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L'importanza del gioco per il benessere cognitivo, dall'infanzia all'età anziana


Il gioco non è soltanto un passatempo, ma un’attività così essenziale da essere riconosciuta dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite come un diritto inviolabile ed insindacabile di ogni bambino. Si tratta di un’esperienza irrinunciabile che coinvolge l’intera persona, permettendole di esplorare e interpretare il mondo.

Attraverso il gioco, il bambino costruisce le fondamenta del proprio sviluppo, stimolando la produzione di nuove connessioni nervose. Questo processo, come sottolineato dal Centro per la Salute del bambino onlus, è cruciale per l'affinamento delle motricità grossolana e fina, ovvero quei movimenti che vanno dal correre e saltare fino a compiti più precisi come stringere o tagliare.

All'interno dell'attività ludica, i più piccoli imparano a esprimere la propria immaginazione, a conquistare nuovi traguardi e a vincere ansie e paure, alimentando l'autostima. È qui che si gettano le basi per un sano sviluppo affettivo, cognitivo e sociale, apprendendo il valore delle regole e della condivisione per il buon funzionamento di un gruppo.

La scienza conferma queste evidenze pedagogiche. Nel 2003, il neuroscienziato Jaak Panksepp scoprì che il gioco stimola efficacemente la produzione del fattore neurotrofico centrale (BDNF), una proteina attiva in aree cerebrali come l'amigdala e la corteccia prefrontale, responsabili di funzioni complesse quali l'organizzazione e la pianificazione del futuro.

In questo contesto, il ruolo dei genitori è fondamentale. Non si tratta solo di vigilare sulla sicurezza, ma di creare le condizioni ottimali per l'attività ludica, come suggeriva Maria Montessori. Giocare insieme ai propri figli, inoltre, rafforza il legame di intimità e il loro senso di protezione, diventando un momento prezioso di connessione.

Sebbene si associ prevalentemente all'infanzia, l'importanza del gioco non svanisce con la crescita. Superando lo stigma sociale che lo etichetta come "hobby", è ormai provato che giocare porti grandi benefici alla salute mentale e cerebrale anche negli adulti, aiutando a regolare lo stress e a coltivare relazioni sociali. A questo punto, una domanda sorge spontanea: ma allora questo significa che anche intrattenersi con le migliori slot online su piazza sia un'attività da incentivare? La questione è estremamente delicata e richiede un approccio basato sul buonsenso e sulla moderazione.

La risposta è che dipende. Qualsiasi esperienza evasiva e piacevole può potenzialmente provocare una dipendenza. È fondamentale che il gioco rimanga una forma di divertimento e non si trasformi in una compulsione o in un'attività che metta a rischio il benessere economico e psicologico del giocatore. L'equilibrio è la chiave di tutto.

Tornando ai benefici generali, per gli adulti il gioco rappresenta un'ottima palestra per la mente. Le attività di squadra, ad esempio, migliorano la tolleranza e la cooperazione, sviluppando al contempo le capacità di problem solving. Anche i giochi di ruolo sono usati in terapia per gestire paure e depressione in modo creativo.

Particolare attenzione merita il gioco nella terza età. Attività come dama, domino o bingo, molto popolari tra gli over 60, sono strumenti efficaci per mantenere la mente allenata e, soprattutto, per combattere il rischio di isolamento sociale, migliorando la qualità della vita percepita e la salute globale.

Anche i videogiochi, spesso demonizzati, possono avere un ruolo positivo. Come spiega lo psicologo Alan Mattiassi, non si tratta dello strumento in sé, ma di come lo si usa. Se vissuto in modo sano, il gaming può essere un ambiente di apprendimento, ma è sempre una questione di misura, di equilibrio, in una visione integrata della propria vita.

In definitiva, dall'infanzia alla vecchiaia, il gioco dovrebbe rimanere un elemento costante della nostra vita. Che sia attraverso lo sport, un gioco da tavola o un hobby creativo, dedicare tempo al divertimento fine a se stesso è un investimento prezioso per la nostra salute cognitiva, emotiva e sociale.

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