domenica 31 ottobre 2010

L'ILLUSIONE DI VEDERE IN 3D

Dopo gli ingranaggi impossibili del Dr. Boyer, ecco una interessante illusione ottica che, senza l'uso di trucchi digitali, permette di vedere un oggetto in 3D. Enjoy!



Via Antonio Martínez Ron su www.fogonazos.es

sabato 30 ottobre 2010

DOVE STA ANDANDO LA CULTURA IN ITALIA?



E' online la dodicesima edizione del Carnevale della Fisica che questo mese è ospitato dal blog di Annarita Ruberto, Scientificando.

Annarita insegna matematica e fisica nella scuola italiana, ed è proprio questo l'argomento centrale, scelto dall'ospite per questo ricco incontro mensile: la didattica della fisica (e più in generale la didattica della Scienza) e la sua gravosa situazione nella scuola e nelle università italiane.

Uno spunto, quello di Annarita, che vuole essere una riflessione sull'arretratezza culturale e politica che il nostro paese sta attraversando in questo momento storico.

Hanno colto l'occasione per alcune amare ma sincere riflessioni i blogger Popinga, Peppe Liberti, Marco Del Mastro, Gianluigi Filippelli.

Davvero troppo pochi! Come se l'argomento non sia interesse di tutti gli italiani, come se non facesse parte del nostro futuro.

La cultura scientifica nel nostro paese, nonostante punte di eccellenza, è al lumicino! Le nostre università stanno perdendo terreno e sono in fondo alle classifiche mondiali in quanto a servizi ed efficienza (La classifica del Times qui e qui)

Inoltre nelle indagini nazionali ed internazionali sul rendimento scolastico e nelle difficoltà che gli studenti trovano nel corso degli studi superiori universitari siamo decisamente gli ultimi!

Questo mese, poi, acquistando Le Scienze in edicola, e in maniera quasi incidentale, si troverà a pagina 12 l'editoriale "scienza e società" di Enrico Bellone che tratta proprio dello stesso argomento: citando la ricorrenza del decimo anniversario della scomparsa di Antonio Ruberti, fu nel 1987 - scrive Bellone - che Ruberti divenne ministro per la ricerca scientifica e tecnologica e, nel giro di pochissimi mesi, aprì un cantiere di riforme mirate alla modernizzazione della società italiana. Era un uomo dotato di competenze alte, sia come studioso, sia come rettore de "La Sapienza".

Insomma, per farvela breve le resistenze politiche che incontrò gli impedirono sia di estendere l'autonomia anche agli enti di ricerca, sia di garantire ulteriori investimenti per la scienza. Nonostante ciò riusci a portare negli anni successivi le proprie idee innovative a livello europeo.

Un politico di cui oggi sentiamo la mancanza!
In un suo intervento - pubblicato da Laterza nel 1998 - sul tema riflessioni sul sistema della ricerca dopo il 1945, egli sottolineava in maniera pacata la storica mancanza di sintonia tra sviluppo del paese e sviluppo del sistema scientifico-tecnologico. Una mancanza di sintonia che si traduce in bassi numeri di ricercatori e di investimenti pubblici e privati.

Una mancanza che si traduce nella errata opinione che, quando si parla di scienza, non si stia parlando di cultura e nella consapevolezza (allora ma anche oggi) che la classe politica resti indifferenze nei confronti dei problemi della ricerca scientifica del paese.

Ruberti sottolineava insomma quello che oggi abbiamo sotto gli occhi: un ritardo culturale e politico che sottovalutando il ruolo strategico dell'investimento in ricerca e in cultura, sfociano in questi giorni in dichiarazioni di un autorevole uomo del Governo, ministro dell'economia, che ci ricorda che c'è la crisi e che "la gente non mangia cultura" (vi rendete conto?), e che è meglio sopprimere enti inutili (inutili per chi?)

Esattamente un modo di pensare e di procedere contrario a quello che pochi mesi prima portava ad affermare il Presidente di un'altra scuola di pensiero d'oltreoceano, alla guida peraltro del più potente e industrialmente e scientificamente avanzato Paese del mondo, che ribadiva come "le Scienze siano un elemento importantissimo per la salute di un paese, e che solo un paese che investe nella ricerca scientifica e nei propri giovani può avere un futuro".

Scrive infine Annarita Ruberto (di cui consigliamo di leggere per intero l'introduzione a questo carnevale)

Per avere in futuro persone inserite nei piani di ricerca scientifica più avanzata o semplicemente per avere in futuro persone in grado di comprendere bene o di decodificare discretamente i fenomeni di cambiamento, che una società in continuo progresso tecnologico gli propone, la scuola deve e può fare moltissimo. Ma la situazione di partenza risulta quanto mai arretrata ed in ritardo.

Insomma: o questo paese si sveglierà o non ci sarà futuro per i nostri giovani.


IL CARNEVALE DELLA FISICA DEL 30 NOVEMBRE TORNA SU GRAVITA' ZERO

Nel ricordare che il Carnevale della Fisica 12 spagnolo è ospitato dal blog La Ciencia de la Mula Francis annunciamo che il prossimo Carnevale della fisica del 30 novembre 2010, coincidente con il primo anniversario, sarà ospitato dal nostro blog Gravità Zero, con il cofondatore in lingua spagnola Gravedad Cero.

Per l'occasione stiamo preparando qualcosa di originale: un concorso di idee, a cui tutti potranno partecipare: ve ne parleremo a breve.

Se invece volete proporvi come futuri ospiti, visitate il Carnevale della Fisica su Ning dove troverete le regole per partecipare e la mappa dei partecipanti nel mondo (9 paesi in altrettante lingue)

Se non sapete ancora cosa sia il carnevale, potete leggere l'articolo su WIRED, su EL PAIS, su TUTTOSCIENZE de LA STAMPA, RADIO 24, PUBLICO, GARA.

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venerdì 29 ottobre 2010

ESA: TROVATA VITA SU MARTE?

Ci è appena pervenuta una notizia direttamente dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) "che rivela" - così recita la nota di agenzia - "una scoperta sconcertante su Marte".





Ulteriori particolari sul canale ufficiale YouTube dell'ESA.

