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LA FAKE NEWS SUI PADRI COSTITUENTI E IL REFERENDUM DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Da alcuni giorno circola in rete questo messaggio.  È interessante osservare come slogan e luoghi comuni vengano impiegati per veicolare propaganda e diffondere disinformazione.



È completamente falso dire che qualunque riforma lo voglia riportare “come nel ventennio”: oggi nessuno propone di sopprimere il CSM o metterlo sotto il controllo del governo.

Si discute, semmai, di come ridurre il peso delle correnti, rendere più trasparenti le nomine e correggere storture emerse negli ultimi anni.

Etichettare chi dissente come “pseudo-fascista” non è un argomento: è propaganda.

Pensarla diversamente non significa essere fascisti. È proprio questo il punto che andrebbe chiarito, perché ridurre un tema complesso a etichette (“o con noi o fascista”) avvelena il confronto e non aiuta a capire le riforme.

La democrazia merita fatti, fonti e lettura dei testi: documentati meglio prima di lanciare slogan inutili che non aiutano a capire e scegliere bene.

E PER FINIRE, ECCO UN ELENCO DI NOMI AUTOREVOLI CHE NON SONO DI DESTRA (ALCUNI SONO ANCHE DI SINISTRA) E CHE VOTERANNO PER IL SI


Augusto Barbera — Presidente emerito della Corte costituzionale

Perché pro Sì: interviene come volto della campagna “La sinistra che vota Sì” e rilascia dichiarazioni pubbliche sul voto.

Perché “non di destra”: l’iniziativa è promossa e presentata come area di sinistra riformista (“La sinistra che vota Sì”).


Giulio Prosperetti — Vicepresidente emerito della Corte costituzionale

Perché pro Sì: promotore del comitato “Popolari per il Sì” e dichiarazioni a favore del Sì.


Perché “non di destra”: il comitato nasce con riferimento esplicito alla tradizione popolare / ex democristiana e con l’appoggio di area Azione (Bonetti), non come comitato di destra.



Antonio Di Pietro — ex magistrato, figura pubblica/ politica (Italia dei Valori)


Perché pro Sì: indicato tra i componenti del comitato del Sì (“sì separa”).

Perché “non di destra”: la sua storia politica è pubblicamente collocata fuori dalla destra (IdV/area centrista-giustizialista).



Stefano Ceccanti — Costituzionalista; vicepresidente Libertà Eguale; ex parlamentare PD

Perché pro Sì: tra i protagonisti dell’evento “La sinistra che vota Sì”.

Perché “non di destra”: esplicitamente descritto come area sinistra riformista / provenienza PD.



Cesare Salvi — Giurista; già parlamentare PD


Perché pro Sì: tra gli intervenuti a “La sinistra che vota Sì”.

Perché “non di destra”: provenienza politica dichiarata (già PD).



Marilisa D’Amico — Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale (Università di Milano)


Perché pro Sì: tra gli intervenuti a “La sinistra che vota Sì”.

Perché “non di destra”: inserita in un contesto esplicitamente di sinistra riformista (Libertà Eguale).



Carlo Fusaro — Professore di Diritto pubblico comparato; presidente comitato scientifico Libertà Eguale

Perché pro Sì: introduce/presiede l’evento “La sinistra che vota Sì”.

Perché “non di destra”: anche qui, collocazione nel perimetro Libertà Eguale / sinistra riformista.



Vittorio Manes — Professore ordinario di Diritto penale (Università di Bologna)

Perché pro Sì: tra i partecipanti dell’evento
“La sinistra che vota Sì” e indicato nel fronte del Sì insieme ad altri penalisti/avvocati.

Perché “non di destra”: figura coinvolta nell’iniziativa “La sinistra che vota Sì”.



Giorgio Spangher — Professore emerito di Diritto processuale penale (Sapienza)

Perché pro Sì: presidente del Comitato Pannella–Sciascia–Tortora “per il Sì” (separazione carriere/sorteggio CSM) in eventi pubblici.

Perché “non di destra”: comitato di matrice radicale/garantista (non automaticamente “di destra”), con iniziative pubbliche trasmesse da Radio Radicale.


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