giovedì 28 febbraio 2008

LE NANOTECNOLOGIE CI SALVERANNO!

Le nanotecnologie stanno vivendo in questi ultimi tempi un periodo di incredibile celebrità.

Ieri è stato presentato il calcolatore italo-spagnolo ad alto livello di parallelismo. Il nuovo supercomputer è stato pensato per accelerare gli studi nel campo della simulazione delle nanotecnologie. Il primo sistema completo verrà istallato presso il Dipartimento del Bifi (Spagna), e un altro Janus sarà utilizzato per attività di ricerca da Giorgio Parisi dell'Istituto nazionale per la fisica della materia (Infm-Cnr). [Se ne parla su Galileo]

Tra l'altro l'intervento in questo progetto di Giorgio Parisi [ne abbiamo parlato in questo articolo l'ottobre scorso], oltre a essere uno dei più importanti fisici italiani, mi ricorda da vicino un altro "periodo d'oro" dell'innovazione scientifica e tecnologica avvenuta proprio in Italia, e in Piemonte, grazie all'interessamento di un altro grande fisico italiano, Enrico Fermi, che avviò una attività di ricerca in settori ad alta innovazione presso l'Università di Pisa [ne abbiamo parlato qui].

E se negli USA i due terzi degli americani storcono il naso, [qui la notizia in italiano] ritenendo il nanotech qualcosa di moralmente inaccettabile (il che conferma i preconcetti religiosi che incidono sulle decisioni dell'americano medio), da Data Business apprendiamo che invece l’Ue, decisamente più laica nelle scelte del settore scientifico, spenderà 3 miliardi di euro per le nanotecnologie nei prossimi anni. La Commissione, infatti, ha deciso lo stanziamento per ricerche sulle nanotecnologie e di ulteriori 2,5 miliardi per i sistemi emunobedded nei prossimi dieci anni. Qui le iniziative Eniac e Artemis

Nascono anche i primi device commerciali realizzati grazie all'utilizzo delle nanotecnologie. Nokia ha annunciato due giorni fa Morph il primo dispositivo mobile funzionante realizzato grazie all'utilizzo della nanotecnologia. Presentato ieri l'altro al Museum of Modern Arto (MoMA) di New York in occasione dell'apertura della mostra "Design and the Elastic Mind.

Date uno sguardo a questo ottimo video che ne illustra l'uso.

E mentre aspettiamo il Convegno internazionale: nanotec 2008 previsto a marzo a Venezia su Nanomat uno studio di un gruppo di docenti di psicologia dell'Università di Torino evidenzia come la percezione degli italiani sulle nanotecnologie sia ancora molto confuso. La maggiorparte ancora non conosce le nanotecnologie ed ha un'idea distorta su quali siano le sue effettive possibilità di applicazione.

E così a livello locale il Piemonte, regione molto attiva sul fronte delle nuove tecnologie fa partire il progetto Nanomat, in collaborazione con la Camera di commercio di Torino e Unioncamere Piemonte, che presenta alla comunità scientifica e imprenditoriale le imprese e i centri di ricerca piemontesi attivi nel campo delle nanotecnologie.

Nasce anche un magazine semestrale dedicato alle piccole e medie imprese piemontesi e per iniziativa di AMMA e Nanomat è prevista la divulgazione della conoscenza delle nanotecnologie presso le imprese, per stimolare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali. [www.nanomat.it]

Nulla sarà come prima, annuncia La Stampa in un articolo di poche ore fa, e secondo ChangeWaves - l’osservatorio sul futuro di Social Technologies - da qui al 2015 cambierà la nostra vita, rivoluzionando la medicina, l’agricoltura, la produzione energetica e la lotta ai gas serra.

Niente male per una sfida iniziata nel 1959 dal Nobel Richard Feynman [1].



Claudio Pasqua


[1] Feynman può essere considerato il padre delle nanotecnologie, con un noto discorso passato alla storia come "There's plenty of room at the bottom"[1] (1959), in cui per la prima volta si considerava la possibilità di manipolazione diretta degli atomi nella sintesi chimica.


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