Ah, dimenticavamo... domani sera, Gravità Zero augura a tutti buona festa di Halloween! :-)

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IL TURISMO SPAZIALE RISCHIA DI DANNEGGIARE IL PIANETA

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, le manie di pochi miliardari che utilizzeranno le prossime navette spaziali per compiere voli suborbitali potrebbero contribuire a peggiorare la situazione climatica sul pianeta con effetti devastanti sulle nostre vite.

E' quanto emerge da uno studio condotto da Martin Ross della Aerospace Corporation, Michael Mills del National Center for Atmospheric Research e Darin Toohey dell'Università' del Colorado, il problema principale non sarebbe tanto l'anidride carbonica prodotta, ma i fumi emessi dalle navette della Virgin Galactic (alimentati con combustibili fossili solidi e ossido di azoto) che, contrariamente a quanto avviene per quella dei jet o delle centrali a carbone, rimarrebbe nell'atmosfera terrestre per anni, generando un aumento della quantità di energia solare assorbita.

Usando un modello computerizzato dell'atmosfera terrestre, i ricercatori hanno stimato che, se così fosse, la superficie del nostro Pianeta si raffredderebbe di 0,7 ° C, la temperatura in Antartide aumenterebbe di 0,8 ° C., le regioni equatoriali potrebbero perdere circa l'1% del loro ozono, mentre i poli ne acquisirebbero fino al 10%

Per prenotare un volo attualmente la Virgin Galactic fa pagare circa 200.000 dollari e i potenziali candidati hanno già sborsato il costo complessivo di circa 50 milioni di dollari.

giovedì 28 ottobre 2010

GLI INGRANAGGI IMPOSSIBILI DEL DR BOYER

Qualche giorno fa Amedeo Balbi sul blog Keplero ci aveva allietato con favolose illusioni.

Clayton Boyer fa qualcosa di simile con questi "ingranaggi impossibili", una sorta di Maurits Escher in movimento...





Ma la mia preferita in assoluto è la Dr. Boyer's Mystery Box




PALESTRA DELLA MATEMATICA AL FESTIVAL DELLA SCIENZA DI GENOVA


Mangian libri di cibernetica, insalate di matematica, ... potremmo dire parafrasando una nota canzone degli anni '80!

Loro sono quelli di "Matefitness", la prima Palestra della Matematica, uno spazio sempre aperto che permette di scoprire quanto la matematica sia utile e divertente in tante circostanze quotidiane. E come in una normale palestra il protagonista sei tu!

Tra le numerose proposte dell'edizione 2010 del Festival della Scienza di Genova (29 ottobre - 7 novembre 2010) segnaliamo le novità tecnologiche della "palestra": la mostra interattiva scenografica Odissea, che esplora le radici mediterranee delle nostre conoscenze logico-matematiche attuali e la mostra di design paral lex, sulle geometrie non eculidee.

Da domani sarà inoltre online la nuova release del loro sito www.matefitness.it e saranno disponibili le prime immagini delle mostre e dei laboratori.

Un invito a recarsi direttamente a Genova, presso Palazzo Ducale,e a scoprire le numerose attività.

MateFitness è un progetto divulgativo permanente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.


TORINO: I MERCOLEDI' DELL'ACCADEMIA DELLE SCIENZE

Matematica, neuroscienza, geologia, giurisprudenza, storia dell’arte e linguistica: dal 17 novembre partono, al Circolo dei Lettori di Torino, dieci appuntamenti con la scienza che ci accompagneranno da novembre a maggio 2011.

Foto: interno dell'Accademia delle Scienze di Torino


È la scienza nelle sue espressioni più varie ed avvincenti la protagonista dei Mercoledì dell’Accademia delle Scienze di Torino, l’appuntamento che a partire dal 17 novembre vedrà alternarsi professori ed esperti al Circolo dei Lettori (Via Bogino 9).

Dieci appuntamenti di carattere divulgativo, su temi affascinanti ma non sempre di facile comprensione e per questo poco conosciuti dal grande pubblico.

L’intreccio tra e arte e scienza, ad esempio, che fin dall’antichità ha condizionato la pittura: da qui il racconto di come la scoperta di nuove molecole ha regalato nuovi colori e sbocchi alla creatività degli artisti. La storia, con un viaggio nell’Iran antico per scoprire quanto il suo stile artistica abbia influenzato Oriente ed Occidente, ma anche l’approfondimento del rapporto tra democrazia, diritti individuali e Chiesa.

La scienza del diritto poi, ovvero la giurisprudenza, con un confronto tra l’ordinamento giuridico continentale (basato sui codici) e quello inglese, di natura giurisprudenziale (basato cioè sulle sentenze, come accade negli USA, nel Regno Unito, in Australia, Canada, ecc.).



Fin qui la scienza di carattere umanistico, ma non mancheranno gli appuntamenti per gli appassionati di scienza e tecnologia: dalla neuroscienza – con le prospettive applicative della ricerca per la riparazione dei danni al cervello e al midollo spinale - alla matematica, con un viaggio in raffinati mondi virtuali dove anche la quarta dimensione diventa possibile; fino alla geologia e all’idraulica, per scoprire le innumerevoli ed affascinanti forme che l’acqua può assumere.

Per il primo appuntamento - il 17 novembre alle 17,30 – l’Accademia e il Circolo dei Lettori ospitano il Prof. Claudio Marazzini, titolare della cattedra di Storia della lingua italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università del Piemonte Orientale, con la conferenza "Scrittori di vocabolari e vocabolari di scrittori".

Molto spesso gli autori di vocabolari sono stati individui assai originali, essi stessi scrittori famosi, come il Tommaseo, al quale si deve il maggior dizionario dell’Ottocento. Oppure accade che un grande scrittore finisca la propria vita occupandosi di lessicografia, come fecero Vincenzo Monti e Alessandro Manzoni. Un scrittore, anche se non realizza il dizionario in prima persona, può concepirne l’ambizioso progetto: Manzoni, ad esempio, nel 1868 - negli anni decisivi tra l’Unità nazionale e la presa di Porta Pia - immaginò per l’Italia un vocabolario diverso da quelli di cui allora si disponeva. Inoltre, Manzoni fu grande e polemico chiosatore di vocabolari, come del resto era stato Alessandro Tassoni nel Seicento. D’Annunzio usava invece i vocabolari per trarne ispirazione, come una sorta di eccitante per creare.

