sabato 25 gennaio 2014

ROBERT BOYLE: IL CHIMICO SCETTICO

Oggi è l'anniversario della nascita del chimico, fisico, inventore e filosofo naturalista irlandese.


Hai studiato chimica o fisica a scuola anche solo a livello elementare?

Allora avrai sentito sicuramente parlare di Robert Boyle (Lismore, 25 gennaio 1627 – Londra, 30 dicembre 1691). Il suo nome è infatti legato alla nota formula sul comportamento dei gas: "a temperatura costante il volume occupato da una data massa di gas è inversamente proporzionale alla pressione a cui tale massa è sottoposta". Che può anche essere enunciata nel seguente modo: "se la temperatura non cambia, il prodotto Pressione per Volume di un gas è costante".

{p} \cdot {V} = \mathrm{costante}

Tuttavia dobbiamo dare il merito che spetta al fisico francese Edme Mariotte: fu lui infatti a dare una formulazione matematica alla teoria. Ecco perché i due nomi (Boyle-Mariotte) sono spesso associati nella famosa legge.

Sul canale Zanichelli Editore un video illustra un esperimento sulla teoria dei gas




La maggior parte del merito, dunque, va al francese: Boyle, infatti, non si intendeva affatto di matematica, come spesso dichiarò in vita, e usava raramente formule o numeri. Inoltre non si preoccupava di cercare "modelli" generali, ritenendo piuttosto che ogni grande scoperta scientifica fosse un sistema chiuso, ininfluente a studi più universali.
Questo fornisce anche una indicazione molto chiara del suo modo di procedere, tanto che Boyle viene talvolta considerato uno scienziato "umanista".

Senza alcun dubbio l'opera che gli diede maggiore fama fu "il chimico scettico" [1]: dove criticò le vecchie teorie sui quattro elementi classici (aria, acqua, terra e fuoco) e lo portò audacemente ad avanzare ipotesi sulla natura degli elementi chimici come "sostanze che non possono essere decomposte in parti più semplici".

Purtroppo la sua avversione alle costruzioni teoriche e alle regole matematiche non gli permisero di abbandonare antiche superstizioni e credenze: come l'alchimia (fu sostenitore fino all'ultimo della trasformazione dei metalli in oro) o supposizioni diffuse ai suoi tempi come quella che "i metalli crescono nella terra da soli nel tempo, per effetto di un principio plastico latente all'interno di essa". Un atteggiamento che non permette di concedere a questo scienziato i meriti che normalmente gli vengono attribuiti, ovvero di avere creato un nuovo approccio alla "filosofia chimica".

Tuttavia dobbiamo rendere i meriti che spettano a questo grande personaggio.

Studiò le trasformazioni chimiche e la struttura della materia, costruì particolari pompe pneumatiche per fare il vuoto, elaborò un metodo per dissalare l'acqua del mare e renderla potabile, si occupò di medicina e studiò gli effetti del freddo intenso sul corpo umano. E contribuì a fare crescere un gruppo di ricercatori, conosciuto come Invisible College, che divenne presto nientemeno che la "Royal Society" [2], una delle accademie delle scienze più antiche del mondo.
Come scienziato Boyle aveva un obiettivo alquanto audace ai suoi tempi. Con il suo lavoro, infatti, cercava di contribuire a migliorare il futuro dell'umanità, attraverso l'avanzamento della scienza.
Si trattava di un'opinione controcorrente ai suoi tempi: allora si pensava infatti che il progresso della scienza fosse inutile e anzi pericoloso, e che il passato fosse il perduto "paradiso" dell'umanità.
Una opinione aberrante, questa della scienza dannosa, che talvolta tenta di prendere piede anche nella nostra epoca.


NOTE

[1] Il libro Sceptical Chymics (1661) in formato digitale su Progetto Gutemberg e sul sito dell'Università di Pennsilvania

[2] Il sito della Royal Society
Nel 2009 in occasione dei 350 anni dell'istituzione la Royal Society ha aperto i propri archivi mettendoli online. Si tratta davvero di una biblioteca più unica che rara: contiene i testi di ricerca di personaggi giganteschi del calibro di Sir Isaac Newton e di Benjamin Franklin e per tre secoli è stata l'obiettivo principale di tutti gli scienziati del pianeta. Royal Society online
Tra gli i membri famosi al pubblico che sono entrati nella Royal Society ricordiamo il Premio Nobel Rita Levi-Montalcini e il fisico Stephen Hawking 
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