGIONIERE E LA MATEMATICA

Confesso che non ho mai avuto attitudine per i giochi matematici. Eppure la "matematica" è una delle materie che insegno.

Ma non basta: per risolvere “trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento” e anche di oggi, ci vuole ben altro. Quando i miei studenti mi propongono qualche indovinello matematico, è alquanto imbarazzante rispondere che non conosco la soluzione.

Dico a chi ha proposto il gioco: “Guarda, dovrei mettermi a pensare. Credo che ci vorrebbe almeno mezza giornata. E probabilmente riuscirei a trovare la soluzione solo se potessi usare un algoritmo standardizzato. Quindi ora andiamo avanti con il programma”.

Purtroppo, così facendo, rinuncio a ciò che potrebbe ravvivare la lezione e svegliare menti più o meno assorte (in tutt'altri pensieri). Infatti, i giochi matematici possono far facilmente breccia in coloro che non conoscono la matematica, e per queste persone potrebbe trattarsi di una via d'accesso più fluida e divertente alla materia. E' proprio questo il motivo per cui Fra' Luca Pacioli scrisse nel 1478 una raccolta di giochi matematici.

Ed è per far uscire dalla ristretta cerchia degli specialisti questo importante manoscritto, che Dario Bressanini e Silvia Toniato hanno pubblicato, a marzo 2011, “I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli – Trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento” (Edizioni Dedalo).


Qui, grazie al notevole lavoro scientifico e filologico dei due autori, troverete una serie di giochi, dai più semplici ai più impegnativi, ma tutti rigorosamente tradotti in lingua moderna, in quanto l'italiano di Pacioli non è di agevole lettura. Inoltre tutti i giochi sono commentati e le soluzioni sono davvero ben spiegate. Con un po' di pazienza è possibile impararne un certo numero e stupire gli amici e i conoscenti....

Tuttavia, il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro è un altro e non riguarda i giochi matematici. Una buona parte del lavoro che svolgo ha a che fare con l'insegnamento del metodo della Partita Doppia ai futuri ragionieri (in realtà ex ragionieri, ora confluiti sotto la comune denominazione di I.G.E.A., cioè indirizzo giuridico – economico – aziendale).

Già il termine “ragioniere” avrebbe bisogno di un'accurata spiegazione. Dal glossario del libro apprendo che si tratta di una “persona istruita nell'aritmetica pratica e nell'algebra”, ovvero di una persona “capace di fare le ragioni”. Per “ragione” si intende “problema matematico risolvibile mediante applicazione di una regola standard, valida per qualsiasi numero”.

Così, ai miei studenti spiegherò che Pacioli ha insegnato ai ragionieri l'arte di far di conto, perché – giustamente – essi devono essere in grado utilizzare le proporzioni (oggi, per esempio, per scorporare l'IVA), le frazioni, il calcolo degli interessi, dei cambi e dei riparti. Ho spesso detto e scritto che gran parte del mio lavoro lo devo proprio a Fra' Luca Pacioli ed ora, grazie all'opera di Bressanini e Toniato, potrò raccontare maggiori particolari.

Se Pacioli ha scritto nel 1494 (per i suoi studenti) il celeberrimo “De computis et scripturis” ovvero il Trattato di Partita Doppia (terza parte principale del volume “Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalità”), io ho scritto per i miei la versione moderna: “Corso base di contabilità e bilancio” (è in corso di stampa la 6° edizione 2011 per i tipi di Finanze & Lavoro). Così questo articolo vuol anche essere un invito, rivolto a tutti i futuri ragionieri, ad approfondire, tramite “I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli”, la vita e le opere di quel “signore toscano, nativo di Borgo Sansepolcro, vissuto pressapoco cinquecento anni fa”, al quale noi insegnanti di economia aziendale dobbiamo davvero molto.


Dario Bressanini, Toniato Silvia
I giochi matematici di fra' Luca Pacioli
Trucchi, enigmi e passatempi di fine Quattrocento
Editore: Dedalo


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