Passando alle raccolte di parole settoriali o destinate a qualche scopo specifico, si scopre che alcuni scrittori hanno compilato vocabolari proprio per imparare il mestiere, come Giovanni Faldella o Cesare Pavese; altri hanno sentito la necessità di corredare le proprie opere di appositi lessici, come Pasolini. Il vocabolario quindi come strumento dello scrittore, il quale lavora con le parole, come il pittore con i colori.

Per informazioni:
Tel. 011 5620047 - www.accademiadellescienze.it


Ufficio stampa
Barbara Magnani
magnanibarbara@gmail.com

mercoledì 27 ottobre 2010

SONO IN ARRIVO I GIANDUIOTTI A "GRAVITÀ ZERO"



Alla redazione di Gravità Zero sono in arrivo i gianduiotti, il tipico cioccolatino a forma di "barca rovesciata" con cioccolata di tipo gianduia che si produce a Torino, ripieni della famosa nocciola tonda gentile delle Langhe, rinomatissima per la sua qualità.

Si ringrazia Oxicoa per la disponibilità



martedì 26 ottobre 2010

SOCIAL NETWORK NELLA DIDATTICA - INTERVISTA A CATERINA POLICARO, DOCENTE E BLOGGER

Nel prossimo Carnevale della Fisica, che verrà ospitato sul blog Scientificando dalla docente Annarita Ruberto, il tema trattato sarà l'approccio didattico delle scienze e in particolare ci si chiede:

"Perché la didattica delle Scienze, e della Fisica in particolare, non funge qui da noi?"

Abbiamo girato la domanda a Caterina Policaro, docente di ruolo nelle scuole superiori e formatrice, che recentemente allo SMAU ha presentato alcune interessanti proposte sull'uso dei social network nella didattica.


QUAL E' IL RAPPORTO CHE I DOCENTI
HANNO
CON NUOVI STRUMENTI COME I SOCIAL NETWORK? E QUALE QUELLO DEI GIOVANI STUDENTI?

Mentre gli studenti hanno un rapporto oramai di simbiosi con i social network (soprattutto Facebook adesso, anche se nel 2007 il luogo privilegiato per la socializzazione e lo scambio era MySpace mentre nel 2008 la presenza degli adolescenti era ben distribuita su Netlog e Badoo), dobbiamo dire che i docenti sono praticamente nuovi entrati in questo mondo.
Con questo non voglio dire che ne siano totalmente a digiuno, anzi. Facebook e la sua diffusione di massa hanno portato praticamente tutti su Facebook. Anche il collega più insospettabile ha aperto il profilo Facebook, oramai.

Quindi un rapporto docenti/mondo dei social network possiamo dire che si è instaurato.
Solo che manca la consapevolezza d'uso sociale oltre che personale, nella maggior parte dei casi.


COME SI POTREBBERO AVVICINARE I GIOVANI ALLA SCIENZA?

Sicuramente attraverso la pratica, l'osservazione di fenomeni, la laboratorialità delle esperienze didattiche e, perchè no, con l'integrazione delle nuove tecnologie a disposizione. Internet può essere un ottimo veicolo per avvicinare i giovani alla scienza.


QUALI SONO I LIMITI DELLA SCUOLA ITALIANA?
COME SI POTREBBE MIGLIORARE L'APPROCCIO ALLA DIDATTICA?

La scuola italiana soffre da diversi punti di vista. Il primo grosso limite, secondo me, è la poca capacità di svecchiarsi, innovare, andare incontro alle esigenze mutate degli studenti e delle famiglia per mantenere il suo ruolo e la sua peculiare funzione educativa.
L'approccio alla didattica migliora solo se il docente ha voglia di mettersi in gioco, di trovare i canali giusti per comunicare e trasmettere il sapere, di stare al passo coi tempi, di uscire dalla logica dello "spiego, interrogo, faccio il compito". C'è bisogno di utilizzare la tecnologia, perchè la tecnologia fa parte della quotidianità e la scuola non può essere solo teoria lontana dalla quotidianità.
C'è bisogno di dare spazio a chi ha la voglia di fare, di innovare, di migliorare. Tra i docenti siamo in molti.
C'è bisogno di risorse e non di tagli. C'è bisogno di una visione che sia più di insieme.
C'è bisogno di curiosità e nuove metodologie che integrino tecnologie e didattica, contenuti e saperi, motivazione e aspettative per il futuro.

HA DEI PROGETTI IN CORSO CHE STA SVILUPPANDO IN QUESTA DIREZIONE?

Mi occupo da anni di e-learning prima e di un più generico tecnologie per la didattica, poi. Termine che ho cominciato a preferire perchè cerco di approfondire gli aspetti e le possibilità didattiche correlati all'uso delle tecnologie (computer, internet, telefonini, social network ecc.) già disponibili, già in mano agli utenti (docenti e studenti, formatori e corsisti).
Per quanto mi è possibile, provo sempre ad integrare il mio lavoro a scuola utilizzando sicuramente il computer per attività di diverso tipo e strumenti web che mi possono essere utili.
Sicuramente mi mantengo in contatto con gli studenti attraverso i social network tipo Facebook, canale comunicativo che può rivelarsi molto utile anche alla didattica.
Un mio progetto a breve termine è quello di abilitare i miei colleghi all'uso delle LIM presenti nel mio istituto.
Dal momento che le abbiamo, è veramente un peccato non utilizzarle.
Non escludo a breve sperimentazioni più mirate di didattica attraverso Facebook, sicuramente metto in cantiere la formazione ai miei colleghi su questi argomenti e l'approfondimento riguardo all'e-book.
Con le nuove tecnologie bisogna sempre stare al passo e prendere il buono che ci offrono.



Si occupa da anni di didattica, e-learning, formazione e insegnamento/ apprendimento con le nuove tecnologie, dinamiche della comunicazione online.

Dal 2002 blogger attiva sul web Catepol.net nel quale scrive di Web 2.0, Didattica e Social Network, blog che nel 2009 è risultato quarto (primo fra gli italiani) agli European Blog Awards di Bilbao.



Sul sito Robin Good una intervista video con esperienze sull'uso dei new media nella scuola.


lunedì 25 ottobre 2010

MICROMEGA PORTA IL DIBATTITO SULLA SCIENZA IN EDICOLA


Segnaliamo questo mese un interessante numero di Micromega, che troverete in edicola a partire da domani, martedì 26 ottobre 2010, e dedicato ai principali temi scientifici al centro del dibattito internazionale: dall'inconciliabilità con un Dio creatore sostenuta da Peter Atkins, alla difesa dell'evoluzionismo di Eugenie Scott, all'evoluzione della mente di Edoardo Boncinelli.

Inoltre la sezione sull'intelligenza con Pievani, Zuberbuehler, Pepperberg, Vallortigara, De Cesare.

Per finire la robotica di Veruggio, la genetica di Caramelli, la modifica delle strutture neuronali di Dehaene e la "mente estesa" di Clark e Chalmers.

Un numero da non perdere!

ARDUINO SCUOLA: LABORATORI E RIFLESSIONI SULL'INFORMATICA LIBERA A SCUOLA

Arduino è "IL PROCESSORE", prodotto da geniali e giovani ingegneri e informatici piemontesi (Massimo Banzi, David Cuartielles, Tom Igoe, Gianluca Martino, e David Mellis) presso l'Interaction Design Institute di Ivrea, un istituto fondato dalla Olivetti e da Telecom Italia. Un invenzione talmente celebre da essere presentata come innovazione dell'anno dalla testata Wired.

Nasce inizialmente nel 2005 come strumento di prototipazione elettronica per gli studenti. Versatile, economico e di facile utilizzo, costituisce la piattaforma ideale per la didattica informatica a scuola.

Ciò che è davvero notevole è il modello di business di Arduino: un hardware a basso costo e open source progettato e costruito dalla tinker.it. Gli schemi hardware di Arduino sono distribuiti in modo da poter essere utilizzati nei termini legali di una licenza Creative Commons Attribution Share-Alike 2.5, e sono disponibile sul sito ufficiale Arduino.

Per conoscere la storia di Arduino, c'è un ottimo manuale disponibile online.

Qui vediamo un documentario che è stato realizzato dal Laboral Centro de Arte in Spagna


Martedì 26 ottobre 2010 si parlerà di Arduino e di scuola in un incontro che si terrà presso progetto Arduino, Docabout, e CSP.

Promosso dall'associazione Dschola, con la collaborazione dell'ITI Majorana di Grugliasco è l'occasione per parlare di informatica libera a scuola con particolare attenzione al progetto Arduino hardware a basso costo e open source pensato a Ivrea e completato con un linguaggio di programmazione conosciuto come Processing, sviluppato al MIT di Boston.

Andrea Molino responsabile del Laboratorio EmSysLab di CSP parla di "Internet of Things - L'internet delle cose".

L'iscrizione è aperta all'indirizzo sul sito dell'ITIS Majorana.

ARDUINO SCUOLA: LABORATORI E RIFLESSIONI SULL'INFORMATICA LIBERA A SCUOLA
Martedi 26 ottobre 2010 - dalle 14.30 - 17.30
Auditorium ITI Ettore Majorana
Via Cantore,119 - Grugliasco (TO)

Per CSP - Ufficio Stampa
Maria Costanza Candi
3486096100 candi@csp.it

domenica 24 ottobre 2010

OLIMPIADI DI ASTRONOMIA 2011

Sei nato/a tra il 1994 e il 1997?
Puoi partecipare e vincere alle Olimpiadi di Astronomia 2011

Sfrutta la tua passione per l’astronomia, consultando i tuoi insegnanti, la biblioteca della tua scuola, l’Osservatorio Astronomico, il Planetario o il Museo scientifico della tua città, internet…
Scrivi una ricerca originale e frutto del tuo personale pensiero!
Registrati alle preselezioni e invia il tuo elaborato online entro il 29 novembre 2010

Se supererai la fase di preselezione, potrai sostenere la prova scritta interregionale il giorno 21 febbraio 2011 nella sede regionale a te più vicina.

Se verrai selezionato/a, parteciperai alla finale italiana il 17 aprile 2011 a Reggio Calabria.

La SAIt (Società Astronomica Italiana) e l'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), in collaborazione con il MIUR, organizzano le Olimpiadi Italiane di Astronomia 2011. L'iniziativa intende stimolare l'interesse e lo studio delle discipline scientifiche, dell'Astronomia e dell'Astrofisica in modo particolare, offrendo agli studenti delle scuole italiane un'occasione di incontro tra le diverse realtà scolastiche e tra scuola e mondo della ricerca scientifica. L'organizzazione nazionale della manifestazione è curata dal Comitato Organizzativo per le Olimpiadi Italiane di Astronomia e dai responsabili dei Comitati Olimpici Interregionali.

I candidati dovranno spedire i temi svolti entro le ore 24 del 29 novembre 2010 per via telematica, collegandosi al sito www.olimpiadiastronomia.it

Da pochi giorni è anche online il nuovo BLOG delle Olimpiadi di Astronomia

CREATE YOUR SPACE: GARA DI CREATIVITA' SU FACEBOOK


L’Agenzia Spaziale Europea lancia una gara di creatività su Facebook.

Silvia Dettori, User Experience Designer all'Icon Medialab for ESA (Agenzia Spaziale Europea), ci informa di una interessante iniziativa rivolta ai giovani.
Si tratta di una gara di creatività sui temi legati allo spazio il cui scopo è avvicinare i giovani alla scienza.


CREATE YOUR SPACE

L’ESA propone una selezione di 11 immagini scelte tra le più belle del suo archivio e invita gli utenti di Facebook a trarne ispirazione per realizzare un’opera creativa.
Prendendo spunto dalle immagini di stelle e pianeti, della Terra vista dallo spazio, e degli astronauti dell'ESA, i partecipanti potranno esprimere liberamente la loro inventiva e la loro fantasia usando il mezzo espressivo che preferiscono: un dipinto, una canzone, un video, una ricetta di cucina, un fumetto, una fotografia… Tutte le forme d’arte sono ammesse alla gara, non ci sono limiti.

Vinceranno le opere che raccoglieranno più “Mi piace”.

Questo è la pagina che ospita la gara
www.facebook.com/CreateYourSpace


Questo è il regolamento
www.facebook.com/CreateYourSpace?v=app_4949752878


E ora... lasciamoci trasportare dalle bellissime immagini ESA accompagnate dalle splendide melodie dei Grainsofsound

sabato 23 ottobre 2010

LA COEVOLUZIONE DI DIETA, GENETICA E CULTURA

Recenti studi hanno fatto luce sulle relazioni che intercorrono tra geni, cultura e dieta dell'uomo. Elementi che avevamo sotto gli occhi e che non vedevamo, finendo col pensare che la genetica e la cultura fossero entità distinte, che non potevano influenzarsi reciprocamente.
Quanto scriverò renderà chiaro che un legame esiste e che era quasi ovvio.

Alimentazione ed evoluzione della specie umana sono strettamente legati, al punto che è stato proprio il cambiamento dell'alimentazione e farci evolvere da primati ad esseri umani.
Dal momento in cui si è innescato il processo evolutivo, questo ha cominciato a influire sulla nostra dieta , finché a tutto ciò si è aggiunta la cultura.
Un esempio facile e chiarificatore è l'uso continuativo del fuoco. Come tenere il fuoco acceso e come usarlo è una tecnologia che ha influito sulla nostra genetica, infatti il cibarsi di cibi cotti ha portato alla modifica della nostra dentatura.

Il lungo cammino dai cacciatori, ai coltivatori/allevatori, alla società industriale ha prodotto grandi cambiamenti alimentari.
La coevoluzione di geni e cultura è descritta nei lavori di Luigi Luca Cavalli Sforza e Marcus W. Feldman, che hanno dimostrato come la cultura possa generare nuovi meccanismi evolutivi.

Ma torniamo indietro.

DIVENTARE CACCIATORI

Durante il miocene i primi ominidi si sono evoluti da primati arboricoli a carnivori a causa di un cambiamento climatico, che ha reso gli alberi meno disponibili.

L'ominide, per sopravvivere, è dovuto scendere dall'albero, diventare bipede e ha cominciato a mangiare carne. Dapprima si nutriva degli animali uccisi da altri animali e di carogne, poi ha cominciato a cacciarli egli stesso.
Il cambiamento nella dieta ha portato a diverse mutazioni genetiche: adattamenti dell'anca per poter camminare, la capacità di digerire la carne e l'importantissimo aumento della neocorteccia.

Diventare cacciatori è stato possibile grazie alla creazione di nuove tecnologie (lance, “coltelli”, archi, frecce ecc). L'aumento delle dimensioni del cervello si vedono nella transizione dal genere Australopithecus al genere Homo.
Dato il grande consumo energetico del tessuto cerebrale, l'evoluzione di cervelli di grandi dimensioni ha avuto grandi implicazioni per la nutrizione degli ominidi, che per coprire gli alti costi nutritivi del cervello dovevano mangiare carne.
La creazione di strumenti ha permesso l'accesso a tessuti ricchi di acidi grassi necessari per sostenere la rapida evoluzione cerebrale.

LA SCOPERTA DEL FUOCO

Un altro fondamentale evento culturale è stato la domesticazione del fuoco e il suo uso regolare, avvenuto 50.000-100.000 anni fa. La facilità nella masticazione ha modificato i nostri denti e la nostra mandibola. Inoltre il cibo cotto aumenta la disponibilità di energia, nutrienti e riduce il rischio di infezioni. Come ci ricorda anche il Prof. Giuseppe Caramia nel suo articolo "Cibo cotto o cibo crudo? Facciamo chiarezza", pubblicato su questo sito il 2 agosto 2010.

Il passaggio alla domesticazione di piante e animali, avvenuto circa 12.000 anni fa, nasce dall'intreccio tra cambiamenti culturali e biologici.


I carboidrati dal sapore dolce sono ricchi di energia e quindi di vitale importanza per gli esseri umani. Nel Paleolitico i carboidrati erano scarsi ed era importante riconoscere con efficacia gli alimenti dal sapore dolce.
Per fare ciò si è dovuto ampliare un enzima, l'amilasi salivare, che fosse presente non solo nel pancreas, ma anche in bocca, nella saliva.
Dagli studi fatti su popolazioni isolate emerge che l'amilasi è più presente in quei popoli in cui la dieta è ricca di amidi. Nell'uomo l'amilasi salivare è presente 6-8 volte di più che nei primati.


LA LATTASI

Un importante esempio di coevoluzione tra geni e cultura è la persistenza della lattasi negli adulti.
La capacità di digerire il latte è legata alla presenza della lattasi, che tende a scomparire man mano che si passa dall'infanzia all'età adulta.
Questo enzima è maggiormente presente nelle popolazioni che consumano molto latte, come nei paesi dell'Europa del nord ed è assente in popolazioni africane che non consumano latte. Il latte è una fonte liquida di energia che aiuta a sopravvivere a inverni prolungati e freddi.

La persistenza della lattasi era assente nei primi agricoltori europei, come dimostrano le analisi degli scheletri umani del Neolitico.
La svolta culturale verso l'allevamento e la mungitura sembra essere stata la forza motrice per la persistenza della lattasi.

ALIMENTAZIONE SENZA PROTEINE ANIMALI

Da diverso tempo si sta producendo un cambiamento culturale che spinge verso la dismissione dell'uso della carne come fonte alimentare ed energetica, mi riferisco a vegetariani e veganiani, e mi chiedo: “ma se il cervello per funzionare ha bisogno dell'energia e soprattutto dei nutrienti presenti nella carne, lo smettere di consumarla, che influenza avrà sul nostro tessuto cerebrale?”.



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venerdì 22 ottobre 2010

COME SI OTTENEVA UN TEMPO CARBONE DA LEGNA


A Montalto, nelle Marche, e precisamente nell'estremo nord del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si trova il Museo delle Carbonaie.

Dopo aver consultato vari depliant, non avevamo la più pallida idea di dove si trovasse esattamente tale museo. Il nostro obiettivo era semplicemente quello di capire cosa sono e come funzionano le carbonaie, perché - quando andiamo in vacanza - siamo soprattutto interessati agli aspetti scientifici dei luoghi e alla natura piuttosto che a noiose mostre d'arte contemporanea o a musei archeologici (che possono anche essere interessanti, ma ne abbiamo visti troppi!). Così abbiamo chiamato il Comune di riferimento, che ci ha dato un cellulare inizialmente irraggiungibile. Poi siamo riusciti a contattare la persona giusta, ma eravamo convinti che il museo si trovasse a Cessapalombo. Infine, grazie a corrette indicazioni telefoniche e all'aiuto del navigatore siamo riusciti a raggiungere il posto, scoprendo che tutti i cartelli con le indicazioni erano concentrati soltanto sul posto.

Nella tarda mattinata del 5 agosto entriamo nel museo e scopriamo innanzitutto che è gratis. Mia moglie comincia a chiedere all'incaricata cosa possiamo visitare, mentre mio figlio si getta senza ritegno su tutti i depliant disponibili, sistemandoli in rigoroso disordine. "Mentre arrivavamo abbiamo visto la Casa delle Farfalle", dice mia moglie, "di cosa si tratta?". "E' un posto in cui sono state collocate delle piante aromatiche per attrarre farfalle, ma ora lo stiamo sistemando. Abbiamo appena ricevuto i finanziamenti per farlo. Proprio ieri ho fatto un interessante corso sulle farfalle tenuto da un entomologo". Altro che corso di inglese o di aggiornamento su qualche software, penso, questo sì che deve essere stato interessante.

In una stanza ad hoc, l'incaricata ci mostra alcune teche con delle farfalle e ci fa notare che una farfalla ha - al culmine delle ali - dei disegni che riproducono teste di serpenti, e ciò serve a scoraggiare gli uccelli predatori. Stesso fine hanno delle appendici al termine delle ali: quando l'uccello afferra le appendici crede di aver conquistato il suo pranzo; in realtà le appendici si staccano e l'uccello resta... con un pugno di mosche. Purtroppo, una volta staccate, le appendici non ricrescono, di conseguenza la polizza assicurativa della farfalla è in grado di risarcirla una sola volta per un solo evento. Altro aspetto oltremodo curioso è che le farfalle non hanno bisogno di alcun processo di imbalsamazione. A fini di studio, vengono catturate con un retino - esattamente come si vede nei cartoni animati - poi vengono stordite con cloroformio o etere e infine uccise. E' sufficiente predisporre la teca, stendere le ali della farfalla e fissarla con uno spillo speciale che non arrugginisce. Occorre però inserire nella teca anche della comune naftalina, che funzioni da antiparassitario. In questo modo i cadaveri delle farfalle si conservano e possono essere studiati: si pensi che solo nei Monti Sibillini ne esistono più di 800 specie diverse !

Al piano superiore c'è una mostra sul lupo e finalmente, a piano terra, troviamo il museo delle carbonaie! Qui capiamo innanzitutto che una carbonaia è uno strumento - che va costruito - e serve a produrre carbone a partire dalla legna. Non va bene qualunque tipo di legna, né qualunque dimensione (lunghezza e diametro); inoltre occorre seguire una procedura per costruire il nucleo, la base e la copertura della carbonaia. Come se non bastasse occorre accenderla e governare attentamente il fuoco: una volta finito il processo bisogna smontare la copertura, recuperare il carbone, infilarlo nei sacchi e trasportarlo fino al luogo di vendita. Questo non è altro che il mestiere del carbonaio,fino a pochi decenni fa diffuso in questa zona e praticato da circa 50 famiglie. Ora non restano che 5 famiglie e la carbonaia non è più fatta di legno, ma di lamiera (quindi non viene ricostruita ogni volta, si veda foto a sinistra), d'altronde il carbone non è più essenziale come un tempo.

Decidiamo di approfondire la conoscenza delle carbonaie affrontando il "percorso delle carbonaie", ovvero 12 chilometri a piedi che ci consentiranno di scoprire e toccare con mano gli alberi da cui si ottiene la legna per costruire le carbonaie e tutte le fasi di preparazione delle stesse. Impariamo i nomi degli alberi (maggiociondolo, corniolo, acero d'ungheria, roverella), grazie ad utili cartelli posti in corrispondenza degli alberi stessi: ciò consente di conoscerli in maniera pratica (e non solo teorica). Ad un certo punto ci rendiamo conto di essere gli unici visitatori del percorso delle carbonaie: non c'è proprio anima viva! Eppure per un istante restiamo immobili con la faccia a forma di punto interrogativo, quando - a poca distanza da noi - un qualcosa di alto circa mezzo metro sfiora le piante in maniera vistosa e sufficientemente rumorosa da farci rabbrividire. E' probabile che si tratti di un cinghiale: cosa si fa quando ci si trova faccia a faccia con un cinghiale? Francamente non lo sappiamo e speriamo di non doverlo sperimentare!

Piomba di nuovo il silenzio nel bosco, infranto solo da tante farfalle (ma veramente tante!) e ci possiamo godere con tranquillità tutte le fasi di costruzione della carbonaia. E' interessante vedere come si costruisce il nucleo, cioè un castello di legna inchiodata (si veda la foto a sinistra) che deve essere ben saldo poiché reggerà l'intera copertura e il peso del carbonaio, quando vi salirà sopra per accenderla e poi ricoprirla. Quel castello di legna sarà poi anche il camino della carbonaia: quando - dopo 8/10 giorni - il fumo diventerà acre e di colore azzurro, significherà che il processo di combustione è pressoché esaurito. Lo spiazzo dove viene collocata la carbonaia non va scelto a caso: è opportuno che a monte dello spiazzo si trovi il bosco dal quale si attinge legna, perché ciò ne agevolerà il trasporto. Inoltre è meglio riusare sempre gli stessi siti, poiché la terra, già "cotta", non si muove e non si fessura, così da impedire l'ingresso di aria all'interno della carbonaia.

Una volta scelta la "piazza carbonaia" e costruito il castelletto di sostegno, occorre predisporre la legna per costruire la copertura. La base verrà sostenuta da pietre, mentre la copertura avrà un certo spessore, quindi legna più lunga all'esterno e più corta all'interno, dal momento che la forma della carbonaia è quella di una cupola(si veda la foto a destra). Fino a questo punto la bocca del camino della carbonaia è aperta. Si inizia la carbonizzazione gettando della brace all'interno, insieme con piccoli frammenti di legno; poi la bocca viene chiusa con legna più grossa e frasche. Nei giorni successivi la bocca va riaperta perché la carbonaia sia alimentata con nuovi pezzi di legno. A partire dal quarto/quinto giorno non viene più alimentata.

Inizialmente il fumo che esce dal camino è biancastro, poi - con la diminuzione dell'umidità - diventa marrone, successivamente torna ad essere chiaro: ciò significa che la carbonizzazione è iniziata. Quando il fumo diventa celeste e l'odore si fa pungente per la presenza di acido acetico, il processo di carbonizzazione è a buon punto. Esso finirà quando non ci sarà più fumo, cioè dopo circa 5 o 6 giorni per le carbonaie piccole e dopo 8 o 10 giorni per quelle grandi. La legna si è trasformata in carbone quando, facendo pressione sulla carbonaia con le mani, questa scricchiola. Alla fine del percorso siamo stremati, non tanto per i 12 chilometri, né per la pendenza,
e neanche per il sole, piuttosto per i 15 chili di mio figlio sulle spalle (mie e quelle di mia moglie a rotazione, cioè finché ci si riesce....).

Tutte le foto pubblicate in questo articolo sono state scattate dall'autore e da sua moglie il 4 agosto 2010.

LA SCIENZA E I GIOVANI: COSA PROPONI PER MIGLIORARE LE COSE?

Si sa che che l’insegnamento scientifico in Italia lascia a desiderare. Lo dimostrano chiaramente le sconfortanti prestazioni offerte dai nostri studenti nelle indagini internazionali quali l’OCSE-PISA, per citarne una.

Come mai, secondo voi? Perché la didattica delle Scienze, e della Fisica in particolare, non funziona qui da noi?

Inviateci le vostre idee per migliorare: quali argomenti potrebbero risultare particolarmente accattivanti per i giovani studenti o quali metodi di approccio preferire, o...

Partecipate al Carnevale della Fisica 12 su Scientificando

(e leggete qui le regole) oppure inviate i vostri contributi a: annaritar5@gmail.com



COME SI PARTECIPA AL CARNEVALE DELLA FISICA?

E' sufficiente pubblicare sul proprio blog, ed entro il 27 del mese, un testo divulgativo su un argomento che abbia relazione con la fisica.

Fisica teorica, meteorología, nanotecnologíe, biofísica, astrofisica, ma anche storia, poesia, teatro, musica: materie che possano avere relazione con la scienza e la fisica in particolare.

Ogni 30 del mese il blog ospitante pubblicherà un post con tutti i links ai blog che si sono uniti all'iniziativa, con l'obiettivo di fare conoscere e apprezzare la fisica in tutti i suoi aspetti e aumentare la visibilità dei blog e degli autori che partecipano e desiderano stimolare, soprattutto nei i giovani, la curiosità verso la fisica, per scoprirne tutto il fascino.

Nei mesi successivi, a turno, anche altri blogger e autori potranno proporsi per ospitare il carnevale sulle proprie pagine.

Il prossimo Carnevale della Fisica n° 12 è ospitato su Scientificando

La pagina del gruppo Carnevale della Fisica
www.carnevaledellafisica.ning.com

Le regole del Carnevale della Fisica.



OGGETTI MISTERIOSI A ... GRAVITA' ZERO


Cosa staremo preparando, qui a Torino, per Gravità Zero?
Il primo che indovina riceverà il simpatico omaggio che vedete in preparazione!
Aggiornamento: premieremo anche la spiegazione più divertente e fantasiosa!













AGGIORNAMENTO: Complimenti a Emanuele (eNIgmista) che ha indovinato e riceverà un pacchetto di ... gianduiotti!




Si ringrazia Oxicoa per la disponibilità



giovedì 21 ottobre 2010

SCIENZA LIBERA ONLINE CON LA SETTIMANA MONDIALE DELL'OPEN ACCESS


Sta per concludersi la Settimana Internazionale dell’Open Access a sostegno dell’Accesso Libero e senza barriere al sapere scientifico che mira a promuovere la strategia comunicativa dell’Open Access, movimento creato nel mondo accademico, il cui scopo è di offrire libero accesso ai risultati della ricerca sfruttando le potenzialità del web al fine di riguadagnare il possesso della comunicazione scientifica.





In Italia e all'estero sono numerose le iniziative che mirano a promuovere la strategia comunicativa dell'Open Access, movimento creato nel mondo accademico, il cui scopo è di offrire libero accesso ai risultati della ricerca sfruttando le potenzialità del web al fine di riguadagnare il possesso della comunicazione scientifica.

Il movimento dell’Open Access deve la sua esistenza alla Dichiarazione di Berlino del 2003, un documento internazionale, sottoscritto dall’Università dell’Insubria e da oltre 70 Atenei italiani, che riconosce alla rete un ruolo comunicativo prioritario e trova in Internet lo strumento più funzionale a una diffusione efficace della letteratura scientifica a vantaggio del libero scambio di dati e informazioni a livello internazionale.

Attraverso l’Open Access, gli autori-ricercatori possono pubblicare on-line gratuitamente i risultati dei loro lavori (nel caso di modelli commerciali che prevedano una copertura di spese, queste sono a carico delle istituzioni che finanziano la ricerca) senza rischiare di perderne la paternità intellettuale, garantita dal diritto d’autore anche in caso di Accesso Libero.

L’Open Access consente, inoltre, ai ricercatori di accedere e scaricare liberamente i contributi pubblicati in Internet, evitando di ricorrere necessariamente alle riviste cartacee o elettroniche tradizionali che, non di rado, si caratterizzano per il progressivo e vertiginoso aumento dei prezzi.

mercoledì 20 ottobre 2010

LUNA E GIOVE IN CONGIUNZIONE NEL CIELO DI OTTOBRE

Foto: Canon EOS 1000D - Zoom EF-S 55-250

La foto riprende la Luna e Giove in congiunzione scattata nella notte del 20 ottobre alle ore 0:10 con una normale macchina reflex digitale.

Il Gigante Rosso, come viene anche chiamato il più grande pianeta del sistema Solare domina incontrastato la volta celeste (è l'oggetto più luminoso dopo la Luna) ed è visibile ad occhio nudo durante tutta la notte.

Dalle pagine dell'Unione Astrofili Italiani è possibile prendere visione dei dettagli osservativi del cielo di questo mese di ottobre 2010.

In questo bellissimo video, vediamo come si presenta il pianeta Giove e i suoi satelliti a un osservazione più ravvicinata.



martedì 19 ottobre 2010

QUANDO LA MATEMATICA È INNOVAZIONE


Venerdì 22 ottobre 2010, dalle 14.30 alle 17.30, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste ospita (in sala Convegni al 7° piano) il convegno Quando l’innovazione è matematica, in occasione del quale sarà presentato il nuovo laboratorio di matematica applicata della Sissa: mathLab. Diretto da Antonio De Simone, il consiglio scientifico è presieduto dal matematico italiano Alfio Quarteroni

La matematica non è solo formule ed equazioni. È logica, razionalità, ragionamento. È uno strumento per risolvere i più grandi problemi che ci circondano. La matematica è innovazione.

Prendendo spunto da un viaggio virtuale che da arterie e capillari all’interno del corpo umano condurrà fino agli ingorghi del traffico metropolitano, il convegno sarà occasione per conoscere in che modo la matematica è utile nella progettazione di barche sempre più veloci e costumi olimpionici sempre più efficaci, e come viene impiegata con successo nel rivelare i dettagli del funzionamento del corpo umano e aiutare a riconoscere, per superarli, i limiti degli strumenti terapeutici attualmente disponibili.

La matematica può essere uno strumento vincente per l’innovazione? Questo interrogativo animerà gli interventi dei protagonisti del mondo delle aziende, dei distretti tecnologici e della pubblica amministrazione.

Parteciperanno al convegno:
Davide Battistin • Cantiere Alto Adriatico
Alessandro Facchini • LIMA-LTO Medical Systems
Livio Marchesini • Distretto Tecnologico Navale e Nautico del Friuli Venezia Giulia
Alfio Quarteroni • Politecnico di Milano, Presidente del Consiglio Scientifico di SISSA mathLab
PierCipriano Rollo • Fincantieri
Lucio Sabbadini • Distretto Ligure delle Tecnologie Marine
Ketty Segatti • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Coordina Antonio De Simone • Direttore di SISSA mathLab

IL COMUNE DI MILANO E LA PSEUDOSCIENZA DEL CREAZIONISMO

Su invito di Paolo Amoroso ho appena inviato a mio nome un reclamo al Comune di Milano perchè sono venuto a conoscenza della concessione di uno spazio pubblico a un evento pseudoscientifico che nega una delle scoperte più importanti e solide della scienza: la teoria darwiniana dell'evoluzione.

Con questa procedura secondo Paolo hanno l'obbligo di rispondere al cittadino entro 30 giorni.

Se ne condividi le ragioni, ti invito a inviare un analogo reclamo anche se non vivi a Milano. L'umiliazione della scienza e l'erosione della sua credibilità non ha confini amministrativi o locali.

Il form online per i reclami è raggiungibile visitando il sito del Comune:

http://www.comune.milano.it/dseserver/sportelloreclami/index.html

E` necessario fornire i propri dati e gli estremi di un documenti di identità.


Ecco il testo del reclamo:


OGGETTO: Diseducazione culturale e danno di immagine alla comunità scientifica

L'articolo di Federico Simonelli sul Fatto Quotidiano del 17/10/2010:“Il darwinismo è un falso”:

Il Comune di Milano accoglie l’ispiratore del negazionismo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/17/il-darwinismo-e-un-falso-il-comune-di-milano-accoglie-lispiratore-del-negazionismo/72146/

segnala la concessione di spazi comunali a un noto esponente di un movimento internazionale di fondamentalisti pseudoscientifici e religiosi che negano senza alcun fondamento il darwinismo, una delle conquiste maggiori e meglio dimostrate della scienza moderna. Questa decisione è incompatibile con i doveri di qualità di un'amministrazione pubblica, concede inopportuna autorevolezza e credibilità a soggetti discutibili dediti alla diseducazione culturale, e scredita le prestigiose istituzioni scientifiche milanesi dopo l'umiliazione della cancellazione del Darwin Day

Chiedo in base a quali criteri sia stata presa questa decisione, chi se ne assume la responsabilità, e come l'amministrazione comunale intenda rimediare al grave danno di immagine arrecato alla comunità scientifica.

PER APPROFONDIRE
Per maggiori informazioni consiglio la lettura dell'articolo di Paolo Attivissimo



AGGIORNAMENTO

QUESTA LA RISPOSTA, arrivatami dall'Ufficio Reclami del Comune di Milano alle ore 14.02

Da Reclami@comune.milano.it

Oggetto: RISPOSTA CONCLUSIVA - Comune di Milano - Re:


Gentile Sig.ra, Gentile Sig.re Claudio Pasqua
in riferimento al reclamo inviato in data 19/10/2010 13.13.23 dal codice DSEV-8ADF6W
le inoltriamo la risposta di Ufficio Reclami .

Ringraziandola ancora per la collaborazione che ha offerto al Comune di
Milano, la salutiamo cordialmente.

Segue la risposta:

Gentile Signor Pasqua,
Il messaggio che ci ha inviato non può essere evaso attraverso l’Ufficio Reclami in quanto non si tratta di un reclamo.
Cordiali saluti.
Servizio Customer Care
Gestione Reclami



Sono andato a vedere il significato di "reclamo" secondo il dizionario Italiano Hoepli (casa editrice milanese). Forse parliamo lingue diverse?


reclamo [re-clà-mo]
s.m.
1 Azione del reclamare contro una cosa considerata ingiusta, irregolare, dannosa e sim.:





AGGIORNAMENTO DEL 24 OTTOBRE 2010

Alcuni coraggiosi colleghi, rischiando la vita per la noia mortale dell'evento, hanno presenziato all'evento pesudoscientifico e ce ne hanno fornito un resoconto. Sono i redattori di Oggi Scienza: "Che noia, li turchi!", Query: "Creazionisti turchi a Milano, il resoconto" e Ocasapiens: "Lo scettro di Otkar è una pizza".

Resta solo un unico mistero ancora irrisolto: per quale motivo il Comune non abbia voluto fornire spiegazione a dei comuni cittadini sul perché i suoi locali, e dunque pagati con soldi pubblici, vengano impiegati per questi incontri evidentemente privi di qualsiasi fondatezza scientifica se non totalmente disinformativi.

Una domanda quest'ultima, che si stanno ponendo molti,
tra cui Raffaele Pizzari, Alberto Conti, Gabriele Ferraresi, Daniele Formenti, Gianluca Bartalucci.

Bartalucci, inoltre, scrive su newnotizie.it:
"Ma qual è il ruolo effettivo del Comune di Milano nell’organizzazione di questo raduno anti-scientifico? Basilio Rizzo, consigliere di opposizione, dice di non saperne nulla. “La trovo una cosa davvero singolare, di cui in settimana chiederò spiegazioni”, afferma. “Gli eventi delle Stelline non sono comunicati al consiglio comunale, ma dovrebbero passare al vaglio del consiglio di amministrazione della Fondazione, che è comunque espressione del Consiglio Comunale”."